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martedì 22 luglio 2014

Vegan french toast

Versione vegan e riuscitissima del classico french toast che vorrebbe come protagonista l'uovo, ma chi lo vuole l'uovo! La panatura esterna viene benissimo con un composto di corn flakes, farina, latte vegetale, dolcificante e aromi a scelta. E per esagerare, una bella spalmata di marmellata al centro (ma anche una crema di cioccolato e nocciole rigorosamente vegan e fatta in casa senza olio di palma non ci starebbe male!)
L'idea me la porto a casa da un fantastico soggiorno a Torbole sulla riva trentina del Lago di Garda, posto bellissimo sia per farsi una giornata in spiaggia che per farsi delle belle camminate nella natura.
Ho soggiornato presso la Casota Vegan un b&b 100% vegan, in cui l'accoglienza è davvero spontanea e calorosa , e dove la mattina vengono proposte ottime colazioni autoprodotte (dal pane fatto in casa, allo yogurt, al formaggio vegetale e molto altro). La mattina non è mai mancata una bella varietà di dolci fatti in casa: piatti fatti la momento e serviti caldi come french toast, pancakes, waffle e poi muffin e torte. Vale la pena provarlo, anche per un bel weekend in tutta serenità.




Ingredienti per due:
4 fette di pane in cassetta integrale (tipo pan bauletto)
2 cucchiai abbondanti di marmellata a scelta
35 g. di corn flakes di mais
35 g. di farina 0
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
cannella o vaniglia (aromi facoltativi)
latte vegetale qb (1/3 di bicchiere ca.)
per copertura
frutta fresca a scelta
sciroppo d'acero


Spalmare tra due fette di pane in cassetta la marmellata scelta. In una ciotola mescolare, i corn flakes tritati a farina, la farina bianca, i dolcificanti, sale, bicarbonato e aromi. Unire il latte poco alla volta fino ad ottenere un impasto molto molle (ma non liquido) che si presta ad essere spalmato all'esterno delle fette di pane farcite di marmellata. Con un coltello spalmarlo omogeneamente su entrambi i lati del toast e un pò sui bordi.
In una padella scaldare un filo di olio di semi di mais, quando è calda far dorare il toast un paio di minuti per lato o poco più. Servire con frutta, sciroppo d'acero, burro di soia o altro a piacere.


mercoledì 21 agosto 2013

Falafel di ceci e maionese di avocado

Con le polpette vegan non ho ancora raggiunto grandi risultati, fatta eccezione per queste, che dopo due esperimenti poco entusiasmanti finalmente mi sono venute davvero bene. La prima volta che mi hanno spiegato la ricetta sono rimasta stranita dal fatto che i ceci si impolpettano da crudi, tritati finemente dopo un lungo ammollo, poi si friggono le polpette, nessun'altra cottura intermedia. La prima volta che l'ho sentito mi è sembrato improbabile e invece...Si possono fare anche con le fave, tritate da crude dopo una notte di ammollo (non ho sperimentato di persona).
La prima volta ho ammollato i ceci per meno di 24 ore e le ho cotte la forno, mi sono sembrate delle polpette insignificanti...
Nel frattempo ho scoperto che qui da me, gli arabi da cui prendevo spesso il kebab alle falafel, le fanno con le uova, e io che ho chiesto informazioni sperando di scoprire qualcosa di utile ho scoperto solamente e tristemente che spesso ho mangiato non vegan senza saperlo, mannaggia (cliente perso)! Ma non mi sono arresa, ho provato una ricetta che prevedeva ceci cotti e farina di ceci (risultato ancora peggio del primo).
La cosa fondamentale alla terza volta è stato un ammollo dei ceci infinito, più di 36 ore cambiando l'acqua ogni 12 ore più o meno. A dirlo fa passare la voglia, sembra noioso, in realtà è molto pratico, basta calcolare con un attimo di anticipo per quando intendiamo friggerle, poi per versare i ceci in un contenitore, riempire d'acqua e cambiarla un paio di volte non direi che ci vuole molto, il tempo si trova. Dopo si tratta solo di sbattere ceci e tutto il resto in un robot da cucina, tritare a lungo fino ad ottenere un impasto bello fine. Con l'ammollo lungo l'impasto viene bello morbido. Consiglio la frittura, il risultato è tutta un'altra cosa rispetto al forno ( poi non friggerò più per un secolo, probabilmente fino alla prossima estate, quindi si poteva fare). Appena toccano l'olio caldo si rassodano all'istante, questa sostanza legante sprigionata dai ceci crudi (come nel caso della farina di ceci) è portentosa.


Ingredienti:
300 g. di ceci crudi già ammollati (tassativamente ceci secchi, ammollo di 36 ore)
1 cipolla rossa bella grande
2 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
sale, pepe
olio di semi per firggere
sesamo o gomasio (facoltativo)

Prendere i ceci scolati dall'acqua di ammollo e versare nel recipiente del robot da cucina aggiungendo tutto il resto degli ingredienti: la cipolla a fette, l'aglio spezzettato, il prezzemolo, poco sale e del pepe. Azionare e tritare fino a quando il composto è fine e omogeneo (come dovrebbe essere un impasto per polpette). I semi di coriandolo e cumino è meglio tritarli un pò prima di aggiungerli al composto. Azionare di nuovo per amalgamarli. Far riposare l'impasto in frigor.
Formare delle palline premendo l'impasto con le mani, grandezza di una noce sue per giù, e buttare nell'olio caldo (io ho usato tre dita d'olio in un wok, non è necessario che la polpetta affondi nell'olio, basta rigirarla spesso per far si che non diventi troppo dorata solo da un lato). Appena sono dorate scolare e spostare sulla carta assorbente. Io le ho rotolate ancora calde nel gomasio. Si possono rotolare nel sesamo ancora calde o impanarle nel sesamo prima di buttarle nell'olio (comunque il gomasio, che unisce il giappo con l'arabo, è buonissimo).

Io ho esagerato e ho aggiunto insalata di pomodori datterini e 1/2 avocado.
Maionese di avocado fatta frullando 1/2 avocado con sale, pepe, 1 cucchiaino scarso di senape, 1 cucchiaio e poco più di succo di limone. Senza aggiunta di altri grassi a quelli naturalmente presenti nell'avocado viene una salsa dalla consistenza identica alla maionese e dal gusto più delicato (senza colesterolo ma ricca di potassio,acidi grassi 'buoni' come gli omega3, antiossidanti e vitamine).
L'idea della maionese di avocado l'ho presa qui da Cesca.


mercoledì 3 aprile 2013

Chili con 'carne'

No, non sono impazzita, mi piaceva solo dare questo titolo al post. Ovviamente la sostanza pricipale di questo chili sono i fiocchi di soia e i fagioli rossi. Tanto pomodoro, cipolla e peperoncino. In fin dei conti il titolo ci sta, è inutile far finta di nulla, la soia disidrata in fiocchi ha come una delle sue funzioni quella di imitare la carne macinata e permettere di cucinare le solite ricette che la prevedevano. Si, la soia è anche un utile fonte proteica e il fatto di variarne le forme consente maggiore creatività in cucina.
Quello che può causare una sensazione di mancanza non è tanto il fatto di non poter usare la carne (vi giuro che dopo un paio di mesi che non la mangio la mia mente le ha assegnato una categoria tutta a parte, differente dalla categoria 'cibo' e l'idea di cucinare qualcosa intriso di sangue e un tempo stato vivo mi disgusta) a mancare è solo l'abitudine di cucinare una certa pietanza, quello che si cerca realmente è il senso di sicurezza che da un'abitudine, non ci si aspetta realmente un sapore che a questo punto non so nemmeno quanto mi piacerebbe riassaggiare.
Trovo la soia disidratata, in fiocchi o bocconcini utilissima da tenere in dispensa, così se mi capita la voglia di fare qualcosa di molto simile ad un ragù, ad una polpetta di carne, ad uno spezzatino o simili basta reidratarla e insaporirla a dovere e in poche mosse mi ritrovo a cucinare le mie ricette abituali. Il chili con la macinata e i fagioli era tra le ricette che qualche volta mi facevo nel finesettimana, la sera davanti alla tv, con le tortilla e una birretta. E la filosofia 'non rinunciare a nulla ma trova la tua alternativa' funziona sempre alla grande senza sofferenze, basta aver voglia di sperimentare tutto! Anche il seitan tritato è l'ideale (perfetto per gli spezzatini), ma essendo ricco di glutine bisogna limitarne il consumo, l'ideale è un'unica volta a settimana, e qui entra in soccorso la soia. Non è una necessità, questo piatto è buonissimo anche di soli fagioli (un mix di fagioli piccoli e più grossi, che in parte si sfaldano in parte rimangono compatti). Si tratta solo di un capriccio, per usare una metafora come quando si smette di fumare ma si tengono in tasca le cicche o la sigaretta finta, è solo la tendenza a non abbandonare le abitudini...


Ingredienti:
1 grossa cipolla dorata ( o 2 piccole)
1 peperoncino rosso (anche due a seconda della sopportazione del piccante)
1 cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaino raso di aglio in polvere
1/2 peperone rosso
2 bicchieri di passata di pomodoro
60 g. di fiocchi di soia disidratati
200 g. di fagioli rossi già cotti
1 cucchiaio di salsa di soia
sale, olio evo e acqua qb
tortilla per servire

Per reidratare la soia portare a bollore acqua abbondante con aggiunta di poca salsa di soia, versare i fiocchi e far bollire per 10 minuti. Spegnere il fuoco e far riposare nell'acqua calda fino a intiepidirsi (almeno una mezz'ora durante la quale la soia continua ad assorbire acqua arrivando a triplicare il suo volume iniziale).
Nel frattempo tritare finemente cipolla e peperoncino, soffirggere in olio evo con un goccio di acqua fino a quando la cipolla diventa trasparente. Aggiungere il peperone tagliato a cubetti. Dopo qualche minuto aggiungere la soia e far insaporire qualche istante. Aggiungere la passata e il resto degli aromi, salare quanto basta e far cuocere a fuoco dolce una ventina di minuti. Gli ultimi 5 minuti aggiungere i fagioli.

Piccola nota sulla soia secca...non fatevi intimorire dal suo odore da secca (non vi dico a cosa assomiglia ma non è esattamente piacevole) perchè durante la cottura perde completamente il suo odore e prende sapore e profumo dalle cose con cui la cucinate.

sabato 6 ottobre 2012

Muffin al Nesquik per la colazione

Nasce come una delle tante storie della disperazione, quando non ho nulla in casa per fare un dolcetto e cerco una soluzione nella desolazione degli ingredienti a disposizione, e finisce con una simpatica colazione!
Quelle volte che alle sei di mattina sono già sveglia e super attiva in genere mi tengo occupata con un dolce, che non preveda rumore di cose tritate e sbattute con le fruste elettriche dato che i vicini normalmente a quell'ora direi che potrebbero dormire, così, date le premesse, nella mia testolina si visualizza un muffin...non deve per forza essere una ricetta nuova e speciale, mi basta un vasetto di yogurt cremoso e un pò di scorza di limone e sono contenta così.
Ma se uno non ha nemmeno quelli, rinuncia?! io no!
Fare i muffin di solo latte, senza scorza di limone e nessun altro ingrediente di sorta...no, non si poteva fare, noto quella scatola di Nesquik (no, cosa pensate! io non lo bevo mica, era li per caso, non so proooprio come sia finito in casa mia...) e allora mi dico che si può fare, un piccolo esperimento.
Vi posso dire che sono usciti soffici con un sapore particolare, si sente che non è cacao, è diverso, come è diverso se lo metti nel latte, è proprio così com'è; con il latte e l'amido di mais vengono dei muffin leggerini, molto soffici e lievitati, poco compatti e poco pesanti (diversamente da come sono solitamente i muffin), più simili a delle tortine. Ma dato che ho seguito la procedura dei muffin per la preparazione, li chiamo muffin.
Vi auguro un bel finesettimana!!!




Ingredienti:
1 uovo xl
180 g. di farina 00
2 cucchiai rasi di amido di mais
150 ml di latte
65 g. di burro fuso
4 cucchiai colmi di Nesquik
60 g. di zucchero semolato
bustina di lievito che sia vanigliato
pizzichino di sale
dosi per 10 muffin

Scaldare leggermente il latte e mescolarlo con il nesquik, lasciar raffreddare. Sbattere l'uovo con il burro, aggiungere il latte cioccolatoso.
In una ciotola separata mescolare farina, amido, sale, lievito e zucchero. Unire i due composti, in questo caso amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Versare nei pirottini e infornare a 190° per 20 minuti.

 

Questa ricettina la lascio, anche se fuori concorso, a Morena per la sfida del mese di Ottobre dedicata a cupcake e muffn (poteva esistere una sfida più bella???)


Devo dire che questo mese sono particolarmente felice di partecipare, per la prima volta da quanto ho il blog, sarò giudice insieme alla bravissima Stefania, dovrò valutare bene tutte le ricette (magari provare le più interessanti, eh si mi sacrificherò) e scegliere le tre ricette migliori...

domenica 19 agosto 2012

Pita Gyros e Tzatziki

Un paio di sere fa mi sono data per la prima volta alla cucina greca, ho iniziato con cose molto semplici come provare a fare la pita greca e il tzatziki, ingredienti fondamentali del gyros: un panino simile al kebab ma a a base di carne di maiale e salse greche, solitamente insieme a carne e verdura si aggiungono le patatine fritte, è il food street più comune in grecia.
Amo molto cercare di creare a casa i sapori delle altre cucine del mondo, anche se poi mi viene voglia, quasi sento il bisogno, di partire all'esplorazione, andarci veramente in un paese mai visitato prima (infatti non sono mai stata in Grecia, ho provato una volta un pita gyros in un take away a Praga). Per colpa delle mie sfortune, i lavori che trovo e il momento in cui li trovo, io e il mio ragazzo non abbiamo mai almeno un paio di settimane di ferie attaccate e insieme. Inoltre, devo informarmi bene su come fare con il cane, perchè lo devo per forza portare con me (nessuno me lo guarda e io non riesco a pensare di lasciarlo in una pensione, proprio no, lui morirebbe per venire con noi). Ma la prossima volta che abbiamo una settimana, lascio da parte la pigrizia, e organizzo un bel viaggio!
Tornando alla ricetta...
Devo dire che come primo esperimento il risultato è stato ottimo, ma immagino perfezionabile.
Primo, la cottura della pita, vorrei riuscire a gonfiarla e poi la crosta esterna più chiara. Secondo, proverò il tzatziki con l'aggiunta dell'aneto, che ho cercato in tre supermercati e non ho trovato.


Inizio a dirvi che il tzatziky è semplicissimo da fare, la base della salsa è lo yogurt greco, da non sostituire con un altro yogurt: è molto compatto, ha un sapore particolare e assolutamente adatto alle preparazioni salate. Allo yogurt si aggiungono aglio, sale, certioli grattuggiati quasi a purea, olio evo e una punta di aceto bianco. Tradizionalmente si può arricchire con vari aromi o spezie, con cipolla tritata o olive nere, ma più frequentemente con aneto o menta.
Si usa molto come accompagnamnto a piatti di carne e polpette, è un componente fondamentale del gyros.

La pita è quel pane più generalmente chiamato pane arabo. La pita, a differenza del pane arabo, è solitamente un pane tondo, morbido ed elastico, lievitato ma piatto. La pita è utilizzata per raccogliere sughi o salse come hummus di ceci, il baba ganush, per avvolgere sandwich come kebab, gyros e falafel (polpette egiziane).
Si può anche far gonfiare in forno in modo che le due pareti del pane si separino e che una volta sfornato si possa aprire come una tasca, è l'ideale se l'obiettivo è un panino superfarcito. Ma si usa anche la pita piatta arrotolata intorno alla farcitura per contenerla.
Farla gonfiare in forno non  è semplice come dirlo!

Ingredienti:
Per la pita, dosi per 4 panini..
125 g. di farina 00 e 125 g. di farina Manitoba
8 g. di lievito di birra fresco - 1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale - 1 cucchiaio abbondante di olio evo
150 ml di acqua tiepida

Per il tzatziky (basta per 4 panini)...
170 g. di yogurt greco - 2 spicchi d'aglio
mezzo cetriolo scarso - 2 cucchiai d'olio
1 cucchiaino di aceto bianco - sale qb
(aneto o menta freschi tritati facoltativo)

Per farcire due panini...
300 g. di carne di suino (io fettine di lonza)
mezzo pomodoro - mezza cipolla rossa
insalata lattuga o insalata mista a piacere
200 g. di patatine surgelate da friggere
olio di semi qb
olio evo, sale e pepe, burro qb

Mettiamoci all'opera:
Prima di tutto iniziare ad impastare la pita con l'anticipo necessario, almeno 2 ore e mezzo di lievitazione in tutto. Mescolare le due farine con il sale e l'olio. In una ciotola a parte sciogliere il lievito insieme a zucchero e acqua tiepida, coprire con pellicola e aspettare che si formi la classica schiumetta sulla superficie.
Unire i due composti e iniziare ad impastare, prima nella terrina e appena la pasta si compatta sulla spianatoia. Bisogna ottenere un composto molto liscio, elastico e compatto. Stirare la pasta con la mano, richiuderla su se stessa e stirare nuovamente. Ogni tanto batterla sul piano prendendola da una estremità. Almeno 10 minti.
Ungere lievemente la palla e coprire la ciotola con pellicola, riporre in forno spento a lievitare fino al raddoppiamento del volume, circa 2 ore.
Dividere in 4 parti e stendere al mattarello: 4 dischi di pochi millimetri di altezza e 20 cm circa di larghezza, circolari o leggermente ovali. Lasciarli appoggiati alla carta forno e aspettare che lievitino per alemno 40 minuti, dovrebbero alzarsi e gonfiarsi (i miei si sono gonfiati poco, forse perchè erano troppo unti, non lavorateli più del necessario).
Infornare a 250°, appoggiare sulla leccarda bollente e infornare per 4 minti, devono rimanere morbidi. per non farli gonfiare spennellarli con poca acqua emulsionata con l'olio (io ho saltato il passaggio ma non si sono gonfiati comunque).

Per il tzatziki, grattuggiare i cetrioli con le maglie molto piccole e strizzarli con l'aiuto di un colino per settacciare la farina. Tritare o schiacciare i due spicchi d'aglio. Poi mescolare con tutto il resto degli ingredienti e far riposare in frigor, coperto da pallicola, per almeno un oretta.

Per la carne riporre le fettine di lonza (o il pezzo di carne scelta) nel congelatore per una ventina di minuti, così poi è più facile da affettare sottilmente. Ridurre in striscette molto molto sottili.
Imburrare una teglia, distribuire la carne, salare, pepare e ungere con un filo d'olio evo.
Infornare a 190° per 30 minuti.
 
Affettare cipolla, pomodoro e insalata. Friggere le patatine. E via, potete comporre il vostro panino!

Bene, avete tutta la domenica davanti per provare anche voi! Buona domenica!

venerdì 15 giugno 2012

Danubio semi-integrale con marmellata rossa

Un cubetto già aperto di lievito fresco in frigor...
Un box ricchissimo di fantastiche farine dalla Molino Chiavazza (che ringrazio sinceramente per l'omaggio) ...
Una stanchezza che mi segue da un pò di giorni e la voglia di impastare, concentrarmi sui movimenti semplici, gli ingredienti che si legano e cambiano consistenza sotto il palmo e le dita della mano, la mente che per magia si distende e quasi non pensa a nulla...
Ma voi "pensate" veramente a qualcosa mentre impastate? No perchè, quando capita a me, vuol dire che non mi sto lasciando andare e che poi l'impasto non è buono come doveva...
La voglia di dolcezza, ma una dolcezza leggera, poco impegnativa...
Il senso di solitudine delle mattine a casa sola e il bisogno di una compagnia che sia una presenza discreta, che si sappia armonizzare con il mio umore...
Tutto questo mi ha portato ad un lievitato dolce a dosi industriali (in genere dimezzo, perchè in casa siamo in due con il peloso a cui gli zuccheri fanno male, più che a noi intendo).
Era da un bel pò che volevo provare il Danubio, non tanto per l'impasto pieno di uova e burro, che infatti ho alleggerito un pochino ... ma per il fatto di fare le palline ripiene di una cosa elementare come la marmellata, adagiarle sulla teglia e vedere che si gonfiano e si fanno più vicine.
Mi sembrava divertente e infatti lo è stato!
E passo a darvi gli ingredienti e a dirvi più precisamente "come è stato".


Ingredienti:
125 g. di farina integrale 00 Molino Chiavazza
275 g. di farina bianca 00 Molino Chiavazza
200 g. di farina manitoba Molino Chiavazza
70 g. di zucchero semolato - 2 uova grandi
75 g. di burro - 240 ml di latte intero
un cubetto di leivito di birra (25 g.)
pizzico di sale e scorza di limone
marmellata di fragole o ciliegie qb
Per due dolci in teglie di 24 cm di diametro

Mettiamoci all'opera:
Mescolare le varie farine. A parte scaldare lievemente il latte e scioglierci il lievito di birra insieme a tutto lo zucchero, lasciare riposare  a temperatura ambiente per una ventina di minuti. Passato questo tempo versare nella farina e iniziare ad impastare.
Aggiungere il resto degli ingredienti: burro fuso, scorza, pizzico di sale e le uova, sbattere in una ciotola il primo uovo ed aggiungere, sbattere anche il secondo e aggiungerne poco più di metà, lasciandone da parte per spennellare alla fine.
Impastare questa volta più a lungo con movimenti che stirano la pasta, ripiegano e strirano, fino ad ottenere una palla di impasto omogeneo, coprire e far riposare nel forno spento (così non ci sono correnti d'aria). Circa 40 minuti.
Pasato questo tempo stendere la pasta all'altezza di 1 cm, tagliare dei cerchi del diametro di 10-12 cm, ripore un cucchiaino di marmellata scarso al centro, e poi richiudere sovrapponendo la pasta in modo che la marmellata non possa fuoriuscire.
Posizionare le palline in modo che si sfiorino appena nelle teglie riparate da carta forno. Coprire con un canovaccio a lasciar lievitare per almeno un'oretta.
Spennellare con un velo d'uovo.
Infornare a 180° per una ventina di minuti, la cottura deve essere il più breve possibile se si vuole ottenere un dolce il più morbido possibile, un trucco è anche creare dell'umidità riponendo una piccola teglia con un dito d'acqua in forno durante la cottura.


giovedì 14 giugno 2012

Sangria bianca!

Famosa bevanda spagnola a base di vino, frutta e spezie. Quando sono stata in Spagna non l'ho mai bevuta, però si vedevano fuori da tutti i bar un sacco di turisti, ma anche di abitanti locali, con davanti una grossa caraffa di sangria di dimensioni diverse a seconda che fosse o per due, quattro o più persone. Non so dire perchè non mi sia capitato di ordinarla, ma comunque avevo da poco fatto i 18 anni, forse non mi sarebbe nemmeno piaciuta.
Ne esistono innumerevoli versioni a seconda della regione, nella Catalogna è diffusa anche con vini spumanti e vini bianchi, e questa scoperta mi ha proprio ispirato. Peccato che non è una scoperta legata a qualche bel viaggio, l'ho scovata sul web.
Il bello è che si può fare con la frutta e con i liquori preferiti e che quindi si può variare tutte le volte con uva, fragole, cocomero, pompelmo, pera, albicocche ... mi sembra un drink alcolico perfetto per l'estate e più "fresco" forse rispetto alla sangria rossa che è fatta con un vino più corposo.
Qualche volta mi piace bere qualcosa di forte, in piccole dose ovviamente, e solo ogni tanto!


Ingredienti:
1 piccolo melone bianco - 2 pesche noci bianche (anche gialle)
1 mela verde (anche golden) - 1 arancia - 1 limone
750 ml di vino bianco secco a piacere (fermo o frizzante, io pinot nero)
mezza tazzina da caffè di rum o brandy (si fa anche con la vodka)
4 cucchiai di zucchero di canna (40 g. più o meno)
1 bastoncino di cannella

Mettiamoci all'opera:
Si tratta semplicemente di pulire la frutta e tagliarla a pezzetti di piccole dimensioni (il melone, la pesca e la mela, mezza arancia e mezzo limone a fettine), aggiungere il succo dei restanti mezzo limone e mezza arancia e mescolare.
In una caraffa molto capiente (altrimenti in una ciotola per trasferire nella caraffa poi) mescolare il vino con il rum, aggiungere lo zucchero e la cannella e mescolare per sciogliere bene lo zucchero, aggiungere la frutta con il suo succo.

Riporre in frigor per un paio d'ore prima di servire.

Ciao!!!

sabato 9 giugno 2012

Black cherry banana pancakes

Voglia di dolce! Ve lo posto in tempo per la colazione di domani!
Ieri mattina li volevo, dovevo assolutamente avere gli ingredienti, non potevo farene a meno.
Quando capita quella mattina in cui, nonostante i turni di lavoro, mi sveglio in vena di preparare la colazione per Lui, non devo lasciar correre e i pancake (strano tipo di colazione che la prima volta ha guardato con sospetto e scetticismo malcelati) ora è una delle cose che ama di più.
Apprezza anche plumcake, torte lievitate, panini dolci ... ma solo con i pancake mostra un entusiasmo tutto particolare, l'entusiasmo da pancake impilati con i condimenti che colano!
Ho scelto un "tema", banana e amamrena, visti gli ingredienti su cui potevo fare affidamento (nessuno sciroppo d'acero, niente noci da associare alle banane come da classico, niente miele in sostituzione dello sciroppo, poco burro, finito lo yogurt bianco, l'ultima farina ...si, si, dovrei andare a fare la spesa!).
Però il nome in inglese suona bene, non trovate? Infatti erano anche molto buoni, la banana li lascia un pò più umidini in mezzo ...

Ingredienti:
40 ml d'olio di semi - 10 ml succo di limone - 125 g. yogurt alla ciliegia
1 banana matura (100 g. ca) - 60 ml di sciroppo di amarene Fabbri
135 g. di farina 00 - 1 uovo grande - pizzico di sale
2 cucchiaini di zucchero - 1 cucchiaino di lievito per dolci
Qualche amarena e qualche goccia di topping ai frutti di bosco Fabbri

Mettiamoci all'opera:
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenre un composto chiaro e gonfio.
Schiacciare la banana e ridurla in polpa, aggiungere alla banana lo yuogurt, l'olio, lo sciroppo, il succo di limone e mescolare bene.
Unire questi ingredienti ai tuorli montati, delicatamente.
Montare l'albume a neve con il pizzico di sale e aggiungere al resto, sempre delicatamente cercando di sgonfiare il tutto il meno possibile.
Setacciare la farina insieme al lievito e aggiungere al composto preparato in precedenza.
Io l'ho coperto con pellicola e lo laciato in frigor, la sera prima per la mattina dopo, per praticità, si può usare anche al momento.
Passare con pochissimo burro una padella, sceglietela con il fondo spesso se potete, non leggerissimo, e usare il fuoco basso
Versare una paio di cucchiai di pastella al centro (che si allarghera da sola verso i lati), appena si vedono tante bollicine in suoperficie, girare il pancake e cuocere il secondo lato per un minuti circa.
Alla fine ho versato un pò di sciroppo e glassa ai frutti di bosco e qualkche amarena suo pancake impilati, ancora caldi.

Nonostante l'aspetto che è davvero invitante e golosissimo, non mi sembra che siano dei dolci nenche così calorici, due cucchiai di olio e 1 scarso di zucchero a testa, un velo di burro per la cottura ... non mi sembra poi così eccessivo se non si mangiano altri dolci per il resto della giornata. Una colazione super che anticipa un pranzetto leggero...

Con questa ricetta penso proprio che potrei partecipare a qualche contest, perchè mi sembra si tratti di una ricetta ben riuscita!
La lascio a Valentina di La cucina facile di vale e a VaNe di Pasticciando tra i fornelli per il loro contest...


Con questa ricetta partecipo anche al contest di La cucina che vale per il suo contest


giovedì 17 maggio 2012

Piccoli clafouti alle ciliegie

Eh si ... avevo tempo fa sentenziato che li avrei provati, quelli classici alle ciliegie, gli orginali
La ricetta della pastella è praticamente la stessa del clafoutis di pere e zenzero, che avevo fatto un pò di tempo fà (e che per me rimane il migliore) con qualche modifica di poco conto! Forse le ciliegie che si trovano al supermercato, pur essendo di stagione, non sono così piene di gusto.
Oggi ho proprio voglia voglia di un dolce, peccato che non ho il tempo di mettermi a farlo, mi consolo rileggendo e postando questa ricetta di qualche giorno fa ...


Ingredienti:
250 ml di latte intero (va bene anche la panna, o metà e metà) - 2 uova grandi
75 g. di farina - 55 g. di zucchero - 1 cucchiaio di miele - pizzico di sale - vanillina
Burro qb per gli stampini, quelli da crostatina 6 (le cocotte o pirofiline singole sarebbero perfette, e saranno un mio prossimo acquisto)


Mettiamoci all'opera:
Accendere il forno a 200°. Aprire le ciliegie quanto basta per eliminare il nocciolino, e metter da parte. Imburrare abbondantemente 6 stampini, io ho sciolto il burro e ho spennellato per abbreviare l'operazione!
(ho spolverato con un velo di farina perchè volevo essere sicura di poterli capovolgere nel piatto, ma non è necessario, anzi non si dovrebbe,  le cocotte che sono prefette per servire in tavola).
Appoggiare sul fondo le ciliegie.
Sbattere le uova insieme allo zucchero e il sale con una frusta elettrica per pochi minuti (fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio). Aggiungere il miele e il brandy e sbattere di nuovo.
Aggiungere la farina setacciata e sbattere velocemente stando attenti a non formare grumi.
Aggiungere il latte mescolando.
Versare la pastella negli stampini e infornate a 200° per 30 minuti, lo stecchino deve uscire umido ma pulito (senza impasto appiccicato).
Una volta tiepido, spolverare di zucchero al velo e servire.


Con questa ricetta, che contiene ciligie e miele, partecipo al contest di Maggio di un cuoco personale

domenica 29 aprile 2012

Scones alla mortadella e veg al farro pomodoro basilico

Questi tipici paninetti scozzezi non si usano solo dolci, sono molto diffusi anche quelli salati.
Ho già scritto di come mi abbiano fatto impazzire quelli alle uvette, non potevo non fare qualche esperimento salato!
Questi paninetti sono una scoperta, sia perchè li trovo divertenti da fare e veloci, nella categoria minimo sforzo massimo rendimento; inoltre io adoro quelle ricette in cui ti ritrovi un impasto che si può variare con tutto quello che desideri, che si può improvvisare con quello che si trova in casa al momento o cercando ingredienti sfiziosi, le possibilità sono illimitate ...
Appena ho assaggiato i sultan scones (ricetta qui) ho pensato all'istante che il sapore era un pò dolce e un pò salato, bastava togliere lo zucchero e sarebbe stato un perfetto stuzzucchino per aperitivo, finger food, picnic e simili; ho promesso quindi al mio ragazzo che li avrebbe visti presto arricchiti con uno dei suoi salumi e uno dei suoi formaggi preferiti.
Poi sono stata invitata a pranzo dai miei e mio fratello da poco è vegetariano convinto (fra parentesi la trovo una cosa giusta e lo ammiro molto, io non ho ancora rinuciato a cheese burger e pollo arrosto), quindi ho pensato subito ad una variante senza salumi: i pomodori secchi, il basilico fresco e la farina di farro mi sembravano degli accostamenti azzeccati. Ecco i risultati!

SCONES CON MORTADELLA E FORMAGGIO


Ingredienti:
250 g. di farina - 55 g. di burro - 100 ml di latte - 2 cucchiai di grana
60 g. di mortadella (o altro salume) - 30 g. di caciotta (o altro formaggio)
1 cucchiaino raso di sale - 1/2 bustina di lievito per il salato - pepe qb
mezzo uovo sbattutto per spennellare
Per circa 20 scones piccoli

Mettiamoci all'opera:
Mescolare la farina con lievito, sale, grana e pepe; incorporare il burro ammorbidito a fiocchetti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto granuloso.
A questo punto aggiungere la mortadella a pezzettini e il fomaggio grattuggiato, mescolare alla farina.
Aggiungere il latte mescolando con una forchetta, terminare impastando brevemente a mano, il composto rimane leggermente appiccicoso ma va benissimo così.
Spostare su un piano infarinato, stendere con il mattarello ad altezza 1,5 cm circa e tagliare i cerchietti (io ho usato un ring molto piccolo, circa 5 cm di diametro ma sipossono fare ache più grossi).
Spostare sulla carta forno, non è necessario distanziarli molto.
Spennellare con l'uovo sbattutto, decorare con qualche semino di sesamo e infornare a 200° per 12/13 minuti.


SCONES VEGETARIANI AL FARRO, POMODORI SECCHI E BASILICO


Ingredienti:
100 g. di farina bianca - 150 g. farina di farro - 55 g. di burro - 100 ml di latte
40 g. di pomodori secchi - 45 g. di caciotta (o altro formaggio) - 1 pizzico di sale
1 ciuffetto di basilico fresco - 1/2 bustina di lievito per il salato - pepe qb
mezzo uovo sbattutto per spennellare
Per circa 20 scones piccoli

Mettiamoci all'opera:
Tritare i pomodori e il basilico e riporre in una ciotola, coprire con il latte e far riposare una mezz'ora per far rinvenire i pomodori e aromatizzare il latte (che poi userete per l'impasto).
Mescolare la farina con lievito, sale e pepe; incorporare il burro per ottenere un composto granuloso.
Aggiungere i pomodori e il basilico strizzati e il fomaggio grattuggiato, mescolare alla farina.
Aggiungere il latte e impastare. Spostare sul piano infarinato, stendere e tagliare i cerchietti.
Spennellare con l'uovo sbattutto, e infornare a 200° per 12/13 minuti.

Con queste due ricette desidero partecipare al contest di Giovanni di Peccato di gola (tra parentesi blog che segnalo perchè merita), il contest è in tema picnic...


 e di nuovo al contest di contest di VaNe di pasticciando tra i fornelli.


sabato 28 aprile 2012

Cous cous saporito alla Ramsay, più o meno

Poco da dire, ma vi lascio una ricetta di cous cous veramente saporito, adatta per far amare il cous cous anche a chi arriccia un pò il naso (il mio convivente per dirne giusto uno!).
Sono certa di aver visto da qualche parte una ricetta molto simile ed era stata attribuita a Gordon Ramsay, prevedeva degli ingredienti più particolari: aggiunta di cumino, coriandolo in sostituzione del prezzemolo, della menta tritata. Vedete voi!



Ingredienti:
300 g. di cous cous - 180 g. di salsiccia piccate e speziata -1 cipollotto
2 scalogni piccoli - 200 g. di fave - 100 g. di piselli
1 manciatina di prezzemolo tritato - 1 cucchiaio di paprika
sale e olio d'oliva qb
Dosi per tre o quattro persone.

Mettiamoci all'opera:
Affettare sottilmente scalogni e cipollotto, rosolare in un filo d'olio, aggiungere salsiccia sbriciolata, fave e piselli, mescolare il tutto con la paprika e il prezzemolo, coprire e far cuocere per una decina di minuti, aggiungere qualche cucchiaio di acqua o brodo se serve, aggiustare di sale.
Scaldare 480 ml d'acqua, salare leggermente a aspettare che sfiori il bollore. Versare il cous cous in una ciotola e aggiungere 2 cucchiai d'olio, mescolare bene, aggiungere l'aqua calda, coprire e aspettare 8 minuti.
Sgranare con una forchetta e mescolare insieme al condimento.


venerdì 27 aprile 2012

Scones alle uvette, my first time

Sera tardissimo, quasi mezzanotte, appena finito il turno di lavoro ma non sono stanca perchè mi sto pregustando la giornata libera di domani, stranamente sento che ho energie da vendere, quindi, cosa mai posso mettermi a fare ... infornare! é da tanto che mi girano per la testa gli scones, la  ricetta è sileziosa (nulla da tritare, montare con le fruste e simili) è rilassante: l'impasto soffice e vellutato, perfetto da maneggiare, distensivo affondare il cerchietto nella pasta, reimpastare e affondare di nuovo. Una volta infornati il profumo che aleggia nell'aria sa di pane e di latte, appena dolce ma non troppo, dormirei con quel profumo.
Un esempio di ricetta i cui pochi semplici ingredienti si trasformano in qualcosa di davvero unico, non fatevi inganare dalla loro apparente semplicità, sono speciali.


Ingredienti:
250 g. di farina - 55 g. di burro - 1 cucchiaio di zucchero
140 ml di latte - 70 g. di uva passa - 1 piccolo uovo 
1 cucchiaino di lievito - mezzo cucchiaino di sale
per circa 20 scones piccoli

Mettiamoci all'opera:
Mescolare farina, lievito, zucchero e sale. Aggiugere il burro ammorbidito a fiocchetti, con la punta delle dita incorporare bene alla farina. Unire anche le uvette.
Versare il latte al centro e con una forchetta iniziare ad amalgamare alla farina. Impastare velocemete con le mani per ottenere un impasto maneggiabile.
Stendere, altezza di circa 2-3 cm, tagliare dei cerchietti del diamentro di 3-4 cm circa. Spostare sulla carta forno, poco distati tra loro, e spennellare con l'uovo sbattutto.
Infornare a 200° per 12-13 minuti.



La ricetta è una garanzia, l'ho presa dal cavoletto di bruxelles, che a sua volta attinge dal ricettario di Rose Bakery.

venerdì 20 aprile 2012

Straccetti di tacchino alle mandorle e noccioline

Venerdì libero! Non mi capita tanto spesso e anche il mio compagno è a casa.
Per me è come un sabato o una domenica, dato che poi il finesettimana lavoro. Erano un paio di settimane che non pranzavo con il mio ragazzo, i nostri orari di lavoro sono terribili, io vado quando lui torna!
Questa ricetta la faccio da anni a noi piace molto, e la condivido con voi con immenso piacere!!!
Se vi capita la voglia di un secondo un pò particolare, in stile orientale ...
Poi è più versatile di quanto sembri. Primo si può fare con diverse carni, io ho sperimentato di persona pollo, tacchino e maiale. Secondo si può variare la frutta secca: solo mandorle, anacardi, un mix come questo ...






























Ingredienti:
400 g. di fesa di tacchino - 40 g. di arachidi - 20 g. di mandorle
1 cipolla dorata - 1 cucchiaino di zenzero - 3 cucchiai di salsa di soia
mezza tazzina di vino bianco, farina, olio d'arachidi qb
Dosi per due persone.

Mettiamoci all'opera:
Tagliare la cipolla in quattro e poi affettare a velo, soffriggere con un paio di cucchiai d'olio e lo zenzero in polvere (quello fresco è meglio, ma ha tutto un altro sapore, magari ridurre la dose).
Dopo qualche minuto aggiungere il tacchino: tagliare le fette di tacchino a striscette e infarinare leggermente. Far rosolare bene su tutti i lati.
Sfumare con pochissimo vino. Aggiungere 1 tazzina da caffè d'acqua e coprire.
Cuocere, abbassando il fuoco, per 15 minuti.
A parte tostare le mandorle e le arachidi, un paio di minuti.
Passati i 15 minuti aggiungere al tacchino 3 cucchiai di salsa di solia (niente sale) e la frutta secca.
Cuocere per un 5 minuti, finché i liquidi si sono ridotti.

lunedì 16 aprile 2012

Peanut butter muffin (con marmellata)


Era stata la ricetta di un fantastico plumcake, postata da Chiara di Soffici sogni. Poi tra estro del momento e alcune necessità l’ho resa irriconoscibile, mi sembra comunque giusto dire da dove arriva l’idea e precisare che il prima possibile mi farò anche il suddetto plumcake per smaltire il buonissimo burro d’arachidi 
(che deve sparire in fretta altrimenti lo mangio a cucchiaiate esattamente come fosse Nutella, disgraziata me!).
Io adoro le arachidi, ma la prima volta che ho provato il burro ricavato dalle mie noccioline preferite sono rimasta estremamente delusa: mi sembrava che stufasse al primo cucchiaino, che fosse pastoso e il retrogusto che lasciava in bocca era tutt’altro che poesia. Mangiabile si, ma non ne valeva proprio la pena, probabilmente avrei rimandato ulteriori assaggi alla fantomatica vacanza Usa che alla fine non faccio mai ( per il tempo, per il costo, perché non ho esercitato l’inglese, perché il mio compagno non condivide con me questo desiderio…). Eppure ero sicura di aver assaggiato da qualche parte del burro d’arachidi buonissimo ..
Poi mio fratello mi ha consigliato quello della Calvè, e aveva ragione, sa davvero da arachidi (ksi sentono i grumini)  e il gusto è perfetto. Mi sento di consigliare questa marca come la più valida in circolazione!!! Dico tra i prodotti dell’industria Italy.
































 
Ingredienti:
80 g. di burro d’arachidi – 30 ml d’olio di semi d’arachidi
½ vasetto di yogurt bianco – 2 uova – 5 ml essenza di vaniglia
140 g. di farina – 100 g. di zucchero di canna – ½ lievito
30 g. di arachidi non salate tritate grossolanamente
5 cucchiaini di marmellata di mirtilli
Dosi per 10 muffin

Mettiamoci all’opera:
Sbattere per qualche minuto le uova insieme a yogurt, olio e burro d’arachidi.
Setacciare la farina,  unire arachidi tritate, zucchero e lievito.
Unire i due composti mescolando brevemente.
Versare nei pirottini un cucchiaio di composto, distribuire al centro di ogni pirottino mezzo cucchiaino di marmellata, coprire con un secondo cucchiaio scarso di impasto
(la marmellata si può anche mettere dopo aver diviso tutto l’impasto nei pirottini avendo cura di schiacciarla verso il mezzo aiutandosi con il cucchiaino o semplicemente con un dito, anche i grandi chef usano le mani!!!)
Infornare a 190° per 25-30 minuti.

domenica 8 aprile 2012

GHORIBA … ai pistacchi e alle mandorle


Io auguro a tutti BUONA PASQUA, con una ricetta che di pasquale non credo abbia molto (non sono ancora riuscita a sincronizzarmi bene: il blog con le feste)...avrei potuto occuparmi di colombe, pastiere e compagnia, ma il tempo è stato tiranno.
Ho scoperto questi biscottini di origine marocchina grazie a Fiordirosmarino, ringrazio vivamente, anche perché ho imparato qualcosa di nuovo: la cucina marocchina mi sembrava fatta solo di cous cous e dolci con frutta secca e miele ( e magari cous cous anche nei dolci!). Adesso le mie associazioni con la cucina marocchina si sono piacevolmente ampliate.
È bello imparare le cose così, un tassello alla volta, sperimentandole.
Sono dei biscottini appena croccanti fuori e morbidi all’interno, la consistenza dovrebbe ricordare vagamente i macarons. La varietà più popolare in Marocco è quella alle mandorle, chiamati anche “chewy almond moroccan macaroon”, poi si possono trovare in tante varianti: con semi di sesamo, aromatizzati alla cannella o ai fiori d’arancio, anche alle arachidi o al cioccolato! 
Quelli al cioccolato sono davvero identici ai chocolate crinckles americani, tanto che mi si è disegnata in testa la teoria che questi biscotti, come tanti cibi di tradizione USA, siano stati importati dai migranti tanti secoli fa. Se qualcuno è in possesso di informazioni a suffragio della mia teoria mi lasci un commento!!!
Ho seguito alla lettera la ricetta presentata  sul blog citato, semplicemente mentre ero a fare spese non ho resistito al richiamo delle mandorle e dei pistacchi, la prossima volta li proverò di certo con la farina di cocco.






































































Ingredienti:

Per i ghoriba la pistacchio.
50 g. di pistacchi sgusciati – 100 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito - zucchero al velo abbondante

Per i ghoriba alle mandorle.
60 g. di mandorle – 90 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito – 2 cucchiaini aroma ai fiori d’arancio
zucchero al velo abbondante

Dosi per circa 30 biscotti in tutto.

Mettiamoci all'opera:
Il procedimento è ovviamente identico per entrambi gli impasti. Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio, gli aromi, e sbattere. 
Tritare finemente al tritatutto i pistacchi e le mandorle separatamente (in alternativa farina di mandorle), quasi fino ad ottenere una farina.
Unire alle uova anche la farina di semola mischiata con lievito, farina di pistacchi o mandorle, mescolare bene.
L'impasto rimane "molliccio", e qui faccio un inciso: 
i biscotti alle mandorle li ho infornati subito dopo aver fatto l'impasto e sono rimasti un pò "spetasciati", un pò brutti ma buonissimi! l'impasto ai pistacchi invece è rimasto qualche ora in frigor perchè sono dovuta scappare fuori, e la forma è molto più precisa (in nessuno dei casi ho eguagliato la precisione di Donatella!)
Tornando a noi: fare delle palline di impasto e buttarle nello zucchero al velo, in cui si devono rotolare completamente, dare la forma aiutandosi con lo zucchero (altrimenti si appiccicano alle mani).
Infornare a 170° per 15 minuti massimo.

mercoledì 4 aprile 2012

Flognarde aux petit pois (clafoutis salato)

E dopo il clafouti dolce sono arrivata a scoprire, per me una vera scoperta, il clafouti salato. Insieme ho fatto una seconda scoperta scioccante: non si chiama per niente clafouti!
Il clafouti è il decantato dolce tipico della Limousin e prevede le ciliegie come ingrediente caratterizzante e non sosotituibile. Secondo la tradizione preparato con ciliegie selvatiche intere, era il pasto dei contadini nelle giornate di lavoro. Quando la stessa preparazione prevede altra frutta o la verdura, prodotti che variano a seconda delle stagioni, viene detta flongnarde. Nella cucina attuale francese è molto diffuso anche quello salato (in alcuni blog francesi viene comunque detto clafouti!).
Per questa volta l'ho provato con pisellini, cipollotti, prosciutto cotto e qualche taccola, ed era proprio buono. Il piatto si presta benissimo ad essere improvvisato con tutte gli ingredienti  e le varianti che si vogliono, permette davvero di sbizzarrirsi, la pastella può essere versata su qualunque verdura!
Infatti questo tipo di preparazione in Francia  è nata come piatto povero, per recuperare avanzi (in modo molto elegante, non c'è dubbio) o per usare quei prodotti di stagione che si presentano in abbondanza.




































Ingredienti:
3 uova medie - 100 ml di panna - 240 ml di latte - 2 cucchiai di farina
300 g. di pisellini - 100 g. di taccole - 100 g. di prosciutto cotto
4 cipollotti - 1 scalogno - 50 g. di grana - sale, pepe e olio qb

Mettiamoci all'opera:
Lessare le taccole in acqua poco salata per una decina di minuti.
Tagliare lo scalogno e i cipollotti a fettine sottili, farli rosolare con un filo d'olio in una padella capiente.
Aggiungere in padella il prosciutto, poi i pisellini, coprire e far cuocere per una decina di minuti. Aggiungere le taccole, mescolare e spostare dal fuoco.
In una terrina sbattere bene le uova con la panna, il latte, il grana, sale e pepe.
Aggiungere la farina e mescolare velocemente.
Imburrare abbondantemente una teglia, diametro di 24 cm.
Distribuire nelle teglia le verdure e il prosciutto, versare la pastella.
Cuocere a 180° per 40 minuti. Servire tiepido direttamente dalla teglia.

Consiglio:
L'ideale è infornare e servire in pirofiline singole, la prossima volta farò certamente così. Per una presentazione perfetta ci vogliono e cocotte individuali!

NB: con questa ricetta partecipo la contest di Pasticciando con Rosy, un interessantissimo contest dedicato alle tradizioni che provengono da tutti i paesi del mondo, Italia esclusa ovviamente ... per conoscere "le altre" tradizioni.




mercoledì 21 marzo 2012

Clafoutis con kiwi

Ho appena finito di leggere i libri di Sarah Kate Linch, "Pane e cioccolato", "Zenzero e cannella", "fragole e champagne"... ho scoperto un'autrice romantica e frizzante, le storie ruotano sempre intorno agli amori e alle passioni delle protagoniste, le trame hanno comunque quella punta di mistero e suspance che rende il libro difficile da chiudere una volta che lo stai leggendo. Consiglio "Fragole e champagne", è il più poetico e coinvolgente. Guardate qui.
I libri citano di frequente la cucina e la pasticceria francese, ne sono rimasta stimolata.
Sarà per questo che pensando a come usare i miei beneamati kiwi mi sono illuminata all'idea di provare a fare il clafoutis, mai fatto e mai mangiato prima, e che non sono nemmeno sicura di come si pronuncia!
Si, tradizionalmente vorrebbe le ciliegie, è la variante più nota e diffusa, in realtà è adatto a qualunque frutta di stagione per tutto l'anno!
è un tradizionale dolce francese che prevede frutta a pezzi affogata in una pastella molto simile a quella delle crepes, senza lievito, il risultato è un ibrido tra un budino molto compatto e un dolce soffice, particolare.
Ho rivalutato il kiwi, la nota aspra si sposa bene con il dolce della pastella, molto soddisfatta!



































Ingredienti:
4 o 5 kiwi - 3 uova – 100 zucchero
250 ml di latte - 90 farina - 1 bustina di vanillina
pizzico di sale- 1 cucchiaio di rum


Mettiamoci all'opera:
Accendere il forno a 200°. Sbucciare i kiwi e tagliarli a spicchi.
Sbattere con la frusta le uova insieme allo zucchero, il pizzico di sale, rum e la vanillina: ottenere un composto chiaro e  spumoso. 
Aggiungere la farina e sbattere velocemente per evitare che si formino grumi. 
Aggiungere il latte e sbattere bene.
Imburrare una pirofila, l'ideale è una pirofila rotonda del diametro di 24 cm. (io ne ho usata una rettangolare 18x20 circa). Imburrare abbondantemente, appoggiare sul burro le fettine di kiwi disponendole a piacere.
Versare sui kiwi la pastella, che dovrebbe essere praticamente liquida.
Cuocere in forno a 200° per 40 minuti e comunque finché uno stecchino ne esce pulito (umido ma senza grumi).




































Consiglio:
Prima di servire spolverare con lo zucchero al velo.
In alternativa, un 15 minuti prima di terminare la cottura togliere dal forno e spolverare con zucchero semolato, rimettere in forno.

Sicuramente ne proverò delle varianti, alla fine è un dolce senza molti grassi, nonostante la sua "compattezza" è leggero e fresco, poi con tutta la frutta invitante che porta l'estate.
delle varianti che ho trovato in giro per il web sono...
- Mele e/o pere, con cannella
. Pere e noci
- Pesche e/o albicocche con amaretti o mandorle

giovedì 15 marzo 2012

Torta mars con farro


Quando l’ho vista girare sul web ( su GialloZafferano di recente), questa ricetta ha rievocato un ricordo che non sapevo più di avere: un amica che nel periodo del liceo mi aveva fatto assaggiare questa torta, fatta da sua mamma (secondo lei era la torta più buona, probabilmente la mamma non aveva la voglia di cucinare una “vera” torta!).  Me la ricordavo dolcissima, buona, ma ne basta un pezzettino, infatti è così!
Girando per il supermercato per la raccolta degli ingredienti non ho resistito al pensiero di alcune varianti: il cioccolato fondente perché al dolce e  pasticcioso c’è sempre un limite, e il farro soffiato perché mi guardava dallo scaffale vicino al riso e mi sembrava tanto più carino!
Ho incrementato un po’ le dosi di Mars, perché i chicchi di farro sono più cicciotti di quelli di riso, mi sembrava ci volesse più cioccolato per legarli bene ma queste dosi vanno benissimo anche nel caso del riso. 





Ingredienti:
4 barrette e ½ di Mars - 40 g. di burro - 30 g. cioccolato fondente
100 g. di farro soffiato (o riso, o un altro cereale)
50 g. di cioccolato fondente per decorare
Io ho usato lo stampo rettangolare da plumcake.

Mettiamoci all’opera:
Rivestire lo stampo di carta forno, sporcandolo leggermente con il burro così la carta si appiccica bene alle pareti dello stampo; mettere da parte.
Mettere burro, cioccolato e i Mars tagliati a pezzettoni in una casseruola molto capiente.
Far andare a fuoco basso finché il tutto non è ben sciolto e amalgamato, mescolare ogni tanto.
Spostare dal fuoco e aggiungere subito i cereali soffiati mescolando velocemente (il caramello del Mars fa solidificare subito il composto, non c’è un secondo da perdere!)
Versare nello stampo e schiacciare subito con il cucchiaio, coprire la torta con della carta forno così da poter livellare bene l’impasto premendo con le mani o aiutandosi con qualche oggetto (un pesta carne, un bicchiere pesante, ecc.).
Mettere in frigorifero per un oretta. 
Togliere dallo stampo e decorare con il resto del fondente fuso.





lunedì 12 marzo 2012

Brownies al dulce de leche e kamut


La ricetta di questi brownies è la stessa che avevo già postato qui, ho solo ridotto un po’ lo zucchero ed evitato la vaniglia dato che c’è già il dulce de leche, ho usato la farina di kamut perché al momento avevo solo quella, nel cioccolato si “perde”ma svolge la stessa funzione della farina 00 normale, è fine e perfetta per i dolci.
La ricetta del dulce de leche l’ho già postata poco tempo fa, eccola, comunque la riporto di seguito..




































Ingredienti:
150  g di burro – 200 g di zucchero – 75 g. di cacao amaro
¼ cucchiaino di sale - 2 grosse uova fredde – 60 g farina di kamut
5 cucchiai colmi di dulce de leche (segue ricetta)


Mettiamoci all’opera:
Accendere il forno a 180° disponendo la griglia nella parte più bassa del forno.
Fondere a bagnomaria burro, zucchero, cacao e sale, mescolando di tanto in tanto finche gli ingredienti non siano ben sciolti e amalgamati (il composto è liscio e caldo); togliere dal fuoco e far raffreddare.
Aggiungere le uova, incorporandole una alla volta e mescolando con decisione. Unire la farina e mescolare bene.
Versare nella teglia: la classica teglia da brownies 20 x 20 o una teglia rettangolare di dimensioni simili, a seconda dei cm varia di poco l’altezza dei brownies. Aggiungere i cucchiai di dulce de leche e mescolare la superficie con una forchetta per creare delle vanature.
Cuocere per 25 min. circa, il dolce al centro deve essere ancora un po’ umido, far raffreddare completamente e tagliare a quadrotti.

Per il dulce de leche.
Mettere 2 cucchiai colmi di zucchero in un pentolino da fondo alto, fiamma media, aspettare che si sciolga e diventi un caramello liscio e di colore marrone scuro. 
Togliere dal fuoco e aggiungere 150 g. di  zucchero, ½ cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaino di aroma di vaniglia (o un baccello) e 500 ml di  latte caldo.
Rimettere sul fuoco basso per 1 oretta e mezza mescolando di tanto in tanto, comunque fino a quando diventa una crema densa.