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domenica 27 ottobre 2013

Gnocchi di tofu con ragù bianco

Ultimamente non cucino spesso cose nuove e non vado più tanto alla ricerca di ricette, ci sono i periodi in cui le mie parole d'ordine sono collaudato pratico e sbrigativo, tanto crudo e frutta. Uno dei miei pasti preferiti in questo periodo è frappè di cachi in cui affondare pezzettini di banana e mela. Ma almeno la domenica qualcosina metto in piedi, come i gnocchi fatti in casa (anche per ricambiare la pazienza che il mio compagno dimostra nel corso della settimana lavorativa).
Ho scoperto di recente il blog Mamma Veg e mi è piaciuto a prima vista, sono incappata in questo bel blog proprio inseguendo la ricetta dei gnocchi tofu e orzo, l'uso del tofu frullato mi sembrava giusto la novità che stavo cercando (dopo il periodo gnocchetti all'acqua e poi il periodo gnocchi di farina di ceci mi serviva un'idea nuova). La farina d'orzo la compro per la prima volta in loro onore e non me ne pento!
Ormai ho provato il ragù diverse volte e il mio preferito rimane quello con i fiocchi di soia, soprattutto ora che ho trovato un trucchetto che lo rende spettacolarmente buono: non reidratare la soia. Grazie alla frequentazione di gruppi su facebook ho scoperto che molti per fare ragù o spezzatini non reidratano la soia in precedenza, ma la usano direttamente nel soffritto, sfumano la soia secca con il vino e poi aggiungono brodo e/o passata di pomodoro a seconda delle ricette. Si tratta davvero di un trucco prezioso, ho già provato a fare così sia lo spezzatino che il ragù e la soia non è mai stata così buona!



Ingredienti:
200 g. di tofu al naturale
100 g. di farina, orzo integrale
50 ml di acqua
6 cucchiaini di lievito alimentare in scaglie
sale
curcuma, 1 pizzico

per il ragù
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
alloro, salvia
1/2 bicchiere di vino rosso
60 g. di soia disidratata in fiocchi
2 bicchieri di brodo vegetale
lievito alimentare, olio evo qb

Per il ragù tritare molto finemente le verdure, soffriggere in olio evo qualche minuto aggiungendo un paio di foglie di alloro e salvia tritata, appena le verdure stanno per abbrustolirsi aggiungere la soia secca e sfumare con il vino a fuoco vivo. Appena evaporato il vino, aggiungere il brodo, abbassare il fuoco, e far andare lentamente fino a completo assorbimento del brodo.
Per i gnocchi frullare il tofu con acqua, sale, un pizzico di curcuma per dare colore e il lievito alimentare fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungere la farina, impastare (si ottiene un composto morbido) su un piano infarinato formare i classici salsicciotti di impasto e tagliare. Intanto mettere l'acqua leggermente salata sul fuoco, appena bolle buttare i gnocchi e scolare appena vengono a galla.
Buttare insieme al ragù e saltare con l'aggiunta di uno o due cucchiai di lievito alimentare in scaglie.

venerdì 20 settembre 2013

Fantastici gnocchettini di ceci e farro

Buoni, buoni e buoni! Volete sapere dov'è finito il raw pesto di zucchine, in realtà in un piatto che nel complesso di raw ha davvero poco, dei fantastici gnocchetti ai ceci. L'aggettivo fantastici ci sta proprio, anche nel titolo del post, perchè sono davvero tra i più buoni gnocchetti mai mangiati, sodi e morbidi al punto giusto e belli saporiti. Era già da un pò che mi chiedevo 'ma come verranno i gnocchetti all'acqua se ci metto un pò di farina di ceci', poi ho notato che qualcuno di bravo mi aveva già anticipato, qui da Giovanni trovate la sua versione. Io ho seguito la sua ricetta ma non volendo usare la farina bianca di grano ho usato la farina semintegrale di farro e quindi ho diminuito intendevo aumentato la quantità d'acqua e fortunatamente ci ho visto bene!
Domenica sono da rifare, pensavo con una bella crema di zucca, come quella che avevo usato qui (con la panna di soia o un pò di besciamella vegetale questa volta, of course!). Sono un pò malatina, ma sto rispulciando all'indietro tutto il blog per vedere quante ricette vegan ci sono nel mio archivio e per aggiungere delle annotazioni dove basta sostituire una panna con una panna di soia, un latte di mucca con un latte vegetale, solo dove sono certa che il risultato non cambierebbe di una piccola virgola (dove non sono certa del risultato o dove inevitabilmente sono protagonisti prodotti animali dovrò lasciare triste traccia del mio passato!).


Ingredienti per i gnocchetti:
320 ml di acqua
160 g. farina di ceci
80 g. di farina di farro semi integrale
sale
condimento
o il condimento che volete

Mettere l'acqua a bollire, appena bolle spostare dal fuoco e versare entrambe le farine mescolando subito e vigorosamente con un cucchiaione di legno. Spostare su un piano di lavoro leggermente infarinato e lasciare che intiepidisca (che non ustioni le mani quando la lavorate!). Appena è più tiepida dividere in palline da reimpastare un pò e formare i piccoli salsicciotti da cui tagliare i gnocchetti (i miei circa 1cm tutti i lati).
Ho lasciato i gnocchetti a riposare in un canovaccio infarinato mente ho preparato un veloce condimento e ho messo l'acqua a bollire. Buttare i gnocchetti in acqua bollente e scolare dopo un minutino che sono a galla.

venerdì 13 settembre 2013

Quinoa saltata con verdure e patata dolce

Ho scoperto la quinoa, una piacevolissima scoperta! Sapevo già alcune cose di questo 'non cereale' ad un livello teorico, primo, appunto, che non è un cereale ma una pianta erbacea della famiglia degli spinaci, considerata uno pseudocereale poichè in cucina viene utilizzata esattamente come un cereale. Sapevo poi che si tratta di un alimento molto ricco in proprietà nutritive (da brava vegana sono sempre alla ricerca alimenti con un alto valore nutritivo), non contiene glutine ma tanti minerali come ferro, potassio, magnesio, zinco. La quinoa è un alimento altamente proteico che da molto senso di sazietà (e aiuta a mantenere/perdere peso, gli altri, non me).
Qui ho trovato un bell'articolo sulla quinoa dove vengono approfondire alcune controversie legate alla sua produzione. Trovare alimenti che non creino impatto ambientale con uno sfruttamento intensivo dei terreni, che non portino svantaggi per le popolazioni dove vengono prodotti, al giorno d'oggi sembra impossibile. L'abitudine di avere una dieta il più possibile varia è sempre l'abitudine vincente, non solo per la salute.
Sapendo che era un alimento interessante (per tutto tranne che per il prezzo) ne avevo un pacchetto in giacenza da un secolo perchè comprato sulla scia del momento e poi parcheggiato per tempo indefinito alla ricerca di ispirazione. Ho visto da Cristina un bel piatto di quinoa e lenticchie e la ricetta mi ispirava proprio tanto, ma è andata a finire che le lenticchie hanno avuto altra destinazione e la quinoa l'ho saltata con le verdure. Avevo in casa qualche foglia di spinacino fresco (anticipo ovvie obiezioni, l'ho mangio sempre crudo, in insalata, ma quel giorno non ne avevo voglia , il pacchetto era già aperto e andava usato) e poi la patata dolce. Dovrebbe essere arancione, me l'aspettavo arancione, e invece era bianca! Ma poi ho letto che si tratta una varietà esistente, un pò meno dolce, comunque buonissima (tanto per capirci bene è entrata nella mia top two con la zucca).


Ingredienti:
100 g. di quinoa
1 grossa patata dolce
1 peperone
1 carota
1 zucchina
1 cipolla rossa
50-60 g. di foglie di spinacino
sale, olio evo
per 2 

Ho lessato la quinoa in acqua bollente e leggermente salata per 15. Ho messo a scolare bene intanto che ho preparato il condimento.
Ho tritato finemente la cipolla e l'ho fatta rosolare un paio di minuti in olio evo, ho aggiunto la patata dolce a cubetti della grandezza di un cm circa. Ho coperto con coperchio. Successivamente, dopo una decina di minuti, ho aggiunto il peperone e cubetti piccolissimi, e dopo altri due minuti, carota e zucchina grattuggiate (l'importante è che sia cotta la patata, le altre verdure, se tagliate molto fini, stanno bene anche croccanti). Se le verdure attaccano alla padella aggiungere qualche cucchiaio d'acqua, io mi sono tenuta da parte quella di cottura della quinoa e non ho aggiunto altri condimenti. All'ultimo ho aggiunto lo spinacino a stiscette, la quinoa, ho mescolato due minuti a fuoco alto e via nel piatto.
Adesso che ho scoperto che per cucinarla ci vogliono solo 15 minuti e che è molto saporita senza grandi condimeti sarà spesso nel mio piatto.

domenica 9 giugno 2013

Gnocchetti al grano saraceno e miglio con zucchine e cannellini

Anche oggi mi sono dedicata un pò alla cucina, ero partita con l'idea di fare crespelle vegane elaboratissime, polpettine di quinoa e tortini di miglio...poi mi sono resa conto che dovevo essere più realista e ridimensionare le prospettive e così mi sono ricordata dei favolosi gnocchetti all'acqua che avevo sperimentato qualche mese fa. E la quinoa è ancora in dispensa che aspetta insieme a cicerchie e bulgur integrale.
Anche questa volta ho scelto di provare farine nuove: grano saraceno e miglio, sono gnocchetti gluten free, infatti il grano saraceno e il miglio sono piante erbacee. Variare le farine e non consumare solo farina bianca di grano tenero è importante dal punto di vista nutritivo. Il grano saraceno per esempio e ricco di sali minerali, proteine (quasi come un legume), vitamine del gruppo B; il miglio di sali minerali e vitamina A.
Il piatto non è totalmente privo di glutine perchè ho aggiunto una delicata e buonissima besciamella all'avena (si può sostituire con una besciamella la latte di miglio o riso), per chi non ama particolarmente la besciamella di latte vaccino quella vegetale è ideale perchè molto più leggera e con un sapore a mio avviso più gradevole, alla besciamella di latte vaccino aggiungevo pepe e noce moscata abbondanti, invece in quella vegetale giusto qualche pizzico e la trovo buona così. Quindi anche con margarina (rigorosamente da olio di semi, se non c'è specificato 'di semi' ma solo 'oli vegetali' vuol dire che c'è nascosta un'insidia, l'olio di palma!), amido di mais e latte vegetale la besciamella viene perfettamente, niente scuse! Al prossimo giro provo a farla con l'olio di semi, qualcuno ha già provato?


lunedì 15 aprile 2013

Spaghetti al ragù bianco con zafferano e mandorle

Per questo post avevo in mente una bella pagnotta di pane bianco, il pane cafone con la pasta madre che ho fatto questo finesettimana, una pagnotta bellissima, ma mi sono resa conto ora (quando ne è rimasto solo un ultimo pezzettino) che non ho fatto le foto! La rifarò con piacere la prossima domenica...quando il contest sarà concluso, mancano solo due giorni per le ultime ricette!!!
Per oggi un bel primo piatto/piatto unico, ultimamente faccio pochi dolci, un ragù bianco a base di fiocchi di soia, insaporiti con scalogno, zafferano, uvetta passa e mandorle...ha superato a pieni voti l'assaggio del compagno di vita onnivoro che l'ha reputato saporitissimo e particolare. Mi sono ispirata a questa ricetta di Dani, che ho replicato quasi in tutto e per tutto, salvo il fatto di veganizzarla con la soia e di aggiungere il tocco lievemente agrodolce dell'uvetta passa.
Questo genere di piatti con la soia non sono certo miei alimenti abituali, il ritmo con cui posto ricette è rallentato visto che spesso mangio in modo molto semplice: legumi conditi, piatti di riso integrale con verdure, pasti di sola frutta e ortaggi. E spesso sento la necessità di semplificare ancora di più, ingredienti il più possibile crudi, integri e poco trattati, controllo dei grassi...non faccio ricette 'da blog' molto spesso perchè mi concentro maggiormente sul bilanciare la dieta pittosto che sul elaborare le ricette.
Inoltre la soia non è qualcosa che un vegano dovrebbe considerare ingrediente di cui non si può fare a meno, più che altro si tratta di uno sfizio, per farsi ogni tanto qualcosa un pò diverso dal solito, variare un pò i sapori...ma un prodotto così elaborato e 'lontano dalla fonte' fatto appositamente per imitare la carne fa pensare che i vegani siano persone sempre alle prese con la mancanza della carne e alla ricerca dei suoi surrogati, ma lo giuro, la mancanza della carne non l'ho mai sentita e non ho la nostalgia di un ragù di carne, mi faccio un sugo alle verdure, classicamente parte della dieta mediterranea...ultimamente ho letto una frase che mi ha colpito molto sulla dieta vegana, che è fatta dalla conquista dell'indipendenza da cibi e cotture che non fanno bene...una conquista di un'alimentazione migliore, una crescita, non una mancanza...

   
Ingredienti:
200g. di spaghetti
100 g. di fiocchi di soia secchi
2 scalogni
1 manciatina di uvetta
1 manciatina di mandorle spellate
1 cucchiaio scarso di farina di ceci
1/3 di bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano
olio evo, pepe e veg parmigiano
brodo vegetale
per due

Buttare la soia in brodo bollente per farla reidratare (10 minuti più 10 a fuoco spento) passati i 20 minuti scolare bene.
In una padella capiente soffriggere gli scalogno con poco olio, aggiungere le uvette e la soia, sfumare con il vino e aggiungere il cucchiaio di farina vendo cura di scioglierlo bene insieme ai liquidi, far asciugare lentamente il ragù in modo che la soia assorba i sapori. 
Nel frattempo cuocere gli spaghetti, scolare e far saltare in padella con il condimento aggiungendo una lieve spolverata di pepe e veg parmigiano (facoltativo). Inpiattare con aggiunta di mandorle grossolanamente tritate la coltello, precedentemente tostate qualche istante.

Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra




lunedì 8 aprile 2013

Kamut al pesto di lattuga e noci brasiliane con sale rosa

Il dolce l'ho già postato ieri, non vedevo l'ora di postare quelle belle treccine dolci che stamattina mi sono mangiata con dentro un velo di marmellata di arancia, il modo migliore per iniziare la settimana (la dieta da domani!).
Adesso vi lascio una ricettina salata, un pesto fresco e particolare per condire i cereali (o quello che si preferisce, forse con la pasta perde un pò), così posso partecipare al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra, anche se ormai è diventato vegetale ogni mio pasto, non mi ero ancora imposta di non comprare più uova o latticini, avevo deciso solo di diventare vegetariana, di fare il primo passo anche se incompleto e cambiare a piccoli passi le mie abitudini, ma alla fine uova e latticini nel carrello mi è passata la voglia di metterli (per ora sto bene così), una volta presa una certa consapevolezza delle ragioni per divetare vegan è difficile ignorare.
Mi sono sognata di notte un pesto un pò insolito per condire i cereali e poi l'ho fatto davvero, provare non mi costava nulla e commestibile sarebbe stato e devo dire che ci è piaciuto! Un sapore molto estivo anche se qui è di nuovo tutto grigio, sigh...comunque vi lascio questa idea e il sole prima o poi arriverà per restare un pò di più :(




Ingredienti:
200 g. di lattuga iceberg pulita (la parte più verde)
65 g. di noci brasiliane equo solidali
2 piccoli spicchi di aglio
1 cucchiaio colmo di thaina
1 cucchiaio di olio di semi di mais
tofu a piacere
grano kamut o altro cereale

Mentre i cereali cuociono in acqua salata e bollente preparare il pesto. Molto semplicemente pulire l'insalata, la parte più verde e non le coste bianche, spezzettare e  mettere in un recipiente alto e aggiungere il resto degli ingredienti, frullare con minipimer aggiungendo un filo d'olio per aiutarsi se serve (anche se l'insalata è già molto ricca di acque e non dovrebbe servire). In un padellino rosolare il tofu a cubetti con un filo d'olio, sale e pepe.
Mescolare i cereali scolati con il pesto fresco, aggiungere il tofu caldo e servire.

Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra


mercoledì 3 aprile 2013

Chili con 'carne'

No, non sono impazzita, mi piaceva solo dare questo titolo al post. Ovviamente la sostanza pricipale di questo chili sono i fiocchi di soia e i fagioli rossi. Tanto pomodoro, cipolla e peperoncino. In fin dei conti il titolo ci sta, è inutile far finta di nulla, la soia disidrata in fiocchi ha come una delle sue funzioni quella di imitare la carne macinata e permettere di cucinare le solite ricette che la prevedevano. Si, la soia è anche un utile fonte proteica e il fatto di variarne le forme consente maggiore creatività in cucina.
Quello che può causare una sensazione di mancanza non è tanto il fatto di non poter usare la carne (vi giuro che dopo un paio di mesi che non la mangio la mia mente le ha assegnato una categoria tutta a parte, differente dalla categoria 'cibo' e l'idea di cucinare qualcosa intriso di sangue e un tempo stato vivo mi disgusta) a mancare è solo l'abitudine di cucinare una certa pietanza, quello che si cerca realmente è il senso di sicurezza che da un'abitudine, non ci si aspetta realmente un sapore che a questo punto non so nemmeno quanto mi piacerebbe riassaggiare.
Trovo la soia disidratata, in fiocchi o bocconcini utilissima da tenere in dispensa, così se mi capita la voglia di fare qualcosa di molto simile ad un ragù, ad una polpetta di carne, ad uno spezzatino o simili basta reidratarla e insaporirla a dovere e in poche mosse mi ritrovo a cucinare le mie ricette abituali. Il chili con la macinata e i fagioli era tra le ricette che qualche volta mi facevo nel finesettimana, la sera davanti alla tv, con le tortilla e una birretta. E la filosofia 'non rinunciare a nulla ma trova la tua alternativa' funziona sempre alla grande senza sofferenze, basta aver voglia di sperimentare tutto! Anche il seitan tritato è l'ideale (perfetto per gli spezzatini), ma essendo ricco di glutine bisogna limitarne il consumo, l'ideale è un'unica volta a settimana, e qui entra in soccorso la soia. Non è una necessità, questo piatto è buonissimo anche di soli fagioli (un mix di fagioli piccoli e più grossi, che in parte si sfaldano in parte rimangono compatti). Si tratta solo di un capriccio, per usare una metafora come quando si smette di fumare ma si tengono in tasca le cicche o la sigaretta finta, è solo la tendenza a non abbandonare le abitudini...


Ingredienti:
1 grossa cipolla dorata ( o 2 piccole)
1 peperoncino rosso (anche due a seconda della sopportazione del piccante)
1 cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaino raso di aglio in polvere
1/2 peperone rosso
2 bicchieri di passata di pomodoro
60 g. di fiocchi di soia disidratati
200 g. di fagioli rossi già cotti
1 cucchiaio di salsa di soia
sale, olio evo e acqua qb
tortilla per servire

Per reidratare la soia portare a bollore acqua abbondante con aggiunta di poca salsa di soia, versare i fiocchi e far bollire per 10 minuti. Spegnere il fuoco e far riposare nell'acqua calda fino a intiepidirsi (almeno una mezz'ora durante la quale la soia continua ad assorbire acqua arrivando a triplicare il suo volume iniziale).
Nel frattempo tritare finemente cipolla e peperoncino, soffirggere in olio evo con un goccio di acqua fino a quando la cipolla diventa trasparente. Aggiungere il peperone tagliato a cubetti. Dopo qualche minuto aggiungere la soia e far insaporire qualche istante. Aggiungere la passata e il resto degli aromi, salare quanto basta e far cuocere a fuoco dolce una ventina di minuti. Gli ultimi 5 minuti aggiungere i fagioli.

Piccola nota sulla soia secca...non fatevi intimorire dal suo odore da secca (non vi dico a cosa assomiglia ma non è esattamente piacevole) perchè durante la cottura perde completamente il suo odore e prende sapore e profumo dalle cose con cui la cucinate.

giovedì 14 marzo 2013

Riso venere con spezzatino di seitan e topinambur

Prima volta che mangio il riso venere e me ne sono innamorata (in realtà sto riscoprendo una vera passione per tutti i cereali integrali), merita davvero la fama di "riso dell'imperatore". In Cina il riso nero esiste da molto e fin dall'Ottocento era riservato alla tavola dell'imperatore perchè considerato un riso raro e prezioso, vista anche la scarsa produttività di questa pianta rispetto ad altri tipi di riso. Anche oggi viene consumato soprattutto da malati, persone anziane, gestanti per la ricchezza di proteine e sali minerali: ferro in misura quattro volte superiore al riso comune, magnesio e selenio. 
Il chicco piccolo e profumato in cottura sprigiona un aroma di pane appena cotto (provare per credere), il colore nero è dovuto all'involucro del seme ricco di pigmenti appartenenti alla classe dei metaboliti antiossidanti (qui si nascondono le sue presunte proprietà antiossidanti e anicancerogene). Un ulteriore pregio è che questo tipi di riso non viene sottoposto a particolari trattamenti prima del confezionamento, viene eliminata solo la buccia non edibile.
Si coltiva anche in Italia: Pianura padana, Piemonte. Nasce nel 1997 grazie all’opera del Centro Ricerche di Sa.Pi.Se mediante incrocio tra una varietà asiatica di riso nero ed una varietà padana.
Insieme a questo riso nel mio piatto sono finiti il seitan fatto in casa di cui vi avevo parlato, il topinambur e poca di quella panna di soia che vi avevo presentato ieri. Vi dico che anche il tradizionalista di casa ha apprezzato molto e ha spazzolato tutto!




Ingredienti:
200 g. di riso venere (tipo precotto della Gallo)
200 g. di seitan autoprodotto, ricetta qui
1 topinambur di medie dimensioni
1 piccolo scalogno
2 cucchiai di panna di soia autoprodotta, ricetta qui
olio evo, sale, pepe, pizzico di curcuma
piatto unico per due

Intanto che il riso bolle in acqua leggermente salata (18 minuti il tipo della Gallo, 35-40 minuti il tipo non precotto) tritare lo scalogno o un pezzetino di cipolla e soffriggere qualche istante in un filo d'olio.
Aggiungere il topinambur tagliato a piccole fettine, aggiungere qualche cucchiaio di acqua o brodo (io ho tenuto da parte quello di cottura del seitan) far stufare per una decina di minuti. Aggiungere il seitan, anch'esso tagliato in piccole fettine della stessa dimensione del topinambur, far saltare a fiamma vivace un paio di minuti. Salare, pepare a aggiungere la panna, allungare con un cucchiaio di acqua di cottura del riso e unire un pizzico di curcuma se si vule il colore giallo (che ricorda il pollo al curry).
Scolare il riso e condire con un cucchiaio scarso di olio evo, mettere nel piatto insieme allo spezzatino.

venerdì 15 febbraio 2013

Gnocchi alle castagne, noci e pancetta

Un ritorno al salato ci voleva. Le mie sperimentazioni con i gnocchetti all'acqua non erano finite: ne avevo già decantato le lodi qui e qui. Gnocchetti versaltili, veloci, e buoni...perchè fermarsi?!
Avevo in casa la farina di castagne, che inizio ad odiare dopo due dolci usciti male e che deve sparire alla mia vista! Ma nei gnocchi sta alla perfezione e li ha resi davvero morbidi, ottimi (molto più gustosi rispetto a quelli con la farina integrale, lo devo ammettere). Anche il condimento è bello saporito, pesto di noci e pancetta.
Vi dirò, questa ricetta è di un  paio di settimane fa, questa settimana ho vissuto un periodo di mancanza totale di ispirazione: nessuna voglia di cucinare se non per la sopravvivenza, il continuo pensiero che il mio blog è poco curato dal punto di vista dei contenuti...si, ci sono tante ricette, ma poche novità, non ci sono dolci che lascino a bocca aperta, ricette che sono delle vere scoperte culinarie, le solite foto senza setting...ecc...il pensiero che la mole di lavoro che servirebbe per renderlo eccezionale richiede del tempo che non possiedo...mi dico che ci vorrebbe un contest, una bella collaborazione, una rubrica, un qualcosa cavolo! Si avvicina il mio blogcompleanno...forse è una crisi blog-adolescenziale? Esiste?
Mi tartasso la mente con l'idea che, nonostante la mia pasta madre sembri perfetta, si rivelerà di sicuro uno schifo con dentro tutti i batteri sbagliati che renderranno le mie prime panificazioni una disdetta...
Anche se è venerdì il mio umore è precisamente quello descritto: momento di sconforto culinario unito alla stanchezza standard della settimana che sta finendo, mix letale...
Però vi lascio questi gnocchetti che sono stati creati in un momento di allegria e volgia di fare!



Ingredienti:
100 g. di farina di castagne
100 g. di farina bianca 00
200 ml di acqua calda
per il condimento
1 bicchierino di pesto di noci
60 g. di pancetta
3 cucchiai di latte
per due

Scaldare l'acqua, appena inzia a bollire spostare dal fuoco e versarci dentro tutta la farina, mescolando subito energicamente, quanto basta perchè la farina assorba bene l'acuqa.
Versare sul piano infarinato e aspettare che il panetto si raffreddi. A questo punto formare i gnocchetti, creare dei bastoncini lunghi da cui tagliare i gnocchetti (io li ho tagliati di circa 1 cm).
Buttare in acqua bollente e salata, scolare appena vengono a galla.
Prima di buttare i gnocchi, preparare e scaldare il condimento: abbrustolire la pancetta un paio di minuti in padella antiaderente con un filo minimo di olio, mescolare insieme il pesto allungandolo con poco latte, e saltare qualche istante i gnocchetti appena scolati insieme al condimento.

giovedì 7 febbraio 2013

Vellutata di lenticchie rosse e polpette di miglio

Ho due bozze, una di gnocchi (e sarebbe anche giovedì) e una di cucina vegana, ho deciso che oggi mi dedico al vegano visto che qua sul blog è una settimana un pò particolare.
Qualche sera fa, mio fratello, un vegetariano che sta passando gradatamente al vegano, è venuto a condividere con la sorella foodblogger alcune ricettine che ha imparato ad un corso. Vi dirò, me ne sono segnata parecchie che sembrano proprio gustose, ma non vi anticipo nulla!
Tra le varie cose ho notato polpette di miglio senza uova, passate nel pangrattato da solo e poi fritte, e mio fratello ha giurato che stavano tranquillamente insieme, anche senza le uova che fanno da legante nelle polpette. Non avevo gli ingredienti previsti per quelle polpettine a suo dire portentose (segnati sul biglietto della prossima spesa) ma avevo miglio e lenticchie rosse decorticate, mi sono detta 'si può fare'.
Oltre alle polpette volevo fare un'isalata calda di miglio e lenticchie ma ho fatto lo sbaglio di ammollarle per diverse ore e le lenticchie rosse decorticate non richiedono ammollatura, troppo molli già da crude! Sono diventate una buonissima vellutata.
Io amo i legumi e i cereali quanto la carne, anzi spesso li preferisco, e ho trovato le polpettine buonissime: in bocca si sentono ancora i chcchini morbidi di miglio, il sapore delle lenticchie rosse è delicato, erano speziate al punto giusto. Il mio ragazzo si è chiesto perchè non potevo fare le polpette di macinata come sempre...e che cosa gli dovevo rispondere?! Non sa proprio apprezzare...Visto che l'ho anche fatto stare male con il tofu, posso capire le sue reticenze, ma non era colpa mia, alcune persone reagiscono con intolleranza al tofu e lui è tra queste, io non potevo saperlo! Io comunque le polpette di miglio le rifaccio, fa bene alla salute mangiare tutti i legumi e i cerali che la natura offre.


Ingredienti:
250 g. di lenticchie rosse decorticate
150 g. di miglio
1 spicchio di aglio
1 piccola cipolla rossa
1 piccola patata
1 cucchiaino di curry
1 peperoncino secco
sale e olio evo qb
pan grattato e olio per friggere le polpette

Per la vellutata usare 160 g. delle lenticchie (peso da secche, non ammollate), unire la patata e la cipolla tagliate a cubetti. Coprire di acqua o brodo vegetale leggero (io un terzo di dado vegetale), circa un dito sopra alle verdure. Coprire, cuocere  a fuoco lento per 25 minuti e frullare con mixer ad immersione, pepare e riportare sul fuoco.
Per le polpette. In un tegame dai bordi alti soffriggere l'aglio finemente tritato o schiacciato con apposito strumento, in un filo d'olio, aggiungere peperoncino intero da togliere poi. Aggiungere il miglio e tostarlo qualche istante. Aggiungere acqua per il doppio del peso del miglio: 300 ml. Sciogliere nell'acqua calda il curry e unire anche 90 g. di lenticchie (peso da secche) precedentemente lessate, in modo da farle stracuocere insieme al miglio. Coprire e far cuocere per una ventina di minuti, aggiungendo qualche mestolo di acqua calda se il milgio assorbe troppo, tenete da parte l'acqua di cottura della lenticchie.
Passati i venti minuti, scoprire e far assorbire bene l'ultima acqua. Far raffredadre il composto e poi procedere a formare le polpettine premendo bene (lavate di tanto in tanto le mani con acqua fredda), passare nel pangrattato e poi friggere in padella con abbondante olio. Scolare con cura e appoggiare su carta assorbente, aspettare che si intiepidiscano prima di impiattare perchè qualdo sono ancora bollenti tendono ad aprirsi.


PASTA MADRE, GIORNO DUE
Condivido con voi i progressi con la mia possibile futura pasta madre (in coltura solida), in realtà non so determinare se ci siano dei progressi.
Ho fatto il primo impasto e l'ho messo a riposare a temperatura ambiente (costante sui 20 gradi) per le 48 ore consigliate. In una ciotola coperta con canovaccio bagnato e risposto in angolo della cucina che credevo ben riparato dall'aria. Quando l'ho scoperto ieri sera l'aspetto era uno schifo, fuori sembrava marmo, ma ho spezzato con la mano l'esterno e dentro era morbido e si vedevano le prime piccole alveolature.
Non sapevo se buttare via tutto, dato che comunque la scorza esterna avrà impedito il contatto con l'aria.
Ho raccolto un suggerimento e fatto un tentativo, ho eliminato tutto il secco, ho pesato la massa restante (150 g., quindi non pochissima) e ho aggiunto stesso peso di farina e metà peso di acqua procedento al primo rinfresco. Ho poi riposto in vaso sterilizzato, coperto con tovagliolo di cotone bagnato con acqua calda, fissato con elastico e questa volta ho riposto in un armadietto della cucina, quindi più al riparo dall'aria.
Stamattina mi è sembrato di vedere della vita, nel senso un piccolo aumento di volume e delle trasformazioni nell'aspetto. L'odore continua a non essere sgradevole, sa di pasta pane... però io ho il raffreddore. Tra altre 48 ore vedrò il da farsi...

mercoledì 6 febbraio 2013

Nasi Goren con salmone e peperoni

Oggi è un pò la settimana dell'orientale! Il nasi (riso) goren (fritto) è un tipico piatto unico indonesiano caratterizzato da riso precotto e fatto saltare con olio o altri grassi. Viene insaporito con salsa di soia dolce, spezie, peperoncino, aglio o scalogno, al riso si aggiungono altri ingredienti come pollo, uova, gamberetti, verdure; questi sono gli ingredienti più tipici. Non esiste 'la' ricetta del nasi goren, ma tente versioni comuni a seconda dei paesi. La mia buonissima versione ha previsto filetto di salmone affumicato (confezione sott'olio) e peperoni.
Curiosando su wikipedia la storia di questo piatto ho scoperto che la frittura del riso è una procedura per non buttare il riso avanzato, una soluzione 'di recupero' per non gettare cibo prezioso Il riso viene fritto nell'olio insieme ad altri avanzi di cibo per cercare di eliminare il più possibile batteri nocivi (una necessità più sentita quando ancora non erano arrivate tecniche di refrigerazione degli alimenti). la sua storia non è molto poetica, però interessante! Anche l'uso delle spezie è diffuso nei paesi caldi dove il cibo si deteriora velocemente, le spezie abbondanti vengono usate per mascherare cibo non fresco.
Ovvio che con buoni ingredienti e uso moderato di spezie e olio si ottiene un piatto buonissimo.


Ingredienti:
200 g. di riso Basmati
1 uovo grande
150 g. di filetto di salmone affumicato sott'olio
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1/2 cipolla rossa
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di salsa di soia (poco salata)
1 cucchiaino scarso di curry forte (piccante)

Tagliare lo spicchio di aglio a metà e rosolarlo in un filo d'olio, aggiungere il riso (precedentemente lavato un paio di volte sotto l'acqua fredda per togliere il gorsso del bianco dell'amido) e torstare qualche istante. Aggiungere 400 ml di acqua bollento in cui avrete sciolto il curry, con un pizzico di sale. Appena vedete sobbollire, coprire e far cuocere per 10 minuti, trascorsi spegnere e alzare il coperchio, dovreste trovare l'acqua completamente assorbita e il riso che inizia ad attaccarsi sul fondo del tegame, mescolare e sgranare i chicchi.
In un wok soffriggere la cipolla finemente tritata con olio abbondante (3 cucchiai), aggiungere dopo poco i peperoni tagliati a piccoli cubetti, far cuocere con coperchio per 5 minuti, aggiungere il salmone e spezzettarlo con il cucchiaio di legno.
In un terzo pentolino fare una sottile frittatina con uovo sbattutto con poco sale e  pepe, spostare sul tagliete a tagliare a listarelle.
Unire il riso la wok, aggiungere la fritattina, e saltare tutto aggiungendo la slasa di soia.


lunedì 4 febbraio 2013

Noodles di riso con gamberetti e peperoni

Oggi vi parlo del mio pranzo domenicale, ho scelto qualcosa di veloce e molto poco italian style, i noodles.
Si tratta di un formato di pasta lungo, simile agli spaghetti, di tradizione asiatica. Si trovano di tante varietà diverse perchè vengono fatti con svariati tipi di farine e con diversi spessori (i noodles di riso cinesi sono sottilissimi come dei capelli d'angelo, gli udon di grano giapponesi sono piuttosto spessi, e ne esistono molti altri tipi).
Io ho scelto quelli di riso, non li avevo mai assaggiati, è la seconda volta che li faccio ma il primo condimento che ho provato non mi avevo soddisfatto un granchè, invece quelli che posto oggi sono davvero ottimi.
L'abbinamento gamberi e peperoni è buonissimo, in genere si pensa alle zucchine, ma i peperoni ci stanno molto meglio! Una volta in un ristorante cinese ho assaggiato un picolo spiedino di gamberi slatato insieme ai peperoni ed era così buono che ho cercato di ricreare un sapore simile.

 
Ingredienti:
180 g. di noodles di riso
250 g. di gamberi o mazzancolle da pulire
1/2 peperone rosso
1/2 peperone giallo
1 scalogno
3 cucchiai di salsa di soia
1 manciata abbondante di sesamo
1 cucchiaio di zenzero in polpevere
1/2 peperoncino
olio evo (l'olio di sesamo ci starebbe a pennello, io non l'evevo)

Soffiggere lo scalogno tritato in un olio abbondante (almeno 2 cucchiai)con peperoncino tritato e zenzero. Dopo poco aggiungere le verdure tagliate in piccolissimi cubetti e far saltare il tutto per 5, 6 minuti, aggiungere un goccio di acqua o brodo vegetale se serve, in modo da lasciare un pò di liquidità.
Puliti i gamberi, tagliarli in due o tre parti ( a pezzettini insomma) e saltarli in padella con le verdure per 3, 4 minuti.
Nel frattempo, tostare il sesamo qualche istante in un padellino antiaderente a parte,  buttare i noodles in acqua salata e bollente per 2 minuti. Scolare i noodles e saltare insieme al condimento aggiungendo la salsa di soia e sesamo.
Adesso raccolgo tutte le mie energie e mi preparo alla settimana, è bello avere un bel post per iniziare il lunedì mattina, anche se non è un dolce...


giovedì 31 gennaio 2013

Canederli con pane integrale e formaggio

Vi presento...il nuovo piatto preferito del mio ragazzo (sue testuali parole) dopo trent'anni di egemonia incontrastata di lasagne, maccheroni al ragù e polpette al sugo ecco che spunta una piatto che crea una crisi negli equilibri, i canederli al formaggio!
La ricetta l'ho presa sempre dal libretto di cui vi avevo raccontato qui, nel mio primo esperimento con i canederli allo speck. Adesso che li ho scoperti li devo sperimentare un pò, è davvero una bellissima scoperta.
A questo giro li ho conditi con semplice burro fuso e salvia. Il canederlo è fatto con pane integrale, formaggi misti, un pizzico di noce moscata. Con il formaggio ho abbondato un pò, consapevolmente, rispetto alle dosi previste dalla ricetta e come immaginavo gli knodel sono venuti particolarmente morbidi e filanti, davvero ottimi.
Non ci resta che andare ad assaggiarli in un ristorante in trentino per scoprire se i miei reggono il confronto! 


Ingredienti:
140 g. di pane integrale secco
2 uova medie
mezza cipolla rossa
80 g. di formaggi misti (io edamer e brie)
5 cucchiai di latte
sale, pepe e noce moscata
burro e farina qb
salvia tritata
per 8 canederli, due persone

Tagliare il pane secco a piccoli dadini. Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella con una noce di burro (attenzione a non farla rosolare, aggiungere un goccio di acqua se serve), aggiungere al pane e mescolare. Tagliare il formaggio a cubetti.
Sbattere le uova con 5 cucchiai di latte, sale, pepe e mezzo cucchiaino scarso di noce moscata. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare coperto per un'oretta (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto riposare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo).
Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in  palline belle premute, passare in pochissima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
Buttare i canederli in acqua salata che bolle leggermente (appena inizia a bollire, in modo che la cottura sia dolce e non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare.
Passare nella padella con burro fuso e salvia.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (il pane avanzato, i rimasugli di formaggio misti che stazionano in frigo, quella mezza cipolla che avanza da altre preparazioni...i canederli sono fondamentalmente un piatto povero di recupero!)


sabato 26 gennaio 2013

Lasagne con carciofi e prosciutto

Lasagne molto semplici con accostamenti prevedibili...ma quanto sono buone?! buonissime e perfette, non manca nulla! Queste le dovevo al mio ragazzo dopo avergli propinato queste al pesto di radicchio. Lui le vuole così, nessun ortaggio troppo azzardato, ingredienti saporiti ma semplici, quindi tanto formaggio filante e prosciutto cotto e poi i carciofi che con il resto stanno bene e che so gradire.
Questa volta tanto per cambiare un pò ho seguito la ricetta di mia mamma e ho comprato le lasagne fresche confezionate al posto di quelle secche, sono molto meglio, mi sa che quelle secche non le compro più! Non serve lessare, rimangono belle morbide ma compatte, mi sono piaciute proprio. Ecco perchè le lasagne ai carciofi che fa mia mamma sono così buone, è la pasta che mi piace di più.
Io arrivo inesorabilmente la mio bel sabato lavorativo, a tutti voi buon finesettimana!



Ingredienti:
250 g. di lasagne fresche confezionate
800 g. di cuori di carciofo a fettine surgelati
2 o 3 scalogni (dipende se sono piccoli o grandi)
150 g. di caciotta a fette sottili
150 g. di prosciutto cotto
60 g. di formaggio grattuggiato o poco più
450 ml di latte
45 g. di burro
40 g. di farina
sale, pepe e olio evo qb
per 4 persone

Tritare lo scalogno e soffriggerlo in un filo d'olio, dopo pochi isatntiu unire i carciofi surgelati, coprire e far stufare per una ventina di minuti (io li ho fatti diventare belli morbidi). Aggiungere poco brodo vegetale o acqua se necessario.
Preparare la besciamella: sciogliere il burro a fuoco basso, mescolare vigorosamente con la farina lontano dal fuoco, aggiungere il latte caldo e riportare sul fuoco. Mescolare fino a quando raggiunge il bollore, salare e pepare, spegnere.
Sporcare la pirofina con un velo di besciamella e iniziare a comprre gli strati: lasagne, 1/3 dei carciofi, qualche fetta di prosciutto e caciotta, 1/4 della besciamella e una bella manciata di grana. Dovrebbe  venire tre strati, ma dipende dalle dimensioni della pirofila. Finire con lasagne, besciamella e grana abbondanti, qualche folgia di carciofo per decorazione.
Infornare coperto cona lluminio a 180° per 30 minuti, più 10 minuti scoperto per far dorare la superficie. Lasciare intiepidire prima di tagliare.




venerdì 25 gennaio 2013

Cous cous gratinato

L'idea di gratinare al forno il cous cous l'ho vista qui, un bel pò di tempo fa. poi provi una ricetta, poi un'altra, poi un giorno magicamente ti ricordi di una cosa vista mesi prima...per fortuna che ci sono i bookmarks...
Ho unito al cous cous le classiche cose che ci sono sempre in casa, quelle che spesso vengono chiamate svuotafrigo: verdure surgelate, pancetta, una raccolta dei formaggi che la casa offriva al momento, e un pò di zafferano per dare colore.
Il cous cous gratinato è buonissimo! Un ottima idea per recuperare il cous cous che avanza, indipendentemente da com'è stato condito, una gratinatura ci sta davvero bene.
Adesso vi lascio e torno alla mia settimana stancante e infinita, anche domani otto ore...


Ingredienti:
250 g. di cous cous precotto
100 g. di pancetta dolce
100 g. di piselli (surgelati)
100 g. di fagiolini (surgelati)
1 cipolla rossa
mezzo bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano
formaggio a piecere, io avevo solo 4 sottilette e un pario di formaggini
1 manciata di formaggio grattuggiato
olio evo, sale, pepe
burro e pangrattato per la pirofila
per 3-4 persone

Nella padella soffrigegre la cipolla, dopo un apio di mintui aggiungere la pancetta e appena perde il suo grasso e inzia ad abbrustolire unire le verdure (i fagiolini li tolgo dal freezer un paio dìore prima e li taglio a pezzettini). Salare e pepare, sfumare con il vino e portare a cottura con coperchio per una decina di minuti.
Nel frattempo mettere a bollire 250 ml di acqua, con un pizzico di sale e un cucchiao d'olio, appena bolle scioglierci lo zafferano e buttare a piggiuo il cous cous. dare una mescolata e coprire a fuoco spento per 2 minuti. Aggiungere poi una noce di burro, mescolare e versare in padella con il resto. Cuocere a fuoco vivace per latro due minuti in modo che assorba i liquidi delle verdure.
Imburrare a passare di pangrattato la pirofila, versare metà del cous cous, aggiungere metà abbondante dei formaggi a pezzettini, coprire con il restante cous cous. Finire con i formaggi avanzati e una spolverata di grana.
Passare in forno, 180° modalità grill per una decina di minuti.



martedì 22 gennaio 2013

Canederli allo speck su vellutata allo zafferano

Tra i regali di natale mi è arrivato, da parte di una cara amica, un grazioso libricino dedicato alla cucina altoatesina proveniente dritto dritto dai mercatini natalizi di Bolzano. Un libricino piccolo ma pieno di ricette curiose che voglio provare! Il tipo di libro ideale per me. Si tratta di una cucina molto varia, sul libro c'è tutto: insalate, primi di pasta o riso, gnocchi, mineste, carne, pane, dolci. Ovvio, tutte le cucine, quelle di ogni regione e paese sono varie, basta conoscerle e scoprirle, meglio se sul posto.
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!

 


Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone

Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)




giovedì 17 gennaio 2013

Lasagne con ricotta e pesto di radicchio e noci

Siamo a  Giovedì e la settimana finirà in un baleno, siamo a giovedì e la settimana è praticamente finita, giovedì, giovedì...devo ripetermelo come un mantra perchè questa settimana e la scorsa sono state pesanti. Devo fare qualcosa, tipo meditazione, è la pazienza che mi manca, per il mio lavoro me ne servirebbe molta di più! Almeno la stessa che metto in cucina...
Oggi vi posto la proposta per il finesettimana e poi mi sa che fino a Lunedì mi prendo una pausa.
Ho sperimentato il pesto al radicchio, ho aggiunto noci abbondanti e qualche alicetta per dare un pò di personalità. Per avere un pesto buono e non eccessivamente amarognolo è importante togliere tutte le parti bianche dalla foglia di radicchio, mentre facevo questa operazione il mio ragazzo che odia tutte le verdure ma in particolare certe insalate amaragnole, mi ha tirato di quelle occhiataccie...ma poi ha gradito parecchio, si sente che il pesto è di radicchio, ma la pasta, la besciamella, la ricotta addolciscono molto il suo sapore. Sarebbe importante anche prendere una ricotta fresca al banco che abbia un aspetto molto cremoso, ma qualsiasi ricotta vi capiti si può lavorare con un pò di latte caldo e ottenere la cremosità richiesta. Il pesto, non essendo molto sugoso (altrimenti sarebbe un bagno d'olio) tende ad asciugare la lasagna.
Il verdetto finale è stato: buonissime; così, visto che credo nella ricetta, ve la lascio anche se la foto mi fa veramente schifo! e con la nebbia che c'era qua in val padana e la mia digitale da quattro soldi è già un miracolo, nemmeno un raggio di luce quella domenica.
Questo finesettimana sono costretta, sotto giuramento, a fare delle lasagne senza radicchio ma con tanto prosciutto e formaggio (ma un ortaggio ce lo metto comunque io).



Ingredienti:
Per il pesto
1 cespo di radicchio rosso di dimensioni medie
80 g. di noci
50 g. di grana padano
1 spicchio d'aglio piccolo, o mezzo spicchio
2-3 alicette sott'olio
olio evo qb, abbondante
Poi...
15 fogli di lasagne secche circa
500 g. di ricotta vaccina cremosa
500 ml di latte
50 g. di burro
45 g. di farina 00
20 g. di grana solo per l'ultimo strato
sale e pepe

Per il pesto, lavare e spezzare le foglie di radicchio (eliminare tutte le parti bianche), riporre in un contenitore alto e capiente. Aggoingere il resto, noci spezzetate, aglio a fettine, alicette, grana. Io ho frullato con il minpimer (pur sapendo che un pesto va pestato, ma dato che il risultato finale è comunque ottimo voto per la praticità e per il non acquisto del mortaio). Aggiungere l'olio a filo, quanto basta per tritare gli ingredienti e ottenere una crema rustica (non troppo liscia) e omogenea.
Passare alla besciamella: sciogliere il burro in un pentolino, sopstare dal fuoco e mescolare velocemente con la farina, aggiungere il latte caldo e riportare sul fuoco. Spegnere appena sfiora il bollore così da lasciare un pò di liquidità, salare e pepare.
Sbattere la rioctta con 4 cucchiai di latte caldo e un pizzico di sale e pepe.
Passare a comporre la lasagna, sporcare la prirofila o teglia con un pò di besciamella, appoggiare i fogli di pasta, proseguire con qualche cucchiaio di ricotta (circa 1/5 di quella a disposizione, dipende dalle dimensioni della teglia scelta, a me sono venuti 5 strati in una teglia di circa 25x20 cm), poi qualche cucchiaino di pestoe infine abbondante besciamella (sempre 1/5). Priseguire così per tutti gli strati e terminare con poco pesto e ricotta, besciamella abbondante e una spolverata di grana.
Infornare a 180° per 35 minuti, coperto con stagnola così che il primo strato non scecchi, aggiungere 5 minuti di grill per la doratura.

Io non ho prelessato le lasgane, ma mi sono pentita perchè ho trovato che la lasagna fosse troppe asciuttina per i miei gusto, quindi consiglio di lessare 5 minuti le lasagne in acqua bollente prima di comporre gli strati.

venerdì 4 gennaio 2013

Pasta al pesto di noci su fonduta di zola

Venerdì!! Questa settimana è arrivato alla velocità della luce e domani sabato di riposo, qualche piacevole impegno a parte ho programmato un weekend di cucina!
Voi fate il pranzo grande per il giorno della befana? Noi si, anche se più ridotto rispetto a quello di natale. Il piatto che posto potrebbe essere l'ideale (io però con tutta probabilità cucinerò le lasagne e l'arrosto che non ho fatto per natale).
Vi avevo promesso ricette più leggere...ma avevo in frigor questo bel pezzo di zola e qualcosa volevo farci. Il mio lui lo voleva mangiare così insieme al pane e lo punatava da diversi giorni, ma io avevo messo un divieto perchè lo dovevo ricettare insieme a qualcosa per mangiarlo volentieri anch'io (che così nature non lo amo molto).
Non potevo proporglielo con della verdura o nella prossima spesa mi avrebbe preso mezzo chilo di zola per ripicca! Così ho pensato a qualcosa di molto saporito ed molto lontano dalla verdura, e per non fare la solita pasta zola e noci le ho dato questa veste un pò nuova. Il pesto di noci, che provo per la prima volta ed è buonissimo!! (vi dirò, lo preferisco di parecchio al pesto di pistacchi che credevo insuperabile) e una fondutina di zola come letto per la pasta.
Ingredienti semplici, preparazione veloce, ottima presentazione finale!




Ingredienti:
per il pesto...
60 g. di gherigli di noce
1/3 di spicchietto d'aglio (ne serve una punta)
40 ml circa d'olio evo
40 g. di grana padano
acqua di cottura della pasta
pepe nero
per la foduta..
80 g. di zola
40 ml di latte
1 fiocchetto di burro
qualche gheriglio di noce intero per decorare il piatto
180 g. di pasta secca, formato a piacere io gemelli
per due persone

Tutto si fa negli 8 minuti di cottura dei gemelli. Buttare la pasta in acqua bollente e salata.
In un piccolo pentolino mettere il ricciolo di burro, il latte e lo zola a pezzetti, portare sul fuoco basso e far sciogliere il tutto dolcemente mescolando di tanto in tanto.
In un secondo recipiente stretto e alto mettere le noci, il pezzettino d'aglio a fettine, il formaggio (grattuggiato o tagliato a pezzettini), pepe nero quanto basta (anche secondo i gusti). Frullare il tutto con il mixer ad immersione aggiungendo l'olio a filo e dell'acqua di cottura della pasta, un paio di cucchiai. Ottenere un composto omogeneo e dall'aspetto cremoso.
Scolare la pasta e unirla al pesto (dovrebbe bastarne la metà di quello che avete preparato, il restante lo potete congelare in un bicchiere di plastica). Versare nel piatto metà della fonduta e poi la centro metà della pasta, aggiungere qualche gheriglio di noce e del pepe, facoltativo.


Assegno un nome d'arte a questa ricetta: Zola e noci a casa di Claudia
e visto che il piatto è tutta farina del mio sacco e nonostante sia una delle prime ricette dell'anno è forse il primo piatto meglio presentato della storia di carotina (e lo considero già con affetto un cavallo di battaglia meritevole di un nome d'arte), partecipo al contest di Valy del blog "Valy cake and..."


ps: con questa ricetta partecipo la contest di Veronica, di Dolci Armonie deidcato ai piatti della domenica

giovedì 3 gennaio 2013

Lasagne alla zucca, la più cliccata 2012

Le avete già viste? è vero, le avevo già postate qui! ma non sto cercando di farvele passare per una nuova proposta, le sto solo ripostando per partecipare ad una raccolta molto carina a cui sono stata invitata da Milla  del blog 'Il Mondo di Milla'.
Si tratta di svelare la propria ricetta più cliccata studiandosi le statistiche, lo scopo è cerare una raccolta delle migliori ricette del 2012 creando un pdf perfetto per i menu speciali.
La mia più cliccata è questa, le lasagne alla zucca, l'ho pubblicata il 10 ottobre ed è stata cliccata e visualizzata ben 2759 volte, che per il mio blog è tantissimo! si distanzia nettamente da qualsiasi mio altro post! MA GRAZIE!
Bè, per precisione dovrei dire che se la contende con queste polpette light di riso e piselli, ma vincono le lasagne (anche perchè le polpette sono sul blog dal primo mese della sua nascita, le lasagne solo da due mesi).
Bando alle ciancie, passiamo alla ricetta.


Ingredienti:
200 g. di zucca già pulita
200 g. di salsiccia
100 g. di stracchino fresco e morbido
1 grosso porro
100 g. circa di lasagne secche
25 g. di burro
20 g. di amido di mais
250 ml di latte
20 g. di grana padano grattuggiato
sale, pepe, noce moscata e olio evo qb
per due, un pò abbondanti 

Ridurre la zucca in piccoli cubetti, davvero molto piccoli.
Pulire il porro, tagliarlo a metà e poi a fettine sottili. Soffriggere il porro con un filo d'olio, appena è morbido aggiungere la salsiccia sbriciolandola bene con il cucchiaio di legno, dopo 5 minuti aggiungere i cubetti di zucca, coprire e lasciar cuocere una decina di minuti (il grasso della salsiccia permette che il tutto rimanga umido e non dovrebbe essere necessario aggiungere acqua).
Ho preferito lessare le lasagne in acqua leggermente salata per 4 minuti per poi stenderle su un canovaccio, invece che usarle da secche.
Per la besciamella quasta volta ho provato ad usare la maizena al posto della farina ed è molto meglio, la salsa si addensa più velocemente, è più vellutata e il sapore più "pulito".
Sciogliere il burro, mescolarlo con la maizena, lontano dal fuoco. Aggiungere il latte caldo (io lo passo in micronde), riportare sul fuoco e mescolare con cura fino ad abollizione e addensamento, aggiungere sale, pepe e noce moscata. Lasciare la besciamella liquida, solo appena addensata.
Ungere lievemente la pirofila, stendere un velo di besciamella sul fondo e iniziare con gli strati: lasagne, poco meno di metà composto di zucca e salsiccia, poco meno della metà dello stracchino a disposizione a fiocchetti ben distribuiti, qualche cucchiaio di besciamella. Così anche il secondo strato. Terminare con ultimo strato di lasagne, poca zucca e salsiccia, poco stracchino, quello che rimane, abbondante besciamella e una spolverata di grana.
Infornate a 190°, 15 minuti coperto con alluminio e altri 15 scoperto in modo che dori bene la superficie.

 
Con questa ricetta partecipo alla raccolta, la eat parade di Milla...
 
 

venerdì 7 dicembre 2012

Risotto al radicchio gratinato ai 4 formaggi

Venerdì, ma come sono contenta, per me non è scontato avere tutto sabato libero come la domenica, due giorni solo per noi (io, lui, il mio cane grande e la mia peste piccola). Dobbiamo andare in cerca di regali, fare dolci, finire l'albero, andare a fare un giretto alle bancarelle di Santa Lucia.
In casa mia è ufficialmente aperta l'atmosfera natalizia! Lo scorso finesettimana abbiamo visto "Harry ti presento Sally" uno dei miei film natalizi preferiti, anche nei prossimi due giorni rispolvererò qualcosa dai miei dvd...
Nelle mie bozze l'atmosfera natalizia c'è un pò meno, quindi risotto al radicchio.
Il risotto al radicchio è uno dei miei preferiti, ma per farlo piacere proprio a tutti (e con tutti intendo lui) meglio aggiungere del formaggio, meglio tanto formaggio e meglio passarlo al forno per fargli fare una bella crosticina abbrustolita. Inoltre l'ho sfumato con del lambrusco rosato che avevo in casa, che mi piace moltissimo.
Pensandoci bene il nesso natalizio c'è...durante le feste non vi ritrovate un sacco di formaggi aperti da finire?! e del buon vino ormai aperto da un pò!?


Ingredienti:
1 piccolo cespo di radiccio (tipologia a piacere)
1 scalogno e 1/2
30 ml di lambrusco rosato (va bene qualsiasi vino)
300 g. di riso arborio
80 g. di zola
50 g. di stracchino
3 sottilette all'emmental Inalpi, ottime
2 manciatine di formaggio grattuggiato (io ho in casa il Bella Lodi, che la di là della pubblicità orrenda è buonissimo...grazie mamma per il regalino)
burro, sale, pepe, brodo vegetale qb

Tritare finemente lo scalogno, tagliare a stricioline sottili il radicchio, lavarlo e asciugarlo accuratamente. Nel tegame per il risotto soffriggere qualche istante lo scalogno, aggiungere il radicchio e coprire per farlo ammorbidire.
Aggiungere il riso, tostarlo insieme la radiccio e sfumare con il vino, aggiungere il brodo un mestolo alla volta fino da assorbimento. Cuocere il riso un paio di minuti in meno.
Imburrare a passare di pan grattato una pirofila. Vresare metà del risotto e livellare. Distribuire zola a dadini e stracchino qua e là. Aggiungere la restante metà del riso e coprire con sottilette, grana, qualche fiocchetto di burro e un pò di pan grattato.
Infornate a 190° per una ventina di minuti.