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domenica 26 aprile 2015

Plumcake al fondente e caffè

Questa ricetta merita, merita al punto da riesumare il blog.
Anche perchè, nonostante non sia affatto la prima ricetta di dolce vegan che mi sia ben riuscita, sono sempre contenta di 'urlare' al mondo la bontà dei dolci vegan come se fosse la prima volta. Anche perchè continuo a vedere uova lì, uova là, anche quando non sono di nessuna utilità per la riuscita del dolce. Quando una ricetta per plumcake o muffin contiene un uovo mescolato con i liquidi, vuol dire che lo si può eliminare tranquillamente perchè è inutile, il dolce viene comunque benissimo anche senza l'uovo, aumentando ovviamente i liquidi.
Si tratta di un semplice plumcake al caffè e cacao, con cioccolato fondente e caffè nell'impasto e nella glassa. Dovevano esserci le gocce di cioccolato, come al solito, invece ho versato il caffè nell'impasto quando era ancora un pò troppo caldo e le scaglie di cioccolato fondente si sono sciolte e tutto si è amalgamato. Senza volerlo ho scoperto un trucchetto niente male perchè l'impasto è davvero ottimo, oltretutto il plumcake è lievitato meglio del solito (ho associato la cosa all'incidente del caffè caldo ma non ne sono sicura!).
Enjoy!



Ingredienti:

240 g. di farina semi-integrale di farro
50 g. di zucchero di canna
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di cannella
2 cucchiaini di cacao amaro
1 bustina lievito vanigliato

50 g. di olio di semi
50 g. di sciroppo di agave
1 tazzina colma di caffè forte
latte di riso (o soia, quanto basta)

100 g. di cioccolato fondente

Volendo, per la glassa di copertura:
50 g. di cioccolato fondente
3 cucchiai di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave


In una ciotola capiente ho mescolato tutti gli ingredienti secchi, setacciando farina e lievito. Ho aggiunto il cioccolato fondente grossolanamente tritato a scaglie.
Ho aggiunto olio e sciroppo di agave, e iniziato a mescolare, solo due mescolate. Ho aggiunto la tazzina di caffè (ancora caldo per sciogliere il cioccolato, altrimenti freddo per mantenere le gocce di cioccolato visibili, alla fine il dolce verrà leggermente meno morbido), e aggiunto latte di riso a filo mentre mescolavo l'impasto. Deve ottenere una consistenza leggermente più liquida rispetto l'impasto dei muffin, diciamo come uno yogurt cremoso.
Ho versato nello stampo rivestito di carta forno e infornato: con il forno preriscaldato a 200° ma abbassato a 180° appena infilato il plumcake e chiuso lo sportello. Cottura di 35-40 minuti circa.
Una volta sfornato ho sciolto in una ciotola a bagno maria 50 g. di fondente con qualche cucchiaio di caffè e uno di sciroppo di agave, ho mescolato bene per ottenere una glassa liscia ed omogenea e l'ho versata sul plumcake cercando di distribuirla ala meglio, top!






giovedì 24 luglio 2014

Vegan fluffy pancake (senza zucchero)

Da onnivora ho fatto decine di volte i pancake, ho provato tantissime ricette di tutti i gusti. Stamattina ho provato per la prima volta i pancake seguendo una ricetta senza uova, in cui ho sostituito anche lo zucchero con due cucchiaini di sciroppo d'acero nell'impasto e...sorpresa, i pancake migliori di sempre, i più fluffosi di sempre (infatti il mio compagno ha detto che 'sembrava non li avessi fatti io', sarà stato un complimento?!).
La ricetta l'avrei presa originariamente da qui, ma poi ho cambiato un paio di cose, perché usando la stessa proporzione di latte e farina l'impasto mi veniva troppo denso, così ho aumentato un po' il latte (magari è dipeso dalla scelta della farina 0).
Era da un anno e mezzo che non mi facevo un pancake, esattamente da quando sono vegana (e perché in genere faccio colazione con la frutta da sola, un'abitudine fantastica che consiglio a tutti), ma 'purtroppo', sapendo di potermi fare in 10 minuti dei pancake del genere temo proprio che passerà molto poco, pochissimo, prima della prossima volta (con qualche mirtillo dentro magari).



Ingredienti per 5/6 pancakes:
100 g. di farina 0
125 ml di latte di soia
1/3 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
2 cucchiai rasi di sciroppo d'acero
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
2 cucchiaini d'olio di semi di mais
(sciroppo d'acero, frutta fresca o altro per servire)
 
Ho mischiato gli ingredienti secchi, ho aggiunto dolcificante, latte e olio. Ho amalgamato bene il tutto ottenendo un composto abbastanza liquido.
Dato che con il padellino piatto o con la padella da crepes ho sempre abbrustolito troppo, o attaccato, qualcuno dei pancakes, ho deciso di provare ad usare il wok e mi sono trovata benissimo (è più antiaderente degli altri padellini che ho, il fondo è più alto e distribuisce meglio il calore e i bordi alti aiutano nella cottura). Fuoco medio, non alto.

Buttate al centro della padella, unta con un filo d'olio di semi, 2 o 3 cucchiate di pastella che si allargherà da sola. Dopo meno di due minuti si formeranno tante bollicine sulla superficie, girare e cuocere per un paio di minuti anche dall'altro lato.
Io ho servito con rondelle di banana matura e sciroppo di agave, ma mi piacciono molto anche spalmati di marmellata.

martedì 22 luglio 2014

Vegan french toast

Versione vegan e riuscitissima del classico french toast che vorrebbe come protagonista l'uovo, ma chi lo vuole l'uovo! La panatura esterna viene benissimo con un composto di corn flakes, farina, latte vegetale, dolcificante e aromi a scelta. E per esagerare, una bella spalmata di marmellata al centro (ma anche una crema di cioccolato e nocciole rigorosamente vegan e fatta in casa senza olio di palma non ci starebbe male!)
L'idea me la porto a casa da un fantastico soggiorno a Torbole sulla riva trentina del Lago di Garda, posto bellissimo sia per farsi una giornata in spiaggia che per farsi delle belle camminate nella natura.
Ho soggiornato presso la Casota Vegan un b&b 100% vegan, in cui l'accoglienza è davvero spontanea e calorosa , e dove la mattina vengono proposte ottime colazioni autoprodotte (dal pane fatto in casa, allo yogurt, al formaggio vegetale e molto altro). La mattina non è mai mancata una bella varietà di dolci fatti in casa: piatti fatti la momento e serviti caldi come french toast, pancakes, waffle e poi muffin e torte. Vale la pena provarlo, anche per un bel weekend in tutta serenità.




Ingredienti per due:
4 fette di pane in cassetta integrale (tipo pan bauletto)
2 cucchiai abbondanti di marmellata a scelta
35 g. di corn flakes di mais
35 g. di farina 0
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
cannella o vaniglia (aromi facoltativi)
latte vegetale qb (1/3 di bicchiere ca.)
per copertura
frutta fresca a scelta
sciroppo d'acero


Spalmare tra due fette di pane in cassetta la marmellata scelta. In una ciotola mescolare, i corn flakes tritati a farina, la farina bianca, i dolcificanti, sale, bicarbonato e aromi. Unire il latte poco alla volta fino ad ottenere un impasto molto molle (ma non liquido) che si presta ad essere spalmato all'esterno delle fette di pane farcite di marmellata. Con un coltello spalmarlo omogeneamente su entrambi i lati del toast e un pò sui bordi.
In una padella scaldare un filo di olio di semi di mais, quando è calda far dorare il toast un paio di minuti per lato o poco più. Servire con frutta, sciroppo d'acero, burro di soia o altro a piacere.


domenica 6 ottobre 2013

Finta carbonara vegan, con tofu affumicato e porro

E qui si potrebbe aprire una piccola polemica. Ultimamente frequento con vivo interesse alcuni gruppi vegan su Facebook, è molto arricchente scambiarsi consigli, leggere le esperienze altrui in termini di sperimentazioni culinarie riuscite o meno, prodotti validi o meno...però un aspetto mi rattrista, la vena polemica che spesso serpeggia tra i commenti, un'atteggiamento a volte un pò aggressivo, da parte di persone che la logica vorrebbe sensibili ai temi della tolleranza, del rispetto della diversità, del vivi e lascia vivere. Una delle polemiche più fervide in cui mi è capitato di incappare (da curiosona mi son letta i commenti per capire cos'era che creava tanta divisione, ma non ho contribuito perchè la causa non mi sembrava valesse tutta quella discussione) è tra chi utilizza volentieri prodotti 'finti' (la finta mortadella, il finto tonno, il finto formaggio e via dicendo) e chi si oppone a questi prodotti. Ora, io condividevo alcuni pensieri di entrambe le parti. Chi li osteggia capita che pensi questa cosa: se noi vegani, testimoni di una rivoluzione culturale da diffondere nel mondo, continuiamo a ricorrere a questi prodotti e lo evidenziamo anche pubblicamente, facciamo pensare agli onnivori che siamo dei poveretti sempre alla ricerca di surrogati dei cibi che ci mancano perchè le cose vegan non sono soddisfacenti, dei martiri insoddisfatti insomma. Sottolineo che non è così, le ricette e gli ingredienti della cucina vegan hanno tantissimo da dire e ci sono chef vegani e perfino vegani-crudisti che fanno cose spettacolari.
Poi c'è chi magari va alla ricerca di un sapore, di una forma del cibo, simile a qualcosa che era radicato nelle abitudini passate per soddisfare più che altro un bisogno psicologico legato al cibo, la voglia di mangiare qualcosa che evoca sensazioni, ricordi, odori del proprio passato. Non ci trovo nulla di male, è umano, è utile per chi fa più fatica a cambiare del tutto le proprie abitudini e con questi prodotti riesce comunque a mangiare vegan. Non tutte le persone sono uguali, sono diversi i gusti, i valori, le opinioni, la personalità, la determinazione delle persone e tenendo a mente questo perchè fare polemiche, va bene un pacato scambio di prospettive ma vere e proprie liti no.
Io personalmente non sono mai stata attratta da finti affettati e cose del genere, mentre facevo la spesa e stavo mettendo nel cestino gli ingredienti per questa pasta ho contemplato per un attimo i finti wurstel, ma poi ho preferito il tofu affumicato. Ma come devo chiamare questo piatto: pasta cremosa al gusto affumicato con tofu e porro e una salsa che è una specie di besciamella ma è diversa e con farina di ceci e quella giusta cicciosità e ruvidezza che sembra, ah no, non lo posso dire....Non ci trovo proprio nulla di male a dire che questa pasta ricorda un bel piattone di carbonara e che lascia esattamente la stessa soddisfazione, sono l'aroma di affumicato e la consistenza della salsa a renderla eccezionale, parola di compagno onnivoro.
Che la si chiami finta carbonara, che la si chiami pasta cremosa al gusto affumicato, una cosa sola è la più importante, nessun animale è stato sacrificato o sfruttato, l'importante è dire al mondo che mangiare senza crudeltà e facile e soddisfacente.


Ingredienti:
240 g. di linguine integrali
150 g. di tofu affumicato
1 piccolo porro
1 bicchiere di latte di soia
1 cucchiaio di farina di ceci
1 cucchiaio raso di maizena
sale, pepe nero e curcuma
olio evo

In un bicchiere mescolare il latte a freddo con maizena, farina di ceci, sale, pepe e una punta curcuma, mescolare  a lungo fino a sciogliere tutto e far riposare. Mettere sul fuoco l'acqua per la pasta. Pulire il porro, tagliarlo in sottili striscette per il lungo e poi tritare in piccoli quadratini, non so se mi sono spiegata comunque l'importante è tritarlo finemente. Far rosolare il porro in padella con un filo d'olio, intanto buttare le linguine in acqua bollente. 
Appena il porro è bello morbido aggiungere il tofu a dadini, dopo un paio di minuti versare in padella anche il composto che avete preparato nel bicchiere, mescolare con cucchiaio di legno a fuoco basso per un paio di minuti, quanto basta che si addensi come una besciamella, aggiungere un cucchiaio di olio evo, mescolare e spegnere.
Scolare la pasta e mescolare con il condimento in padella.

lunedì 23 settembre 2013

Prima torta di mele vegan (senza grassi, davvero buona)

Ogni tanto mi capita che mi venga in mente qualcosa che ho sempre mangiato e mi accorgo di non aver mai pensato prima alla versione vegan, adesso che si inizia volentieri da accendere il forno, soprattutto alla mattina, mi sono ricordata della torta di mele, un classico che in autunno e inverno ho sempre fatto spesso (usando una ricetta della mamma con un uovo e senza grassi). La semplice torta di mele è una cosa davvero facile da veganizzare perchè siamo in uno di quei casi in cui l'aggiunta delle uova è semplicemente superflua, si possono benissimo eliminare a basta, senza andare alla ricerca di grandi sostituzioni. Le mele abbondanti rendono la torta morbida e piacevole in ogni caso, basta aggiungere la quantità giusta di pastella equilibrando bene farina e liquidi sopra le mele e il gioco è fatto! La torta di mele mi piace semplice, una spolverata di zucchero prima di infornare e qualche pizzico di spezie, niente di che (le versioni con mascarpone, quelle burrose, quelle con il cioccolato non le ho mai preferite ad una torta di mele delle più semplici).
Per essere sicura di non sbagliarmi sulle dosi ho fatto riferimento alla ricetta di Cesca che trovare qui. Mi ricordavo di aver visto sul suo bel blog la foto di una torta di mele dall'aspetto identico a quella che mi facevo spesso io e inoltre mi ricordavo che, come nella mia, non c'erano grassi e in più usava la farina integrale. Il mio zampino, farina di farro, un pò di sciroppo di agave, qualche uvetta...ma comunque la ricetta è la sua.
Assolutamente da provare, perfetta per una colazione speciale ma senza grandi pretese, una torta che fa tanto momento di perfetta serenità nella vostra casetta. Per me è un dolcetto domenicale (dato che i sabati liberi dal lavoro per il momento sono un lontano ricordo), per la colazione della mattina o il pomeriggio, in quei momenti in cui non ci sono orari, non si deve correre, si può decidere di mangiare a qualsiasi ora del giorno e perdere tempo nel modo che si preferisce, aggiungere il dolcetto è il massimo! Bene, prossimi sei giorni lavorativi a noi!


Ingredienti:
200 g. di farina integrale di farro
60 g. di zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
2 manciate di uva passa
2 mele golden
3/4 circa di bicchiere di latte di soia
1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di zenzero (facoltativi)
scorza di limone bio
ho adattato le dosi per lo stampo piccolo, 18 cm diametro

Ammollare l'uvetta passa. Mescolare farina, zucchero, lievito, sale, spezie, scorza di limone. Tagliare le mele a dadini, strizzare le uvette e mescolare entrambe le cose con gli ingredienti secchi.
Aggiungere lo sciroppo e il latte un pò per volta mentre mescolate l'impasto con il cucchiaio di legno, valutate la momento quanto latte vi serve (io ho usato la quantità che vi ho indicato che potrebbe dipendere un pò dal tipo di farina usata). Dovete ottenere una pastella abbastanza morbida da avvolgere facilmente i pezzettini di mela ma non liquida, come uno yogurt molto denso.
Ungere con olio di semi lo stampo, versare l'impasto. Spolverare la superficie con poco zucchero di canna e cannella. Infornare.
Inofonare a 200°, con lo sytampo da 18 sono bastati 25 minuti di cottura.

domenica 15 settembre 2013

Super torta farro, cocco e doppio cioccolato

Ieri, stavo oziando qua e la per i canali televisivi e mi sono incantata su un cartone per bambini, mi ha catturato, non che fosse particolarmente avvincente, ma mente lo guardavo riflettevo... C'era questa tartarughina antropomorfizzata che parlava e mostrava tutti i pensieri e i sentimenti umani, era un pò sfortunata perchè perdeva un amico, poi perdeva la compagna (poi ritrovava entrambe le cose, non state lì a piangere) e io mi chiedevo il perchè. Perchè far crescere i bambini completamente circondati da cartoni che potrebbero avere l'incidentale scopo di educare all'idea che l'animale ha dei sentimenti e va rispettato se alla fine, la cultura maggioritaria, dice che l'animale si mangia, è normale, è necessario, si fa così, perchè complicarsi la vita e via dicendo. C'era la scena in cui le reti dei giganteschi pescherecci destinati alla pesca di tonni o non so cosa catturavano per sbaglio la tartaruga mettendone a repentaglio la vita, la scena di terrore in cui si rischiava che il piccolo protagonista diventasse 'zuppa di tartaruga', la scena in cui veniva salvato da un'umana del tipo buono (una hippy che sembrava si astenesse dal mangiare animali). Insomma, per me il messaggio è chiaro: la pesca è una pratica brutta che causa inutilmente la morte di tanti animali, anche quelli che non potremmo immaginare, come le tartarughe, le persone cattive mangiano gli animali, quelle buone no (anche se quest'ultimi sono gente un pò strana, ma è un particolare suvvia). I bambini vivono in una contraddizione, circondati da messaggi culturali che non concordano, o è solo la mia impressione?! Comunque mi sono ricordata di tutte le volte che ho visto 'Babe il maialino coraggioso' e mi sono ricordata che già da piccola avevo pensato di non mangiare più animali, ma poi non l'ho fatto (l'ho fatto ora e va bene così), però la storia del maialino sensibile e coraggioso sembra un vero e proprio manifesto contro la macellazione e il messaggio è diretto ai bimbi. C'è davvero una contraddizione esagerata in tutto ciò!
Passiamo ai dolci che sono così confortanti!
Ecco la mia super colazione! Già da prima dell'estate ho rallentato la produzione di dolci da forno per una serie di motivi, principalmente perchè sto cercando di eliminare dalla mia alimentazione zucchero, farina bianca e grassi. Ma con questo primo fresco autunnale non ho resistito alla tentazione della torta lievitata della domenica mattina. Ho usato un bel pò di sciroppo di agave che negli impasti dei dolci è ottimo e permette di ridurre lo zucchero, ho mixato farina di farro, cocco e fecola e ho abbandonato la malefica farina bianca 00! C'è poco olio, relativamente poco, e tanto latte vegetale. Buonissima, è il mio modesto parere.


Ingredienti:
280 g. di farina di farro semintergrale
70 g. di farina di cocco
110 g. di fecola di patate
140 g. di zucchero di canna grezzo
60 ml di sciroppo di agave
100 ml di olio di semi più poco per spennellare lo stampo
300 ml di latte di soia o poco più
4 cucchiai di cacao amaro
100 g. di cioccolato fondente a pezzettini
1 bustina di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
ps:dosi per due stampi da plumcake/18 o 20 muffin/ 1stampo fiore di silicone e 1 piccolo stampo da plumcake/ due torte da 18 di diametro su per giù (tanto per far capire che le dosi sono abbondanti!

Iniziare mischiando gli ingredienti secchi, la farina , la fecola, il cocco, lo zucchero, il sale. A parte mescolare olio, 300 di latte vegetale e lo sciroppo di agave. Versare i liquidi sulla farina e iniziare a mescolare con il cucchiaio di legno (non so se succede solo a me ma la capacità di assorbire l'acqua della farina di farro è imprevedibile, varia molto a seconda della marca e devo sempre 'correggere' i liquidi della ricetta) quindi mentre mescolate aggiungere latte di soia, poco per volta, fino ad ottenere un composto omogeneo della densità (per capirci) di uno yogurt cremoso. Aggiungere allora lievito, bicarbonato e i pezzettini di cioccolato fondente.
Versare metà dell'impasto nello stampo/stampi scelti. Nella restante metà aggiungere il cacao e un paio di cucchiai di latte, amalgamare bene e terminare di riempire gli stampi.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare e appena chiuso abbassare a 175°, cuocere per 35-40 minuti.
Se, per caso, non vi va di fare l'effetto marmorizzato consiglio di optare per tutto al cacao.


lunedì 17 giugno 2013

Torta brioches gigante crema e caffè

Ecco il dolcetto che mi sono concessa nel fine settimana: una torta al caffè farcita di crema pasticcera. 'Al caffè' proprio nel senso che al posto di latte o altri liquidi ho versato nell'impasto il caffè fatto con la moka. Ho bagnato l'interno con bagna di caffè e liquore e farcito con una crema dal sapore di normalissima crema pasticcera! Buonissima! Questa simpatica forma di cornetto è stata ottenuta grazie allo stampo che l'azienda Silikomart mi ha gentilmente inviato, carino vero?! Ne hanno davvero per tutti i gusti, con tutte le fantasie possibili e me li comprerei tutti per quanto sono comodi e belli.
Io, da novellina del ramo, ancora mi stupisco di quanta fantasia e bontà si possa mettere nei dolci vegan, di fronte ad ogni torta mi ricordo delle mie prime due settimane da vegetariana (nel corso delle quali ho mangiato il formaggio giusto un paio di volte perchè ero abituata ad usarlo per cucinare: per il risotto, per la pasta, per la torta salata) e di tutte le 'paure' che mi frullavano in testa: 'ma come faccio, ma che dolci cucino, ma come faccio senza certi formaggi, oddio è impossibile' e cose di questo tipo. Adesso ci penso e sorrido a me stessa perchè ora so quanto è facile cambiare questo tipo di abitudini e mi piace riportare una concetto che ho letto non so dove e mi ha colpito per la verità espressa.
Non ci sono scuse per mangiare i prodotti animali, quella di mangiare i prodotti animali è una scelta svantaggiosa dal punto di vista medico e ambientale prima che etico, rimane una sola scusa per mangiarli: perchè sono buoni. Ma se una persona lascia che la sua testa sia guidata dal suo palato, io e lei non abbiamo niente da dirci.
Non non siamo uomini, e quindi differenti dagli animali,  per via delle nostre capacità razionali, per le capacità artistiche, per la consapevolezza maggiore delle cose, per le possibilità di decidere con responsabilità al di là degli istinti che derivano dalla natura...o mi sfugge qualcosa?
E comunque ho pensato che io, per quanto amo mangiare e preparare il cibo che devo mangiare, ancora mi faccio guidare non poco dal mio palato. Quello che mangio è buono, punto, altrimenti non lo mangerei. Ma adesso posso essere fiera quando mi lascio 'guidare dal palato' perchè prima è la mia testa a scegliere, i miei valori, il mio interesse per la salute e la vita altrui, e ne sono contenta.
Ho già pensato a due dolci buonissimi e solo moderatamente salutari per il mio compelanno e non vedo l'ora di rientrare dalla trasferta lavorativa che metterà a dura prova la mia scelta vegan.


Ingredienti:
per la torta
170 g. di farina 00
50 g. di maizena
10 g. di cacao
200 ml di caffè forte
110 g, di zucchero di canna
1/2 bicchiere scarso di olio di semi
2 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
per la bagna
1/2 tazzina di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di brandy o altro alcolico idoneo
1 cucchiaio di acqua
nota: ho usato il bellissimo stampo che mi ha gentilmente inviato la silikomart

Per la torta, iniziare riunendo gli ingredienti secchi (come per la torta al cioccolato che avevo postato tempo fa, le dosi sono più o meno quelle) quindi farina, amido, zucchero, lievito, cacao. Versare sopra agli ingredienti liquidi, il caffè tiepido e l'olio ( per il caffè vi servirà una caffettiera da 4, io ne ho usata una da tre e ne ho dovuto rifare un pò per raggiungere la dose necessaria). Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo e versare nello stampo di silicone e infornare a 180° per 35-40 minuti. Prova stecchino e sfornare.
Quando la torta è fredda tagliare a metà e bagnare le due metà con la bagna composta da caffè mescolato con sciroppo di agave e brandy. Cospargere la metà di base con bel dito di crema pasticcera e coprire con la metà superiore senza schiacciare molto. Riporre in frigo in modo che la crema si rassodi.


domenica 16 giugno 2013

La veg crema pasticcera

Analizziamo un pò il significato delle parole...crema e pasticceria, quindi qualcosa di cremoso dolce e buono che ben si presti a farcire torte, crostate, pasticcini o dolci al cucchiaio. Giusto?! Quindi, dico io, perchè per forza con le uova? Stavo anche pensando che quando si fa la classica crema pasticcera con i tuorli sono importanti le proporzioni tra latte, farina e uova; sono importanti gli aromi come limone o vaniglia; è importante la dose di zucchero e questo perchè se sente di uova o di farina fa schifo! Quando ho cercato in google crema pasticcera vegan ho trovato mille ricette, quindi come sempre non ho inventato nulla di nuovo, ma ho fatto un paio di esperimenti e ora vi posto una crema perfetta e quasi identica alla classica, davvero buona, più buona secondo me!
Riflettendo un poco devo ammettere che la via migliore per apprezzare questo modo poco tradizionale di cucinare non è quella di cercare di ricreare le cose come sono sempre state fatte, la via migliore è quella di cercare di creare qualcosa di diverso, di nuovo, mirare a qualcosa di più leggero con un'anima diversa, magari sapori nuovi e più 'complessi'.
Qualche domenica fa ho avuto l'occasione di partecipare ad un pomeriggio con lo chef Simone Salvini, e pensate che era pure un evento gratuito a numero chiuso organizzato in occasione di una rassegna lodigiana dedicata ai 'comportamenti umani'. Abbiamo assistito alla preparazione di un risotto eccezionale, ho scoperto il gusto fantastico del tofu affumicato, ho potuto conoscere una persona eccezionalmente stimolante e interessante. Pensate che questo grande chef ci ha fatto come dessert una crema molto simile a quella che sto postando, ma con latte di cocco e tra gli aromi, oltre alla classica stecca di vaniglia,  qualche foglia di alloro, una crema al cucchiaio divina. E proprio questo uso di aromi naturali, erbe a volontà, ricerca di sapori complessi mi ha fatto capire che la via migliore per apprezzare questa cucina è spingersi verso il diverso senza lo sforzo costante di guardarsi indietro, nella vita in genere se si è sicuri di una scelta indietro non si guarda no?!
Però c'è anche da dire che per il mio compleanno mi voglio fare la crostata con la crema e la frutta fresca e quindi mi sono creata una crema aromatizzata con la scorza di limone che, nonostante la scelta del latte di riso e mandorla, assomiglia troppo alla classica crema pasticcera.



Ingredienti:
600 ml di latte riso-mandorla (Isola bio)
15 g. di margarina
1 limone bio per la scorza
80 g. di zucchero di canna
50 g. di frumina
1 pizzichino di curcuma (solo per il colore)
Nota: il limone si può sostituire con i semini della stecca di vaniglia, o con del cacao, o con del cioccolato fondente fatto sciogliere nella crema all'ultimo momento

Passare il fondo del pentolino con la margarina, versare nel pentolino 500 ml di latte, unire la scorza di limone a pezzetti (evitare la parte bianca sottostante) e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. In una ciotolina a parte sciogliere la frumina e la curcuma con le 100 ml di latte tenute da parte, versare anche questi nel pentolino insieme al resto.
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno una decina di minuti) spegnere e far raffreddare. Vista l'operazione di sciogliere la frumina a parte, la crema dovrebbe risultare perfettamente liscia e vellutata in caso contrario frullare i grumi con minipimer ad immerisone.
Raffreddandosi la crema si rassoda molto ma rimane cremosa, è ottima per tutti gli usi: farcire una torta (come quella che posterò io, hihi), metterla in una ciotolina con la frutta (gnammi), ecc, ecc...

domenica 9 giugno 2013

Gnocchetti al grano saraceno e miglio con zucchine e cannellini

Anche oggi mi sono dedicata un pò alla cucina, ero partita con l'idea di fare crespelle vegane elaboratissime, polpettine di quinoa e tortini di miglio...poi mi sono resa conto che dovevo essere più realista e ridimensionare le prospettive e così mi sono ricordata dei favolosi gnocchetti all'acqua che avevo sperimentato qualche mese fa. E la quinoa è ancora in dispensa che aspetta insieme a cicerchie e bulgur integrale.
Anche questa volta ho scelto di provare farine nuove: grano saraceno e miglio, sono gnocchetti gluten free, infatti il grano saraceno e il miglio sono piante erbacee. Variare le farine e non consumare solo farina bianca di grano tenero è importante dal punto di vista nutritivo. Il grano saraceno per esempio e ricco di sali minerali, proteine (quasi come un legume), vitamine del gruppo B; il miglio di sali minerali e vitamina A.
Il piatto non è totalmente privo di glutine perchè ho aggiunto una delicata e buonissima besciamella all'avena (si può sostituire con una besciamella la latte di miglio o riso), per chi non ama particolarmente la besciamella di latte vaccino quella vegetale è ideale perchè molto più leggera e con un sapore a mio avviso più gradevole, alla besciamella di latte vaccino aggiungevo pepe e noce moscata abbondanti, invece in quella vegetale giusto qualche pizzico e la trovo buona così. Quindi anche con margarina (rigorosamente da olio di semi, se non c'è specificato 'di semi' ma solo 'oli vegetali' vuol dire che c'è nascosta un'insidia, l'olio di palma!), amido di mais e latte vegetale la besciamella viene perfettamente, niente scuse! Al prossimo giro provo a farla con l'olio di semi, qualcuno ha già provato?


sabato 18 maggio 2013

Latte di mandorle, pasta con pomodorini e okara

Ragazze (anche ragazzi ma solitamente ragazze!) scusate le lunghe assenze ma è un periodo in cui ho perso completamente la facoltà di governare il mio tempo, mi sembra di correre sempre! Il mio ottimismo, che già di norma non è molto spiccato, penso sia andato a farsi una lunga vacanza.
In realtà la mia mente è fervida come sempre, ho mille cose che vorrei leggere. diverse da studiare, tanti cibi da sperimentare, è trovare il modo di inserire questi progettini all'interno delle giornate e delle settimane che ultimamente mi riesce difficile. La mia pasta madre si è arresa al rinfresco settimanale e al suo unico scopo di servirmi per la solita pizza o una pita fatta in padella con gli avanzi del rinfresco (che comunque viene in modo eccellente e che una delle prossime volte posterò). Eh si, in questo periodo nella casa della carotina si arranca, ma si sopravvive.
La settimana in cui ero bloccata per tonsillite ne ho approfittato per provare a fare il latte di mandorla in casa, non è venuto male: aveva il colore e la densità tipica del latte, un sapore leggermente dolce, gradevole. Ma vi dirò la verità, proverò a farlo di nuovo aggiungendo qualcosa, perchè non aveva l'aroma bello deciso che ha il latte di mandorla confezionato. Il pregio è che essendo molto delicato è l'ideale per ricette salate: una besciamella vegetale, una crema di verdura, ...Il procedimento è velocissimo, frullare mandorle e acqua e poi filtrare il composto ottenuto, nella garza/tovagliolo di cotone che avrete usato per filtrare il latte vi resterà l'okara, cioè in questo caso polpa di mandorle. L'ho usato per dare cremosità ad una semplice pasta ai pomodorini e il risultato è stato fantasticamente vicino ad una pasta con la ricotta, davvero da provare!


Ingredienti:
100 g. di mandorle con pelle
600 ml di acqua
per la pasta, per due persone...
200 g. di pomodorini, più o meno
200 g. di farfalle integrali
1 spicchio d'aglio (per me due)
sale, pepe, olio evo
l'okara che vi resta dalla preparazione del latte

Per il latte di mandorle, dosi e procedimento, ho seguito le indicazioni di Cristina. La sera mettere in ammollo le mandorle in acqua fredda così da poterle spellare facilmente la mattina seguente, l'operazione dovrebbe essere facilissima ( io avevo in casa un pacchettino di mandorle spellate da 100 g. e ho 'barato' ma le mandorle con la pelle hanno più sapore).
Mettere le mandorle spellate in recipiente alto, aggiungere 600 ml di acqua e frullare con il minipimer, fino ad ottenere un latte bianchissimo. Filtrare con una garza o un fazzoletto di cotone lavato senza ammorbidente, che non sappia di detersivi (per lavarlo va semplicemente fatto bollire un pochino in acqua, magari con del bicarbonato) appoggiato sul colino. Mescolare delicatamente con un cucchiaino e far colare tutto il latte, nel fazzoletto devono rimanere solo le mandorle tritate.
Lo scarto delle mandorle lo potete usare in molti modi: come un veg parmigiano, spalmato sul pane condito con olio, sale e erbette..io ho provato a condirci la pasta.
Buttare la pasta in acqua bollente. Far scaldare un paio di cucchiai di olio evo in padella con l'aglio finemente tritato. Dopo un minuti aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Appena prima di scolare la pasta aggiungere la pomodoro l'okara condito con sale e pepe, Mescolare alla pasta e servire.