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domenica 26 aprile 2015

Plumcake al fondente e caffè

Questa ricetta merita, merita al punto da riesumare il blog.
Anche perchè, nonostante non sia affatto la prima ricetta di dolce vegan che mi sia ben riuscita, sono sempre contenta di 'urlare' al mondo la bontà dei dolci vegan come se fosse la prima volta. Anche perchè continuo a vedere uova lì, uova là, anche quando non sono di nessuna utilità per la riuscita del dolce. Quando una ricetta per plumcake o muffin contiene un uovo mescolato con i liquidi, vuol dire che lo si può eliminare tranquillamente perchè è inutile, il dolce viene comunque benissimo anche senza l'uovo, aumentando ovviamente i liquidi.
Si tratta di un semplice plumcake al caffè e cacao, con cioccolato fondente e caffè nell'impasto e nella glassa. Dovevano esserci le gocce di cioccolato, come al solito, invece ho versato il caffè nell'impasto quando era ancora un pò troppo caldo e le scaglie di cioccolato fondente si sono sciolte e tutto si è amalgamato. Senza volerlo ho scoperto un trucchetto niente male perchè l'impasto è davvero ottimo, oltretutto il plumcake è lievitato meglio del solito (ho associato la cosa all'incidente del caffè caldo ma non ne sono sicura!).
Enjoy!



Ingredienti:

240 g. di farina semi-integrale di farro
50 g. di zucchero di canna
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di cannella
2 cucchiaini di cacao amaro
1 bustina lievito vanigliato

50 g. di olio di semi
50 g. di sciroppo di agave
1 tazzina colma di caffè forte
latte di riso (o soia, quanto basta)

100 g. di cioccolato fondente

Volendo, per la glassa di copertura:
50 g. di cioccolato fondente
3 cucchiai di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave


In una ciotola capiente ho mescolato tutti gli ingredienti secchi, setacciando farina e lievito. Ho aggiunto il cioccolato fondente grossolanamente tritato a scaglie.
Ho aggiunto olio e sciroppo di agave, e iniziato a mescolare, solo due mescolate. Ho aggiunto la tazzina di caffè (ancora caldo per sciogliere il cioccolato, altrimenti freddo per mantenere le gocce di cioccolato visibili, alla fine il dolce verrà leggermente meno morbido), e aggiunto latte di riso a filo mentre mescolavo l'impasto. Deve ottenere una consistenza leggermente più liquida rispetto l'impasto dei muffin, diciamo come uno yogurt cremoso.
Ho versato nello stampo rivestito di carta forno e infornato: con il forno preriscaldato a 200° ma abbassato a 180° appena infilato il plumcake e chiuso lo sportello. Cottura di 35-40 minuti circa.
Una volta sfornato ho sciolto in una ciotola a bagno maria 50 g. di fondente con qualche cucchiaio di caffè e uno di sciroppo di agave, ho mescolato bene per ottenere una glassa liscia ed omogenea e l'ho versata sul plumcake cercando di distribuirla ala meglio, top!






giovedì 24 luglio 2014

Vegan fluffy pancake (senza zucchero)

Da onnivora ho fatto decine di volte i pancake, ho provato tantissime ricette di tutti i gusti. Stamattina ho provato per la prima volta i pancake seguendo una ricetta senza uova, in cui ho sostituito anche lo zucchero con due cucchiaini di sciroppo d'acero nell'impasto e...sorpresa, i pancake migliori di sempre, i più fluffosi di sempre (infatti il mio compagno ha detto che 'sembrava non li avessi fatti io', sarà stato un complimento?!).
La ricetta l'avrei presa originariamente da qui, ma poi ho cambiato un paio di cose, perché usando la stessa proporzione di latte e farina l'impasto mi veniva troppo denso, così ho aumentato un po' il latte (magari è dipeso dalla scelta della farina 0).
Era da un anno e mezzo che non mi facevo un pancake, esattamente da quando sono vegana (e perché in genere faccio colazione con la frutta da sola, un'abitudine fantastica che consiglio a tutti), ma 'purtroppo', sapendo di potermi fare in 10 minuti dei pancake del genere temo proprio che passerà molto poco, pochissimo, prima della prossima volta (con qualche mirtillo dentro magari).



Ingredienti per 5/6 pancakes:
100 g. di farina 0
125 ml di latte di soia
1/3 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
2 cucchiai rasi di sciroppo d'acero
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
2 cucchiaini d'olio di semi di mais
(sciroppo d'acero, frutta fresca o altro per servire)
 
Ho mischiato gli ingredienti secchi, ho aggiunto dolcificante, latte e olio. Ho amalgamato bene il tutto ottenendo un composto abbastanza liquido.
Dato che con il padellino piatto o con la padella da crepes ho sempre abbrustolito troppo, o attaccato, qualcuno dei pancakes, ho deciso di provare ad usare il wok e mi sono trovata benissimo (è più antiaderente degli altri padellini che ho, il fondo è più alto e distribuisce meglio il calore e i bordi alti aiutano nella cottura). Fuoco medio, non alto.

Buttate al centro della padella, unta con un filo d'olio di semi, 2 o 3 cucchiate di pastella che si allargherà da sola. Dopo meno di due minuti si formeranno tante bollicine sulla superficie, girare e cuocere per un paio di minuti anche dall'altro lato.
Io ho servito con rondelle di banana matura e sciroppo di agave, ma mi piacciono molto anche spalmati di marmellata.

martedì 22 luglio 2014

Vegan french toast

Versione vegan e riuscitissima del classico french toast che vorrebbe come protagonista l'uovo, ma chi lo vuole l'uovo! La panatura esterna viene benissimo con un composto di corn flakes, farina, latte vegetale, dolcificante e aromi a scelta. E per esagerare, una bella spalmata di marmellata al centro (ma anche una crema di cioccolato e nocciole rigorosamente vegan e fatta in casa senza olio di palma non ci starebbe male!)
L'idea me la porto a casa da un fantastico soggiorno a Torbole sulla riva trentina del Lago di Garda, posto bellissimo sia per farsi una giornata in spiaggia che per farsi delle belle camminate nella natura.
Ho soggiornato presso la Casota Vegan un b&b 100% vegan, in cui l'accoglienza è davvero spontanea e calorosa , e dove la mattina vengono proposte ottime colazioni autoprodotte (dal pane fatto in casa, allo yogurt, al formaggio vegetale e molto altro). La mattina non è mai mancata una bella varietà di dolci fatti in casa: piatti fatti la momento e serviti caldi come french toast, pancakes, waffle e poi muffin e torte. Vale la pena provarlo, anche per un bel weekend in tutta serenità.




Ingredienti per due:
4 fette di pane in cassetta integrale (tipo pan bauletto)
2 cucchiai abbondanti di marmellata a scelta
35 g. di corn flakes di mais
35 g. di farina 0
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
cannella o vaniglia (aromi facoltativi)
latte vegetale qb (1/3 di bicchiere ca.)
per copertura
frutta fresca a scelta
sciroppo d'acero


Spalmare tra due fette di pane in cassetta la marmellata scelta. In una ciotola mescolare, i corn flakes tritati a farina, la farina bianca, i dolcificanti, sale, bicarbonato e aromi. Unire il latte poco alla volta fino ad ottenere un impasto molto molle (ma non liquido) che si presta ad essere spalmato all'esterno delle fette di pane farcite di marmellata. Con un coltello spalmarlo omogeneamente su entrambi i lati del toast e un pò sui bordi.
In una padella scaldare un filo di olio di semi di mais, quando è calda far dorare il toast un paio di minuti per lato o poco più. Servire con frutta, sciroppo d'acero, burro di soia o altro a piacere.


domenica 17 novembre 2013

'Cioccolata' fruttariana

Ho scoperto di recente un prodotto molto interessante, la carrube. Il frutto, il cui aspetto esteriore sembra non promettere molto, è buono e piacevole da sgranocchiare come spuntino spezzafame. Mi aspettavo qualcosa di duro e immasticabile invece all'interno è morbido e dolce. Insomma, non è adatto solo per i cavalli! Inoltre ho piacevolmente fatto conoscenza della farina di carrube (per il momento ho comprato e sperimentato la farina di polpa di carrube, so dell'esistenza anche di un secondo tipo di farina di carrube, quella ricavata dai semi del frutto che non ho ancora sperimentato), questa farina si utilizza in cucina soprattutto come sostituto del cacao in ricette dolci, i suoi pregi sono: un sapore che ricorda il cacao, l'assenza di colesterolo, grassi, caffeina, sostanze stimolanti, la ricchezza di calcio, ferro e vitamine. Ho provato a farmi una semplice tortina alle pere, farina integrale e carrube ed è venuta davvero buonissima! Un ingrediente che vale proprio la pena avere in dispensa.
Una delle mie recenti 'conquiste' in termini di sane abitudini alimentari è la colazione di frutta, sono indipendente da latte di soia, biscotti confezionati, fette biscottate con olio vegetale, marmellate piene di zucchero raffinato. In questo periodo vado matta per i cachi (che da piccola non mi piacevano ma che da vegana ho provato a riavvicinare con successo), ho letto che sono diuretici, ricchi di vitamina C, altamente proteici e molto energetici...mi sono sembrati ideali, soprattutto come colazione prima di andare la lavoro, così mi son detta, aspetta aspetta che provo ad assaggiarli...ecco, ora ho un nuovo motivo per aprezzare i frutti dell'autunno (dopo la zucca, le castagne, le clementine). Se sono ben sodi mi piacciono interi, altrimenti li preferisco frullati (e a chi non piace la consistenza gelatinosa consiglio proprio di dare ai cachi una seconda possibilità sotto forma di frappè con un pochino di latte vegetale e qualche dattero, una goduria).
Quando, cazzeggiando per faccialibro, sono incappata nel link della finta ciccolata fruttariana a base di datteri, cachi e carrube mi si sono illuminati gli occhi e per un attimo mi sono immedesimata in uno dei cani di Pavlov. Me la sono fatta diverse volte, come colazione o come pranzo veloce, davvero da provare!
Questo è il link al canale di Youtube dove ho torvato la ricetta, Cucina Bioevolutiva.

 

Ingredienti:
per due belle tazze
2 cachi
4 datteri freschi o 6 datteri disidratati la naturale
 (i datteri servono per dolcificare al posto dello zucchero, se volete ne potete mettere qualcuno in più)
35/40 g. di farina di polpa di carrube

Frullare il tutto fino da ottenere un composto omogeneo, io non ho il frullatore e ho messo il tutto in un bicchiere alto e frullato con mixer da immersione, anche così riesce perfettamente.
Lasciata qualche ora in frigor si rassoda leggermente e diventa quasi una mousse da mangiare con il cucchiaio.

lunedì 23 settembre 2013

Prima torta di mele vegan (senza grassi, davvero buona)

Ogni tanto mi capita che mi venga in mente qualcosa che ho sempre mangiato e mi accorgo di non aver mai pensato prima alla versione vegan, adesso che si inizia volentieri da accendere il forno, soprattutto alla mattina, mi sono ricordata della torta di mele, un classico che in autunno e inverno ho sempre fatto spesso (usando una ricetta della mamma con un uovo e senza grassi). La semplice torta di mele è una cosa davvero facile da veganizzare perchè siamo in uno di quei casi in cui l'aggiunta delle uova è semplicemente superflua, si possono benissimo eliminare a basta, senza andare alla ricerca di grandi sostituzioni. Le mele abbondanti rendono la torta morbida e piacevole in ogni caso, basta aggiungere la quantità giusta di pastella equilibrando bene farina e liquidi sopra le mele e il gioco è fatto! La torta di mele mi piace semplice, una spolverata di zucchero prima di infornare e qualche pizzico di spezie, niente di che (le versioni con mascarpone, quelle burrose, quelle con il cioccolato non le ho mai preferite ad una torta di mele delle più semplici).
Per essere sicura di non sbagliarmi sulle dosi ho fatto riferimento alla ricetta di Cesca che trovare qui. Mi ricordavo di aver visto sul suo bel blog la foto di una torta di mele dall'aspetto identico a quella che mi facevo spesso io e inoltre mi ricordavo che, come nella mia, non c'erano grassi e in più usava la farina integrale. Il mio zampino, farina di farro, un pò di sciroppo di agave, qualche uvetta...ma comunque la ricetta è la sua.
Assolutamente da provare, perfetta per una colazione speciale ma senza grandi pretese, una torta che fa tanto momento di perfetta serenità nella vostra casetta. Per me è un dolcetto domenicale (dato che i sabati liberi dal lavoro per il momento sono un lontano ricordo), per la colazione della mattina o il pomeriggio, in quei momenti in cui non ci sono orari, non si deve correre, si può decidere di mangiare a qualsiasi ora del giorno e perdere tempo nel modo che si preferisce, aggiungere il dolcetto è il massimo! Bene, prossimi sei giorni lavorativi a noi!


Ingredienti:
200 g. di farina integrale di farro
60 g. di zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
2 manciate di uva passa
2 mele golden
3/4 circa di bicchiere di latte di soia
1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di zenzero (facoltativi)
scorza di limone bio
ho adattato le dosi per lo stampo piccolo, 18 cm diametro

Ammollare l'uvetta passa. Mescolare farina, zucchero, lievito, sale, spezie, scorza di limone. Tagliare le mele a dadini, strizzare le uvette e mescolare entrambe le cose con gli ingredienti secchi.
Aggiungere lo sciroppo e il latte un pò per volta mentre mescolate l'impasto con il cucchiaio di legno, valutate la momento quanto latte vi serve (io ho usato la quantità che vi ho indicato che potrebbe dipendere un pò dal tipo di farina usata). Dovete ottenere una pastella abbastanza morbida da avvolgere facilmente i pezzettini di mela ma non liquida, come uno yogurt molto denso.
Ungere con olio di semi lo stampo, versare l'impasto. Spolverare la superficie con poco zucchero di canna e cannella. Infornare.
Inofonare a 200°, con lo sytampo da 18 sono bastati 25 minuti di cottura.

domenica 15 settembre 2013

Super torta farro, cocco e doppio cioccolato

Ieri, stavo oziando qua e la per i canali televisivi e mi sono incantata su un cartone per bambini, mi ha catturato, non che fosse particolarmente avvincente, ma mente lo guardavo riflettevo... C'era questa tartarughina antropomorfizzata che parlava e mostrava tutti i pensieri e i sentimenti umani, era un pò sfortunata perchè perdeva un amico, poi perdeva la compagna (poi ritrovava entrambe le cose, non state lì a piangere) e io mi chiedevo il perchè. Perchè far crescere i bambini completamente circondati da cartoni che potrebbero avere l'incidentale scopo di educare all'idea che l'animale ha dei sentimenti e va rispettato se alla fine, la cultura maggioritaria, dice che l'animale si mangia, è normale, è necessario, si fa così, perchè complicarsi la vita e via dicendo. C'era la scena in cui le reti dei giganteschi pescherecci destinati alla pesca di tonni o non so cosa catturavano per sbaglio la tartaruga mettendone a repentaglio la vita, la scena di terrore in cui si rischiava che il piccolo protagonista diventasse 'zuppa di tartaruga', la scena in cui veniva salvato da un'umana del tipo buono (una hippy che sembrava si astenesse dal mangiare animali). Insomma, per me il messaggio è chiaro: la pesca è una pratica brutta che causa inutilmente la morte di tanti animali, anche quelli che non potremmo immaginare, come le tartarughe, le persone cattive mangiano gli animali, quelle buone no (anche se quest'ultimi sono gente un pò strana, ma è un particolare suvvia). I bambini vivono in una contraddizione, circondati da messaggi culturali che non concordano, o è solo la mia impressione?! Comunque mi sono ricordata di tutte le volte che ho visto 'Babe il maialino coraggioso' e mi sono ricordata che già da piccola avevo pensato di non mangiare più animali, ma poi non l'ho fatto (l'ho fatto ora e va bene così), però la storia del maialino sensibile e coraggioso sembra un vero e proprio manifesto contro la macellazione e il messaggio è diretto ai bimbi. C'è davvero una contraddizione esagerata in tutto ciò!
Passiamo ai dolci che sono così confortanti!
Ecco la mia super colazione! Già da prima dell'estate ho rallentato la produzione di dolci da forno per una serie di motivi, principalmente perchè sto cercando di eliminare dalla mia alimentazione zucchero, farina bianca e grassi. Ma con questo primo fresco autunnale non ho resistito alla tentazione della torta lievitata della domenica mattina. Ho usato un bel pò di sciroppo di agave che negli impasti dei dolci è ottimo e permette di ridurre lo zucchero, ho mixato farina di farro, cocco e fecola e ho abbandonato la malefica farina bianca 00! C'è poco olio, relativamente poco, e tanto latte vegetale. Buonissima, è il mio modesto parere.


Ingredienti:
280 g. di farina di farro semintergrale
70 g. di farina di cocco
110 g. di fecola di patate
140 g. di zucchero di canna grezzo
60 ml di sciroppo di agave
100 ml di olio di semi più poco per spennellare lo stampo
300 ml di latte di soia o poco più
4 cucchiai di cacao amaro
100 g. di cioccolato fondente a pezzettini
1 bustina di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
ps:dosi per due stampi da plumcake/18 o 20 muffin/ 1stampo fiore di silicone e 1 piccolo stampo da plumcake/ due torte da 18 di diametro su per giù (tanto per far capire che le dosi sono abbondanti!

Iniziare mischiando gli ingredienti secchi, la farina , la fecola, il cocco, lo zucchero, il sale. A parte mescolare olio, 300 di latte vegetale e lo sciroppo di agave. Versare i liquidi sulla farina e iniziare a mescolare con il cucchiaio di legno (non so se succede solo a me ma la capacità di assorbire l'acqua della farina di farro è imprevedibile, varia molto a seconda della marca e devo sempre 'correggere' i liquidi della ricetta) quindi mentre mescolate aggiungere latte di soia, poco per volta, fino ad ottenere un composto omogeneo della densità (per capirci) di uno yogurt cremoso. Aggiungere allora lievito, bicarbonato e i pezzettini di cioccolato fondente.
Versare metà dell'impasto nello stampo/stampi scelti. Nella restante metà aggiungere il cacao e un paio di cucchiai di latte, amalgamare bene e terminare di riempire gli stampi.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare e appena chiuso abbassare a 175°, cuocere per 35-40 minuti.
Se, per caso, non vi va di fare l'effetto marmorizzato consiglio di optare per tutto al cacao.


mercoledì 28 agosto 2013

Crostata alle pere, fondente e mandorle

Questa crostata è buonissima, la frolla all'olio senza uova è l'ideale per un bel ripieno di frutta e cioccolato, così buona che questo fine settimana me la rifaccio (ho la scusa, bisogna salutare una persona che parte per un bel pò). La faccio tutti gli anni per il compleanno del mio ragazzo e quest'anno era la prima volta che questa torta doveva essere vegana. Ha passato il test. La frolla non è burrosa, ma questa non mi è mai sembrata una grande perdita, per renderla più interessante ho sostituito parte della farina con le mandorle tritate. Oggettivamente buonissima (per tutte le ricette vegan ben riuscite la modestia va messa da parte, tanto orgoglio vegano)! La ricetta della frolla è di Montersino, il mio zampino l'ho già specificato!
Per chi mi ha scritto in privato chiedendomi come si sta da vegani, se la salute migliora, se si devono prendere integratori oggi mi sento di raccontare che ho preso la mia prima pastiglina di B12. Mi sono informata molto e credo che tutte le altre carenze dipendono da noi, si possono evitare se si segue una dieta corretta, ce le possiamo causare trascurando cibi importanti, non prestando attenzione alle qualità nutritive di ciò che mangiamo. Per la B12 non vale questo discorso, non dipende da noi, il mondo intero 'soffre' una carenza di questa vitamina dovuto a impoverimento dei terreni, all'abitudine di lavare bene i cibi che si mangiano, anche la carne che compriamo è quella di un animale che ha assunto un integratore perchè altrimenti attraverso il mangime ordinario non avrebbe assunto i minerali necessari per dare valore nutritivo alla sua carne...io per sicurezza ho deciso di ricorrere all'integratore come misura preventiva, così non dovrò mai intervenire su una futura carenza di una vitamina essenziale per il sistema nervoso (dopo aver sentito raccontare di una ex vegana che ha smesso a causa di questa carenza ho deciso di non prendermela più comoda).
Questo per prudenza. In generale non ho mai preso integratori ma non ne ho mai avuto meno bisogno! Devo dire che da quando sono vegana sono dimagrita un pò, mi si è attenuata l'allergia con tutti i suoi sintomi, non ho più sofferto dell'asma che in genere a luglio mi accompagnava inevitabilmente, in genere ho più energia e concentrazione, tendo a fare pensieri più positivi e sappiate che si sono dimezzati anche i dolori del ciclo.
Chiudi la parentesi e vi lascio la torta!



Ingredienti:
120 g. di mandorle tritate (farina di mandorle) e 380 g. di farina 00
(la ricetta originale prevede 500 di farina di farro)
200 g. di zucchero di canna
70 ml di olio evo
70 ml di olio di semi
125 g. di aqua
12 g. di lievito chimico per dolci
scorza di limone bio
pizzico di sale
per il ripieno
120 g. di cioccolato fondente
5 pere mediamente mature
3-4 biscotti digestive
2 manciate di mandorle tritate
2 cucchiai di zucchero di canna

Ho impastato la frolla servendomi del robot da cucina. Prima ho tritato finemente le mandorle riducendole a farina, ha aggiunto farina 00 e zucchero e azionato in modo da rendere più fine lo zucchero di canna grezzo. Ho aggiunto la scorza, il sale, il lievito. Ho unito per ultimi olio e acqua. Ho azionato fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, è molto morbida ma si rassoda in frigor dove deve riposare a lungo (io la mattina per la sera).
Ho ripreso la pasta e l'ho lavorata subito usandone 1/2 per il disco inferiore (teglia da 26 cm di diametro rivesita di carta forno, la pasta l'ho setsa direttamente sul disco di carta forno con cui poi ho rivestito la teglia a cerniera). Sulla pasta ho proceduto con gli stati di farcitura: qualche manciata di biscotti e mandorle tritate, le pere a fettine, il cioccolato tritato e un cucchiaio di zucchero di canna.
Ho chiuso con un secondo disco di frolla premendo bene i bordi. Bucherellato con una forchetta e infornato a 165° per 40 minuti.

venerdì 23 agosto 2013

Tartufini datteri e mandorle

Sto preparando una crostata per il compleanno del mio compagno (frolla veg alle mandorle e ripieno di fondente e pere) e così mi sono tornati in mente questi dolcetti che non avevo ancora postato.
Questi sono I TARTUFINI con tutte le maiuscole, davvero troppo buoni tanto che sono in programma per Natale in compagnia, non posso rifarli prima perchè ne mangerei una vagonata (parentesi, io sto iniziando a pensare all'autunno, alla zucca, al Natale e a come farò a farmi un bel pandoro vegan senza pasta madre...ciao estate, sei la mia preferita, ma anche la zucca e il Natale).
Intanto sbrigo la faccenda dei meriti. La prima volta che ho letto la ricetta dei baci raw è stato su 'La Dieta di Eva' a base di uva passa e mandorle, l'idea dei datteri mi è venuta leggendo il blog della mia 'nocciolina' preferita, inoltre ho visto usare mandorle e datteri come base per la raw cheesecake da Cesca...io ho messo il mio zampino: crema di mandorle, sa leggermente di burro salato, leggermente di burro di noccioline e soprattutto di mandorle, troppo buona (è della Rapunzel e la trovate da Naturasì, vale la pena provarla almeno una volta!).
Questi dolcetti non prevedono cottura, si tratta solo di tritare insieme, finemente, datteri morbidi e mandorle. Poi si fanno le palline e si rotola in cacao o farina di cocco. A chi pensa che gli ingredienti siano troppo minimal consiglio vivamente di provare!


Ingredienti:
200 g. di datteri morbidi
200 g. di mandorle (con o senza pelle, fate voi, io con)
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di crema di mandorle (facoltativo, ma buono buono)
cocco grattuggiato
cacao amaro

Snocciolare i datteri, unire le mandorle e tutto il resto. Versare nel robot da cucina o comunque in un tritatutto abbastanza capiente e azionare fino ad ottenere un impasto leggermente granuloso ma omogeneo e legato. Con i palmi delle mani formare delle palline grandezza di una noce, rotolare in cacao o cocco.
Io li ho conservati in frigorifero dove migliorano e diventano leggermente più compatti.


Ho letto questa frase in giro per il web, ve la lascio come saluto di fine post, mi sembra possa far riflettere...
"Tutti gli esseri viventi tremano di fronte alla violenza, tutti temono la morte, tutti amano la vita. Perchè chi ha aperto gli occhi una volta non li chiuderà mai più"

sabato 13 luglio 2013

Marmellata 'viva' di prugne

Sono tornata dal mare più vegan che mai! Chi mal sopporta questi argomenti mi può salutare senza rancori reciproci, tanto di visite giornaliere e di commenti ne ho già persi molto più della metà (dura vedersi mettere di fronte alle proprie responsabilità eh...).
Sono stata in visita in un posto bellissimo: La Fattoria della Pace Ippoasi. Una vera e propria oasi per animali, un porto sicuro dove animali tipicamente da reddito vengono salvati dal loro destino di macellazione o sfruttamento crudele e possono finire i loro giorni in pace, recuperando appieno i loro diritti animali e la loro dignità (banalmente, non essere mangiati o usati come macchine produttive, avere a disposizione il loro cibo naturale, l'aria aperta, lo spazio libero, la possibilità di socializzazione, la pace e l'immensa tranquillità che li caratterizza). Conoscerli più da vicino, anche se di sfuggita (il tempo di una visita), è stato davvero arricchente. Non basta leggere le cose, è importante anche toccarle con mano. Infatti ho accarezzato un bellissimo maialino (ero grosso, ma lo chiamo maialino perchè me ne è rimasto un ricordo molto dolce), fortunatamente con ancora una bella coda e le sue 'temibili' zanne cose che negli allevamenti tagliano da piccoli. Era un coccolone, gli piaceva farsi accarezzare la pancia, profumava di liquirizia. Un incontro nuovo per me, perchè non avevo mai avuto contatto diretto con un maiale e la cosa mi interessava particolarmente. Ora ho una nuova immagine di maiale in mente, più vicino alla realtà piuttosto che alle rappresentazioni culturali che la società ne dà. Un animale pacifico, relazionale,comunicativo, che apprezza il contatto con l'uomo, un essere degno di diritti e che non merita di diventare la pancetta che fino a  poco fa mettevo nella pasta. Ho potuto stare vicino anche ad una stupenda mucca, le mucche mi hanno sempre ispirato pace, fiducia, serenità e vicino a lei era proprio così. Era gigantesca, era libera (generalmente in montagna le trovi protette da recinzioni o corde elettriche), poteva darmi una testata quando e come voleva e invece non avevo il minimo timore. Nonostante l'uomo l'avesse delusa parecchio (passato legata alla catena) ancora era ritornata a fidarsi dell'uomo, ne apprezzava le carezze, è commovente, ammirevole se ci si pensa bene. Ma chi è l'essere superiore poi? Dipende molto dai punti di vista. Tanti altri animali, tante altre storie, come un vitellino di due anni salvato insieme alla mamma che ancora lo pulisce e sta sempre vicino a lui come qualsiasi mamma umana con un figlio piccolo (e noi li strappiamo dalla mamma appena nati tra urla strazianti e poi macelliamo i vitellini dopo pochi mesi, come siamo vili, come siamo così poco umani). Un luogo di crescita, utile soprattutto per far vedere ai nostri bambini cosa sono veramente gli animali, in questa oasi di certo non sembrano macchine produttrici di uova, latte o carne, soggetti di intrattenimento o altro...consiglio un giro a chi abita vicino a Pisa o ci passa per andare altrove (come me mentre andavo al mare).
Poi sono andata la mare è! Con i miei cani, perchè i propri compagni pelosi si portano in vacanza o si lasciano a persone che li amano, punto. Ho nuotato con i miei cani, ho riposato, ho preso il sole...
Vi lascio la ricetta di una marmellata speciale, senza cottura, senza zuccheri aggiunti e buonissima. la ricetta viene dal ricettario di 'La dieta di Eva'. Il peccato della marmellata classica è la lunga cottura della frutta e poi tutto lo zucchero che ci viene messo, invece così è fantastica e molto più 'viva'. L'ho spalmata sulle fettine di banana invece che sul pane: colazione fruttariana e crudista, il top.


Ingredienti:
250 g. di prugne secche denocciolate
acqua (240 ml)

Mettere in ammollo le prugne nell'acqua per una notte, il giorno dopo (senza buttare via l'acqua di ammollo) frullare direttamente il tutto per pochi secondi fino ad ottenere la consistenza della marmellata. 
Ne viene fuori una marmellata più simile a quella fatta in casa e non a quella ultra dolce e gelatinosa industriale.
La marmellata 'viva' si può fare anche con altri tipi di frutta disidratata come albicocche secche e fichi secchi.

Ed eccomi qui!



lunedì 1 luglio 2013

'Pan di spagna' senza uova e crema al cacao

Eccomi di ritorno dalla mia breve vacanza/lavoro e mi ritengo molto soddisfatta di me stessa, mi assegno un voto alto anche se non la sufficienza piena...sto parlando del cibo, ovviamente. Non ho mai preso un secondo piatto e quasi mai un primo piatto ad eccezione della pasta al pomodoro e basilico. Non ho mai avuto voglia di carne, pesce, risotti al burro e grana, primi piatti elaborati. Da brava neo-vegana ho provato persino un lieve ripugnanza per i cosciotti di coniglio e i pesci interi (cose che fino a poco fa mangiavo). Per otto giorni mi sono confrontata unicamente con il buffet dei contorni, non era male, c'era abbastanza scelta, ma estremamente ripetitivo: tutti i giorni le stesse verdure e sempre cucinate allo stesso modo, per una che ama mangiare la situazione si è rivelata noiosetta. Quando spuntavano fagioli o ceci in insalata mi sembravano miraggi. Devo confessare (agli amici vegani puristi, e ai non vegani che spesso mi scrivono di stimarmi per la mia scelta), in questo ordine: un dolcetto con pan di spagna  e creme, un budino, due focaccine che mi sembravano solo pomodoro e che invece presentavano del grana, una pasta che mi sembrava al pomodoro e in cui invece ho trovato della mozzarella. I dolci sono tutta colpa mia, gravi peccati di gola, il resto una mezza colpa, sia perchè il formaggio era quasi impercettibile, sia perchè dopo giorni e giorni delle stesse sei, sette verdure iniziavo a essere esasperata...inoltre mi sono beccata un intero giorno a 37 di febbre e sintomi gastro-intestinali al completo, anche in questo caso la 'disperazione' mi ha portato ad ordinare un riso bianco con il grana ma poi non sono riuscita a mangiarlo, solo l'odore mi faceva venire nausea e così non lo devo annoverare tra le mie confessioni. Subito in occasione del primo pasto, appena appoggiato il sedere sulla sedia, mi è venuto naturale dire a tutti che non mangio nessun prodotto di origine animale e farla finita lì con le incertezze. Come pensavo il mio piatto di sole verdure è stato notato subito, e subito ha dato origine a interrogativi e curiosità. Ma una volta detto il motivo devo dire che la cosa non è interessata a nessuno e che non sono stata sottoposta a grandi interrogatori o dibattiti, sono stata a mio agio...in un certo senso meglio, sotto un altro punto di vista peccato che a nessuno interessi, ma per me meglio così!
Non sono una che ama il dolce più del salato, sono golosa in generale, ma i dolci, in certi momenti hanno un potere così confortante, calmante, appagante che non ho saputo farne a meno in mancanza dei cibi di casa mia. Anche la tortina di 'pan di spagna' (tra virgolette) e 'crema pasticcera al cacao' (tra virgolette) è stato un dolcetto di conforto: l'ho fatta prima di partire, diciamo per salutare in modo speciale il mio compagno che abbandonavo per 8 giorni. Sapete che ogni tanto con i dolci mi piace sperimentare preparazioni vegan base che imitino le cose che classicamente si usano in pasticceria, questa è stata la volta del pan di spagna senza uova. Questa base non è leggerissima come il pan di spagna classico ma davvero molto simile e perfetta da farcire. Io non avevo lo stampo della misura giusta e ho fatto due dischi da sovrapporre, anche questa è un ottima soluzione per assemblare una semplice torta farcita, la base è davvero buona, posso dire lo giuro! La ricetta del pan di spagna senza uova l'ho trovata su cookaround, l'ho un pò personalizzata e fatta mia.
Con il latte di soia al cacao, seguendo la ricetta della crema pasticcera che avevo già postato qui ho fatto una crema molto vicina al tipico budino al cioccolato, bastano pochi grammi di frumina in più per fare un perfetto budino senza uova.


Ingredienti:
120 g. di farina 00
70 g. di frumina
75 g. di zucchero di canna chiaro
60 g. di margarina (da olio di semi)
1 bustina di lievito
scorza di un limone bio
pizzico di sale
1 cucchiaio colmo di sciroppo di agave
155 ml di latte vegetale o acqua
nota: dosi per un disco di 18 cm di diametro da tagliare a metà per farcire
per la crema
500 ml di latte di soia al cacao
40 g. di frumina
10 g. di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la torta iniziare lavorando margarina e zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema. Aggiungere farina e frumina lavorando con il cucchiaio di legno e ottenere un composto sbricioloso. Unire la scorza di limone abbondante.
Iniziare ad aggiungere latte o acqua (l'ho provata con entrambe le cose e viene ugualmente bene), mescolare inizialmente con il cucchiaio e appena la farina è abbastanza bagnata passare alle fruste elettriche in modo da amalgamare velocemente e rompere eventuali grumi di farina. Aggiungere lo sciroppo di agave (lo sciroppo di agave dona un leggero sapore come di miele e ammorbidisce l'impasto, è ottimo e permette di ridurre un pochino lo zucchero), aggiungere il lievito, azionale le fruste elettriche. Versare nello stampo passato di margarina e ben infarinato. Con lo stampo di diametro 18 cm viene un disco abbastanza alto per essere diviso in due metà. Io ho usato uno stampo da 24 cm e raddoppiato le dosi di impasto per fare due dischi.
Infornare a 180° per 25-30 minuti, forno statico. 
Per la crema, passare il fondo del pentolino che volete usare con poca margarina, versare nel pentolino il latte freddo, non tutto, solo 400 ml. Usare le restanti 100 ml per sciogliere bene frumina e cacao, una volta che sono ben sciolti unire al pentolino e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. 
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno meno di 10 minuti) spegnere e far raffreddare prima di farcire.



lunedì 17 giugno 2013

Torta brioches gigante crema e caffè

Ecco il dolcetto che mi sono concessa nel fine settimana: una torta al caffè farcita di crema pasticcera. 'Al caffè' proprio nel senso che al posto di latte o altri liquidi ho versato nell'impasto il caffè fatto con la moka. Ho bagnato l'interno con bagna di caffè e liquore e farcito con una crema dal sapore di normalissima crema pasticcera! Buonissima! Questa simpatica forma di cornetto è stata ottenuta grazie allo stampo che l'azienda Silikomart mi ha gentilmente inviato, carino vero?! Ne hanno davvero per tutti i gusti, con tutte le fantasie possibili e me li comprerei tutti per quanto sono comodi e belli.
Io, da novellina del ramo, ancora mi stupisco di quanta fantasia e bontà si possa mettere nei dolci vegan, di fronte ad ogni torta mi ricordo delle mie prime due settimane da vegetariana (nel corso delle quali ho mangiato il formaggio giusto un paio di volte perchè ero abituata ad usarlo per cucinare: per il risotto, per la pasta, per la torta salata) e di tutte le 'paure' che mi frullavano in testa: 'ma come faccio, ma che dolci cucino, ma come faccio senza certi formaggi, oddio è impossibile' e cose di questo tipo. Adesso ci penso e sorrido a me stessa perchè ora so quanto è facile cambiare questo tipo di abitudini e mi piace riportare una concetto che ho letto non so dove e mi ha colpito per la verità espressa.
Non ci sono scuse per mangiare i prodotti animali, quella di mangiare i prodotti animali è una scelta svantaggiosa dal punto di vista medico e ambientale prima che etico, rimane una sola scusa per mangiarli: perchè sono buoni. Ma se una persona lascia che la sua testa sia guidata dal suo palato, io e lei non abbiamo niente da dirci.
Non non siamo uomini, e quindi differenti dagli animali,  per via delle nostre capacità razionali, per le capacità artistiche, per la consapevolezza maggiore delle cose, per le possibilità di decidere con responsabilità al di là degli istinti che derivano dalla natura...o mi sfugge qualcosa?
E comunque ho pensato che io, per quanto amo mangiare e preparare il cibo che devo mangiare, ancora mi faccio guidare non poco dal mio palato. Quello che mangio è buono, punto, altrimenti non lo mangerei. Ma adesso posso essere fiera quando mi lascio 'guidare dal palato' perchè prima è la mia testa a scegliere, i miei valori, il mio interesse per la salute e la vita altrui, e ne sono contenta.
Ho già pensato a due dolci buonissimi e solo moderatamente salutari per il mio compelanno e non vedo l'ora di rientrare dalla trasferta lavorativa che metterà a dura prova la mia scelta vegan.


Ingredienti:
per la torta
170 g. di farina 00
50 g. di maizena
10 g. di cacao
200 ml di caffè forte
110 g, di zucchero di canna
1/2 bicchiere scarso di olio di semi
2 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
per la bagna
1/2 tazzina di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di brandy o altro alcolico idoneo
1 cucchiaio di acqua
nota: ho usato il bellissimo stampo che mi ha gentilmente inviato la silikomart

Per la torta, iniziare riunendo gli ingredienti secchi (come per la torta al cioccolato che avevo postato tempo fa, le dosi sono più o meno quelle) quindi farina, amido, zucchero, lievito, cacao. Versare sopra agli ingredienti liquidi, il caffè tiepido e l'olio ( per il caffè vi servirà una caffettiera da 4, io ne ho usata una da tre e ne ho dovuto rifare un pò per raggiungere la dose necessaria). Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo e versare nello stampo di silicone e infornare a 180° per 35-40 minuti. Prova stecchino e sfornare.
Quando la torta è fredda tagliare a metà e bagnare le due metà con la bagna composta da caffè mescolato con sciroppo di agave e brandy. Cospargere la metà di base con bel dito di crema pasticcera e coprire con la metà superiore senza schiacciare molto. Riporre in frigo in modo che la crema si rassodi.


domenica 16 giugno 2013

La veg crema pasticcera

Analizziamo un pò il significato delle parole...crema e pasticceria, quindi qualcosa di cremoso dolce e buono che ben si presti a farcire torte, crostate, pasticcini o dolci al cucchiaio. Giusto?! Quindi, dico io, perchè per forza con le uova? Stavo anche pensando che quando si fa la classica crema pasticcera con i tuorli sono importanti le proporzioni tra latte, farina e uova; sono importanti gli aromi come limone o vaniglia; è importante la dose di zucchero e questo perchè se sente di uova o di farina fa schifo! Quando ho cercato in google crema pasticcera vegan ho trovato mille ricette, quindi come sempre non ho inventato nulla di nuovo, ma ho fatto un paio di esperimenti e ora vi posto una crema perfetta e quasi identica alla classica, davvero buona, più buona secondo me!
Riflettendo un poco devo ammettere che la via migliore per apprezzare questo modo poco tradizionale di cucinare non è quella di cercare di ricreare le cose come sono sempre state fatte, la via migliore è quella di cercare di creare qualcosa di diverso, di nuovo, mirare a qualcosa di più leggero con un'anima diversa, magari sapori nuovi e più 'complessi'.
Qualche domenica fa ho avuto l'occasione di partecipare ad un pomeriggio con lo chef Simone Salvini, e pensate che era pure un evento gratuito a numero chiuso organizzato in occasione di una rassegna lodigiana dedicata ai 'comportamenti umani'. Abbiamo assistito alla preparazione di un risotto eccezionale, ho scoperto il gusto fantastico del tofu affumicato, ho potuto conoscere una persona eccezionalmente stimolante e interessante. Pensate che questo grande chef ci ha fatto come dessert una crema molto simile a quella che sto postando, ma con latte di cocco e tra gli aromi, oltre alla classica stecca di vaniglia,  qualche foglia di alloro, una crema al cucchiaio divina. E proprio questo uso di aromi naturali, erbe a volontà, ricerca di sapori complessi mi ha fatto capire che la via migliore per apprezzare questa cucina è spingersi verso il diverso senza lo sforzo costante di guardarsi indietro, nella vita in genere se si è sicuri di una scelta indietro non si guarda no?!
Però c'è anche da dire che per il mio compleanno mi voglio fare la crostata con la crema e la frutta fresca e quindi mi sono creata una crema aromatizzata con la scorza di limone che, nonostante la scelta del latte di riso e mandorla, assomiglia troppo alla classica crema pasticcera.



Ingredienti:
600 ml di latte riso-mandorla (Isola bio)
15 g. di margarina
1 limone bio per la scorza
80 g. di zucchero di canna
50 g. di frumina
1 pizzichino di curcuma (solo per il colore)
Nota: il limone si può sostituire con i semini della stecca di vaniglia, o con del cacao, o con del cioccolato fondente fatto sciogliere nella crema all'ultimo momento

Passare il fondo del pentolino con la margarina, versare nel pentolino 500 ml di latte, unire la scorza di limone a pezzetti (evitare la parte bianca sottostante) e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. In una ciotolina a parte sciogliere la frumina e la curcuma con le 100 ml di latte tenute da parte, versare anche questi nel pentolino insieme al resto.
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno una decina di minuti) spegnere e far raffreddare. Vista l'operazione di sciogliere la frumina a parte, la crema dovrebbe risultare perfettamente liscia e vellutata in caso contrario frullare i grumi con minipimer ad immerisone.
Raffreddandosi la crema si rassoda molto ma rimane cremosa, è ottima per tutti gli usi: farcire una torta (come quella che posterò io, hihi), metterla in una ciotolina con la frutta (gnammi), ecc, ecc...

domenica 7 aprile 2013

Treccine soffici alla pera e zenzero

Che bello questo finesettimana, finalmente mi sono goduta una bellissima aria di primavera: lunghe passeggiate al sole con i miei cani, le finestre aperte e l'aria fresca in casa, il sole fino a sera tardi...piccole cose che mi rendono felice. Ho 'sfornato' tante cose e inizio a postarvi quella che mi ha dato più soddisfazione. La pasta madre è ogni volta qualcosa di simile a una magia, ogni settimana più forte, piccoli particolari nell'odore e nella consistenza che cambiano e la lievitazione sempre più perfetta. Almeno una volta a settimana, tassativamente, me ne prendo cura: tolgo dal frigor, rinfresco e penso a cosa fare con un pezzettino di questo lievito speciale.
Questa volta mi sono lasciata ispirare da queste magnifiche treccine super soffici: le ho viste da Cristina e da Giovanni. Ma io avevo due necessità: veganizzare la ricetta e usare la mia pasta madre (mica che se mi vede usare un altro lievito si offende e poi il rapporto si incrina!). Così le uova sono diventate pera frullata e ho affiancato l'aroma particolare dello zenzero che con la pera sta benissimo. Sofficissime e buonissime, d'altronde Lei non mi delude mai! Conferma definitiva che la mia madre ora è bella matura e pronta a supportarmi in ogni lievitato anche i più morbidi, soffici, delicati e leggeri come sono queste belle treccine.
Domenica pomeriggio mi sono dedicata anche ai miei primi vasi di orto sul balcone, ho iniziato con cose semplici perchè è noto ai più il mio pollice tutt'altro che verde, ma quest'anno mi sento più vicina alla natura e ci riprovo. Ho preso piantine a prova di principiante, tra le aromatiche alloro e rosmarino, noti per essere i più resistenti, e poi qualche piantina di pomodorini ciliegini, mi ricordavo che nel mio orto d'infanzia sono sempre cresciuti con facilità.


Ingredienti:
250 g. di farina Manitoba
40 g. di fecola di patate
115 ml di latte di soia alla vaniglia
 2 cucchiai colmi di zucchero semolato bianco
80 g. di pera matura (peso da pulita)
50 g. di margarina
90 g. di pasta madre rinfrescata da poche ore
un pezzettino di zenzero grattuggiato
poco latte di soia e zucchero di canna per la finitura

Sciogliere la pasta madre nel latte tiepido insieme allo zucchero aiutandosi con una forchetta. Quando il lievito è completamente diluito nell'acqua aggiungere lo zenzero grattuggiato (non ho pesato ma più o meno il volume della scorza di un limone abbondante), aggiungere anche la pera frullata insieme alla margarina fusa e subito dopo le farine. Iniziare ad impastare e continuare per una decina di minuti in modo che la manitoba assorba i liquidi, l'impasto rimane molto morbido e leggermente appiccicoso (ma solo leggermente). Infarinare la pasta e riporre a lievitare, coperta con canovaccio nel forno spento.
Quando la palla ha raddoppiato il suo volume (la mia ha impiegato più di quattro ore ma dipende dalla forza della vostra madre) dividere in quattro parti e poi dividere ognuna di queste in tre pezzetti. Formare tre salsicciotti/bastoncini lunghi e intrecciare tra loro, si ottengono quattro treccine.
Riporre in teglia con carta forno ben distanziate (io ho usato un grossa teglia più uno stampo da plumcake). Riporre di nuovo in forno spento a lievitare, quando hanno quasi raddoppiato il volume spennelare con poco latte  e spolverare con qualche pizzico di zucchero di canna o granella.
Infornare a 180° per 25 minuti.


martedì 2 aprile 2013

Muffin doppio cioccolato, mela e latte di mandorla

Ormai era  più di una settimana che una inspiegabile sveglia biologica mi faceva aprire gli occhi alle 5:20 precise, a volte 5:17, a volte un minuto di più...una disdetta perchè poi io mi sento già attiva e non chiudo più occhio, mi obbligo a stare stesa almeno fino alle 6, ma poi non resito e mi alzo. Fortuna che non mi sento sola perchè i miei cagnolini, con qualche sbadiglio (amoriii) mi vengono a salutare e mi fanno compagnia, anche se non mi seguono per tutta la casa come al solito, mi guardano comodi dai loro cuscini dove tornano subito dopo avermi dato il buongiorno. In questi casi, dopo aver coccolato i cani a turno per un pò, mi metto sempre a fare cose utili: rinfrescare la madre e impastare il pane, dedicarmi ai muffin per la colazione. Negli ultimi giorni mi sono riposata un pò meglio per fortuna!
Ormai i miei muffin non prevedono uova o latte animale, non pensate che li abbia dimenticati negli ingredienti. Ho sfruttato di nuovo la ricetta di questa fantastica torta e con qualche modifica ne ho fatto del muffin al doppio cioccolato da colazione dei campioni! Non hanno un bellissimo aspetto di classici muffin al cioccolato americani?!
Anche questi muffin li dedico a simona, per il suo contest.
Per pasquetta ho fatto una crostata con ganache la cioccolato fondente (perfettamente vegana) e vi dico che può venire buonissima, la mia era da perfezionare in qualche aspetto e quindi non la posso postare: ripieno golosissimo ma frolla da aromatizzare meglio. Ma che soddisfazione vedere che piano piano riescio a veganizzare ogni cosa con successo! Non vedo l'ora del prossimo sabato per simentarmi in una nuova crostata! Baci e buona settimana!



Ingredienti:
200 g. di farina 00
100 g. di zucchero
25 g. di cacao amaro
  1/2 bustina di lievito chimico
1 cucchiaino raso di bicarbonato
200 ml di latte di mandorle (dolce)
1/2 bicchiere di olio di semi di mais
1 mela golden di medie dimensioni
80 g. di cioccolato fondente tritato
stampo da 12 muffin

Mescolare i primi 5 ingredienti secchi.Versare sopra agli ingredienti secchi latte e olio, e mescolare brevemente, quanto basta per amalgamare. Aggiungere il cioccolato tagliato a piccoli cubetti (un pò più grossi delle classiche gocce di cioccolato) e la mela a cubetti.
Dividere nei pirottini e infornare a 190° per 25 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest della carissima Simona di Love Cooking ...




 

lunedì 18 marzo 2013

Torta al ciccolato di Carla

Ho seguito il consiglio di Carla e ho provato la sua torta vegana al cioccolato, speciale, perfetta, aveva davvero ragione! Lievitata, leggera, umida quanto basta, dolce...grazie del consiglio! Qui tutti hanno gradito alla grande.
Non sapevo cosa scegliere...posto il pane o posto la torta, pensa che ti ripensa, li posto tutti e due perchè qui le regole le faccio io!!! Così non smentisco la tradizione del lunedì con dolcezza, che l'inzio settimana, si sa, per tutti è duro. Io ho iniziato con questa colazione favolosa e senza troppi sensi di colpa, un pò per lo zucchero che infatti ho diminuito rispetto alla ricetta originale (tanto a noi il gusto fondente piace) ma almeno colesterolo nullo! Una sola fettina...fettona, diaciamo le cose come stanno e poi giù nella neve con i cani...
Buona settimana a tutti!




Ingredienti:
200 g. di farina 00
120 g. di zucchero
40 g. di cacao amaro
1 bustina di lievito chimico
200 ml di latte di soia
1/2 bicchiere di olio di semi di mais
margarina per lo stampo
stampo da 22 cm

In una ciotola mescolare farina, lievito, cacao e zucchero. Versare sopra ai secchi latte e olio. Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo.
Infornare a 175° per 35-40 minuti.
Ecco fatto, più semplice non si può!

Con questa ricetta partecipo al 100% Vgetal Monday della Cucina della capra 

Sul perchè di scegliere una cucina tutta vegetale spendo poche parole, la sto sperimentando da poco ed è una tipo cucina che fa sentire bene in diversi modi. Da un senso di libertà e salute sia l'idea del valore nutrizionale delle cose che si introducono nella dieta, che l'idea di mangiare qualcosa che non nasce dalla sofferenza di altri esser viventi.

venerdì 15 marzo 2013

Veg-muffin cacao banana

Sono passata ad una dieta vegetariana, non vegana, 'uso' due uova e poco formaggio a settimana come fonte proteica alternativa a quella vegetale e sono consapevole che solo questo a settimana non è un consumo sostenibile. Quindi da qualche settimana sto ragionando su tutte quelle ricette che tradizionalmente si fanno con le uova ma per cui si possono sperimentare felicemente delle alternative. Se si sommano le uova usate in un dolce per la colazione, le uova in un dolce nel finesettimana, le uova in un secondo e magari in una ricetta extra ne vengono una media di 6-10 a settimana (in due). Quello che facevo spensieratamente fino a qualche settimana fa, fino a prima di leggere questa lettera. Ora mi sono fissata un consumo di due-tre a settimana, o le metto nei dolci o le mangio come secondo.
I muffin mi sembravano una ricetta abbastanza semplice per cimentarmi in un primo esperimento, è la seconda prova e scommetto che sarà seguita da ricette sempre migliori, ma anche questi muffin sono da urlo! Sorprendentemente morbidi, umidi, buoni e profumati, anche il giorno successivo.
I dolcetti che gli hanno preceduti erano pessimi, asciutti presto, poco lievitati, poco buoni, ma ho fatto le dovute correzioni ed ecco qua la ricetta, perfetta anche volendo fermarsi qui.
Il trucco è stata una grossa banana molto matura frullata con latte e olio fino ad ottenere un composto liquido-denso da aggiungere a farina e amido, l'amido è un ottimo legante utile per alleggerire la farina.
Soprattutto voi sospettosi che magari storcete il naso, soprattutto voi provateli prima di sentenziare che ridurre drasticamente in consumo di uova non sia possibile per tutti.
Io domani lavoro, ma auguro a tutti voi un buon finesettimana!



Ingredienti:
1 grossa banana matura, 160 g. di polpa
110 ml di latte di riso alla vaniglia
60 ml d'olio di semi di mais
95 g. di farina tipo 0
50 g. di amido di mais
20 g. di cacao amaro
60 g. di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
per 9 muffin

In un recipente alto unire i primi tre ingredienti e frullare con il minipimer fino ad aver ottenuto un composto omogeneo e lievemente addensato.
In una seconda ciotola unire tutti i restanti ingredienti. Unire i due composti mescolando brevemente con un cucchiaio di legno e lasciar riposare 5 minuti.
Dividere nei pirottini (decorare con un pò di codette o granelli di zucchero, facoltativo) e infornare a 190° per 18 minuti.

lunedì 25 febbraio 2013

Torta morbida di miglio e mele

Lunedì dolce! Con una torta che io ho trovato buonissima. Premessa, a me piace anche la torta di riso e questa al miglio ci assomiglia molto: miglio cotto nel latte con burro e scorza di limone, dopo che ha assorbito il latte e si è raffreddato si aggiungono uova, poca farina e altri ingredienti a piacere. Io ho aggiunto uvette ammollate nel Whisky e mele...buonaaa!
Buona settimana a tutti gli amici, io già attendo il mio finesettimana libero sperando in un pò di sole e di aria di primavera.



Ingredienti:
140 g. di miglio
500 ml di latte intero
1 cucchiaio colmo di miele
50 g. di burro
scorza di 1 limone
2 uova grandi
55 g. di zucchero di canna
45 g. di uva passa (facoltativo)
2 cucchiai di Whisky
3 cucchiai di farina 00 (40 g.)
1 grossa mela
1 bustina di lievito vanigliato

Mettere il latte a scaldare, aggiungere la scorza di limone grattuggiata, il miele e il burro. Appena sfiora il bollore versare a pioggia il miglio e mescolare ogni tanto. Lasciar sobbollire per 15-20 minuti, fino a quando il miglio ha assorbito quasi tutto il latte (non servono più di 20 minuti). Spegnere e far raffreddare.
Montare le uova con lo zuccero per almeno 10-12 minuti, in modo da ottenere un composto chiaro, spumoso, che scrive. Aggiungere la farina e il miglio cotto, incorporare delicatamente, aggiungere le uvette e per ultimo il lievito.
Versare nello stamo (io 24 cm di diametro) imburrato e infarinato, o protetto da carta forno, il composto. Finire con la mela a fettine e con una spolverata di zucchero.
Infornare, 175° per poco meno di un'ora. Quando provate con l stecchino è normale che ne esca umido ma non ci devono essere grumi di imapsto attaccati.

lunedì 18 febbraio 2013

Guinnes chocolate cake

Ecco, finalmente l'ho fatta, la Guinnes chocolate cake. Basta un'occhiatina agli ingredienti per notare che quello più presente è la famosa birra scura irlandese, dritta dritta da Dublino, la Guinnes.
La Guinnes mi piace, mi ricorda il pub che ho più frequentato per tutto il periodo del liceo e oltre, è bello il suo colore, ha un gusto complesso e deciso, è ricca di aromi...e chi pensava che sarebbe stata così bene in una torta la cioccolato?! Ma è proprio vero!
La ricetta è quella del cavoletto, io ho solo proporzionato le dosi a 3 uova invece che 4 per via delle dimensioni dello stampo. Sigrid nel suo post racconta di avere provato un'altra versione famosa di questa torta, la ricetta di Nigella, ma non è rimasta soddisfatta, così poi si è affidata alla ricetta dello chef Gary Rhodes
la stessa quindi che trovate in questo post.
L'unica licenza che mi sono permessa è l'uso del formaggio Quark per la copertura, al posto del classico Philadelphia e vi dirò, penso proprio di aver fatto un ottima scelta a livello di gusto. anche se la crema è colata tutta sul bordo della torta, ma nessun problema, era bella e buona comunque!
La torta è ricca di cacao, molto scura a ricordare il colore della birra, e coperta di chiara crema al formaggio a richiamare il colore della schiuma che si forma nel boccale.



Ingredienti:
260 g. di zucchero di canna
170 g. di burro
3 uova grandi
170 g. di farina tipo 00
2 cucchiaini di lievito vanigliato
300 ml di birra nera Guinnes
75 g. di cacao amaro
per la copertura
250 g. di formaggio Quark
160 g. di zucchero al velo
1 cucchiaio di Whisky

Lavorare burro e zucchero fino ad ottenere una crema, sbattere a lungo con la frusta elettrica. Aggiungere le uova, incorporare un uovo alla volta. Sciogliere il cacao nella birra. A parte setacciare la farina con il lievito.
Aggiungere alle uova un pò di birra e poi un pò di farina, alternando i due composti, fino ad incorporare tutto e ottenere un impasto omogeneo. Versare in uno stampo, meglio se a cerniera, di 22 cm di diametro. Rivestire la base e i bordi dello stampo imburrato con carta forno (ho tagliato un dico per la base e una striscia per il lato).
Infornare a 180° per 50 minuti circa (prova stecchino). Una volta che la torta è fredda, togliere dallo stanpo e ricoprire con la crema ala formaggio. Mescolare il formaggio con lo zucchero al velo e il whisky fino ad ottenere un composto omogeneo.

mercoledì 13 febbraio 2013

Cuori al marzapane e frollini al cocco

Ehm...il terzo dolce in quattro giorni, ma penso saprete trovare il modo di perdonarmi, queste due ricettine ha senso postarle oggi visto che domani è San Valentino. Lo dico solo perchè ho scelto la forma di cuore.
San valentino è una di quelle classiche feste dettate dal consumismo sfrenato il cui senso di esistere sarrebbe più che altro quello di non esistere: comprare prodotti costosi solo perchè ci hanno stampato sopra un cuore...Non ha proprio senso come festa, perchè in un rapporto di affetto i gesti di amore si fanno spesso e quando l'altro ne ha più bisogno, nelle ricorrenze che hanno un senso nella storia della coppia e così via. Io sono una contraddizione ambulante, ho sempre affermato che san valentino è una festa stupida e sdolcinata che non avrei mai festeggiato.
Ma poi, qualche anno fa, ho instaurato l'abitudine di fare un dolcetto con le cose in casa. Senza uscire a fare acquisti, vedo cosa offre la cucina è improvviso, così la sera li faccio trovare a lui in una scatola di latta con bigliettino. Non è una cosa comprata, è un gesto piccolo, semplice, fatto con le mie manine...perchè ogni scusa per fare un dolcetto carino è buona! E comunque anche ogni occasione per ricordare all'altro che gli vogliamo bene è buona per farlo!
Quindi diciamo che non lo festeggio, ma che il 14 febbraio è un ottimo pretesto! La forma di cuore per i dolci non mi dispiace, sono così carini.
I biscotti sono semplici frollini al cocco, la pasta frolla al cocco è buonissima e mi sembra adatta anche per qualche bella crostata al cioccolato o alla marmellata.
Ora concentrate la vostra attenzione sul cuore rosa, è una tortina formidabile, a base di marzapane (ne avevo un panetto in frgor da Natale e ho deciso che ero arcistufa di vederlo lì), viene una tortina morbida che sa di amaretto, quegli amaretti morbidi confezionati singolarmente, che buoni...io adoro gli amaretti morbidi.
Buon mercoledì :)



Cuori al marzapane:
180 g. di marzapane pronto
2 uova grandi
50 g. di farina 00
30 g. di zucchero semolato
1 fiala di aroma alla mandorla
1/2 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
colorante in gel rosso, facoltativo
zucchero al velo di copertura
stampini di alluminio a forma di cuore (altrimenti stampi per muffin)
per 5 cuori, 6 mufffin

Togliare il mazapane dal frigo con anticipo in modo che sia morbido. Lavorare il mazapane con le uova, prima con la forchetta e poi con la frusta elettrica per ottenere una crema. Aggiungere i restanti ingredienti e sbattere di nuovo fino ad averli completamente amalgamati. Versare negli stampini imburrati e infornare a 180° per 25 minuti.




Frollini al cocco:
50 g. di farina di cocco
220 g. di farina 00
110 g. di burro
90 g. di zucchero semolato
1 uovo grande
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina

Con il robot da cucina frullare la farina di cocco per renderla più fine, aggiungere farina e zucchero e frullare nuovamente. Aggiungere il burro freddo a pezzettini e azionare, fino ad ottenere un composto sbricioloso. Aggiungere allora le uova, il pizzico di sale, il lievito e la vanillina e azionare fino ad otetnere un panetto impastato. Spostare in una ciotola, coprire con pellicola e far riposare qualche ora in frigor.
Fromare i biscotti stendendo la pasta al mattarello, infornare poggiandoli su carta forno a 160° per 12 minuti al massimo, appena iniziano a dorare sono pronti.



Con questa ricetta partecipo al contest della Molina Chiavazza


PS: AGGIORNAMENTO PASTA MADRE
ieri ho fatto il quarto rinfresco e durante la notte, precisamente meno di otto ore, ha triplicato il suo volume riempiendo il vaso. Il colore è sempre più chiaro e l'odore sempre meno intenso, gli alveoli sempre più abbondanti e ampi...direi proprio che sono sulla strada giusta.
Sarò paziente e rinfrescherò ancora un pò di volte prima della prima panificazione e ...incrocio le dita per quel giorno!
Baci!

lunedì 11 febbraio 2013

Crostata al limone di Emma

Lo so, è il terzo dolce di fila sul blog, ma non posso aspettare a postarla. Questa torta la dedico ad un'amica dell'università, per il semplice motivo che è stata lei che ha pensato bene di contattarmi e inviarmi tante belle ricette, ho inziato da quella dolce (ovvio!) anche se le altre sono ancora più speciali visto il loro paese di provenienza, ma di quest'altra cosa vi dirò più avanti (condividerò anche queste molto presto).All'idea di una bella crostata non si resiste a lungo!
Non ci sentivamo da un pò ed è stata davvero un pensiero gentile scrivermi, condividere con me un momento della sua vita, apprezzare il mio blog e darmi il suo contributo. Sono doppiamente contenta di postare questa delizia al limone.
Da questo assaggio in poi, appena penserò ad una torta al limone, penserò a questa crostata che è buonissima. Ve la introduco con poche parole, una frolla bella burrosa (che io ho aromatizzato con tanta scorza di limone) e una crema composta da tuorli, zucchero al velo, abbondanti albumi montati e succo di limone. Una cerma che in cottura assume un aspetto particolare diventando come una torta soffice nello strato superiore e come una corposa crema pasticcera al limone nello strato inferiore, proprio come se fossero due farciture differenti (io ho aggiunto limoncello al posto di parte del succo di limone). Una torta davvero ottima.



Ingredienti:
Per la frolla
200 g. di farina 00
150 g. di burro
2 tuorli
60 g. di zucchero semolato
scorza di limone
pizzico di sale
Per il ripieno al limone
5 albumi e 3 tuorli
200 g. di zucchero al velo
30 g. di farina 00
succo di un limone e scorza di due
55 ml di limoncello (altrimenti il succo di un secondo limone)
25 g. di burro fuso

Per la frolla. Unire farina, tuorli, burro a temperatura ambiente e a pezzettini, lo zucchero, pizzico di sale e scorza, impastare tutto quanto basta per ottenere un composto omogeneo da far riposare in frigor per almeno una mezz'ora.
Stendere la pasta e rivestire uno stampo da crostata da 26 cm di diametro (imburrato e infarinato, o rivestito da carta forno).
Per la crema. Montare a lungo i tuorli con lo zucchero al velo, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungere succo di limone, limoncello scorza e burro fuso (poi fatto intiepidire) e la farina. Per ultimi incorporare gli albumi montati a neve delicatamente per non sgnofiare il composto. versare direttamente nel guscio di frolla cruda.
Infornare a 180° per 40-45 minuti (la temperatura altina è utile per far cuocere bene la frolla nonostante la crema molto liquida, se si scurisce troppo la superficie della torta coprire con la leccarda e terminare la cottura).