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lunedì 23 settembre 2013

Prima torta di mele vegan (senza grassi, davvero buona)

Ogni tanto mi capita che mi venga in mente qualcosa che ho sempre mangiato e mi accorgo di non aver mai pensato prima alla versione vegan, adesso che si inizia volentieri da accendere il forno, soprattutto alla mattina, mi sono ricordata della torta di mele, un classico che in autunno e inverno ho sempre fatto spesso (usando una ricetta della mamma con un uovo e senza grassi). La semplice torta di mele è una cosa davvero facile da veganizzare perchè siamo in uno di quei casi in cui l'aggiunta delle uova è semplicemente superflua, si possono benissimo eliminare a basta, senza andare alla ricerca di grandi sostituzioni. Le mele abbondanti rendono la torta morbida e piacevole in ogni caso, basta aggiungere la quantità giusta di pastella equilibrando bene farina e liquidi sopra le mele e il gioco è fatto! La torta di mele mi piace semplice, una spolverata di zucchero prima di infornare e qualche pizzico di spezie, niente di che (le versioni con mascarpone, quelle burrose, quelle con il cioccolato non le ho mai preferite ad una torta di mele delle più semplici).
Per essere sicura di non sbagliarmi sulle dosi ho fatto riferimento alla ricetta di Cesca che trovare qui. Mi ricordavo di aver visto sul suo bel blog la foto di una torta di mele dall'aspetto identico a quella che mi facevo spesso io e inoltre mi ricordavo che, come nella mia, non c'erano grassi e in più usava la farina integrale. Il mio zampino, farina di farro, un pò di sciroppo di agave, qualche uvetta...ma comunque la ricetta è la sua.
Assolutamente da provare, perfetta per una colazione speciale ma senza grandi pretese, una torta che fa tanto momento di perfetta serenità nella vostra casetta. Per me è un dolcetto domenicale (dato che i sabati liberi dal lavoro per il momento sono un lontano ricordo), per la colazione della mattina o il pomeriggio, in quei momenti in cui non ci sono orari, non si deve correre, si può decidere di mangiare a qualsiasi ora del giorno e perdere tempo nel modo che si preferisce, aggiungere il dolcetto è il massimo! Bene, prossimi sei giorni lavorativi a noi!


Ingredienti:
200 g. di farina integrale di farro
60 g. di zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
2 manciate di uva passa
2 mele golden
3/4 circa di bicchiere di latte di soia
1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di zenzero (facoltativi)
scorza di limone bio
ho adattato le dosi per lo stampo piccolo, 18 cm diametro

Ammollare l'uvetta passa. Mescolare farina, zucchero, lievito, sale, spezie, scorza di limone. Tagliare le mele a dadini, strizzare le uvette e mescolare entrambe le cose con gli ingredienti secchi.
Aggiungere lo sciroppo e il latte un pò per volta mentre mescolate l'impasto con il cucchiaio di legno, valutate la momento quanto latte vi serve (io ho usato la quantità che vi ho indicato che potrebbe dipendere un pò dal tipo di farina usata). Dovete ottenere una pastella abbastanza morbida da avvolgere facilmente i pezzettini di mela ma non liquida, come uno yogurt molto denso.
Ungere con olio di semi lo stampo, versare l'impasto. Spolverare la superficie con poco zucchero di canna e cannella. Infornare.
Inofonare a 200°, con lo sytampo da 18 sono bastati 25 minuti di cottura.

martedì 17 settembre 2013

Pesto light con le zucchine crude

Mi sono messa a farlo per improvvisare velocemente  un condimento leggero per dei gnocchetti, ero lì, con i gnocchetti pronti e volevo fare il condimento senza trafficare troppo e senza sporcare mille cose da lavare. Devo dire che trovo la ricettina così meritevole da dedicargli il suo piccolo angolino di notorietà. L'idea l'ho presa da un commento di un'amica, in questo post, mi suggeriva di provare questo pesto molto fresco e light e devo dire di essere contentissima di aver trovato un modo eccezionale per mangiare zucchine crude (si perchè oltre ad essere vegana mi sto anche mettendo in testa di diventare un pò più crudista, perchè se ogni tot tempo non mi complico la vita in qualche modo mi annoio e anche perchè ci tengo molto ad avere in futuro analisi perfette e poter dire a tutti, dati alla mano, che la scelta vegana ben fatta è di certo la migliore).



Ingredienti:
2 piccole zucchine belle sode
più o meno 70 g. di noci (sono perfetti i pinoli, ma io nel pesto adoro noci e mandrole, scegliete voi!)
il succo di mezzo limone
qualche foglia di basilico
1 piccolo spicchietto d'aglio

Unire le zucchine a dadini insieme a tutto il resto e frullare, io ho usato un capiente tritatutto.
Ps: ringraziamento alla persona che me l'ha suggerito! 

venerdì 13 settembre 2013

Quinoa saltata con verdure e patata dolce

Ho scoperto la quinoa, una piacevolissima scoperta! Sapevo già alcune cose di questo 'non cereale' ad un livello teorico, primo, appunto, che non è un cereale ma una pianta erbacea della famiglia degli spinaci, considerata uno pseudocereale poichè in cucina viene utilizzata esattamente come un cereale. Sapevo poi che si tratta di un alimento molto ricco in proprietà nutritive (da brava vegana sono sempre alla ricerca alimenti con un alto valore nutritivo), non contiene glutine ma tanti minerali come ferro, potassio, magnesio, zinco. La quinoa è un alimento altamente proteico che da molto senso di sazietà (e aiuta a mantenere/perdere peso, gli altri, non me).
Qui ho trovato un bell'articolo sulla quinoa dove vengono approfondire alcune controversie legate alla sua produzione. Trovare alimenti che non creino impatto ambientale con uno sfruttamento intensivo dei terreni, che non portino svantaggi per le popolazioni dove vengono prodotti, al giorno d'oggi sembra impossibile. L'abitudine di avere una dieta il più possibile varia è sempre l'abitudine vincente, non solo per la salute.
Sapendo che era un alimento interessante (per tutto tranne che per il prezzo) ne avevo un pacchetto in giacenza da un secolo perchè comprato sulla scia del momento e poi parcheggiato per tempo indefinito alla ricerca di ispirazione. Ho visto da Cristina un bel piatto di quinoa e lenticchie e la ricetta mi ispirava proprio tanto, ma è andata a finire che le lenticchie hanno avuto altra destinazione e la quinoa l'ho saltata con le verdure. Avevo in casa qualche foglia di spinacino fresco (anticipo ovvie obiezioni, l'ho mangio sempre crudo, in insalata, ma quel giorno non ne avevo voglia , il pacchetto era già aperto e andava usato) e poi la patata dolce. Dovrebbe essere arancione, me l'aspettavo arancione, e invece era bianca! Ma poi ho letto che si tratta una varietà esistente, un pò meno dolce, comunque buonissima (tanto per capirci bene è entrata nella mia top two con la zucca).


Ingredienti:
100 g. di quinoa
1 grossa patata dolce
1 peperone
1 carota
1 zucchina
1 cipolla rossa
50-60 g. di foglie di spinacino
sale, olio evo
per 2 

Ho lessato la quinoa in acqua bollente e leggermente salata per 15. Ho messo a scolare bene intanto che ho preparato il condimento.
Ho tritato finemente la cipolla e l'ho fatta rosolare un paio di minuti in olio evo, ho aggiunto la patata dolce a cubetti della grandezza di un cm circa. Ho coperto con coperchio. Successivamente, dopo una decina di minuti, ho aggiunto il peperone e cubetti piccolissimi, e dopo altri due minuti, carota e zucchina grattuggiate (l'importante è che sia cotta la patata, le altre verdure, se tagliate molto fini, stanno bene anche croccanti). Se le verdure attaccano alla padella aggiungere qualche cucchiaio d'acqua, io mi sono tenuta da parte quella di cottura della quinoa e non ho aggiunto altri condimenti. All'ultimo ho aggiunto lo spinacino a stiscette, la quinoa, ho mescolato due minuti a fuoco alto e via nel piatto.
Adesso che ho scoperto che per cucinarla ci vogliono solo 15 minuti e che è molto saporita senza grandi condimeti sarà spesso nel mio piatto.

venerdì 16 agosto 2013

Patè di piselli e basilico

Ogni tanto faccio ritorno, per questo semplice paté valeva la pena passare di qua e lasciarne un segno. Si tratta di pisellini verdi frullati con qualche semplice ingrediente in più, ma come fanno spesso le cose semplici è sorprendentemente interessante. Questa volta la mia fonte è stata 'La Cucina Etica', un ricettario che consiglio vivamente soprattutto a chi non è vegano ma vuole variare la sua alimentazione e guadagnare in salute (vedo che a chi è vegano da qualche anno, a differenza di me che lo sono davvero da poco poco, non manca di certo la creatività in cucina) avere questo ricettario sotto mano è un ottimo aiuto per aggiungere alla solita dieta qualche ricetta originale con i legumi, con il tofu, con la frutta secca...non c'è nessuna stranezza in un ricettario vegan, ma tante ricette alternative si! Se il mondo ci fornisce tanti tipi di alimenti perchè limitarsi a quelli tipici di una dieta onnivora?!
Sul sito 'Vegan300'si trovano tante delle ricette presenti sul libro.
Tante volte mi soffermo a pensare sul perchè ci ho messo tanti anni ad aprire i miei orizzonti alimentari, perchè così spesso la domenica mi facevo l'arrosto di animali che un tempo respiravano con il mondo di cose che potevo cucinarmi, sarebbe bastato variare l'alimentazione un pò di più per essere già meno di peso all'ambiente a agli animali. Memore dei tempi non molto lontani in cui in ogni pasto faceva capolino un ingrediente animale devo dire di apprezzare molto chi non è vegano o vegetariano, ma non si limita alla classica frase 'io non ce la farei', ma varia tanto la sua cucina e alterna pasti del tutto vegetali a quelli non, si interessa a ricette alternative, già questo è un modo più etico e sostenibile.


Ingredienti:
400 g. di piselli freschi o surgelati (in alternativa piselli secchi)
1 cipolla rossa di tropea
1 spicchietto d'aglio se si vuole
1/2 limone spremuto
una decina di foglie basilico
sale, pepe, olio evo

Tritare la cipolla, soffriggere un paio di minuti in un filo d'olio e aggiungere i piselli. Se i piselli sono freschi cuocere una decina di minuti con il coperchio, se sono surgelati cuocere una decina di minuti senza coperchio perchè si asciughi l'acqua (se sono quelli secchi vi serve del brodo vegetale e parecchio tempo in più!).
Spostare in un recipiente con bordi alti, unire i restanti ingredienti e frullare con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema omogenea.Far intiepidire e riposare un pò in frigor. 
Dopo di che munirvi di qualche buon crostino! Io ho usato questo paté per farcire una piadina (vegan) insieme a rucola e datterini, l'ho usato su crostini integrali e su pane tostato, è buonissimo! 

martedì 7 maggio 2013

Patè di lenticchie rosse, basilico e frutta secca

Quando non so come cucinarmi i legumi mi faccio delle belle cremine da spalmare dove mi pare, i legumi sono la mia principale fonte proteica e io li mangiavo volentieri già da piccolina. Cambiare la mia dispensa è stato un gioco da ragazzi. Ho due grosse scatole di latta, una per i legumi e una per i cereali. La mia dispensa proteica è sempre ben fornita di: ceci secchi, fagioli borlotti secchi e un secondo tipo variabile di fagiolo, lenticchie classiche che richiedono ammollo, lenticchie rosse per quando voglio fare qualcosa di veloce e non ho calcolato l'ammollo, in pratica ho sempre 5 tipi di legumi fissi in dispensa, chiamiamoli quelli 'base' e ogni giorno della settimana ne è previsto uno diverso...sono organizzata io! Maniacale?! No, sulla base dei miei studi, non credo!
Pensare che fino a circa tre mesi nello stesso armadietto stazionava solo qualche latta di legumi in scatola, c'erano sempre, ma in confronto ad ora erano davvero due tristi latte. Adesso quelli in latta non li acquisto più per diverse ragioni, le sostanze non salutari presenti nei liquidi di conservazione, la perdita di principi nutritivi molto più elevata rispetto ai legumi secchi trattati in casa, il fatto che sotto sotto di quello che inscatola l'industria è meglio  non fidarsi e i legumi secchi hanno più 'trasparenza' (meglio se bio, ma io non compro tutto bio, solo ogni tanto per variare).
Cuocere i legumi non ruba poi molto tempo, il mio trucco è cucinarli in un momento della giornata in cui sono ferma in casa per un'ora abbondante: se stiro e faccio le pulizie, la sera se sono incollata alla tv...è solo questione di organizzazione.
Questo patè di lenticchie è veloce e buonissimo, una libera interpretazione ancora dal libro 'La dieta di Eva'. La base sono le lenticchie rosse, il colore è proprio quello marroncino classico perchè ho aggiunto qualche noce e del basilico fresco e ovviamente il composto non è rimasto arancione....ma che buono!


Ingredienti:
1 bicchiere scarso di lenticchie rosse decorticate
1/2 cipolla dorata
1 piccola carota
1 piccolo spicchio d'aglio
2 manciate di mandorle
1 piccola manciata di noci
4 ciuffi di basilico fresco
1 cucchiaino di aceto di mele
2-3 cucchiai di olio evo
brodo vegetale, sale, pepe qb

Tritare cipolla, aglio e carota e soffriggere in un filo d'olio, dopo pochi minuti aggiungere le lenticchie. Portare a cottura versando un mestolo di brodo vegetale alla volta fino ad assorbimento, come un risotto, però usare il coperchio per limitare la necessità di liquidi. Il tempo di cottura è di circa 15-20 minuti.
In un recipiente alto versare una parte di lenticchie, la frutta secca grossolanamente tritata al coltello, i ciuffi di basilico, le restanti lenticchie e l'aceto (l'aceto non eliminatelo, dona una nota particolare). Frullare brevemente con il minipimer aiutandosi con un filo d'olio evo. Ottenere un composto abbastanza omogeneo e far riposare in frigor per compattarsi ulteriormente.

lunedì 6 maggio 2013

Riso rosso con fragole, asparagi, piselli e fave

Ma si è mai vista una primavera così grigia, piovosa e freddina?! Nella stessa spesa di sabato ho preso un preparato per zuppa e un sacco di ingredienti da mangiare freschi...Ieri ho fatto un pane favoloso ma mi sono rifiutata di fotografarlo, con tutto il grigio che c'era la foto sarebbe sembrata terribile, così ho deciso di rifarlo la prossima settimana sperando ad un pò di sole in più...qui un paio di giorni di sole li paghiamo con altrettanti di grigio e pioggia...che noia...beati i cani che passano le giornate spaparanzati a dormire, non si degnano nemmeno di sprecare il tempo a trascinarsi fino al balcone, anche loro adorano uscire sotto il sole.
In ogni caso vi lascio un piattino bello colorato, tutto di ingredienti primaverili, non è tanto bello?! Si mangia prima con gli occhi, come dice Valentine nel suo post e mette tanta allegria. Quando l'ho visto simile qui, mi è sembrato così grazioso che l'ho fatto subito, personalizzandolo un pò. L'aceto balsamico è ideale per legare tutti gli ingredienti e sottolineare l'agrodolce dato dall'accostamento dell'asparago amarognolo e della fragola più dolce. Peccato non trovare qui intorno posto dove raccogliere asparagi selvatici, peccato non avere un bell'orto in cui cogliere i piselli e le fragole, immagino che i sapori di questo piatto sarebbero eccezionali! Io sul balcone ho solo pomodorini e erbe aromatiche e con questo tempo, i primi, stentano a crescere.
Va bene, smetto di lamentarmi del tempo e auguro a tutti una buona settimana!


Ingredienti:
2 tazzine di riso rosso
1 pugnetto di piselli freschi sgranati
1 pugnetto di fave fresche sgranate
8 asparagi sottili 
5-6 fragole
Aceto balsamico Monari Ferdenzoni
olio evo, sale, pepe qb
per 1 o 2 persone

In un pentolino con acqua bollente e leggermente salata buttare il riso rosso, quando mancano 8-6 minuti alla cottura del riso aggiungere i piselli sgranati e solo i gambi degli asparagi tagliati a cubetti in modo da sbollentare le verdure per pochi minuti.
In un pentolino a parte sbollentare le fave per una decina di minuti, scolare e eliminare la buccia esterna (me ne sono scappate un paio come si nota dalla foto, si possono mangiare, ma sono più tenere senza).
Pulire le fragole e tagliare a cubetti. La punta degli asparagi e la parte più sottile del gambo la potete tagliare a listarelle sottili senza cuocerla.
Scolare il riso, unire il resto degli ortaggi e condire con olio evo, aceto balsamico, pepe e un pizzico di sale se serve.



Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra


martedì 16 aprile 2013

Crostata integrale all'arancia e zenzero

Finalmente mi è riuscita una frolla vegan ottima, sbriciolosa e dolce al punto giusto, non sapete come ne ero soddisfatta dato che si tratta della terza prova. La farina integrale è quella che mi ha dato più soddisfazione, mentre con la farina bianca trovo che il gusto sia un pò 'piatto', anche perchè io cerco di limitare molto lo zucchero. Volevo seguire le dosi della ricetta di Montersino (ovvero 250 g. di farina bianca di farro) io invece ho usato l'integrale di grano tenero e ho pensato che un pò di fecola per aiutare a legare il composto non ci stesse male, poi ho scoperto che la farina integrale (almeno quella che stavo usando io) non assorbiva adeguatamente la dose di liquidi prevista e quindi pesandola a poco a poco ho aggiunto un pò di farina bianca. Ho riportato gli ingredienti con precisione, la mancanza di latticini e uova non è un errore! Finalmente una frolla buonissima che non mi fa mancare quella che abbiamo sempre fatto in casa con burro e uova, si questa è un pò meno grassa e zuccherina ma lo trovo un valore aggiunto che esalta la farcitura, che sia marmellata o altro.
Questa torta la dedico la giornale 'Scelte di gusto', dato che sono tra gli 'cher eletti' in gara per l'ultima sfida. Cosa rappresenta una scelta di gusto meglio di una decisione etica e responsabile di eliminare qualsiasi ingrediente di origine animale senza rinunciare a tanto gusto e senza rinunciare alla bellezza che di una fetta di torta.


Ingredienti:
200 g. di farina integrale grano tenero bio
45 g. di farina tipo 0 bio
40 g. di fecola di patate
125 g. di zucchero integrale di canna
60 ml di acqua calda
70 ml di olio di oliva delicato o olio di semi
1/2 bustina scarsa di lievito per dolci
pizzico di sale
pezzettino di zenzero gratuggiato
(altrimenti della scorza di agrumi bio)
marmallata di arancia qb
tortiera da 24 cm di diametro

Scaldare l'acqua e versarla sullo zucchero che, se è davvero integrale di canna, sarà molto irregolare e granuloso (la prima volta non l'ho sciolto a parte con acqua calda e si vedevano i cristallini di zucchero nella frolla). Unire l'olio e lo zenzero tritato.
A parte mescolare le farine, il sale e il lievito. Versare i liquidi sulla farina e impastare quanto basta per ottenere un morbido panetto omogeneo da far riposare in frigor.
Dopo almeno un oretta prendere la pasta, immargarinare o rivestire di carta forno la tortiera (io carta forno) usare poco più di metà pasta per stendere il cerchio della base, farcire con marmellata a piacere e procedere con le decorazioni e il bordo.
Infornare a 180° per 35-40 minuti.

Con questa ricetta partecipo alla sfida finale del contest di Pecorella di Marzapane con Scelte di gusto


lunedì 8 aprile 2013

Kamut al pesto di lattuga e noci brasiliane con sale rosa

Il dolce l'ho già postato ieri, non vedevo l'ora di postare quelle belle treccine dolci che stamattina mi sono mangiata con dentro un velo di marmellata di arancia, il modo migliore per iniziare la settimana (la dieta da domani!).
Adesso vi lascio una ricettina salata, un pesto fresco e particolare per condire i cereali (o quello che si preferisce, forse con la pasta perde un pò), così posso partecipare al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra, anche se ormai è diventato vegetale ogni mio pasto, non mi ero ancora imposta di non comprare più uova o latticini, avevo deciso solo di diventare vegetariana, di fare il primo passo anche se incompleto e cambiare a piccoli passi le mie abitudini, ma alla fine uova e latticini nel carrello mi è passata la voglia di metterli (per ora sto bene così), una volta presa una certa consapevolezza delle ragioni per divetare vegan è difficile ignorare.
Mi sono sognata di notte un pesto un pò insolito per condire i cereali e poi l'ho fatto davvero, provare non mi costava nulla e commestibile sarebbe stato e devo dire che ci è piaciuto! Un sapore molto estivo anche se qui è di nuovo tutto grigio, sigh...comunque vi lascio questa idea e il sole prima o poi arriverà per restare un pò di più :(




Ingredienti:
200 g. di lattuga iceberg pulita (la parte più verde)
65 g. di noci brasiliane equo solidali
2 piccoli spicchi di aglio
1 cucchiaio colmo di thaina
1 cucchiaio di olio di semi di mais
tofu a piacere
grano kamut o altro cereale

Mentre i cereali cuociono in acqua salata e bollente preparare il pesto. Molto semplicemente pulire l'insalata, la parte più verde e non le coste bianche, spezzettare e  mettere in un recipiente alto e aggiungere il resto degli ingredienti, frullare con minipimer aggiungendo un filo d'olio per aiutarsi se serve (anche se l'insalata è già molto ricca di acque e non dovrebbe servire). In un padellino rosolare il tofu a cubetti con un filo d'olio, sale e pepe.
Mescolare i cereali scolati con il pesto fresco, aggiungere il tofu caldo e servire.

Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra


giovedì 28 marzo 2013

Polpette di patate senza uova

Raccogliendo molte informazioni su una corretta alimentazione quando si è vegetariani, si incappa in tante considerazioni che non si era deciso di fare e devo dire che è successo naturalmente, non che l'abbia veramente scelto, che al supermercato non sento l'istinto di acquistare uova o latticini di nessun genere, e mi sento bene nel fare così. Ma qualcuno che mi vuole male mi deve aver lanciato una maledizione...quella delle polpette, non mi riescono le polpette senza uova!! Ma è possibile, o troppo molli o troppo dure, niente da fare, sarò almeno al quarto esperimento. Dato che le polpette sono una pietanza perfetta per variare la forma dei pasti non demordo, mi intestardisco e ne provo in continuazione. Quelle di lenticchie mi stanno facendo diventare matta, perchè non mi riescono perfette nel gusto e nella consistenza. Allora ho fatto una pausa dalle lenticchie e le ho fatte con le patate...mooolto più facile fare le polpette senza uova con le patate lesse, una meraviglia.
Solo qualche patata, un paio di cucchiai di farina di ceci, un paio di etti di verdura già lessa e qualche spezia, tutte le varianti che si vogliono soprattutto per il recupero di verdura già cotte che avanzano da altre ricette. Lo sapevate che la farina di ceci è un ottimo legante alternativo a uova e pangrattato per le polpette? Adesso lo sapete!
Vengono benissimo al forno, quindi senza nessun grasso vista la mancanza di uova e l'eliminazione dell'olio di cottura (diventano un contorno sfizioso e salutare). Ma devo dire che scaldate in un filo di olio di semi con un pò di crosticina vista la lieve frittura sono ottime! Non ho pesato gli ingredienti, ho fatto ad occhio e la ricetta si presta benissimo, le verdure lesse devono risultare circa un terzo del volume rispetto alle patate schiacciate.


Ingredienti:
4-5 grosse patate
200 g. ca. di verdura già cotta (io piselli e carote a cubetti)
2 cucchiai di farina di ceci
1 cucchiaio di pangrattato e poco più per dare la froma alle polpette
sale, pepe, curcuma, aglio in polvere qb

Lessare le patate con la buccia fino a quando risultano ben morbide alla forchetta, scolare e lasciar raffreddare. Schiacciare in una ciotola, aggiungere le verdure a piccoli cubetti e aggiungere il resto: mezzo cicchiaino di aglio in polvere, 1 cucchiaino raso di curcuma (dona soprattutto un bel colore), pepe nero qualche pizzico, una punta di curry...Aggiungere farina di ceci e pangrattatto per ottenere un consistenza più compatta, l'impasto rimane comunque morbido per via delle patate, impolpettare (dare la forma di polpette o polpettine a piacere aiutandosi con poco pangrattato) schiacciare un pò sulla carta forno. Infornare a 180° per una quindicina di minuti senza girarle, solo per asciugare un pò l'impasto e formare la crosticina esterna.
Non spostare le polpette dalla teglia fino a che si sono in tiepidite, dopo una decina di minuti, altrimenti sono troppo morbide da maneggiare ma poi si compattano che è una meraviglia. Se piace la frittura, seguire i passaggi che ho detto e solo dopo passarle in un filo di olio di semi per dare l'aspetto della polpetta fritta ( e avete comunque risparmiato un sacco di olio rispetto ad una vera frittura).


martedì 26 marzo 2013

Farfalle con verdure e panna di soia

Avevo ancora un paio di ricette interessanti in cui ho uato questa panna di soia fatta in casa, vi lascio il mio primo piatto di pasta alla panna vegetale, nulla da invidiare alla panna classica. Al contrario vi dirò che dona cremosità con un sapore più neutro che copre meno il sapore del resto, giusto quel tocco in più che serve ad una semplice pasta alle verdure. Buonissima! Una particolarità è che tra le verdure c'è il nuovo amico topinambur, mi piace un sacco e dona un sapore particolare ai piatti.
Io ormai consumo praticamente solo pasta e cereali integrali e uso i semi (sesamo e lino) al posto del parmigiano, sono due ottime abitudini, per tutti! Vi dirò che dopo poco più di un mese di questa alimentazione sento già un'energia diversa: sono subito carica quando mi sveglio la mattina, la mente subito risvegliata dopo la colazione e più concentrata e ottimista fino a sera, le energie mi sembrano infinite e faccio il doppio delle cose lamentandomi la metà, se non fosse che alla sera tardi appena sfioro il divano entro in coma profondo! Il mio ragazzo mi sta detestando perchè ci mette trenta minuti buoni a portarmi a letto!
Nulla di più vero, siamo quello che mangiamo e il significato che diamo al cibo condiziona molto le nostre sensazioni nel mangiarlo. Ho sempre mangiato carne provando un senso di colpa di cui ero consapevole solo in parte, ed ora che non la mangio più mi rendo conto che lo dovevo fare prima (meglio tardi che mai) perchè mente e corpo si sentissero in sintonia.


Ingredienti:
220 g. di farfalle integrali
2 carote medio-piccole
2 topinambur
1 patata
1 scalogno o 1/2 cipolla
4-5 cucchiai di panna di soia, ricetta qui
1 dito di vino bianco secco
1-2 cucchiai di semi di sesamo (per il piatto, facoltativo)
sale, pepe, olio evo qb


Grattuggiare tutte le verdure e tritare fine la cipolla. Soffriggere in un filo d'olio evo, prima la cipolla e dopo un minuto aggiungere tutto il resto, sfumare con il vino bianco e aggiungere qualche cucchiaio d'acqua per portare a cottura. Cuocere per una decina di minuti in modo che si ammorbidiscano bene, senza esagerare.
Nel frattempo buttare la pasta. Scolare e saltare in padella con le verdure e i cucchiai di panna, aggiustare di sale e pepe.

lunedì 18 marzo 2013

Torta al ciccolato di Carla

Ho seguito il consiglio di Carla e ho provato la sua torta vegana al cioccolato, speciale, perfetta, aveva davvero ragione! Lievitata, leggera, umida quanto basta, dolce...grazie del consiglio! Qui tutti hanno gradito alla grande.
Non sapevo cosa scegliere...posto il pane o posto la torta, pensa che ti ripensa, li posto tutti e due perchè qui le regole le faccio io!!! Così non smentisco la tradizione del lunedì con dolcezza, che l'inzio settimana, si sa, per tutti è duro. Io ho iniziato con questa colazione favolosa e senza troppi sensi di colpa, un pò per lo zucchero che infatti ho diminuito rispetto alla ricetta originale (tanto a noi il gusto fondente piace) ma almeno colesterolo nullo! Una sola fettina...fettona, diaciamo le cose come stanno e poi giù nella neve con i cani...
Buona settimana a tutti!




Ingredienti:
200 g. di farina 00
120 g. di zucchero
40 g. di cacao amaro
1 bustina di lievito chimico
200 ml di latte di soia
1/2 bicchiere di olio di semi di mais
margarina per lo stampo
stampo da 22 cm

In una ciotola mescolare farina, lievito, cacao e zucchero. Versare sopra ai secchi latte e olio. Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo.
Infornare a 175° per 35-40 minuti.
Ecco fatto, più semplice non si può!

Con questa ricetta partecipo al 100% Vgetal Monday della Cucina della capra 

Sul perchè di scegliere una cucina tutta vegetale spendo poche parole, la sto sperimentando da poco ed è una tipo cucina che fa sentire bene in diversi modi. Da un senso di libertà e salute sia l'idea del valore nutrizionale delle cose che si introducono nella dieta, che l'idea di mangiare qualcosa che non nasce dalla sofferenza di altri esser viventi.

sabato 9 marzo 2013

Patè di carote e nocciole

Vi propongo una semplice idea che rende le carote piacevolmente spalmabili e supersaporite, il patè con aggiunta di frutta secca (noci, nocciole, anacardi). In genere abbino le carote alle mandorle, questa volta ho provato le nocciole e forse ci stavano anche meglio! La ricetta a cui mi sono ispirata prevedeva broccoli , quindi ampia creatività nel cercare abbinamenti diversi. Regolativi con il vostro gusto personale in quanto a aglio, scalogno o cipolla, a me spesso piacciono abbondanti e la dose che vi indico è a mio avviso quella giusta per rendere il patè davvero saporito.
Ormai è un mesetto che seguo una dieta vegetariana, i post carnivori che vedete sono vecchie bozze che comunque ho pubblicato: gli uccelletti, questo arrotolato...Mi piace la carne a livello di sapore e ricette, perchè negare l'evidenza (ho aprire un nuovo blog in incognito) ma mi sono informata, ci ho pensato bene e non credo di averne davvero bisogno e per il momento mi sembra la cosa più naturale che potessi fare, senza particolari rimpianti! Ho letto anche molte motivazioni che mi hanno fatto capire con lucidità come sia importante ridurre (leggi eliminare) il consumo di uova e latticini. Mi sto senza fretta avviando verso una cucina consapevole e sto riscoprendo me stessa: interesse per legumi e cereali nuovi, per la ricerca degli ingredienti che fanno bene, per le ricette leggere con le verdure... Tutto ciò per dire che questo patè di verdure è ottimo spalmato sul pane come secondo, come antipasto, come spezza fame su una leggera fetta biscottata e apporta tutti i nutritivi della frutta secca che è importante in una dieta vegetariana. Sta nel frigorifero tranquillamente tre giorni, è buono sia freddo che scaldato.
Chi mi ama mi segua! Io continuo a leggervi senza giudicarvi... Qualcosa di buono qui da me lo troverete sempre...e  buon finesettimana!


Ingredienti:
5 grosse carote
50 g. di nocciole
4 scalogni
1/3 cucchiaino di aglio in polvere
olio evo, sale e pepe
(minipimer o frullatore)

Lessare le carote comprese di buccia (lavata) per una quindicina di minuti, scolare e lasciare intiepidire per non ustionarsi. Sbucciare e tagliare a cubetti.
In una padella scaldare due cucchiai di olio evo, aggiungere gli scalogni tritati e far ammorbidire, aggiungere le nocciole e le carote. Far saltare il tutto per qualche minuto, quando le carote iniziano a rosolarsi spegnere.
Frullare il tutto fino ad ottenere la consistenza di una crema spalmabile.

Ve ne suggerisco subito un ottimo uso, oltre a spalmarla sui crostini caldi o su semplici fette biscottate, ne ho usate delle palline in aggiunta alla vellutata di porri e patate.


mercoledì 6 marzo 2013

Maionese veg

Ma se un giorno ti rendi conto che puoi fare la solita maionese, ma senza 'rubare' nulla ad una innocente gallina che vorrebbe solo seguire la sua natura, che con latte di soia e olio di semi ne viene fuori qualcosa dal sapore praticamente indistinguibile dal riferimento classico, perchè tornare indietro?
Io accolgo questa piccola trovata come un progresso nelle mura della mia cucina. La mia salute presente e futura ringrazia perchè a livello di grassi e colesterolo con questa maionese otteniamo un bello sconto. Un'etto abbondante di olio c'è in ogni caso, non è una maionese magica, ma almeno abbiamo risparmiato l'apporto di grassi e colesterolo delle uova. Il latte di soia apporta meno proteine, ma è meglio assumere le proteine da alimenti sani pittosto che da un condimento super grasso.
In conclusione, sono contenta della mia maionese 'consapevole', benvenuta in cucina!
Io arrivo tardi come sempre, non è affatto una preparazione nuova, qui in Vegan Home trovate la fonte originale, la chiamano la maionese più buona del mondo e io mi sento di confermare totalmente.
Aggiungo che è anche la più economica: con le dosi indicate ne viene fuori un bel vasetto e facendo due calcoli è più economico di quella industriale (infatti vi avanza tanto latte di soia, senape e olio da rifarla dieci volte), ogni marca di latte di soia presenta caratteristiche diverse come colore e sapore, in genere quelli più costosi sono i più buoni ma se lo scopo è questa ricetta va bene anche il più economico perchè una volta emulsionato con olio, limone e senape non ci si accorge più di eventuali retrogusti poco piacevoli.

Ingredienti:
100 ml di latte di soia (non zuccherato)
1/4 di limone spremuto
2 cucchiaini di senape
2 pizzichi di sale
olio di mais a filo, circa 140 ml (anche meno)

Mettere il tutto in un recipiente stretto e alto, olio a parte, e frullare con il minipimer incorporando l'olio a filo, poco alla volta. Appena ottenete la densità desiderata la maionese è pronta, potrebbe bastare meno olio di quello indicato, io credo di averne usati solo 120 ml.
Con questa ho accompagnato delle polpettine di cannellini che però, non vi posto, non sono venute belle ma tutte crepate e non ne capisco il motivo!


giovedì 7 febbraio 2013

Vellutata di lenticchie rosse e polpette di miglio

Ho due bozze, una di gnocchi (e sarebbe anche giovedì) e una di cucina vegana, ho deciso che oggi mi dedico al vegano visto che qua sul blog è una settimana un pò particolare.
Qualche sera fa, mio fratello, un vegetariano che sta passando gradatamente al vegano, è venuto a condividere con la sorella foodblogger alcune ricettine che ha imparato ad un corso. Vi dirò, me ne sono segnata parecchie che sembrano proprio gustose, ma non vi anticipo nulla!
Tra le varie cose ho notato polpette di miglio senza uova, passate nel pangrattato da solo e poi fritte, e mio fratello ha giurato che stavano tranquillamente insieme, anche senza le uova che fanno da legante nelle polpette. Non avevo gli ingredienti previsti per quelle polpettine a suo dire portentose (segnati sul biglietto della prossima spesa) ma avevo miglio e lenticchie rosse decorticate, mi sono detta 'si può fare'.
Oltre alle polpette volevo fare un'isalata calda di miglio e lenticchie ma ho fatto lo sbaglio di ammollarle per diverse ore e le lenticchie rosse decorticate non richiedono ammollatura, troppo molli già da crude! Sono diventate una buonissima vellutata.
Io amo i legumi e i cereali quanto la carne, anzi spesso li preferisco, e ho trovato le polpettine buonissime: in bocca si sentono ancora i chcchini morbidi di miglio, il sapore delle lenticchie rosse è delicato, erano speziate al punto giusto. Il mio ragazzo si è chiesto perchè non potevo fare le polpette di macinata come sempre...e che cosa gli dovevo rispondere?! Non sa proprio apprezzare...Visto che l'ho anche fatto stare male con il tofu, posso capire le sue reticenze, ma non era colpa mia, alcune persone reagiscono con intolleranza al tofu e lui è tra queste, io non potevo saperlo! Io comunque le polpette di miglio le rifaccio, fa bene alla salute mangiare tutti i legumi e i cerali che la natura offre.


Ingredienti:
250 g. di lenticchie rosse decorticate
150 g. di miglio
1 spicchio di aglio
1 piccola cipolla rossa
1 piccola patata
1 cucchiaino di curry
1 peperoncino secco
sale e olio evo qb
pan grattato e olio per friggere le polpette

Per la vellutata usare 160 g. delle lenticchie (peso da secche, non ammollate), unire la patata e la cipolla tagliate a cubetti. Coprire di acqua o brodo vegetale leggero (io un terzo di dado vegetale), circa un dito sopra alle verdure. Coprire, cuocere  a fuoco lento per 25 minuti e frullare con mixer ad immersione, pepare e riportare sul fuoco.
Per le polpette. In un tegame dai bordi alti soffriggere l'aglio finemente tritato o schiacciato con apposito strumento, in un filo d'olio, aggiungere peperoncino intero da togliere poi. Aggiungere il miglio e tostarlo qualche istante. Aggiungere acqua per il doppio del peso del miglio: 300 ml. Sciogliere nell'acqua calda il curry e unire anche 90 g. di lenticchie (peso da secche) precedentemente lessate, in modo da farle stracuocere insieme al miglio. Coprire e far cuocere per una ventina di minuti, aggiungendo qualche mestolo di acqua calda se il milgio assorbe troppo, tenete da parte l'acqua di cottura della lenticchie.
Passati i venti minuti, scoprire e far assorbire bene l'ultima acqua. Far raffredadre il composto e poi procedere a formare le polpettine premendo bene (lavate di tanto in tanto le mani con acqua fredda), passare nel pangrattato e poi friggere in padella con abbondante olio. Scolare con cura e appoggiare su carta assorbente, aspettare che si intiepidiscano prima di impiattare perchè qualdo sono ancora bollenti tendono ad aprirsi.


PASTA MADRE, GIORNO DUE
Condivido con voi i progressi con la mia possibile futura pasta madre (in coltura solida), in realtà non so determinare se ci siano dei progressi.
Ho fatto il primo impasto e l'ho messo a riposare a temperatura ambiente (costante sui 20 gradi) per le 48 ore consigliate. In una ciotola coperta con canovaccio bagnato e risposto in angolo della cucina che credevo ben riparato dall'aria. Quando l'ho scoperto ieri sera l'aspetto era uno schifo, fuori sembrava marmo, ma ho spezzato con la mano l'esterno e dentro era morbido e si vedevano le prime piccole alveolature.
Non sapevo se buttare via tutto, dato che comunque la scorza esterna avrà impedito il contatto con l'aria.
Ho raccolto un suggerimento e fatto un tentativo, ho eliminato tutto il secco, ho pesato la massa restante (150 g., quindi non pochissima) e ho aggiunto stesso peso di farina e metà peso di acqua procedento al primo rinfresco. Ho poi riposto in vaso sterilizzato, coperto con tovagliolo di cotone bagnato con acqua calda, fissato con elastico e questa volta ho riposto in un armadietto della cucina, quindi più al riparo dall'aria.
Stamattina mi è sembrato di vedere della vita, nel senso un piccolo aumento di volume e delle trasformazioni nell'aspetto. L'odore continua a non essere sgradevole, sa di pasta pane... però io ho il raffreddore. Tra altre 48 ore vedrò il da farsi...

lunedì 4 febbraio 2013

Noodles di riso con gamberetti e peperoni

Oggi vi parlo del mio pranzo domenicale, ho scelto qualcosa di veloce e molto poco italian style, i noodles.
Si tratta di un formato di pasta lungo, simile agli spaghetti, di tradizione asiatica. Si trovano di tante varietà diverse perchè vengono fatti con svariati tipi di farine e con diversi spessori (i noodles di riso cinesi sono sottilissimi come dei capelli d'angelo, gli udon di grano giapponesi sono piuttosto spessi, e ne esistono molti altri tipi).
Io ho scelto quelli di riso, non li avevo mai assaggiati, è la seconda volta che li faccio ma il primo condimento che ho provato non mi avevo soddisfatto un granchè, invece quelli che posto oggi sono davvero ottimi.
L'abbinamento gamberi e peperoni è buonissimo, in genere si pensa alle zucchine, ma i peperoni ci stanno molto meglio! Una volta in un ristorante cinese ho assaggiato un picolo spiedino di gamberi slatato insieme ai peperoni ed era così buono che ho cercato di ricreare un sapore simile.

 
Ingredienti:
180 g. di noodles di riso
250 g. di gamberi o mazzancolle da pulire
1/2 peperone rosso
1/2 peperone giallo
1 scalogno
3 cucchiai di salsa di soia
1 manciata abbondante di sesamo
1 cucchiaio di zenzero in polpevere
1/2 peperoncino
olio evo (l'olio di sesamo ci starebbe a pennello, io non l'evevo)

Soffiggere lo scalogno tritato in un olio abbondante (almeno 2 cucchiai)con peperoncino tritato e zenzero. Dopo poco aggiungere le verdure tagliate in piccolissimi cubetti e far saltare il tutto per 5, 6 minuti, aggiungere un goccio di acqua o brodo vegetale se serve, in modo da lasciare un pò di liquidità.
Puliti i gamberi, tagliarli in due o tre parti ( a pezzettini insomma) e saltarli in padella con le verdure per 3, 4 minuti.
Nel frattempo, tostare il sesamo qualche istante in un padellino antiaderente a parte,  buttare i noodles in acqua salata e bollente per 2 minuti. Scolare i noodles e saltare insieme al condimento aggiungendo la salsa di soia e sesamo.
Adesso raccolgo tutte le mie energie e mi preparo alla settimana, è bello avere un bel post per iniziare il lunedì mattina, anche se non è un dolce...


mercoledì 30 gennaio 2013

Gnoccheti integrali con sugo alle lenticchie

Rignocco anche oggi, si, perchè avevo gnoccato anche ieri, ma questi due post sui gnocchetti all'acqua non vedevo l'ora di postarli. Davvero interessantissimo vedere come si comportano diversamente le farine a contatto con l'acqua, l'assorbimento varia davvero moltissimo da farina a farina, non sono in termini di quantità, ma anche di tempi. Questa volta ho sperimentato la versione totalmente integrale: 200 g. di farina integrale (Molino Chiavazza) e 200 ml di acqua calda. Bene, la farina ha assorbito subito tutta l'acqua e il composto è rimasto apparentemente troppo molliccio! Il problema contrario rispetto a quello che vi avevo raccontato ieri. Mi sembrava strano questo risultato, così ho confidato e ho versato tutto sulla spianatoia infarinata, cos'ì com'era venuto, ho coperto e fatto rafferddare, dopo una mezz'oretta sono tornata a sbirciare e la consistenza andava bene, composto molto morbido ma manipolabile, perfetto quindi. Così ho proceduto allo gnoccamento.
In acqua un altro scherzetto, i gnocchi hanno impiegato circa due minuti in più del consueto per venire a galla..sarà il peso della farina integrale?
In conclusione mi sono piaciuti molto, a me che amo tanto l'integrale, meno al mio compagno e devo dire, più duretti rispetto a quelli bianchi. Comunque io insieme al condimento di pomodoro e lenticchie li ho trovati ottimi e ho finito anche un terzo del piatto di lui!









Ingredienti:
200 g. di farina integrale
200 ml di acqua calda
condimento
150 g. di lenticchie secche
500 ml di passata di pomodoro
1 cipolla rossa
salvia tritata
sale, olio evo
1 pezzetto di peproncino (facoltativo)

Le lenticchie vanno ammollate in acqua la notte precedente e lessate la mattina, lasciandole un pò al dente, in alternativa usare quelle in scatola.
Per i gnocchetti, scaldare l'acqua, appena inizia a bollire spostare dal fuoco e varsarci la farina, mescolare vigorosamente per far assorbire tutto. Versare sulla spianatoia ben infarinata e far raffreddare completamente. Procedere con i gnocchetti: formare i classici bastoncini e tagliare all'altezza voluta, io gnocchetti di 1 cm circa. Ho appoggiato i gnocchetti a riposare su un canovaccio leggermente infarinato.
Per il condimento tritare finemente la cipolla e farla soggriggere con un filo d'olio insieme alla salvia e al peperoncino (intero se poi lo volete eliminare, tritato se volete un sugo piccantino).
Aggiungere la passata e le lenticchie già lessate, salate e far andare a fuoco basso per una ventina di minuti.


Un appunto. Credo che la versione perfetta sia semintegrale, metà e metà tra farina bianca oo e farina integrale. La prossima volta che la fissazione dei gnocchi si impossesserà di me lo farò!
Ieri li ho provati per la terza volta, metà farina bianca oo e metà farina di castagne, non vi dico che bontà, a breve post!
Baci!

giovedì 10 gennaio 2013

Pan brioches senza impasto, da urlo

Conosciuto anche come no-knead bread, questa ricetta "gira" per il web da un bel pò, sono sicura di averla vista e letta in più di un blog, io mentre la impastavo (più correttamente, mentre davo una mescolata all'impasto) mi sono tenuta aperta questa pagina (del blog Ciliegina sulla torta), quindi per onore di cronoca vi segnalo il suo post. La ricetta dovrebbe nascere nel libro Five-minute bread di J. Hertzberg e Z. Francois.
Per me, che a volte con i lievitati faccio ancora pasticci o ottengo risultati banali mi è sembrato l'ideale, niente impasto e lunghissima lievitazione in frigorifero, in modo da infornare nei giorni successivi al momento più opportuno. L'impasto può aspettarci in frigorifero per diversi giorni, io 48 ore e lui nel frattempo ha continuato a lievitare un millimentro ogni tanto, ma non si ferma nonostante la bassa temperatura. Un altro punto in suo favore è avere il miele al posto dello zucchero negli ingredienti, che sono pochi ma quelli necessari.
Il risultato finale è...da urlo, appunto, per la sofficità, una nuvola di pane leggero e dolce. Non è dolcissimo, infatti io l'ho apprezzato molto con il salato: speck, crudo, un velo di maionese sotto...


Ingredienti:
250 g. di farina Manitoba (importante, perchè assorbe molto i liquidi ed è ideale per le lunghe lievitazioni essendo una farina forte)
100 g. di burro fuso fatto raffreddare
2 uova medie a temperatura ambiente
75 ml di acqua a temperatura ambiente
50 ml di miele chiaro
1 pizzico di sale
3 g. di lievito di birra disidratato

In una ciotola molto capiente unire le uova leggermente battute, il miele, l'acqua, il sale ed il burro fuso e mescolare bene con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la farina precedentemente mescolata con il lievito disidratato e lavorare brevemente con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Coprire (io con un canovaccio, oppure con pellicola se la ciotola è di vetro) lasciare 2 ore a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero, dove andrà lasciato riposare almeno 24 ore (dovrebbe conservarsi fino a 5 giorni, mi sembrano tanti e comunque non so dirvi, io dopo 48 ore ho proceduto).
Dividere l'impasto in tre o quattro palline, palline e sistemare in fila in uno stampo da plumcake ben imburrato. Coprire lo stampo con un panno umido e lasciar lievitare nel forno spento un'ora e mezza o più, fino a quando la brioche avrà quasi raggiunto il bordo dello stampo. Pennellare la superficie con poco burro fuso e/o un pò di latte (la superficie tende a seccarsi in forno) cuocere a 180° per 35 minuti.

mercoledì 9 gennaio 2013

Risotto con verdure croccanti e stracchino

Oggi vi lascio un risottino con le verdure di stagione (la verza sta molto bene nel risotto), proprio semplice semplice ma che ho trovato molto buono e ideale per ritornare ai piatti leggeri e abbandonare definitivamente le feste.
Le verdure le ho aggiunte al risotto dopo qualche minuto di cottura per lasciarle un pò croccanti, in contrasto con la cremosità del formaggio.
In realtà mi sono rimasti in casa ancora pandoro, panettone, datteri, un sacco di noci e arachidi, un panetto di marzapane e forse altro...qualcosa farò, sono un pò stufa di dolci, ci credete?!


Ingredienti:
190 g. di riso arborio
2 carote medie
1/4 di una verza
80 g. di stracchino fresco
mezza cipolla rossa
due dita di vino bianco
sale, pepe, olio evo qb
brodo vegetale qb

Tritare la cipolle a sofrriggere in un filo d'olio, aggiungere il riso per tostarlo, Sfumare con il vino e aggiungere il brodo poco per volta fino da assorbimento. Dopo un paio di minuti aggiungere le verdure: la carota grattuggiata e la verza affettata in striscette sottilissime. Portare il riso a cottura, spegnere il fuoco e mantecare con il formaggio, aggiustare di sale e pepe.

lunedì 7 gennaio 2013

Tramezzini alla barbabietola

Per iniziare la settimana con allegria ho scelto questa ricettina. Il bello di questo post non è tanto la ricetta in sè ma la presentazione e i colori. Ho visto questa semplice idea sull'ultimo numero di Sale&Pepe e mi sono infatuata di quel bel rosa brillante che sembra quasi artificiale, invece è il colore naturale della barbabietola. Un tramezzino molto semplice e salutare, robiola frullata con un pezzettino di barbabietola. In questo caso presentato in formato finger food. La decorazione l'ho scelta in tinta (la stessa verdura ma a crudo), la rivista consigliava il verde dell'erba cipollina, può starci bene anche un olivetta nera...belli no?!
Sono anche buoni, leggeri, poco salati e lievemente dolci (infatti la barbabietola è tra le poche verdure con un alto contenuto di zuccheri).


Ingredienti:
5 fette di pane al latte per tramezzini
200 g. di ribiola
60 g. di barbabietola già cotta
barbabietola a julienne per decorazione
pizzico di sale e pepe se si vuole

In un reciente alto frullate la robiola con la barbabietola tagliata a cubetti (io ho usato il mixer ad immersione). Dividete il ripeno in tre fette di pane e spalmatelo cercando di livellarlo bene e distribuirlo su tutta la fetta. Impilare le fette, concludere con una fetta di pane senza formaggio e riporre la mattonella in frigor per almeno un oretta o più per farla compattare.
Tragliare in quadratini, decorare e servire.

Buona settimana!!!

domenica 25 novembre 2012

Cous cous con pollo e peperoni in agrodolce

Per la mia rubrica immaginaria: cento modi per gustarsi il semplice petto di pollo che adoro. In agrodolce con i peperoni è davvero una buona idea, mi sono ispirata ad una ricetta trovata su Cucina Moderna. Il cous cous al curry è un contorno perfetto!
Questo piatto l'ho pensato per il contest della Molino chiavazza. Dato che si tratta di cous cous, che adoro, avrei anche voluto fare qualcosa di più alaborato o originale, ma le solite cose: il tempo che manca, la mancanza di ispirazione quando si hanno tante altre cose a cui pensare, ecc... Senza contare che la mia "idea geniale" è andata in fumo. Ho provato ad usare il cous cous per impanare la cotoletta di pollo, ma il risultato non mi ha soddisfatto per nulla, semplicemente mangiabile e niente di più! Questa proposta è molto più "classica" ma almeno mi ha soddisfatto molto!

 

Ingredienti:
300 g. di petto di pollo e fettine
1 piccolo peperone rosso
1 piccolo peperone giallo
1 piccola cipolla rossa
farina qb per il pollo
90 g. di cous cous precotto
mezzo cucchiaino di curry
2 cucchiai di aceto di mele
mezzo cucchiaino di zuchero
prezzemolo, menta o coriandolo a piacere
sale, olio e pepe qb
per due

Tagliare le fettine di pollo in bastoncini e infarinarli leggeremente, passarli in padella con olio evo per rosolarli bene. Tenere da parte in caldo.
Nella stessa padella, aggiungendo un dilo d'olio, saltare i peperoni, sempre tagliati a bastoncini e la cipolla a fette, dopo una decina di minuti aggiungere pollo, sale, aceto, zucchero.
Lasciare evaporare i liquidi di cottura a fuoco lento e completare con pepe e erbette tritate .
Nel frattempo preparare il cous cous, tostandolo in un pontolino con un filo d'olio, coprire di acqua calda che deve superare il cous cous di un dito abbondante, sciogliere nell'acqua curry e pizzici di sale. Corpire e lasciar cuocere a fuoco spento, nel vapore, per 5 minuti, dopo di che sgranare con la forchetta.


Con questa ricetta partecipo la contest della Molino Chiavazza dedicato al cous cous