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mercoledì 11 settembre 2013

Pesto cremoso con il tofu (anacardi e pistacchi)

Ero partita con l'idea di fare un normale pesto al basilico però ho cercato di metterci un pò di fantasia perchè il bello della cucina vegana è proprio quello, altrimenti, in questo caso, rimane un 'pesto al basilico senza formaggio', di certo per me un pesto migliore, ma che brutto limitarsi alla 'cucina dei senza' (anche nel caso in cui quello che avete deciso di togliere vuol dire tanto di guadagnato per tutti!). Anche nella cosa più semplice, come un pesto, ci si può mettere un pò di fantasia. Ho mischiato pistacchi e anacardi (la mia frutta secca preferita) e ho messo qualche cubetto di tofu perchè ricordavo bene di averlo visto sull'etichetta di un pesto bio vegan che costava come l'oro e che non ho comprato. Sorpresa. Praticamente è come se avessi fatto un pesto con il mio EX formaggio preferito per cucinare: la ricotta, è un pesto cremoso ricottoso, ma il sapore del tofu è neutro e non si sente, per ottenere questo effetto bastano 20 g. di tofu, cubetto più cubetto meno! Con il pesto rosso di pomodori secchi e noci dev'essere la fine del mondo (e sarà probabilmente il mio prossimo pesto, prima o poi, avevo in lista anche il pesto di melanzane e poi per quest'estate con i pesti sono a posto!)
Specifico. La ricotta non è più il mio formaggio preferito, non ho più formaggi preferiti perchè appena tolti dalla mia spesa mi sono accorta che era qualcosa di cui potevo fare tranquillamente, serenamente, felicemente a meno (anche se sono 6 mesi giusti che mi ripropongo di fare la ricotta di soia home-made ma poi ho sempre scuse, ma non ho urgenza, sto benissimo senza formaggio).


Ingredienti:
un sacco di basilico, dove 'un sacco'
vuol dire che ho usato almeno una trentina di foglie
(quasi un'intera piantina piccola)
1 manciata di pistacchi
1 manciata di anacardi
1 spicchio d'aglio affettato (bello cicciotto)
25 g. di tofu al naturale
olio evo, sale, pepe

Devo dire che il procedimento è molto intuitivo, unire tutti gli ingredienti e aiutandosi con un pò di olio evo frullare con il mixer ad immersione. Io in genere faccio doppia o tripla quantità e congelo, non ditemi di farlo con mortaio e pestello, sono per la variante pratica!
Prima di condire le pennette ho allungato il pesto con un pò di acqua calda di cottura della pasta (proprio come si fa per un sugo alla ricotta).


martedì 29 maggio 2012

Involtini di tacchino, bacon e pistacchi

Lo sapete già che sono dipendente dai cani? Che per i cani farei di tutto e il mio lo amo come un bambino?
Della serie "hai cani manca solo la parola", io non sono proprio daccordo ... trovo che il loro linguaggio fatto di comunicazione non verbale sia già sufficientemente semplice, diretto e capace di comunicare tanto, sta a noi capirli prestando l'attenzione che ci vuole, perchè siamo specie con linguaggi diversi.
Stamattina gli occhi e il comportamento del mio cane mi dicevano "ho fatto una cosa che non mi piace, mi sento giù" (ha sporcato il soggiorno perchè è stato un pò male, avrà mangiato qualcosa mentre l'ho lasciato libero ieri). Era nascosto dietro ad una sedia e non è venuto a farmi le feste, col musetto guardava il suo danno e poi controllava la mia faccia, è rimasto mogio finchè non ho fatto sparire tutto e ho pulito, solo allora ha scodinzolato lievemente ma è andato a isolarsi sul balcone. Io non l'ho mai, mai, mai sgridato per quando sporca (le cose tipo "metti il muso nella pipì e urla: no" sono stupidaggini, avrete solo umiliato il vostro cane che prima o poi lo rifarà, e comunque non approvo i metodi educativi basati sull'umiliazione), il mio però sporca solo quando sta male, praticamente mai, anche a quattro mesi mi chiedeva di uscire.
Tutto quello che lui fa educatamente gliel'ho insegnato premiandolo quando fa bene, e ignorando quando fa male. Noi del nostro cane abbiamo immenso rispetto, questo ha fatto si che il suo carattere si esprimesse al meglio: è educato, si lascia addestrare, ci adora, si fida di noi completamente e si fa manipolare in tutti i modi, spesso è calmo come un pupazzo appoggiato dove dici tu. Ci sono anche i momenti che abbaia ovvio! alle cose che "non lo convincono": rumore, una persona vestita strana, ecc... la lista è lunga e sempre in evoluzione!!! Per costruire il rapporto che volevo con il mio cane mi sono fatta supportare: corso di educazione di base, educazione avanzata, basi di clicker trainig e agility ...
Ogni tanto, come stamattina, mentalmente chiedo scusa a Ruspa, il cane che ho avuto prima, una fobica del canile da riabilitare, perchè ero immatura e su lei non ho investito tanto ... era felice e aveva una casa, una famiglia, è uscita dal canile ; ma con lei non avevo un rapporto speciale. 
Ma passiamo alla ricetta ...


Oggi vada per un secondo!
Vi lascio velocemente un idea per pranzo che io ho trovato niente male, dei semplici involtini di tacchino, pancetta e formaggio, con l'aggiunta di pistacchi sbriciolati. Avevo visto una ricetta simile, non l'ho seguita, in realtà erano diversi tutti gli ingredienti, ma mi ricordo che prevedeva le noci ... bè mi sa che proverò anche quelle ma prima ero troppo curiosa dei pistacchi con la carne, buoni!


Ingredienti:
2 grosse fette di fesa di tacchino, tagliate a metà e pestate sottili
40 g. di paistacchi grossolanamente sbriciolati
8 fette di bacon (o pancetta affumicata) - 4 piccole fette di edamer
grana padano, sale e pepe qb
1 tazzina di vino bianco - 1 bicchiere di latte

Mettiamoci all'opera:
Passare le fettine di tacchino con sale, pepe; spolverare con grana e pistacchi sbriciolati.
Appoggiare due fettine di bacon e al centro quella di formaggio.
Arrotolare, io ho fermato ogni involtino alle estremità con due stuzzicadenti.
Rosolare in un filo d'olio e sfumare con il vino, quendo evapora aggiungere il latte, coprire e portare a cottura: una mezz'ora. Se è avanzata un pò di granella di pistacchi aggiungerla nella pentola. Aggiustare di sale e pepe.
Scoprire e far asciugare un pò il sughetto (se in invece il latte evapora prima, dipende molto dalla pentola, aggiungerne un mezzo bicchiere).

Con questa ricetta, che ho trovato gustosissimi, desidero partecipare al contest di Valentina del blog "La cucina che vale": farina del mio sacco

mercoledì 23 maggio 2012

Cake con yogurt alla mandorla, mandorle e pistacchi

Ciao a tutti!
In questo periodo farei un dolce al giorno, basta un poco di zucchero ... e tutto sembra molto molto più semplice di come c'è lo raccontiamo!
No, non è vero! non è una semplice torta sette vasetti!!!
Noterete subito dagli ingredienti che, non avendo in mente una ricetta migliore sul momento, ho utilizzato le proporzioni della torta sette vasetti, perchè è una ricetta super consolidata che non mi ha mai deluso ... se decido per una torta/plumcake allo yogurt, vado sul sicuro.
Però fidatevi, questa versione che ho improvvisato ieri è fantastica. Al posto del vasetto di fecola ho messo un vasetto di pistacchi e mandorle tritati a farina. Buonissima!!! Pistacchiossa dal punto di vista del sapore, le mandorle che sottolineano l'umidità e la consistenza data dallo yogurt ... è nato un amore!

Ingredienti:
55 g. di pistacchi sgusciati - 55 g. di mandorle pelate
1 yogurt alla mandorla (io yomo) -  2 vasetti di farina 00
1 vasetto di olio di semi - 2 vasetti scarsi di zucchero di canna
2 uova xl - pizzico di sale - 1 bustina di lievito vanigliato
scorza di limone - 2 cucchiai di succo di limone

Mettiamoci all'opera:
Sbattere i due vasetti di zucchero con le uova, il sale e la scorza; fruste elettriche per alcuni minuti, fino da ottenere composto chiaro e gonfio.
Aggiungere yogurt e olio, e sbattere di nuovo.
A questo punto aggiungere le mandorle e i pistacchi tritati insieme molto finemente, dosarne un vasetto, ne rimarranno un paio di cucchiai da parte.
Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito, mescolare, aggiungere due cucchiai di succo di limone.
Infarinare e imburrare lo stampo, diametro di 22 cm.
Infornare a 200° i primi 15 minuti e poi altri 25 a 170°.


Lascio anche questa ricetta, la mia colazione di oggi, alla Erika in cucina per il suo contest dedicato alla colazione


martedì 8 maggio 2012

Cellentani con pesto di pistacchi, mazzancolle e speck

Un piatto di pasta davvero pieno di gusto, io l'ho trovato favoloso, ricco, equilibrato ...
una cosa che giuro, oggi è tutta mattina che ci penso perchè una volta scoperti questi accostamenti me li mangerei ad ogni pranzo! Mi sa che ci vorrebbe qualche settimana prima di stancarmi!
Una di quelle ricette che, almeno secondo la mia opinione, conciliano benissimo uomini e donne di casa: le mazzancolle rosa carnose e delicate, il pesto dal gusto deciso, lo speck che lega le due cose tra loro; è un piatto con un eleganza quasi femminile ma una personalità decisa e maschile.
Una delle rarissime volte in cui il mio ragazzo, oltre che ingoiare famelicamente, si perde in qualche considerazione tipo: "ma questo sapore del pesto è ... è ... si ha un sapore familiare", "ma l'hai fatti tu? ma come l'hai fatto?" ecc...
La mattinata l'ho passata ad un corso per adetti anti-incendio, quattro ore di seguito in cui sono stata attentissima, attenta attenta, mai stata così sveglia e attenta ... quei rari (rarissimi eh!) momenti di distrazione vaneggiavo sui gamberi di ieri a pranzo, il pesto di pistacchi e la mia pancia che brontolava.
Se non vi è mai capitato di fare un corso anti-incendio, avere le idee chiare sulla via di fuga e un ugola forte per urlare se siete bloccati rimangono le cose fondamentali, questa è la sitesi ...
Poi, ironismo a parte ho le mie dispensine e capisco l'importanza di sapersi comportare in situazione di emergenza e saper adottare condotte preventive efficaci, non vorrei sembrare una sconsiderata!


Ingredienti:
Per il pesto
55 g. di pistacchi (io già tostati con sale e pepe nero)
12 foglie di basilico o poco più - 40 g. di grana padano
mezzo spicchio d'aglio - olio extravergine d'oliva qb
(per la pasta basta metà del pesto che otterrete con queste dosi)
poi...
180 g. di cellentani - 300 g. di mazzancolle pulite
2 fette sottili di speck
Dosi per due persone

Mettiamoci all'opera:
Per il pesto l'ideale sarebbe pestare tutti gli ingredienti con il mortaio, così le lame non ossidano il basilico.
Io mi trovo comodissima a usare il mixer ad immerisione, quello che si usa per frullare, e il risultato mi ha sempre soddisfatto.
Preferisco lasciare il pesto un pò grumoso.
Aggiungere l'olio a filo, giusto quel poco che serve per riuscire a trirtare gli ingredienti.
Io ho usato i pistacchi già salati e pepati perchè li trovo ideali per le preparazioni salate, se si usano i pistacchi nature aggiustare il pesto con un pizzico di sale e pepe nero (metà pesto potete congelarlo in un bicchierino).
In una padella antiaderente far saltare per 4-5 minuti insieme allo speck tagliatti a listarelle.
Fra lessare la pasta, scolare e far saltare in padella qualche secondi con mazzancolle e speck, unire al pesto e servire.


Anche con questa ricetta partecipo alla raccoltà organizzata da Le mezze stagioni: e tu di che pasta sei?



domenica 8 aprile 2012

GHORIBA … ai pistacchi e alle mandorle


Io auguro a tutti BUONA PASQUA, con una ricetta che di pasquale non credo abbia molto (non sono ancora riuscita a sincronizzarmi bene: il blog con le feste)...avrei potuto occuparmi di colombe, pastiere e compagnia, ma il tempo è stato tiranno.
Ho scoperto questi biscottini di origine marocchina grazie a Fiordirosmarino, ringrazio vivamente, anche perché ho imparato qualcosa di nuovo: la cucina marocchina mi sembrava fatta solo di cous cous e dolci con frutta secca e miele ( e magari cous cous anche nei dolci!). Adesso le mie associazioni con la cucina marocchina si sono piacevolmente ampliate.
È bello imparare le cose così, un tassello alla volta, sperimentandole.
Sono dei biscottini appena croccanti fuori e morbidi all’interno, la consistenza dovrebbe ricordare vagamente i macarons. La varietà più popolare in Marocco è quella alle mandorle, chiamati anche “chewy almond moroccan macaroon”, poi si possono trovare in tante varianti: con semi di sesamo, aromatizzati alla cannella o ai fiori d’arancio, anche alle arachidi o al cioccolato! 
Quelli al cioccolato sono davvero identici ai chocolate crinckles americani, tanto che mi si è disegnata in testa la teoria che questi biscotti, come tanti cibi di tradizione USA, siano stati importati dai migranti tanti secoli fa. Se qualcuno è in possesso di informazioni a suffragio della mia teoria mi lasci un commento!!!
Ho seguito alla lettera la ricetta presentata  sul blog citato, semplicemente mentre ero a fare spese non ho resistito al richiamo delle mandorle e dei pistacchi, la prossima volta li proverò di certo con la farina di cocco.






































































Ingredienti:

Per i ghoriba la pistacchio.
50 g. di pistacchi sgusciati – 100 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito - zucchero al velo abbondante

Per i ghoriba alle mandorle.
60 g. di mandorle – 90 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito – 2 cucchiaini aroma ai fiori d’arancio
zucchero al velo abbondante

Dosi per circa 30 biscotti in tutto.

Mettiamoci all'opera:
Il procedimento è ovviamente identico per entrambi gli impasti. Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio, gli aromi, e sbattere. 
Tritare finemente al tritatutto i pistacchi e le mandorle separatamente (in alternativa farina di mandorle), quasi fino ad ottenere una farina.
Unire alle uova anche la farina di semola mischiata con lievito, farina di pistacchi o mandorle, mescolare bene.
L'impasto rimane "molliccio", e qui faccio un inciso: 
i biscotti alle mandorle li ho infornati subito dopo aver fatto l'impasto e sono rimasti un pò "spetasciati", un pò brutti ma buonissimi! l'impasto ai pistacchi invece è rimasto qualche ora in frigor perchè sono dovuta scappare fuori, e la forma è molto più precisa (in nessuno dei casi ho eguagliato la precisione di Donatella!)
Tornando a noi: fare delle palline di impasto e buttarle nello zucchero al velo, in cui si devono rotolare completamente, dare la forma aiutandosi con lo zucchero (altrimenti si appiccicano alle mani).
Infornare a 170° per 15 minuti massimo.