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domenica 26 aprile 2015

Plumcake al fondente e caffè

Questa ricetta merita, merita al punto da riesumare il blog.
Anche perchè, nonostante non sia affatto la prima ricetta di dolce vegan che mi sia ben riuscita, sono sempre contenta di 'urlare' al mondo la bontà dei dolci vegan come se fosse la prima volta. Anche perchè continuo a vedere uova lì, uova là, anche quando non sono di nessuna utilità per la riuscita del dolce. Quando una ricetta per plumcake o muffin contiene un uovo mescolato con i liquidi, vuol dire che lo si può eliminare tranquillamente perchè è inutile, il dolce viene comunque benissimo anche senza l'uovo, aumentando ovviamente i liquidi.
Si tratta di un semplice plumcake al caffè e cacao, con cioccolato fondente e caffè nell'impasto e nella glassa. Dovevano esserci le gocce di cioccolato, come al solito, invece ho versato il caffè nell'impasto quando era ancora un pò troppo caldo e le scaglie di cioccolato fondente si sono sciolte e tutto si è amalgamato. Senza volerlo ho scoperto un trucchetto niente male perchè l'impasto è davvero ottimo, oltretutto il plumcake è lievitato meglio del solito (ho associato la cosa all'incidente del caffè caldo ma non ne sono sicura!).
Enjoy!



Ingredienti:

240 g. di farina semi-integrale di farro
50 g. di zucchero di canna
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di cannella
2 cucchiaini di cacao amaro
1 bustina lievito vanigliato

50 g. di olio di semi
50 g. di sciroppo di agave
1 tazzina colma di caffè forte
latte di riso (o soia, quanto basta)

100 g. di cioccolato fondente

Volendo, per la glassa di copertura:
50 g. di cioccolato fondente
3 cucchiai di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave


In una ciotola capiente ho mescolato tutti gli ingredienti secchi, setacciando farina e lievito. Ho aggiunto il cioccolato fondente grossolanamente tritato a scaglie.
Ho aggiunto olio e sciroppo di agave, e iniziato a mescolare, solo due mescolate. Ho aggiunto la tazzina di caffè (ancora caldo per sciogliere il cioccolato, altrimenti freddo per mantenere le gocce di cioccolato visibili, alla fine il dolce verrà leggermente meno morbido), e aggiunto latte di riso a filo mentre mescolavo l'impasto. Deve ottenere una consistenza leggermente più liquida rispetto l'impasto dei muffin, diciamo come uno yogurt cremoso.
Ho versato nello stampo rivestito di carta forno e infornato: con il forno preriscaldato a 200° ma abbassato a 180° appena infilato il plumcake e chiuso lo sportello. Cottura di 35-40 minuti circa.
Una volta sfornato ho sciolto in una ciotola a bagno maria 50 g. di fondente con qualche cucchiaio di caffè e uno di sciroppo di agave, ho mescolato bene per ottenere una glassa liscia ed omogenea e l'ho versata sul plumcake cercando di distribuirla ala meglio, top!






domenica 15 settembre 2013

Super torta farro, cocco e doppio cioccolato

Ieri, stavo oziando qua e la per i canali televisivi e mi sono incantata su un cartone per bambini, mi ha catturato, non che fosse particolarmente avvincente, ma mente lo guardavo riflettevo... C'era questa tartarughina antropomorfizzata che parlava e mostrava tutti i pensieri e i sentimenti umani, era un pò sfortunata perchè perdeva un amico, poi perdeva la compagna (poi ritrovava entrambe le cose, non state lì a piangere) e io mi chiedevo il perchè. Perchè far crescere i bambini completamente circondati da cartoni che potrebbero avere l'incidentale scopo di educare all'idea che l'animale ha dei sentimenti e va rispettato se alla fine, la cultura maggioritaria, dice che l'animale si mangia, è normale, è necessario, si fa così, perchè complicarsi la vita e via dicendo. C'era la scena in cui le reti dei giganteschi pescherecci destinati alla pesca di tonni o non so cosa catturavano per sbaglio la tartaruga mettendone a repentaglio la vita, la scena di terrore in cui si rischiava che il piccolo protagonista diventasse 'zuppa di tartaruga', la scena in cui veniva salvato da un'umana del tipo buono (una hippy che sembrava si astenesse dal mangiare animali). Insomma, per me il messaggio è chiaro: la pesca è una pratica brutta che causa inutilmente la morte di tanti animali, anche quelli che non potremmo immaginare, come le tartarughe, le persone cattive mangiano gli animali, quelle buone no (anche se quest'ultimi sono gente un pò strana, ma è un particolare suvvia). I bambini vivono in una contraddizione, circondati da messaggi culturali che non concordano, o è solo la mia impressione?! Comunque mi sono ricordata di tutte le volte che ho visto 'Babe il maialino coraggioso' e mi sono ricordata che già da piccola avevo pensato di non mangiare più animali, ma poi non l'ho fatto (l'ho fatto ora e va bene così), però la storia del maialino sensibile e coraggioso sembra un vero e proprio manifesto contro la macellazione e il messaggio è diretto ai bimbi. C'è davvero una contraddizione esagerata in tutto ciò!
Passiamo ai dolci che sono così confortanti!
Ecco la mia super colazione! Già da prima dell'estate ho rallentato la produzione di dolci da forno per una serie di motivi, principalmente perchè sto cercando di eliminare dalla mia alimentazione zucchero, farina bianca e grassi. Ma con questo primo fresco autunnale non ho resistito alla tentazione della torta lievitata della domenica mattina. Ho usato un bel pò di sciroppo di agave che negli impasti dei dolci è ottimo e permette di ridurre lo zucchero, ho mixato farina di farro, cocco e fecola e ho abbandonato la malefica farina bianca 00! C'è poco olio, relativamente poco, e tanto latte vegetale. Buonissima, è il mio modesto parere.


Ingredienti:
280 g. di farina di farro semintergrale
70 g. di farina di cocco
110 g. di fecola di patate
140 g. di zucchero di canna grezzo
60 ml di sciroppo di agave
100 ml di olio di semi più poco per spennellare lo stampo
300 ml di latte di soia o poco più
4 cucchiai di cacao amaro
100 g. di cioccolato fondente a pezzettini
1 bustina di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
ps:dosi per due stampi da plumcake/18 o 20 muffin/ 1stampo fiore di silicone e 1 piccolo stampo da plumcake/ due torte da 18 di diametro su per giù (tanto per far capire che le dosi sono abbondanti!

Iniziare mischiando gli ingredienti secchi, la farina , la fecola, il cocco, lo zucchero, il sale. A parte mescolare olio, 300 di latte vegetale e lo sciroppo di agave. Versare i liquidi sulla farina e iniziare a mescolare con il cucchiaio di legno (non so se succede solo a me ma la capacità di assorbire l'acqua della farina di farro è imprevedibile, varia molto a seconda della marca e devo sempre 'correggere' i liquidi della ricetta) quindi mentre mescolate aggiungere latte di soia, poco per volta, fino ad ottenere un composto omogeneo della densità (per capirci) di uno yogurt cremoso. Aggiungere allora lievito, bicarbonato e i pezzettini di cioccolato fondente.
Versare metà dell'impasto nello stampo/stampi scelti. Nella restante metà aggiungere il cacao e un paio di cucchiai di latte, amalgamare bene e terminare di riempire gli stampi.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare e appena chiuso abbassare a 175°, cuocere per 35-40 minuti.
Se, per caso, non vi va di fare l'effetto marmorizzato consiglio di optare per tutto al cacao.


mercoledì 28 agosto 2013

Crostata alle pere, fondente e mandorle

Questa crostata è buonissima, la frolla all'olio senza uova è l'ideale per un bel ripieno di frutta e cioccolato, così buona che questo fine settimana me la rifaccio (ho la scusa, bisogna salutare una persona che parte per un bel pò). La faccio tutti gli anni per il compleanno del mio ragazzo e quest'anno era la prima volta che questa torta doveva essere vegana. Ha passato il test. La frolla non è burrosa, ma questa non mi è mai sembrata una grande perdita, per renderla più interessante ho sostituito parte della farina con le mandorle tritate. Oggettivamente buonissima (per tutte le ricette vegan ben riuscite la modestia va messa da parte, tanto orgoglio vegano)! La ricetta della frolla è di Montersino, il mio zampino l'ho già specificato!
Per chi mi ha scritto in privato chiedendomi come si sta da vegani, se la salute migliora, se si devono prendere integratori oggi mi sento di raccontare che ho preso la mia prima pastiglina di B12. Mi sono informata molto e credo che tutte le altre carenze dipendono da noi, si possono evitare se si segue una dieta corretta, ce le possiamo causare trascurando cibi importanti, non prestando attenzione alle qualità nutritive di ciò che mangiamo. Per la B12 non vale questo discorso, non dipende da noi, il mondo intero 'soffre' una carenza di questa vitamina dovuto a impoverimento dei terreni, all'abitudine di lavare bene i cibi che si mangiano, anche la carne che compriamo è quella di un animale che ha assunto un integratore perchè altrimenti attraverso il mangime ordinario non avrebbe assunto i minerali necessari per dare valore nutritivo alla sua carne...io per sicurezza ho deciso di ricorrere all'integratore come misura preventiva, così non dovrò mai intervenire su una futura carenza di una vitamina essenziale per il sistema nervoso (dopo aver sentito raccontare di una ex vegana che ha smesso a causa di questa carenza ho deciso di non prendermela più comoda).
Questo per prudenza. In generale non ho mai preso integratori ma non ne ho mai avuto meno bisogno! Devo dire che da quando sono vegana sono dimagrita un pò, mi si è attenuata l'allergia con tutti i suoi sintomi, non ho più sofferto dell'asma che in genere a luglio mi accompagnava inevitabilmente, in genere ho più energia e concentrazione, tendo a fare pensieri più positivi e sappiate che si sono dimezzati anche i dolori del ciclo.
Chiudi la parentesi e vi lascio la torta!



Ingredienti:
120 g. di mandorle tritate (farina di mandorle) e 380 g. di farina 00
(la ricetta originale prevede 500 di farina di farro)
200 g. di zucchero di canna
70 ml di olio evo
70 ml di olio di semi
125 g. di aqua
12 g. di lievito chimico per dolci
scorza di limone bio
pizzico di sale
per il ripieno
120 g. di cioccolato fondente
5 pere mediamente mature
3-4 biscotti digestive
2 manciate di mandorle tritate
2 cucchiai di zucchero di canna

Ho impastato la frolla servendomi del robot da cucina. Prima ho tritato finemente le mandorle riducendole a farina, ha aggiunto farina 00 e zucchero e azionato in modo da rendere più fine lo zucchero di canna grezzo. Ho aggiunto la scorza, il sale, il lievito. Ho unito per ultimi olio e acqua. Ho azionato fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, è molto morbida ma si rassoda in frigor dove deve riposare a lungo (io la mattina per la sera).
Ho ripreso la pasta e l'ho lavorata subito usandone 1/2 per il disco inferiore (teglia da 26 cm di diametro rivesita di carta forno, la pasta l'ho setsa direttamente sul disco di carta forno con cui poi ho rivestito la teglia a cerniera). Sulla pasta ho proceduto con gli stati di farcitura: qualche manciata di biscotti e mandorle tritate, le pere a fettine, il cioccolato tritato e un cucchiaio di zucchero di canna.
Ho chiuso con un secondo disco di frolla premendo bene i bordi. Bucherellato con una forchetta e infornato a 165° per 40 minuti.

venerdì 23 agosto 2013

Tartufini datteri e mandorle

Sto preparando una crostata per il compleanno del mio compagno (frolla veg alle mandorle e ripieno di fondente e pere) e così mi sono tornati in mente questi dolcetti che non avevo ancora postato.
Questi sono I TARTUFINI con tutte le maiuscole, davvero troppo buoni tanto che sono in programma per Natale in compagnia, non posso rifarli prima perchè ne mangerei una vagonata (parentesi, io sto iniziando a pensare all'autunno, alla zucca, al Natale e a come farò a farmi un bel pandoro vegan senza pasta madre...ciao estate, sei la mia preferita, ma anche la zucca e il Natale).
Intanto sbrigo la faccenda dei meriti. La prima volta che ho letto la ricetta dei baci raw è stato su 'La Dieta di Eva' a base di uva passa e mandorle, l'idea dei datteri mi è venuta leggendo il blog della mia 'nocciolina' preferita, inoltre ho visto usare mandorle e datteri come base per la raw cheesecake da Cesca...io ho messo il mio zampino: crema di mandorle, sa leggermente di burro salato, leggermente di burro di noccioline e soprattutto di mandorle, troppo buona (è della Rapunzel e la trovate da Naturasì, vale la pena provarla almeno una volta!).
Questi dolcetti non prevedono cottura, si tratta solo di tritare insieme, finemente, datteri morbidi e mandorle. Poi si fanno le palline e si rotola in cacao o farina di cocco. A chi pensa che gli ingredienti siano troppo minimal consiglio vivamente di provare!


Ingredienti:
200 g. di datteri morbidi
200 g. di mandorle (con o senza pelle, fate voi, io con)
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di crema di mandorle (facoltativo, ma buono buono)
cocco grattuggiato
cacao amaro

Snocciolare i datteri, unire le mandorle e tutto il resto. Versare nel robot da cucina o comunque in un tritatutto abbastanza capiente e azionare fino ad ottenere un impasto leggermente granuloso ma omogeneo e legato. Con i palmi delle mani formare delle palline grandezza di una noce, rotolare in cacao o cocco.
Io li ho conservati in frigorifero dove migliorano e diventano leggermente più compatti.


Ho letto questa frase in giro per il web, ve la lascio come saluto di fine post, mi sembra possa far riflettere...
"Tutti gli esseri viventi tremano di fronte alla violenza, tutti temono la morte, tutti amano la vita. Perchè chi ha aperto gli occhi una volta non li chiuderà mai più"

domenica 28 luglio 2013

Benny's magic muffin

La foto non è un granche, cioè, è proprio poco nitida. L'ho fatta con il cellulare. Per me il cellulare è uno strumento che serve perlopiù per farmi rintracciare sempre e ovunque (e solo questo basta a rendermelo parecchio antipatico), che si mescola alle cose nella borsa rendendosi difficile da rintracciare, troppo fragile, mi mette ansia quando suona...non lo uso per internet, mail, foto o cose di cui so a mala pena l'esistenza...è proprio un aggeggino che mi piace poco, infatti spesso mi prendo quelli usati dagli altri. In parole brevi, tra me e il cellulare non c'è feeling! Però il mio compagno ha fatto cadere la mia macchina fotografica e poi non usciva più l'obbiettivo, questi muffin li volevo proprio fotografare perchè mi sono piaciuti tanto tanto, e così cellulare fu. Forse anche la tecnologia ha un'anima perchè poi magicamente, a distanza di una settimana, dopo un pò di riposo post-trauma, la macchina fotografica ha ripreso a funzionare!
Questa ricettina viene da un libro che ho ricevuto in occasione del mio compleanno, 'La cucina etica', storico ricettario di cucina vegan, una pietra miliare insomma, con certe ricette troppo interessanti. Non c'è un motivo particolare per aver iniziato con questi muffin (ci sono ricette molto più interessanti in effetti), semplicemente avevo tante banane molto mature e tutti gli ingredienti. Di muffin banane cacao ne ho fatti tanti, ma questi sono davvero una goduria. Chi sia di preciso Benny e perchè siano magici non lo so, gli ho lasciato il loro nome (Benny's magic muffin) e via! Buona settimana!

Ingredienti:
100 g, di farina 00
70 g. di farina integrale
(la ricetta originale prevede tutta farina 00, vedete voi a piacimento)
115 g. di margarina (io la cerco a base di solo olio di semi e la uso mooolto raramente)
60 g. di zucchero di canna 
2 banane grandi o 3 piccole molto mature
Qualche cucchiaio di latte vegetale solo se serve, in caso l'impasto risulti troppo duro
la ricetta non lo prevedeva, ma io ho messo 1/2 bustina di lievito per dolci 
30 g. di cacao
Per 12 muffin

Sciogliere la margarina in un padellino a fuoco basso e aggiungere lo zucchero in modo da farlo sciogliere bene. Schiacciare bene le banane con la forchetta ottenendo una crema/purea.
Mescolare le banane con la farina e il cacao e successivamente aggiungere lo zucchero sciolto nella margarina e il lievito (se serve qualche cucchiaio di latte di soia per amalgamare l'impasto).
Passare l'impasto nei pirottini.
Infornare a 180° per 20 minuti (io ho spolverato con un pò di zucchero di canna prima di infornare, altrimenti cospargere di zucchero la velo una volta freddi).

lunedì 1 luglio 2013

'Pan di spagna' senza uova e crema al cacao

Eccomi di ritorno dalla mia breve vacanza/lavoro e mi ritengo molto soddisfatta di me stessa, mi assegno un voto alto anche se non la sufficienza piena...sto parlando del cibo, ovviamente. Non ho mai preso un secondo piatto e quasi mai un primo piatto ad eccezione della pasta al pomodoro e basilico. Non ho mai avuto voglia di carne, pesce, risotti al burro e grana, primi piatti elaborati. Da brava neo-vegana ho provato persino un lieve ripugnanza per i cosciotti di coniglio e i pesci interi (cose che fino a poco fa mangiavo). Per otto giorni mi sono confrontata unicamente con il buffet dei contorni, non era male, c'era abbastanza scelta, ma estremamente ripetitivo: tutti i giorni le stesse verdure e sempre cucinate allo stesso modo, per una che ama mangiare la situazione si è rivelata noiosetta. Quando spuntavano fagioli o ceci in insalata mi sembravano miraggi. Devo confessare (agli amici vegani puristi, e ai non vegani che spesso mi scrivono di stimarmi per la mia scelta), in questo ordine: un dolcetto con pan di spagna  e creme, un budino, due focaccine che mi sembravano solo pomodoro e che invece presentavano del grana, una pasta che mi sembrava al pomodoro e in cui invece ho trovato della mozzarella. I dolci sono tutta colpa mia, gravi peccati di gola, il resto una mezza colpa, sia perchè il formaggio era quasi impercettibile, sia perchè dopo giorni e giorni delle stesse sei, sette verdure iniziavo a essere esasperata...inoltre mi sono beccata un intero giorno a 37 di febbre e sintomi gastro-intestinali al completo, anche in questo caso la 'disperazione' mi ha portato ad ordinare un riso bianco con il grana ma poi non sono riuscita a mangiarlo, solo l'odore mi faceva venire nausea e così non lo devo annoverare tra le mie confessioni. Subito in occasione del primo pasto, appena appoggiato il sedere sulla sedia, mi è venuto naturale dire a tutti che non mangio nessun prodotto di origine animale e farla finita lì con le incertezze. Come pensavo il mio piatto di sole verdure è stato notato subito, e subito ha dato origine a interrogativi e curiosità. Ma una volta detto il motivo devo dire che la cosa non è interessata a nessuno e che non sono stata sottoposta a grandi interrogatori o dibattiti, sono stata a mio agio...in un certo senso meglio, sotto un altro punto di vista peccato che a nessuno interessi, ma per me meglio così!
Non sono una che ama il dolce più del salato, sono golosa in generale, ma i dolci, in certi momenti hanno un potere così confortante, calmante, appagante che non ho saputo farne a meno in mancanza dei cibi di casa mia. Anche la tortina di 'pan di spagna' (tra virgolette) e 'crema pasticcera al cacao' (tra virgolette) è stato un dolcetto di conforto: l'ho fatta prima di partire, diciamo per salutare in modo speciale il mio compagno che abbandonavo per 8 giorni. Sapete che ogni tanto con i dolci mi piace sperimentare preparazioni vegan base che imitino le cose che classicamente si usano in pasticceria, questa è stata la volta del pan di spagna senza uova. Questa base non è leggerissima come il pan di spagna classico ma davvero molto simile e perfetta da farcire. Io non avevo lo stampo della misura giusta e ho fatto due dischi da sovrapporre, anche questa è un ottima soluzione per assemblare una semplice torta farcita, la base è davvero buona, posso dire lo giuro! La ricetta del pan di spagna senza uova l'ho trovata su cookaround, l'ho un pò personalizzata e fatta mia.
Con il latte di soia al cacao, seguendo la ricetta della crema pasticcera che avevo già postato qui ho fatto una crema molto vicina al tipico budino al cioccolato, bastano pochi grammi di frumina in più per fare un perfetto budino senza uova.


Ingredienti:
120 g. di farina 00
70 g. di frumina
75 g. di zucchero di canna chiaro
60 g. di margarina (da olio di semi)
1 bustina di lievito
scorza di un limone bio
pizzico di sale
1 cucchiaio colmo di sciroppo di agave
155 ml di latte vegetale o acqua
nota: dosi per un disco di 18 cm di diametro da tagliare a metà per farcire
per la crema
500 ml di latte di soia al cacao
40 g. di frumina
10 g. di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la torta iniziare lavorando margarina e zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema. Aggiungere farina e frumina lavorando con il cucchiaio di legno e ottenere un composto sbricioloso. Unire la scorza di limone abbondante.
Iniziare ad aggiungere latte o acqua (l'ho provata con entrambe le cose e viene ugualmente bene), mescolare inizialmente con il cucchiaio e appena la farina è abbastanza bagnata passare alle fruste elettriche in modo da amalgamare velocemente e rompere eventuali grumi di farina. Aggiungere lo sciroppo di agave (lo sciroppo di agave dona un leggero sapore come di miele e ammorbidisce l'impasto, è ottimo e permette di ridurre un pochino lo zucchero), aggiungere il lievito, azionale le fruste elettriche. Versare nello stampo passato di margarina e ben infarinato. Con lo stampo di diametro 18 cm viene un disco abbastanza alto per essere diviso in due metà. Io ho usato uno stampo da 24 cm e raddoppiato le dosi di impasto per fare due dischi.
Infornare a 180° per 25-30 minuti, forno statico. 
Per la crema, passare il fondo del pentolino che volete usare con poca margarina, versare nel pentolino il latte freddo, non tutto, solo 400 ml. Usare le restanti 100 ml per sciogliere bene frumina e cacao, una volta che sono ben sciolti unire al pentolino e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. 
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno meno di 10 minuti) spegnere e far raffreddare prima di farcire.



lunedì 18 marzo 2013

Torta al ciccolato di Carla

Ho seguito il consiglio di Carla e ho provato la sua torta vegana al cioccolato, speciale, perfetta, aveva davvero ragione! Lievitata, leggera, umida quanto basta, dolce...grazie del consiglio! Qui tutti hanno gradito alla grande.
Non sapevo cosa scegliere...posto il pane o posto la torta, pensa che ti ripensa, li posto tutti e due perchè qui le regole le faccio io!!! Così non smentisco la tradizione del lunedì con dolcezza, che l'inzio settimana, si sa, per tutti è duro. Io ho iniziato con questa colazione favolosa e senza troppi sensi di colpa, un pò per lo zucchero che infatti ho diminuito rispetto alla ricetta originale (tanto a noi il gusto fondente piace) ma almeno colesterolo nullo! Una sola fettina...fettona, diaciamo le cose come stanno e poi giù nella neve con i cani...
Buona settimana a tutti!




Ingredienti:
200 g. di farina 00
120 g. di zucchero
40 g. di cacao amaro
1 bustina di lievito chimico
200 ml di latte di soia
1/2 bicchiere di olio di semi di mais
margarina per lo stampo
stampo da 22 cm

In una ciotola mescolare farina, lievito, cacao e zucchero. Versare sopra ai secchi latte e olio. Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo.
Infornare a 175° per 35-40 minuti.
Ecco fatto, più semplice non si può!

Con questa ricetta partecipo al 100% Vgetal Monday della Cucina della capra 

Sul perchè di scegliere una cucina tutta vegetale spendo poche parole, la sto sperimentando da poco ed è una tipo cucina che fa sentire bene in diversi modi. Da un senso di libertà e salute sia l'idea del valore nutrizionale delle cose che si introducono nella dieta, che l'idea di mangiare qualcosa che non nasce dalla sofferenza di altri esser viventi.

venerdì 15 marzo 2013

Veg-muffin cacao banana

Sono passata ad una dieta vegetariana, non vegana, 'uso' due uova e poco formaggio a settimana come fonte proteica alternativa a quella vegetale e sono consapevole che solo questo a settimana non è un consumo sostenibile. Quindi da qualche settimana sto ragionando su tutte quelle ricette che tradizionalmente si fanno con le uova ma per cui si possono sperimentare felicemente delle alternative. Se si sommano le uova usate in un dolce per la colazione, le uova in un dolce nel finesettimana, le uova in un secondo e magari in una ricetta extra ne vengono una media di 6-10 a settimana (in due). Quello che facevo spensieratamente fino a qualche settimana fa, fino a prima di leggere questa lettera. Ora mi sono fissata un consumo di due-tre a settimana, o le metto nei dolci o le mangio come secondo.
I muffin mi sembravano una ricetta abbastanza semplice per cimentarmi in un primo esperimento, è la seconda prova e scommetto che sarà seguita da ricette sempre migliori, ma anche questi muffin sono da urlo! Sorprendentemente morbidi, umidi, buoni e profumati, anche il giorno successivo.
I dolcetti che gli hanno preceduti erano pessimi, asciutti presto, poco lievitati, poco buoni, ma ho fatto le dovute correzioni ed ecco qua la ricetta, perfetta anche volendo fermarsi qui.
Il trucco è stata una grossa banana molto matura frullata con latte e olio fino ad ottenere un composto liquido-denso da aggiungere a farina e amido, l'amido è un ottimo legante utile per alleggerire la farina.
Soprattutto voi sospettosi che magari storcete il naso, soprattutto voi provateli prima di sentenziare che ridurre drasticamente in consumo di uova non sia possibile per tutti.
Io domani lavoro, ma auguro a tutti voi un buon finesettimana!



Ingredienti:
1 grossa banana matura, 160 g. di polpa
110 ml di latte di riso alla vaniglia
60 ml d'olio di semi di mais
95 g. di farina tipo 0
50 g. di amido di mais
20 g. di cacao amaro
60 g. di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
per 9 muffin

In un recipente alto unire i primi tre ingredienti e frullare con il minipimer fino ad aver ottenuto un composto omogeneo e lievemente addensato.
In una seconda ciotola unire tutti i restanti ingredienti. Unire i due composti mescolando brevemente con un cucchiaio di legno e lasciar riposare 5 minuti.
Dividere nei pirottini (decorare con un pò di codette o granelli di zucchero, facoltativo) e infornare a 190° per 18 minuti.

lunedì 4 marzo 2013

Marronata con vaniglia bourbon

Arrivo, anche se un pò tardi, la mio lunedì dolce...come piace a me. Questo finesettimana mi sono data alla sperimentazione vegana, ho fatto una torta al cioccolato (appena appena mangiabile, devo sistemare la ricetta con altre prove prima di avere in mano qualcosa di davvero buono) e poi ho provato questa stupenda crema alla farina di castagne, chiamasi marronata. L'ho scoperta grazie a Cristina, la ricetta originale la si trova in questo blog vegano e merita!
Quando si pensa alla cucina vegana come ad un insieme di cose prive di gusto, ripetitive, spogliate di troppo... in realtà ci si lascia guidare dal pregiudizio. Basta sbirciare in qualche cucina vegana e si apre davanti un mondo di ricette sane, nuovi ingredienti da provare, piatti ricchi e colorati, nuovi modi di usare ingredienti abituali nella dieta di tutti. Mi sono avvicinata a questo tipo di cucina da poco e mi sta affascinando.
Io adoro la marmellata di castagne, questa è più vellutata, più leggera e molto castagnosa. Composta solo di farina di castagne (quindi niente da bollire, sbucciare, spellare) cioccolato fondente, zucchero di canna, bacca di vaniglia e acqua. Pochi minuti per farla, davvero una passeggiata. Nessun rischio che venga male, basta passare i grumi con il minipimer.



Ingredienti:
200 g. di farina di castagne
100 g. di zucchero di canna
40 g. di cioccolato fondente
1 bacca di vaniglia bourbon
500 ml di acqua

In una pentola mescolare farina di castagne setacciata, forndente tritato, i semi della bacca di vangilia (incisa e svuotata con la punta del coltello), lo zucchero. Aggiungere l'acqua mescolando e portare sul fuoco. Continuare a girare la crema con un frustino mentre si scalda e si addensa, ci vogliono circa 5 minuti. La formazione di grumi è prevista e si risolve con una bella frullata con minipimer.
Versare la crema calda nei vasetti sterilizzati, chiudere e capovolgere e il gioco è fatto.
Una volta fredda la potete usare come meglio credete: sul pane, sulle fette biscottate a colazione, per accompagnare dolci, ecc.

lunedì 18 febbraio 2013

Guinnes chocolate cake

Ecco, finalmente l'ho fatta, la Guinnes chocolate cake. Basta un'occhiatina agli ingredienti per notare che quello più presente è la famosa birra scura irlandese, dritta dritta da Dublino, la Guinnes.
La Guinnes mi piace, mi ricorda il pub che ho più frequentato per tutto il periodo del liceo e oltre, è bello il suo colore, ha un gusto complesso e deciso, è ricca di aromi...e chi pensava che sarebbe stata così bene in una torta la cioccolato?! Ma è proprio vero!
La ricetta è quella del cavoletto, io ho solo proporzionato le dosi a 3 uova invece che 4 per via delle dimensioni dello stampo. Sigrid nel suo post racconta di avere provato un'altra versione famosa di questa torta, la ricetta di Nigella, ma non è rimasta soddisfatta, così poi si è affidata alla ricetta dello chef Gary Rhodes
la stessa quindi che trovate in questo post.
L'unica licenza che mi sono permessa è l'uso del formaggio Quark per la copertura, al posto del classico Philadelphia e vi dirò, penso proprio di aver fatto un ottima scelta a livello di gusto. anche se la crema è colata tutta sul bordo della torta, ma nessun problema, era bella e buona comunque!
La torta è ricca di cacao, molto scura a ricordare il colore della birra, e coperta di chiara crema al formaggio a richiamare il colore della schiuma che si forma nel boccale.



Ingredienti:
260 g. di zucchero di canna
170 g. di burro
3 uova grandi
170 g. di farina tipo 00
2 cucchiaini di lievito vanigliato
300 ml di birra nera Guinnes
75 g. di cacao amaro
per la copertura
250 g. di formaggio Quark
160 g. di zucchero al velo
1 cucchiaio di Whisky

Lavorare burro e zucchero fino ad ottenere una crema, sbattere a lungo con la frusta elettrica. Aggiungere le uova, incorporare un uovo alla volta. Sciogliere il cacao nella birra. A parte setacciare la farina con il lievito.
Aggiungere alle uova un pò di birra e poi un pò di farina, alternando i due composti, fino ad incorporare tutto e ottenere un impasto omogeneo. Versare in uno stampo, meglio se a cerniera, di 22 cm di diametro. Rivestire la base e i bordi dello stampo imburrato con carta forno (ho tagliato un dico per la base e una striscia per il lato).
Infornare a 180° per 50 minuti circa (prova stecchino). Una volta che la torta è fredda, togliere dallo stanpo e ricoprire con la crema ala formaggio. Mescolare il formaggio con lo zucchero al velo e il whisky fino ad ottenere un composto omogeneo.

venerdì 1 febbraio 2013

Cupcake mix di agrumi e cioccolato

Oggi ho deciso di giocare 'sporco', invece di lasciarvi una nuova ricetta ne ripubblico una dell'anno scorso, penso il dolce più buono del 2012. Lo faccio appositamente per partecipare ad un contest dedicato agli agrumi, perchè la base di questa cupcake è la torta all'arancia più buona che abbia mai mangiato, il segreto è la polpa di arancia frullata nell'impasto, non il succo, ma proprio gli spicchi di arancia spellata a vivo, frullati e ridotti in polpa.
Allora, due parole di presentazione. Le tortine sono all'arancia e limone, con polpa di arancia frullata, succo di limone e scorza di entrambi. Ho aggiunto all'impasto anche il cioccolato fondente a pezzettini per non farmi mancare niente! La decorazione è un classico frosting con burro e zucchero al velo, però l'ho mescolato con cioccolato fondente fuso, scorze di agrumi, succo di arancia e cioccolato tritato per decorare.
Diciamo che sembra quasi di mangiare gli spicchi di arancia ricoperti di cioccolato!
Non ho seguito una ricetta precisa, ho improvvisato dopo aver pensato e ripensato alla veste che volevo dare alla seconda cupcake della mia vita e il risultato mi ha riempito di soddisfazione!
Quando le guardo mi ricordo che dopo queste volevo fare altre mille cupcake e invece non ne ho fatte altre...quaso quasi per San Valentino...è un dolce così bello, da fare, da guardare e da mangiare!



 

Ingredienti:
110 g. di burro
220 g. di zucchero di canna
scorza di 1 arancia -
polpa di 1 arancia e mezzo
scorza di 1 limone
succo di mezzo limone
2 uova grandi
340 g. di farina 00
100 g. di cioccolato fondente tritato
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
nb: dosi sufficienti 12 cupcake e una tortina di 18 cm di diamentro

Per il frosting (dosi per decorare 6 cupcake)
50 g. di burro
130 g. di zucchero al velo
scorze miste
2 cucchiai di succo di arancia
40 g. di cioccolato fondente
1 cucchiaio di succo di limone
qualche fettina di arancia e poco fondente tritato per decorare

Per le tortine. Sbattere bene il burro ammorbidito con pizzico di sale abbondante, scorza di agrumi e zucchero fino da ottenere una crema. Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando bene e vigorosamente.
Frullare la polpa di un arancia e mezzo (due se sono molto piccole) pelate a vivo (senza la parte bianca che sta sotto alla buccia e che porta l'amaro), frullare insieme al succo di limone.
Aggiungere al composto di burro e zucchero, la farina e gli agrumi frullati, intervallando gli ingredienti e mescolando con cura (a seconda del peso della polpa flullata può darsi che siano sufficienti due cucchiai in meno di farina).
A questo punto aggiungere il lievito, mescolare, aggiungere il fondente tritato grossolanamente con il coltello. Riempire i pirottini e infornare a 180° per 25 minuti.

Per il frosting. Sbattere il burro morbido insieme al cioccolato fuso a bagno maria e al succo di agrumi, ottenere una crema liscia. Aggiungere lo zucchero la velo, poco alla volta, sbattendo con decisione.
Il frosting è pronto per la sac a poche! Decorare a piacere quando le tortine sono fredde.


Ed eccoci al contest...con questa ricetta partecipo la contest del blog 'Una Fetta di paradiso', i dolci agrumati!


lunedì 21 gennaio 2013

Tortine al Baileys e Philadelphia

Eccoci al dolcetto del lunedì, queste foto luminose, che mi ricordano la dolcezza nell'addentare il soggetto, ci volevano...lunedì pienissimo! Fra poco si esce al gelo e al buio...
Il mio appuntamento dolce dell'inizio settimana non l'ho mancato solo per un pelo. Nel finesettimana ho provato per la prima volta a fare un dolce con la farina di castagne, ho fatto un semplice plumcake per la colazione a base di miele e castagne, è venuto buono, davvero buono (le materie prime non mi hanno deluso) ma non bello, molto brunito fuori, lievitato con una forma strana, insomma niente foto...ce lo siamo mangiato tutto, ho eliminato l'esterno brunito e ho fatto dei cubetti che ho farcito con una goccia di miele e spolverato di zucchero al velo, le cose buone non si buttano!
Questa ricetta è del 2012, si lo so avevo detto di essermi liberata di tutte le bozze e del 2012 e vi ho mentito non sapendo di mentire, cioè ho conservato le foto anche se non avevo iniziato a fare la bozza ma visto che la ricetta merita molto sono stata felice di non averla persa per strada.
Sono muffin, ma le ho chiamate tortine perchè la lievitazione come vedete non è stata quella a cupole del muffin. Ma sono comunque belle e super buone, con ingredienti interessanti: il cuore bianco è fatto di philadelphia e baileys, il resto di un impasto al cacao e baileys, e con questo ho detto tutto! Delle tortine dolci, un pò alcoliche, con il sapore lievemente acido del formaggio, da provare.
La ricetta l'ho presa pari pari da Cristina, del blog 'La zucca carpicciosa', ecco il suo post (i suoi sono più belli!). Lei a sua volta l'aveva trovata da Mysia.
Coraggio che la settimana  è appena iniziata!


Ingredienti:
 200 gr di farina 00
150 gr di zucchero semolato
1 cucchiaio di cacao amaro
1/2 bustina di lievito vanigliato
1 bustina di vanillina
120 ml di latte
60 ml di olio di semi
1 uovo intero grande
4 cucchiai di Baileys
per il cuore al fromaggio
110 gr di Philadelphia classico
25 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di Baileys
per 10 muffin

Accendete il forno portandolo a 180°C .
Preparare la crema montando con le fruste Philadelphia, zucchero a velo e Baileys, ottenere una crema liscia e mettere da parte.
In una ciotola mescolare farina, zucchero, cacao, lievito e vanillina. In una seconda ciotola mescolare latte, olio, uovo e i 4 cucchiai di Baileys sbattendo leggermente.
Versare gli ingredienti liquidi in quelli secchi e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno.
Dividere l'impasto negli stampini (pirottini o stampini da muffin imburrati e infarinati) riempite con il composto per 1/4 i pirottini, aggiungere un cucchiaino abbondante di crema, e coprire con altro impasto. Infornare a 180° per 25 minuti.


venerdì 28 dicembre 2012

Muffin delle feste, canditi noci e cioccolato

Ho ancora due o tre dolci da postare, cose che hanno preceduto o accompagnato le feste, un dolcetto a settimana non mancherà mai nel mio blog, ma ora bisogna pensare alle ricette della salute.
Ci sono delle bozze con priorità però, sono quelle che associo al natale appena passato e che poi non posterei mai più!
Dovete sapere che a natale io ho la casa piena di tutto (anche se cerco di acquistare poco di ongni cosa) frutta secca tanta, cioccolato non manca, quest'anno avevo anche i buonissimi canditi avanzati dalla preparazione dello stollen (post qui, non l'avete letto in molti ma è un dolce che merita)...
ma non vi viene voglia di mettere tutto in dei muffin un pò più burrosini del solito?! a me si!
La cannella l'ho spolevarat sulla superficie del dolcetto prima di infornare, il profumo e l'aroma sono fortissimi, ma l'impasto mantiene un sapore meno speziato e si gustano senza interferenze tutti gli ingredienti.
Non fatevi spaventare dalla lunga lista di ingredienti, il muffin che ne esce è favoloso e sa di natale.



Ingredienti:
110 g. di farina 00
80 g. di farina integrale
1 yogurt bianco cremoso da 125 g.
1 uovo medio
40 ml di latte
60 g. di burro fuso
60 g. di zucchero semolato
mezza bustina di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
50 g. di cioccolato a pezzetti
70 g. tra arancia e limone canditi
5 noci grossolanamente tritate
40 g. di uva passa
2 cucchiai di rum 
1 fialetta di aroma al rum
cannella qb per spolverare la superficie
per 12 muffin

Dividere ingiedienti secchi e umidi. In una ciotola mescolare farine, zucchero, sale, lievito, bicarbonato. In una seconda ciotola sbattere quanto basta per amalgamare, latte, uova, burro fuso, yogurt, fialeta di aroma.
Unire i secchi agli umidi, dopo che avete buttato metà della farina aggiungere i restanti ingredienti : noci, uvette precedentemente ammollate nel rum, canditi a cubetti, cioccolato grossolanamente tritato. Terminare di versare la farona e mescolare il tutto quanto basta per amalgamare.
Dividere l'impasto nei 12 pirottini, o stampini imburrati e infarinati e infornare: 190° per 25 minuti. Volendo spolverare prima con qualche pizzico di cannella ogni muffin.


 



lunedì 17 dicembre 2012

Rotolo al cacao e marmellata di mirtilli

Lunedì, arriva sempre inesorabilmente e io come sempre vi lascio un dolcetto per ammorbidire il risveglio.
Non avevo mai postato un rotolo di pasta biscotto eppure lo cucino spesso, mi piace tantissimo...quello semplice con la nutella...ripieno di panna e crema di marroni...ricoperto di cioccolato...
Ieri ne ho fatto uno con la pasta biscotto al cacao, prima volta che ci provo e vi dirò, continuo a preferire la pasta biscotto chiara per una questione cromatica, ma il dolce è venuto benissimo, la pasta come al solito e il ripieno di marmellata ai mirtilli rossi ci stava benissimo.
La ricetta, che uso da anni, è collaudatissima (non mi ricordo da dove arrivi). La particolarità della procedura sta nel fatto di montare le uova intere per quasi venti minuti e i primi dieci a bagno maria: così ricevono una prima cottura, non si smontano e non si rischia di sentire odore di uovo in un dolce che è fatto principalmente di uova ed ha una cottura velocissima. Inoltre la pasta va arrotolata da calda in un canovaccio e fatta rafferddare da arrotolata, se la fate raffreddare da stesa poi non si arrotolerebbe bene e si creperebbe.
Stranamente questo dolce viene meglio con la farina manitoba, non ne serve molta per assorbire i liquidi delle uova e da all'impasto una particolare elasticita, è molto diverso da un pan di spagna. 


Ingredienti:
4 uova intere
90 g. di zucchero (80 g. se non mettete il cacao)
70 g. di farina manitoba (80g. se non mettete il cacao)
15 g. di cacao amaro
scorza di arancia e limone (in alternativa vanillina)
pizzico di sale
marmellata a scelta, mezzo vasetto
per decorare, facoltativo
50 g. di cioccolato fondente sciolto
zucchero al velo

Le uova vanno montate per dieci minuti a bagnomaria, aprire le uova in una ciotola molto capiente (aumenteranno molto di volume), aggiungere lo zucchero, il pizzico di sale e la scorza di agrumi, posizionare sul vapore (fuoco spento). Montare le uova per dieci minuti e poi togliere dal vapore, continuare a montare per 8-10 minuti lontano dal calore.
Incorporare delicatamente la farina mischiata con il cacao e versare nella teglia imburrata e rivestita di carta forno. Misure: la mia 32 per 25, basta che sia un teglia rettangolare e che l'impasto una volta versato sia di circa 1 cm di altezza.
Infornare a 220° per 8 minuti, non di più.
Rovesciare il rettangolo di pasta su un canovaccio inumidito, eliminare la carta forno e arrotolare bene. Far rafferdadre il rotolo prima di srotolare a farcire.



domenica 2 dicembre 2012

Chocolate fudge, ti amo

Sabato pomeriggio ho fatto l'esperienza del chocolate fudge, qualcosa di paradisiaco...non so decidere quale sia il motivo che lo rende speciale: se è il profumo del cioccolato che scioglie a bagnomaria, se è il suo aspetto vellutato e avvolgente, si si tratta banalmente del fatto di averne aperte quattro tavolette, se il fatto che mi sono sparata in bocca il fondo del tubetto di latte condensato (passaggio fondamentale della mia esperienza del fudge) che non assaggiavo da decenni...in ogni caso fare il fudge di cioccolato è qualcosa da fare nella vita prima di lasciare questo mondo, senza dubbio.
Io lo provo per la prima volta, fino a pochi giorni fa la parola 'fudge' mi faceva pensare solo alle barrette della fabbrica di cioccolato (il libro di Roald Dhal).
Si tratta fondamentalmente di un cioccolato molto morbido che si scioglie in bocca, a base di latte, zucchero, cioccolato e burro. Ricorda un pò il cuore dei cioccolatini ripieni, facilissimo rispetto alla procedura che richiederebbe fare un vero e proprio cioccolatino con temperaggio e così via. Le ricette che più spopolano nel web sono quelle di Nigella Lawson e Martha Stewart, infatti si tratta di un dolce tipico nel Regno Unito e negli U.S.A, una preparazione velocissima che non richiede grandi capacità o strumenti.
Ho trovato ricette con il latte, con la panna, con il caramello...ma io mi sono ispirata a quella di Nigella che prevede latte condensato, qualche grammo in più rispetto al peso del cioccolato fondente. Io non ho scelto il fondente e ho ridotto la dose di latte condensato, perchè non lo volevo troppo molle e nemmeno troppo dolce. Ho aggiunto le arachidi tostate con un pizzico di sale, perchè le adoro con il cioccolato.

 


Ingredienti:
400 g, di cioccolato a piacere (io 200 bianco e 200 al latte)
340 g. di latte condensato (2 tubetti o una latta)
50 g. di burro
120 g, di arachidi
2 pizzichi di sale

Niente di più semplice: tritare grossolanamente il cioccolato e riporlo in una ciotola con il latte e il burro, sciogliere a bagnomaria. In un pentolino tostare le noccioline con il pizzico di sale e aggiungere al cioccolato sciolto.
Se l'aspetto del vostro cioccolato è leggermente elastico, un pò strano, la cosa è prevista e non è un problema (ho verificato su un video tutorial di Joy of baking).
Versare nello stampo circa 20 per 20, qualsiasi contenitore non troppo grande e rivestito di alluminio ben steso. Quando è freddo riporre in frigor per almeno tre, quattro ore.




martedì 20 novembre 2012

Torta pan di stelle

Mi scuso umilmente, vi posto ancora un dolce! Qualche giorno fa ho scoperto per caso l'esistenza di questa torta pan di stelle, ho voluto provare. Dato che non avevo il tempo di mettermi a fare cose più complicate mi sembrava l'ideale, un dolce che sicuramente sarebbe stato gradito dal mio compagno che ha gusti molto semplici e poco tempo per realizzarlo. Ho aggiunto solo un pò di cacao amaro e liquore per darle una veste un pò più "adulta"
Dovrebbe essere un agglomerato di "schifezze", i biscotti frollini industriali, la nutella, la panna che è grassa soprattutto se aggiunta a tutto resto che ho elencato...ma io l'ho trovata irresistibile, ci sono dei sapori che sono dolci e irresistibili e chi dice il contrario solo non lo vuole ammettere!!!
Queste cose mi ricordano quei dolci che, in passato, le mie compagne di scuola mi raccontavano di farsi nel pomerggio con quello che c'era in casa: gelato, panna, nutella e biscotti. Me ne hanno raccontate tante versioni negli anni, ma io intanto tutti quegli ingredienti insieme non li avevo mai in casa perchè la mamma era attenta alla sana alimentazione, se ne avevo solo uno di quelli citati era già un'eccezione. Ecco, uno dei pregi di vivere da sola (senza i genitori, ma con un compagno e due cani) e che posso farmi tutte le schifezze che voglio senza rendere conto a nessuno, e il peccato lo condivido comunque con qualcuno che spesso si "sacrifica" più di me.
E stata così buona che ho deciso di proporla a mamma, papà, fratello e parenti nel periodo natalizio. Io sto già pensando al natale, in genere la sera prima ci troviamo per un dolce, non vedo l'ora dei regali, delle deocorazioni, dei film e tutto il resto :)

 


Ingredienti:
1 confenzione di biscotti pan di stelle
500 ml di panna fresca da montare
1 barattolo piccolo di nutella
100 ml di latteo poco più
2 cucchiai di baileys (o altro liquore, facoltativo)
zucchero al velo 50 g.
cacao amaro qb

Per quanto riguarda lo stampo ho dovuto fare delle prove con i biscotti per scegliere quello in cui ci stessero meglio senza spezzarli, vi consiglio di fare le stesse prove!
Gli ingredienti indicati potrebbero non servirvi tutti: vi avanzeranno dei biscotti, magari un pò di panna e sicuramente parte della nutella. Ho protetto lo stampo con della pellicola, rivestendo fondo e bordi per poterlo poi sformare, si può anche tagliare direttamente nello stampo come un tiramisù.
Montare bene la panna con lo zucchero al velo e un cucchiaio di cacao (il cacao facoltativo). Passare la nutella per qualche istante in misconde per renderla liquida.
Mescolare il latte con il liquore, inzuppare brevemente i biscotti.
Comporre la torta con uno strato di biscotti, un pò di nutella il più possibile distribuita sulla superficie, uno strato di panna. Di nuovo per il secondo strato. Terminare con qualche biscotto e una spolverata di cacao.

 

Con questa ricetta desidero partecipare al contest di Nidalea e il giardino dei limoni


lunedì 5 novembre 2012

Tortino dal cuore morbido, qualcosa è uscito

Lunedì, un bel dolcetto! Finalmente qualcosa di decente è uscito con questo agognato tortino, intensamente fondente e molto buono. Io, che amo il cioccolato dolce, il fondente lo apprezzo in piccole dosi nei momenti in cui ne ho proprio voglia. Sono stati apprezzati soprattutto dal mio compagno, io ho pensato che un cuore di cioccolato bianco sarebbe stato golosissimo e ho già pensato alla prossima sperimentazione. Si, perchè qua la perfezione ancora non c'è, molto vicina (parlo del mio livello soggettivo di perfezione: un dolce a cui non cambierei una virgola è perfetto).
Chi dice che questo tortino stravisto è un dolce banale e facile mente, o comunque non specifica quanto sia importante l'esperienza, la conoscenza perfetta del proprio forno, la precisissima corrispondenza tra capienza dello stampino e millisecondi di cottura. Senza contare che la ricetta deve avere la perfetta proporzione di uova, fondente e burro, quanto basta per legarsi nell'esterno e rimanere come cioccolato fuso al centro. Sono alla seconda prova e i risultati sono quelli che vedete nelle foto.
Per la ricetta, dopo averne lette a decine ed essermi nuovamente smarrita tra tutte, mi sono data all'improvvisazione. Con questo intendo proprio che ho preso le ciotole che mi servivano e ho fatto un pò a occhio. Avevo lì vicino un foglietto con la ricetta del maestro (Montersino) ma alla fine non sono riuscita a seguirla: troppo cacao amaro, di conseguenza tanto zucchero, poco fondente (che mi sembrava la cosa più gustosa del tortino) e alla fine ho cambiato tutto. Lungi da me sentirmi così brava da potermelo permettere, ma semplicemente avevo voglia di mangiare qualcosa che mi ispirasse di più, considerando il rischio.
La ricetta andava bene, la cottura è la parte che richiede più attenzione e che determina la riuscita. Una  parentesi, quando assaggiate, l'impasto crudo deve essere eccellente, perchè il cuore del tortino è l'impasto crudo e tiepido.
Io assaggio spesso gli impasti mentre cucino, è importante che l'impasto del dolce abbia la dolcezza e l'aroma giusto e si può assaggiare proprio come quando si cucina un sugo! Ma per il tortino è più che fondamentale. Poi, se si sente troppo la farina avete fallito. Io l'ho aormatizzato con zucchero di canna e fialetta al rum.

 


Ingredienti:
2 uova big
55 g. di zucchero di canna
50 g. di burro
80 g. di cioccolato fondente
25 g. di cacao amaro
55 g. di amido di mais
mezza fialetta di aroma al rum
poco burro e cacao per gli stampini
per 6 stampini piccoli, di capienza 90 ml
(ideale sarebbero 4 stampini di capienza maggiore)

Mettere il cioccolato e il burro, entrambi a pezzettini, a sciogliere a bagnomaria. Parentesi, vuol dire che il fuoco è spento e gli ingredienti sciolgono grazie al calore del vapore, senza entare in contatto con l'acqua così il cioccolato rimane bello fluido.
Sbattere uova, zucchero e aroma. Quando il composto è bello gonfio aggiungere amido e cacao setacciati. Infine amalgamare il cioccolato e il burro fusi.
Imburrare e passare di cacao amaro i pirottini (in alternativa si possono semplicemente infarinare). Versare il composto fermandosi appena sotto il bordo.
Infornare a 200° per 9 minuti. Fra intiepidire per una decina di minuti fuori dal forno prima di capovolgere nel piatto.
I tempi di cottura variano a seconda della capienza dello stampino, se scegliete una capienza superiore alle 150 ml, la cottura è intorno ai 15 minuti. Consiglio di fare una prova prima con solo uno o due tortini, testare i minuti, e poi infornare i successivi.

Sotto, una foto del tortino cotto per 15 minuti nello stampino da 90 ml, evidente come sia venuto troppo cotto e "senza cuore" (comunque buono, questo a testimonianza del fatto che anche se fallite non ci sarà nulla da buttare e tutto verrà spazzolato di gusto).



I tortini, ancora crudi, si possono conservare in frigorifero per un paio di giorni, quando ne avete voglia via in forno!
Una strategia per ottenere un cuore più liquido è quella di mettere qualche quadretto di cioccolato al centro del tortino e poi mettere il tutto nel congelatore per una decina di minuti, per poi passarlo direttamente dal congelatore al forno.

mercoledì 31 ottobre 2012

Muffin alcolici al Baileys e cuore di cioccolato

Questi muffin, strabuoni è il termine tecnico, sono una libera interpretazione a partire da questa bellissima ricetta di La Zucca Capricciosa, andate a curiosare il link perchè anche la ricetta originale merita (dico 'anche' perchè ovviamente la mia non è da meno!).
Appena ho visto la ricetta mi sono fiondata in cucina, buona idea dato che sto passando il pomeriggio in casa malaticcia, ma mi mancava il Philadelphia per il cuore morbido, mi sono detta "sarà per un'altra volta"...ovviamente dopo pochi minuti ero all'opera in cucina, pesavo, mescolavo, sbattevo... e per due minuti anche il mio naso si è dimenticato di starnutire e colare. Ovviamente non è più la stessa ricetta. Anche la versione originale passerà dalla mia cucina, non temete!
Ho semplicemente aumentato le dosi del liquore da brava alcolizzata che sono, ho ridotto un pò zucchero e burro perchè sono solita fare così per adeguare ai miei gusti personali, ho dimezzato il cacao per dare solo un colore ambrato ma non coprire il sapore del baileys, avevo lo zucchero di canna e mi sembrava starci a pennello.
Come sono?! Intensi, morbidi, molto buoni e se vengono scaldati in modo da mangiarli leggermente tiepidi il cuore di cioccolato si scioglie in bocca (vi confesso che me ne sono scofanata un paio ancora un pò caldi).
Con questa ricetta faccio un piccolo volo pindarico, una arrampicatina sugli specchi...e partecipo al contest di Grembiule e presine, dedicato a cucina e libri.
Il tema è adorabile, sono stata sempre una lettrice accanita, ma da quando vivo sola mi sembra sempre di non avere il tempo per leggere, o la serenità mentale per approciarmi al libro dato che spesso il tempo fisico ci sarebbe.
Ultimamente sto leggendo "L'eleganza del riccio" di Mauriel Barbery.
La protagonista è una portinaia qualunque, che fa di tutto per non disconfermare lo stereotipo borghese della portinaia brutta, povera e di scarsa cultura, in realtà è una mente brillante e vorace, ama l'arte e la filosofia, legge di tutto di nascosto nella sua guardiola. La accomuna alla seconda protagonista, una preadolescente prossima al suicidio, uno fare cinico e disincantato, ironico e sprezzante.
Nel libro viene dato molto spazio alla sua amicizia con Manuela (donna delle pulizie molto più intuitiva e umana di molto ricchi per cui lavora) abilissima nel far dolci e dai gusti molto raffinati che si presenta nella guardiola all'ora del tè...
"oggi Manuela è di buon umore...scarta con vivacità un cestino saturo di pasticcini ancora orlati dalle corolle bianche in cui sono stati cotti..."
Nel libro gli incontri davanti a dei dolci appena scartati dall'amica sono molti, ma non sempre viene nominato un dolce in particolare, così anche questi muffin mi sembrano perfetti per l'ora del tè in rue de Grenelle.



Ingredienti:
200 g. di farina 00
100 g. di zucchero di canna
1 cucchiaino raso di cacao amaro
1 fiala di aroma alla vaniglia
130 ml di Baileys più 20 ml di latte
50 g. di burro fuso
1 uovo xl
1 barretta di cioccolato al latte
mezza bustina di lievito vanigliato
mezzi cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
per 10-12 muffin

Mescolare a parte i secchi: farina, zucchero, cacao, lievito, sale e bicarbonato.
Sbattere leggermente uovo, latte, liquore, vaniglia.
Unire i due composti velocemente amlgamando quanto basta per ottenere un composto omogeneo.
Riempire i pirottini con un cucchiaio abbondante di impasto, posizionare al centro uno o due quadretti di cioccolato, coprire con un secondo cucchiaio di impasto.
Infornare a 180° per 25 minuti, non di più se li volete bene umidi.






Con questa ricetta desidero partecipare al contest di Grembiule e presine





Altra cosa importante, ringrazio di cuore Ondina in cucina (Rita) per avermi assegnato questo premio!

"il premio Dardos fu creato dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade, il quale nel 2008 concesse nel suo blog Leyendas "El Pequeño Dardo " , il seguente premio ai primi quindici blog selezionati da lui e da quel momento il premio iniziò a circolare su internet. Secondo il suo creatore, questo premio vuole " riconoscere il valore di ogni blogger, per il suo impegno nella trasmissione di valori culturali, etici, letterari e personali". Esprimendo in ultima analisi la loro creatività, attraverso il suo pensiero rimane vivo innato tra le sue parole"

Ho rigirato tante volte questi premi e ogni volta mi risulta più difficile decidere a chi rigirarli, perdo le mezz'ore tra i vari blog per scegliere, perchè di giorno in giorno aumentano i blog che seguo, che stimo e apprezzo per i più vari e validi motivi. Tutti i blog che leggo e commento regolarmente per me sono meritevoli dei più vari complimenti e producento ricette, pensieri, riflessioni meritevoli del premio suddetto.
Perdonatemi se adotto nuovamente un metodo visto su altri blog e dico che lascio il premio ai primi otto blogger amici che passano di qua a commentarmi. Grazie a tutti di farmi sentire parte di un mondo di relazioni che ruota intorno ad un passione comune!

venerdì 26 ottobre 2012

Torta alla zucca

Oggi vi posto una ricetta collaudatissima, che ha vissuto mille varianti e ha trovato il suo equilibrio perfetto, una ricetta che amo proprio tanto. La zucca e le carote nei dolci sono favolose, sono le mie due torte preferite senza dubbio, penso di preferirle anche a tante torte al cioccolato, con le creme, forse perfino ai dolci alla ricotta. Ma ve l'ho detto tante volte che sono nata per le cose semplici, molto dirette, con pochi fronzoli.
Questa è un ottima torta lievitata, una buona colazione o versatile per coperture e farciture. La zucca si sente e le da una nota castagnosa che io adoro, soprattutto se vi capita per mano una buona zucca.
Dato che l'ingrediente segreto è la zucca, segreto per dire, mi sono lanciata in una piccola decorazione, non ho osato di più della mascherina con lo zucchero al velo (e mannaggia sono riuscita pure a "sporcare" il sorriso malefico)...ma per natale giuro, che con le decorazioni un pò mi cimenterò, non è possibile arrendersi così! Sono così convinta che sia difficile decorare i dolci che ogni volta che prendo in mano qualcosa faccio un disastro!
Ma la ricetta è da provare, è vero che la presentazione e le decorazioni sono belle da vedere in un blog che si esplora attraverso le immagini, senza l'assaggio del piatto. Ma la cosa fondamentale secondo me rimane la ricetta: proporre una ricetta che merita il post.
Potete anche dividere l'impasto in 14 muffin, o in due plumcake bassi... e poi chi di voi è decoratrice provetta può usarla come base per cupcake e decorazioni di halloween.
Il cioccolato fondente con la zucca ci sta divinamente, ho tagliato la barretta in pezzetti un pò più grossi delle gocce standard, molto meglio.
Io e una mia cara amica stiamo postando in contemporanea, lei però, invece che destreggiarsi tra i fornelli, preferisce occuparsi di stile. Mentre io sto proponendo una torta che, nonostante la penuria decorativa, ben si adatta la tema halloween visto l'ingrediente principale, la mia amica sul suo blog propone un out fit (si dice così vero?!) ideale per presentarsi a un party a tema.
Ecco il link se volete conoscerla: Cardigan rosso.blogspot.it
Ora torno sulla ricetta.



Ingredienti:
3 uova grandi
140 g. di zucchero di canna
80 g. di burro
190 g. di farina 00
60 g. di farina di mais fine
220 g. di polpa di zucca già cotta
pizzico sale
bustina di vanillina
mezza bustina di lievito vanigliato
60 g. di cioccolato fondente grossolanamente tritato

Cuocere la zucca al vapore a farla raffreddare, schiacciarla con una forchetta per rudurla in purea (in genere la zucca rilascia parecchi umidità, se ve ne capita una molto molto asiutta aiutatevi con due dita di latte), aggiungere il burro fuso e mescolarlo con la zucca, ottenendo una crema.
Sbattere le uova con lo zucchero e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio.
Aggiungere le farine e il lievito incorporando delicatamente.
Aggiungere il cioccolato e versare nella teglia imburrata e infarinata: 24 o 26 di diametro.
Infornare a 180° per 40 minuti.


Con questa ricetta partecipo la contest di Staffetta in cucina, dedicato alla zucca!