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mercoledì 21 agosto 2013

Falafel di ceci e maionese di avocado

Con le polpette vegan non ho ancora raggiunto grandi risultati, fatta eccezione per queste, che dopo due esperimenti poco entusiasmanti finalmente mi sono venute davvero bene. La prima volta che mi hanno spiegato la ricetta sono rimasta stranita dal fatto che i ceci si impolpettano da crudi, tritati finemente dopo un lungo ammollo, poi si friggono le polpette, nessun'altra cottura intermedia. La prima volta che l'ho sentito mi è sembrato improbabile e invece...Si possono fare anche con le fave, tritate da crude dopo una notte di ammollo (non ho sperimentato di persona).
La prima volta ho ammollato i ceci per meno di 24 ore e le ho cotte la forno, mi sono sembrate delle polpette insignificanti...
Nel frattempo ho scoperto che qui da me, gli arabi da cui prendevo spesso il kebab alle falafel, le fanno con le uova, e io che ho chiesto informazioni sperando di scoprire qualcosa di utile ho scoperto solamente e tristemente che spesso ho mangiato non vegan senza saperlo, mannaggia (cliente perso)! Ma non mi sono arresa, ho provato una ricetta che prevedeva ceci cotti e farina di ceci (risultato ancora peggio del primo).
La cosa fondamentale alla terza volta è stato un ammollo dei ceci infinito, più di 36 ore cambiando l'acqua ogni 12 ore più o meno. A dirlo fa passare la voglia, sembra noioso, in realtà è molto pratico, basta calcolare con un attimo di anticipo per quando intendiamo friggerle, poi per versare i ceci in un contenitore, riempire d'acqua e cambiarla un paio di volte non direi che ci vuole molto, il tempo si trova. Dopo si tratta solo di sbattere ceci e tutto il resto in un robot da cucina, tritare a lungo fino ad ottenere un impasto bello fine. Con l'ammollo lungo l'impasto viene bello morbido. Consiglio la frittura, il risultato è tutta un'altra cosa rispetto al forno ( poi non friggerò più per un secolo, probabilmente fino alla prossima estate, quindi si poteva fare). Appena toccano l'olio caldo si rassodano all'istante, questa sostanza legante sprigionata dai ceci crudi (come nel caso della farina di ceci) è portentosa.


Ingredienti:
300 g. di ceci crudi già ammollati (tassativamente ceci secchi, ammollo di 36 ore)
1 cipolla rossa bella grande
2 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
sale, pepe
olio di semi per firggere
sesamo o gomasio (facoltativo)

Prendere i ceci scolati dall'acqua di ammollo e versare nel recipiente del robot da cucina aggiungendo tutto il resto degli ingredienti: la cipolla a fette, l'aglio spezzettato, il prezzemolo, poco sale e del pepe. Azionare e tritare fino a quando il composto è fine e omogeneo (come dovrebbe essere un impasto per polpette). I semi di coriandolo e cumino è meglio tritarli un pò prima di aggiungerli al composto. Azionare di nuovo per amalgamarli. Far riposare l'impasto in frigor.
Formare delle palline premendo l'impasto con le mani, grandezza di una noce sue per giù, e buttare nell'olio caldo (io ho usato tre dita d'olio in un wok, non è necessario che la polpetta affondi nell'olio, basta rigirarla spesso per far si che non diventi troppo dorata solo da un lato). Appena sono dorate scolare e spostare sulla carta assorbente. Io le ho rotolate ancora calde nel gomasio. Si possono rotolare nel sesamo ancora calde o impanarle nel sesamo prima di buttarle nell'olio (comunque il gomasio, che unisce il giappo con l'arabo, è buonissimo).

Io ho esagerato e ho aggiunto insalata di pomodori datterini e 1/2 avocado.
Maionese di avocado fatta frullando 1/2 avocado con sale, pepe, 1 cucchiaino scarso di senape, 1 cucchiaio e poco più di succo di limone. Senza aggiunta di altri grassi a quelli naturalmente presenti nell'avocado viene una salsa dalla consistenza identica alla maionese e dal gusto più delicato (senza colesterolo ma ricca di potassio,acidi grassi 'buoni' come gli omega3, antiossidanti e vitamine).
L'idea della maionese di avocado l'ho presa qui da Cesca.


domenica 10 febbraio 2013

Castagnole con impasto alla ricotta

Visto che siamo in clima carnevalesco e vi regalo tante belle frittelline!
Prima di questo carnevale non mi sono mai fatta le frittelle da sola, di nessun tipo. Generalmente non compro nemmeno quelle confezionate, perchè sono sempre stata viziata dalle buonissime frittelle di mamma, zia o nonna.
Quest'anno ho deciso che almeno le mie preferite dovevo provarle, le castagnole, e sono stata anche così brava da ricordarmi questo link, scovato precisamente un anno fa, un posticino in cui avevo notato per la prima volta le castagnole con la ricotta nell'impasto. Io ho variato un pò la ricetta e vi lascio la mia, con limoncello, miele e la mia amata ricotta nell'impasto. Sofficissime, si sciolgono in bocca, profumate...che buone!!!
L'unico problemino è come smettere di mangiarle...



Ingredienti:
240 g. di farina 00
200 g. di ricotta
25 g. di miele millefiori
25 g. di zucchero semolato
4 cucchiai di limoncello
1 uovo grande
1/2 bustina di leivito vanigliato per dolci
scorza di 1 limone e 1 arancia
pizzico di sale
olio di semi per friggere
zucchero al velo per la copertura

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere la ricotta e il resto degli ingredienti, impastare quanto basta per ottenere un panetto e far riposare nella ciotola leggermente infarinata una mezz'ora.
Prenderne un pò per volta e formare dei salsiccioti come per i gnocchi da cui ricavare i cubetti da arrotondare, tagliare ogni 2 cm circa.
Mettere tutte le palline su un tagliere leggermente infarinato e far riposare mentre scaldate l'olio. L'olio devìessere sufficiente perchè le castagnole appena buttate risultino immerse completamente.
Appena uno stecchino di legno immerso nell'olio si riempie di bollicine la temperatura è adeguata per firggere. Buttare nell'olio le castagnole, circa un terzo di quelle ottenute, appena solo dorate scolare bene e poggiare su carta assorbente, ripetere l'operazione per le palline rimanenti.
Quando sono ancora calde coprire di zucchero al velo.

giovedì 7 febbraio 2013

Vellutata di lenticchie rosse e polpette di miglio

Ho due bozze, una di gnocchi (e sarebbe anche giovedì) e una di cucina vegana, ho deciso che oggi mi dedico al vegano visto che qua sul blog è una settimana un pò particolare.
Qualche sera fa, mio fratello, un vegetariano che sta passando gradatamente al vegano, è venuto a condividere con la sorella foodblogger alcune ricettine che ha imparato ad un corso. Vi dirò, me ne sono segnata parecchie che sembrano proprio gustose, ma non vi anticipo nulla!
Tra le varie cose ho notato polpette di miglio senza uova, passate nel pangrattato da solo e poi fritte, e mio fratello ha giurato che stavano tranquillamente insieme, anche senza le uova che fanno da legante nelle polpette. Non avevo gli ingredienti previsti per quelle polpettine a suo dire portentose (segnati sul biglietto della prossima spesa) ma avevo miglio e lenticchie rosse decorticate, mi sono detta 'si può fare'.
Oltre alle polpette volevo fare un'isalata calda di miglio e lenticchie ma ho fatto lo sbaglio di ammollarle per diverse ore e le lenticchie rosse decorticate non richiedono ammollatura, troppo molli già da crude! Sono diventate una buonissima vellutata.
Io amo i legumi e i cereali quanto la carne, anzi spesso li preferisco, e ho trovato le polpettine buonissime: in bocca si sentono ancora i chcchini morbidi di miglio, il sapore delle lenticchie rosse è delicato, erano speziate al punto giusto. Il mio ragazzo si è chiesto perchè non potevo fare le polpette di macinata come sempre...e che cosa gli dovevo rispondere?! Non sa proprio apprezzare...Visto che l'ho anche fatto stare male con il tofu, posso capire le sue reticenze, ma non era colpa mia, alcune persone reagiscono con intolleranza al tofu e lui è tra queste, io non potevo saperlo! Io comunque le polpette di miglio le rifaccio, fa bene alla salute mangiare tutti i legumi e i cerali che la natura offre.


Ingredienti:
250 g. di lenticchie rosse decorticate
150 g. di miglio
1 spicchio di aglio
1 piccola cipolla rossa
1 piccola patata
1 cucchiaino di curry
1 peperoncino secco
sale e olio evo qb
pan grattato e olio per friggere le polpette

Per la vellutata usare 160 g. delle lenticchie (peso da secche, non ammollate), unire la patata e la cipolla tagliate a cubetti. Coprire di acqua o brodo vegetale leggero (io un terzo di dado vegetale), circa un dito sopra alle verdure. Coprire, cuocere  a fuoco lento per 25 minuti e frullare con mixer ad immersione, pepare e riportare sul fuoco.
Per le polpette. In un tegame dai bordi alti soffriggere l'aglio finemente tritato o schiacciato con apposito strumento, in un filo d'olio, aggiungere peperoncino intero da togliere poi. Aggiungere il miglio e tostarlo qualche istante. Aggiungere acqua per il doppio del peso del miglio: 300 ml. Sciogliere nell'acqua calda il curry e unire anche 90 g. di lenticchie (peso da secche) precedentemente lessate, in modo da farle stracuocere insieme al miglio. Coprire e far cuocere per una ventina di minuti, aggiungendo qualche mestolo di acqua calda se il milgio assorbe troppo, tenete da parte l'acqua di cottura della lenticchie.
Passati i venti minuti, scoprire e far assorbire bene l'ultima acqua. Far raffredadre il composto e poi procedere a formare le polpettine premendo bene (lavate di tanto in tanto le mani con acqua fredda), passare nel pangrattato e poi friggere in padella con abbondante olio. Scolare con cura e appoggiare su carta assorbente, aspettare che si intiepidiscano prima di impiattare perchè qualdo sono ancora bollenti tendono ad aprirsi.


PASTA MADRE, GIORNO DUE
Condivido con voi i progressi con la mia possibile futura pasta madre (in coltura solida), in realtà non so determinare se ci siano dei progressi.
Ho fatto il primo impasto e l'ho messo a riposare a temperatura ambiente (costante sui 20 gradi) per le 48 ore consigliate. In una ciotola coperta con canovaccio bagnato e risposto in angolo della cucina che credevo ben riparato dall'aria. Quando l'ho scoperto ieri sera l'aspetto era uno schifo, fuori sembrava marmo, ma ho spezzato con la mano l'esterno e dentro era morbido e si vedevano le prime piccole alveolature.
Non sapevo se buttare via tutto, dato che comunque la scorza esterna avrà impedito il contatto con l'aria.
Ho raccolto un suggerimento e fatto un tentativo, ho eliminato tutto il secco, ho pesato la massa restante (150 g., quindi non pochissima) e ho aggiunto stesso peso di farina e metà peso di acqua procedento al primo rinfresco. Ho poi riposto in vaso sterilizzato, coperto con tovagliolo di cotone bagnato con acqua calda, fissato con elastico e questa volta ho riposto in un armadietto della cucina, quindi più al riparo dall'aria.
Stamattina mi è sembrato di vedere della vita, nel senso un piccolo aumento di volume e delle trasformazioni nell'aspetto. L'odore continua a non essere sgradevole, sa di pasta pane... però io ho il raffreddore. Tra altre 48 ore vedrò il da farsi...

mercoledì 1 agosto 2012

Pollo croccante ai cereali

Con i cereali è sempre la stessa storia ormai da un bel pò: li compro con il proposito di eliminare merendine confezionate, torte, muffin e ciambelle per un periodo di colazioni leggere e qualcosa che possa assomigliare di più ad una dieta. Poi rimangono lì, mi guardano dal loro cartone e io evito di incrociarli, notarli e rendermi conto di tutti i dolcetti che invece ho spazzolato senza troppi pensieri.
Alla fine sto riuscendo a controllare un pochino il mio peso mangiando tutto quello che voglio, cercando però di ridurre le dosi (con tante camminate con il cane ed un lavoro impegnativo, soprattutto ora che siamo in montagna tutto il giorno).
Sono consapevole, e questo non lo posso ignorare, che non sto seguendo un'alimentazione ben bilanciata dal punto di vista delle proporzioni tra i vari tipi di alimenti.
Una colazione leggera con i cereali vorrebbe dire pochi grassi e zuccheri aggiunti, un frutto a metà mattina e poi più voglia di un insalatina per iniziare il pranzo. Una fetta o due di ciambella vuol dire niente spuntino di metà mattina e arrivare al pranzo potendo mangiare tranquillamente un piattino di pasta senza soffrire la fame.
Restando in tema, gli ultimi cereali sono diventati una panatura per friggere, si, dico friggere, il petto di pollo! Buonissimo! Questa si che è una fine degna per quei tristi cereali!
Giustamente penserete che un'insalta fresca sarebbe stato il contorno più adeguato...ma io ne ho approfittato per fare le melanzane impanate e fritte, era un sacco, tantissimo, che non le facevo e poi le ho sempre fatte al forno per la dieta, ma la crosticina che fanno da fritte non è proprio la stessa cosa, quindi, dato che da un paio d'anni me ne frego di tutto...via a impanare e firggere.
Immagino che questa idea sia perfetta per far felice qualche bimbo, oltre che il mio ragazzo!



Ingredienti:
250 g. di fettine di pollo - 1 uovo big
4 manciate di cereali - 2 pugnetti di grana
sale, pepe qb - olio di semi per friggere
farina 00 qb
Volendo...
1 melanzana lunga - 1 uovo
pangrattato, sale e pepe qb

Mettiamoci all'opera:
Dividere le fettine di pollo in tre o quattro parti in modo da avere del pezzetini piccoli (si può fare la stessa cosa anche tagliando il petto di pollo ma così è più semplice ottenere delle fettine molto sottili).
In un recipiente basso e largo sbriciolare a mano i cereali, aggiungere grana, sale e pepe e mescolare.
In un seocndo recipiente sbattere l'uovo con sale e pepe.
Infarinare leggermente ogni pezzettino di pollo, passare abbondantemente nell'uovo e poi nella panatura di cereali.
La panatura doppia mi è sembrata eccessiva e ho evitato. Ho messo da parte e sono passata a preparare la melanzana.
Affettare sottilmente la melanzana, passare ogni fetta nella farina, sbatterla bene per eliminare l'eccesso, passare nell'uovo e poi nel pangrattato.
Per friggere, versare abbondate olio in una normale padella, circa due dita. Quando l'olio è caldo, mettendoci dentro un semplice stuzzicadenti vedete che sfrigola e fa delle piccole bollicine tutte intorno, appena inizia a fare questo passate a friggere. Io nella stessa padella ho fritto prima la melanzana e poi il pollo.
Tamponare subito con la carta assorbente e impiattato.


sabato 16 giugno 2012

Foccaccine e panelle

Un'idea che nasce in un libro di Montersino, ma che ho un pò rivisto a modo mio... un pane e panelle finger food in veste un pò più "moderna".
Il mio primo esperimento in assoluto con la farina di ceci, immagino che ci siano tantissime ricette fantastiche, ma io quando ho visto l'immagine delle mini focaccine con piccole panelline mi sono infatuata, e il procedimento è davvero semplice!
Le focaccine non sono untissime, sono più dei piccoli panini di panfocaccia insaporiti da pochi pomodorini secchi tritati, tagliate a metà e farcite con due panelline.

Le panelle ovviamente non sono una tradizione di "casa mia", ma una tradizione della cucina "da strada" palermitana. Si possono acquistare in una serie infinita di friggitorie, anche ambulanti, sulle strade di grande traffico, nei quartieri popolari o nel centro storico.
Solitamente si mangiano in mezzo a panini con semi di sesamo, rotondi e morbidi, le mafalde (rotonde e morbide come le mie focaccine comunque!). Sono spesso accompagnate da crocchette di patate al prezzemolo o altre specialità fritte.



Ingredienti:
Per le focaccine
160 g. di farina 00 Molino chiavazza
80 g. di farina Manitoba Molino chiavazza
5 g. di lievito di birra - 2 cucchiai di olio evo
130 g. di acqua - 5 g. di sale
4 pomodori secchi tritati
sale grosso e olio evo qb
Per le panelle
40 g. farina di ceci  Molino chiavazza
1 cucchiaino d'olio
160 g. di acqua - sale e pepe nero qb


Mettiamoci all'opera:
Per le focaccine
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Impastare tutti gli ingredienti ottenendo una pallina di impasto omogeneo. Ungere la pallina e mettere a riposare in luogo tiepido e riparato per una mezz'ora.
Stendere l'impasto su una spianatoia ad altezza di 1 cm o poco più, tagliare le focaccine con un coppapasta di circa 3cm di diametro, ripore le foccaccine in teglia con carta forno, coprire con un canovaccio e far lievitare per almeno un ora.
Trascorso questo tempo cospargere di sale grosso e infornare a 250° per 5 minuti.
Quando sono fredde tagliare a metà.
Per le panelle
Mescolare la farina di ceci con acqua, olio, sale e pepe fino ad ottenere una pastella omogenea senza grumi. Far riposare coperta per una mezz'ora.
Versare in un pentolino e mettere sul fuoco basso, portare a bollore a cuocere per 5 minuti sempre mescolando, diventa un impasto compatto come una polenta.
Versare su un foglio di carta forno, coprire con un secondo foglio e con un mattarello stendere l'impasto tra i due fogli, altezza di 1 cm circa, aspettare che freddi completamente.
con lo stesso coppapasta delle focaccine ritagliare le panelle e friggere in olio d'oliva fino a compelta doratura.
farcire le focaccine con le panelle ancora calde e servire!


Con questa ricetta partecipo al contest della Molino chiavazza dedicato alle preparazioni tipiche con farina di ceci

con questa ricetta partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita