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venerdì 16 agosto 2013

Patè di piselli e basilico

Ogni tanto faccio ritorno, per questo semplice paté valeva la pena passare di qua e lasciarne un segno. Si tratta di pisellini verdi frullati con qualche semplice ingrediente in più, ma come fanno spesso le cose semplici è sorprendentemente interessante. Questa volta la mia fonte è stata 'La Cucina Etica', un ricettario che consiglio vivamente soprattutto a chi non è vegano ma vuole variare la sua alimentazione e guadagnare in salute (vedo che a chi è vegano da qualche anno, a differenza di me che lo sono davvero da poco poco, non manca di certo la creatività in cucina) avere questo ricettario sotto mano è un ottimo aiuto per aggiungere alla solita dieta qualche ricetta originale con i legumi, con il tofu, con la frutta secca...non c'è nessuna stranezza in un ricettario vegan, ma tante ricette alternative si! Se il mondo ci fornisce tanti tipi di alimenti perchè limitarsi a quelli tipici di una dieta onnivora?!
Sul sito 'Vegan300'si trovano tante delle ricette presenti sul libro.
Tante volte mi soffermo a pensare sul perchè ci ho messo tanti anni ad aprire i miei orizzonti alimentari, perchè così spesso la domenica mi facevo l'arrosto di animali che un tempo respiravano con il mondo di cose che potevo cucinarmi, sarebbe bastato variare l'alimentazione un pò di più per essere già meno di peso all'ambiente a agli animali. Memore dei tempi non molto lontani in cui in ogni pasto faceva capolino un ingrediente animale devo dire di apprezzare molto chi non è vegano o vegetariano, ma non si limita alla classica frase 'io non ce la farei', ma varia tanto la sua cucina e alterna pasti del tutto vegetali a quelli non, si interessa a ricette alternative, già questo è un modo più etico e sostenibile.


Ingredienti:
400 g. di piselli freschi o surgelati (in alternativa piselli secchi)
1 cipolla rossa di tropea
1 spicchietto d'aglio se si vuole
1/2 limone spremuto
una decina di foglie basilico
sale, pepe, olio evo

Tritare la cipolla, soffriggere un paio di minuti in un filo d'olio e aggiungere i piselli. Se i piselli sono freschi cuocere una decina di minuti con il coperchio, se sono surgelati cuocere una decina di minuti senza coperchio perchè si asciughi l'acqua (se sono quelli secchi vi serve del brodo vegetale e parecchio tempo in più!).
Spostare in un recipiente con bordi alti, unire i restanti ingredienti e frullare con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema omogenea.Far intiepidire e riposare un pò in frigor. 
Dopo di che munirvi di qualche buon crostino! Io ho usato questo paté per farcire una piadina (vegan) insieme a rucola e datterini, l'ho usato su crostini integrali e su pane tostato, è buonissimo! 

domenica 16 giugno 2013

La veg crema pasticcera

Analizziamo un pò il significato delle parole...crema e pasticceria, quindi qualcosa di cremoso dolce e buono che ben si presti a farcire torte, crostate, pasticcini o dolci al cucchiaio. Giusto?! Quindi, dico io, perchè per forza con le uova? Stavo anche pensando che quando si fa la classica crema pasticcera con i tuorli sono importanti le proporzioni tra latte, farina e uova; sono importanti gli aromi come limone o vaniglia; è importante la dose di zucchero e questo perchè se sente di uova o di farina fa schifo! Quando ho cercato in google crema pasticcera vegan ho trovato mille ricette, quindi come sempre non ho inventato nulla di nuovo, ma ho fatto un paio di esperimenti e ora vi posto una crema perfetta e quasi identica alla classica, davvero buona, più buona secondo me!
Riflettendo un poco devo ammettere che la via migliore per apprezzare questo modo poco tradizionale di cucinare non è quella di cercare di ricreare le cose come sono sempre state fatte, la via migliore è quella di cercare di creare qualcosa di diverso, di nuovo, mirare a qualcosa di più leggero con un'anima diversa, magari sapori nuovi e più 'complessi'.
Qualche domenica fa ho avuto l'occasione di partecipare ad un pomeriggio con lo chef Simone Salvini, e pensate che era pure un evento gratuito a numero chiuso organizzato in occasione di una rassegna lodigiana dedicata ai 'comportamenti umani'. Abbiamo assistito alla preparazione di un risotto eccezionale, ho scoperto il gusto fantastico del tofu affumicato, ho potuto conoscere una persona eccezionalmente stimolante e interessante. Pensate che questo grande chef ci ha fatto come dessert una crema molto simile a quella che sto postando, ma con latte di cocco e tra gli aromi, oltre alla classica stecca di vaniglia,  qualche foglia di alloro, una crema al cucchiaio divina. E proprio questo uso di aromi naturali, erbe a volontà, ricerca di sapori complessi mi ha fatto capire che la via migliore per apprezzare questa cucina è spingersi verso il diverso senza lo sforzo costante di guardarsi indietro, nella vita in genere se si è sicuri di una scelta indietro non si guarda no?!
Però c'è anche da dire che per il mio compleanno mi voglio fare la crostata con la crema e la frutta fresca e quindi mi sono creata una crema aromatizzata con la scorza di limone che, nonostante la scelta del latte di riso e mandorla, assomiglia troppo alla classica crema pasticcera.



Ingredienti:
600 ml di latte riso-mandorla (Isola bio)
15 g. di margarina
1 limone bio per la scorza
80 g. di zucchero di canna
50 g. di frumina
1 pizzichino di curcuma (solo per il colore)
Nota: il limone si può sostituire con i semini della stecca di vaniglia, o con del cacao, o con del cioccolato fondente fatto sciogliere nella crema all'ultimo momento

Passare il fondo del pentolino con la margarina, versare nel pentolino 500 ml di latte, unire la scorza di limone a pezzetti (evitare la parte bianca sottostante) e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. In una ciotolina a parte sciogliere la frumina e la curcuma con le 100 ml di latte tenute da parte, versare anche questi nel pentolino insieme al resto.
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno una decina di minuti) spegnere e far raffreddare. Vista l'operazione di sciogliere la frumina a parte, la crema dovrebbe risultare perfettamente liscia e vellutata in caso contrario frullare i grumi con minipimer ad immerisone.
Raffreddandosi la crema si rassoda molto ma rimane cremosa, è ottima per tutti gli usi: farcire una torta (come quella che posterò io, hihi), metterla in una ciotolina con la frutta (gnammi), ecc, ecc...

giovedì 9 maggio 2013

Hummus di ceci

La settimana è un pò dedicata alle cremine mettere sui crostini! Ho già fatto diverse volte creme di fagioli o ceci con aggiunta di cipolla o aglio e l'immancabile limone, regolando la densità le ho usate come patè o come pesto/crema per la pasta. Meglio tardi che mai ho scoperto che quella di ceci, con aggiunta di thain e aglio abbondante è l'hummus...sentito nominare spesso, ma non avevo mai approfondito.
Buonissimo! Mi chiedo come mai non l'avessi provato prima, dovevo diventare una "quasi vegana" (sottolineo il quasi per onestà perchè non ho veganizzato i cani e ho in casa delle merendine per la colazione non veg, nonchè un compagno onnivoro) per mettere nel carrello alimenti e ingredienti nuovi come la tahin.
La thaina, o burro di sesamo, è una pasta fluida ottenuta da leggera tostatura a poi macinazione dei semi di sesamo, che sono ricchissimi di calcio, infatti questa salsa è un'ottima fonte alternativa di calcio (migliore dei latticini che apportano calcio ma nel frattempo ne sottraggono) possiede un  retrogusto amaragnolo tipico del seme di sesamo integrale, che a me piace e che fa inorridire il mio compagno (gustibus..), io me la sto mangiando volentieri anche sul pane con la marmellata per la colazione, ovvio che si presta a rendere gustose e particolari infinite ricette dolci e salate.



Ingredienti:
300 g. di ceci già lessati
1 piccolo limone spremuto
1 spicchio d'aglio (o 2 se piccoli)
2 cucchiai colmi di thaina
sale e pepe
olio evo, peperoncino, prezzemolo
(facoltativi per guarnire la ciotola di portata)

Si tratta di unire tutti gli ingredienti nel frullatore o di frullare con mixer ad immersione, dovrete usare dell'acqua (quella tiepida recuperata dalla cottura dei ceci) per aiutarvi a frullare il tutto e rendere la salsa bella cremosa; io ne ho usati diversi cucchiai.

mercoledì 6 marzo 2013

Maionese veg

Ma se un giorno ti rendi conto che puoi fare la solita maionese, ma senza 'rubare' nulla ad una innocente gallina che vorrebbe solo seguire la sua natura, che con latte di soia e olio di semi ne viene fuori qualcosa dal sapore praticamente indistinguibile dal riferimento classico, perchè tornare indietro?
Io accolgo questa piccola trovata come un progresso nelle mura della mia cucina. La mia salute presente e futura ringrazia perchè a livello di grassi e colesterolo con questa maionese otteniamo un bello sconto. Un'etto abbondante di olio c'è in ogni caso, non è una maionese magica, ma almeno abbiamo risparmiato l'apporto di grassi e colesterolo delle uova. Il latte di soia apporta meno proteine, ma è meglio assumere le proteine da alimenti sani pittosto che da un condimento super grasso.
In conclusione, sono contenta della mia maionese 'consapevole', benvenuta in cucina!
Io arrivo tardi come sempre, non è affatto una preparazione nuova, qui in Vegan Home trovate la fonte originale, la chiamano la maionese più buona del mondo e io mi sento di confermare totalmente.
Aggiungo che è anche la più economica: con le dosi indicate ne viene fuori un bel vasetto e facendo due calcoli è più economico di quella industriale (infatti vi avanza tanto latte di soia, senape e olio da rifarla dieci volte), ogni marca di latte di soia presenta caratteristiche diverse come colore e sapore, in genere quelli più costosi sono i più buoni ma se lo scopo è questa ricetta va bene anche il più economico perchè una volta emulsionato con olio, limone e senape non ci si accorge più di eventuali retrogusti poco piacevoli.

Ingredienti:
100 ml di latte di soia (non zuccherato)
1/4 di limone spremuto
2 cucchiaini di senape
2 pizzichi di sale
olio di mais a filo, circa 140 ml (anche meno)

Mettere il tutto in un recipiente stretto e alto, olio a parte, e frullare con il minipimer incorporando l'olio a filo, poco alla volta. Appena ottenete la densità desiderata la maionese è pronta, potrebbe bastare meno olio di quello indicato, io credo di averne usati solo 120 ml.
Con questa ho accompagnato delle polpettine di cannellini che però, non vi posto, non sono venute belle ma tutte crepate e non ne capisco il motivo!


venerdì 22 febbraio 2013

Muffin alle mele e formaggio Quark

Questa settimana continua a non piacermi e continuo a non avere un motivo paricolare, comunque domani passo il sabato al lavoro, la mia pasta madre mi ha portato a sfornare un altro insuccesso (s si, lo so, posso cercare qualcuno che me dia un pezzo anche se qui in giro non saprei dove rivolgermi, e se decido di buttare tutto mi dedicherò al licoli)...
I motivi per stare giù si trovano sempre ma bisogna vedere le giornate con allegria e ottimismo! Così mi sono fatta del bei muffin, che sono carini, allegri, buoni, morbidi e dolci! Ci ho messo una bella dose di formaggio Quark, che è buonissimo e da al muffin un sapore che ricorda un pò lo yogurt e un pò il laticello e una consistenza simile ai dolci con la ricotta. Ho aggiunto mele, scorza di limone e uvette ammollate nel Whisky...che buooniii! Si si, me la canto da sola, erano buonissimi.
Per una volta siamo riusciti a conservarli per tre gioni in contenitore chiuso e il terzo giorno posso garantire che erano ancora belli morbidi.
Viva i muffin che ci sono sempre, e non deludono mai, nel momento del bisogno. Basta avere in casa qualche buon ingrediente.



Ingredienti:
190 g. di farina 00
60 g. di zucchero di canna
pizzico di sale
1/2 bustina di lievito
200 g. di formaggio Quark
30 g. di burro
2 uova
30 g. di uva passa
2 cucchiai di Whisky
scorza di limone
2 mele
dosi per 14 muffi, io una teglia e poi due stampini di alluminio

Ammollare le uvette nel whisky.
In una ciotola mescolare farina, lievito, zucchero, sale.
In una seconda ciotola sbattere brevemente uova, quark, burro fuso e scorza di limone.
Unire i due composti e agiungere uvette e mele sbucciate e tagliate a piccoli dadini, amalgamare quanto basta per ottenere un composto omogeneo e dividere nei pirottini.
Infronare a 190° per 25 minuti.



Con questa ricetta partecipo al contest di Cristina del blog Coccole di dolcezze


lunedì 11 febbraio 2013

Crostata al limone di Emma

Lo so, è il terzo dolce di fila sul blog, ma non posso aspettare a postarla. Questa torta la dedico ad un'amica dell'università, per il semplice motivo che è stata lei che ha pensato bene di contattarmi e inviarmi tante belle ricette, ho inziato da quella dolce (ovvio!) anche se le altre sono ancora più speciali visto il loro paese di provenienza, ma di quest'altra cosa vi dirò più avanti (condividerò anche queste molto presto).All'idea di una bella crostata non si resiste a lungo!
Non ci sentivamo da un pò ed è stata davvero un pensiero gentile scrivermi, condividere con me un momento della sua vita, apprezzare il mio blog e darmi il suo contributo. Sono doppiamente contenta di postare questa delizia al limone.
Da questo assaggio in poi, appena penserò ad una torta al limone, penserò a questa crostata che è buonissima. Ve la introduco con poche parole, una frolla bella burrosa (che io ho aromatizzato con tanta scorza di limone) e una crema composta da tuorli, zucchero al velo, abbondanti albumi montati e succo di limone. Una cerma che in cottura assume un aspetto particolare diventando come una torta soffice nello strato superiore e come una corposa crema pasticcera al limone nello strato inferiore, proprio come se fossero due farciture differenti (io ho aggiunto limoncello al posto di parte del succo di limone). Una torta davvero ottima.



Ingredienti:
Per la frolla
200 g. di farina 00
150 g. di burro
2 tuorli
60 g. di zucchero semolato
scorza di limone
pizzico di sale
Per il ripieno al limone
5 albumi e 3 tuorli
200 g. di zucchero al velo
30 g. di farina 00
succo di un limone e scorza di due
55 ml di limoncello (altrimenti il succo di un secondo limone)
25 g. di burro fuso

Per la frolla. Unire farina, tuorli, burro a temperatura ambiente e a pezzettini, lo zucchero, pizzico di sale e scorza, impastare tutto quanto basta per ottenere un composto omogeneo da far riposare in frigor per almeno una mezz'ora.
Stendere la pasta e rivestire uno stampo da crostata da 26 cm di diametro (imburrato e infarinato, o rivestito da carta forno).
Per la crema. Montare a lungo i tuorli con lo zucchero al velo, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungere succo di limone, limoncello scorza e burro fuso (poi fatto intiepidire) e la farina. Per ultimi incorporare gli albumi montati a neve delicatamente per non sgnofiare il composto. versare direttamente nel guscio di frolla cruda.
Infornare a 180° per 40-45 minuti (la temperatura altina è utile per far cuocere bene la frolla nonostante la crema molto liquida, se si scurisce troppo la superficie della torta coprire con la leccarda e terminare la cottura).


domenica 10 febbraio 2013

Castagnole con impasto alla ricotta

Visto che siamo in clima carnevalesco e vi regalo tante belle frittelline!
Prima di questo carnevale non mi sono mai fatta le frittelle da sola, di nessun tipo. Generalmente non compro nemmeno quelle confezionate, perchè sono sempre stata viziata dalle buonissime frittelle di mamma, zia o nonna.
Quest'anno ho deciso che almeno le mie preferite dovevo provarle, le castagnole, e sono stata anche così brava da ricordarmi questo link, scovato precisamente un anno fa, un posticino in cui avevo notato per la prima volta le castagnole con la ricotta nell'impasto. Io ho variato un pò la ricetta e vi lascio la mia, con limoncello, miele e la mia amata ricotta nell'impasto. Sofficissime, si sciolgono in bocca, profumate...che buone!!!
L'unico problemino è come smettere di mangiarle...



Ingredienti:
240 g. di farina 00
200 g. di ricotta
25 g. di miele millefiori
25 g. di zucchero semolato
4 cucchiai di limoncello
1 uovo grande
1/2 bustina di leivito vanigliato per dolci
scorza di 1 limone e 1 arancia
pizzico di sale
olio di semi per friggere
zucchero al velo per la copertura

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere la ricotta e il resto degli ingredienti, impastare quanto basta per ottenere un panetto e far riposare nella ciotola leggermente infarinata una mezz'ora.
Prenderne un pò per volta e formare dei salsiccioti come per i gnocchi da cui ricavare i cubetti da arrotondare, tagliare ogni 2 cm circa.
Mettere tutte le palline su un tagliere leggermente infarinato e far riposare mentre scaldate l'olio. L'olio devìessere sufficiente perchè le castagnole appena buttate risultino immerse completamente.
Appena uno stecchino di legno immerso nell'olio si riempie di bollicine la temperatura è adeguata per firggere. Buttare nell'olio le castagnole, circa un terzo di quelle ottenute, appena solo dorate scolare bene e poggiare su carta assorbente, ripetere l'operazione per le palline rimanenti.
Quando sono ancora calde coprire di zucchero al velo.

venerdì 8 febbraio 2013

Ciambella all'acqua calda, con ExtraVergine e limone

Adesso si che è la ciambella più soffice e morbida del mondo, il pandoro Bauli non regge il confronto con questa nuvola sofficiosa di ciambella. Anche questa prima versione l'ho postata proprio per via dell'estrema morbidezza, ma sulla indicazione "più morbida del mondo" avevo ancora qualche dubbio, ora devo proprio dire che è la pura verità.
Un grazie ad Anna Moroni per la ricetta della ciambella all'acqua e anche a 'Panza e Presenza' per l'indicazione di aggiungere acqua bollente.
Io ho aromatizzato con olio extravergine di oliva al posto dell'olio di semi, con scorza di limone e limoncello, questi ingredienti non si sentono troppo, donano solo un aroma piacevole.
E siamo a venerdì! Siii! Non vedo l'ora che siano le otto di stasera perchè ho proprio bisogno di questo finesettimana di riposo, giretti con i cani e un pò di cucina...vi auguro un buon weekend!



Ingredienti:
250 g. di farina 00
250 g. di zucchero semolato
3 uova grandi
110 ml di olio evo di buona qualità
130 ml di acqua calda
30 ml di limoncello
1 fiala di aroma al limone
scorza di un limone
1 bustina di leivito vanigliato
pizzico di sale

Montare uova intere e zucchero per almeno 10 minuti ottenenedo un composto che scrive. Aggiungere olio, scorza, aroma, limoncello e poi l'acqua bollente. Per ultima aggiungere la farina setacciata con il lievito. Mescolare con cura per non sgonfiare il composto.
Versare nello stampo da ciambella imburrato e infarinato e cuocere a 180° per 35 minuti, sfornare previa prova stecchino.
Facile, veloce e super buona!!!


Con questa ciambella partecipo al giveaway della carissima Ombretta...


venerdì 1 febbraio 2013

Cupcake mix di agrumi e cioccolato

Oggi ho deciso di giocare 'sporco', invece di lasciarvi una nuova ricetta ne ripubblico una dell'anno scorso, penso il dolce più buono del 2012. Lo faccio appositamente per partecipare ad un contest dedicato agli agrumi, perchè la base di questa cupcake è la torta all'arancia più buona che abbia mai mangiato, il segreto è la polpa di arancia frullata nell'impasto, non il succo, ma proprio gli spicchi di arancia spellata a vivo, frullati e ridotti in polpa.
Allora, due parole di presentazione. Le tortine sono all'arancia e limone, con polpa di arancia frullata, succo di limone e scorza di entrambi. Ho aggiunto all'impasto anche il cioccolato fondente a pezzettini per non farmi mancare niente! La decorazione è un classico frosting con burro e zucchero al velo, però l'ho mescolato con cioccolato fondente fuso, scorze di agrumi, succo di arancia e cioccolato tritato per decorare.
Diciamo che sembra quasi di mangiare gli spicchi di arancia ricoperti di cioccolato!
Non ho seguito una ricetta precisa, ho improvvisato dopo aver pensato e ripensato alla veste che volevo dare alla seconda cupcake della mia vita e il risultato mi ha riempito di soddisfazione!
Quando le guardo mi ricordo che dopo queste volevo fare altre mille cupcake e invece non ne ho fatte altre...quaso quasi per San Valentino...è un dolce così bello, da fare, da guardare e da mangiare!



 

Ingredienti:
110 g. di burro
220 g. di zucchero di canna
scorza di 1 arancia -
polpa di 1 arancia e mezzo
scorza di 1 limone
succo di mezzo limone
2 uova grandi
340 g. di farina 00
100 g. di cioccolato fondente tritato
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
nb: dosi sufficienti 12 cupcake e una tortina di 18 cm di diamentro

Per il frosting (dosi per decorare 6 cupcake)
50 g. di burro
130 g. di zucchero al velo
scorze miste
2 cucchiai di succo di arancia
40 g. di cioccolato fondente
1 cucchiaio di succo di limone
qualche fettina di arancia e poco fondente tritato per decorare

Per le tortine. Sbattere bene il burro ammorbidito con pizzico di sale abbondante, scorza di agrumi e zucchero fino da ottenere una crema. Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando bene e vigorosamente.
Frullare la polpa di un arancia e mezzo (due se sono molto piccole) pelate a vivo (senza la parte bianca che sta sotto alla buccia e che porta l'amaro), frullare insieme al succo di limone.
Aggiungere al composto di burro e zucchero, la farina e gli agrumi frullati, intervallando gli ingredienti e mescolando con cura (a seconda del peso della polpa flullata può darsi che siano sufficienti due cucchiai in meno di farina).
A questo punto aggiungere il lievito, mescolare, aggiungere il fondente tritato grossolanamente con il coltello. Riempire i pirottini e infornare a 180° per 25 minuti.

Per il frosting. Sbattere il burro morbido insieme al cioccolato fuso a bagno maria e al succo di agrumi, ottenere una crema liscia. Aggiungere lo zucchero la velo, poco alla volta, sbattendo con decisione.
Il frosting è pronto per la sac a poche! Decorare a piacere quando le tortine sono fredde.


Ed eccoci al contest...con questa ricetta partecipo la contest del blog 'Una Fetta di paradiso', i dolci agrumati!


lunedì 17 dicembre 2012

Rotolo al cacao e marmellata di mirtilli

Lunedì, arriva sempre inesorabilmente e io come sempre vi lascio un dolcetto per ammorbidire il risveglio.
Non avevo mai postato un rotolo di pasta biscotto eppure lo cucino spesso, mi piace tantissimo...quello semplice con la nutella...ripieno di panna e crema di marroni...ricoperto di cioccolato...
Ieri ne ho fatto uno con la pasta biscotto al cacao, prima volta che ci provo e vi dirò, continuo a preferire la pasta biscotto chiara per una questione cromatica, ma il dolce è venuto benissimo, la pasta come al solito e il ripieno di marmellata ai mirtilli rossi ci stava benissimo.
La ricetta, che uso da anni, è collaudatissima (non mi ricordo da dove arrivi). La particolarità della procedura sta nel fatto di montare le uova intere per quasi venti minuti e i primi dieci a bagno maria: così ricevono una prima cottura, non si smontano e non si rischia di sentire odore di uovo in un dolce che è fatto principalmente di uova ed ha una cottura velocissima. Inoltre la pasta va arrotolata da calda in un canovaccio e fatta rafferddare da arrotolata, se la fate raffreddare da stesa poi non si arrotolerebbe bene e si creperebbe.
Stranamente questo dolce viene meglio con la farina manitoba, non ne serve molta per assorbire i liquidi delle uova e da all'impasto una particolare elasticita, è molto diverso da un pan di spagna. 


Ingredienti:
4 uova intere
90 g. di zucchero (80 g. se non mettete il cacao)
70 g. di farina manitoba (80g. se non mettete il cacao)
15 g. di cacao amaro
scorza di arancia e limone (in alternativa vanillina)
pizzico di sale
marmellata a scelta, mezzo vasetto
per decorare, facoltativo
50 g. di cioccolato fondente sciolto
zucchero al velo

Le uova vanno montate per dieci minuti a bagnomaria, aprire le uova in una ciotola molto capiente (aumenteranno molto di volume), aggiungere lo zucchero, il pizzico di sale e la scorza di agrumi, posizionare sul vapore (fuoco spento). Montare le uova per dieci minuti e poi togliere dal vapore, continuare a montare per 8-10 minuti lontano dal calore.
Incorporare delicatamente la farina mischiata con il cacao e versare nella teglia imburrata e rivestita di carta forno. Misure: la mia 32 per 25, basta che sia un teglia rettangolare e che l'impasto una volta versato sia di circa 1 cm di altezza.
Infornare a 220° per 8 minuti, non di più.
Rovesciare il rettangolo di pasta su un canovaccio inumidito, eliminare la carta forno e arrotolare bene. Far rafferdadre il rotolo prima di srotolare a farcire.



lunedì 19 novembre 2012

Torta al limone di Claudia

Di Claudia si, ma non mi riferisco a me stessa, ma alla simpatica e bravissima Claudia di My ricettarium. Mi sono iscritta per la prima volta alla sua rubrica "tu come cucineresti...", ogni mese viene sorteggiato un "eletto" che dovrà propore la sua versione della ricetta del mese, in questo caso una torta al limone, sempre scelta tra le ricette di Claudia. 
Grazie a questo giochino mi sono resa conto di non aver mai fatto una torta lievitata al limone, ci ho pensato e non me ne viene in mente nessuna, mi sa che è stata davvero la prima volta. Ho seguito questa sua ricetta.
Quando ho inviato la mail con la mia interpretazione della torta a Claudia ho risposto a tre domande...se mi è piaciuta, se fose stata di difficile esecuzione, se ho fatto delle variazioni. 
Quindi...
Mi è piaciuta molto, l'aroma di limone è inequivocabile, la dose di zucchero precisa per non avere un dolce più aspro che dolce, leggera, alta, umida...perfetta insomma!
Nessuna difficoltà ad eseguirla, l'ho fatta che erano quasi le dieci di sera dopo un a pesante giornata di lavoro ed il risultato è stato eccellente, se non è questa una prova della sua facilità!
Di diverso c'è solo lo stampo, per il resto ho seguito la ricetta alla lettera, però...ho aggiunto il limoncello che essendo un liquido ho sostituito al succo di mezzo limone, quindi mezzo limone in meno e il limoncello, che era li che mi faceva l'occhiolino dal congelatore e era troppo indicato per una torta al limone. Mi sono accorta di non avere il latte, avevo già montato zucchero e tuorli, e così ho aggiunto 125 g. di yogurt al posto del latte, io latte e yogurt li uso in dosi uguali e in modo intercambiabile, trovo che sia sempre meglio lo yogurt che da una particolare morbidezza ai dolci.Infine, ho decorato con un pò di glassa di zucchero al velo e limoncello.





Ingredienti:
3 uova
150 g. di farina 00

160 g. di fecola di patate (io amido di mais)
200 g. di zucchero semolato
120 g. di latte (io 1 vasetto di yogurt cremoso bianco)
100 g. di olio di semi di mais
2 limoni

40 ml di limoncello più due cucchiai per la decorazione
1 bustina di lievito
pizzico di sale
zucchero a velo


Sbattete bene i tuori con lo zucchero, unire l'olio, il latte, la scorza e il succo di un limone e mezzo, il limoncello. Succesivamente la farina setacciata col lievito e l'amido. 
Montate a neve ben ferma gli albumi con 1 pizzico di sale ed uniteli delicatamente, a cucchiaiate, al composto amalgamandoli dal basso verso l'alto per non farli smontare. 
Infornate in forno caldo a 180° per 40 minuti più 5 a forno spento.
Una volta che la torta è fredda mescolare 40 g. di zucchero al velo con due cucchiai di  limoncello, ottenendo una glassa molto liquida da usare per decorare la torta e inumidirla.


ps. ho usato il bellissimo stampo che ho vinto nel contest di Morena che ringrazio di cuore, un regalo davvero molto bello :)

domenica 23 settembre 2012

Cavatappi cremosi al limone e gamberi

Buona domenica, spero per voi che siate liberi e in procinto di passare un bel pomeriggio e una bella serata, a fare le cose che più vi piacciono e magari a godervi già lo spirito autunnale..
Devo confessarvi che se c'è qualcosa in cui sono una schiappa in cucina, quella è il pesce in tutte le sue forme e declinazioni (in realtà dovrei riflettere su quanto è lunga la lista, ma soffermiamoci sul pesce).
Nonostante l'impegno, la ricerca di ricette a prova di idiota, ogni volta che io faccio il pesce qualcosa non va nel verso in cui doveva andare. Perfino quando metto il filetto in padella o al cartoccio va a finire che a volte casualmente è tenero e cotto al punto giusto, la volta successiva non mi piace! Prendo il pesce già pulito, eppure solo il mio è sempre pieno di lische, ovviamente cerco di toglierle ma poi non finiscono mai. Inutile dire che in piatti di pesce davvero difficili non mi sono cimentata mai, già faccio i danni con cose semplici. La cottura la trovo difficilissima, una volta due minuti per i gamberi sono pochi, la vota dopo 5 minuti mi sembrano tanti.
Ma mi piace così tanto il pesce, quando me lo preparano gli altri intendo, che alla fine non demordo...ogni volta che vedo qualcosa di bello al banco lo metto nel carrello con la convinzione che si, questa volta ho davvero la ricetta giusta, andrà tutto bene. Come possono un pesciolino così carino, quel gamberetto dall'aria così innoqua, mettermi in difficoltà...
Quando ho visto che il contest mensile di Pecorella di marzapane prevedeva il pesce, mi son detta che con qualcosa di semplice sarei riuscita a partecipare! Se vi posto questo piatto di pasta è perchè ne è uscito qualcosa di gradevole, non vi rifilo una ciofeca!
Ovvio siamo alle basi, si tratta solo di pulire decentemente i gamberi, e con molta calma ce l'ho fatta, fare un veloce fumetto e condire con panna e limone. Vi dico solo che la crema mi è risultata troppo agrumata e ho ridotto a metà il succo di limone, perchè penso che così sia più delicato l'aroma e solo un accenno di asprezza. No dai, vi dico la verità, tolgo un minuto alla cottura dei gamberi, ci voleva giusto quel minutino in meno....
Sono ben contenta di questo bel primo piatto comunque!



Ingredienti:
190 g. di cavatappi (o altro formato a piacere, che raccolga la crema)
300 g. di gamberi o mazzancolle da pulire
2 spicchi d'aglio e 1 piccola cipolla
1 carota (volendo un gambo di sedano che io non avevo)
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di brandy
200 ml di panna da cucina
Mezzo limone
sale, pepe e olio evo qb

Iniziare con il pulire i gamberi: eliminare la testa, incidere per il lungo il carapace per eliminarlo e poi aprire leggermente dove avete inciso per eliminare il filetto scuro interno. Mettere i gamberi puliti da parte.
Con tutte le teste e il resto passare al fumetto, mettere tutti gli scarti nel pentolino, aggiungere la cipolla tagliata in quattro, la carota e il sedano a pezzetti, sale e pepe, il brandy e il concentrato di pomodoro, l'aglio intero, aggiungere circa mezzo litro d'acqua e far andare a fuoco basso, con coperchio, per alemeno 40 minuti (anche un'oretta, perchè abbia un sapore intenso). Dopo scolare il tutto e tenere il brodo ottenuto.
Buttare la pasta in acqua bollente salata e nel frattempo. In una padella versare tre mestoli del fumetto, il succo di mezzo limone, far restringere a fuoco alto per 5 minuti, aggiungere la panna e lasciare sul fuoco, salare e pepare quanto basta.
In un secondo padellino, 4 minuti prima di scolare la pasta, far saltare i gamberi con un filo d'olio d'oliva e mezzo aglio tritato.
Scolare la pasta due minuti prima del tempo e farla cuocere per due minuti nella panna (che per via del fumetto e del succo di limone è pittosto liquida). Aggiungere i gamberi, impiattare e decorare con scorzette di limone.


Con questa ricetta partecipo al contest di Pecorella di marzapane, Chef per un mese settembre la sporta prevede pesce, olio e aglio, c'è tutto all'appello!


 
ps: mi scuso umilmente per la sbavatura sul piatto, mi sono accorta solo a foto già fatte, delle foto che mi piacciono molto...mannaggia quella sbavatura :O