Vi presento...il nuovo piatto preferito del mio ragazzo (sue testuali parole) dopo trent'anni di egemonia incontrastata di lasagne, maccheroni al ragù e polpette al sugo ecco che spunta una piatto che crea una crisi negli equilibri, i canederli al formaggio!
La ricetta l'ho presa sempre dal libretto di cui vi avevo raccontato qui, nel mio primo esperimento con i canederli allo speck. Adesso che li ho scoperti li devo sperimentare un pò, è davvero una bellissima scoperta.
A questo giro li ho conditi con semplice burro fuso e salvia. Il canederlo è fatto con pane integrale, formaggi misti, un pizzico di noce moscata. Con il formaggio ho abbondato un pò, consapevolmente, rispetto alle dosi previste dalla ricetta e come immaginavo gli knodel sono venuti particolarmente morbidi e filanti, davvero ottimi.
Non ci resta che andare ad assaggiarli in un ristorante in trentino per scoprire se i miei reggono il confronto!
Ingredienti:
140 g. di pane integrale secco
2 uova medie
mezza cipolla rossa
80 g. di formaggi misti (io edamer e brie)
5 cucchiai di latte
sale, pepe e noce moscata
burro e farina qb
salvia tritata
per 8 canederli, due persone
Tagliare il pane secco a piccoli dadini. Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella con una noce di burro (attenzione a non farla rosolare, aggiungere un goccio di acqua se serve), aggiungere al
pane e mescolare. Tagliare il formaggio a cubetti.
Sbattere le uova con 5 cucchiai di latte, sale, pepe e mezzo cucchiaino scarso di noce moscata. Versare insieme al
pane e mescolare bene. Far riposare coperto per un'oretta (se il
pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto riposare di più
in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che
prevedono 2 ore di riposo).
Quando notate che il composto è morbido e
modellabile potete dividerlo in palline belle premute, passare in
pochissima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
Buttare i canederli in acqua salata che bolle leggermente (appena inizia a bollire, in modo che la cottura sia dolce e non si sfascino), appena
vengono a galla si possono scolare.
Passare nella padella con burro fuso e salvia.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (il pane avanzato, i rimasugli di formaggio misti che stazionano in frigo, quella mezza cipolla che avanza da altre preparazioni...i canederli sono fondamentalmente un piatto povero di recupero!)
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giovedì 31 gennaio 2013
martedì 22 gennaio 2013
Canederli allo speck su vellutata allo zafferano
Tra i regali di natale mi è arrivato, da parte di una cara amica, un grazioso libricino dedicato alla cucina altoatesina proveniente dritto dritto dai mercatini natalizi di Bolzano. Un libricino piccolo ma pieno di ricette curiose che voglio provare! Il tipo di libro ideale per me. Si tratta di una cucina molto varia, sul libro c'è tutto: insalate, primi di pasta o riso, gnocchi, mineste, carne, pane, dolci. Ovvio, tutte le cucine, quelle di ogni regione e paese sono varie, basta conoscerle e scoprirle, meglio se sul posto.
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!
Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone
Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!
Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone
Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)
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