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lunedì 23 settembre 2013

Prima torta di mele vegan (senza grassi, davvero buona)

Ogni tanto mi capita che mi venga in mente qualcosa che ho sempre mangiato e mi accorgo di non aver mai pensato prima alla versione vegan, adesso che si inizia volentieri da accendere il forno, soprattutto alla mattina, mi sono ricordata della torta di mele, un classico che in autunno e inverno ho sempre fatto spesso (usando una ricetta della mamma con un uovo e senza grassi). La semplice torta di mele è una cosa davvero facile da veganizzare perchè siamo in uno di quei casi in cui l'aggiunta delle uova è semplicemente superflua, si possono benissimo eliminare a basta, senza andare alla ricerca di grandi sostituzioni. Le mele abbondanti rendono la torta morbida e piacevole in ogni caso, basta aggiungere la quantità giusta di pastella equilibrando bene farina e liquidi sopra le mele e il gioco è fatto! La torta di mele mi piace semplice, una spolverata di zucchero prima di infornare e qualche pizzico di spezie, niente di che (le versioni con mascarpone, quelle burrose, quelle con il cioccolato non le ho mai preferite ad una torta di mele delle più semplici).
Per essere sicura di non sbagliarmi sulle dosi ho fatto riferimento alla ricetta di Cesca che trovare qui. Mi ricordavo di aver visto sul suo bel blog la foto di una torta di mele dall'aspetto identico a quella che mi facevo spesso io e inoltre mi ricordavo che, come nella mia, non c'erano grassi e in più usava la farina integrale. Il mio zampino, farina di farro, un pò di sciroppo di agave, qualche uvetta...ma comunque la ricetta è la sua.
Assolutamente da provare, perfetta per una colazione speciale ma senza grandi pretese, una torta che fa tanto momento di perfetta serenità nella vostra casetta. Per me è un dolcetto domenicale (dato che i sabati liberi dal lavoro per il momento sono un lontano ricordo), per la colazione della mattina o il pomeriggio, in quei momenti in cui non ci sono orari, non si deve correre, si può decidere di mangiare a qualsiasi ora del giorno e perdere tempo nel modo che si preferisce, aggiungere il dolcetto è il massimo! Bene, prossimi sei giorni lavorativi a noi!


Ingredienti:
200 g. di farina integrale di farro
60 g. di zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
2 manciate di uva passa
2 mele golden
3/4 circa di bicchiere di latte di soia
1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di zenzero (facoltativi)
scorza di limone bio
ho adattato le dosi per lo stampo piccolo, 18 cm diametro

Ammollare l'uvetta passa. Mescolare farina, zucchero, lievito, sale, spezie, scorza di limone. Tagliare le mele a dadini, strizzare le uvette e mescolare entrambe le cose con gli ingredienti secchi.
Aggiungere lo sciroppo e il latte un pò per volta mentre mescolate l'impasto con il cucchiaio di legno, valutate la momento quanto latte vi serve (io ho usato la quantità che vi ho indicato che potrebbe dipendere un pò dal tipo di farina usata). Dovete ottenere una pastella abbastanza morbida da avvolgere facilmente i pezzettini di mela ma non liquida, come uno yogurt molto denso.
Ungere con olio di semi lo stampo, versare l'impasto. Spolverare la superficie con poco zucchero di canna e cannella. Infornare.
Inofonare a 200°, con lo sytampo da 18 sono bastati 25 minuti di cottura.

domenica 15 settembre 2013

Super torta farro, cocco e doppio cioccolato

Ieri, stavo oziando qua e la per i canali televisivi e mi sono incantata su un cartone per bambini, mi ha catturato, non che fosse particolarmente avvincente, ma mente lo guardavo riflettevo... C'era questa tartarughina antropomorfizzata che parlava e mostrava tutti i pensieri e i sentimenti umani, era un pò sfortunata perchè perdeva un amico, poi perdeva la compagna (poi ritrovava entrambe le cose, non state lì a piangere) e io mi chiedevo il perchè. Perchè far crescere i bambini completamente circondati da cartoni che potrebbero avere l'incidentale scopo di educare all'idea che l'animale ha dei sentimenti e va rispettato se alla fine, la cultura maggioritaria, dice che l'animale si mangia, è normale, è necessario, si fa così, perchè complicarsi la vita e via dicendo. C'era la scena in cui le reti dei giganteschi pescherecci destinati alla pesca di tonni o non so cosa catturavano per sbaglio la tartaruga mettendone a repentaglio la vita, la scena di terrore in cui si rischiava che il piccolo protagonista diventasse 'zuppa di tartaruga', la scena in cui veniva salvato da un'umana del tipo buono (una hippy che sembrava si astenesse dal mangiare animali). Insomma, per me il messaggio è chiaro: la pesca è una pratica brutta che causa inutilmente la morte di tanti animali, anche quelli che non potremmo immaginare, come le tartarughe, le persone cattive mangiano gli animali, quelle buone no (anche se quest'ultimi sono gente un pò strana, ma è un particolare suvvia). I bambini vivono in una contraddizione, circondati da messaggi culturali che non concordano, o è solo la mia impressione?! Comunque mi sono ricordata di tutte le volte che ho visto 'Babe il maialino coraggioso' e mi sono ricordata che già da piccola avevo pensato di non mangiare più animali, ma poi non l'ho fatto (l'ho fatto ora e va bene così), però la storia del maialino sensibile e coraggioso sembra un vero e proprio manifesto contro la macellazione e il messaggio è diretto ai bimbi. C'è davvero una contraddizione esagerata in tutto ciò!
Passiamo ai dolci che sono così confortanti!
Ecco la mia super colazione! Già da prima dell'estate ho rallentato la produzione di dolci da forno per una serie di motivi, principalmente perchè sto cercando di eliminare dalla mia alimentazione zucchero, farina bianca e grassi. Ma con questo primo fresco autunnale non ho resistito alla tentazione della torta lievitata della domenica mattina. Ho usato un bel pò di sciroppo di agave che negli impasti dei dolci è ottimo e permette di ridurre lo zucchero, ho mixato farina di farro, cocco e fecola e ho abbandonato la malefica farina bianca 00! C'è poco olio, relativamente poco, e tanto latte vegetale. Buonissima, è il mio modesto parere.


Ingredienti:
280 g. di farina di farro semintergrale
70 g. di farina di cocco
110 g. di fecola di patate
140 g. di zucchero di canna grezzo
60 ml di sciroppo di agave
100 ml di olio di semi più poco per spennellare lo stampo
300 ml di latte di soia o poco più
4 cucchiai di cacao amaro
100 g. di cioccolato fondente a pezzettini
1 bustina di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di bicarbonato
pizzico di sale
ps:dosi per due stampi da plumcake/18 o 20 muffin/ 1stampo fiore di silicone e 1 piccolo stampo da plumcake/ due torte da 18 di diametro su per giù (tanto per far capire che le dosi sono abbondanti!

Iniziare mischiando gli ingredienti secchi, la farina , la fecola, il cocco, lo zucchero, il sale. A parte mescolare olio, 300 di latte vegetale e lo sciroppo di agave. Versare i liquidi sulla farina e iniziare a mescolare con il cucchiaio di legno (non so se succede solo a me ma la capacità di assorbire l'acqua della farina di farro è imprevedibile, varia molto a seconda della marca e devo sempre 'correggere' i liquidi della ricetta) quindi mentre mescolate aggiungere latte di soia, poco per volta, fino ad ottenere un composto omogeneo della densità (per capirci) di uno yogurt cremoso. Aggiungere allora lievito, bicarbonato e i pezzettini di cioccolato fondente.
Versare metà dell'impasto nello stampo/stampi scelti. Nella restante metà aggiungere il cacao e un paio di cucchiai di latte, amalgamare bene e terminare di riempire gli stampi.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare e appena chiuso abbassare a 175°, cuocere per 35-40 minuti.
Se, per caso, non vi va di fare l'effetto marmorizzato consiglio di optare per tutto al cacao.


mercoledì 28 agosto 2013

Crostata alle pere, fondente e mandorle

Questa crostata è buonissima, la frolla all'olio senza uova è l'ideale per un bel ripieno di frutta e cioccolato, così buona che questo fine settimana me la rifaccio (ho la scusa, bisogna salutare una persona che parte per un bel pò). La faccio tutti gli anni per il compleanno del mio ragazzo e quest'anno era la prima volta che questa torta doveva essere vegana. Ha passato il test. La frolla non è burrosa, ma questa non mi è mai sembrata una grande perdita, per renderla più interessante ho sostituito parte della farina con le mandorle tritate. Oggettivamente buonissima (per tutte le ricette vegan ben riuscite la modestia va messa da parte, tanto orgoglio vegano)! La ricetta della frolla è di Montersino, il mio zampino l'ho già specificato!
Per chi mi ha scritto in privato chiedendomi come si sta da vegani, se la salute migliora, se si devono prendere integratori oggi mi sento di raccontare che ho preso la mia prima pastiglina di B12. Mi sono informata molto e credo che tutte le altre carenze dipendono da noi, si possono evitare se si segue una dieta corretta, ce le possiamo causare trascurando cibi importanti, non prestando attenzione alle qualità nutritive di ciò che mangiamo. Per la B12 non vale questo discorso, non dipende da noi, il mondo intero 'soffre' una carenza di questa vitamina dovuto a impoverimento dei terreni, all'abitudine di lavare bene i cibi che si mangiano, anche la carne che compriamo è quella di un animale che ha assunto un integratore perchè altrimenti attraverso il mangime ordinario non avrebbe assunto i minerali necessari per dare valore nutritivo alla sua carne...io per sicurezza ho deciso di ricorrere all'integratore come misura preventiva, così non dovrò mai intervenire su una futura carenza di una vitamina essenziale per il sistema nervoso (dopo aver sentito raccontare di una ex vegana che ha smesso a causa di questa carenza ho deciso di non prendermela più comoda).
Questo per prudenza. In generale non ho mai preso integratori ma non ne ho mai avuto meno bisogno! Devo dire che da quando sono vegana sono dimagrita un pò, mi si è attenuata l'allergia con tutti i suoi sintomi, non ho più sofferto dell'asma che in genere a luglio mi accompagnava inevitabilmente, in genere ho più energia e concentrazione, tendo a fare pensieri più positivi e sappiate che si sono dimezzati anche i dolori del ciclo.
Chiudi la parentesi e vi lascio la torta!



Ingredienti:
120 g. di mandorle tritate (farina di mandorle) e 380 g. di farina 00
(la ricetta originale prevede 500 di farina di farro)
200 g. di zucchero di canna
70 ml di olio evo
70 ml di olio di semi
125 g. di aqua
12 g. di lievito chimico per dolci
scorza di limone bio
pizzico di sale
per il ripieno
120 g. di cioccolato fondente
5 pere mediamente mature
3-4 biscotti digestive
2 manciate di mandorle tritate
2 cucchiai di zucchero di canna

Ho impastato la frolla servendomi del robot da cucina. Prima ho tritato finemente le mandorle riducendole a farina, ha aggiunto farina 00 e zucchero e azionato in modo da rendere più fine lo zucchero di canna grezzo. Ho aggiunto la scorza, il sale, il lievito. Ho unito per ultimi olio e acqua. Ho azionato fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, è molto morbida ma si rassoda in frigor dove deve riposare a lungo (io la mattina per la sera).
Ho ripreso la pasta e l'ho lavorata subito usandone 1/2 per il disco inferiore (teglia da 26 cm di diametro rivesita di carta forno, la pasta l'ho setsa direttamente sul disco di carta forno con cui poi ho rivestito la teglia a cerniera). Sulla pasta ho proceduto con gli stati di farcitura: qualche manciata di biscotti e mandorle tritate, le pere a fettine, il cioccolato tritato e un cucchiaio di zucchero di canna.
Ho chiuso con un secondo disco di frolla premendo bene i bordi. Bucherellato con una forchetta e infornato a 165° per 40 minuti.

lunedì 1 luglio 2013

'Pan di spagna' senza uova e crema al cacao

Eccomi di ritorno dalla mia breve vacanza/lavoro e mi ritengo molto soddisfatta di me stessa, mi assegno un voto alto anche se non la sufficienza piena...sto parlando del cibo, ovviamente. Non ho mai preso un secondo piatto e quasi mai un primo piatto ad eccezione della pasta al pomodoro e basilico. Non ho mai avuto voglia di carne, pesce, risotti al burro e grana, primi piatti elaborati. Da brava neo-vegana ho provato persino un lieve ripugnanza per i cosciotti di coniglio e i pesci interi (cose che fino a poco fa mangiavo). Per otto giorni mi sono confrontata unicamente con il buffet dei contorni, non era male, c'era abbastanza scelta, ma estremamente ripetitivo: tutti i giorni le stesse verdure e sempre cucinate allo stesso modo, per una che ama mangiare la situazione si è rivelata noiosetta. Quando spuntavano fagioli o ceci in insalata mi sembravano miraggi. Devo confessare (agli amici vegani puristi, e ai non vegani che spesso mi scrivono di stimarmi per la mia scelta), in questo ordine: un dolcetto con pan di spagna  e creme, un budino, due focaccine che mi sembravano solo pomodoro e che invece presentavano del grana, una pasta che mi sembrava al pomodoro e in cui invece ho trovato della mozzarella. I dolci sono tutta colpa mia, gravi peccati di gola, il resto una mezza colpa, sia perchè il formaggio era quasi impercettibile, sia perchè dopo giorni e giorni delle stesse sei, sette verdure iniziavo a essere esasperata...inoltre mi sono beccata un intero giorno a 37 di febbre e sintomi gastro-intestinali al completo, anche in questo caso la 'disperazione' mi ha portato ad ordinare un riso bianco con il grana ma poi non sono riuscita a mangiarlo, solo l'odore mi faceva venire nausea e così non lo devo annoverare tra le mie confessioni. Subito in occasione del primo pasto, appena appoggiato il sedere sulla sedia, mi è venuto naturale dire a tutti che non mangio nessun prodotto di origine animale e farla finita lì con le incertezze. Come pensavo il mio piatto di sole verdure è stato notato subito, e subito ha dato origine a interrogativi e curiosità. Ma una volta detto il motivo devo dire che la cosa non è interessata a nessuno e che non sono stata sottoposta a grandi interrogatori o dibattiti, sono stata a mio agio...in un certo senso meglio, sotto un altro punto di vista peccato che a nessuno interessi, ma per me meglio così!
Non sono una che ama il dolce più del salato, sono golosa in generale, ma i dolci, in certi momenti hanno un potere così confortante, calmante, appagante che non ho saputo farne a meno in mancanza dei cibi di casa mia. Anche la tortina di 'pan di spagna' (tra virgolette) e 'crema pasticcera al cacao' (tra virgolette) è stato un dolcetto di conforto: l'ho fatta prima di partire, diciamo per salutare in modo speciale il mio compagno che abbandonavo per 8 giorni. Sapete che ogni tanto con i dolci mi piace sperimentare preparazioni vegan base che imitino le cose che classicamente si usano in pasticceria, questa è stata la volta del pan di spagna senza uova. Questa base non è leggerissima come il pan di spagna classico ma davvero molto simile e perfetta da farcire. Io non avevo lo stampo della misura giusta e ho fatto due dischi da sovrapporre, anche questa è un ottima soluzione per assemblare una semplice torta farcita, la base è davvero buona, posso dire lo giuro! La ricetta del pan di spagna senza uova l'ho trovata su cookaround, l'ho un pò personalizzata e fatta mia.
Con il latte di soia al cacao, seguendo la ricetta della crema pasticcera che avevo già postato qui ho fatto una crema molto vicina al tipico budino al cioccolato, bastano pochi grammi di frumina in più per fare un perfetto budino senza uova.


Ingredienti:
120 g. di farina 00
70 g. di frumina
75 g. di zucchero di canna chiaro
60 g. di margarina (da olio di semi)
1 bustina di lievito
scorza di un limone bio
pizzico di sale
1 cucchiaio colmo di sciroppo di agave
155 ml di latte vegetale o acqua
nota: dosi per un disco di 18 cm di diametro da tagliare a metà per farcire
per la crema
500 ml di latte di soia al cacao
40 g. di frumina
10 g. di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la torta iniziare lavorando margarina e zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema. Aggiungere farina e frumina lavorando con il cucchiaio di legno e ottenere un composto sbricioloso. Unire la scorza di limone abbondante.
Iniziare ad aggiungere latte o acqua (l'ho provata con entrambe le cose e viene ugualmente bene), mescolare inizialmente con il cucchiaio e appena la farina è abbastanza bagnata passare alle fruste elettriche in modo da amalgamare velocemente e rompere eventuali grumi di farina. Aggiungere lo sciroppo di agave (lo sciroppo di agave dona un leggero sapore come di miele e ammorbidisce l'impasto, è ottimo e permette di ridurre un pochino lo zucchero), aggiungere il lievito, azionale le fruste elettriche. Versare nello stampo passato di margarina e ben infarinato. Con lo stampo di diametro 18 cm viene un disco abbastanza alto per essere diviso in due metà. Io ho usato uno stampo da 24 cm e raddoppiato le dosi di impasto per fare due dischi.
Infornare a 180° per 25-30 minuti, forno statico. 
Per la crema, passare il fondo del pentolino che volete usare con poca margarina, versare nel pentolino il latte freddo, non tutto, solo 400 ml. Usare le restanti 100 ml per sciogliere bene frumina e cacao, una volta che sono ben sciolti unire al pentolino e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. 
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno meno di 10 minuti) spegnere e far raffreddare prima di farcire.



lunedì 17 giugno 2013

Torta brioches gigante crema e caffè

Ecco il dolcetto che mi sono concessa nel fine settimana: una torta al caffè farcita di crema pasticcera. 'Al caffè' proprio nel senso che al posto di latte o altri liquidi ho versato nell'impasto il caffè fatto con la moka. Ho bagnato l'interno con bagna di caffè e liquore e farcito con una crema dal sapore di normalissima crema pasticcera! Buonissima! Questa simpatica forma di cornetto è stata ottenuta grazie allo stampo che l'azienda Silikomart mi ha gentilmente inviato, carino vero?! Ne hanno davvero per tutti i gusti, con tutte le fantasie possibili e me li comprerei tutti per quanto sono comodi e belli.
Io, da novellina del ramo, ancora mi stupisco di quanta fantasia e bontà si possa mettere nei dolci vegan, di fronte ad ogni torta mi ricordo delle mie prime due settimane da vegetariana (nel corso delle quali ho mangiato il formaggio giusto un paio di volte perchè ero abituata ad usarlo per cucinare: per il risotto, per la pasta, per la torta salata) e di tutte le 'paure' che mi frullavano in testa: 'ma come faccio, ma che dolci cucino, ma come faccio senza certi formaggi, oddio è impossibile' e cose di questo tipo. Adesso ci penso e sorrido a me stessa perchè ora so quanto è facile cambiare questo tipo di abitudini e mi piace riportare una concetto che ho letto non so dove e mi ha colpito per la verità espressa.
Non ci sono scuse per mangiare i prodotti animali, quella di mangiare i prodotti animali è una scelta svantaggiosa dal punto di vista medico e ambientale prima che etico, rimane una sola scusa per mangiarli: perchè sono buoni. Ma se una persona lascia che la sua testa sia guidata dal suo palato, io e lei non abbiamo niente da dirci.
Non non siamo uomini, e quindi differenti dagli animali,  per via delle nostre capacità razionali, per le capacità artistiche, per la consapevolezza maggiore delle cose, per le possibilità di decidere con responsabilità al di là degli istinti che derivano dalla natura...o mi sfugge qualcosa?
E comunque ho pensato che io, per quanto amo mangiare e preparare il cibo che devo mangiare, ancora mi faccio guidare non poco dal mio palato. Quello che mangio è buono, punto, altrimenti non lo mangerei. Ma adesso posso essere fiera quando mi lascio 'guidare dal palato' perchè prima è la mia testa a scegliere, i miei valori, il mio interesse per la salute e la vita altrui, e ne sono contenta.
Ho già pensato a due dolci buonissimi e solo moderatamente salutari per il mio compelanno e non vedo l'ora di rientrare dalla trasferta lavorativa che metterà a dura prova la mia scelta vegan.


Ingredienti:
per la torta
170 g. di farina 00
50 g. di maizena
10 g. di cacao
200 ml di caffè forte
110 g, di zucchero di canna
1/2 bicchiere scarso di olio di semi
2 cucchiai di sciroppo di agave
1 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
per la bagna
1/2 tazzina di caffè
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di brandy o altro alcolico idoneo
1 cucchiaio di acqua
nota: ho usato il bellissimo stampo che mi ha gentilmente inviato la silikomart

Per la torta, iniziare riunendo gli ingredienti secchi (come per la torta al cioccolato che avevo postato tempo fa, le dosi sono più o meno quelle) quindi farina, amido, zucchero, lievito, cacao. Versare sopra agli ingredienti liquidi, il caffè tiepido e l'olio ( per il caffè vi servirà una caffettiera da 4, io ne ho usata una da tre e ne ho dovuto rifare un pò per raggiungere la dose necessaria). Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo e versare nello stampo di silicone e infornare a 180° per 35-40 minuti. Prova stecchino e sfornare.
Quando la torta è fredda tagliare a metà e bagnare le due metà con la bagna composta da caffè mescolato con sciroppo di agave e brandy. Cospargere la metà di base con bel dito di crema pasticcera e coprire con la metà superiore senza schiacciare molto. Riporre in frigo in modo che la crema si rassodi.


martedì 16 aprile 2013

Crostata integrale all'arancia e zenzero

Finalmente mi è riuscita una frolla vegan ottima, sbriciolosa e dolce al punto giusto, non sapete come ne ero soddisfatta dato che si tratta della terza prova. La farina integrale è quella che mi ha dato più soddisfazione, mentre con la farina bianca trovo che il gusto sia un pò 'piatto', anche perchè io cerco di limitare molto lo zucchero. Volevo seguire le dosi della ricetta di Montersino (ovvero 250 g. di farina bianca di farro) io invece ho usato l'integrale di grano tenero e ho pensato che un pò di fecola per aiutare a legare il composto non ci stesse male, poi ho scoperto che la farina integrale (almeno quella che stavo usando io) non assorbiva adeguatamente la dose di liquidi prevista e quindi pesandola a poco a poco ho aggiunto un pò di farina bianca. Ho riportato gli ingredienti con precisione, la mancanza di latticini e uova non è un errore! Finalmente una frolla buonissima che non mi fa mancare quella che abbiamo sempre fatto in casa con burro e uova, si questa è un pò meno grassa e zuccherina ma lo trovo un valore aggiunto che esalta la farcitura, che sia marmellata o altro.
Questa torta la dedico la giornale 'Scelte di gusto', dato che sono tra gli 'cher eletti' in gara per l'ultima sfida. Cosa rappresenta una scelta di gusto meglio di una decisione etica e responsabile di eliminare qualsiasi ingrediente di origine animale senza rinunciare a tanto gusto e senza rinunciare alla bellezza che di una fetta di torta.


Ingredienti:
200 g. di farina integrale grano tenero bio
45 g. di farina tipo 0 bio
40 g. di fecola di patate
125 g. di zucchero integrale di canna
60 ml di acqua calda
70 ml di olio di oliva delicato o olio di semi
1/2 bustina scarsa di lievito per dolci
pizzico di sale
pezzettino di zenzero gratuggiato
(altrimenti della scorza di agrumi bio)
marmallata di arancia qb
tortiera da 24 cm di diametro

Scaldare l'acqua e versarla sullo zucchero che, se è davvero integrale di canna, sarà molto irregolare e granuloso (la prima volta non l'ho sciolto a parte con acqua calda e si vedevano i cristallini di zucchero nella frolla). Unire l'olio e lo zenzero tritato.
A parte mescolare le farine, il sale e il lievito. Versare i liquidi sulla farina e impastare quanto basta per ottenere un morbido panetto omogeneo da far riposare in frigor.
Dopo almeno un oretta prendere la pasta, immargarinare o rivestire di carta forno la tortiera (io carta forno) usare poco più di metà pasta per stendere il cerchio della base, farcire con marmellata a piacere e procedere con le decorazioni e il bordo.
Infornare a 180° per 35-40 minuti.

Con questa ricetta partecipo alla sfida finale del contest di Pecorella di Marzapane con Scelte di gusto


lunedì 18 marzo 2013

Torta al ciccolato di Carla

Ho seguito il consiglio di Carla e ho provato la sua torta vegana al cioccolato, speciale, perfetta, aveva davvero ragione! Lievitata, leggera, umida quanto basta, dolce...grazie del consiglio! Qui tutti hanno gradito alla grande.
Non sapevo cosa scegliere...posto il pane o posto la torta, pensa che ti ripensa, li posto tutti e due perchè qui le regole le faccio io!!! Così non smentisco la tradizione del lunedì con dolcezza, che l'inzio settimana, si sa, per tutti è duro. Io ho iniziato con questa colazione favolosa e senza troppi sensi di colpa, un pò per lo zucchero che infatti ho diminuito rispetto alla ricetta originale (tanto a noi il gusto fondente piace) ma almeno colesterolo nullo! Una sola fettina...fettona, diaciamo le cose come stanno e poi giù nella neve con i cani...
Buona settimana a tutti!




Ingredienti:
200 g. di farina 00
120 g. di zucchero
40 g. di cacao amaro
1 bustina di lievito chimico
200 ml di latte di soia
1/2 bicchiere di olio di semi di mais
margarina per lo stampo
stampo da 22 cm

In una ciotola mescolare farina, lievito, cacao e zucchero. Versare sopra ai secchi latte e olio. Mescolare quanto basta per ottenere un composto omogeneo.
Infornare a 175° per 35-40 minuti.
Ecco fatto, più semplice non si può!

Con questa ricetta partecipo al 100% Vgetal Monday della Cucina della capra 

Sul perchè di scegliere una cucina tutta vegetale spendo poche parole, la sto sperimentando da poco ed è una tipo cucina che fa sentire bene in diversi modi. Da un senso di libertà e salute sia l'idea del valore nutrizionale delle cose che si introducono nella dieta, che l'idea di mangiare qualcosa che non nasce dalla sofferenza di altri esser viventi.

lunedì 25 febbraio 2013

Torta morbida di miglio e mele

Lunedì dolce! Con una torta che io ho trovato buonissima. Premessa, a me piace anche la torta di riso e questa al miglio ci assomiglia molto: miglio cotto nel latte con burro e scorza di limone, dopo che ha assorbito il latte e si è raffreddato si aggiungono uova, poca farina e altri ingredienti a piacere. Io ho aggiunto uvette ammollate nel Whisky e mele...buonaaa!
Buona settimana a tutti gli amici, io già attendo il mio finesettimana libero sperando in un pò di sole e di aria di primavera.



Ingredienti:
140 g. di miglio
500 ml di latte intero
1 cucchiaio colmo di miele
50 g. di burro
scorza di 1 limone
2 uova grandi
55 g. di zucchero di canna
45 g. di uva passa (facoltativo)
2 cucchiai di Whisky
3 cucchiai di farina 00 (40 g.)
1 grossa mela
1 bustina di lievito vanigliato

Mettere il latte a scaldare, aggiungere la scorza di limone grattuggiata, il miele e il burro. Appena sfiora il bollore versare a pioggia il miglio e mescolare ogni tanto. Lasciar sobbollire per 15-20 minuti, fino a quando il miglio ha assorbito quasi tutto il latte (non servono più di 20 minuti). Spegnere e far raffreddare.
Montare le uova con lo zuccero per almeno 10-12 minuti, in modo da ottenere un composto chiaro, spumoso, che scrive. Aggiungere la farina e il miglio cotto, incorporare delicatamente, aggiungere le uvette e per ultimo il lievito.
Versare nello stamo (io 24 cm di diametro) imburrato e infarinato, o protetto da carta forno, il composto. Finire con la mela a fettine e con una spolverata di zucchero.
Infornare, 175° per poco meno di un'ora. Quando provate con l stecchino è normale che ne esca umido ma non ci devono essere grumi di imapsto attaccati.

lunedì 18 febbraio 2013

Guinnes chocolate cake

Ecco, finalmente l'ho fatta, la Guinnes chocolate cake. Basta un'occhiatina agli ingredienti per notare che quello più presente è la famosa birra scura irlandese, dritta dritta da Dublino, la Guinnes.
La Guinnes mi piace, mi ricorda il pub che ho più frequentato per tutto il periodo del liceo e oltre, è bello il suo colore, ha un gusto complesso e deciso, è ricca di aromi...e chi pensava che sarebbe stata così bene in una torta la cioccolato?! Ma è proprio vero!
La ricetta è quella del cavoletto, io ho solo proporzionato le dosi a 3 uova invece che 4 per via delle dimensioni dello stampo. Sigrid nel suo post racconta di avere provato un'altra versione famosa di questa torta, la ricetta di Nigella, ma non è rimasta soddisfatta, così poi si è affidata alla ricetta dello chef Gary Rhodes
la stessa quindi che trovate in questo post.
L'unica licenza che mi sono permessa è l'uso del formaggio Quark per la copertura, al posto del classico Philadelphia e vi dirò, penso proprio di aver fatto un ottima scelta a livello di gusto. anche se la crema è colata tutta sul bordo della torta, ma nessun problema, era bella e buona comunque!
La torta è ricca di cacao, molto scura a ricordare il colore della birra, e coperta di chiara crema al formaggio a richiamare il colore della schiuma che si forma nel boccale.



Ingredienti:
260 g. di zucchero di canna
170 g. di burro
3 uova grandi
170 g. di farina tipo 00
2 cucchiaini di lievito vanigliato
300 ml di birra nera Guinnes
75 g. di cacao amaro
per la copertura
250 g. di formaggio Quark
160 g. di zucchero al velo
1 cucchiaio di Whisky

Lavorare burro e zucchero fino ad ottenere una crema, sbattere a lungo con la frusta elettrica. Aggiungere le uova, incorporare un uovo alla volta. Sciogliere il cacao nella birra. A parte setacciare la farina con il lievito.
Aggiungere alle uova un pò di birra e poi un pò di farina, alternando i due composti, fino ad incorporare tutto e ottenere un impasto omogeneo. Versare in uno stampo, meglio se a cerniera, di 22 cm di diametro. Rivestire la base e i bordi dello stampo imburrato con carta forno (ho tagliato un dico per la base e una striscia per il lato).
Infornare a 180° per 50 minuti circa (prova stecchino). Una volta che la torta è fredda, togliere dallo stanpo e ricoprire con la crema ala formaggio. Mescolare il formaggio con lo zucchero al velo e il whisky fino ad ottenere un composto omogeneo.

mercoledì 13 febbraio 2013

Cuori al marzapane e frollini al cocco

Ehm...il terzo dolce in quattro giorni, ma penso saprete trovare il modo di perdonarmi, queste due ricettine ha senso postarle oggi visto che domani è San Valentino. Lo dico solo perchè ho scelto la forma di cuore.
San valentino è una di quelle classiche feste dettate dal consumismo sfrenato il cui senso di esistere sarrebbe più che altro quello di non esistere: comprare prodotti costosi solo perchè ci hanno stampato sopra un cuore...Non ha proprio senso come festa, perchè in un rapporto di affetto i gesti di amore si fanno spesso e quando l'altro ne ha più bisogno, nelle ricorrenze che hanno un senso nella storia della coppia e così via. Io sono una contraddizione ambulante, ho sempre affermato che san valentino è una festa stupida e sdolcinata che non avrei mai festeggiato.
Ma poi, qualche anno fa, ho instaurato l'abitudine di fare un dolcetto con le cose in casa. Senza uscire a fare acquisti, vedo cosa offre la cucina è improvviso, così la sera li faccio trovare a lui in una scatola di latta con bigliettino. Non è una cosa comprata, è un gesto piccolo, semplice, fatto con le mie manine...perchè ogni scusa per fare un dolcetto carino è buona! E comunque anche ogni occasione per ricordare all'altro che gli vogliamo bene è buona per farlo!
Quindi diciamo che non lo festeggio, ma che il 14 febbraio è un ottimo pretesto! La forma di cuore per i dolci non mi dispiace, sono così carini.
I biscotti sono semplici frollini al cocco, la pasta frolla al cocco è buonissima e mi sembra adatta anche per qualche bella crostata al cioccolato o alla marmellata.
Ora concentrate la vostra attenzione sul cuore rosa, è una tortina formidabile, a base di marzapane (ne avevo un panetto in frgor da Natale e ho deciso che ero arcistufa di vederlo lì), viene una tortina morbida che sa di amaretto, quegli amaretti morbidi confezionati singolarmente, che buoni...io adoro gli amaretti morbidi.
Buon mercoledì :)



Cuori al marzapane:
180 g. di marzapane pronto
2 uova grandi
50 g. di farina 00
30 g. di zucchero semolato
1 fiala di aroma alla mandorla
1/2 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
colorante in gel rosso, facoltativo
zucchero al velo di copertura
stampini di alluminio a forma di cuore (altrimenti stampi per muffin)
per 5 cuori, 6 mufffin

Togliare il mazapane dal frigo con anticipo in modo che sia morbido. Lavorare il mazapane con le uova, prima con la forchetta e poi con la frusta elettrica per ottenere una crema. Aggiungere i restanti ingredienti e sbattere di nuovo fino ad averli completamente amalgamati. Versare negli stampini imburrati e infornare a 180° per 25 minuti.




Frollini al cocco:
50 g. di farina di cocco
220 g. di farina 00
110 g. di burro
90 g. di zucchero semolato
1 uovo grande
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina

Con il robot da cucina frullare la farina di cocco per renderla più fine, aggiungere farina e zucchero e frullare nuovamente. Aggiungere il burro freddo a pezzettini e azionare, fino ad ottenere un composto sbricioloso. Aggiungere allora le uova, il pizzico di sale, il lievito e la vanillina e azionare fino ad otetnere un panetto impastato. Spostare in una ciotola, coprire con pellicola e far riposare qualche ora in frigor.
Fromare i biscotti stendendo la pasta al mattarello, infornare poggiandoli su carta forno a 160° per 12 minuti al massimo, appena iniziano a dorare sono pronti.



Con questa ricetta partecipo al contest della Molina Chiavazza


PS: AGGIORNAMENTO PASTA MADRE
ieri ho fatto il quarto rinfresco e durante la notte, precisamente meno di otto ore, ha triplicato il suo volume riempiendo il vaso. Il colore è sempre più chiaro e l'odore sempre meno intenso, gli alveoli sempre più abbondanti e ampi...direi proprio che sono sulla strada giusta.
Sarò paziente e rinfrescherò ancora un pò di volte prima della prima panificazione e ...incrocio le dita per quel giorno!
Baci!

lunedì 11 febbraio 2013

Crostata al limone di Emma

Lo so, è il terzo dolce di fila sul blog, ma non posso aspettare a postarla. Questa torta la dedico ad un'amica dell'università, per il semplice motivo che è stata lei che ha pensato bene di contattarmi e inviarmi tante belle ricette, ho inziato da quella dolce (ovvio!) anche se le altre sono ancora più speciali visto il loro paese di provenienza, ma di quest'altra cosa vi dirò più avanti (condividerò anche queste molto presto).All'idea di una bella crostata non si resiste a lungo!
Non ci sentivamo da un pò ed è stata davvero un pensiero gentile scrivermi, condividere con me un momento della sua vita, apprezzare il mio blog e darmi il suo contributo. Sono doppiamente contenta di postare questa delizia al limone.
Da questo assaggio in poi, appena penserò ad una torta al limone, penserò a questa crostata che è buonissima. Ve la introduco con poche parole, una frolla bella burrosa (che io ho aromatizzato con tanta scorza di limone) e una crema composta da tuorli, zucchero al velo, abbondanti albumi montati e succo di limone. Una cerma che in cottura assume un aspetto particolare diventando come una torta soffice nello strato superiore e come una corposa crema pasticcera al limone nello strato inferiore, proprio come se fossero due farciture differenti (io ho aggiunto limoncello al posto di parte del succo di limone). Una torta davvero ottima.



Ingredienti:
Per la frolla
200 g. di farina 00
150 g. di burro
2 tuorli
60 g. di zucchero semolato
scorza di limone
pizzico di sale
Per il ripieno al limone
5 albumi e 3 tuorli
200 g. di zucchero al velo
30 g. di farina 00
succo di un limone e scorza di due
55 ml di limoncello (altrimenti il succo di un secondo limone)
25 g. di burro fuso

Per la frolla. Unire farina, tuorli, burro a temperatura ambiente e a pezzettini, lo zucchero, pizzico di sale e scorza, impastare tutto quanto basta per ottenere un composto omogeneo da far riposare in frigor per almeno una mezz'ora.
Stendere la pasta e rivestire uno stampo da crostata da 26 cm di diametro (imburrato e infarinato, o rivestito da carta forno).
Per la crema. Montare a lungo i tuorli con lo zucchero al velo, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungere succo di limone, limoncello scorza e burro fuso (poi fatto intiepidire) e la farina. Per ultimi incorporare gli albumi montati a neve delicatamente per non sgnofiare il composto. versare direttamente nel guscio di frolla cruda.
Infornare a 180° per 40-45 minuti (la temperatura altina è utile per far cuocere bene la frolla nonostante la crema molto liquida, se si scurisce troppo la superficie della torta coprire con la leccarda e terminare la cottura).


venerdì 8 febbraio 2013

Ciambella all'acqua calda, con ExtraVergine e limone

Adesso si che è la ciambella più soffice e morbida del mondo, il pandoro Bauli non regge il confronto con questa nuvola sofficiosa di ciambella. Anche questa prima versione l'ho postata proprio per via dell'estrema morbidezza, ma sulla indicazione "più morbida del mondo" avevo ancora qualche dubbio, ora devo proprio dire che è la pura verità.
Un grazie ad Anna Moroni per la ricetta della ciambella all'acqua e anche a 'Panza e Presenza' per l'indicazione di aggiungere acqua bollente.
Io ho aromatizzato con olio extravergine di oliva al posto dell'olio di semi, con scorza di limone e limoncello, questi ingredienti non si sentono troppo, donano solo un aroma piacevole.
E siamo a venerdì! Siii! Non vedo l'ora che siano le otto di stasera perchè ho proprio bisogno di questo finesettimana di riposo, giretti con i cani e un pò di cucina...vi auguro un buon weekend!



Ingredienti:
250 g. di farina 00
250 g. di zucchero semolato
3 uova grandi
110 ml di olio evo di buona qualità
130 ml di acqua calda
30 ml di limoncello
1 fiala di aroma al limone
scorza di un limone
1 bustina di leivito vanigliato
pizzico di sale

Montare uova intere e zucchero per almeno 10 minuti ottenenedo un composto che scrive. Aggiungere olio, scorza, aroma, limoncello e poi l'acqua bollente. Per ultima aggiungere la farina setacciata con il lievito. Mescolare con cura per non sgonfiare il composto.
Versare nello stampo da ciambella imburrato e infarinato e cuocere a 180° per 35 minuti, sfornare previa prova stecchino.
Facile, veloce e super buona!!!


Con questa ciambella partecipo al giveaway della carissima Ombretta...


venerdì 1 febbraio 2013

Cupcake mix di agrumi e cioccolato

Oggi ho deciso di giocare 'sporco', invece di lasciarvi una nuova ricetta ne ripubblico una dell'anno scorso, penso il dolce più buono del 2012. Lo faccio appositamente per partecipare ad un contest dedicato agli agrumi, perchè la base di questa cupcake è la torta all'arancia più buona che abbia mai mangiato, il segreto è la polpa di arancia frullata nell'impasto, non il succo, ma proprio gli spicchi di arancia spellata a vivo, frullati e ridotti in polpa.
Allora, due parole di presentazione. Le tortine sono all'arancia e limone, con polpa di arancia frullata, succo di limone e scorza di entrambi. Ho aggiunto all'impasto anche il cioccolato fondente a pezzettini per non farmi mancare niente! La decorazione è un classico frosting con burro e zucchero al velo, però l'ho mescolato con cioccolato fondente fuso, scorze di agrumi, succo di arancia e cioccolato tritato per decorare.
Diciamo che sembra quasi di mangiare gli spicchi di arancia ricoperti di cioccolato!
Non ho seguito una ricetta precisa, ho improvvisato dopo aver pensato e ripensato alla veste che volevo dare alla seconda cupcake della mia vita e il risultato mi ha riempito di soddisfazione!
Quando le guardo mi ricordo che dopo queste volevo fare altre mille cupcake e invece non ne ho fatte altre...quaso quasi per San Valentino...è un dolce così bello, da fare, da guardare e da mangiare!



 

Ingredienti:
110 g. di burro
220 g. di zucchero di canna
scorza di 1 arancia -
polpa di 1 arancia e mezzo
scorza di 1 limone
succo di mezzo limone
2 uova grandi
340 g. di farina 00
100 g. di cioccolato fondente tritato
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
nb: dosi sufficienti 12 cupcake e una tortina di 18 cm di diamentro

Per il frosting (dosi per decorare 6 cupcake)
50 g. di burro
130 g. di zucchero al velo
scorze miste
2 cucchiai di succo di arancia
40 g. di cioccolato fondente
1 cucchiaio di succo di limone
qualche fettina di arancia e poco fondente tritato per decorare

Per le tortine. Sbattere bene il burro ammorbidito con pizzico di sale abbondante, scorza di agrumi e zucchero fino da ottenere una crema. Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando bene e vigorosamente.
Frullare la polpa di un arancia e mezzo (due se sono molto piccole) pelate a vivo (senza la parte bianca che sta sotto alla buccia e che porta l'amaro), frullare insieme al succo di limone.
Aggiungere al composto di burro e zucchero, la farina e gli agrumi frullati, intervallando gli ingredienti e mescolando con cura (a seconda del peso della polpa flullata può darsi che siano sufficienti due cucchiai in meno di farina).
A questo punto aggiungere il lievito, mescolare, aggiungere il fondente tritato grossolanamente con il coltello. Riempire i pirottini e infornare a 180° per 25 minuti.

Per il frosting. Sbattere il burro morbido insieme al cioccolato fuso a bagno maria e al succo di agrumi, ottenere una crema liscia. Aggiungere lo zucchero la velo, poco alla volta, sbattendo con decisione.
Il frosting è pronto per la sac a poche! Decorare a piacere quando le tortine sono fredde.


Ed eccoci al contest...con questa ricetta partecipo la contest del blog 'Una Fetta di paradiso', i dolci agrumati!


domenica 27 gennaio 2013

Ciambella integrale al succo d'arancia

Avevo in casa solo la farina integrale, ma volevo un dolce soffice e morbido per la colazione. Ho deciso di seguire la ricetta del ciambellone all'acqua, che a quanto ho letto nel web troverebbe la maternità nella figura di Anna Moroni, ma ho fatto delle varianti negli ingredienti ( solo farina integrale, il succo d'arancia al posto dell'acqua e aroma all'arancia) e la lievitazione non è esplosa come nelle aspettative. Una ciambella non molto alta, non un ciambellone, ma un ottima torta all'arancia, soffice, leggera, morbida, con tanto aroma.
L'intera ciambella è svanita nel giro di due giorni! In genere il dolce ve lo lascio il Lunedì, ma era così buona che non mi va di aspettare un altro giorno, eccola! Tra parentesi vi ho lasciato le indicazioni di partenza, era così soffice che la rifarò sicuramente seguendo la ricetta originale.



Ingredienti:
250 g. di farina integrale
3 uova grandi
180 g. di zucchero (ricetta originale 250)
130 ml di olio d'oliva (originale, olio di semi)
150 ml di succo d'arancia rossa (originale, 130 ml di acqua)
scorza di arancia
1 fialetta di aroma all'arancia
1 bustina di lievito per dolci
pizzico di sale
zucchero al velo, farina e burro qb


Montare le uova con lo zucchero e il pizzico di sale per almeno una decina di minuti.
Unire olio e succo, scorza e aroma, mescolare delicatamente.
Unire poi la farina insieme al lievito, incorporare delicatamente.
Versare nello stampo imburrato e infarinato (quello da ciambella da 24 cm o uno stampo da torta da 22-24 cm) e infornare, forno già caldo a 180° per 40 minuti.

 Buona domenica!!

ps: con questa ricetta partecipo la contest del blog 'Una Fetta di paradiso', i dolci agrumati!

 

lunedì 14 gennaio 2013

Cake ai datteri e banane

Inizio della settimana dolce, ormai nel blog e nella vita riprendono i ritmi pieni e normali di tutte le settimane. La domenica da sola non mi è bastata a riprendermi completamente dalla settimana appena passata e già siamo a lunedì. Quasi quasi odio le feste che ti illudono con i giorni liberi in più, l'atmosfera rilassata, di una calma che poi dispiace abbandonare. Tutto per dire, ci vuole un dolce il lunedì!
Vi lascio il mio pluncake preferito, mi corrego, uno dei miei tanti preferiti (potrei scrivere una top ten, in qualch epost lo farò). Più che un plumcake sembra un banana bread, leggermente più soffice e lievitato, ma tendenzialmente compatto come il banana bread, con aggiunta di datteri.
Io per le feste natalizie me ne prendo almeno due scatole, adoro i datteri e li mangio solo in quel periodo dell'anno per via dello zucchero che contengono, non ne prendo una scatola sola perchè sparirebbe troppo presto. Quest'anno ne ho trovata una nascosa in fondo ad un cesto portafrutta che ripongo su una mesola alta della cucina, me l'ero dimenticata! E così ho potuto rifare questo dolce, che avevo provato qualche natale fa. Vi serve una banana grande a molto molto matura, piena di puntini neri.
Buona settimana!


Ingredienti:
1 uovo grande
190 g. di farina 00
80 g. di zucchero semolato
80 g. di burro fuso
1 banana grossa, ben matura
120 g. di datteri, privati del seme e tritati grossolanamente
1 yogurt intero alla banana
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale

Montare uovo e zucchero con le fruste elettriche per almeno 15 minuti, ottenere un composto chiaro e spumoso, che scrive (se alzate le fruste a fate colare, qiello che cola rimane sulla superficie).
Aggiungere la banana ben schiacciata con la forchetta, ridotta in purea, lo yogurt e il burro fuso, mescolare delicatamente per ottenere un composto omogeneo.
Aggiungere la farina setacciata con lievito e pizzico di sale, e inifne i datteri grossolanamente tritati (dalla foto si intuisce la grandezza che ho scelto io).
Versare in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato e infornate per 180° per 35-40 minuti, sfronare previa prova stecchino (non avendo precisato il peso della banana l'uminità può variare nel vostro cake).

lunedì 17 dicembre 2012

Rotolo al cacao e marmellata di mirtilli

Lunedì, arriva sempre inesorabilmente e io come sempre vi lascio un dolcetto per ammorbidire il risveglio.
Non avevo mai postato un rotolo di pasta biscotto eppure lo cucino spesso, mi piace tantissimo...quello semplice con la nutella...ripieno di panna e crema di marroni...ricoperto di cioccolato...
Ieri ne ho fatto uno con la pasta biscotto al cacao, prima volta che ci provo e vi dirò, continuo a preferire la pasta biscotto chiara per una questione cromatica, ma il dolce è venuto benissimo, la pasta come al solito e il ripieno di marmellata ai mirtilli rossi ci stava benissimo.
La ricetta, che uso da anni, è collaudatissima (non mi ricordo da dove arrivi). La particolarità della procedura sta nel fatto di montare le uova intere per quasi venti minuti e i primi dieci a bagno maria: così ricevono una prima cottura, non si smontano e non si rischia di sentire odore di uovo in un dolce che è fatto principalmente di uova ed ha una cottura velocissima. Inoltre la pasta va arrotolata da calda in un canovaccio e fatta rafferddare da arrotolata, se la fate raffreddare da stesa poi non si arrotolerebbe bene e si creperebbe.
Stranamente questo dolce viene meglio con la farina manitoba, non ne serve molta per assorbire i liquidi delle uova e da all'impasto una particolare elasticita, è molto diverso da un pan di spagna. 


Ingredienti:
4 uova intere
90 g. di zucchero (80 g. se non mettete il cacao)
70 g. di farina manitoba (80g. se non mettete il cacao)
15 g. di cacao amaro
scorza di arancia e limone (in alternativa vanillina)
pizzico di sale
marmellata a scelta, mezzo vasetto
per decorare, facoltativo
50 g. di cioccolato fondente sciolto
zucchero al velo

Le uova vanno montate per dieci minuti a bagnomaria, aprire le uova in una ciotola molto capiente (aumenteranno molto di volume), aggiungere lo zucchero, il pizzico di sale e la scorza di agrumi, posizionare sul vapore (fuoco spento). Montare le uova per dieci minuti e poi togliere dal vapore, continuare a montare per 8-10 minuti lontano dal calore.
Incorporare delicatamente la farina mischiata con il cacao e versare nella teglia imburrata e rivestita di carta forno. Misure: la mia 32 per 25, basta che sia un teglia rettangolare e che l'impasto una volta versato sia di circa 1 cm di altezza.
Infornare a 220° per 8 minuti, non di più.
Rovesciare il rettangolo di pasta su un canovaccio inumidito, eliminare la carta forno e arrotolare bene. Far rafferdadre il rotolo prima di srotolare a farcire.



venerdì 14 dicembre 2012

Alberelli di torta al cocco carote e arancia

Ieri era Santa Lucia, questo è stato il mio dolcetto per la colazione, ci deve essere sempre un qualche dolce a Santa Lucia si tratta di una colazione importante che riporta alla mente il momento speciale in cui da piccola trovavo il tavolo con i regali e i dolci. Una colazione con i biscotti o le merendine confezionate proprio non si può vedere la mattina del 13 dicembre.
La mia personale tradizione vorrebbe i primi biscotti dacorati delle feste, ma in mancanza di tempo (ormai vi parlo solo del tempo che mi manca per barricarmi in cucina quanto vorrei) ecco la tortina veloce, non avevo nemmeno lo zucchero al velo da passarci sopra!
Ma almeno, la forma è proprio interessante, un bellissimo alberello di natale. Stampo nuovo fiammeggiante dritto dritto dalle bancarelle di Santa Lucia, portato a casa insieme ad un mezzo quintale di canditi per i prossimi dolci!
Ho visto la torta cocco carote su un libro, poi su alcuni blog e non vedevo l'ora di provare anch'io l'abbinamento. Alla fine mi sono affidata alla mia solita ricetta della torta alle carote sostituendo le mandorle e una piccola parte della farina con farina di cocco, e aggiungendo succo di arancia e arancia candita. Buonissima, il cocco si potrebbe ridimensionare di un 15 o 20 g. per non rendere irriconoscibili le carote, ma comunque la ricetta è ottima (io ho riportato fedelmente le dosi che ho usato).

 

Ingredienti:
2 uova big
120 g. di zucchero semolato
60 g. di burro fuso
180 g. di carote grattuggiate
180 g. di farina 00
70 g. di farina di cocco
1 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
scorza e succo di mezza arancia
arancia candida 50 g.
risultano 8 alberelli e 2 muffin, le dosi sono quelle di 12 muffin o uno stampo unico di 22 cm di diametro

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio.  Aggiungere il burro fuso e la scorza di arancia.
Grattuggiare finemente le carote. Spremere mezza arancia e tagliare l'arancia candita in piccoli cubetti.
Mescolare farina, cocco, sale, lievito.
Aggiungere alle uova qualche cucchiaio di carote e qualche cucchiaio di farina, mescolare a aggiungerne di nuovi alternandoli, fino ad amalgamare il tutto. Aggiungere il succo di arancia e i canditi, mescolare.
Dividere l'impasto negli stampini e infornare a 180° per 25 minuti.


Con questa ricetta partecipo al contest di Morena: un dolce al mese...


e al contest di Kiara: Sweet birthday



martedì 20 novembre 2012

Torta pan di stelle

Mi scuso umilmente, vi posto ancora un dolce! Qualche giorno fa ho scoperto per caso l'esistenza di questa torta pan di stelle, ho voluto provare. Dato che non avevo il tempo di mettermi a fare cose più complicate mi sembrava l'ideale, un dolce che sicuramente sarebbe stato gradito dal mio compagno che ha gusti molto semplici e poco tempo per realizzarlo. Ho aggiunto solo un pò di cacao amaro e liquore per darle una veste un pò più "adulta"
Dovrebbe essere un agglomerato di "schifezze", i biscotti frollini industriali, la nutella, la panna che è grassa soprattutto se aggiunta a tutto resto che ho elencato...ma io l'ho trovata irresistibile, ci sono dei sapori che sono dolci e irresistibili e chi dice il contrario solo non lo vuole ammettere!!!
Queste cose mi ricordano quei dolci che, in passato, le mie compagne di scuola mi raccontavano di farsi nel pomerggio con quello che c'era in casa: gelato, panna, nutella e biscotti. Me ne hanno raccontate tante versioni negli anni, ma io intanto tutti quegli ingredienti insieme non li avevo mai in casa perchè la mamma era attenta alla sana alimentazione, se ne avevo solo uno di quelli citati era già un'eccezione. Ecco, uno dei pregi di vivere da sola (senza i genitori, ma con un compagno e due cani) e che posso farmi tutte le schifezze che voglio senza rendere conto a nessuno, e il peccato lo condivido comunque con qualcuno che spesso si "sacrifica" più di me.
E stata così buona che ho deciso di proporla a mamma, papà, fratello e parenti nel periodo natalizio. Io sto già pensando al natale, in genere la sera prima ci troviamo per un dolce, non vedo l'ora dei regali, delle deocorazioni, dei film e tutto il resto :)

 


Ingredienti:
1 confenzione di biscotti pan di stelle
500 ml di panna fresca da montare
1 barattolo piccolo di nutella
100 ml di latteo poco più
2 cucchiai di baileys (o altro liquore, facoltativo)
zucchero al velo 50 g.
cacao amaro qb

Per quanto riguarda lo stampo ho dovuto fare delle prove con i biscotti per scegliere quello in cui ci stessero meglio senza spezzarli, vi consiglio di fare le stesse prove!
Gli ingredienti indicati potrebbero non servirvi tutti: vi avanzeranno dei biscotti, magari un pò di panna e sicuramente parte della nutella. Ho protetto lo stampo con della pellicola, rivestendo fondo e bordi per poterlo poi sformare, si può anche tagliare direttamente nello stampo come un tiramisù.
Montare bene la panna con lo zucchero al velo e un cucchiaio di cacao (il cacao facoltativo). Passare la nutella per qualche istante in misconde per renderla liquida.
Mescolare il latte con il liquore, inzuppare brevemente i biscotti.
Comporre la torta con uno strato di biscotti, un pò di nutella il più possibile distribuita sulla superficie, uno strato di panna. Di nuovo per il secondo strato. Terminare con qualche biscotto e una spolverata di cacao.

 

Con questa ricetta desidero partecipare al contest di Nidalea e il giardino dei limoni


lunedì 19 novembre 2012

Torta al limone di Claudia

Di Claudia si, ma non mi riferisco a me stessa, ma alla simpatica e bravissima Claudia di My ricettarium. Mi sono iscritta per la prima volta alla sua rubrica "tu come cucineresti...", ogni mese viene sorteggiato un "eletto" che dovrà propore la sua versione della ricetta del mese, in questo caso una torta al limone, sempre scelta tra le ricette di Claudia. 
Grazie a questo giochino mi sono resa conto di non aver mai fatto una torta lievitata al limone, ci ho pensato e non me ne viene in mente nessuna, mi sa che è stata davvero la prima volta. Ho seguito questa sua ricetta.
Quando ho inviato la mail con la mia interpretazione della torta a Claudia ho risposto a tre domande...se mi è piaciuta, se fose stata di difficile esecuzione, se ho fatto delle variazioni. 
Quindi...
Mi è piaciuta molto, l'aroma di limone è inequivocabile, la dose di zucchero precisa per non avere un dolce più aspro che dolce, leggera, alta, umida...perfetta insomma!
Nessuna difficoltà ad eseguirla, l'ho fatta che erano quasi le dieci di sera dopo un a pesante giornata di lavoro ed il risultato è stato eccellente, se non è questa una prova della sua facilità!
Di diverso c'è solo lo stampo, per il resto ho seguito la ricetta alla lettera, però...ho aggiunto il limoncello che essendo un liquido ho sostituito al succo di mezzo limone, quindi mezzo limone in meno e il limoncello, che era li che mi faceva l'occhiolino dal congelatore e era troppo indicato per una torta al limone. Mi sono accorta di non avere il latte, avevo già montato zucchero e tuorli, e così ho aggiunto 125 g. di yogurt al posto del latte, io latte e yogurt li uso in dosi uguali e in modo intercambiabile, trovo che sia sempre meglio lo yogurt che da una particolare morbidezza ai dolci.Infine, ho decorato con un pò di glassa di zucchero al velo e limoncello.





Ingredienti:
3 uova
150 g. di farina 00

160 g. di fecola di patate (io amido di mais)
200 g. di zucchero semolato
120 g. di latte (io 1 vasetto di yogurt cremoso bianco)
100 g. di olio di semi di mais
2 limoni

40 ml di limoncello più due cucchiai per la decorazione
1 bustina di lievito
pizzico di sale
zucchero a velo


Sbattete bene i tuori con lo zucchero, unire l'olio, il latte, la scorza e il succo di un limone e mezzo, il limoncello. Succesivamente la farina setacciata col lievito e l'amido. 
Montate a neve ben ferma gli albumi con 1 pizzico di sale ed uniteli delicatamente, a cucchiaiate, al composto amalgamandoli dal basso verso l'alto per non farli smontare. 
Infornate in forno caldo a 180° per 40 minuti più 5 a forno spento.
Una volta che la torta è fredda mescolare 40 g. di zucchero al velo con due cucchiai di  limoncello, ottenendo una glassa molto liquida da usare per decorare la torta e inumidirla.


ps. ho usato il bellissimo stampo che ho vinto nel contest di Morena che ringrazio di cuore, un regalo davvero molto bello :)

mercoledì 14 novembre 2012

Torta di mele e yogurt

Mi sono ispirata alla ricetta trovata su Gustissimo.it.
In genere si cercano le ricette senza burro, io invece è un pò che penso di fare una torta di mele con una buona dose di burro, perchè non l'ho mai provata se non senza burro o con poco olio.
Ho seguito la ricetta sopra citata, per poi modificare un pò strada facendo, seguendo le ispirazioni che si devono assecondare quando chiamano: ho messo meno uova e farina e lo yogurt al posto del latte, inoltre ho usato una mela in più per la decorazione e ho omesso le uvette che nella torta di mele non mi piacciono molto. Lo yogurt al miele, unito a zucchero di canna e cannella dona un ottimo aroma a questa semplice torta.
Comunque la ricetta era perfetta anche così com'era per ottenere una bella torta di mele classica, alta, morbida, con un aspetto rustico.

 


Ingredienti:
4 mele circa
200 g. di farina 00
140 g. di zucchero di canna
2 uova big
1 vasetto di yogurt al miele, 125 g.
90 g. di burro più quello per la teglia
1 bustina di lievito vanigliato
1 vanillina
pizzico di sale
1/3 cucchiaino di cannella
scorza di 1 limone

Togliere il burro alcuni minuti prima di utilizzarlo per farlo ammorbidire, poi montarlo con lo zucchero. Aggiungete la vanillina, un pizzico di sale e un uovo alla volta, continuando a mescolare per amalgamare bene l’impasto. Aggiungere lo yogurt e la scorza del limone.
Setacciate la farina e il lievito con la cannella e uniteli un po’ alla volta al resto, mescolare fino a quando l’impasto sarà omogeneo e privo di grumi. Aggiungere due delle mele a cubetti.
Versare il composto in una teglia imburrata, io 22 cm di diametro.
Livellare bene e appoggiare le restanti mele affettate. Cospargete con lo zucchero di canna e far cuocere nel forno preriscaldato a 180 gradi, per circa 50 minuti.
Togliere dal forno e lasciar intiepidire prima di servire.


Con questa ricetta partecipo al contest di Morena 'Morena in cucina', mese dedicato alla mela