Pagine

Visualizzazione post con etichetta Secondi piatti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Secondi piatti. Mostra tutti i post

venerdì 8 maggio 2015

Veggie burger cuscus e fagioli

In genere non amo, diciamo che mi piacciono relativamente, i cibi pronti vegan confezionati tipo polpette, burger e compagnia. Trovo che solo pochi siano davvero buoni ( in genere fanno pensare agli "scettici della possibilità di essere vegani sereni" che ci cibiamo di cose costosissime, con dubbi ingredienti e sapore vagamente palstificato, il che è molto triste) e trovo che sia molto più soddisfacente farseli in casa, soprattutto quando si ha in mano una ricetta facile, veloce, con pochi ingredienti ma di eccellente riuscita. Ai miei inizi fare polpette vegan è stato un pò frustrante, ma dovevo solo prendere la mano. Sì, perchè quando farseli in casa richiede seguire laboriose ricette, pieni di ingredienti e magari scontrarsi col fatto che non ti vengono nemmeno bene, si rivaluta la praticità dei cibi confezionati. Ed è un peccato per tanti motivi: il costo, la presenza di conservanti o addittivi vari, tutta la plastica e la carta sprecate in più per il packaging.
Dopo tante sperimentazioni ho iniziato a fare spesso la ricetta che vi propongo, entrata a fare parte dei must della mia cucina. La faccio spesso sia quando voglio un secondo un pò diverso dal solito, accompagnata con patate arrosto o altre verdure, sia per farmi il classico panino tipo fast food (che con verdure, senape e pane fatto in casa è ottimo, Mc Donalds ciao proprio!).




Ingredienti:
240 g. di fagioli borlotti già cotti
1/2 bicchiere di cuc cus
1 carota
1 cipollotto/scalogno (o pezzetto di cipolla)
3 cucchiai colmi di farina di ceci
2 cucchiai di pangrattato
paprika affumicata
aglio in polvere, sale, pepe
Dose per 4 burger


Tritare finemente il cipollotto e grattugiare la carota, soffriggerli brevemente in un pentolino con pochissimo olio, aggiungere il cuscus e un bicchiere di acqua. Coprire e lasciar andare a fuoco basso finche il cuscus non avrà assorbito bene l'acqua.
Tritare  e ridurre a crema, metà del cuscus con metà dei fagioli scolati (con un tritatutto, o minipimer) unire poi a tutto il resto degli ingredienti, in una ciotola capiente, e impastare bene schiacciando con una forchetta. A me piace lasciare parte degli ingredienti a pezzi grossolanamente schiacciati in modo che sia percepibile di cosa è fatto il composto.
Lasciare il composto in frigor per un paio d'ore, successivamente, con le mani unte formare quattro palline da schiacciare nella forma del burger.
Posizionare le polpette in una teglia protetta con carta forno leggermente unta e infornare a 200° per massimo una ventina di minuti, girando i quattro burger a metà cottura per farli dorare su entrambi i lati. Sono ottimi tiepidi.



mercoledì 21 agosto 2013

Falafel di ceci e maionese di avocado

Con le polpette vegan non ho ancora raggiunto grandi risultati, fatta eccezione per queste, che dopo due esperimenti poco entusiasmanti finalmente mi sono venute davvero bene. La prima volta che mi hanno spiegato la ricetta sono rimasta stranita dal fatto che i ceci si impolpettano da crudi, tritati finemente dopo un lungo ammollo, poi si friggono le polpette, nessun'altra cottura intermedia. La prima volta che l'ho sentito mi è sembrato improbabile e invece...Si possono fare anche con le fave, tritate da crude dopo una notte di ammollo (non ho sperimentato di persona).
La prima volta ho ammollato i ceci per meno di 24 ore e le ho cotte la forno, mi sono sembrate delle polpette insignificanti...
Nel frattempo ho scoperto che qui da me, gli arabi da cui prendevo spesso il kebab alle falafel, le fanno con le uova, e io che ho chiesto informazioni sperando di scoprire qualcosa di utile ho scoperto solamente e tristemente che spesso ho mangiato non vegan senza saperlo, mannaggia (cliente perso)! Ma non mi sono arresa, ho provato una ricetta che prevedeva ceci cotti e farina di ceci (risultato ancora peggio del primo).
La cosa fondamentale alla terza volta è stato un ammollo dei ceci infinito, più di 36 ore cambiando l'acqua ogni 12 ore più o meno. A dirlo fa passare la voglia, sembra noioso, in realtà è molto pratico, basta calcolare con un attimo di anticipo per quando intendiamo friggerle, poi per versare i ceci in un contenitore, riempire d'acqua e cambiarla un paio di volte non direi che ci vuole molto, il tempo si trova. Dopo si tratta solo di sbattere ceci e tutto il resto in un robot da cucina, tritare a lungo fino ad ottenere un impasto bello fine. Con l'ammollo lungo l'impasto viene bello morbido. Consiglio la frittura, il risultato è tutta un'altra cosa rispetto al forno ( poi non friggerò più per un secolo, probabilmente fino alla prossima estate, quindi si poteva fare). Appena toccano l'olio caldo si rassodano all'istante, questa sostanza legante sprigionata dai ceci crudi (come nel caso della farina di ceci) è portentosa.


Ingredienti:
300 g. di ceci crudi già ammollati (tassativamente ceci secchi, ammollo di 36 ore)
1 cipolla rossa bella grande
2 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
sale, pepe
olio di semi per firggere
sesamo o gomasio (facoltativo)

Prendere i ceci scolati dall'acqua di ammollo e versare nel recipiente del robot da cucina aggiungendo tutto il resto degli ingredienti: la cipolla a fette, l'aglio spezzettato, il prezzemolo, poco sale e del pepe. Azionare e tritare fino a quando il composto è fine e omogeneo (come dovrebbe essere un impasto per polpette). I semi di coriandolo e cumino è meglio tritarli un pò prima di aggiungerli al composto. Azionare di nuovo per amalgamarli. Far riposare l'impasto in frigor.
Formare delle palline premendo l'impasto con le mani, grandezza di una noce sue per giù, e buttare nell'olio caldo (io ho usato tre dita d'olio in un wok, non è necessario che la polpetta affondi nell'olio, basta rigirarla spesso per far si che non diventi troppo dorata solo da un lato). Appena sono dorate scolare e spostare sulla carta assorbente. Io le ho rotolate ancora calde nel gomasio. Si possono rotolare nel sesamo ancora calde o impanarle nel sesamo prima di buttarle nell'olio (comunque il gomasio, che unisce il giappo con l'arabo, è buonissimo).

Io ho esagerato e ho aggiunto insalata di pomodori datterini e 1/2 avocado.
Maionese di avocado fatta frullando 1/2 avocado con sale, pepe, 1 cucchiaino scarso di senape, 1 cucchiaio e poco più di succo di limone. Senza aggiunta di altri grassi a quelli naturalmente presenti nell'avocado viene una salsa dalla consistenza identica alla maionese e dal gusto più delicato (senza colesterolo ma ricca di potassio,acidi grassi 'buoni' come gli omega3, antiossidanti e vitamine).
L'idea della maionese di avocado l'ho presa qui da Cesca.


domenica 14 luglio 2013

'Formaggio' raw di anacardi, al basilico e lime

Gli anacardi sono davvero una delle cose più ideali per fare uno spalmabile che ricorda davvero molto alcuni formaggi (non che io senta la mancanza dei formaggi, la mia cucina si è arricchita di tantissime cose che sono morbide e spalmabili senza l'ombra di formaggio). Ma nella rete e nei libri lo chiamano formaggio di anacardi, chiamiamolo così in onore della sua somiglianza.
Trovate la versione a crudo molto morbida, la versione che si compatta in frigor, con lievito alimentare o agar agar, ho trovato anche la versione simil stagionata da affettare (questa non mi ispirava nemmeno un pò, le altre si). Io sono andata su quella più semplice e veloce, senza cottura, solo anacardi, acqua e sale più aromi e erbette a piacere. Ho sostituito il limone con il lime, con gli anacardi sta benissimo. Perfetto per crostini, per i primi piatti cremosi, per panini e piadine, per tutto insomma! Tra l'altro gli anacardi non salati lì ho trovati a poco prezzo in un noto discount, quindi non ci sono scuse. In realtà io avrei un buon motivo per non acquistare mai gli anacardi, ne mangio troppi!


Ingredienti:
150 g. di anacardi non salati
2 cucchiai di succo di lime
3-4 cucchiai di acqua
6-8 foglie di basilico (o altri sapori a piacere: erba cipollina, prezzemolo, pepe, aglio)
qualche granello di sale rosa (o pochi pizzichi di sale fino)

Mettere in ammollo gli anacardi per almeno 5 ore, passato questo tempo scolarli dall'acqua e passarli ad un recipiente indicato per frullare con il minipimer. Aggiungere agli anacardi tutto il resto e frullare fino ad ottenere un composto cremoso. Rivestire una piccola ciotolina con la pellicola e schiacciare dentro il composto in modo da compattarlo bene, chiudere con la pellicola e riporre qualche ora in frigor. A questo punto, al momento di servire, potete capovolgere la formina di formaggio sul piatto di portata. L'ultimo passaggio non è obbligatorio, ovviamente.

Io l'ho messa dentro una piadina integrale di farro insieme al pomodoro. Il mio compagno d'estate mangia spesso la piadina stracchino e pomodori, volevo vedere se apprezzava l'alternativa e il punteggio è stato dieci e lode, sono contenta perchè una piccola cosa alla volta, un passetto ogni tanto, sto eliminando i prodotti animali anche dalla sua dieta senza che lui li rimpianga. Il formaggio di anacardi è cremoso, è saporito e sta benissimo insieme al pomodoro e abbiamo cenato divinamente lasciando (ipoteticamente, concettualmente) il latte di mucca al suo vitellino.


sabato 8 giugno 2013

Cotoletta miglio e ceci farcita di peperoni e tofu affumicato

Cucu! Rieccomi, ogni tanto tra voi..da più di un mese sono una vegana perfetta e ne sono sempre contenta, purtroppo a fine mese ho una settimana di lavoro via e non so come farò ad alimentarmi, sono combattuta: mangerò solo verdura e frutta sembrando un fanatica di qualche strana setta religiosa (perchè per molti tipi di persone questa scelta di eticità sembra solo una stranezza se non peggio) o per motivi di convenienza sociale terrò per me i miei pensieri e mangerò tutto cercando di scegliere cose con un livello moderato di crudeltà (sempre se questo ragionamento è possibile, secondo me no). Mi spiace, ma sono già orientata sulla seconda scelta. Lavoro con bambini, persone che vengono da paesi poveri e hanno sofferto la fame, e con persone che culturalmente troverebbero inconcepibile la mia preoccupazione...troppo difficile uscire allo scoperto.
Da quando mi interesso di cucina vegan ho scovato blog ricchissimi di ricette originali e interessantissime che mi segno e poi non faccio mai, questo Sabato invece mi sono dedicata un pò alla cucina e ho provato (con successo) questa cotolettina rubata nella Tana del Riccio. Non è fantastica anche la cucina vegana?!
Io, invece che fare una cotoletta, ho fatto una specie di finto cordon bleu farcendo con tofu affumicato e peperoni. Il tofu affumicato è buonissimo e saporitissimo, provare per credere, da quando l'ho scoperto ce l'ho sempre in frigor perchè per certe ricette è l'ideale (sembra quasi di averci messo la scamorza o il prosciutto affumicato, cose che non mi mancano per niente perchè ormai legumi, tofu, tempeh e in rari casi il seitan mi bastano e avanzano in cucina...però il sapore di affumicato lo adoro!).


giovedì 2 maggio 2013

Mini burger di lenticchie noci e avena, di Eva

Di polpette o hamburger di lenticchie sarò al quarto esperimento, quando le cose che io penso di aver ben progettato non mi vengono mi innervosisco e ho scoperto di intestardirmi non poco, così mi sono fissata a provare tutte le ricette di polpette di lenticchie mi capitassero a tiro.  Finalmente è arrivata Eva, ho trovato una ricetta che di colpo è entrata nella mia top ten delle ricette vegane, finalmente una polpetta vegetale dalla consistenza e sapore perfetti (almeno per i miei modesti gusti). La preparazione è semplice, la cottura veloce, richiedono giusto un filo d'olio,  rimangono compatte, dorate fuori, ma morbide all'interno come è l'impasto prima della cottura.  La forma ideale è di mini burger, così ci vogliono pochi minuti per riscaldarle all'interno e dorarle all'esterno e sono facili da girare. La cottura serve solo a riscaldare e dorare bene all'esterno, la consistenza rimane tale e quale, e sottolineo che lo trovo un pregio. Le ho rifatte parecchie volte e le adoro dentro ad un pane da arrotolare (come tortilla, pita, piadina) insieme a tante verdure e un velo di senape.
Il ricettario che mi ha salvato del tunnel delle polpette di lenticchie è molto più che un semplice ricettario, è il libro 'La dieta di Eva' di Alda Vittoria Eltanin. Un libro che tratta di alimentazione, nutrizione (cose apparentemente noiose) ma con un linguaggio chiaro, ironico e accattivante che rende ogni paragrafo scorrevole come fosse un libro di narrativa. Le argomentazioni esposte sono aria fresca per la mente che inizierà a vedere l'alimentazione umana sotto un nuovo punto di vista. La riflessione cardine è che la nostra antenata Eva ha perso il privilegio dell'Eden, ha perso tutto, per cogliere una mela, un semplice frutto (non certo una costoletta di maiale ma nemmeno un bel piatto di cereali o legumi), il paradiso dell'Eden non era ne una fattoria ne un granaio, ma lo possiamo facilmente immaginare come un grande frutteto tropicale. Il passaggio a dire che la frutta dovrebbe essere la base della nostra alimentazione sembra un volo pindarico, ma capitolo per capitolo la scrittrice accompagna verso questo tipo di considerazione, riflettendo sui nostri antenati, su considerazioni mediche, ambientali ed etiche, sul fatto che l'industria alimentare e quella farmaceutica hanno costruito un impero economico sulla nostra salute e sulla pelle di innocenti animali portando avanti dei falsi miti alimentari da scardinare. Una lettura che trasmette un senso di liberazione, dall'idea di dover mangiare prodotti animali per stare bene, dall'idea che per un vegano sia necessario consumare seitan o tofu, dall'idea che si debbano davvero avere fornello o pentole in cucina..si, un pò radicale..ma Eva stessa (la Eva immaginaria del libro) non rinuncia a una polpetta di legumi, ad un'insalata o un bel sugo di verdure, ma sottolinea l'importanza di conoscere i motivi del crudismo o della scelta fruttariana  e di prenderne esempio per rendere il proprio modo di mangiare più frugale, meno elaborato, più vicino alla natura e guadagnare in salute.


Ingredienti:
200 g. di lenticchie già cotte, più una manciata facoltativa
1 mezza manciata di fiocchi d'avena, più pochi per decorazione
50 g. di gherigli di noce spezzettati
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 piccola cipolla
olio evo, sale qb

Mescolare le lenticchie già cotte (io preferisco stufarle nel wok insieme a poca carota tritata, alloro e rosmarino, aggiungendo il brodo poco per volta fino a portarle a cottura) con l'aceto, lasciar riposare.
Tritare la cipolla e soffriggere con un filo d'olio, dopo poco aggiungere le noci e le lenticchie, far insaporire qualche istante.
Spostare tutto in un recipiente alto, aggiungere l'avena, e frullare con il minipimer: dovrete ottenere un composto legato anche se grossolanamente tritato (io ci aggiungo una manciata di lenticchie intere tenute da parte). Far riposare in frigor una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e formare delle polpette grandi come il palmo della mano, appiattire leggermente passando i lati in pochi fiocchi di avena. Passare in un filo d'olio ben caldo in modo da dorare bene entrambi i lati. Quando le girate, dopo il primo paio di minuti, agire molto delicatamente perchè saranno molto morbide. Far intiepidire qualche istante prima di spostare nel piatto.



venerdì 19 aprile 2013

Arrosto di seitan con pomodori e funghi

Questa domenica appena trascorsa avevo voglia di un pranzo 'classico', magari una pasta fresca, un arrosto con le patate, un dolce...diciamo che di classico non c'era molto, ma l'idea portante voleva essere quella! Il menu ha previsto bastoncini di amido di seitan per primo (post prossimamente), questo saporitissimo arrosto di seitan con patate e per finire crostata integrale all'arancia (già condivisa).
Tutto buonissimo e inoltre senza traccia di colesterolo, zucchero bianco o margarina...quindi di 'veleni' non ne ho usati molti, il glutine è stato il peccato 'più grave'!
L'arrosto di seitan arrotolato è stato divertente da preparare ed è riuscito niente male, ma devo confessare un grave errore: non aver comprato il preparato istantaneo per il seitan, perchè un'aspetto importante erano i funghi secchi dell'impasto del seitan ma come vedete i lavaggi hanno lavato anche quelli! E con il senno del poi era facilmente prevedibile! Almeno li ho in parte recuperati aggiungendoli alla ciotola in cui ho raccolto l'amido creando dei gnocchetti ai funghi davvero saporitissimi. In sinetesi, se provate un impasto per il seitan arricchito con qualche ingrediente procuratevi l'istant seitan.
Il procedimento che ho seguito per fare il seitan è sempre quello che avevo postato qui, ho solo aggiunto i fughi secchi, mentre sul finale, prima di fare la salsiccia e legare il seitan ho steso l'impasto e farcito con il ripieno, arrotolato e legato.



Ingredienti:
1 kg di farina Manitoba
600 ml di acqua
aglio in polpevere, funghi secchi, paprika
 (dosi per 450-550 g. di seitan)
carota, cipolla, sedano, aglio, alloro e rosmarino
1 tazzina scarsa di salsa di soia
 (per il brodo)
100 g. di funghi campignon freschi
4-5 pomodori secchi
1 piccola cipolla rossa
1/3 bicchiere di vino bianco
3 patate novelle
olio evo

Per il seitan procedere come descritto qui: impastare farina, spezie e funghi con l'acqua fino ad ottenere una palla compatta, iniziare a lavare delicatamente in ciotola capiente con acqua a filo dell'impasto. Per facilitare l'operazione di recupero dell'amido munirsi di grossa pentola o ciotola gigante a parte per raccogliere tutta l'acqua dei primi 3 lavaggi almeno, durante i lavaggi continuare a lavorare delicatamente la palla di pasta fino a quando l'acqua in cui si trova immersa non sia bianchissima e quasi un pò densa (in modo che l'amido si concentri il più possibile). Fatto questo, quest'acqua recuperata, la lasciate riposare parecchie ore, anche una notte intera come nel mio caso, e vedrete a vista d'occhio l'amido che si deposita sul fondo.
Quando l'acqua dei lavaggi è quasi trasparente e la palla di impasto compatta ed elastica il vostro seitan è pronto.
Nel frattemo mettere a bollire il brodo: carota, cipolla e sedano a pezzettini, aromi, aglio intero e salsa di soia. Il brodo deve essere molto saporito e abbondante per coprire completamente il seitan nel corso della cottura.
In una padella soffriggere la cipolla in poco olio evo, dopo un paio di minuti aggiungere i funghi e i podori secchi a pezzettini, sfumare con il vino e portare a cottura aggiungendo poco brodo di seitan alla volta, se necessario.
Stendere un pochino la palla di pasta (io l'ho fatto direttamente con il tovagliolo con cui avrei avvolto e si è appiccicato tutto, meglio carta forno o pellicola), premere il condimento di funghi e pomodori ben distribuito, arrotolare e chiudere bene, avvolgere in fazzoletto bianco di cotone ben stretto e fissare legando con lo spago esattamente come fosse un arrosto.
Buttare nel brodo bollente e cuocere per un ora circa, far raffreddare nel suo brodo, aprire e tolgliere dal tovagliolo.
Tagliare le patate a tocchetti. In una tegame far rosolare con l'olio uno spicchio di aglio schiacciato o un pezzettino di cipolla tritata con un rametto di rosmarino, rosolarci le patate e l'arrosto di seitan, unire il brodo di seitan poco a poco (aggiungere qualche pizzico di aromi per arrosto, facoltativo), portare a cottura le patate.


Nota. Non buttate via nemmeno il brodo in cui cuocete il seitan, io l'ho filtrato e recuperato fino all'ultima goccia. L'ho congelato in comode vaschettine da circa 150 ml in modo da poterle scongelare quando volevo, per insaporire qualche altra ricetta senza aggiungere sale: delle verdure cotte in padella per esempio o un'altra ricetta con il seitan...Inoltre con questo bordo e un pò di veg parmigiano per mantecare alla fine ci potete fare un simil risotto alla parmigiana buonissimo!


mercoledì 17 aprile 2013

Sformato di ceci spinaci e cipollotto

Un tempo, non molto tempo fa a dirla tutta, facevo spesso come secondo piatto uno sformato di ricotta e verdure (a volte spinaci e volte verdurine a cubetti) che mi piaceva tanto, uno dei miei secondi piatti preferiti. Ero convintissima di rimanere vegetariana per un pò, un annetto per esempio e piano piano abituarmi ad abbandonare certi ingredienti per me critici, come la ricotta, il mio pensiero era 'non posso immaginare una cucina senza ricotta', invece poi qualcosa, o il mio cuore o una parte più all'ombra della mia mente razionale ha deciso diversamente. La ricotta per ora è scomparsa dalla mia visuale di opportunità culinarie.
Questo finesettimana però ho avuto la bella idea di prendere in offerta un'intera cassettina di spinaci, tutti da lavare della terra e cuocere...dopo più di un'ora di gambi eliminati e risciaqui dalla terra mi ero già pentita di non aver preso il solito saccone surgelato, ma il sapore devo dire che era differente. Una volta ottenuta una zuppierona di spinaci cotti, davanti a questa piccola montagna di spinaci ho pensato allo sformato, certo quello di ricotta, quello a me più familiare (eh queste abitudini!) ma di improvvisazione ne ho pensata una versione vegan ok. Quando l'ho assaggiata mi sono illuminata, sapore molto simile e anche meglio!
L'ingrediente più importante di una cucina vegan è la mente aperta, uno spirito di problem solving creativo, la voglia di sperimentare, una visione positiva delle proprie possibilità e poi...la farina di ceci!



Ingredienti:
200 g. di farina di ceci 
3 bicchieri scarsi di acqua
300-400 g. di spinaci già scottati
2 cipollotti rossi
1/2 cucchiaino di aglio in polvere
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paparika dolce
sale, pepe nero, olio evo qb
veg parmigiano facoltativo
(in alternativa poco pangrattato)
per 2-3 persone

Mescolare la farina di ceci con l'acqua, regolatevi per ottenere una pastella un pò più densa di quella per le crespelle. Lasciar riposare coperto per quanto riuscite, anche molte ore, io l'ho preparata la mattina presto per il pranzo (il procedimento è quello per una farinata di ceci, ma la pastella è meno liquida, esattamente quella per la farifrittata).
Nel frattempo affettare due cipllotti, stufare brevemente con un filo d'olio e un goccio di acqua, aggiungere gli spinaci ben scolati e grossolanamente tritati, far asciugare qualche minuti a fuoco vivace. Spegnere e aggiungere una manciatina di veg parmigiano, o poco pangrattato, sempre per assorbire un pò di liquidi.
Ungere una teglia di medie dimensioni, distribuire uniformemente gli spianci. Aggiungere alla pastella le spezie e il sale, mescolare e versare sopra agli spinaci. Terminare con una leggera spolverata di veg parmigiano e l'ultimo cipollotto affettato a velo e distibuito sullo sformato.
Infornare a 200° per una ventina di minuti, e altri 20 a 170-150°. Far intiepidire fuori dal forno e tagliare.

venerdì 1 marzo 2013

Uccelletti scappati della zia e gratin di patate

Anche questa bella ricettina a base di carne era nelle bozze da un bel pò. Mia zia si è recentemente digitalizzata e ora, oltre a seguire il mio blog, ha pensato bene di mandarmi ogni tanto qualche bella ricetta (via mail, più comodo di così). Dovete sapere che mia zia oltre ad essere una bravissima cuoca è anche detentrice di un sacco di ricette della nonna (che invece non c'è più). Questi uccelletti scappati sono alla maniera della nonna: tacchino farcito con mortadella, cotto con vino marsala e limone.
Ecco, io per colpa di questo genere di cose non riesco proprio ad eliminare la carne dalla mia dieta: un arrosto con un ripieno nuovo, un involtino di tacchino, il pollo al curry, un kebab di manzo ogni tanto. 
Lo sapete, spesso penso e ripenso ad una svolta vegetariana...ma alla fine mi accontento della mia alimentazione che già da un anno prevede pochissima carne, giusto qualcosa alla domenica più per fare contento il mio compagno che me stessa. Però il resto della settimana penso alle alternative.
Adesso finisco di annoiravi e prima aggiungo che, ho accompagnato questi uccelletti con una pirofila di patate gratinate eccezionali! Ricetta proveniente dal libricino di cucina altoatesina da cui avevo preso le ricette dei canederli.



Ingredienti:
400 g. più o meno di tacchino a fette sottili
50 g. di mortadella
1 spicchio di aglio, olio evo, sale e pepe
1/2 bicchiere di marsala
1/2 limone
salvia tritata
(prezzemolo nel ripieno, io non l'ho trovato fresco)

Tagliare il petto di tacchino a fettine grandi come mezzo palmo di mano, su ciascuna mettere mortadella in misura e un pizzico di prezzemolo: arrotolare e fermare con uno stecchino o con lo spago (io ho chiuso come un pacchettino regalo). Passare gli uccellini ottenuti in pochissima farina, scaldare l'olio e rosolarli un po' con la saliva, sfumare con marsala e limone mescolati , proseguire cottura a fiamma molto bassa e con coperchio. Aggiustare sale e pepe.


 

PATATE AL GRATIN

Ingredienti:
400 g. di patate
1 spicchio di aglio
120 ml di panna
poco latte
sale, pepe, noce moscata
grana padano grattuggiato
pan grattato
burro qb per la pirofila

Con lo spicchio d'aglio sfregare tutta la pirofila e successivamente imburrare. Affettare le patate a fette molto sottili, mescolarle con sale, pepe e noce moscata e sistemarle a strati nella pirofila.
Vresare la panna sulle patate e spolverare il tutto con abondante grana e pangrattato. salare e pepeare la superficie.
Infornare a 180° per una quarantina di minuti.


Sono contentissima di poter dire...buon finesettimana a tutti!!

martedì 26 febbraio 2013

Arrotolato di lonza con i pomodori secchi

Siamo solo a martedì, ma io vi lascio già l'idea della domenica! Non vedo l'ora che arrivi il mio bel week end libero. Mi sento un pò in colpa però a lasciarvi questo post, un arrostino che risale a qualche settimana fa. Sono andata un paio di volte in un supermercato bio a fare delle spese e quando ho sentito una mamma raccontare che il figlio piccolo, vegetariano, diceva senza problemi ai suoi compagni che 'noi la carne non la mangiamo, il maialino è simpatico, è intelligente, e da noi non si mangia!' ne sono rimasta scombussolata. I bambini sanno sempre esprimere i pensieri giusti con una semplicità disarmante che mi tocca al cuore.
Perchè io ci penso spesso, probabilmente mi lascio influenzare parecchio da mio fratello che fondamentalmente ammiro molto nelle sue scelte alimentari, mi dico che ci vuole un'alimentazione più consapevole, almeno almeno essere vegetariani, ma poi non ha senso perchè se non sei vegano non sei davvero consapevole, ecc... Io una scelta alimentare drastica non la rieco a fare, posso mangiare la carne al massimo tre volte al mese, comprare uova bio e allevate a terra, ma più di questo...troppa fatica, potrebbe essere un cambiamenti graduale, il fatto di non cambiare è dovuto a egoismo perchè di certo l'ambiente ne ha bisogno e di certo amo gli animali.
Ritengo già importanti le mie moderazioni e le mie attenzioni negli acquisti, che non sono di tutti, ma  voglio migliorare (non rietrerò mai in una categoria, vegetariana o vegana) ma voglio migliorare nel mio essere consapevole, questo si! Nel mondo di egoismo e ignoranza ce ne sono già abbastanza, nel senso buono (e non insultante) di mettere al primo posto la propria individualità e quella di chi amiamo, e informarsi poco e ingorare le ingiustizie, avvallarle senza saperlo. E che delusione, in parte queste elezioni...io un mondo migliore lo vorrei proprio!
Però per oggi, a dispetto del maialino infelice che è stato di sicuro, vi lascio l'arrotolato di lonza e mi scuso per avre sfogato le mie contraddizioni interne! Ripieno di pomodori secchi olive e scamorza. E purtroppo era buonissimo!!! Cotto nel vino rosso con le cipolle.




Ingredienti:
lonza aperta a libro (il mio pezzo era di 800g.)
60 g. di pomodori secchi sott'olio
50 g. di olive nere denocciolate
125 g. circa di scamorza affumicata
sale, pepe, origano
1 spicchio di aglio
1 bicchiere di vino rosso
1 grossa cipolla rossa
filo per legatura

Se il tegame di cottura è troppo piccolo dividere la carne in due rettangoli, due arrostini.
Aprire la carne, masaggiare con sale pepe e spicchio di algio intero. Distribuire olive e pomodori grossolanamente tritati e la scamorza a cubetti, spolverare di origano. Arrotolare e legare una volta per il lungo e poi tante legature per tutta la lunghezza del rotolo.
In un tegame capiente far rosolare la cipolla affetata a velo con olio e burro. Rosolare la carne nella cipolla e poi aggiungere il vino. Far evaporare qualche istante (solo una piccola parte) coprire e cuocere per un oretta e mezza. Aggiungere acqua se serve.Affettare quando non è più caldo.
 Libera interpretazione di una ricetta tratta da 'Sale e Pepe'.

martedì 5 febbraio 2013

Sformatini di piselli nella pancetta

Dai, essere a martedì non è male, significa che è già passato lunedì e che domani è mercoledì...anche a voi capita di alzarvi facendo questi inutili pensieri?! Oltre al fatto che forse le lenticchie rosse decorticate non vanno ammollate tante ore...o si?! Fra poco lo scoprirò.
Vi lascio un piatto che, anche se non era esattamente nelle intenzioni, ha un aspetto primaverile. Il verde acceso dei piselli fa da padrone e riporta alla mente la loro stagione. Ma io i piselli e i fagiolini surgelati li uso tutto l'anno, poi in primavera mi prendo i piselli freschi e mi diverto a sgranarli, per i mesi più tristi ricorro al surgelato. Cerco di essere attenta alla stagionalità, perchè i prodotti di stagione sono quelli con i costi più contenuti, per variare l'alimentazione, ma mi concedo elasticità quando mi va (come con i peperoni di ieri, che sarebbero estivi, ma che, se li compri ora sono buonissimi a differenza dei pomodori crudi che sono davvero molto meno buoni che d'estate).
Ho visto tante polemiche e schieramenti tra blogger che mi hano fatto pensare: verrò ghettizzata da qualcuno per forza, non si può piacere a tutti (e per fortuna, dato che è un buon indice di normalità) tanto vale che continuo con la mia spontaneità, l'importante importantissimo è che nel mio diario ci siano le ricette che piacciono a me! I miei lettori possono venire, andare, ritornare, non tornare più...sperando che non spariscano tutti perchè danno tanta vita a queste pagine di web! E perchè tra voi ci sono persone che ormai sento amiche perchè mi accompagnano ogni giorno con il loro saluto!
Tornanado alla ricetta, vi ricordate queste fritattine?! Ecco, la nuova versione, con sformatino o piccolo flan, qual dir si voglia, ai piselli. Belle no ?!


Ingredienti:
250 g. di piselli surgelati
2 uova medie
90 ml di latte
sale, pepe e noce moscata
1 grosso scalogno
100 g. di pancetta tesa, fetta più fetta meno!
per 6 sformatini

Tritare lo scalogno, soffriggere in un filo d'olio, aggiungere i piselli surgelati, coprire a lascir cuocere per una decina di minuti aggiungendo un goccio di acqau o brodo se necessario (non devono dorare attaccandosi alla padella, ma stufare dolcemenete).
Aspettare che freddino, spostare in un contenitore alto e capiente, aggiungere uova, latte, sale e pepe. Frullare con i mixer ad immersione fino da otenere una crema omogenea.
Rivestire la teglia da muffin, cioè i singoli stampini con la pancetta tesa: dividete le fette a metà e ricoprite bene base e lati senza lasciare spazi.
Infornare a 190° per una trentina di minuti. Prova stecchino: quando lo tirate fuori non deve aderire lo sformato, allora è pronto.




martedì 8 gennaio 2013

Arrotolato di tacchino con castagne e noci

Vi avevo anticipato che in questo finsettimana appena trascorso mi sarei data all'arrosto e alle lasagne. Per quanto riguarda il secondo piatto mi sono cimentata con l'arrotolato, prima volta che provo a farlo, ovviamente non ho nemmeno tentato di aprire da sola il petto di tacchino ma me lo sono fatta tagliare a battere dal macellaio. Comodo. Così facendo diventa una ricetta velocissima: una volta a casa aprite il vostro pacchetto, potete riempire la carne con cose già pronte come prosciutto e formaggio, una frittatina preparata in precedenza, un wurstel e così via, lo legate insieme ad un bel rametto di rosmarino e qualche altro aroma (anche una spolverata di mix già pronto per arrosti) poi lo mettete per un'oretta circa in forno (si, in effetti c'è questa oretta di cottura che allunga un pò i tempi).
Adesso vi dico però com'era il mio rotolo di domenica. Era da un pò che volevo provare il ripieno con la frutta secca: castagne, noci, uvette e macinata di maiale. Adoro il ripieno con le catstagne e in genere si mettono le prugne, che però il mio palato reputa un pò troppo dolciastre. Pensavo di aver messo insieme un ripieno molto saporito, forse troppo, invece è risultato delicato, ed è piaciuto molto a tutti.


Ingredienti:
1 petto di tacchino aperto a libro (peso circa 1 kg)
400 g. di macinata di suino
200 g. di castagne già cotte
1 manciata di uva passa
8 noci
1 fetta di pane bianco (quello per tramezzini, o pancarrè)
30 ml di latte
60 g. di grana padano grattuggiato
1 spicchio d'aglio tritato
sale, pepe, noce moscata qb
2 rametti di rosmarino
salvia secca tritata
olio evo e qualche fiocchetto di burro
2 dita di brandy
2 scalogni
spago per legare

Impastare la macinata con il pane spezzettato e ammollato nel latte per una decina di minuti. Aggiungere il resto degli ingredienti: l'aglio tritato, le noci spezzettate grossolanamente, le castagne tagliate a metà, l'uva passa (io non l'ho ammollata), il grana, 3 pizzichi di sale, pepe e noce moscata abbondanti. Terminare di impastare il tutto.
Aprire la fetta di tacchino, salare leggermente e versare al centro il ripieno. Chiudere arrotolando la carne intorno al ripieno un pò come fosse uno strudel. Potere arrotolare partendo dal lato che volete, regolatevi in base alla teglia o pirofila in cui lo cuocerete. Io avevo a disposizione una teglia molto capiente che uso per fare la pizza alta formato famiglia e così ho arrotolato la carne dal lato più lungo.
Massaggiare la carne con sale, pepe e salvia tritata in modo che aderiscano bene.
Non essendo esperta di legatura ho proceduto con tante legature separate. Una che legasse l'arrosto nel lato lungo e poi tante piccole legature lungo il rotolo distanziate di 3 cm circa che servissero nel contempo a fermare i rametti di rosmarino.
Ungere la teglia (che poi andrà in forno) con qualche cucchiaio d'olio e qualche fiocchetto di burro, portare sul fornello, aggiungere gli scalogni tagliati a metà. Rosolare la carne su tutti i lati, sfumare con il brandy e togliere subito dal fuoco (prima che evapori compleatmente) aggiungere qualche fiocchetto di burro sul rotolo prima di coprire con carta stagnola e passare in forno a 200° per un ora (io per la precisione 80 minuti).

mercoledì 5 dicembre 2012

Brasato con porro e prosciutto

Ragazzi siamo già a marcoledì, questa settimana passa veloce e il bel finesettimana che mi aspetta è vicino (da noi all'immacolata arrivano i banchetti di Santa Lucia, poi devo fare l'albero e inziare a cercare i regali di natale).
La domenica è l'unico giorno in cui ogni tanto mi posso dedicare a preparazioni lunghe, come il brasato. Il brasato non richiede molte azioni, ma durante le due ore di cottura va controllato, lasciarlo lì e uscire a farmi un giro non sarebbe una buona scelta! Così lui sta lì sul fuoco, io al tavolo della cucina o in sala, e ogni tanto vado a vedere come sta.
Fatto domenica scorsa, con tutte le bozze in attesa, ve lo posto ora. L'unica cosa che mi ha messo in difficoltà è stato affettarlo decentemente (e preciso, l'ho lasciato raffreddare prima di procedere e non era troppo cotto). Fortunatamente dovevo andare a pranzo dai miei e ho rifilato il taglio alla mamma che ha fatto un buon lavoro, laddove io avrei fatto una carneficina!
Ho preso spunto da una ricetta su Cucina Moderna ma alla fine ho cambiato un pò di ingredienti. L'ho brasato nel vino bianco (al posto di quello rosso) con il cotto a dadini (al posto dello speck) e il porro a rondelle. Ottimo, tutta la famiglia tranne il fratello vegetariano hanno approvato.


Ingredienti:
cappello del prete, un pezzo da 600 g.
100 g. di prosciutto cotto a dadini
1 grosso porro
2 bicchieri di vino bianco secco
2 foglie di alloro
2 rametti di rosmarino
1 spicchio d'aglio
10 g. di burro
olio, sale e pepe qb
mezzo dado vegetale se serve

Incidere il pezzo di carne in più punti con un coltello appuntito. Dividere in quattro lo spicchio d'aglio e infilarlo nella incisioni della carne, riempire le restanti con un paio di cubetti di prosciutto.
Passare la carne con poco sale e pepe, ripporre in una ciotola con il vino e gli aromi, far marinare per un'ora.
Sgocciolare la carne e rosolare in un tegame con burro e un filo d'olio, far dorare ogni lato. Aggiungere il restante cotto a dadini e il porro pulito a spesse rondelle, insaporire un pò. Versare nel tegame anche la marinata e far andare a fuoco dabbo per 2 ore. Se il fondo tende ad asciugarsi bagnare con un pò di brodo vegetale.


giovedì 15 novembre 2012

Polpettine agli agrumi

Sono letteralmente distrutta dalla giornata ma il tempo per il post quotidiano riesco a trovarlo.
Più che una vera ricetta è più che altro un consiglio su come aromatizzare in modo diverso delle semplici polpettine di carne, ne ho viste tante versioni nei blog e vi propongo la mia.
Ho fatto delle polpettine di macinata mista (potete seguire la ricetta che fate di solito) con aggiunta di cipolla rossa tritata e scorza di limone e arancia nell'impasto.
Le ho cotte in padella, sfumate con vino bianco secco e poi cotte nel succo d'arancia e limone. Molto agrumate rimangono piacevolmente glassate.
Mentre mettevo nel piatto mi sono pentita di non avere in casa un bel finocchio, sarebbe stato il contorno perfetto, così il contorno che vedete in foto è un pò casuale.
Voi se le provate procuratevi finocchi.


Ingredienti:
400 g. di macinata mista (io 300 manzo e 100 maiale)
1 piccola cipolla rossa
1 uovo medio
20 g. di pane ammollato con 2 cucchiai di latte
20 g. di formaggio grana
1 limone
1 grossa arancia
2 dita di vino bianco secco
sale, pepe e noce moscata
farina, burro e olio evo qb
per 20 polpettine circa

Tritare finemente la cipolla e passarla in padella con un filo d'olio, qualche istante per farla ammorbidire.  Impastare carne, cipolla, uovo, pame ammollato e spezzettato, scorza di limone e arancia, formaggio, sale pepe e 1/3 cucchiaino di noce moscata.
Fromare delle polpettine di 2 cm di diametro passandole leggermente nella farina e appoggiandole da parte.
In padella scaldare 20 g. circa di burro con un paio di cucchiai d'olio, aggiungere le polpettine e farle dorare un pò, sfumare con il vino bianco. Appena evapora aggiungere il succo dell'arancia e di mezzo limone. Portare a cottura, circa 15 minuti, alzare la fiamma se serve per far asciugare i liquidi di cottura.


Con queste partecipo al contest di Laura del blog Squisito



giovedì 25 ottobre 2012

Costine di maiale glassate

Invece che scegliere il solito petto di pollo questa settimana mi sono detta "compro una carne che non è mai entrata in casa mia". Ho visto la ricetta di queste costine sul  Sale e Pepe di Ottobre e sapendo già che la carne glassata con la salsa di soia è buonissima mi sono buttata, se non avessi visto la ricetta non penso che sarei andata a cercare della carne di maiale con quel grasso così visibile, ma devo dire che il limone e la salsa di soia della marinatura sgrassano molto e che sono definitivamente buone.
Sintetizzo con le parole del mio ragazzo " sembra di essere al ristorante...", tradotto "sono molto buone e visto che spesso con la carne non mi fai nulla di speciale mi sembra che me le ha fatte qualcun'altro!".
Contorni ideali sono di patate o verdure saltate, al burro, al forno. Non va bene l'insalata o altre verdure condite con aceto o simili, dato che c'è già il pungente del limone nelle puntine.
In questi giorni ho scoperto che fare da giudice per un contest, eccolo, è una cosa termendamente difficile, le ricette sono tutte interessanti e ben riuscite. Mi sto impegnado per selezionare quelle che siano davvero le migliori sulla base dei criteri prestabiliti, ma che lavoraccio, troppo difficile selezionarne solo poche in così tante bellissime preparazioni.



Ingredienti:
4-6 costine
1 grosso limone
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai rasi di zucchero di canna (alternativa miele)
per due

Spremere il limone e mescolare con la salsa di soia e lo zucchero, emulsionare bene in modo che lo zucchero si sciolga completamente (con il miele la questione non si presenta, basta una mescolata).
Eliminare un pò di grasso dalle puntine qualora ce ne sia in eccesso. Sciaquare e tamponare con carta assorbente.
Mettere le puntine in un contenitore, versarci la marinatura e far riposare in frigor per un ora, rigirandole ogni tanto, un paio di volte.
Disporre in una teglia con carta forno, versarci sopra la marinatura e infornare in  forno già caldo  a 220° per 40 minuti. A metà cottura girare le costine e irrorarle ogni tanto con il loro grasso.


giovedì 11 ottobre 2012

Sformatini di zucca e amaretti

Un'altro post dedicato alla zucca, come l'ho sempre mangiata, i piatti dei ricordi...
Le prime tre ricette con la zucca che ho assaggiato e che per me sono ancora le migliori, quelle di cui non mi stufo mai, sono tre: risotto alla zucca come lo fa la mamma, vellutata di zucca (che io ho sempre chiamato crema) e poi lo sformato di zucca con gli amaretti.
Era da tanto che non facevo lo sformato, questa volta ho aggiunto un pò di pancetta e anche un paio di cucchiai di ricotta, ma sono due ingredienti facoltativi, nel senso che da piccola l'ho sempre apprezzato senza queste due cose, se le evitate saprà molto decisamente di zucca e amaretto, buonissimo in entrambi i modi!
Il risotto e la crema non diventeranno mai un post perchè li faccio entrambi in modo semplicissimo.
Il risotto mi piace con la zucca molto cotta che colora tutta di arancione e lo rende cremoso, soffriggo pochissima cipolla, davvero poca, e poi aggiungo i cubetti di zucca, li faccio ammorbidire prima di aggiungere il riso, non sfumo con il vino e uso il brodo vegetale. Alla fine il grana non lo metto, nessun formaggio, solo pepe, noce moscata e un paio di cucchiai di latte l'ultimo minuto di cottura. Vedete, è proprio semplice. Delle volte ho fatto delle aggiunte, come la salsiccia e un pò di vino per sfumare, ma per me è servito a rovinare un sapore familiare che apprezzavo così com'era.
La crema è ancora più elementare, metto in un pentolino la zucca a pezzetti, un patata a pezzetti (circa un sesto in proporzione alla quantità di zucca), foglia di alloro, copro di brodo vegetale e via sul fuoco. Dopo una trentina di minuti abbondanti tolgo l'alloro e frullo tutto con pepe, noce moscata e un pizzico di cannella. Ci pensa la patata a darle l'aspetto di una vellutata e comunque se la zucca è buona è compatta e cremosa già di suo!
Vi lascio allo sformato, ciao!




Ingredienti:
500 g. di zucca (peso da cruda e pulita da buccia e semi)
2 cucchiai di ricotta, circa 30 g.
8 amaretti secchi
40 g. di pancetta affumicata
1 scalogno
2 cucchiai colmi di formaggio grana (25 g. ca.)
1 uovo medio (non grande)
noce moscata mezzo cucchiaino
sale, pepe e olio evo qb
4 stampini di alluminio
per quattro sformatini

contorno: 200 g, scarsi di cuori di carciofo (io surgelati)

Tagliare la zucca in piccoli cubetti. Tritare lo scalogno, farlo rosolare in un filo d'olio e aggiungere la zucca, far insaporire e aggiungere mezza tazzina d'acqua, abbassare la fiamma e farla stracuocere, deve diventare morbidissima a l'acqua asciugarsi del tutto (20 minuti circa), lasciar raffreddare.
Versare in una ciotola, schiacciare la polpa con la forchetta in modo da ottenere una purea, aggiungere amaretti finemente tritati, i formaggi, le spezie, il sale e l'uovo.
Nella padella far cuocere per qualche minuto la pancetta, tritare al coltello e aggiungere al composto, basta eliminarla ed è un ottimo piatto vegetariano, la sua aggiunta è facoltativa non fondamentale.
Passare di burro e pangrattato gli stampini e riempirli, infornare a 180° per 40 minuti.
Per non far scurire troppo la parte alta dello sformato (come ha fatto la sottoscritta dimenticandoselo e andando a fare altro) l'ultima mezz'ora di cottura spostate sopra la leccarda del forno, così l'alto dello sformato prende meno calore.
Nel frattempo ho saltato i carciofi ancora surgelati nella padella usata in precedenza aggiungendo un filo d'olio e un pezzettino piccolo di aglio tritato, sale e pepe.


Con questa ricettina partecipo al contest Cestiniamo, organizato da Elle del blog "Limone e stracciatella" (lei si occupa delle ricette salate) e da Silvia del blog "Perle ai porchy" (lei si occupa della parte dolce). Il contest è dedicato in particolare ai cestini in fomato mono porzione, ma anche sformatini, quique, tortine....basta che la cosa sia mini!


martedì 9 ottobre 2012

Omelette colorate con zucchine e mortadella

Tantissimo che non facevo un omelette, mi ero dimenticata quanto mi piacciono e come mi diverto a variare il ripieno e le aggiunte nella frittatina! Adoro postarvi queste ricettine semplici e molto casalinghe, perchè penso che qualcuno a casa abbia voglia di rifarle o si faccia ispirare per un pasto veloce. Spesso si hanno in casa uova, formaggi misti, qualche salume, almeno una zucchina...
Raramente mi cimento in ricette difficili, devono proprio ispirarmi molto, adoro la semplicità.
E mi piace fare la frittata, il momento in cui la giro e la sicurezza con cui ormai la giro nel millisecondo preciso per avere la leggera doratura che voglio, una soddisfazione.
Ovviamente non vi racconto della volta che ho cercato di capovolgere una frittata con spaghetti fatta per 8 persone con 14 uova, al lavoro quando avevo tante altre cose da fare e poco tempo, ho sovrastimato la mia manualità e poi ho dovuto far sparire il misfatto alla veloctà della luce! Purtroppo c'era un testimone, che non ha mai smesso di citare la cosa nei mesi successivi, ma suscitando in me un sorriso...io mi non mi prendo troppo sul serio, qualunque cosa combino in genere risolvo con una risata, vedo solo il lato comico dei piccoli incidenti!
Così ho imparato che per 14 uova è proprio il caso di accendere il forno, magari a casa, solo io e la frittata, l'avrei capovolta!
Il post di oggi avrebbero dovuto, o potuto, essere delle cupcake per Halloween ma il risultato non mi piacerva per niente. Ho fatto le mie tortine alla zucca, quelle perfette, poi ho ricoperto di cioccolato, e fin qui tutto bene, poi ho cercato di usare il frosting di due colori per disegnare la ragnatela e il ragnetto...inguardabili! La torta alla zucca ve la rifarò a breve, è una delle ricette che preferisco.
Ma come possibile che ho fatto il liceo aritstico, avevo una delle mani più belle della classe (alcuni compagni erano eccezionali, poi venivo io) e con il cake design spesso è una lotta! Ho un disegno nella mente ma poi quando mi cimento con glasse e idee per realizzarlo è una faticaccia.
Basta! Abbandono l'impresa, non decoro più nulla, al massimo il classico ricciolino di copertura!




Ingredienti:
4 uova medie
2 piccole zucchine (o una di dimensioni medie)
1 piccolo spicchio d'aglio
2 fette di mortadella ai pistacchi
2 fette sottili di edamer
2 sottilette cremose Inalpi
olio evo, sale e pepe qb

Grattuggiare le zucchine, passarle in padella con olioe vo e aglio intero (un pò schiacciato, da eliminare) con sale e pepe, 5 minuti per ammorbidirle.
In una ciotola sbattere due delle uova con metà delle zucchine , versare in padella 22 cm di diametro ben unta e calda, da rigirare dopo giusto 5 minuti, far cuocere un paio di minuti anche dall'altro lato e poi procedere con la seconda fritattina.
Farcire con mortadella e formagio, ripiegare appoggiare in una teglia con carta forno, passare in forno a 180° per qualche minuto, appena fonde il formaggio sono pronte.


Ciao a tutti! Sono molto felice di notare che ormai avete superato i 200 lettori, e ringrazio tutti quelli che passano spesso da me e mi fanno compagnia con i loro commenti. 
Noto la cosa non tanto per il numero ma per il fatto di sapere che siete molti e che non posso postare cose mal riuscite, ho una responsabilità! Non ho più due lettori, di cui uno mio fratello e l'altra mia mamma, per farvi capire cosa intendo!

mercoledì 3 ottobre 2012

Bocconcini di pollo al marsala e uvette

Dopo due anni senza studio è dura rimettersi sotto, chi mi aveva messo in guardia aveva ovviamente ragione...il primo pomeriggio di studio si è risolto in pause continue, viaggi mentali guardando il muro e quasi appisolamenti da seduta...un pò demoralizzante. Però, non sono scappata in cucina a infornare qualcosa, non mi sono messa a giocare con il cane, no, con coraggio sono rimasta davanti al mio libro per tre lunghe ore abbondanti.
Cosa mi sia rimasto in testa?! In genere ho elevate capacità di assimilazione e memeorizzazione, non sono mai stata veramente "secchiona" però spesso mi sono sentita dire di essere una di quelle che leggono una cosa una volta e poi è lì, nella loro testa, disponibile per rielaborazioni e associazioni...in effetti ho conosciuto pochissime eccezioni (cervelloni fuori dal comune) che potevano permettersi di stare sui libri meno di me, con risultati parecchio più brillanti... Scusate la modestia ma questi sono i pensieri positivi che aumentano la sensazione di controllo e poi fanno produrre di più.
Un pò come dire, per usare un linguaggio comune: se mi approccio ad un piatto difficile da cucinare potrei scoprirmi un pò in ansia (una normale ansia da prestazione, quella sensazione che ti prepara ad una presetazione eccellente, ti mette sull'attenti) però se in questo momento focalizzo proprio la torta venuta male, quella volta che ho propinato ai miei ospiti una portata che non era nelle aspettative, se penso ai miei fallimenti, quella piccola ansia diventa vera preoccupazione e poi sicuramente si tradurra in gesti poco sicuri e infine in un disastro.
Nel momento in cui si approcia un compito e sicuramente meglio ponsare a tutte le volte che siamo stati bravissimi, sfiorare con la mente i nostri successi e così godere di un naturale senso di padronanza.
Ecco, ora le mie ricette sono molto veloci (cercherò di rifarmi nel finesettimana ma non è una promessa) e io sto pensando a come sono una bravissima studentessa che ha sempre superato tutto.
La ricetta che segue è svelta ma buona, sono quelle ricette furbe che con poche mosse e pochi ingredienti danno più allegria, sostanza e originalità al comune petto di pollo. Una carne che mi piace e che adoro alla piastra con poco condimento, ma che ogni tanto viene anche la voglia di ricettare vista la piattezza di una carne bianca, magra, generalmente un pò asciutta.
Uvette e marsala si accompagnano molto bene!


 Ingredienti:
300 g. di petto di pollo
2 manciatine di uva passa
mezzo bicchiere di marsala
2 dita di latte
1 rametto di rosmarino
25 g. di burro
farina, sale, pepe e olio evo qb

Mecolare vino e latte, aggiungere le uvette.
Affettare il petto di pollo in piccole fettine sottili (potete coprire le fette con carta forno e pesarle un pò con le mani per appiattirle bene). Infarinare bene su entrambi i lati.
In una padella capiente far fondere il burro insieme ad un filo d'olio d'oliva e il rosmarino spezzettato, appena il burro è caldo aggiungere le fettine di pollo e far rosolare bene da entrambi i lati, pepare e salare.
Quando la carne è ben dorata versare in padella il vino con tutto il resto, far asciugare a fuoco basso rigirando la carne ogni tanto.


Non che si leghi molto a questa ricetta, ma colgo l'occasione per farvi notare un contest molto carino perchè associa libri e cibo, è il contest di Elisa del blog Grembiule e presine, il contest si chiama book & cook, di seguito il banner se lo volete prelevare...


Adoro quei romanzi che ti lasciano scolpita nella mente l'immagine di un certo cibo, indissolubilmente legato ad una certa atmosfera, che ti fanno venire la voglia di provare a ricrearlo, cucinarlo e dare vita  a quella atmosfera che ti ha catturato...vi confesso che, pur essendo una gran lettrice, non ho ancora pensato alla ricetta/libro con cui partecipare!

Ringrazio Elisa anche per avermi donato un premio davvero grazioso...

 Regole...
1) rispondere alla domanda : che cos'è la semplicità?
per me è un 'valore' da costruire, curare, ricercare con le nostre scelte di vita, comportamenti ed emozioni, è la scelta della sincerità, dell'essenzialità, la capacità di capire cosa nella vità non è essenziale ma un finto bisogno indotto, è essere autentici e liberi

2) dedicare un'immagine a chi ti ha donato il premio
Gli regalo una delle mie opere d'arte preferite, l'albero della vita.


3) rigirare a 12 blogger
Adotto un sistema visto altrove e regalo il premio alle prime 12 blogger che mi commentano Elisa esclusa! scusate la furbata, ma il tempo è tiranno!

martedì 25 settembre 2012

"Lasagne" di peperoni con prosciutto e formaggio

Settimana strana, una cosa che odio di me è che ci sono quelle settimane che sono super attiva, iper organizzata, dinamica, determinata agli obiettivi, serena nella mia energia ritrovata...e poi le settimane che arranco, mi sembra che gli obiettivi non siano quelli giusti, la pigrizia prende possesso di me e combattere i pensieri negativi è una fatica! La bussola per capire quanto la cosa è grave è la cucina, se riesco comunque a cucinare cose buone e a scrivere significa che la situazione è ancora recuperabile, se non riesco a cucinare bene significa che devo arrendermi e aspettare che la cosa passi! Non preoccupatevi, non è un vero disturbo perchè io sono psicologa e quindo so bene di non rientrare in criteri diagnostici per nulla di grave! Si tratta solo del mio caratteraccio di m... , non scriviamo brutte parole, e anche del mio segno zodiacale di m... (il cancro, niente di più vero della frase "segno sensibile, lunatico..." e cose del genere).
Scusate lo sfogo ma è tutta settimana che mi sveglio tra le sei e le sette del mattino (anche se inizio a lavorare nel pomeriggio) assalita da mille paranoie. Per me è una settimana particolare, quindi sono giustificata, dal primo ottobre farò i conti con un cambiamento rilevante (non incuriositevi troppo sto pensando alla sfera lavorativa e il cambiamento non è nemmeno dei migliori, fino a quando non concretizzo qualcosa).
Comunque direi che la cucina non ha risentito di nulla, ho fornato muffin salati, sformati e ieri questi peperoni favolosi, perchè mi piacciono le ricette formaggiose e filanti e perchè adoro i peperoni sia cotti che crudi e non mi sono mai risultati pesanti.
Spesso nei miei post devo ringraziare qualche "collega" per le belle ricette, penso che anche senza riviste noi foodbloggers potremmo essere un sistema autosufficiente, bastano i nostro blog per scambiarci ricette, idee, spunti di ceratività e non rimanere mai senza una ricetta nuova da provare! Io sono contenta quando provo, fotografo e posto la ricetta di un altra (con fonte e link, ovvio!) perchè mi sembra uno scambio significativo che da senso all'esistenza di mille blog che si leggono e si seguono a vicenda, e spero sempre che all'altra faccia piacere che io dia visibilità e mostri aprezzamento per una ricetta che lei ha ideato e apprezzato a sua volta.
Senza contare che per anni, prima di aprire un mio blog, ho "usato" i blog altrui per trovare ricette e imparare in cucina.

Questi magnifici peperoni li ho trovati sul blog di Scamorze ai fornelli, guardate che belli, non si poteva resistere (blog stupendo, se non lo conoscete fateci un giretto!)



Ingredienti:
3 peperoni
100 g. di scamorza (io caciotta, comunque un formaggio che fonda) in fette sottili
100 g. di prosciutto cotto a fette
1 bicchiere di passata di pomodoro (la ricetta prevedeva il doppio, 500 g. vedete voi quanto lo volete sugoso)
aglio, sale, pepe, origano
grana padano (facoltativo)

Mettere i peperoni in forno: tagliare in falde, posizionare sulla carta forno e coprire di stagnola, infornare a 200° per 40 minuti (per ottenere dei peperoni belli moribidi ho dovuto aspettare il tempo indicato, la ricetta dava 20 minuti, controllateli e valutate).
Soffriggere l'aglio tritate con un filo d'olio (tenetelo intero se poi preferite eliminare), unire la passata e far insaporire per una decina di minuti. Aggiungere sale, pepe e origano.
Nella pirofila (o teglia) comporre gli strati: sporcare il fondo di passata, aggiungere uno strato di peperoni che schiacciati, aggiungere alta passata, le fette di formaggio e prosciutto;  Continuare con un secondo strato e terminare con i peperoni. Spolverare con garna e origano e infornare a 200° per una ventina di minuti: il formaggio deve essere ben sciolto e i peperoni lievemente abbrustoliti.


lunedì 24 settembre 2012

Sformato di ricotta, zucchine e fiori

Ammetto che questa ricetta si presenta molto primaverile, estiva, allegra e poco ha a che fare con la stagione autunnale...ma se vedi al supermercato delle zucchinette con fiori dall'aspetto vivissimo, freschissimo e un prezzo accettabile, cosa fai? le lasci lì?
In questa mattina grigina in cui mi sono sveglitata un pò mogia e inattiva (per fortuna che la ricetta di oggi è una botta di colore e di allegria) dovete spiegarmi, aiutarmi a capire come interpretare un certo accaduto.
Come può un'amica con cui abitualmente scambio mail su tutto, con cui in passato ho condiviso davvero di tutto con la convinzione di avere davanti un'amica speciale, all'improvviso non scrive più e non risponde nemmeno alle mail che gli mando per capire se è successo qualcosa di cui non sono al corrente. Non ci vediamo molto perchè abitiamo distanti e a causa degli orari di lavoro reciproci.
Mi ero già insospettita quando mi ha chiesto di inviarle per posta un libro che mi aveva prestato, dicendomi di leggerlo con tutta calma, ma poi aveva questa fretta improvvisa di riaverlo... e a me non sembrava una ragione molto sincera. E poi se me l'ha prestato senza che io glielo chiedessi, poi mi manda in posta a spedirglielo con pacco perchè le serve? mi sembrava ci fosse sotto qualcosa. Allora, per far capire che il suo atteggiamento risultava strano, le ho chiesto di inviarmi il MIO libro che le avevo prestato (per me poteva tenerselo fino a quando ci saremmo viste, non mi sarebbe interessato nomalmente). Niente, me lo fa avere e poi basta, non scrive più e soprattutto non mi risponde più, non risponde ad un'amica che le chiede semplicemente se c'è qualcosa, io non sarei nemmeno degna di una spiegazione.
Prima di tutto ciò ci siamo ripromesse di vederci un paio di volte che sono poi saltate, prima da parte loro, a causa del lavoro del suo lui, poi io avevo due giorni liberi dopo una settimana di lavoro massacrante, tante cose da fare, e il mio ragazzo non era tanto in forma e non voleva muoversi molto, le ho spiegato ovviamente perchè non ci spostavamo.
Quello che quando ci penso mi fa arrabbiare è l'arroganza per cui io non meriterei nemmeno una spiegazione, senza contare che non mi sembra di avere nessuna colpa, quindi lei è offensiva nei miei confronti e io provo rabbia, perchè delle persone mi fido poco e in genere mi apro solo con chi so non mi ferirà mai e non mi aspettavo proprio un atteggiamento del genere. Se invece fosse successo qualcosa di grave a lei me l'avrebbe detto spero...
Scusate se vi rubo minuti con una sciocchezza del genere, ma sotto sotto spero che Lei legga il mio blog e mi degni di una spiegazione, mi va bene una mail come abbiamo sempre fatto...forse questa ricetta colorata le sarebbe piaciuta!




Ingredienti:
250 g. di ricotta
2 uova medie
2 porri
300 g. di zucchinette con fiori
80 g. di prosciutto cotto in fette mediamente sottili
sale e pepe qb più un pizzico di noce moscata
2 cucchiai di grana più poco grana per la superficie
burro e pangrattato per la teglia

Affettare i porro molto sottili e passare in padella con un filo d'olio, appena si sono ammorbiditi aggiungere zucchine a rondelle, cuocere con coperchio per 5 minuti, poi aggiungere i fiori (solo metà dei fiori che avete a disposizione) e il prosciutto tagliati a striscioline. Dopo un paio di minuti spegnere.
Sbattere la ricotta con uova, grana, sale, pepe e noce moscata. Uinre tutto il resto e versare in una pirofila imburrata e coperta di pangrattato, livellare bene e coprire la superficie con i restanti fiori in modo da creare la decorazione che vedete in foto, spolverare con del grana. Infornare a 190° per 40 minuti (a me piace abbastanza asciutto all'interno, ma potete fermarvi anche a 30 minuti).


Normalmente inizio il lunedì con un dolce ma mi sono ripromessa che per un pò farò solo cose ipocaloriche, intendo rispetto ai miai soliti standard, ogni tanto bisogna mettersi un pò in riga!

venerdì 7 settembre 2012

Trancio di salmone al pompelmo

Più che una ricetta è un piccolo suggerimento, condivido con voi una tecnica di cottura del trancio di salmone che per me è stata nuova. Per una santa volta è un suggerimento leggero, dietetico, all'insegna della salute perchè si sa, anche se il salmone è uno dei pesci più grassi, sono grassi buoni e fa sempre bene...se poi la cottura così leggera e priva di grassi è l'ideale!
Prima volevo dire un paio di cose, primo i mie orari lavorativi continuano a essere pressanti, oggi ho il giorno libero e prima delle mille cose che devo fare tra casa, cane, spesa, ricerca del lavoro, inscrizione a corsi, ho trovato il tempo di iniziare la giornata con un breve post.
Secondo vi volevo dire che, finalmente, ho aggiunto al blog una pagina di presentazione, forse una pagina che mancava, una mancanza che rendeva il blog impersonale con la sua grafica per ora ancora molto bianca e poco caratterizzante. Ecco la pagina "su di me" che trovate appena sotto il titolo del blog.
Ciao!!!

Ingredienti:
per 2 tranci di salmone
1 pompelmo rosso (anche arancia o limone)
sale, pepe

Mettiamoci all'opera:
Si tratta semplicemente di cuocere il salmone tra le fette di agrume, quindi passate il salmone con sale  e pepe da entrambi i lati. Affettate il pompelmo fette di corca mezzo cm. Posizionare le fette di pompelmo sotto e sopra al trancio e mettere nella padella calda.
Cuocere con coperchio per circa mezz'ora, 35 minuti.
Per non far attaccare potete passare la padella con poco olio e per una cottura più omogenea girare i tranci con le loro fette di pompelmo a metà cottura, ma non è necessario, anche senza questi passaggi il risultato è ottimo.
Il sapore dell'agrume scelto sarà be presente nel vostro piatto quindi scegliete il vostro agrume preferito.