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venerdì 1 marzo 2013

Uccelletti scappati della zia e gratin di patate

Anche questa bella ricettina a base di carne era nelle bozze da un bel pò. Mia zia si è recentemente digitalizzata e ora, oltre a seguire il mio blog, ha pensato bene di mandarmi ogni tanto qualche bella ricetta (via mail, più comodo di così). Dovete sapere che mia zia oltre ad essere una bravissima cuoca è anche detentrice di un sacco di ricette della nonna (che invece non c'è più). Questi uccelletti scappati sono alla maniera della nonna: tacchino farcito con mortadella, cotto con vino marsala e limone.
Ecco, io per colpa di questo genere di cose non riesco proprio ad eliminare la carne dalla mia dieta: un arrosto con un ripieno nuovo, un involtino di tacchino, il pollo al curry, un kebab di manzo ogni tanto. 
Lo sapete, spesso penso e ripenso ad una svolta vegetariana...ma alla fine mi accontento della mia alimentazione che già da un anno prevede pochissima carne, giusto qualcosa alla domenica più per fare contento il mio compagno che me stessa. Però il resto della settimana penso alle alternative.
Adesso finisco di annoiravi e prima aggiungo che, ho accompagnato questi uccelletti con una pirofila di patate gratinate eccezionali! Ricetta proveniente dal libricino di cucina altoatesina da cui avevo preso le ricette dei canederli.



Ingredienti:
400 g. più o meno di tacchino a fette sottili
50 g. di mortadella
1 spicchio di aglio, olio evo, sale e pepe
1/2 bicchiere di marsala
1/2 limone
salvia tritata
(prezzemolo nel ripieno, io non l'ho trovato fresco)

Tagliare il petto di tacchino a fettine grandi come mezzo palmo di mano, su ciascuna mettere mortadella in misura e un pizzico di prezzemolo: arrotolare e fermare con uno stecchino o con lo spago (io ho chiuso come un pacchettino regalo). Passare gli uccellini ottenuti in pochissima farina, scaldare l'olio e rosolarli un po' con la saliva, sfumare con marsala e limone mescolati , proseguire cottura a fiamma molto bassa e con coperchio. Aggiustare sale e pepe.


 

PATATE AL GRATIN

Ingredienti:
400 g. di patate
1 spicchio di aglio
120 ml di panna
poco latte
sale, pepe, noce moscata
grana padano grattuggiato
pan grattato
burro qb per la pirofila

Con lo spicchio d'aglio sfregare tutta la pirofila e successivamente imburrare. Affettare le patate a fette molto sottili, mescolarle con sale, pepe e noce moscata e sistemarle a strati nella pirofila.
Vresare la panna sulle patate e spolverare il tutto con abondante grana e pangrattato. salare e pepeare la superficie.
Infornare a 180° per una quarantina di minuti.


Sono contentissima di poter dire...buon finesettimana a tutti!!

martedì 26 febbraio 2013

Arrotolato di lonza con i pomodori secchi

Siamo solo a martedì, ma io vi lascio già l'idea della domenica! Non vedo l'ora che arrivi il mio bel week end libero. Mi sento un pò in colpa però a lasciarvi questo post, un arrostino che risale a qualche settimana fa. Sono andata un paio di volte in un supermercato bio a fare delle spese e quando ho sentito una mamma raccontare che il figlio piccolo, vegetariano, diceva senza problemi ai suoi compagni che 'noi la carne non la mangiamo, il maialino è simpatico, è intelligente, e da noi non si mangia!' ne sono rimasta scombussolata. I bambini sanno sempre esprimere i pensieri giusti con una semplicità disarmante che mi tocca al cuore.
Perchè io ci penso spesso, probabilmente mi lascio influenzare parecchio da mio fratello che fondamentalmente ammiro molto nelle sue scelte alimentari, mi dico che ci vuole un'alimentazione più consapevole, almeno almeno essere vegetariani, ma poi non ha senso perchè se non sei vegano non sei davvero consapevole, ecc... Io una scelta alimentare drastica non la rieco a fare, posso mangiare la carne al massimo tre volte al mese, comprare uova bio e allevate a terra, ma più di questo...troppa fatica, potrebbe essere un cambiamenti graduale, il fatto di non cambiare è dovuto a egoismo perchè di certo l'ambiente ne ha bisogno e di certo amo gli animali.
Ritengo già importanti le mie moderazioni e le mie attenzioni negli acquisti, che non sono di tutti, ma  voglio migliorare (non rietrerò mai in una categoria, vegetariana o vegana) ma voglio migliorare nel mio essere consapevole, questo si! Nel mondo di egoismo e ignoranza ce ne sono già abbastanza, nel senso buono (e non insultante) di mettere al primo posto la propria individualità e quella di chi amiamo, e informarsi poco e ingorare le ingiustizie, avvallarle senza saperlo. E che delusione, in parte queste elezioni...io un mondo migliore lo vorrei proprio!
Però per oggi, a dispetto del maialino infelice che è stato di sicuro, vi lascio l'arrotolato di lonza e mi scuso per avre sfogato le mie contraddizioni interne! Ripieno di pomodori secchi olive e scamorza. E purtroppo era buonissimo!!! Cotto nel vino rosso con le cipolle.




Ingredienti:
lonza aperta a libro (il mio pezzo era di 800g.)
60 g. di pomodori secchi sott'olio
50 g. di olive nere denocciolate
125 g. circa di scamorza affumicata
sale, pepe, origano
1 spicchio di aglio
1 bicchiere di vino rosso
1 grossa cipolla rossa
filo per legatura

Se il tegame di cottura è troppo piccolo dividere la carne in due rettangoli, due arrostini.
Aprire la carne, masaggiare con sale pepe e spicchio di algio intero. Distribuire olive e pomodori grossolanamente tritati e la scamorza a cubetti, spolverare di origano. Arrotolare e legare una volta per il lungo e poi tante legature per tutta la lunghezza del rotolo.
In un tegame capiente far rosolare la cipolla affetata a velo con olio e burro. Rosolare la carne nella cipolla e poi aggiungere il vino. Far evaporare qualche istante (solo una piccola parte) coprire e cuocere per un oretta e mezza. Aggiungere acqua se serve.Affettare quando non è più caldo.
 Libera interpretazione di una ricetta tratta da 'Sale e Pepe'.

martedì 8 gennaio 2013

Arrotolato di tacchino con castagne e noci

Vi avevo anticipato che in questo finsettimana appena trascorso mi sarei data all'arrosto e alle lasagne. Per quanto riguarda il secondo piatto mi sono cimentata con l'arrotolato, prima volta che provo a farlo, ovviamente non ho nemmeno tentato di aprire da sola il petto di tacchino ma me lo sono fatta tagliare a battere dal macellaio. Comodo. Così facendo diventa una ricetta velocissima: una volta a casa aprite il vostro pacchetto, potete riempire la carne con cose già pronte come prosciutto e formaggio, una frittatina preparata in precedenza, un wurstel e così via, lo legate insieme ad un bel rametto di rosmarino e qualche altro aroma (anche una spolverata di mix già pronto per arrosti) poi lo mettete per un'oretta circa in forno (si, in effetti c'è questa oretta di cottura che allunga un pò i tempi).
Adesso vi dico però com'era il mio rotolo di domenica. Era da un pò che volevo provare il ripieno con la frutta secca: castagne, noci, uvette e macinata di maiale. Adoro il ripieno con le catstagne e in genere si mettono le prugne, che però il mio palato reputa un pò troppo dolciastre. Pensavo di aver messo insieme un ripieno molto saporito, forse troppo, invece è risultato delicato, ed è piaciuto molto a tutti.


Ingredienti:
1 petto di tacchino aperto a libro (peso circa 1 kg)
400 g. di macinata di suino
200 g. di castagne già cotte
1 manciata di uva passa
8 noci
1 fetta di pane bianco (quello per tramezzini, o pancarrè)
30 ml di latte
60 g. di grana padano grattuggiato
1 spicchio d'aglio tritato
sale, pepe, noce moscata qb
2 rametti di rosmarino
salvia secca tritata
olio evo e qualche fiocchetto di burro
2 dita di brandy
2 scalogni
spago per legare

Impastare la macinata con il pane spezzettato e ammollato nel latte per una decina di minuti. Aggiungere il resto degli ingredienti: l'aglio tritato, le noci spezzettate grossolanamente, le castagne tagliate a metà, l'uva passa (io non l'ho ammollata), il grana, 3 pizzichi di sale, pepe e noce moscata abbondanti. Terminare di impastare il tutto.
Aprire la fetta di tacchino, salare leggermente e versare al centro il ripieno. Chiudere arrotolando la carne intorno al ripieno un pò come fosse uno strudel. Potere arrotolare partendo dal lato che volete, regolatevi in base alla teglia o pirofila in cui lo cuocerete. Io avevo a disposizione una teglia molto capiente che uso per fare la pizza alta formato famiglia e così ho arrotolato la carne dal lato più lungo.
Massaggiare la carne con sale, pepe e salvia tritata in modo che aderiscano bene.
Non essendo esperta di legatura ho proceduto con tante legature separate. Una che legasse l'arrosto nel lato lungo e poi tante piccole legature lungo il rotolo distanziate di 3 cm circa che servissero nel contempo a fermare i rametti di rosmarino.
Ungere la teglia (che poi andrà in forno) con qualche cucchiaio d'olio e qualche fiocchetto di burro, portare sul fornello, aggiungere gli scalogni tagliati a metà. Rosolare la carne su tutti i lati, sfumare con il brandy e togliere subito dal fuoco (prima che evapori compleatmente) aggiungere qualche fiocchetto di burro sul rotolo prima di coprire con carta stagnola e passare in forno a 200° per un ora (io per la precisione 80 minuti).

mercoledì 5 dicembre 2012

Brasato con porro e prosciutto

Ragazzi siamo già a marcoledì, questa settimana passa veloce e il bel finesettimana che mi aspetta è vicino (da noi all'immacolata arrivano i banchetti di Santa Lucia, poi devo fare l'albero e inziare a cercare i regali di natale).
La domenica è l'unico giorno in cui ogni tanto mi posso dedicare a preparazioni lunghe, come il brasato. Il brasato non richiede molte azioni, ma durante le due ore di cottura va controllato, lasciarlo lì e uscire a farmi un giro non sarebbe una buona scelta! Così lui sta lì sul fuoco, io al tavolo della cucina o in sala, e ogni tanto vado a vedere come sta.
Fatto domenica scorsa, con tutte le bozze in attesa, ve lo posto ora. L'unica cosa che mi ha messo in difficoltà è stato affettarlo decentemente (e preciso, l'ho lasciato raffreddare prima di procedere e non era troppo cotto). Fortunatamente dovevo andare a pranzo dai miei e ho rifilato il taglio alla mamma che ha fatto un buon lavoro, laddove io avrei fatto una carneficina!
Ho preso spunto da una ricetta su Cucina Moderna ma alla fine ho cambiato un pò di ingredienti. L'ho brasato nel vino bianco (al posto di quello rosso) con il cotto a dadini (al posto dello speck) e il porro a rondelle. Ottimo, tutta la famiglia tranne il fratello vegetariano hanno approvato.


Ingredienti:
cappello del prete, un pezzo da 600 g.
100 g. di prosciutto cotto a dadini
1 grosso porro
2 bicchieri di vino bianco secco
2 foglie di alloro
2 rametti di rosmarino
1 spicchio d'aglio
10 g. di burro
olio, sale e pepe qb
mezzo dado vegetale se serve

Incidere il pezzo di carne in più punti con un coltello appuntito. Dividere in quattro lo spicchio d'aglio e infilarlo nella incisioni della carne, riempire le restanti con un paio di cubetti di prosciutto.
Passare la carne con poco sale e pepe, ripporre in una ciotola con il vino e gli aromi, far marinare per un'ora.
Sgocciolare la carne e rosolare in un tegame con burro e un filo d'olio, far dorare ogni lato. Aggiungere il restante cotto a dadini e il porro pulito a spesse rondelle, insaporire un pò. Versare nel tegame anche la marinata e far andare a fuoco dabbo per 2 ore. Se il fondo tende ad asciugarsi bagnare con un pò di brodo vegetale.


domenica 25 novembre 2012

Cous cous con pollo e peperoni in agrodolce

Per la mia rubrica immaginaria: cento modi per gustarsi il semplice petto di pollo che adoro. In agrodolce con i peperoni è davvero una buona idea, mi sono ispirata ad una ricetta trovata su Cucina Moderna. Il cous cous al curry è un contorno perfetto!
Questo piatto l'ho pensato per il contest della Molino chiavazza. Dato che si tratta di cous cous, che adoro, avrei anche voluto fare qualcosa di più alaborato o originale, ma le solite cose: il tempo che manca, la mancanza di ispirazione quando si hanno tante altre cose a cui pensare, ecc... Senza contare che la mia "idea geniale" è andata in fumo. Ho provato ad usare il cous cous per impanare la cotoletta di pollo, ma il risultato non mi ha soddisfatto per nulla, semplicemente mangiabile e niente di più! Questa proposta è molto più "classica" ma almeno mi ha soddisfatto molto!

 

Ingredienti:
300 g. di petto di pollo e fettine
1 piccolo peperone rosso
1 piccolo peperone giallo
1 piccola cipolla rossa
farina qb per il pollo
90 g. di cous cous precotto
mezzo cucchiaino di curry
2 cucchiai di aceto di mele
mezzo cucchiaino di zuchero
prezzemolo, menta o coriandolo a piacere
sale, olio e pepe qb
per due

Tagliare le fettine di pollo in bastoncini e infarinarli leggeremente, passarli in padella con olio evo per rosolarli bene. Tenere da parte in caldo.
Nella stessa padella, aggiungendo un dilo d'olio, saltare i peperoni, sempre tagliati a bastoncini e la cipolla a fette, dopo una decina di minuti aggiungere pollo, sale, aceto, zucchero.
Lasciare evaporare i liquidi di cottura a fuoco lento e completare con pepe e erbette tritate .
Nel frattempo preparare il cous cous, tostandolo in un pontolino con un filo d'olio, coprire di acqua calda che deve superare il cous cous di un dito abbondante, sciogliere nell'acqua curry e pizzici di sale. Corpire e lasciar cuocere a fuoco spento, nel vapore, per 5 minuti, dopo di che sgranare con la forchetta.


Con questa ricetta partecipo la contest della Molino Chiavazza dedicato al cous cous


giovedì 15 novembre 2012

Polpettine agli agrumi

Sono letteralmente distrutta dalla giornata ma il tempo per il post quotidiano riesco a trovarlo.
Più che una vera ricetta è più che altro un consiglio su come aromatizzare in modo diverso delle semplici polpettine di carne, ne ho viste tante versioni nei blog e vi propongo la mia.
Ho fatto delle polpettine di macinata mista (potete seguire la ricetta che fate di solito) con aggiunta di cipolla rossa tritata e scorza di limone e arancia nell'impasto.
Le ho cotte in padella, sfumate con vino bianco secco e poi cotte nel succo d'arancia e limone. Molto agrumate rimangono piacevolmente glassate.
Mentre mettevo nel piatto mi sono pentita di non avere in casa un bel finocchio, sarebbe stato il contorno perfetto, così il contorno che vedete in foto è un pò casuale.
Voi se le provate procuratevi finocchi.


Ingredienti:
400 g. di macinata mista (io 300 manzo e 100 maiale)
1 piccola cipolla rossa
1 uovo medio
20 g. di pane ammollato con 2 cucchiai di latte
20 g. di formaggio grana
1 limone
1 grossa arancia
2 dita di vino bianco secco
sale, pepe e noce moscata
farina, burro e olio evo qb
per 20 polpettine circa

Tritare finemente la cipolla e passarla in padella con un filo d'olio, qualche istante per farla ammorbidire.  Impastare carne, cipolla, uovo, pame ammollato e spezzettato, scorza di limone e arancia, formaggio, sale pepe e 1/3 cucchiaino di noce moscata.
Fromare delle polpettine di 2 cm di diametro passandole leggermente nella farina e appoggiandole da parte.
In padella scaldare 20 g. circa di burro con un paio di cucchiai d'olio, aggiungere le polpettine e farle dorare un pò, sfumare con il vino bianco. Appena evapora aggiungere il succo dell'arancia e di mezzo limone. Portare a cottura, circa 15 minuti, alzare la fiamma se serve per far asciugare i liquidi di cottura.


Con queste partecipo al contest di Laura del blog Squisito



giovedì 25 ottobre 2012

Costine di maiale glassate

Invece che scegliere il solito petto di pollo questa settimana mi sono detta "compro una carne che non è mai entrata in casa mia". Ho visto la ricetta di queste costine sul  Sale e Pepe di Ottobre e sapendo già che la carne glassata con la salsa di soia è buonissima mi sono buttata, se non avessi visto la ricetta non penso che sarei andata a cercare della carne di maiale con quel grasso così visibile, ma devo dire che il limone e la salsa di soia della marinatura sgrassano molto e che sono definitivamente buone.
Sintetizzo con le parole del mio ragazzo " sembra di essere al ristorante...", tradotto "sono molto buone e visto che spesso con la carne non mi fai nulla di speciale mi sembra che me le ha fatte qualcun'altro!".
Contorni ideali sono di patate o verdure saltate, al burro, al forno. Non va bene l'insalata o altre verdure condite con aceto o simili, dato che c'è già il pungente del limone nelle puntine.
In questi giorni ho scoperto che fare da giudice per un contest, eccolo, è una cosa termendamente difficile, le ricette sono tutte interessanti e ben riuscite. Mi sto impegnado per selezionare quelle che siano davvero le migliori sulla base dei criteri prestabiliti, ma che lavoraccio, troppo difficile selezionarne solo poche in così tante bellissime preparazioni.



Ingredienti:
4-6 costine
1 grosso limone
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai rasi di zucchero di canna (alternativa miele)
per due

Spremere il limone e mescolare con la salsa di soia e lo zucchero, emulsionare bene in modo che lo zucchero si sciolga completamente (con il miele la questione non si presenta, basta una mescolata).
Eliminare un pò di grasso dalle puntine qualora ce ne sia in eccesso. Sciaquare e tamponare con carta assorbente.
Mettere le puntine in un contenitore, versarci la marinatura e far riposare in frigor per un ora, rigirandole ogni tanto, un paio di volte.
Disporre in una teglia con carta forno, versarci sopra la marinatura e infornare in  forno già caldo  a 220° per 40 minuti. A metà cottura girare le costine e irrorarle ogni tanto con il loro grasso.


mercoledì 3 ottobre 2012

Bocconcini di pollo al marsala e uvette

Dopo due anni senza studio è dura rimettersi sotto, chi mi aveva messo in guardia aveva ovviamente ragione...il primo pomeriggio di studio si è risolto in pause continue, viaggi mentali guardando il muro e quasi appisolamenti da seduta...un pò demoralizzante. Però, non sono scappata in cucina a infornare qualcosa, non mi sono messa a giocare con il cane, no, con coraggio sono rimasta davanti al mio libro per tre lunghe ore abbondanti.
Cosa mi sia rimasto in testa?! In genere ho elevate capacità di assimilazione e memeorizzazione, non sono mai stata veramente "secchiona" però spesso mi sono sentita dire di essere una di quelle che leggono una cosa una volta e poi è lì, nella loro testa, disponibile per rielaborazioni e associazioni...in effetti ho conosciuto pochissime eccezioni (cervelloni fuori dal comune) che potevano permettersi di stare sui libri meno di me, con risultati parecchio più brillanti... Scusate la modestia ma questi sono i pensieri positivi che aumentano la sensazione di controllo e poi fanno produrre di più.
Un pò come dire, per usare un linguaggio comune: se mi approccio ad un piatto difficile da cucinare potrei scoprirmi un pò in ansia (una normale ansia da prestazione, quella sensazione che ti prepara ad una presetazione eccellente, ti mette sull'attenti) però se in questo momento focalizzo proprio la torta venuta male, quella volta che ho propinato ai miei ospiti una portata che non era nelle aspettative, se penso ai miei fallimenti, quella piccola ansia diventa vera preoccupazione e poi sicuramente si tradurra in gesti poco sicuri e infine in un disastro.
Nel momento in cui si approcia un compito e sicuramente meglio ponsare a tutte le volte che siamo stati bravissimi, sfiorare con la mente i nostri successi e così godere di un naturale senso di padronanza.
Ecco, ora le mie ricette sono molto veloci (cercherò di rifarmi nel finesettimana ma non è una promessa) e io sto pensando a come sono una bravissima studentessa che ha sempre superato tutto.
La ricetta che segue è svelta ma buona, sono quelle ricette furbe che con poche mosse e pochi ingredienti danno più allegria, sostanza e originalità al comune petto di pollo. Una carne che mi piace e che adoro alla piastra con poco condimento, ma che ogni tanto viene anche la voglia di ricettare vista la piattezza di una carne bianca, magra, generalmente un pò asciutta.
Uvette e marsala si accompagnano molto bene!


 Ingredienti:
300 g. di petto di pollo
2 manciatine di uva passa
mezzo bicchiere di marsala
2 dita di latte
1 rametto di rosmarino
25 g. di burro
farina, sale, pepe e olio evo qb

Mecolare vino e latte, aggiungere le uvette.
Affettare il petto di pollo in piccole fettine sottili (potete coprire le fette con carta forno e pesarle un pò con le mani per appiattirle bene). Infarinare bene su entrambi i lati.
In una padella capiente far fondere il burro insieme ad un filo d'olio d'oliva e il rosmarino spezzettato, appena il burro è caldo aggiungere le fettine di pollo e far rosolare bene da entrambi i lati, pepare e salare.
Quando la carne è ben dorata versare in padella il vino con tutto il resto, far asciugare a fuoco basso rigirando la carne ogni tanto.


Non che si leghi molto a questa ricetta, ma colgo l'occasione per farvi notare un contest molto carino perchè associa libri e cibo, è il contest di Elisa del blog Grembiule e presine, il contest si chiama book & cook, di seguito il banner se lo volete prelevare...


Adoro quei romanzi che ti lasciano scolpita nella mente l'immagine di un certo cibo, indissolubilmente legato ad una certa atmosfera, che ti fanno venire la voglia di provare a ricrearlo, cucinarlo e dare vita  a quella atmosfera che ti ha catturato...vi confesso che, pur essendo una gran lettrice, non ho ancora pensato alla ricetta/libro con cui partecipare!

Ringrazio Elisa anche per avermi donato un premio davvero grazioso...

 Regole...
1) rispondere alla domanda : che cos'è la semplicità?
per me è un 'valore' da costruire, curare, ricercare con le nostre scelte di vita, comportamenti ed emozioni, è la scelta della sincerità, dell'essenzialità, la capacità di capire cosa nella vità non è essenziale ma un finto bisogno indotto, è essere autentici e liberi

2) dedicare un'immagine a chi ti ha donato il premio
Gli regalo una delle mie opere d'arte preferite, l'albero della vita.


3) rigirare a 12 blogger
Adotto un sistema visto altrove e regalo il premio alle prime 12 blogger che mi commentano Elisa esclusa! scusate la furbata, ma il tempo è tiranno!

giovedì 30 agosto 2012

Insalata con pesche, datterini e pollo grigliato

Io l'estate la saluto con una semplice insalata, questo è il mio piatto saluta estate.
Devo dire che quest'anno non ci piango molto sopra perchè è stata una stagione divisa tra lavoro e momenti di tranquillità, ma non certo da segnarsi e ricordare, la dimentico anche volentieri, non c'è problema!
Mi guardo indietro le uniche cose che mi è sono venute in mente sono quelle che non ho fatto. Non intendo un viaggio, aspetto quando lo posso organizzare in un momento di serenità, con calma, io non ho quasi mai fretta purchè una cosa non la viva con forte necessità...la bella vacanza la farò l'estate prossima. Intando le cose che amo sono tutte qui in casa...
Sento che mi sono mancate tante ricette estive, sui vostri blog ho visto cheese cake alla fruta eccezionali, crostate con pomodorini caramellati, freschissime cheese cake salate, il gelato e i semifreddi fatti in casa...adesso prendo il mio diario e mi segno tutto. Poi mi sono accorta di una colpa...ho pensato ad un sacco di dolci e non ho mai pensato alle torte di compelanno dei miei, la prossima estate le faccio!
Perchè sono così dannatamente propensa ai rimpianti, quando so benissimo che la filosofia giusta e vivere profondamente e con positività ogni giornata?!
Però vi confesso che adoro l'autunno e ogni volta che sento il fresco a l'aria che cambia a fine agosto sono contenta e mi riempio di aspettative. Se dovessi rappresentare l'autunno con una verdura penso alla zucca, ho una vera ossessione per quella!
Adesso passo alla ricetta, il mio secondo esperimento di pesche nell'insalata...visto che foto estiva e colorata?


Ingredienti:
200 g. di insalatina verde (tipo valeriana, songino)
2 pesche nettarine mediamente mature
150 g. di pomodori tipo datterino (che sono molto dolci)
200 g. di petto di pollo (3 o 4 fettine sottili)
Per la marinatura del pollo: 1 limone
1 cucchiaino di miele - sale, pepe, olio evo
aceto di mele qb

Procedimento:
Mescolare il succo di limone con miele, sale e pepe; aggiungere il pollo e mescolarlo con la marinatura; riporre in frigor coperto per un'oretta prima di grigliare.
Tragliare pesche e pomodori a cubetti di dimensioni simili, aggiungere all'insalata e condire.
Grigiare il pollo; tagliare a fettine e aggiungere all'insalata.
Ecco fatto!


mercoledì 1 agosto 2012

Pollo croccante ai cereali

Con i cereali è sempre la stessa storia ormai da un bel pò: li compro con il proposito di eliminare merendine confezionate, torte, muffin e ciambelle per un periodo di colazioni leggere e qualcosa che possa assomigliare di più ad una dieta. Poi rimangono lì, mi guardano dal loro cartone e io evito di incrociarli, notarli e rendermi conto di tutti i dolcetti che invece ho spazzolato senza troppi pensieri.
Alla fine sto riuscendo a controllare un pochino il mio peso mangiando tutto quello che voglio, cercando però di ridurre le dosi (con tante camminate con il cane ed un lavoro impegnativo, soprattutto ora che siamo in montagna tutto il giorno).
Sono consapevole, e questo non lo posso ignorare, che non sto seguendo un'alimentazione ben bilanciata dal punto di vista delle proporzioni tra i vari tipi di alimenti.
Una colazione leggera con i cereali vorrebbe dire pochi grassi e zuccheri aggiunti, un frutto a metà mattina e poi più voglia di un insalatina per iniziare il pranzo. Una fetta o due di ciambella vuol dire niente spuntino di metà mattina e arrivare al pranzo potendo mangiare tranquillamente un piattino di pasta senza soffrire la fame.
Restando in tema, gli ultimi cereali sono diventati una panatura per friggere, si, dico friggere, il petto di pollo! Buonissimo! Questa si che è una fine degna per quei tristi cereali!
Giustamente penserete che un'insalta fresca sarebbe stato il contorno più adeguato...ma io ne ho approfittato per fare le melanzane impanate e fritte, era un sacco, tantissimo, che non le facevo e poi le ho sempre fatte al forno per la dieta, ma la crosticina che fanno da fritte non è proprio la stessa cosa, quindi, dato che da un paio d'anni me ne frego di tutto...via a impanare e firggere.
Immagino che questa idea sia perfetta per far felice qualche bimbo, oltre che il mio ragazzo!



Ingredienti:
250 g. di fettine di pollo - 1 uovo big
4 manciate di cereali - 2 pugnetti di grana
sale, pepe qb - olio di semi per friggere
farina 00 qb
Volendo...
1 melanzana lunga - 1 uovo
pangrattato, sale e pepe qb

Mettiamoci all'opera:
Dividere le fettine di pollo in tre o quattro parti in modo da avere del pezzetini piccoli (si può fare la stessa cosa anche tagliando il petto di pollo ma così è più semplice ottenere delle fettine molto sottili).
In un recipiente basso e largo sbriciolare a mano i cereali, aggiungere grana, sale e pepe e mescolare.
In un seocndo recipiente sbattere l'uovo con sale e pepe.
Infarinare leggermente ogni pezzettino di pollo, passare abbondantemente nell'uovo e poi nella panatura di cereali.
La panatura doppia mi è sembrata eccessiva e ho evitato. Ho messo da parte e sono passata a preparare la melanzana.
Affettare sottilmente la melanzana, passare ogni fetta nella farina, sbatterla bene per eliminare l'eccesso, passare nell'uovo e poi nel pangrattato.
Per friggere, versare abbondate olio in una normale padella, circa due dita. Quando l'olio è caldo, mettendoci dentro un semplice stuzzicadenti vedete che sfrigola e fa delle piccole bollicine tutte intorno, appena inizia a fare questo passate a friggere. Io nella stessa padella ho fritto prima la melanzana e poi il pollo.
Tamponare subito con la carta assorbente e impiattato.


sabato 30 giugno 2012

'Pucia e fasoi' o involtini di lonza con fagioli

Ecco un altra ricetta dal libricino della cucina lodigiana, l'ultima che ho pensato per il contest di Danita. Non è una ricetta molto estiva, e risale a settimana scorsa quando il caldo non era ancora così afoso, ma potete segnarvela per un'ocasione del prossimo autunno. Si tratta di involtini di lonza, con un ripieno molto ricco, cotti in umido con aggiunta di borlotti.
Alla fine per il mio compleanno ho deciso per una torta molto semplice e molto classica, la torta della nonna, da sempre per i miei compleanni, gira e rigira, ho fatto le torte più tradizionali ed elementari negli ingredienti. Sarà un mio chiodo fisso, e comunque questo genere di torte lo trovo estremamente confortante e soddisfacente, per me più di una torta multistrato superfarcita e decorata.
E sto pensando a qualcosina di semplice per utilizzare gli albumi...
Per oggi vi saluto!



Ingredienti:
6 fettine di lonza battute molto sottili
4 cucchai di passata e 2 di concentrato di pomodoro
2 foglie di salvia - 2 bicchieri di brodo
200 g. di fagioli borlotti già lessati
olio evo e burro qb - sale e pepe qb
Ripieno...
100 g. di carne macinata - 50 g. di salsiccia
1 uovo - 2 manciate di grana
1 spiscchio d'aglio tritato - prezzemolo

Mettiamoci all'opera:
Amalgamare gli ingredienti del ripieno fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Schiacciare una pallina di ripieno sulla fettina di lonza e arrotolare, fermare con un paio di stuzzicadenti o legare con lo spago.
In un tegame scaldare qualche cucchiaio d'olio con una noce di burro e far rosolare gli involtini su tutti i lati.
Versare il brodo, coprire e cuocere per 30 minuti. a questo punto aggiungere la passata e il concentrato e far andare per altri 10 minuti. Aggiungere i fagioli e cuocere per altri 20 minuti.
A questo punto togliere il coperchio, alzare il fuoco e far addensare il sughetto per qualche minuto.

Io ho accompagnato, come prevede la tradizione con del semplice purè.


Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita

martedì 26 giugno 2012

Fritada rugnosa cun le sigule

Sarà semplice e molto rustica ma, se non vi fate ingannare dal suo nome poco invitante, si tratta di una frittata gustosissima. Si certo, non è leggera, e non suona nemmeno molto estiva ... ma tutto sta nelle dosi, 40 g. di salsiccia una volta ogni tanto si possono anche mangiare no?!
Come lo strutto nella piadina (che ho usato per rendere la pietanza molto più invitante di una semplice frittata) ... ho diviso i 100 g. di strutto sulle 12 piadine (perchè queste sono le dosi che ho utilizzato) sono meno di 10 g. di grasso, e lo strutto è la prima volta che lo compro, non che ce l'abbia sempre in casa. In sintesi, sono sicura che tutto ciò non mi ucciderà...
Anche questa ricetta arriva dal mio malmesso libricino sulla cucina lodigiana, e da qui la scelta di intitolare il post con il nome che questa piatanza ha sul libro, per amor del realismo.

Dopo una intensa giornata passata sul fiume a nuotare con il cane, solo uno spuntino veloce per pranzo (la mia prima farinata di ceci che posterò a breve), niente di meglio di una cena del genere!
In realtà stasera mi manca la birra e ne avrei davvero davvero voglia, cosa dite...faccio in tempo a spedire fuori il mio lui con un ricatto?!
Oggi ho una crisi mistica sui dolci, non riesco a decidermi su che torta fare per il mio compleanno, so solo che non la voglio al cioccolato perchè quella è per il compleanno di lui...



Ingredienti:
3 uova big - 90 g. di salsiccia
mezza cipolla dorata
formaggio grana abbondante
20 g. di burro - sale pepe qb
un goccio di vino bianco
(per due, una frittata da 15 cm circa)

Io ho servito con...
2 piadine (la ricetta la trovate qui)
rucola - carote grattuggiate
olio e sale qb

Mettiamoci all'opera:
Sbriciolare finemente la salsiccia e affettare a velo la mezza cipolla.
Sbattere le uova con sale, pepe e due manciatine di grana (almeno un 50 g.)
Sciogliere il burro in una piccola padella e aggiungere cipolle a slasiccia, farle rosolare per qualche istante e, appena la cipolla inizia ad ammorbidirsi, sfumare con un goccio (intendo proprio un cucchiaio o due) di vino bianco secco. La salsiccia deve essere ancora morbida.
Versare sulla salsiccia la pastella di uova e grana e mescolare, le uova sul fondo iniziano a cuocere e vanno mescolate con la pastella  ancora cruda, questo per il primo minuto scarso di cottura.
Coprire e aspettare cinque minuti, a questo punto girare la frittata con l'aiuto del coperchio e far cuocere un paio di minuti anche dal secondo lato.
Affettare e servire come più vi piace!





Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita


lunedì 25 giugno 2012

'Pulpete de pulin' o involtini di tacchino

Quando mi sono messa ha pensare al contest di Danita ( del blog Leccornie di Danita) ho realizzato che la cosa più ovvia da fare fosse cercare qualche ricetta tradizionale della mia regione, la Lombardia, se non anche della mia città, io sono lodigiana.
Alla fine, nonostante mi venissero in mente certe ricette della mamma, della nonna o della zia, non sapevo dire se fossero tradizionali, nel senso "storiche" o se fossero rivisitate, le ricette di casa più che altro. Mi mancavano i "testi" su cui leggere.
La cosa più ovvia in questi casi sarebbe recarsi dalla mia zia, la nonna purtroppo non c'è più, ma mia zia ne sa tanto quanto ne sapeva mia nonna ed è una fonte inesauribile di informazioni culinarie.
Ma, appena prima delle ferie, è venuto in soccorso un piccolissimo libricino, vecchio e molto ingiallito, che perde pagine qua e là, di cui mi ha gentilemente fornito la mia mamma. Non so di preciso come sia finito in casa nostra, cioè, intendo dire in casa dei miei, ma giudicando l'ingiallimento e gli anni di vita mi è sembrata una fonte affidabile di ricette storiche.
Il libricino è tutto dedicato alla cucina lodigiana, se non si fosse capito! Con tanto di nome della pietanza in dialetto, e dei modi di chiamare gli ingredienti... filo di refe sarebbe lo spago, pulin è il tacchino, ma fondamentalmente comprensibile!
Ho puntato subito quattro ricettine proprio carine, contest o non contest, sarà mia premura provarle tutte e condividerle con la blogsfera. Inizio da questi semplici involtini di tacchino, certo che la salvia con la carne mi ha rievocato un sapore familiare che stava andando perdendosi ... quando si dice le cose semplici di una volta ...


Ingredienti:
4 fettine di fesa di tacchino sottili - 4 foglie di salvia
4 fette di prosciutto cotto non troppo magro
4 fette di pancetta tagliata sottile
1/2 bicchiere di vino bianco - 1 bicchiere di brodo
sale, pepe, olio e burro qb
Dosi per 2 persone, 4 involtini

Contorno (facoltativo)
4 piccole zucchine bianche - 1 aglio in camicia
2 folgie di salvia spezzettate - olio qb

Mettiamoci all'opera:
Battere le fettine di con il pestacarne per averle molto sottili. Appoggiare su ogni fettina di tacchino, la fetta di prosciutto e poi la foglia di salvia (deve essere grande), arrotolare bene.
A questo punto fasciare ogni involtino con la fetta di pancetta e fermare con uno stecchino o legando con lo spago da cucina.
Nella padella antiaderende mettere a scaldare 2-3 cucchiai di olio evo con 20 g. circa di burro (la cucina della nonna lodigiana arriva a prevedere 100 ml di olio e 100 g. di burro!!! ovviamente nelle odierne pentole antiaderenti sono tutti grassi inutili). Se avete ancora qualche foglia di salvia potete aggiungerla anche al fondo di cottura.
Prima che i grassi inizino a friggere, rosolare gli involtini su entrambi i lati e sfumare con il vino, alzando la fiamma per farlo evaporare, aggiungere il brodo e coprire. Lasciar andare a fuoco medio almeno per una trentina di minuti, togliare il coperchio e far asciugare i liquidi a fuoco lento.
Io nel frattempo ho saltato le zucchine per 5 minuti in padella con olio, aglio in camicia e salvia spezzettata.
Altri contorni molto tradizionali sarebbero il purè fatto in casa e l'insalata.


Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita


 
Con questa ricetta partecipo anche al contest di Francesca del blog In casa del padrone ogni giorno è festa

martedì 29 maggio 2012

Involtini di tacchino, bacon e pistacchi

Lo sapete già che sono dipendente dai cani? Che per i cani farei di tutto e il mio lo amo come un bambino?
Della serie "hai cani manca solo la parola", io non sono proprio daccordo ... trovo che il loro linguaggio fatto di comunicazione non verbale sia già sufficientemente semplice, diretto e capace di comunicare tanto, sta a noi capirli prestando l'attenzione che ci vuole, perchè siamo specie con linguaggi diversi.
Stamattina gli occhi e il comportamento del mio cane mi dicevano "ho fatto una cosa che non mi piace, mi sento giù" (ha sporcato il soggiorno perchè è stato un pò male, avrà mangiato qualcosa mentre l'ho lasciato libero ieri). Era nascosto dietro ad una sedia e non è venuto a farmi le feste, col musetto guardava il suo danno e poi controllava la mia faccia, è rimasto mogio finchè non ho fatto sparire tutto e ho pulito, solo allora ha scodinzolato lievemente ma è andato a isolarsi sul balcone. Io non l'ho mai, mai, mai sgridato per quando sporca (le cose tipo "metti il muso nella pipì e urla: no" sono stupidaggini, avrete solo umiliato il vostro cane che prima o poi lo rifarà, e comunque non approvo i metodi educativi basati sull'umiliazione), il mio però sporca solo quando sta male, praticamente mai, anche a quattro mesi mi chiedeva di uscire.
Tutto quello che lui fa educatamente gliel'ho insegnato premiandolo quando fa bene, e ignorando quando fa male. Noi del nostro cane abbiamo immenso rispetto, questo ha fatto si che il suo carattere si esprimesse al meglio: è educato, si lascia addestrare, ci adora, si fida di noi completamente e si fa manipolare in tutti i modi, spesso è calmo come un pupazzo appoggiato dove dici tu. Ci sono anche i momenti che abbaia ovvio! alle cose che "non lo convincono": rumore, una persona vestita strana, ecc... la lista è lunga e sempre in evoluzione!!! Per costruire il rapporto che volevo con il mio cane mi sono fatta supportare: corso di educazione di base, educazione avanzata, basi di clicker trainig e agility ...
Ogni tanto, come stamattina, mentalmente chiedo scusa a Ruspa, il cane che ho avuto prima, una fobica del canile da riabilitare, perchè ero immatura e su lei non ho investito tanto ... era felice e aveva una casa, una famiglia, è uscita dal canile ; ma con lei non avevo un rapporto speciale. 
Ma passiamo alla ricetta ...


Oggi vada per un secondo!
Vi lascio velocemente un idea per pranzo che io ho trovato niente male, dei semplici involtini di tacchino, pancetta e formaggio, con l'aggiunta di pistacchi sbriciolati. Avevo visto una ricetta simile, non l'ho seguita, in realtà erano diversi tutti gli ingredienti, ma mi ricordo che prevedeva le noci ... bè mi sa che proverò anche quelle ma prima ero troppo curiosa dei pistacchi con la carne, buoni!


Ingredienti:
2 grosse fette di fesa di tacchino, tagliate a metà e pestate sottili
40 g. di paistacchi grossolanamente sbriciolati
8 fette di bacon (o pancetta affumicata) - 4 piccole fette di edamer
grana padano, sale e pepe qb
1 tazzina di vino bianco - 1 bicchiere di latte

Mettiamoci all'opera:
Passare le fettine di tacchino con sale, pepe; spolverare con grana e pistacchi sbriciolati.
Appoggiare due fettine di bacon e al centro quella di formaggio.
Arrotolare, io ho fermato ogni involtino alle estremità con due stuzzicadenti.
Rosolare in un filo d'olio e sfumare con il vino, quendo evapora aggiungere il latte, coprire e portare a cottura: una mezz'ora. Se è avanzata un pò di granella di pistacchi aggiungerla nella pentola. Aggiustare di sale e pepe.
Scoprire e far asciugare un pò il sughetto (se in invece il latte evapora prima, dipende molto dalla pentola, aggiungerne un mezzo bicchiere).

Con questa ricetta, che ho trovato gustosissimi, desidero partecipare al contest di Valentina del blog "La cucina che vale": farina del mio sacco

domenica 13 maggio 2012

Prima collaborazione e pollo al forno!

Ciao a tutti e buona domenica!
Da questo post non aspettatevi una ricetta speciale e folgorante ...
scrivo per ringraziare l'azienda Tosi per avermi inviato una campionatura dei loro prodotti, così che nasce la mia prima collaborazione.


Non collaborerei mai con una azienda di cui giudico negativamente i prodotti perchè sarebbe come suggeririvi cose di scarsa qualità, non è così nel caso del prodotto di cui parlo.
Si tratta di un vino bianco fermentato insieme agli aromi più utilizzati nella cucina italiana e già pronto per sfumare i piatti (soprattutto per carni e risotti, ideale per la cottura in padella) donando aroma.
Lo trovo pratico e molto gradevole dal punto di vista aromatico appunto.
Io l'ho provato subito con la prima cosa che avevo in frigorifero, qualche fuso di pollo, salsiccia e verdure miste.
Questa cosa la faccio spesso: prendo una teglia capiente, ci metto pollo o tacchino (fusi, cosce, sovracosce), ci aggiungo quello che trovo, come pancetta o pezzetti di salsiccia, e verdure miste: un paio di carote, 1 cipolla in quarti, un peperone a pezzettoni, aggiungo sale e pepe e inforno a 190° per 1 ora e 30 circa. In genere aggiungo già nella teglia rosmarino e aromi vari.
In questo caso a metà cottura ho sfumato con due tazzine di caffè di Vinchef, l'aroma era ottimo e delicato.


Ingredienti:
8 fusi di pollo - 100 g. di salsiccia a pezzi - 2 carote tagliate in tre
1 cipolla grossa tagliata in quarti - 3 peperoni verdi a metà
sale e pepe qb
2 tazzine di Vinchef

Mettiamoci all'opera:
Tutto in teglia con carta forno, salare, pepare e dare una mescolata con le mani.
Infornare a 190° per 40 minuti. Aggiungere il condimento vinchef e proseguire la cottura per altri 30-40 minuti.
Ogni tanto tirare fuori dal forno e con un cucchiaio raccogliere i liquidi e irrorare pollo e verdure, rimettere subito in forno.


giovedì 10 maggio 2012

Girello al limone con patate

La scorsa domenica mi sono ritrovata a fare la classico arrosto della domenica come è abitudine in molte famiglie italiane, io, che in genere provo un pò di rifiuto per le cose troppo tradizionali, faccio l'arrosto in altri giorni della settimana, così, perchè la mia mente bacata sente una sorta di equilibrio interno preservato. Però avevo voglia del mio arrosto al limone, l'unico pranzo della settimana che potevo fare insieme alla mia metà era Domenica ... ho deciso di accantonare le mie paturnie e alle 8.45 ero già in cerca del mio magatello! Causa post arretrati lo posto oggi, un pò come se l'avessi fatto di giovedì! (non a caso si dice che chi studia psicologia non ha tutte le rotelle al posto giusto, ho sempre creduto con convinzione di non rientrare nella casisitica).
Un altra cosa che devo dire è che cerco di consumare il vitello molto raramente e più spesso bovino o suino adulti, e che non amo andare sempre in cerca di parti scelte, non solo per una questione di economia casalinga ma sempre per quella storia del mio equilibrio interno. Io sono una vegetariana mancata! perchè quanto mi capita di informarmi sulle ingiustizie che subiscono gli animali per prestarsi al nostro consumo folle di carne o prodotti animali, non mi sento per niente bene! Però è la golosità e il mio essere mangiona che mi hanno sempre fregato, non potrò mai vivere senza il mio secondo di carne, ma una volta ogni tanto!
Condivido con voi un arrosto semplice semplice, ma il preferito per la salsina pungente e agrumata, e perchè il sapore della carne è molto naturale e leggero.

 
Ingredienti:
500/600 g. di girello (magatello, fesa sceltissima di vitello, quello insomma)
2/3 limoni - olio d'oliva, sale e pepe nero qb
300 g. di patate novelle (io surgelate precotte)
2 spicchi d'aglio - aromi per arrosto
Per due/tre persone

Mettiamoci all'opera:
Massaggiare la carne con sale e pepe nero su tutti i lati, magari lasciarla riposare così per un oretta.
Molto semplicemente fa rosolare e "sigillare" su tutti i lati il pezzo di carne in abbondante olio d'oliva, poi aggiungere i limoni spremuti con due cucchiai d'acqua, coprire e far andare a fuoco medio-basso per un ora e mezza circa. Se il succo di limone si asciuga troppo presto (dipende dalla pentola, dall'altezza del fondo, se antiaderente o no, ecc) aggiungere un altro limone spremuto insieme ad un cucchiaio d'acqua.
Al termine della cottura il limone, che si caramella lievemente, diventa una salsina addensata.
Per le patate (io ho usato molto semlicemente delle patate novelle surgelate precotte) mettere le patate in teglia con la carta da forno, aggiungere 2 spicchi d'aglio tagliati a metà (poi si tolgono), aromi per arrosto, sale, un paio di cucchiai d'oilio, mescolare con le mani. Infornare a 200° per 25 minuti.

anche con questa ricetta, in cui pochissimi ingredieti danno esito ad un risultato finale eccellente, partecipo al bellissimo contets di Leivinvita





venerdì 20 aprile 2012

Straccetti di tacchino alle mandorle e noccioline

Venerdì libero! Non mi capita tanto spesso e anche il mio compagno è a casa.
Per me è come un sabato o una domenica, dato che poi il finesettimana lavoro. Erano un paio di settimane che non pranzavo con il mio ragazzo, i nostri orari di lavoro sono terribili, io vado quando lui torna!
Questa ricetta la faccio da anni a noi piace molto, e la condivido con voi con immenso piacere!!!
Se vi capita la voglia di un secondo un pò particolare, in stile orientale ...
Poi è più versatile di quanto sembri. Primo si può fare con diverse carni, io ho sperimentato di persona pollo, tacchino e maiale. Secondo si può variare la frutta secca: solo mandorle, anacardi, un mix come questo ...






























Ingredienti:
400 g. di fesa di tacchino - 40 g. di arachidi - 20 g. di mandorle
1 cipolla dorata - 1 cucchiaino di zenzero - 3 cucchiai di salsa di soia
mezza tazzina di vino bianco, farina, olio d'arachidi qb
Dosi per due persone.

Mettiamoci all'opera:
Tagliare la cipolla in quattro e poi affettare a velo, soffriggere con un paio di cucchiai d'olio e lo zenzero in polvere (quello fresco è meglio, ma ha tutto un altro sapore, magari ridurre la dose).
Dopo qualche minuto aggiungere il tacchino: tagliare le fette di tacchino a striscette e infarinare leggermente. Far rosolare bene su tutti i lati.
Sfumare con pochissimo vino. Aggiungere 1 tazzina da caffè d'acqua e coprire.
Cuocere, abbassando il fuoco, per 15 minuti.
A parte tostare le mandorle e le arachidi, un paio di minuti.
Passati i 15 minuti aggiungere al tacchino 3 cucchiai di salsa di solia (niente sale) e la frutta secca.
Cuocere per un 5 minuti, finché i liquidi si sono ridotti.

martedì 17 aprile 2012

Pollo in salsa di cioccolato


Sono stata originale o non sono stata originale … questo è il problema…
 Il dilemma sulla originalità e la creatività mi perseguita, da quando ho lasciato l’accademia di belle arti a quando mi sono auto-somministrata i test di personalità in università, è la mia croce … ma in cucina non mi interessa, mi sento libera da qualsiasi dovere o aspettativa, è originale quello che è nuovo per il mio palato, una sperimentazione inedita per la mia pentola, punto e a capo.
Quindi, di carne e cioccolato si parla già da decenni? In altri paesi l’accostamento è scontato? Bene, per me è stato rivoluzionario e ho incrociato le dita (si fa per dire) fino all’assaggio dell’esito finale.
Intanto c’è una spiegazione molto oggettiva del perché il cioccolato (amaro), e il cacao soprattutto, si accostano così bene con centinaia di alimenti: 
 
“il cioccolato, quanto più cacao contiene tanto più è amaro e forte, con una struttura chimica e aromatica estremamente complessa, contiene infatti 600 molecole identificate, di cui 50 hanno un impatto aromatico. Quindi, alla fine, si sposa perfettamente con il piccante, lo speziato e con il salato”

 Siamo pieni del cioccolato di pasqua e non ci sembra il caso di mangiarcelo tutto così nature, vogliamo delle alternative per gustarlo sotto una diversa forma,  e non vogliamo scadere nello scontato … allora ho deciso di eliminate i dolci dall’orizzonte e di mettere qualche pezzettino di cioccolato qua e là nei primi e nei secondi piatti, nel salato insomma. Questa è la prima sperimentazione. 

































 Ingredienti:
400 g. di petto di pollo - 1 scalogno - 30 g. cioccolato fondente
 ½ tazzina da caffè di brandy – 50 ml di vino rosso dolce
Sale,  granella di mandorle,  pepe nero e olio d’oliva qb

Mettiamoci all’opera:
Affettare a velo lo e rosolare per qualche minuto in un tegame con un paio di cucchiai d’olio.
Tagliare il pollo in bocconcini piuttosto grandi, passare leggermente nella farina e aggiungere al tegame,  irosolare i pezzi su tutti i lati e aggiustare di pepe e sale.
Quando il pollo è ben rosolato aggiungere il brandy e far fiammeggiare inclinando la padella verso il fuoco, se è la prima volta vi farà paura (nel senso che a me è successo!)
In un pentolino a parte sciogliere il cioccolato insieme alle due dita di vino dolce, aggiungere al pollo e far cuocere a fuoco basso con il coperchio per circa 15 minuti.
Appena prima di servire cospargere con qualche mandorla tritata. 

Consiglio:
per provare la ricetta in versione più soft, scegliere i pezzi di pollo intero con pelle, così la carne verrà meno contaminata dalla salsa
una variante è il peeproncino, da aggiungere a pezzettini al soffritto



































 C’è giusto un contest che fa per questa ricetta da Scamorze ai fornelli


ho appena scoperto un blog carinissimo con un contest dedicato al cioccolato, e quindi partecipo anche al contest di Dolcizie