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domenica 14 luglio 2013

'Formaggio' raw di anacardi, al basilico e lime

Gli anacardi sono davvero una delle cose più ideali per fare uno spalmabile che ricorda davvero molto alcuni formaggi (non che io senta la mancanza dei formaggi, la mia cucina si è arricchita di tantissime cose che sono morbide e spalmabili senza l'ombra di formaggio). Ma nella rete e nei libri lo chiamano formaggio di anacardi, chiamiamolo così in onore della sua somiglianza.
Trovate la versione a crudo molto morbida, la versione che si compatta in frigor, con lievito alimentare o agar agar, ho trovato anche la versione simil stagionata da affettare (questa non mi ispirava nemmeno un pò, le altre si). Io sono andata su quella più semplice e veloce, senza cottura, solo anacardi, acqua e sale più aromi e erbette a piacere. Ho sostituito il limone con il lime, con gli anacardi sta benissimo. Perfetto per crostini, per i primi piatti cremosi, per panini e piadine, per tutto insomma! Tra l'altro gli anacardi non salati lì ho trovati a poco prezzo in un noto discount, quindi non ci sono scuse. In realtà io avrei un buon motivo per non acquistare mai gli anacardi, ne mangio troppi!


Ingredienti:
150 g. di anacardi non salati
2 cucchiai di succo di lime
3-4 cucchiai di acqua
6-8 foglie di basilico (o altri sapori a piacere: erba cipollina, prezzemolo, pepe, aglio)
qualche granello di sale rosa (o pochi pizzichi di sale fino)

Mettere in ammollo gli anacardi per almeno 5 ore, passato questo tempo scolarli dall'acqua e passarli ad un recipiente indicato per frullare con il minipimer. Aggiungere agli anacardi tutto il resto e frullare fino ad ottenere un composto cremoso. Rivestire una piccola ciotolina con la pellicola e schiacciare dentro il composto in modo da compattarlo bene, chiudere con la pellicola e riporre qualche ora in frigor. A questo punto, al momento di servire, potete capovolgere la formina di formaggio sul piatto di portata. L'ultimo passaggio non è obbligatorio, ovviamente.

Io l'ho messa dentro una piadina integrale di farro insieme al pomodoro. Il mio compagno d'estate mangia spesso la piadina stracchino e pomodori, volevo vedere se apprezzava l'alternativa e il punteggio è stato dieci e lode, sono contenta perchè una piccola cosa alla volta, un passetto ogni tanto, sto eliminando i prodotti animali anche dalla sua dieta senza che lui li rimpianga. Il formaggio di anacardi è cremoso, è saporito e sta benissimo insieme al pomodoro e abbiamo cenato divinamente lasciando (ipoteticamente, concettualmente) il latte di mucca al suo vitellino.


lunedì 1 luglio 2013

'Pan di spagna' senza uova e crema al cacao

Eccomi di ritorno dalla mia breve vacanza/lavoro e mi ritengo molto soddisfatta di me stessa, mi assegno un voto alto anche se non la sufficienza piena...sto parlando del cibo, ovviamente. Non ho mai preso un secondo piatto e quasi mai un primo piatto ad eccezione della pasta al pomodoro e basilico. Non ho mai avuto voglia di carne, pesce, risotti al burro e grana, primi piatti elaborati. Da brava neo-vegana ho provato persino un lieve ripugnanza per i cosciotti di coniglio e i pesci interi (cose che fino a poco fa mangiavo). Per otto giorni mi sono confrontata unicamente con il buffet dei contorni, non era male, c'era abbastanza scelta, ma estremamente ripetitivo: tutti i giorni le stesse verdure e sempre cucinate allo stesso modo, per una che ama mangiare la situazione si è rivelata noiosetta. Quando spuntavano fagioli o ceci in insalata mi sembravano miraggi. Devo confessare (agli amici vegani puristi, e ai non vegani che spesso mi scrivono di stimarmi per la mia scelta), in questo ordine: un dolcetto con pan di spagna  e creme, un budino, due focaccine che mi sembravano solo pomodoro e che invece presentavano del grana, una pasta che mi sembrava al pomodoro e in cui invece ho trovato della mozzarella. I dolci sono tutta colpa mia, gravi peccati di gola, il resto una mezza colpa, sia perchè il formaggio era quasi impercettibile, sia perchè dopo giorni e giorni delle stesse sei, sette verdure iniziavo a essere esasperata...inoltre mi sono beccata un intero giorno a 37 di febbre e sintomi gastro-intestinali al completo, anche in questo caso la 'disperazione' mi ha portato ad ordinare un riso bianco con il grana ma poi non sono riuscita a mangiarlo, solo l'odore mi faceva venire nausea e così non lo devo annoverare tra le mie confessioni. Subito in occasione del primo pasto, appena appoggiato il sedere sulla sedia, mi è venuto naturale dire a tutti che non mangio nessun prodotto di origine animale e farla finita lì con le incertezze. Come pensavo il mio piatto di sole verdure è stato notato subito, e subito ha dato origine a interrogativi e curiosità. Ma una volta detto il motivo devo dire che la cosa non è interessata a nessuno e che non sono stata sottoposta a grandi interrogatori o dibattiti, sono stata a mio agio...in un certo senso meglio, sotto un altro punto di vista peccato che a nessuno interessi, ma per me meglio così!
Non sono una che ama il dolce più del salato, sono golosa in generale, ma i dolci, in certi momenti hanno un potere così confortante, calmante, appagante che non ho saputo farne a meno in mancanza dei cibi di casa mia. Anche la tortina di 'pan di spagna' (tra virgolette) e 'crema pasticcera al cacao' (tra virgolette) è stato un dolcetto di conforto: l'ho fatta prima di partire, diciamo per salutare in modo speciale il mio compagno che abbandonavo per 8 giorni. Sapete che ogni tanto con i dolci mi piace sperimentare preparazioni vegan base che imitino le cose che classicamente si usano in pasticceria, questa è stata la volta del pan di spagna senza uova. Questa base non è leggerissima come il pan di spagna classico ma davvero molto simile e perfetta da farcire. Io non avevo lo stampo della misura giusta e ho fatto due dischi da sovrapporre, anche questa è un ottima soluzione per assemblare una semplice torta farcita, la base è davvero buona, posso dire lo giuro! La ricetta del pan di spagna senza uova l'ho trovata su cookaround, l'ho un pò personalizzata e fatta mia.
Con il latte di soia al cacao, seguendo la ricetta della crema pasticcera che avevo già postato qui ho fatto una crema molto vicina al tipico budino al cioccolato, bastano pochi grammi di frumina in più per fare un perfetto budino senza uova.


Ingredienti:
120 g. di farina 00
70 g. di frumina
75 g. di zucchero di canna chiaro
60 g. di margarina (da olio di semi)
1 bustina di lievito
scorza di un limone bio
pizzico di sale
1 cucchiaio colmo di sciroppo di agave
155 ml di latte vegetale o acqua
nota: dosi per un disco di 18 cm di diametro da tagliare a metà per farcire
per la crema
500 ml di latte di soia al cacao
40 g. di frumina
10 g. di cacao amaro
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la torta iniziare lavorando margarina e zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema. Aggiungere farina e frumina lavorando con il cucchiaio di legno e ottenere un composto sbricioloso. Unire la scorza di limone abbondante.
Iniziare ad aggiungere latte o acqua (l'ho provata con entrambe le cose e viene ugualmente bene), mescolare inizialmente con il cucchiaio e appena la farina è abbastanza bagnata passare alle fruste elettriche in modo da amalgamare velocemente e rompere eventuali grumi di farina. Aggiungere lo sciroppo di agave (lo sciroppo di agave dona un leggero sapore come di miele e ammorbidisce l'impasto, è ottimo e permette di ridurre un pochino lo zucchero), aggiungere il lievito, azionale le fruste elettriche. Versare nello stampo passato di margarina e ben infarinato. Con lo stampo di diametro 18 cm viene un disco abbastanza alto per essere diviso in due metà. Io ho usato uno stampo da 24 cm e raddoppiato le dosi di impasto per fare due dischi.
Infornare a 180° per 25-30 minuti, forno statico. 
Per la crema, passare il fondo del pentolino che volete usare con poca margarina, versare nel pentolino il latte freddo, non tutto, solo 400 ml. Usare le restanti 100 ml per sciogliere bene frumina e cacao, una volta che sono ben sciolti unire al pentolino e portare sul fuoco. Quando inizia a scaldarsi aggiungere lo zucchero. 
Portare a bollore continuando a mescolare, fuoco basso (ci vorranno meno di 10 minuti) spegnere e far raffreddare prima di farcire.



martedì 16 aprile 2013

Crostata integrale all'arancia e zenzero

Finalmente mi è riuscita una frolla vegan ottima, sbriciolosa e dolce al punto giusto, non sapete come ne ero soddisfatta dato che si tratta della terza prova. La farina integrale è quella che mi ha dato più soddisfazione, mentre con la farina bianca trovo che il gusto sia un pò 'piatto', anche perchè io cerco di limitare molto lo zucchero. Volevo seguire le dosi della ricetta di Montersino (ovvero 250 g. di farina bianca di farro) io invece ho usato l'integrale di grano tenero e ho pensato che un pò di fecola per aiutare a legare il composto non ci stesse male, poi ho scoperto che la farina integrale (almeno quella che stavo usando io) non assorbiva adeguatamente la dose di liquidi prevista e quindi pesandola a poco a poco ho aggiunto un pò di farina bianca. Ho riportato gli ingredienti con precisione, la mancanza di latticini e uova non è un errore! Finalmente una frolla buonissima che non mi fa mancare quella che abbiamo sempre fatto in casa con burro e uova, si questa è un pò meno grassa e zuccherina ma lo trovo un valore aggiunto che esalta la farcitura, che sia marmellata o altro.
Questa torta la dedico la giornale 'Scelte di gusto', dato che sono tra gli 'cher eletti' in gara per l'ultima sfida. Cosa rappresenta una scelta di gusto meglio di una decisione etica e responsabile di eliminare qualsiasi ingrediente di origine animale senza rinunciare a tanto gusto e senza rinunciare alla bellezza che di una fetta di torta.


Ingredienti:
200 g. di farina integrale grano tenero bio
45 g. di farina tipo 0 bio
40 g. di fecola di patate
125 g. di zucchero integrale di canna
60 ml di acqua calda
70 ml di olio di oliva delicato o olio di semi
1/2 bustina scarsa di lievito per dolci
pizzico di sale
pezzettino di zenzero gratuggiato
(altrimenti della scorza di agrumi bio)
marmallata di arancia qb
tortiera da 24 cm di diametro

Scaldare l'acqua e versarla sullo zucchero che, se è davvero integrale di canna, sarà molto irregolare e granuloso (la prima volta non l'ho sciolto a parte con acqua calda e si vedevano i cristallini di zucchero nella frolla). Unire l'olio e lo zenzero tritato.
A parte mescolare le farine, il sale e il lievito. Versare i liquidi sulla farina e impastare quanto basta per ottenere un morbido panetto omogeneo da far riposare in frigor.
Dopo almeno un oretta prendere la pasta, immargarinare o rivestire di carta forno la tortiera (io carta forno) usare poco più di metà pasta per stendere il cerchio della base, farcire con marmellata a piacere e procedere con le decorazioni e il bordo.
Infornare a 180° per 35-40 minuti.

Con questa ricetta partecipo alla sfida finale del contest di Pecorella di Marzapane con Scelte di gusto


giovedì 4 aprile 2013

Penne zucchine e zenzero con veg parmigiano

Anche in questo post condivido un'alternativa vegana ad un'alimento che si potrebbe ritenere una di quelle cose che ci sono sempre in frigor, con mille usi in cucina, simbolo di italianità e difficile da eliminare dalla lista della spesa: il formaggio grattuggiato. Anche per questo ho sperimentato una simil preparazione che secondo me, che non amo particolarmente il grana, è persino più buona.
Ho trovato questa ricetta in giro per il web con i nomi di 'finto parmigiano' o 'parmigiano vegan', non è parmigiano, non si può dire che i nomi siano adeguati...ma il bello di questo composto sbricioloso e leggermente umido è che assolve alla perfezione la stessa funzionalità di un grana, dona salinità e molto gusto, è leggermente umido per via degli olii rilasciati dai semi e dalle mandorle tritate, è decisamente più salutare e si può usare per tutte le ricette in cui in passato avrei messo del formaggio grattuggiato. Non aspettatevi proprio il grana padano, non è di magia che stiamo parlando, è ovvio che il sapore non è identico.
Questo simil parmigiano è composto per il 50% di lievito alimentare in scaglie (si tratta di lievito di birra essicato che non è più in grado di fermentare), è un ottimo integratore alimentare perchè fonte ricchissima di proteine, vitamine del gruppo B, fibre e minerali. Anche se non è una fonte affidabile per la problematica B12. Già da solo è un condimento saporito alternativo ai latticini, tritato con mandorle, erbe, sali o altri aromi diventa il massimo. Io l'ho metto anche nell'insalata, in questo caso l'ho usato per una pasta con zucchine e zenzero.
Oggi ho vissuto attimi di terrore perchè il mio cane purtroppo ha addentato un piccolo riccio, mentre la piccola rispetta i no ed è facilissimo farle mollare la presa, con lui è un disastro, serra di più i denti e non c'è verso (ho provato in mille modi e con mille distrazioni diverse, ma lui lo sa e tiene duro!) solo che questa volta invece che spazzatura o un animale già morto c'era un riccino vivo e spaventato e io per la paura di vedere sangue stavo impazzendo. Non so bene come sono riuscita a farglielo sputare. E lui ciccino è rotolato sul maciapiede ed è rimasto immobile, lì dove si è fermato. Prima e dopo le ore di lavoro sono andata a controllare, si è spostato nell'erba li vicino, sembra che non sia ferito ma cammina poco e lentamente, gli ho lasciato pezzettini di verdura e frutta...e mi sento tremendamente in colpa! Non so nemmeno capire se è grave o meno. Quando sono tornata con la mela si è fatto accarezzare il musetto e l'ha annusata dalla mia mano, è proprio vero che gli animali sono sorprendenti (non solo i cani sono speciali).


Ingredienti:
200 g. di penne integrali
3 o 4 zucchine
1 pezzettino di zenzero fresco
1 scalogno
1 tazzina di vino bianco

per il veg parmigiano
50 g. di lievito alimentare in scaglie
50 g. di mandorle spellate
2 cucchiai colmi di semi di lino
2 cucchiai colmi di semi di sesamo
1/2 cucchiaino di sale

Per il finto parmigiano unire tutti gli ingredienti e tritare il tutto quanto basta per ottenere un composto omogeneo e granuloso.
Tagliare le zucchine a metà per il lungo e poi a mezze rondelle sottilissime. Soffriggere lo scalgono tritato per un paio di minuti con un goccio di acqua. Aggiungere le zucchine, sfumare con il vino e cuocere per una decina di minuti. Dopo cinque minuti aggiungere lo zenzero grattuggiato.  Intanto buttare le penne in acqua bollente e salata. Scolare, saltare con il condimento e un cucchiaio di veg parmigiano.




giovedì 10 gennaio 2013

Pan brioches senza impasto, da urlo

Conosciuto anche come no-knead bread, questa ricetta "gira" per il web da un bel pò, sono sicura di averla vista e letta in più di un blog, io mentre la impastavo (più correttamente, mentre davo una mescolata all'impasto) mi sono tenuta aperta questa pagina (del blog Ciliegina sulla torta), quindi per onore di cronoca vi segnalo il suo post. La ricetta dovrebbe nascere nel libro Five-minute bread di J. Hertzberg e Z. Francois.
Per me, che a volte con i lievitati faccio ancora pasticci o ottengo risultati banali mi è sembrato l'ideale, niente impasto e lunghissima lievitazione in frigorifero, in modo da infornare nei giorni successivi al momento più opportuno. L'impasto può aspettarci in frigorifero per diversi giorni, io 48 ore e lui nel frattempo ha continuato a lievitare un millimentro ogni tanto, ma non si ferma nonostante la bassa temperatura. Un altro punto in suo favore è avere il miele al posto dello zucchero negli ingredienti, che sono pochi ma quelli necessari.
Il risultato finale è...da urlo, appunto, per la sofficità, una nuvola di pane leggero e dolce. Non è dolcissimo, infatti io l'ho apprezzato molto con il salato: speck, crudo, un velo di maionese sotto...


Ingredienti:
250 g. di farina Manitoba (importante, perchè assorbe molto i liquidi ed è ideale per le lunghe lievitazioni essendo una farina forte)
100 g. di burro fuso fatto raffreddare
2 uova medie a temperatura ambiente
75 ml di acqua a temperatura ambiente
50 ml di miele chiaro
1 pizzico di sale
3 g. di lievito di birra disidratato

In una ciotola molto capiente unire le uova leggermente battute, il miele, l'acqua, il sale ed il burro fuso e mescolare bene con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la farina precedentemente mescolata con il lievito disidratato e lavorare brevemente con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Coprire (io con un canovaccio, oppure con pellicola se la ciotola è di vetro) lasciare 2 ore a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero, dove andrà lasciato riposare almeno 24 ore (dovrebbe conservarsi fino a 5 giorni, mi sembrano tanti e comunque non so dirvi, io dopo 48 ore ho proceduto).
Dividere l'impasto in tre o quattro palline, palline e sistemare in fila in uno stampo da plumcake ben imburrato. Coprire lo stampo con un panno umido e lasciar lievitare nel forno spento un'ora e mezza o più, fino a quando la brioche avrà quasi raggiunto il bordo dello stampo. Pennellare la superficie con poco burro fuso e/o un pò di latte (la superficie tende a seccarsi in forno) cuocere a 180° per 35 minuti.

martedì 1 gennaio 2013

Curd di mandarino, mandarin curd

Questo post è il primissimo dell'anno che più primo non si può. Questo curd lo stavo mescolando alle ore 7.30 di stamattina, anche a capodanno non mi smentisco: sveglia presto per i cani e poi, posso riuscire a tornare a letto o rilassarmi sul divano? (in assenza di libri da leggere è impossibile) e quindi mi sono spostata in cucina dove tanti mandarini stavano per passare a miglior vita.
In genere i primi esperimenti falliscono e sapete che io sono molto umile nell'ammetterlo, invece ho trovato il curd di facilissima esecuzione e la riuscita mi ha soddisfatto. La crema è vellutata e densa, nessun grumetto, sapore molto agrumato e per nulla dolciastro o stucchevole. Avevo letto ricette che prevedevano molto più burro e molto più zucchero, altre più uova o l'aggiunta di soli tuorli. Vi posso dire che con queste dosi viene una crema niente male, non ho grandi termini di paragone non l'avendolo mai fatto o mangiato prima.
Ditemi però, è previsto che il curd abbia un sapore molto vicino a quello della crema pasticcera agli agrumi? Qualcuno mi sa dire qualcosa a riguardo? Ditemi, ditemi...
In realtà ho seguito la ricetta del lemon curd, usando però il succo di mandarino al posto del limone, riducendo molto la dose di zucchero perchè i mandarini sono più dolci, e usando la scorza di arancia perchè non sapevo se quella di mandarino fosse l'ideale. Il lemon curd è una crema di origine inglese  a base di limoni (succo e scorza), uova, burro e zucchero; subisce una lenta cottura a bagnomaria e può essere conservata nei barattoli sterili come la marmellata (non vi indico precisi tempi di conservazione perchè non li so, io ne ho fatto una ciotola abbondante ed è stata finita in un solo pasto spalmata su pandoro e panettone al posto del mascarpone), si usa spalmata su quello che si vuole la mattina a colazione, o in pasticceria per tartellete, crostate, cheesecake.




Ingredienti:
8 mandarini
2 uova intere grandi
45 g. di burro
50 g. di zucchero
scorza di arancia
1 cucchiaio di legno di farina (io farina antigrumi per pasticceria, un'alternativa sono la fecola o la maizena, va benissimo anche la farina normale setacciata con un colino)

Spremere i mandarini e sciogliere nel succo il cucchiaio di farina o amido. L'uso dell'amido è facoltativo, la crema si può addensare anche allungando i tempi di cottura, ma visto che già così i tempi sono lunghi e il succo dei mandarini è molto rispetto alle uova e allo zucchero, il cucchiaio di farina ci sta proprio).
Mettere una padella con tre dita d'acqua sul fuoco, all'interno posizionare il pentolino con il burro.
Mentre il burro si fonde sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere le uova al burro, mescolare, unire la scorza e il succo, continuare a mescolare.
Tenere il fuoco basso, l'acqua nella padella deve fumare, fremere ma non raggiungere il bollore. Continuare a mescolare fino da addensamento della crema, ci vorrà mooolta pazienza.
Versare in vasetto sterile o altro contenitore e far raffreddare completamente, si conserva in frigor.


mercoledì 29 agosto 2012

Strascinati di Grazia, con sugo di verdure

Trovate questa ricetta sul mio blog, diciamo un primo esperimento mezzo riuscito, per via del simpatico "gioco" a cui ho pensato bene di partecipare. Si tratta dell'iniziativa di Cinzia, del blog Il ricettariodicinzia.blogspot.it


Dai ci scambiamo una ricetta? In poche parole chi partecipa viene assegnato casualmente ad un altro blog partecipante, i due bloggers così si conoscono, si commentano, diventano lettori l'uno dell'altro e, cosa fondamentale, ognuno sceglie una ricetta dal blog accoppiato che vuole ricreare. Io ho scoperto tutto ciò poco prima del quarto sorteggio, quindi chi di voi è interessato può passare da Cinzia e farsi inserire per il quinto giro...spero proprio che ci sia perchè ho trovato tutto molto divertente!
Io ho potuto così conoscere Grazia e le ricette del suo blog: "Grazie in cucina". Qui trovate il link della ricetta originale degli strascinati.
La ricetta mi ha colpito tra le tante per il semplice motivo che non avevo mai provato a fare la pasta in casa, se non un paio di esperimenti della pasta all'uovo per lasagne e tagliatelle, anche ben riusciti, quindi perchè non cimentarsi in un tipo diverso di pasta fresca? Tra l'altro con un sughetto leggero e estivo di verdurine!


 Gli Strascinati sono una sorta di orecchiette pugliesi, ma molto più grandi e aperte. Diffusi in Puglia ma soprattutto tipici della Basilicata. Si tratta di pasta fresca, senza uovo, come si usa in tutto il meridione. Il nome deriva dal metodo con cui la pasta è modellata, appunto 'trascinata' su un largo piano di legno con le dita della mano. Generalmente gli strascinati si preparano utilizzando tre dita, ma  esistono usi locali che impongono varianti a quattro e, addirittura, a otto dita, che di conseguenza prevedono strascinati molto grandi (fino a oltre 12 centimetri di diametro).
La particolare tecnica manuale consente di avere un lato liscio (quello che è stato a contatto con la tavola di legno, che viene spolverata di farina) e uno profondamente irregolare (quello che è stato a contatto con le dita, che si scollano letteralmente dalla pasta fresca durante la strascinata lasciandone la superficie rugosa e irregolare), che raccoglierà meglio il sugo. Fonte Wikipedia.

La mia "strascinatura" è sicuramente da perfezionare, vi dico che al primo colpo mi sono venuti di dimensioni non proprio omogenee e non abbastanza sottili, forse dovevo strascinarli con più vigore...ma così si rompevano...penso che la prossima saranno orecchiette! ma si sa che le cose si devono rifare e rifare se si vogliono perfette.


Ingredienti:
La regola sarebbe 100 ml d'acqua per 100 g. di farina 0, io per ottenere un impasto omogeneo e della giusta consistenza mi sono trovata ad usare 260 g, di farina 0 e 100 ml d'acqua.
Dosi per due/tre persone.
Per il sugo:
500 g. di passata do pomodoro - 1 zucchina
1 piccola melanzana - 1 cipolla piccola rossa
olio evo, sale, pepe e origano
Alla ricetta originale ho aggiunto: mezzo peperone
1 pugnetto di capperi e olive nere a rondelle

Mettiamoci all'opera:
Per il sugo soffriggere la cipolla in olio evo, aggiungere le verdure a piccoli cubetti, far saltare pochi minuti e aggiungere la passata. Aggiungere sale, pepe e aromi. Far sobbollire per una trentina di minuti e spegnere.
Per la pasta impastare acqua e farina fino ad ottenere una palla liscia, non aggiungere l'acqua tutta in una volta. Formare dei bastoncini, coprire con un canovaccio e far riposare un oretta. Tagliare i bastoncini in piccoli pezzettini e trascinare velocemente con le dita sul piano infarinato.
Buttare in acqua bollente salta e scolare appena vengono tutti a galla, buttare nella padella con il sugo per insaporire (meglio perchè nel piatto è più difficile mescolare bene il sugo).

domenica 24 giugno 2012

La piadina classica, my first

Dopo aver provato a fare le piadine in casa con lo strutto non si torna indietro, probabilmente non prenderò più una confezione di piadine pronte, mai più!
Prima di tutto la perparazione è veloce, non c'è la necessità di impastare a lungo e basta far riposare l'impasto una ventina di minuti, niente di che.
Secondo, facendo un rapido calcolo del costo degli ingredienti, quelle fatte in casa risultano più economiche di quelle pronte del supermercato. Perchè dovrei comprare una cosa meno buona e anche più costosa...
Last but not least lo strutto e il latte nell'impasto danno una morbidezza, buonissima!
Di strutto ne possono bastare 50 g. su 500 g. di farina, ho visto che molti ne usano di più, alla fine io ne ho messi 60 g. e il risultato mi è sembrato perfetto.
Come farina va benissimo una normale farina 00 e va aggiunto un pò di lievito, ne basta un cucchiaino per 500 g. di farina, quello ideale è il lievito chimico per focacce e torte salate, ma ho letto in giro che c'è chi usa il lievito chimico per dolci. Io avevo in casa la farina autolievitante (indicata per dolci) che conteneva già la perfetta proporzione di agenti lievitanti chimici, se volete comprate questo tipo di farina, la resa mi ha soddisfatto molto.
Io ne ho fatte tante, considerando che siamo in casa in due, ma non ne abbiamo mangiate 12 in una sera, no! Solo due, le altre le ho congelate e l'esperimento ha avuto ottimi risultati.
Ho impacchettato ogni pallina di impasto in un pezzettino di alluminio, va bene anche la pellicola, e le ho mese nel congelatore. Così, ogni volta che abbiamo volgia di piadine ne tiriamo fuori giusto due palline da "imbottire" di condimento. Con questo caldo estivo basta tirarle fuori un'oretta prima.
Quando le ho stese ho notato che dopo lo scongelamento sono ancora più malleabili, le ho stese benissimo, molto meglio della prima volta. Infatti è importante stenderle sottili sottili, per aver una piadina della giusta altezza e facile da piegare una volta cotta.


Questa è la foto della prima prova, un attento osservatore noterà che la piadina poteva essere stesa più sottile, infatti, l'ho notato anch'io! E con le successive ho migliorato la tecnica.



Ingredienti:
Impasto della piadina
750 g. di farina 00 autolievitante Molino Chiavazza
(oppure farina semplice e 1 cucchiaino e mezzo di lievito chimico)
90 g. di strutto - 2 cucchiaini di sale - 380 ml di latte
Dose ideale per 12 piadine

Per farcire
Rucola e lattuga iceberg - qualche cipollotto
Porsciutto crudo - philadelphia e stracchino cremoso

Mettiamoci all'opera:
Impastare farina, latte, strutto e sale fino da ottenere una palla di impasto omogenea.
Far riposare per una mezz'ora a remperatura ambiente.
Dividere in 12 palline il più possibile identiche nelle dimensioni.
Stendere con il mattarello cercando di dare una forma circolare, la piadina deve esere sottilissima, poi si gonfia e si alza lievemente in cottura.
Per la cottura ho semplicemente scaldato una padella antiaderente (se ha il fondo spesso è meglio), non avendo l'apposito attrezzo (il testo).
Controllare la piadina e rogirarla non appena il primo lato appare cotto, meno di 2 minuti per lato circa.
Farcire a piacere, ed ecco fatto!
Io ne ho faricita una con crudo, rucola e stracchino. Mentre la seconda con insalata iceberg e rucola, leggermente condite, philadelphia e due cipollotti affettati a velo.

Vi lascio anche questa foto, si vede bene come la piadina è più sottile e la cottura perfetta.
Avere le palline di impasto in frigor è comdossimo, anche perchè la piaidna aperta è un modo molto carino per presentare insalate o altre piatanze. In questo caso una frittata particolare che sarà tema di qualche altro post!


Ciau, buona domenica!!!

sabato 10 marzo 2012

Dulce de leche

Letteralmente "dolce di latte", è una crema molto diffusa in vari paesi del sud america, Argentina soprattutto. Viene ottenuta cuocendo a fuoco basso latte e zucchero fino ad ottenere una crema molto densa, che ricorda il caramello e le caramelle al mou. 
Sinceramente non sapevo che fosse una facile preparazione casalinga prima di leggere il post di "La ricetta della felicità" , ringrazio vivamente l'autrice!
La crema è servita come dessert (soprattutto alla sua origine) ma è anche ottima per arricchire dolci. In giro tra i food-blog si trovano innumerevoli ricette di muffin, frollini, torte e chi più ne ha più ne metta, che prevedono il dulce de leche!



































Ingredienti:
500 ml di latte parzialmente scremato (la ricetta prevedeva lo scremato)
175 g. di zucchero - ½ cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aroma di vaniglia (o un baccello)

Mettiamoci all’opera:
Mettere 2 cucchiai colmi di zucchero in un pentolino dal fondo alto, fiamma media, aspettare che si sciolga e diventi un caramello liscio e di colore marrone scuro.
Togliere dal fuoco e aggiungere il resto dello zucchero, il bicarbonato, la vaniglia e il latte caldo.
Rimettere sul fuoco basso per 1 oretta e mezza mescolando di tanto in tanto, comunque fino a quando diventa una crema densa. Arriverà a ridursi di circa 1/6 del volume iniziale.
Versare in un vasetto, raffreddandosi la crema si addensa ulteriormente, se al momento di versare è ancora un pò liquida è normale.