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venerdì 23 agosto 2013

Tartufini datteri e mandorle

Sto preparando una crostata per il compleanno del mio compagno (frolla veg alle mandorle e ripieno di fondente e pere) e così mi sono tornati in mente questi dolcetti che non avevo ancora postato.
Questi sono I TARTUFINI con tutte le maiuscole, davvero troppo buoni tanto che sono in programma per Natale in compagnia, non posso rifarli prima perchè ne mangerei una vagonata (parentesi, io sto iniziando a pensare all'autunno, alla zucca, al Natale e a come farò a farmi un bel pandoro vegan senza pasta madre...ciao estate, sei la mia preferita, ma anche la zucca e il Natale).
Intanto sbrigo la faccenda dei meriti. La prima volta che ho letto la ricetta dei baci raw è stato su 'La Dieta di Eva' a base di uva passa e mandorle, l'idea dei datteri mi è venuta leggendo il blog della mia 'nocciolina' preferita, inoltre ho visto usare mandorle e datteri come base per la raw cheesecake da Cesca...io ho messo il mio zampino: crema di mandorle, sa leggermente di burro salato, leggermente di burro di noccioline e soprattutto di mandorle, troppo buona (è della Rapunzel e la trovate da Naturasì, vale la pena provarla almeno una volta!).
Questi dolcetti non prevedono cottura, si tratta solo di tritare insieme, finemente, datteri morbidi e mandorle. Poi si fanno le palline e si rotola in cacao o farina di cocco. A chi pensa che gli ingredienti siano troppo minimal consiglio vivamente di provare!


Ingredienti:
200 g. di datteri morbidi
200 g. di mandorle (con o senza pelle, fate voi, io con)
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di crema di mandorle (facoltativo, ma buono buono)
cocco grattuggiato
cacao amaro

Snocciolare i datteri, unire le mandorle e tutto il resto. Versare nel robot da cucina o comunque in un tritatutto abbastanza capiente e azionare fino ad ottenere un impasto leggermente granuloso ma omogeneo e legato. Con i palmi delle mani formare delle palline grandezza di una noce, rotolare in cacao o cocco.
Io li ho conservati in frigorifero dove migliorano e diventano leggermente più compatti.


Ho letto questa frase in giro per il web, ve la lascio come saluto di fine post, mi sembra possa far riflettere...
"Tutti gli esseri viventi tremano di fronte alla violenza, tutti temono la morte, tutti amano la vita. Perchè chi ha aperto gli occhi una volta non li chiuderà mai più"

domenica 9 giugno 2013

Grissini al miglio e semi misti

La mia pasta madre mi sta giocando dei brutti tiri...
Tre settimane addietro era ancora super lievitante, ho fatto una bella pagnotta al miglio (ma dato che era praticamente novembre a livello meteorologico, la foto fa schifo) e ho fatto per la prima volta i grissini (ricettina che ha il pregio di farci usare tanta pasta madre risolvendo il 'problema' degli 'avanzi' del rinfresco...che in realtà non è un problema, basta fare bene i calcoli e panificare a volontà, ma si sa che il tempo e quindi l'organizzazione spesso sono tiranni). L'idea di recuperare con questi bei grissini la pasta madre l'ho presa da Terry, una delle tante partecipanti la recente contest, ecco il post. Io ho solo ridotto le dosi alla pasta madre a disposizione.
Però devo dire una brutta cosa, penso proprio che potrebbe essere l'ultima ricetta con quella che era la mia 'quasi amata' pasta madre e che adesso sotto sotto odio un pochino...nonostante quanto da mesi mi desse favolosi risultati ormai è la seconda settimana che in forno non lievita più nulla, tutto rimane un pò tipo mattoncino. Tanto che ho nostalgia della mia solita pizza con il lievito di birra, quello secco!!! La mia diagnosi è la seguente: la pasta madre si sta indebolendo (stranamente, non capisco perchè), sarebbe il caso di riprendere con rinfreschi ravvicinati, con la manitoba bio, cercare il malto come starter al posto del miele prodotto da apette che dovrebbero essere libere. La mia voglia: ZERO. Nonostante tutta la passione con cui ho avviato la cosa della pasta madre mi sono stufata dell'impegno, il finesettimana a volte non ho voglia di mettere le mani in pasta, mangerei solo frutta e verdura e mi metto ai fornelli volentieri giusto la domenica a pranzo. Di colpo, a fronte della delusione, ho pensato di abbandonare la mia pasta madre, ecco, ho scritto il mio pensiero inconfessabile!
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sabato 18 maggio 2013

Latte di mandorle, pasta con pomodorini e okara

Ragazze (anche ragazzi ma solitamente ragazze!) scusate le lunghe assenze ma è un periodo in cui ho perso completamente la facoltà di governare il mio tempo, mi sembra di correre sempre! Il mio ottimismo, che già di norma non è molto spiccato, penso sia andato a farsi una lunga vacanza.
In realtà la mia mente è fervida come sempre, ho mille cose che vorrei leggere. diverse da studiare, tanti cibi da sperimentare, è trovare il modo di inserire questi progettini all'interno delle giornate e delle settimane che ultimamente mi riesce difficile. La mia pasta madre si è arresa al rinfresco settimanale e al suo unico scopo di servirmi per la solita pizza o una pita fatta in padella con gli avanzi del rinfresco (che comunque viene in modo eccellente e che una delle prossime volte posterò). Eh si, in questo periodo nella casa della carotina si arranca, ma si sopravvive.
La settimana in cui ero bloccata per tonsillite ne ho approfittato per provare a fare il latte di mandorla in casa, non è venuto male: aveva il colore e la densità tipica del latte, un sapore leggermente dolce, gradevole. Ma vi dirò la verità, proverò a farlo di nuovo aggiungendo qualcosa, perchè non aveva l'aroma bello deciso che ha il latte di mandorla confezionato. Il pregio è che essendo molto delicato è l'ideale per ricette salate: una besciamella vegetale, una crema di verdura, ...Il procedimento è velocissimo, frullare mandorle e acqua e poi filtrare il composto ottenuto, nella garza/tovagliolo di cotone che avrete usato per filtrare il latte vi resterà l'okara, cioè in questo caso polpa di mandorle. L'ho usato per dare cremosità ad una semplice pasta ai pomodorini e il risultato è stato fantasticamente vicino ad una pasta con la ricotta, davvero da provare!


Ingredienti:
100 g. di mandorle con pelle
600 ml di acqua
per la pasta, per due persone...
200 g. di pomodorini, più o meno
200 g. di farfalle integrali
1 spicchio d'aglio (per me due)
sale, pepe, olio evo
l'okara che vi resta dalla preparazione del latte

Per il latte di mandorle, dosi e procedimento, ho seguito le indicazioni di Cristina. La sera mettere in ammollo le mandorle in acqua fredda così da poterle spellare facilmente la mattina seguente, l'operazione dovrebbe essere facilissima ( io avevo in casa un pacchettino di mandorle spellate da 100 g. e ho 'barato' ma le mandorle con la pelle hanno più sapore).
Mettere le mandorle spellate in recipiente alto, aggiungere 600 ml di acqua e frullare con il minipimer, fino ad ottenere un latte bianchissimo. Filtrare con una garza o un fazzoletto di cotone lavato senza ammorbidente, che non sappia di detersivi (per lavarlo va semplicemente fatto bollire un pochino in acqua, magari con del bicarbonato) appoggiato sul colino. Mescolare delicatamente con un cucchiaino e far colare tutto il latte, nel fazzoletto devono rimanere solo le mandorle tritate.
Lo scarto delle mandorle lo potete usare in molti modi: come un veg parmigiano, spalmato sul pane condito con olio, sale e erbette..io ho provato a condirci la pasta.
Buttare la pasta in acqua bollente. Far scaldare un paio di cucchiai di olio evo in padella con l'aglio finemente tritato. Dopo un minuti aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Appena prima di scolare la pasta aggiungere la pomodoro l'okara condito con sale e pepe, Mescolare alla pasta e servire.



sabato 4 maggio 2013

Bastoncini di amido di seitan con verdure

Vi avevo parlato del recupero dell'amido di seitan un secolo fa, e poi ho fatto la blog-eremita isolandomi dalla mia blog-sfera, non sono sparita dalla circolazione, è solo uno di quei periodi: il cambio stagione, il bisogno di dormire un pò di più, i ritmi di lavoro che diventano più intensi, le incombenze domestiche e di vita quotidiana in generale, le esigenze di dieta semplice/veloce, e poi una bella tonsillite e il blog che intanto inesorabilmente cade tra le ultime priorità!
Ho scoperto un vero rimedio naturale contro la stanchezza primaverile, ci sono persone (tra cui me) che in primavera sentono il bisogno di rilassarsi, rallentare, e se non è possibile i ritmi quotidiani si traducono in un senso constante di stanchezza...beh questo rimedio è l'avocado, credo per la concentrazione di potassio, molto maggiore che nella banana. Prossimamente vi posterò il mio guacamole.
Questo piatto non è bellissimo, i gnocchetti non hanno la bella forma che avrei voluto, il piatto decorato in blu non sta bene con il verde e marrone della pietanza, mi sono accorta a foto fatta, ma potrebbe passare un secolo prima che io mi faccia ancora il seitan in casa (alimento che non compro e non mangio quasi mai) e quindi ve li posto...Io mi sono ispirata a questo bellissimo piatto e l'idea è geniale e gustosa. Vengono dei gnocchetti dal sapore e consistenza molto simili a gnocchi di riso cinesi, saltati con le verdure sono buonissimi!
Il procedimento è facile, basta avere una pentola molto capiente (o una grossa ciotola) per tenere l'acqua dei primi tre lavaggi del seitan, dimenticarla per parecchie ore in modo che l'amido si depositi sul fondo, eliminare l'acqua in superficie e versare l'amido in una teglia unta da passare in forno...successivamente si ritagliano i gnocchetti e si saltano con il condimento preferito.


Ingredienti:
1 piccola teglia di amido di seitan
un mazzetto di spinaci freschi
100 g. di funghi freschi
4 pomodori secchi
1 piccola cipolla 
brodo di seitan qb (o brodo vegetale)
1 cucchiaio di salsa di soia
olio evo qb

Raccogliere in recipiente abbastanza grande l'acqua dei primi tre/quattro lavaggi del sietan: impastare il seitan con acqua a che lo copre a filo, appena quanto basta per immergerlo quasi completamente, e impastare delicatamente a lungo, in modo che l'acqua divenga bianchissima.
Lasciare quest'acqua a riposo per molte ore (io l'intera notte) così l'amido si deposita sul fondo e basterà versare l'acqua che lo copre per isolarlo. 
Ungere una teglia con poco olio evo e versare tutto l'amido. A seconda dell'altezza della teglia cambierà il tempo di cottura dell'amido e anche la forma finale che potrete dare ai vostri gnocchetti. Io ho versato in teglia capiente all'altezza di circa 1 cm scarso, sono bastati 10 minuti abbondanti a 180°, appena si formano delle piccole crepe sulla superficie dell'amido potete sfornare, se l'amido è più alto ci vorranno fino a 20 minuti di forno.
Fate intiepidire e tagliate nella forma voluta, io a bastoncini, altrimenti a fettine sottili. tenere da parte e preparare le verdure. Pulire e tagliare a striscioline gli spinaci, affettare i funghi puliti, bagnare i pomodori secchi con poco brodo e poi tagliare a striscioline. In una padella con poco olio far soffriggere la cipolla tritata, unire le restanti verdure e portare a cottura con poco brodo, verso la fine unire i gnocchetti di amido e saltare con il condimento e poca salsa di soia per un paio di minuti.

Buon fine settimana!

giovedì 2 maggio 2013

Mini burger di lenticchie noci e avena, di Eva

Di polpette o hamburger di lenticchie sarò al quarto esperimento, quando le cose che io penso di aver ben progettato non mi vengono mi innervosisco e ho scoperto di intestardirmi non poco, così mi sono fissata a provare tutte le ricette di polpette di lenticchie mi capitassero a tiro.  Finalmente è arrivata Eva, ho trovato una ricetta che di colpo è entrata nella mia top ten delle ricette vegane, finalmente una polpetta vegetale dalla consistenza e sapore perfetti (almeno per i miei modesti gusti). La preparazione è semplice, la cottura veloce, richiedono giusto un filo d'olio,  rimangono compatte, dorate fuori, ma morbide all'interno come è l'impasto prima della cottura.  La forma ideale è di mini burger, così ci vogliono pochi minuti per riscaldarle all'interno e dorarle all'esterno e sono facili da girare. La cottura serve solo a riscaldare e dorare bene all'esterno, la consistenza rimane tale e quale, e sottolineo che lo trovo un pregio. Le ho rifatte parecchie volte e le adoro dentro ad un pane da arrotolare (come tortilla, pita, piadina) insieme a tante verdure e un velo di senape.
Il ricettario che mi ha salvato del tunnel delle polpette di lenticchie è molto più che un semplice ricettario, è il libro 'La dieta di Eva' di Alda Vittoria Eltanin. Un libro che tratta di alimentazione, nutrizione (cose apparentemente noiose) ma con un linguaggio chiaro, ironico e accattivante che rende ogni paragrafo scorrevole come fosse un libro di narrativa. Le argomentazioni esposte sono aria fresca per la mente che inizierà a vedere l'alimentazione umana sotto un nuovo punto di vista. La riflessione cardine è che la nostra antenata Eva ha perso il privilegio dell'Eden, ha perso tutto, per cogliere una mela, un semplice frutto (non certo una costoletta di maiale ma nemmeno un bel piatto di cereali o legumi), il paradiso dell'Eden non era ne una fattoria ne un granaio, ma lo possiamo facilmente immaginare come un grande frutteto tropicale. Il passaggio a dire che la frutta dovrebbe essere la base della nostra alimentazione sembra un volo pindarico, ma capitolo per capitolo la scrittrice accompagna verso questo tipo di considerazione, riflettendo sui nostri antenati, su considerazioni mediche, ambientali ed etiche, sul fatto che l'industria alimentare e quella farmaceutica hanno costruito un impero economico sulla nostra salute e sulla pelle di innocenti animali portando avanti dei falsi miti alimentari da scardinare. Una lettura che trasmette un senso di liberazione, dall'idea di dover mangiare prodotti animali per stare bene, dall'idea che per un vegano sia necessario consumare seitan o tofu, dall'idea che si debbano davvero avere fornello o pentole in cucina..si, un pò radicale..ma Eva stessa (la Eva immaginaria del libro) non rinuncia a una polpetta di legumi, ad un'insalata o un bel sugo di verdure, ma sottolinea l'importanza di conoscere i motivi del crudismo o della scelta fruttariana  e di prenderne esempio per rendere il proprio modo di mangiare più frugale, meno elaborato, più vicino alla natura e guadagnare in salute.


Ingredienti:
200 g. di lenticchie già cotte, più una manciata facoltativa
1 mezza manciata di fiocchi d'avena, più pochi per decorazione
50 g. di gherigli di noce spezzettati
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 piccola cipolla
olio evo, sale qb

Mescolare le lenticchie già cotte (io preferisco stufarle nel wok insieme a poca carota tritata, alloro e rosmarino, aggiungendo il brodo poco per volta fino a portarle a cottura) con l'aceto, lasciar riposare.
Tritare la cipolla e soffriggere con un filo d'olio, dopo poco aggiungere le noci e le lenticchie, far insaporire qualche istante.
Spostare tutto in un recipiente alto, aggiungere l'avena, e frullare con il minipimer: dovrete ottenere un composto legato anche se grossolanamente tritato (io ci aggiungo una manciata di lenticchie intere tenute da parte). Far riposare in frigor una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e formare delle polpette grandi come il palmo della mano, appiattire leggermente passando i lati in pochi fiocchi di avena. Passare in un filo d'olio ben caldo in modo da dorare bene entrambi i lati. Quando le girate, dopo il primo paio di minuti, agire molto delicatamente perchè saranno molto morbide. Far intiepidire qualche istante prima di spostare nel piatto.



giovedì 28 marzo 2013

Polpette di patate senza uova

Raccogliendo molte informazioni su una corretta alimentazione quando si è vegetariani, si incappa in tante considerazioni che non si era deciso di fare e devo dire che è successo naturalmente, non che l'abbia veramente scelto, che al supermercato non sento l'istinto di acquistare uova o latticini di nessun genere, e mi sento bene nel fare così. Ma qualcuno che mi vuole male mi deve aver lanciato una maledizione...quella delle polpette, non mi riescono le polpette senza uova!! Ma è possibile, o troppo molli o troppo dure, niente da fare, sarò almeno al quarto esperimento. Dato che le polpette sono una pietanza perfetta per variare la forma dei pasti non demordo, mi intestardisco e ne provo in continuazione. Quelle di lenticchie mi stanno facendo diventare matta, perchè non mi riescono perfette nel gusto e nella consistenza. Allora ho fatto una pausa dalle lenticchie e le ho fatte con le patate...mooolto più facile fare le polpette senza uova con le patate lesse, una meraviglia.
Solo qualche patata, un paio di cucchiai di farina di ceci, un paio di etti di verdura già lessa e qualche spezia, tutte le varianti che si vogliono soprattutto per il recupero di verdura già cotte che avanzano da altre ricette. Lo sapevate che la farina di ceci è un ottimo legante alternativo a uova e pangrattato per le polpette? Adesso lo sapete!
Vengono benissimo al forno, quindi senza nessun grasso vista la mancanza di uova e l'eliminazione dell'olio di cottura (diventano un contorno sfizioso e salutare). Ma devo dire che scaldate in un filo di olio di semi con un pò di crosticina vista la lieve frittura sono ottime! Non ho pesato gli ingredienti, ho fatto ad occhio e la ricetta si presta benissimo, le verdure lesse devono risultare circa un terzo del volume rispetto alle patate schiacciate.


Ingredienti:
4-5 grosse patate
200 g. ca. di verdura già cotta (io piselli e carote a cubetti)
2 cucchiai di farina di ceci
1 cucchiaio di pangrattato e poco più per dare la froma alle polpette
sale, pepe, curcuma, aglio in polvere qb

Lessare le patate con la buccia fino a quando risultano ben morbide alla forchetta, scolare e lasciar raffreddare. Schiacciare in una ciotola, aggiungere le verdure a piccoli cubetti e aggiungere il resto: mezzo cicchiaino di aglio in polvere, 1 cucchiaino raso di curcuma (dona soprattutto un bel colore), pepe nero qualche pizzico, una punta di curry...Aggiungere farina di ceci e pangrattatto per ottenere un consistenza più compatta, l'impasto rimane comunque morbido per via delle patate, impolpettare (dare la forma di polpette o polpettine a piacere aiutandosi con poco pangrattato) schiacciare un pò sulla carta forno. Infornare a 180° per una quindicina di minuti senza girarle, solo per asciugare un pò l'impasto e formare la crosticina esterna.
Non spostare le polpette dalla teglia fino a che si sono in tiepidite, dopo una decina di minuti, altrimenti sono troppo morbide da maneggiare ma poi si compattano che è una meraviglia. Se piace la frittura, seguire i passaggi che ho detto e solo dopo passarle in un filo di olio di semi per dare l'aspetto della polpetta fritta ( e avete comunque risparmiato un sacco di olio rispetto ad una vera frittura).


giovedì 31 gennaio 2013

Canederli con pane integrale e formaggio

Vi presento...il nuovo piatto preferito del mio ragazzo (sue testuali parole) dopo trent'anni di egemonia incontrastata di lasagne, maccheroni al ragù e polpette al sugo ecco che spunta una piatto che crea una crisi negli equilibri, i canederli al formaggio!
La ricetta l'ho presa sempre dal libretto di cui vi avevo raccontato qui, nel mio primo esperimento con i canederli allo speck. Adesso che li ho scoperti li devo sperimentare un pò, è davvero una bellissima scoperta.
A questo giro li ho conditi con semplice burro fuso e salvia. Il canederlo è fatto con pane integrale, formaggi misti, un pizzico di noce moscata. Con il formaggio ho abbondato un pò, consapevolmente, rispetto alle dosi previste dalla ricetta e come immaginavo gli knodel sono venuti particolarmente morbidi e filanti, davvero ottimi.
Non ci resta che andare ad assaggiarli in un ristorante in trentino per scoprire se i miei reggono il confronto! 


Ingredienti:
140 g. di pane integrale secco
2 uova medie
mezza cipolla rossa
80 g. di formaggi misti (io edamer e brie)
5 cucchiai di latte
sale, pepe e noce moscata
burro e farina qb
salvia tritata
per 8 canederli, due persone

Tagliare il pane secco a piccoli dadini. Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella con una noce di burro (attenzione a non farla rosolare, aggiungere un goccio di acqua se serve), aggiungere al pane e mescolare. Tagliare il formaggio a cubetti.
Sbattere le uova con 5 cucchiai di latte, sale, pepe e mezzo cucchiaino scarso di noce moscata. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare coperto per un'oretta (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto riposare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo).
Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in  palline belle premute, passare in pochissima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
Buttare i canederli in acqua salata che bolle leggermente (appena inizia a bollire, in modo che la cottura sia dolce e non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare.
Passare nella padella con burro fuso e salvia.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (il pane avanzato, i rimasugli di formaggio misti che stazionano in frigo, quella mezza cipolla che avanza da altre preparazioni...i canederli sono fondamentalmente un piatto povero di recupero!)


venerdì 25 gennaio 2013

Cous cous gratinato

L'idea di gratinare al forno il cous cous l'ho vista qui, un bel pò di tempo fa. poi provi una ricetta, poi un'altra, poi un giorno magicamente ti ricordi di una cosa vista mesi prima...per fortuna che ci sono i bookmarks...
Ho unito al cous cous le classiche cose che ci sono sempre in casa, quelle che spesso vengono chiamate svuotafrigo: verdure surgelate, pancetta, una raccolta dei formaggi che la casa offriva al momento, e un pò di zafferano per dare colore.
Il cous cous gratinato è buonissimo! Un ottima idea per recuperare il cous cous che avanza, indipendentemente da com'è stato condito, una gratinatura ci sta davvero bene.
Adesso vi lascio e torno alla mia settimana stancante e infinita, anche domani otto ore...


Ingredienti:
250 g. di cous cous precotto
100 g. di pancetta dolce
100 g. di piselli (surgelati)
100 g. di fagiolini (surgelati)
1 cipolla rossa
mezzo bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano
formaggio a piecere, io avevo solo 4 sottilette e un pario di formaggini
1 manciata di formaggio grattuggiato
olio evo, sale, pepe
burro e pangrattato per la pirofila
per 3-4 persone

Nella padella soffrigegre la cipolla, dopo un apio di mintui aggiungere la pancetta e appena perde il suo grasso e inzia ad abbrustolire unire le verdure (i fagiolini li tolgo dal freezer un paio dìore prima e li taglio a pezzettini). Salare e pepare, sfumare con il vino e portare a cottura con coperchio per una decina di minuti.
Nel frattempo mettere a bollire 250 ml di acqua, con un pizzico di sale e un cucchiao d'olio, appena bolle scioglierci lo zafferano e buttare a piggiuo il cous cous. dare una mescolata e coprire a fuoco spento per 2 minuti. Aggiungere poi una noce di burro, mescolare e versare in padella con il resto. Cuocere a fuoco vivace per latro due minuti in modo che assorba i liquidi delle verdure.
Imburrare a passare di pangrattato la pirofila, versare metà del cous cous, aggiungere metà abbondante dei formaggi a pezzettini, coprire con il restante cous cous. Finire con i formaggi avanzati e una spolverata di grana.
Passare in forno, 180° modalità grill per una decina di minuti.



giovedì 13 dicembre 2012

Basmati con ceci e verdure sott'olio

Questa è ancora un'idea di recupero post natalizio. Ve lo dico definitivamente, mi piacerebbe postare pasta fresca ripiena, arrosti e arrotolati particolari, pasticceria salata, tutte le proposte per le feste. Potrei passare tranquillamente gran parte della mia giornata in cucina tra dolci e portate salate per le feste. Ma non ho tempo! Le guardo, le ammiro e le invidio in tutti i vostri splendidi blog (il complimento è rivolto a tutti voi che seguo quotidianamente) ma io..ringrazio comnuque di avere un lavoro, per il momento in questo periodo difficile. Forse il natale prossimo sarò nuovamente senza lavoro e mi consolerò con la cucina e magari qualche bel giretto per mercatini.
Oggi è Santa Lucia, noi abbiamo sempre fatto qualche dolce per questa festa che qui da me è abbastanza sentita (anche se più per i bambini). Io ho infornato delle tortine veloci di carote cocco, alle 22 di ieri sera, dopo al giretto con i cani nella ghiacciaia che è il mondo fuori casa...per poi cadere in coma a letto.
Questo riso l'ho pensato per recuperare delle verdure sott'olio, che da piccola mangiavo ma che ora, così da sole, non mi piacciono molto. Ma le copro per gli altri, qualcuno che invito, come negli antipasti natalizi, poi avanzano e nessuno le mangia più.


Ingredienti:
190 g. di riso basmati
150 g. di ceci già cotti
4 o 5 pomodri secchi sott'olio
50 g. tra zucchine melanzane e peperoni grigliati sott'olio
20 g. di funghi trifolati sott'olio
1 scalogno
olio evo, sale e pepe qb

 Tritare lo scalogno e soffriggere in un filo d'olio, aggiungere il riso e tostarlo.
Coprire il riso con acqua bollente, adeguatamente salata, un dito in più del riso. Coprire e cuocere per 10 minuti. Aggiungere i ceci e le verdure tagliuzzate e mescolare a fuoco vivace per insaporire il riso.
Aggiustare di sale e pepe.

Consiglio, noi l'abbiamo usato come contorno per uova strapazzate o carne.

domenica 9 dicembre 2012

Ciambelline al vino e cannella

Oggi mi sgranocchio la mia nuova piccola scoperta, le ciambelline al vino. Nella loro rusticità sono davvero gradevoli. Al tatto potrebbero sembrare fatte di cemento ma invece sono friabili, con queste dosi riescono perfettamente. Ho letto in giro per il web che si tratta di un tipo di biscotto molto rustico, spesso duro come una mattonella e tipicamente da inzuppo nel vino. A me sono venute leggere e friabili, niente mattonella, secchine ma gradevoli e effettivamente ben si prestano all'inzuppo.
In genere in questo tipo di biscotto si usano i semi di anice, io ho preferito molta cannella. Ho usato il marsala ma ho viste ricette con vari vini bianchi o rossi, va bene qualunque vino vi rimanga aperto dopo le feste insomma!
Le dosi potete farle anche da occhio, contate i bicchieri di vino, aggiungente tanti quanti bicchieri di olio un pò scarsi e poi farina o occhio finchè "tira". Così è facile che venga tipo mattonella. Il mio impasto era molto morbido ma facile da lavorare.
Buona Domenica e un abbraccio a tutti voi che mi leggete e mi lasciate sempre commenti gentili, simpatici, di tutti i tipi. Stavo pensando a come rendete vitale questo piccolo angolo che poteva benissimo rimanere solitario. Baci!


Ingredienti:
250 g. di farina 00
60 ml di olio d'oliva
70 ml di vino marsala
70 g. di zucchero più poco per la copertura
1 bastoncino di cannella
mezzo cucchiaino di lievito vanigliato
1/3 cucchiaino di cannella in polvere
pizzico di sale
circa 25 ciambelline

Mettere in ammollo nel vino il bastoncino di cannella, più tempo sta meglio è, almeno un ora. Accendere il forno a 180°.
Impastare la farina e tutto il resto, compreso il vino (eliminare la cannella intera), impastare energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Con una piccola noce di impasto formare dei bastoncini (come si fa per fare i gnocchi) e unire le die estremità formando la ciambellina, passare nello zucchero il lato superiore e appoggiare sulla carta forno dalla parte senza zucchero.
Cuocere per 15 minuti al massimo.




venerdì 7 dicembre 2012

Risotto al radicchio gratinato ai 4 formaggi

Venerdì, ma come sono contenta, per me non è scontato avere tutto sabato libero come la domenica, due giorni solo per noi (io, lui, il mio cane grande e la mia peste piccola). Dobbiamo andare in cerca di regali, fare dolci, finire l'albero, andare a fare un giretto alle bancarelle di Santa Lucia.
In casa mia è ufficialmente aperta l'atmosfera natalizia! Lo scorso finesettimana abbiamo visto "Harry ti presento Sally" uno dei miei film natalizi preferiti, anche nei prossimi due giorni rispolvererò qualcosa dai miei dvd...
Nelle mie bozze l'atmosfera natalizia c'è un pò meno, quindi risotto al radicchio.
Il risotto al radicchio è uno dei miei preferiti, ma per farlo piacere proprio a tutti (e con tutti intendo lui) meglio aggiungere del formaggio, meglio tanto formaggio e meglio passarlo al forno per fargli fare una bella crosticina abbrustolita. Inoltre l'ho sfumato con del lambrusco rosato che avevo in casa, che mi piace moltissimo.
Pensandoci bene il nesso natalizio c'è...durante le feste non vi ritrovate un sacco di formaggi aperti da finire?! e del buon vino ormai aperto da un pò!?


Ingredienti:
1 piccolo cespo di radiccio (tipologia a piacere)
1 scalogno e 1/2
30 ml di lambrusco rosato (va bene qualsiasi vino)
300 g. di riso arborio
80 g. di zola
50 g. di stracchino
3 sottilette all'emmental Inalpi, ottime
2 manciatine di formaggio grattuggiato (io ho in casa il Bella Lodi, che la di là della pubblicità orrenda è buonissimo...grazie mamma per il regalino)
burro, sale, pepe, brodo vegetale qb

Tritare finemente lo scalogno, tagliare a stricioline sottili il radicchio, lavarlo e asciugarlo accuratamente. Nel tegame per il risotto soffriggere qualche istante lo scalogno, aggiungere il radicchio e coprire per farlo ammorbidire.
Aggiungere il riso, tostarlo insieme la radiccio e sfumare con il vino, aggiungere il brodo un mestolo alla volta fino da assorbimento. Cuocere il riso un paio di minuti in meno.
Imburrare a passare di pan grattato una pirofila. Vresare metà del risotto e livellare. Distribuire zola a dadini e stracchino qua e là. Aggiungere la restante metà del riso e coprire con sottilette, grana, qualche fiocchetto di burro e un pò di pan grattato.
Infornate a 190° per una ventina di minuti.

mercoledì 21 novembre 2012

Pasta con crema di ceci mais e zenzero

Queste idea l'ho presa dalla bravissima Cristina di La zucca capricciosa (qui ricetta originale).
Mi sono recentemente infatuata del suo blog che trovo imperdibile, adoro la sua abilità nel fare piatti o dolci particolari e interessanti senza ingredienti introvabili e con uno stile semplice, ma quel semplice che valorizza.
Con tutti i dolci e i primi favolosi io mi sono laciata su questa pasta davvero veloce, quelle ricette che in genere si mettono in piedi quando non si ha molto in casa e si cerca di spremere il massimo da una latta in dispensa.
Direi che il risultato è stato eccellente! Il mais sembra dolce, ma lo zenzero da un aroma particolare, a me è piaciuta molto.
Inoltre ho scoperto che tutte le ricette che prevedono l'aggiunta dello zenzero in polvere durante la cottura non consigliano bene, infatti aggiunto alla fine è un'altra cosa, proprio perchè è quello in polvere, almeno un pò di aroma rimane.


Ingredienti:
1 piccola cipolla rossa (di tropea)
1 scatoletta di mais piccola, 80 g.
1 scatola di ceci prelessati, io solo 150 g.
1 cucchiaio di zenzero in polvere
olio evo, vino bianco, sale e pepe qb

Mentre la pasta cuoce, far appassire la cipolla grossolanamente tritata, in padella con poco olio e vino bianco.
Prima che asciughi del tutto, aggiungere i ceci sgocciolati e il mais, aggiustare di sale e far cuocere a fuoco basso per pochi minuti.
Frullare 3/4 del condimento con il minipimer e riportare in padella, mescolate aggiungendo lo zenzero.
Scolate la pasta al dente e fatela saltare in padella con il condimento. A piacere, finite con un filo d'olio e del pepe nero macinato al momento.




venerdì 26 ottobre 2012

Torta alla zucca

Oggi vi posto una ricetta collaudatissima, che ha vissuto mille varianti e ha trovato il suo equilibrio perfetto, una ricetta che amo proprio tanto. La zucca e le carote nei dolci sono favolose, sono le mie due torte preferite senza dubbio, penso di preferirle anche a tante torte al cioccolato, con le creme, forse perfino ai dolci alla ricotta. Ma ve l'ho detto tante volte che sono nata per le cose semplici, molto dirette, con pochi fronzoli.
Questa è un ottima torta lievitata, una buona colazione o versatile per coperture e farciture. La zucca si sente e le da una nota castagnosa che io adoro, soprattutto se vi capita per mano una buona zucca.
Dato che l'ingrediente segreto è la zucca, segreto per dire, mi sono lanciata in una piccola decorazione, non ho osato di più della mascherina con lo zucchero al velo (e mannaggia sono riuscita pure a "sporcare" il sorriso malefico)...ma per natale giuro, che con le decorazioni un pò mi cimenterò, non è possibile arrendersi così! Sono così convinta che sia difficile decorare i dolci che ogni volta che prendo in mano qualcosa faccio un disastro!
Ma la ricetta è da provare, è vero che la presentazione e le decorazioni sono belle da vedere in un blog che si esplora attraverso le immagini, senza l'assaggio del piatto. Ma la cosa fondamentale secondo me rimane la ricetta: proporre una ricetta che merita il post.
Potete anche dividere l'impasto in 14 muffin, o in due plumcake bassi... e poi chi di voi è decoratrice provetta può usarla come base per cupcake e decorazioni di halloween.
Il cioccolato fondente con la zucca ci sta divinamente, ho tagliato la barretta in pezzetti un pò più grossi delle gocce standard, molto meglio.
Io e una mia cara amica stiamo postando in contemporanea, lei però, invece che destreggiarsi tra i fornelli, preferisce occuparsi di stile. Mentre io sto proponendo una torta che, nonostante la penuria decorativa, ben si adatta la tema halloween visto l'ingrediente principale, la mia amica sul suo blog propone un out fit (si dice così vero?!) ideale per presentarsi a un party a tema.
Ecco il link se volete conoscerla: Cardigan rosso.blogspot.it
Ora torno sulla ricetta.



Ingredienti:
3 uova grandi
140 g. di zucchero di canna
80 g. di burro
190 g. di farina 00
60 g. di farina di mais fine
220 g. di polpa di zucca già cotta
pizzico sale
bustina di vanillina
mezza bustina di lievito vanigliato
60 g. di cioccolato fondente grossolanamente tritato

Cuocere la zucca al vapore a farla raffreddare, schiacciarla con una forchetta per rudurla in purea (in genere la zucca rilascia parecchi umidità, se ve ne capita una molto molto asiutta aiutatevi con due dita di latte), aggiungere il burro fuso e mescolarlo con la zucca, ottenendo una crema.
Sbattere le uova con lo zucchero e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio.
Aggiungere le farine e il lievito incorporando delicatamente.
Aggiungere il cioccolato e versare nella teglia imburrata e infarinata: 24 o 26 di diametro.
Infornare a 180° per 40 minuti.


Con questa ricetta partecipo la contest di Staffetta in cucina, dedicato alla zucca!




mercoledì 5 settembre 2012

Pasta al forno con polpettine e caciotta

Ciao a tutti, mi scuso perchè so che da qualche giorno sono come svanita nel nulla, io stessa mi sono sentita svanita, persa non so dove... la sensazione per cui sai dove sei fisicamente, ti sposti in un ambiente e fai le azioni che il contesto richiede, ma l'anima non sa più bene qual'è il suo posto e i pernsieri fluttuano incostanti.
Abbandonando la vena troppo filosofica, vi dirò, i turni di lavoro dopo i tanti giorni liberi che ho avuto ad agosto sono qualcosa a cui mi ero disabituata, devastanti. Tra il turno di mattina e la notte ho sei ore libere, con il sonno arretrato, il cane da portare fuori, la casa da sistemare, i libri da aprire per prepararmi all'esame...e io stanca! Mi spiace perchè vedo tante di voi, tanti blog che amo, pubblicare post e io che non trovo i minuti per leggerli con calma. Mi sento in colpa per non passare da voi a lasciare qualche commento, passerò al più presto a salutarvi.
Il momento fresco e piovoso e l'ideale per riaccendere il forno e non è detto che solo un dolce può avere un effetto confortante, per me oggi l'ideale sarebbe una bella pasta al forno ricca, con le polpettine, il formaggio e la crosticina dorata!
Il piatto che propongo oggi è un ricordo di uno degli ultimi pranzi domenicali prima del grande caldo, che poi con l'afa non ho avuto nessuna voglia di postare, troppo inappropriato. Non avrei avuto assolutamente il tempo di cucinarmelo oggi (ho appena staccato la notte al lavoro), a pranzo mi accontenterò di una semplice pasta o un risotto, e poi, si torna al lavoro.
Per le mini polpettine ho usato l'ìimpasto che mi ero avanzato da un'altra ricetta, si trattava di questi involtini di lonza. Capita di fare il ripieno per qualcosa e accorgersi che ne avanza giusto un pochino e le polpettine da aggiungere al sugo per la pasta sono un ottima idea di recupero. Il fatto che il ripieno sia molto saporito, con la carne di maiale e l'aglio, va bene, da più sapore alla passata di pomodoro soprattutto se le polpettine non sono tantissime.




 Ingredienti:
Purtroppo non ho pesato le polpettine, comunque...
20 polpettine circa, la ricetta è del ripieno postato qui
50 g. di salsiccia - 100 g. di macinata di manzo
1 uovo - trito di prezzemolo e aglio - 1 manciata abbondante di grana
Per il sugo..
1 bottiglia di passata di pomodoro - 2 cucchiai di doppio concentrato
1 spicchio d'aglio - sale, pepe e olio evo qb - poco origano secco
300 g. di pasta corta
100 g. di caciotta - 50 g. di grana
Per la besciamella...
15 g. di burro - 10 g, di farina - 150 ml di latte
sale, pepe e noce moscata qb.
Dosi per quattro.

Mettiamoci all'opera:
Per le polpette impastare insieme le due carni con grana, uovo e aromi, adagiare le polpettine (circa 2 cm di diametro) su un piatto e riporre in frigor.
Per il sugo soffriggere lo spicchio d'aglio intero nell'olio, aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe e origano. Appena la passata inizia a sobollire agiungere le polpettine, eliminare l'aglio, coprire e far cuocere per una ventina di minuti mescolando ogni tanto. Aggiungere il concentrato qualche minuti prima di spegnere.
Lessare la pasta al dente, scolare due minuti prima del tempo. Mescolare al sugo e versare in una teglia capiente. Aggiungere la caciotta a cubetti.
Fare la besciamella. Fondere il burro senza farlo friggere, aggiungere la farina lontano dal fuoco e mescolare bene, a questo punto aggiungere il latte caldo (io nel micronde) riportare sul fuoco fino a ebollizione, quando inizia a sobbollire aggiungere sale, pepe e noce moscata a piacere.
Versare sulla pasta, spolverare di formaggio grattuggiato e infornare. 190° per una trentina di minuti, fino a quando è dorata a sufficienza.




mercoledì 11 aprile 2012

Tortine di soli albumi e ovetti

Oggi mi sono imbarcata in questa operazione di "recupero estremo"! Dei dolcetti di soli albumi e con qualche ovetto di cioccolato tritato al posto delle classiche gocce, così non ho buttato i poveri albumi e ho impiagato qualche ovetto di pasqua ... ne abbiamo in casa troppi! E ne ho ricavato una colazione home-made ... cosa volete di più!
Io vorrei veder tornare la primavera, non è possibile, oggi diluvia ... non ho niente in particolare contro la pioggia, tranne ovvi disagi, ma che tristezza che mi mette ...
Per dei dolcetti vale qualunque pretesto: per tirarsi su, perchè si è contenti, per festeggiare, perchè avevo proprio quei due albumi li e insomma cosa potevo fare ...
Mi scuso per la foto, è grigia come lo è questa giornata.






Ingredienti:
2 albumi (uova grandi) - 75 g. di farina 00 - 50 g. di zucchero
1/2 bustina di lievito - 1/2 vanillina - pizzico di sale
35 ml olio d'arachidi - 5 ovetti al caffè
Per 6 tortine.

Mettiamoci all'opera:
Mescolare farina, zucchero, lievito e cioccolato: tutti gli ingredienti secchi.
Montare a neve ben ferma gli albumi, freddi di frigorifero, insieme al pizzico di sale.
Aggiungere gli albumi agli ingredienti secchi mescolando con cura, si sgonfieranno necessariamente un pò, quando albumi e farina sono quasi amalgamati aggiungere l'olio e terminare di amalgamare il tutto.
Versare nei pirottini o in stampini imburrati, quelli dei muffin per intenderci.
Infornare a 175° per 18 minuti circa.