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Visualizzazione post con etichetta Pane. Mostra tutti i post
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domenica 9 giugno 2013

Grissini al miglio e semi misti

La mia pasta madre mi sta giocando dei brutti tiri...
Tre settimane addietro era ancora super lievitante, ho fatto una bella pagnotta al miglio (ma dato che era praticamente novembre a livello meteorologico, la foto fa schifo) e ho fatto per la prima volta i grissini (ricettina che ha il pregio di farci usare tanta pasta madre risolvendo il 'problema' degli 'avanzi' del rinfresco...che in realtà non è un problema, basta fare bene i calcoli e panificare a volontà, ma si sa che il tempo e quindi l'organizzazione spesso sono tiranni). L'idea di recuperare con questi bei grissini la pasta madre l'ho presa da Terry, una delle tante partecipanti la recente contest, ecco il post. Io ho solo ridotto le dosi alla pasta madre a disposizione.
Però devo dire una brutta cosa, penso proprio che potrebbe essere l'ultima ricetta con quella che era la mia 'quasi amata' pasta madre e che adesso sotto sotto odio un pochino...nonostante quanto da mesi mi desse favolosi risultati ormai è la seconda settimana che in forno non lievita più nulla, tutto rimane un pò tipo mattoncino. Tanto che ho nostalgia della mia solita pizza con il lievito di birra, quello secco!!! La mia diagnosi è la seguente: la pasta madre si sta indebolendo (stranamente, non capisco perchè), sarebbe il caso di riprendere con rinfreschi ravvicinati, con la manitoba bio, cercare il malto come starter al posto del miele prodotto da apette che dovrebbero essere libere. La mia voglia: ZERO. Nonostante tutta la passione con cui ho avviato la cosa della pasta madre mi sono stufata dell'impegno, il finesettimana a volte non ho voglia di mettere le mani in pasta, mangerei solo frutta e verdura e mi metto ai fornelli volentieri giusto la domenica a pranzo. Di colpo, a fronte della delusione, ho pensato di abbandonare la mia pasta madre, ecco, ho scritto il mio pensiero inconfessabile!
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venerdì 24 maggio 2013

Pita improvvisata con la pasta madre che 'avanza'

Certe volte sembra proprio vero che le cose ben programmate sono destinate a fallire mentre le cose capitate per caso, sull'ispirazione di un momento, danno risultati inaspettati. Ho provato alcune volte a fare la pita ma non mi si è mai gonfiata, nessuna tasca, nemmeno un accenno. Ricetta, lavorazione e tempi ben pianificati grazie a lunga ricerca tra le varie ricette sul web e poi, un pane buono, ma basso basso. Comunque si usa anche arrotolare intorno alla farcitura quindi la mancanza della tasta non era poi così fondamentale, ma io la tasca da farcire la volevo!!! Anche solo per vedere la magia dell'impasto che si gonfia, è solo per vedere questo genere di trasformazioni che mi metto ad aspettare lunghe lievitazioni, che impasto a mano per decine di minuti...per vedere gli impasti trasformarsi.
Anche in questo caso è stata la pasta madre a fare la sua magia e questo post che ho letto sulla Comunità del cibo pasta madre.
Quando rinfresco la madre non mi piace buttare, nel vaso di vetro ne tengo almeno 150-200 g. (tenerne meno non mi piace, mi sembra pochissima, anche se non lo è, ma non si sa mai, metti che un giorno devo fare il pane per 50 persone...), basta un rinfresco e ne ho già più di 400 g., metti che invece di fare grandi cose mi faccio solo una pagnotta o una pizza, ne metto via la solita dose nel vasetto di vetro e poi ne avanza parecchia. A volte per non buttare nulla rimettevo in vaso 300 g. di madre per poi ritrovarne più di 600 al rinfresco successivo e poi dover pensare a cosa farne! Adesso con la pasta avanzata faccio la pita, una buonissima pita e con la tasca, of course! Io ho letto l'articolo che vi ho citato sopra, ma poi ho fatto a modo mio, ho sempre fatto riposare la madre dopo la rinfresco, l'ho sempre risciolta in pochissima acqua per poi fare le aggiunte, ho provato ad usare diverse farine ed è sempre venuta molto bene.


Per fare queste piccole pite improvvisate vi serve solo la pasta madre da poco rinfrescata, qualche pallina da 40 g, circa l'una (ogni pallina una pita, ovvio, quindi fate i vostri conti), e qualche pizzico di sale.
Volendo, io lo faccio, potete aggiungere qualche cucchiaio di una farina particolare e qualche erbetta tritata. Io prendo il mio avanzo di pasta madre dopo 3 o 4 ore dal rinfresco, non ho le dosi precise, faccio un pò ad occhio ma poniamo che siano 150 g. di madre, lo sciolgo nuovamente con 3 o 4 cucchiai di acqua tiepida, unisco un paio di pizzichi di sale e 50 g. di farina (integrale, di grano saraceno, di miglio..), unisco qualche erbetta tritata (il rosmarino del balcone). Impasto brevemente schiacciando con le nocche l'impasto, arrotolando e rischiacciando di nuovo, giusto quanto basta per avere un panetto omogeneo. Divido in palline di circa 40 g., stendo con il mattarello all'altezza di mezzo centimetro e le metto a riposare su un piano infarinato per un oretta.
Scaldo un padellino antiaderente (senza aggiungere olio o altri unti), e inizio a cuocere una pita alla volta. Scaldo bene il padellino su fiamma alta ma abbasso al minimo prima di metter la pita, continuo a rigirare il pane di frequente, quando vedo che accenna a gonfiarsi rialzo la fiamma...e vedrete la magia, come gonfiare un palloncino per la festa di compleanno. Riabbasso la fiamma per passare alla pita successiva.
Io in genere le riempio zeppe zeppe di insalata con qualche cremina. A volte, se l'impasto è stato troppo lavorato non si alzano (non so il perchè, se ne alzano 4 e una no, mistero) ma anche quelle basse spalmate di patè vegetale o hummus sono una favola.

mercoledì 1 maggio 2013

Super pagnotta bianca, o pane cafone

Se qualcuno se lo è chiesto, la mia madre sta benissimo. Il contest mi ha dato la giusta carica per occuparmene perfettamente, leggendo tutti i vostri post ho imparato moltissimo. Forse la cosa più importante che ho imparato è stata avere pazienza per il primo mese e non esigere subito risultati perfetti, adesso però me ne dà di magnifici e la mia preoccupazione primaria è calcolare bene i tempi di lievitazione perchè a volte gli impasti lievitano esageratamente! Un impasto semplice come quello che sto postando lievita lentamente per le prime tre o quattro ore, ma dopo le seconde pieghe di rinforzo inizia a lievitare velocemente e sembra scoppiare, e in forno continua!
Ormai è passata la trepidazione che caratterizzava l'inizio della nostra relazione e siamo passati ad una sicura calma in cui la dò molto per scontata e lei, fedelissima, non mi delude mai. Ho perso un pò dei riguardi da corteggiatrice tipici degli inizi: spesso rinfresco con semplice acqua del lavandino, cambio le farine di rinfresco se non ho in casa la solita tipo 0 bio (e quindi farina integrale, Manitoba non bio) ma lei è più forte e bella che mai, non troppo acida e nemmeno poco vitale. Gli unici impegni fissi sono il rinfresco settimanale e il cambio di vaso (o lavaggio dello stesso) una volta al mese. E tutto fila che è una meraviglia, una volta che è viva e forte, mantenerla non è così difficile. Nelle ultime settimane, con il tempo che tende a sfuggirmi, ho fatto solo un paio di pizze e ho provato diverse volte la ricetta di questo favoloso pane bianco. Ricetta del pane cafone presa dal libro di Antonella Scialdone. Una pagnotta semplice ma che da grande soddisfazione. Ideale come pane da colazione con marmellata e un velo di thain, perfetto da abbrustolire per fare le bruschette e comunque ideale per accompagnare un secondo insieme da una bella insalata...


Ingredienti:
420 farina tipo 0 bio
180 farina tipo Manitoba
200 pasta madre rinfrescata da 4 ore
420 ml di acqua tiepida
7 g. di malto (io semplice zucchero)
14 g. di sale

Sciogliere la pasta madre nell'acqua tiepida, quando è completamente liquida aggiungere zucchero, farina e sale (in quest'ordine) e iniziare a lavorare, è necessaria un piano di lavoro infarinato per poter lavorare energicamente l'impasto stirando e piegando più e più volte. lavorare per 15 minuti e così dovrebbe presentarsi liscio.
Lasciar lievitare la palla in ciotola coperta con pellicola o canovaccio e lontano da correnti d'aria per 2 o 3 ore. Sgonfiare l'impasto formando un rettangolo e piegarne i lati verso l'interno, uno sopra l'altro, mettere a riposare per un ora o poco più e ripetere l'operazione di piegatura.
Arrotondare bene la pagnotta e mettere a lievitare in un cestino o ciotola profonda, all'interno di un tovagliolo di tela ben infarinato con i 4 angoli chiusi con elastico, come per fare un saccotto in cui lascerete lo spazio alla pagnotta per crescere mantenendo la forma tonda. Lasciar lievitare per 3 o 4 ore, comunque fino quasi al raddoppio (io l'ho infornata quando il tovagliolo sembrava scoppiare).
Capovolgere sulla teglia protetta da carta forno, cuocere  con un pò di vapore, piccola teglia con due dita di acqua sotto alla pagnotta, prima a  240° per 10 minuti, poi a 200° per 30 minuti e poi lasciare in forno spento semi aperto 10 minuti prima di sfornare a far raffreddare su una griglia del forno.


Buona festa del lavoro a tutti, anche se la sottoscritta è segregata in casa con forte tonsillite, che noooiaaaa....

domenica 7 aprile 2013

Treccine soffici alla pera e zenzero

Che bello questo finesettimana, finalmente mi sono goduta una bellissima aria di primavera: lunghe passeggiate al sole con i miei cani, le finestre aperte e l'aria fresca in casa, il sole fino a sera tardi...piccole cose che mi rendono felice. Ho 'sfornato' tante cose e inizio a postarvi quella che mi ha dato più soddisfazione. La pasta madre è ogni volta qualcosa di simile a una magia, ogni settimana più forte, piccoli particolari nell'odore e nella consistenza che cambiano e la lievitazione sempre più perfetta. Almeno una volta a settimana, tassativamente, me ne prendo cura: tolgo dal frigor, rinfresco e penso a cosa fare con un pezzettino di questo lievito speciale.
Questa volta mi sono lasciata ispirare da queste magnifiche treccine super soffici: le ho viste da Cristina e da Giovanni. Ma io avevo due necessità: veganizzare la ricetta e usare la mia pasta madre (mica che se mi vede usare un altro lievito si offende e poi il rapporto si incrina!). Così le uova sono diventate pera frullata e ho affiancato l'aroma particolare dello zenzero che con la pera sta benissimo. Sofficissime e buonissime, d'altronde Lei non mi delude mai! Conferma definitiva che la mia madre ora è bella matura e pronta a supportarmi in ogni lievitato anche i più morbidi, soffici, delicati e leggeri come sono queste belle treccine.
Domenica pomeriggio mi sono dedicata anche ai miei primi vasi di orto sul balcone, ho iniziato con cose semplici perchè è noto ai più il mio pollice tutt'altro che verde, ma quest'anno mi sento più vicina alla natura e ci riprovo. Ho preso piantine a prova di principiante, tra le aromatiche alloro e rosmarino, noti per essere i più resistenti, e poi qualche piantina di pomodorini ciliegini, mi ricordavo che nel mio orto d'infanzia sono sempre cresciuti con facilità.


Ingredienti:
250 g. di farina Manitoba
40 g. di fecola di patate
115 ml di latte di soia alla vaniglia
 2 cucchiai colmi di zucchero semolato bianco
80 g. di pera matura (peso da pulita)
50 g. di margarina
90 g. di pasta madre rinfrescata da poche ore
un pezzettino di zenzero grattuggiato
poco latte di soia e zucchero di canna per la finitura

Sciogliere la pasta madre nel latte tiepido insieme allo zucchero aiutandosi con una forchetta. Quando il lievito è completamente diluito nell'acqua aggiungere lo zenzero grattuggiato (non ho pesato ma più o meno il volume della scorza di un limone abbondante), aggiungere anche la pera frullata insieme alla margarina fusa e subito dopo le farine. Iniziare ad impastare e continuare per una decina di minuti in modo che la manitoba assorba i liquidi, l'impasto rimane molto morbido e leggermente appiccicoso (ma solo leggermente). Infarinare la pasta e riporre a lievitare, coperta con canovaccio nel forno spento.
Quando la palla ha raddoppiato il suo volume (la mia ha impiegato più di quattro ore ma dipende dalla forza della vostra madre) dividere in quattro parti e poi dividere ognuna di queste in tre pezzetti. Formare tre salsicciotti/bastoncini lunghi e intrecciare tra loro, si ottengono quattro treccine.
Riporre in teglia con carta forno ben distanziate (io ho usato un grossa teglia più uno stampo da plumcake). Riporre di nuovo in forno spento a lievitare, quando hanno quasi raddoppiato il volume spennelare con poco latte  e spolverare con qualche pizzico di zucchero di canna o granella.
Infornare a 180° per 25 minuti.


venerdì 29 marzo 2013

Panbrioches marmorizzato alla marmellata

Che emozione vedere che ogni volta la mia pasta madre non sbaglia un colpo, che finalmente mi da i risultati eccezionali che tanto aspettavo! Non mi ha deluso sulle pagnotte e ora ha superato anche il test 'pane dolce', infatti era morbidissimo senza la minima ombra di qualsivoglia acidità. E direi che la lievitazione è veloce e bella attiva, in sei ore il pane (appesantito da margarina, marmellata, latte) ha più che triplicato il volume, e in forno si è gonfiato di altri 4 cm almeno! E io ogni volta osservo con ammirazione, per me è ancora un'avventura nuova e ad ogni nuovo impasto mi chiedo che succederà.
Sarebbe bastata una punta du luce in più per la foto a coronare il tutto, ma niente, un grigiore dei più deprimenti, ma stranamente io non mi lascio più deprimere, e di motivi ne avrei (il sabato al lavoro, le polpette che non mi sono riuscite, il brutto tempo, il fatto che non riesco a organizzare dispensa e frigor con più razionalità nonostante lo sforzo a studiarmi i biglietti della spesa...) ma niente, miracolosamente me ne sto tranquilla e i miei pensieri sono controllatissimi. Io ho una convizione, il mio cambio di alimentazione ha già effetti positivi sulla mia mente e sul mio umore.
Ma ora torno alla ricetta, l'ho preso qui da Caludia, come vedete il suo ha una forma più regolare, il mio è cresciuto a dismisura e ha assunto un aspetto da cake marmorizzato, ma bello e buono lo era comunque! Ho seguito la ricetta alla lettera calcolando un 30% di pasta madre rispetto al peso della farina. Il resto degli ingredienti l'ho lasciato 'quasi' inalterato, anche i liquidi perchè la madre è già idratata la 50%. La ricetta non è vegana perchè come vedete c'è del miele, quindi un alimento ricavato dallo sfruttamento di un essere vivente, comunque tranne il miele (che avevo già in casa da più di un mese e non ha senso buttare via, anzi è un peccato) facilmente sostituibile con del malto anche questa entra a pieno titolo tra le cose che un vegano può tranquillamente permettersi: i pani dolci!

Ingredienti:
95 ml di latte di soia
90 ml di latte di mandorle 
(ricetta originale 195 ml di latte delattosato)
50 g. di zucchero semolato
7 g. di miele
150 g. di farina 00 
150 g. di farina 0 Manitoba
100 g. di pasta madre appena rinfrescata
(ricetta originale 4g. di lievito di birra secco)
30 g. di margarina 
( ricetta originale 25 di olio di semi di mais)
mezzo vasetto di marmellata a piacere

Questo pane, oltre a non avere uova e contenere pochissimi grassi viene benissimo con un lavoro di impasto minimo. Sciogliere la madre nel latte fatto intiepidire insieme a zucchero e miele, aiutarsi con la forchetta fino ad averla sciolta completamente. A questo punto aggiungere le farine e inziare a mescolare con il cucchiaio, unire anche la margarina e terminare impastando a mano quanto basta per ottenere una palla di impasto che risulterà morbidissima e scivolosa per via dei grassi. Ci vorranno 5 minuti. Ungere con un goccio di olio di semi la palla e riporre in ciotola coperta con canovaccio per la prima lievitazione, in forno spento. 
Dopo circa tre ore riprendere l'impasto, stenderlo a forma di quadrato, spalmare di marmellata e arrotolare. Riporre in uno stampo da plumcake immargarinato o unto per l'ultima lievitazione. Io ho dovuto ripiegare su se stesso il rotolo perchè mi era venuto troppo lungo, magari cercate di prendere le misure dello stampo! Rimettere in forno spento a lievitare. Dopo 6 ore il mio era triplicato, ma questi tempi dipendono da come lavora la vostra madre.
Infornare a 180°, forno statico senza aggiunta di vapore (il pane è già molto umido), per 45 minuti.


lunedì 18 marzo 2013

Pagnotta ai semi di lino e profumo di castagna

Voglio bene alla mia pasta madre, la rispetto in modo che mi dia sempre buoni risultati (prima d'ora pizze e focacce). Però vi confesserò, che noia tenerla a temperatura ambiente e rinfrescarla ogni 48 ore, adesso che ha più di un mese ed è abbastanza attiva non ne ho voglia proprio più! E così sono passata alla conservazione in frigor, ho sigillato bene il vaso con il suo tappo e sistemato nella parte bassa del frigor (questo circa tre ore dopo il rinfresco). All'occorrenza la tiro fuori, la lascio riprendere a temperatura ambiente un paio d'ore e poi procedo: rinfresco e panificazione.
E finalmente mi sembrava così vitale da azzardare una pagnotta di quelle rustiche, con qualche seme e qualche farina speciale, con la crosta da record ma comunque croccante sotto i denti, con la mollica eccezionale che solo la pasta madre può...eccola! E non potete capire la soddisfazione la primo assaggio di un pane tutto frutto della mia passione e del mio impegno, buono come i migliori che mi sia capitato di prendere dal panettiere ed a un costo irrisorio. E che dire del fatto che i 15-20 minuti di impasto mi hanno permesso di fare catarsi di tutte le tensioni della settimana e rilassare i muscoli, la magia dell'impastare il pane...
Ci sono quelle cose che mi spingono ad una determinazione e una forza di volontà, una dedizione, da ammirare e per cui prima o poi la mia testardaggine mi porta ad ottenere esattamente i risultati desiderati...e poi altre cose, magari razionalmente più importanti, che non mi smuovono la minima motivazione...dovrò farmi curare prima o poi!
In questa fantastica pagnotta ho messo un seme che ho scoperto grazie alla mia svolta alimentare, i semi di lino. Questi semini all'apparenza decorativi hanno invece importanti proprietà: fonte di omega 3 vegetale, minerali e proteine, sono antiossidanti e sembra che con le loro qualità prevengano svariati tipi di tumore. Un cucchiaino al giorno sarebbe indicato in ogni dieta. In questo pane li ho messi per sfizio perchè il consumo ideale è a crudo in modo che non perdano le loro qualità!



Ingredienti:
120 g. di farina 0
100 g. di farina manitoba
50 g. di farina di castagne
50 g. di semi di lino
150 ml di acqua
4g. di malto o miele
5g. di sale
100 g. di pasta madre rinfrescata da tre-quattro ore

Mettere a bagno i semi in acqua fredda, 50 ml presi dal totale della ricetta.
Sciogliere la pasta madre nella restante acqua, tiepida, con aggiunta del miele (o malto). Quando è completamente sciolta aggiungere tutto il resto ad esclusione dei semi e del sale ed inziare ad impastare fino ad ottenere un panetto omogeneo. A questo punto aggiungere sale e semi, con tutta l'acuqa che li accompagna e riprendere ad impastare.
Inzialmente l'impasto si bagna e appiccica molto ma con pazienza e tanto impasto (15-20 minuti) ritornerò una palla liscia, omogenea, per nulla appiccicosa. Continuare a stendere, piegare e stirare nuovamente l'impasto su un piano leggermente infarinato con un pò di energia (olio di gomito in questa fase!).
Mettere la palla di impasto in ciotola infarinata, coperta con canovaccio umido, in forno spento. Dopo 4-5 ore riprendere l'impasto (che dovrebbe essere quasi raddoppiato) procedere alle pieghe di rinforzo: stendere la pasta a forma di rettangono e portare i lati verso il centro. Ridare la forma di palla/pagnotta. Riporre in ciotola delle dimensione della futura pagnotta, all'interno di un tovagliolo infarinato di cui fisserete le estremità con un elastico in modo da dare forma alla lievitazione.
Quando la pagnotta è raddoppiata, incidere una croce e passare su leccarda con carta forno.
far riposare un'oretta (in modo che si apra l'incisione) e infornare a 250°, con vapore (teglia con acqua  nella parte bassa del forno) per 40 minuti.a
Quando sfornate  e far raffreddare sulla griglia del forno in modo che l'aria possa passare sotto alla pagnotta.


Con questa pagnotta partecipo la giveaway dedicato al pane, di Fracy de La Dolce Vita

e anche la giveaway di Tantocaruccia, de La Cuisine très jolie

domenica 10 marzo 2013

Focaccia alle cipolle con pasta madre

Finalmente un esperimento ben riuscito con la pasta madre! Non vedevo l'ora di veder ripagati i miei sforzi e le mie cure. Una focaccia con alveoli mai visti qui in casa nostra, morbida, buonissima.
La mia pasta madre, che ogni tanto chiamo l'acidina per via del suo odore prima del rinfresco dopo un pò di tempo che chiede pietà, ha oggi poco più di un mese di vita e nel corso di questo mese ha messo a dura prova la mia pazienza, tanto che ad un certo punto ho pensato di getterla come si suol dire nel cesso e farmi inviare la madre da una gentilissima amica blogger. Alla fine ho avuto uno scrupolo di fedeltà verso la mia creatura, ho detto alla gentilissima blogger che la ringraziavo molto ma che avrei provato ancora qualche tentativo, e non sarà ancora molto forte, ma il suo lavoro l'ha fatto!
La settimana scorsa ho seguito un consiglio trovato nel libro di Antonella Scialdone e per sette giorni ho rinfrescato quotidianamente, ravvicinando così i rinfreschi, ho aggiunto una parte di manitoba alla solita farina 0 bio, e così la madre ha preso forza. Dopo ho ripreso con i rifreschi a 48 ore, una volta perfino a 72, ma ha continuato ha mantenere la forza acquisita, è la seconda volta che faccio la focaccia con questo impasto ed entrambre le volte ho ottenuto una palla di pasta che tratteneva tantissimo l'aria della lievitazione e che aumentava velocemente il suo volume tra l'imasto e le successive pieghe di rinforzo (ovvero quando si sgonfia la pasta, si forma un rettangolo e si riportano i lati verso l'interno), e che si gonfiava notevolmente anche in cottura. Nessun odore acido. Evviva.
Come ricetta fuori concorso da unire alla raccolta del contest ho scelto quella che nella sua semplicità e povertà resta sempre la mia focaccia preferita, eh si, ho i gusti semplici io! La focaccia alle cipolle, con l'origano, che sulla focaccia e la pizza è la mia passione.


Ingredienti:
100 g. di madre rinfrescata da circa 4 ore
150 g. di farina di grano tenero 0
100 g. di farina di grano tenero 00
100 g. di farina Manitoba
180 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
1 cipolla bianca
sale e origano prima di infornare

La sera precedente ho rinfrescato, ho fatto crescere la madre per poco meno di quattro ore in modo che quasi raddoppiasse il suo volume.
Ho prelevato i 100 g. il resto della madre è tornato nel suo vaso, l'ho sciolta nei 180 ml di acua leggermente tiepida. Ho unito le farine e il sale e ho iniziato da impastare.
Ho impastato per più di dieci minuti, stirando la pasta, ripiegandola su se stessa e stirando nuovamente, fino ad ottenere una palla liscia, morbida, elastica e per nulla apiccicosa.
Ho riposto in ciotola capiente, una d'olio, coprendo con canvaccio inumidito e riponendo in forno spento. La mattina successiva ho sgonfiato l'impasto in un rettangolo, ho piegato riportato i due lati corti verso l'interno e poi nuovamente con il rettangono più piccolo ottenuto. Ho ridato la forma di palla e riposto nuovamente nella ciotola.
Ho fatto passare circa 1 ora abbondante. Ho diviso la pasta in due e ho unto due teglie rotonde da 24 cm per fare due focaccie, potete fare una sola focaccia. Ho ripetuto l'operazione delle pieghe di rinforzo e ho rimesso le palle a lievitare nuovamente nella teglia.
Dopo altre 4-5 ore ho schiacciato la pasta con le dita come si usa con la focaccia e ho copeto con qualche cucchiaio d'olio emulsionato con qualche cucchiaio d'acqua, poco sale e origano. Ho affetato a velo la cipolla e ho distribuito sulla focaccia.
Ho infornato a 220° per 25 minuti.

martedì 22 gennaio 2013

Canederli allo speck su vellutata allo zafferano

Tra i regali di natale mi è arrivato, da parte di una cara amica, un grazioso libricino dedicato alla cucina altoatesina proveniente dritto dritto dai mercatini natalizi di Bolzano. Un libricino piccolo ma pieno di ricette curiose che voglio provare! Il tipo di libro ideale per me. Si tratta di una cucina molto varia, sul libro c'è tutto: insalate, primi di pasta o riso, gnocchi, mineste, carne, pane, dolci. Ovvio, tutte le cucine, quelle di ogni regione e paese sono varie, basta conoscerle e scoprirle, meglio se sul posto.
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!

 


Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone

Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)




martedì 15 gennaio 2013

Muffin alla maionese, super morbidi

Questi muffin li ho visti qui da Simona, dopo poche ore erano nel mio forno. I muffin sono così veloci e semplici da fare che resistere a loro è mooolto difficile, ogni volta che li vedo proposti con un ingrediente per me nuovo va a finire che li provo subitissimo. Simona è molto brava e simpatica, il suo blog è pieno di idee originali e mai troppo complicate, sempre tante idee e belle foto, potevo non provare i suoi muffin?!
La particolarità della ricetta è quella di avere la maionese al posto delle uova. Vi dico che il risultato è davvero particolare, una morbidezza diversa, morbidissimi, leggerissimi, delicati, con una strana crosticina simile a quella del pane all'olio ma molto sottile. Le uova ci sono, ma sotto forma di emulsione con l'olio (la maionese) che dona una consistenza del tutto diversa rispetto a qualla dell'uovo semplice. Io ho usato una maionese industriale, penso che vada bene anche una maionese fatta in casa ma che, come per questi biscotti, possa variare la quantità di farina a seconda della liquidità della maionese scelta.
La ricetta originale era alle olive e rosmarino, io mi sono adattata a quello che avevo e ho aggiunto un trito di olive verdi, capperi e alicette. La ricetta originale prevedeva la farina autolievitante, io ho messo la stessa quantità di farina più lievito chimico per preparazioni salate, non avevo la farina autolievitante ma non mi è sembrata una motivazione sufficiente per procrastinare l'esperimento!



Ingredienti:
280 g. di farina 00
280 ml di latte
90 g. di maionese
1 bustina di lievito istantaneo per preparazioni salate
2 pizzichi di sale
4 alici sott'olio
20 olive verdi
30 capperi
per 12 muffin

Mescolare maionese e latte. Aggiungere ai liquidi precedentemente miscelati farina, lievito e sale, terminare di mescolare. Aggiungere capperi, olive e alici grossolanamente tritati.
Dividere nei 12 pirottini e infornare a 180° per 25 minuti.

giovedì 10 gennaio 2013

Pan brioches senza impasto, da urlo

Conosciuto anche come no-knead bread, questa ricetta "gira" per il web da un bel pò, sono sicura di averla vista e letta in più di un blog, io mentre la impastavo (più correttamente, mentre davo una mescolata all'impasto) mi sono tenuta aperta questa pagina (del blog Ciliegina sulla torta), quindi per onore di cronoca vi segnalo il suo post. La ricetta dovrebbe nascere nel libro Five-minute bread di J. Hertzberg e Z. Francois.
Per me, che a volte con i lievitati faccio ancora pasticci o ottengo risultati banali mi è sembrato l'ideale, niente impasto e lunghissima lievitazione in frigorifero, in modo da infornare nei giorni successivi al momento più opportuno. L'impasto può aspettarci in frigorifero per diversi giorni, io 48 ore e lui nel frattempo ha continuato a lievitare un millimentro ogni tanto, ma non si ferma nonostante la bassa temperatura. Un altro punto in suo favore è avere il miele al posto dello zucchero negli ingredienti, che sono pochi ma quelli necessari.
Il risultato finale è...da urlo, appunto, per la sofficità, una nuvola di pane leggero e dolce. Non è dolcissimo, infatti io l'ho apprezzato molto con il salato: speck, crudo, un velo di maionese sotto...


Ingredienti:
250 g. di farina Manitoba (importante, perchè assorbe molto i liquidi ed è ideale per le lunghe lievitazioni essendo una farina forte)
100 g. di burro fuso fatto raffreddare
2 uova medie a temperatura ambiente
75 ml di acqua a temperatura ambiente
50 ml di miele chiaro
1 pizzico di sale
3 g. di lievito di birra disidratato

In una ciotola molto capiente unire le uova leggermente battute, il miele, l'acqua, il sale ed il burro fuso e mescolare bene con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la farina precedentemente mescolata con il lievito disidratato e lavorare brevemente con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Coprire (io con un canovaccio, oppure con pellicola se la ciotola è di vetro) lasciare 2 ore a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero, dove andrà lasciato riposare almeno 24 ore (dovrebbe conservarsi fino a 5 giorni, mi sembrano tanti e comunque non so dirvi, io dopo 48 ore ho proceduto).
Dividere l'impasto in tre o quattro palline, palline e sistemare in fila in uno stampo da plumcake ben imburrato. Coprire lo stampo con un panno umido e lasciar lievitare nel forno spento un'ora e mezza o più, fino a quando la brioche avrà quasi raggiunto il bordo dello stampo. Pennellare la superficie con poco burro fuso e/o un pò di latte (la superficie tende a seccarsi in forno) cuocere a 180° per 35 minuti.

lunedì 7 gennaio 2013

Tramezzini alla barbabietola

Per iniziare la settimana con allegria ho scelto questa ricettina. Il bello di questo post non è tanto la ricetta in sè ma la presentazione e i colori. Ho visto questa semplice idea sull'ultimo numero di Sale&Pepe e mi sono infatuata di quel bel rosa brillante che sembra quasi artificiale, invece è il colore naturale della barbabietola. Un tramezzino molto semplice e salutare, robiola frullata con un pezzettino di barbabietola. In questo caso presentato in formato finger food. La decorazione l'ho scelta in tinta (la stessa verdura ma a crudo), la rivista consigliava il verde dell'erba cipollina, può starci bene anche un olivetta nera...belli no?!
Sono anche buoni, leggeri, poco salati e lievemente dolci (infatti la barbabietola è tra le poche verdure con un alto contenuto di zuccheri).


Ingredienti:
5 fette di pane al latte per tramezzini
200 g. di ribiola
60 g. di barbabietola già cotta
barbabietola a julienne per decorazione
pizzico di sale e pepe se si vuole

In un reciente alto frullate la robiola con la barbabietola tagliata a cubetti (io ho usato il mixer ad immersione). Dividete il ripeno in tre fette di pane e spalmatelo cercando di livellarlo bene e distribuirlo su tutta la fetta. Impilare le fette, concludere con una fetta di pane senza formaggio e riporre la mattonella in frigor per almeno un oretta o più per farla compattare.
Tragliare in quadratini, decorare e servire.

Buona settimana!!!

giovedì 1 novembre 2012

Muffin salati con zucca e porro

Ancora muffin, quando inizio ne sono schiava per un pò.
Un altro posticino dove la zucca ci sta a pennello sono i cake salati, ne ho visti di spettacolari e prima o poi farò sul serio (sto ancora cercando di trovare un certo ingrediente), per ora ho sciolto il ghiaccio con dei muffin improvvisati con la zucca e ciò che di meglio si addiceva tra le cose a disposizione: un bel porro e poca pancetta, mi sono sembrati ideali...
Mi sono dimenticata di scendere a rubare un rametto di rosmarino piantato dai vicini, peccato, in ogni caso i sapori e gli aromi non erano pochi.
In genere lo "sporco lavoro" di andare a rubacchiare un piccolo rametto di rosmarino riesco ad affibbiarlo la mio ragazzo, rubare per modo di dire, i vicini hanno piantato il rosmarino nel giardino comune, la pianta non è piccola e messa lì così sembra pensata per essere condivisa. Ho scoperto chi è stato a piantarla proprio perchè il mio ragazzo è stato "pizzicato" sulla scala con in mano la refurtiva, così il vicino ha detto "l'ho piantata io, ma fai pure".
In effetti potevamo chiedere prima di servircene....almeno non ho fatto la figura io! Bisogna pur servirsi di questi uomini, no?!
La base è la stessa di questi muffin ai peperoni, era così perfettamente perfetta.
Io spesso fatico a trovare nei miei supermercati certe spezie o semi, voi di voi mi sa consigliare qualcosa in rete? Io qualcosa ho trovato, ma con dei prezzi....



Ingredienti:
100 g. di farina 00
40 g. di grana padano grattuggiato
40 g. di pancetta affumicata
1 pizzico di sale e 1 di bicarbonato
mezza bustina di lievito per preparazioni salate
1 uovo xl
50 ml di latte e 40 ml do olio di semi
60 g. di provola affumicata
120 g. di zucca già pulita
1 grosso porro
sesamo per decorazione qb
dosi per 8 muffin 

Passare porro tagliato in quattro e poi e velo in padella con olio, appena è morbido aggiungere la pancetta a striscette e la zucca a piccolissimi dadini, dopo dieci minuti spegnere (se la zucca non è morbidissima non importa perchè il tutto passa per il forno, se però la fate ammorbidire bene si sfalderà nell'impasto insaporendolo meglio) .
Mescolare separatamente gli ingredienti secchi: farina, sale, lievito, grana; e quelli umidi: uova, latte e olio. Unire velocemente i due composti e amalgamare anche zucca e porro.
Versare nei pirottini e decorare con una spolveratina di sesamo.
Infornare a 190° per 30 minuti.


Con questa ricetta partecipo al contest Mettiamo un po di sale in zucca organizzato dal blog Bon Appetit


venerdì 28 settembre 2012

Cake salato carote, funghi e pancetta

Mi ha preso la voglia di un cake salato alla Ilona Chovancova, e mi sono messa all'opera.
Ho preso il suo libro in biblioteca due anni fa, mi sono gustata foto spettacolari e ricette non da meno e mi sono trascritta su foglietti volanti (il livello di ordine che gradisco) le ricette che più mi hanno colpito.
Ma dato che mi conosco, ho pensato bene di trascrivermi la cosa più importante, la base ideale per qualsiasi cake. Infatti non ho ancora provato nessuna delle ricette in archivio, ma partendo dagli ingredienti di base ho aggiunto le cose di cui più avevo voglia la momento e ho cercato di dare a questo cake una veste un pò autunnale.
La base vuole: 
180 g. di farina, 3 uova, 100 ml di latte e 100 di olio, 100 g. di gruviera grattuggiato, una bustina di lievito, sale e aromi a piacere. 
Su questo si possono aggiungere fino a 300 g. di verdure e aggiunte a piacere.
Segnatevi questa base favolosa, che rende il cake stupendamente morbido, umido e saporito. Io adoro il sapore delicato, solo leggermente salato. Se ve ne avanza un pò, ho constatato che l'ideale è conservarlo in frigor e intiepidirlo pochi minuti nel forno prima di mangiarlo, è buono a temperatura ambiente o lievemente tiepido secondo me.
Io mi sono adattata al numero di uova rimaste in casa e al mio stampo da plumcake di dimensioni leggermente ridotte rispetto allo standard, così ho diminuito di 1/3 le dosi e poi ho fatto le mie aggiunte.

 

Ingredienti:
120 di farina 00
2 uova medie
60 ml di latte e 60 ml di olio di semi
60 g. di edamer grattuggiato
30 g. di grana padano grattuggiato
2 carote grattuggiate (120 g. da pulite)
100 g. di champigon freschi a fette
60 g. di pancetta affumicata a dadini
1 spicchio d'aglio
mezza bustina di lievito per preparazioni salate (più una punta di bicarbonato)
burro e farina qb per lo stampo

Affettare ulteriormente i funghi, passarli in padella con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio tritato (fidatevi, anche se in genere non vi piace tenere l'aglio nel cake sparisce, lascia solo un aroma molto difficile da definire). Appena i funghi sono morbidi aggiungere le carote grattuggiate e la pancetta, far andare qualche minuti, appena gli ingredienti sono asciutti spegnere.
In una ciotola mescolare latte, uova, olio.
In un secondo recipiente mescolare, farina, grana, sale, lievito e il formaggio edamer.
Unire i due composti, mescolare appena, aggiungere carote e funghi e terminare di amalgamare bene in tutto.
Versare nell stampo imburratto e infarinato e infornare: 200 gradi i primi 10 minuti e poi 30 a 180 gradi.

Un saluto :)

domenica 26 agosto 2012

Spianata al caprino e pomodori secchi

Buona domenica! Il dolce ve lo lascio domani, oggi vi posto una spianata (focaccia o torta salata, qual dir si voglia) che avevo fatto all'inizio dell'estate, una delle prime ape-cene sul balcone con birra fredda. Inutile dirvi che è saporitissima e niente male.
Se diffidate dallo strutto potete sostituirlo con il burro, l'impasto viene ugualmente bene anche se con lo strutto la consistenza è più morbida e il sapore differente (diciamo la verità, il burro rende la spianata meno saporita). Io colgo l'occasione per esprimere di nuovo il mio disprezzo per chi, nel mio ultimo post in cui veniva elencato lo strutto tra gli ingredienti, mi ha commentato con fare di superiorità e denigratorio, augurandomi di scoppiare (le arterie o non so cosa, non mi ricordo) per il mio strutto ed etichettandomi come un'ignorante. Tu, se mi devi commentare, è per dialogare con me e mi troverai ben disposta la confronto, sempre...se è per insultare evita. Cambia blog, leggi un blog di cucina vegetariana e salutista, e fai i complimenti all'autore del blog che ti piace! O scrivi un tuo blog, in cui esponi il tuo pensiero con i toni che più preferisci...
Io ho acquistato lo strutto una sola volta nella mia vita per fare le piadine romagnole seguento la ricetta tradizionale, e ho specificato nei miei post che sono quei prodotti di certo non all'insegna della salute, che si usano eccezionalmente, ma che per certe ricette si devono sdoganare....inoltre rispetto gli animali, essendo lo strutto grasso animale, lo considero meno "etico" di un burro o di un grasso vegetale, ma ritorno sempre al solito punto, non lo compro tutti i giorni e non sono di certo quella persona che consuma solo carne di qualità, che ne compra a chili, che se ne frega...cerco di essere un consumatore equilibrato che non contribuisce all'industria selvaggia.
Detto questo, non sono vegetariana, non sono così nobile, mi piace la carne, sono egoista e non rinuncio...al pollo arrosto, alle ricette etniche con il petto di pollo e le spezie, alla pancetta nella pasta, alle ricette con la salsiccia, all'hamburger o al kebab, a un trancio di salmone....
Scusate il papiro! Passo alla ricetta, i pomodori secchi e le olive in questa spianata stanno benissimo!



Ingredienti:
320 g. di farina - 160 ml d'acqua
60 g. di strutto - 2 cucchiaini di sale
1 bustina di lievito di birra secco
Per farcire...
2 caprini leggeri Mauri (160g.)
2 uova - 3 cipollotti rossi
6 pomodori secchi morbidi - origano qb
1 cucchiaio abbondante di olive verdi a rondelle
sale e pepe qb.

Mettiamoci all'opera:
Per l'impasto serve semplicemente impastare tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un impasto omogeneo, senza impastare più del necessario. Fa fatto riposare una mezz'ora a temperatura ambiente, coperto.
Stendere la pasta all'altezza di poco più di 1 cm, spostatare in una teglia o pirofila di dimensioni adeguate.
Affettare a velo i cipollotti e far ammorbidire in padella con un filo d'olio, aggiungere poi i pomodori tagliati a striscette e le olive a rondelle, saltare qualche istante  e spegnere. Distribuire gli ingredienti sulla pasta.
Sbattere il caprino con l'uovo, sale e pepe, e versare sopra alla spianata.
Infirnare a 200° per 25 minuti.


 Se lo tagliate a piccoli cubetti, invece che a tranci come si vede nella mia foto, è un ottimo finger food. Soprattutto se serivito tiepido, non caldo ma tiepido...

Con questa ricetta partecipo la contest "Un pic-nic in riva al mare" di Lucia del blog Sapori di casa mia

domenica 19 agosto 2012

Pita Gyros e Tzatziki

Un paio di sere fa mi sono data per la prima volta alla cucina greca, ho iniziato con cose molto semplici come provare a fare la pita greca e il tzatziki, ingredienti fondamentali del gyros: un panino simile al kebab ma a a base di carne di maiale e salse greche, solitamente insieme a carne e verdura si aggiungono le patatine fritte, è il food street più comune in grecia.
Amo molto cercare di creare a casa i sapori delle altre cucine del mondo, anche se poi mi viene voglia, quasi sento il bisogno, di partire all'esplorazione, andarci veramente in un paese mai visitato prima (infatti non sono mai stata in Grecia, ho provato una volta un pita gyros in un take away a Praga). Per colpa delle mie sfortune, i lavori che trovo e il momento in cui li trovo, io e il mio ragazzo non abbiamo mai almeno un paio di settimane di ferie attaccate e insieme. Inoltre, devo informarmi bene su come fare con il cane, perchè lo devo per forza portare con me (nessuno me lo guarda e io non riesco a pensare di lasciarlo in una pensione, proprio no, lui morirebbe per venire con noi). Ma la prossima volta che abbiamo una settimana, lascio da parte la pigrizia, e organizzo un bel viaggio!
Tornando alla ricetta...
Devo dire che come primo esperimento il risultato è stato ottimo, ma immagino perfezionabile.
Primo, la cottura della pita, vorrei riuscire a gonfiarla e poi la crosta esterna più chiara. Secondo, proverò il tzatziki con l'aggiunta dell'aneto, che ho cercato in tre supermercati e non ho trovato.


Inizio a dirvi che il tzatziky è semplicissimo da fare, la base della salsa è lo yogurt greco, da non sostituire con un altro yogurt: è molto compatto, ha un sapore particolare e assolutamente adatto alle preparazioni salate. Allo yogurt si aggiungono aglio, sale, certioli grattuggiati quasi a purea, olio evo e una punta di aceto bianco. Tradizionalmente si può arricchire con vari aromi o spezie, con cipolla tritata o olive nere, ma più frequentemente con aneto o menta.
Si usa molto come accompagnamnto a piatti di carne e polpette, è un componente fondamentale del gyros.

La pita è quel pane più generalmente chiamato pane arabo. La pita, a differenza del pane arabo, è solitamente un pane tondo, morbido ed elastico, lievitato ma piatto. La pita è utilizzata per raccogliere sughi o salse come hummus di ceci, il baba ganush, per avvolgere sandwich come kebab, gyros e falafel (polpette egiziane).
Si può anche far gonfiare in forno in modo che le due pareti del pane si separino e che una volta sfornato si possa aprire come una tasca, è l'ideale se l'obiettivo è un panino superfarcito. Ma si usa anche la pita piatta arrotolata intorno alla farcitura per contenerla.
Farla gonfiare in forno non  è semplice come dirlo!

Ingredienti:
Per la pita, dosi per 4 panini..
125 g. di farina 00 e 125 g. di farina Manitoba
8 g. di lievito di birra fresco - 1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale - 1 cucchiaio abbondante di olio evo
150 ml di acqua tiepida

Per il tzatziky (basta per 4 panini)...
170 g. di yogurt greco - 2 spicchi d'aglio
mezzo cetriolo scarso - 2 cucchiai d'olio
1 cucchiaino di aceto bianco - sale qb
(aneto o menta freschi tritati facoltativo)

Per farcire due panini...
300 g. di carne di suino (io fettine di lonza)
mezzo pomodoro - mezza cipolla rossa
insalata lattuga o insalata mista a piacere
200 g. di patatine surgelate da friggere
olio di semi qb
olio evo, sale e pepe, burro qb

Mettiamoci all'opera:
Prima di tutto iniziare ad impastare la pita con l'anticipo necessario, almeno 2 ore e mezzo di lievitazione in tutto. Mescolare le due farine con il sale e l'olio. In una ciotola a parte sciogliere il lievito insieme a zucchero e acqua tiepida, coprire con pellicola e aspettare che si formi la classica schiumetta sulla superficie.
Unire i due composti e iniziare ad impastare, prima nella terrina e appena la pasta si compatta sulla spianatoia. Bisogna ottenere un composto molto liscio, elastico e compatto. Stirare la pasta con la mano, richiuderla su se stessa e stirare nuovamente. Ogni tanto batterla sul piano prendendola da una estremità. Almeno 10 minti.
Ungere lievemente la palla e coprire la ciotola con pellicola, riporre in forno spento a lievitare fino al raddoppiamento del volume, circa 2 ore.
Dividere in 4 parti e stendere al mattarello: 4 dischi di pochi millimetri di altezza e 20 cm circa di larghezza, circolari o leggermente ovali. Lasciarli appoggiati alla carta forno e aspettare che lievitino per alemno 40 minuti, dovrebbero alzarsi e gonfiarsi (i miei si sono gonfiati poco, forse perchè erano troppo unti, non lavorateli più del necessario).
Infornare a 250°, appoggiare sulla leccarda bollente e infornare per 4 minti, devono rimanere morbidi. per non farli gonfiare spennellarli con poca acqua emulsionata con l'olio (io ho saltato il passaggio ma non si sono gonfiati comunque).

Per il tzatziki, grattuggiare i cetrioli con le maglie molto piccole e strizzarli con l'aiuto di un colino per settacciare la farina. Tritare o schiacciare i due spicchi d'aglio. Poi mescolare con tutto il resto degli ingredienti e far riposare in frigor, coperto da pallicola, per almeno un oretta.

Per la carne riporre le fettine di lonza (o il pezzo di carne scelta) nel congelatore per una ventina di minuti, così poi è più facile da affettare sottilmente. Ridurre in striscette molto molto sottili.
Imburrare una teglia, distribuire la carne, salare, pepare e ungere con un filo d'olio evo.
Infornare a 190° per 30 minuti.
 
Affettare cipolla, pomodoro e insalata. Friggere le patatine. E via, potete comporre il vostro panino!

Bene, avete tutta la domenica davanti per provare anche voi! Buona domenica!

giovedì 2 agosto 2012

Farinata di ceci con cipolle e origano

BUONISSIMA! Non tanto per dire, ho scoperto una preparazione che mi piace davvero molto, la consistenza, il vago sapore di ceci, la lieve crosticina unta tutta intorno... buona, buona , buona!
Si è capito che mi piace?!
Le dosi che ho usato sono quelle che potete trovare nella maggior parte, praticamente tutte, le ricette sul web (tanto per dirne una andate su GialloZafferano). Anche questa versione con rosmarino e salvia mi piace moltissmo, se le volete dare un'occhiata la trovate in questo carinissimo blog La cuisine de tantocaruccia
E si potrebbe andare avanti con mille versioni...
Ma ecco la mia, dato che è una preparazione povera mi ispirava tanto l'idea della cipolla e l'origano, un pò perchè sta bene con la cipolla (o riformulo, a me piace molto l'origano con la cipolla) e poi perchè ho scoperto di non avere il rosmarino in casa.
La cipolla l'ho tagliata proprio a velo, sottilissima, quasi trasparente, e l'origano solo una lieve spolverata, le cipolle in cottura si sono sciolte sparendo nella focaccia, così sono rimasti giusto giusto l'accenno dei sapori e degli aromi scelti.
La farinata si può fare semplicemente con sale e pepe nero, oppure si usa arricchirla di fromaggio (tipo zola o stracchino) appena tolta dal forno, in modo che si sciolga per il calore.


Ingredienti:
300 g. di farina di ceci - 900 ml d'acqua
40 ml d'olio e poco più per la teglia
1 piccola cipolla dorata o rossa
origano, sale e pepe nero qb

Mettiamoci all'opera:
Mescolare bene l'acqua con la farina: aggiungere l'acqua poco per volta per non formare grumi. Coprire a far riposare diverse ore. L'ideale è fare questa procedura la mattina per la sera e lasciare a riporo una decina di ore.
Prima di infornare aggiungere sale e pepe, l'olio e mescolare. Versare in una teglia molto grande ben unta, lo spessore della apstella una volta versata non deve essere molto più di 1 cm, se è più alta avete scelto una teglia troppo piccola.
Aggiungere la spolverata di origano, la cipolla tagliata a velo e distrobuita per tutta la superficie, ancora sale e pepe.
Infornare a 220° per 40 minuti circa.


Su Wikipedia ho trovato alcuni particolari interessanti...
 "detta anche torta di ceci o cecina è una torta salta dalle origini molto antiche, diverse ricette latine e greche raccontano di  sformati di purea di legumi cotti in forno.
Una leggenda racconta che sia nata per casualità nel 1284 quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato L'oro di Pisa"

e su GialloZafferano...
"per quanto riguarda le origini di questo surrogato del pane, dobbiamo andare molto indietro nel tempo, al periodo dei Greci e dei Romani, quando, i soldati usavano preparare un "intruglio" di farina di ceci ed acqua che facevano poi cuocere al sole o sul proprio scudo, per sfamarsi velocemente e con poca spesa. Il risultato era talmente nutriente, che la ricetta sopravvisse alla caduta dell'impero Romano arrivando dritta dritta al Medioevo quando veniva mangiata accompagnata con un trito di cipolle bagnate d'aceto, o con del formaggio fresco"

Oggi...è un piatto tipico di alcune zone del mediterraneo, specialmente della ligura e della cucina toscana costiera.
La sua caratteristica è di cibo povero, usato come alternativa al pane, in grado di dare sostentamento grazie alle vitamine B, C e  al fosforo contenuti nei ceci e nella farina che da questi si ricava. Usualmente vengono utilizzati per la preparazione un forno a legna e speciali padelle o teglie preferibilmente in rame nelle quali viene fritta ad elevata temperatura.


E con questo vi saluto, riparto per la montagna, questo giro e di 10 giorni...10 giorni che non mi vedrete postare ricette e eche non passerò da voi! ma sapete!

domenica 29 luglio 2012

Baguettes con funghi, pancetta e galbanino

Eccomi! Tornata dal mio "esilio lavorativo" giusto per 5 giorni (e siamo già al secondo, come volano).
Vi lascio una ricettina che non ha nulla di elaborato, ma che è davvero gustosa, parola di foodbloggerina!
Ieri a casa dei miei ho mangiato una baguette tagliata a metà e farcita con formaggio, pesto e pomodorini. Quelle che ho assaggiato vengono vendute pronte, surgelate e vanno semplicemente passate in forno.
Io ho preso ispirazione e ne ho fatta una mia versione pensando a qualcosa che avrebbe sicuramente incontrato i gusti della mia metà, soprattutto per quanto riguarda galbanino e pancetta. I funghi erano in casa per una ricetta che avevo in previsione per il giorno dopo a pranzo e quindi sono diventati protagonisti di questa baguette, ci stavano benissimo!



Ingredienti:
2 baguette (confezione di baguettes precotte da 300g.) o 1 baguette fresca
200 g. di galbanino (o fontina, asiago...)
40 g. di pancetta affumicata a fette (o prosciutto, speck...)
150 g. di funghi a scelta - 1 spicchio d'aglio
2 dita di vino bianco - prezzemolo, sale, pepe, olio evo qb

Mettiamoci all'opera:
Pulire, asciugare e affettare i funghi. Tritare finemente l'aglio e farlo soffrigere in un filo d'olio, aggiungere i funghi, sfumare con il vino e far saltare per una decina di minuti. Gli ultimi minuti aggiungere abbondante prezzemolo tritato.
Tagliare le baguettes a metà e poi aprire ogni metà tagliando orizzontalmente. Disporre sulla teglia, crosta verso il basso (ne risulteranno 8 pezzi da farcire). Far passare in forno a 180° per 5 minuti. Se avete la baguette fresca di panettiere potete saltare questo passaggio.
Tagliare il fomaggio a piccoli cubetti, la pancetta a striscioline.
Dividere formaggio, pancetta e funghi per le 8 baguette, spolverare di sale e pepe e rimettere in forno per altri 5 minuti.
Io ho servito con un insalata come piatto unico.



Vi racconto anche qualcosa che ha poco a che fare con la ricetta...

Ho passato una simpatica mattinata in un canile qua vicino, sto valutando la possibilità di prendere un secondo cane ma solo esclusivamente per prenderlo dal canile e dare ad una cagnolina sfortunata una possibilità.
Mi sono portata fuori, solo per un giretto, una cagnolina un pò vecchiotta che nessuno ha mai voluto (la stessa storia per la maggior parte dei cani che hanno già un pò di anni) e era un amore, non era bellissima, ma brava e dolce. Sapeva già stare al guinzaglio e seguirmi senza tirare sempre, cercava il mio sguardo ogni tanto e chiedeva un sacco di coccole, quando l'ho riportata in gabbia è subito corsa alla sbarra con la sua pallina...un amore! 
Io ho già un maschio che ha poco più di un anno e gioca ancora molto, devo scegliere la compagna giusta e devo dire che nessuna delle cagnoline di oggi ha fatto breccia, in macchina mi è scesa una lacrima (anche due o tre, lo ammetto!) per il senso di colpa di non aver preso quella che ho portato fuori, oppure un altro, qualcuno che nessuno voleva...ma devo aspettare quella giusta, quella che appena incontro il musetto sento che è lei, li che mi ha sempre aspettato.
Una che sarebbe stata bene con il mio Apollo c'era, ma gia prenotata! Stessa età, poco più piccola di lui, coccolona (si buttava sulla rete con il fianco per farsi fare i grattini), vivace anche se timida e non prepotente. Infatti le compagne di gabbia la schiacciavano, la spingevano via, e lei era molto succube...poi molto magra, come se facesse fatica ad accaparrarsi il cibo. Io ci ho messo del tempo a riuscire a passare un bicottino a lei, che l'ha preso ed è scappata in un angolino lontano a mangiarlo con calma, in quel momento ho notato come era magrolina e di come avrebbe avuto bisogno di qualcuno che la spazzolasse ogni tanto, il senso di un posto protetto in cui non si deve lottare per stare sereni...ovviamente avevo già gli occhi lucidi e appannati. Ma la famiglia c'è, se non va in porto io sono in coda! Ovviamente!
Il canile mi ha lasciato sia un senso di allegria che un senso di tristezza. La tristezza per cani che si meritavano un padrone migliore, per lo stare in gabbia invece che su un cuscino in salotto, per le coccole e le attenzioni così ridotte, per le loro storie... Ma devo dire anche allegria per tutti quei cagnolini che sorprendentemente sono sempre pieni di risorse ed energie, che cercano affetto e hanno ancora fiducia nell'uomo, devo dire che si trova di tutto...non solo cani fobici o aggressivi come molti pensano! Quindi se vi scappa (una persona normale di sabato mattina cosa può fare??!! un giro al canile no!!!!) fate un giro a vedere se vi va di dare una possibilità a qualcuno di loro...
E con questo ho finito!

Buona domenica ;)

domenica 24 giugno 2012

La piadina classica, my first

Dopo aver provato a fare le piadine in casa con lo strutto non si torna indietro, probabilmente non prenderò più una confezione di piadine pronte, mai più!
Prima di tutto la perparazione è veloce, non c'è la necessità di impastare a lungo e basta far riposare l'impasto una ventina di minuti, niente di che.
Secondo, facendo un rapido calcolo del costo degli ingredienti, quelle fatte in casa risultano più economiche di quelle pronte del supermercato. Perchè dovrei comprare una cosa meno buona e anche più costosa...
Last but not least lo strutto e il latte nell'impasto danno una morbidezza, buonissima!
Di strutto ne possono bastare 50 g. su 500 g. di farina, ho visto che molti ne usano di più, alla fine io ne ho messi 60 g. e il risultato mi è sembrato perfetto.
Come farina va benissimo una normale farina 00 e va aggiunto un pò di lievito, ne basta un cucchiaino per 500 g. di farina, quello ideale è il lievito chimico per focacce e torte salate, ma ho letto in giro che c'è chi usa il lievito chimico per dolci. Io avevo in casa la farina autolievitante (indicata per dolci) che conteneva già la perfetta proporzione di agenti lievitanti chimici, se volete comprate questo tipo di farina, la resa mi ha soddisfatto molto.
Io ne ho fatte tante, considerando che siamo in casa in due, ma non ne abbiamo mangiate 12 in una sera, no! Solo due, le altre le ho congelate e l'esperimento ha avuto ottimi risultati.
Ho impacchettato ogni pallina di impasto in un pezzettino di alluminio, va bene anche la pellicola, e le ho mese nel congelatore. Così, ogni volta che abbiamo volgia di piadine ne tiriamo fuori giusto due palline da "imbottire" di condimento. Con questo caldo estivo basta tirarle fuori un'oretta prima.
Quando le ho stese ho notato che dopo lo scongelamento sono ancora più malleabili, le ho stese benissimo, molto meglio della prima volta. Infatti è importante stenderle sottili sottili, per aver una piadina della giusta altezza e facile da piegare una volta cotta.


Questa è la foto della prima prova, un attento osservatore noterà che la piadina poteva essere stesa più sottile, infatti, l'ho notato anch'io! E con le successive ho migliorato la tecnica.



Ingredienti:
Impasto della piadina
750 g. di farina 00 autolievitante Molino Chiavazza
(oppure farina semplice e 1 cucchiaino e mezzo di lievito chimico)
90 g. di strutto - 2 cucchiaini di sale - 380 ml di latte
Dose ideale per 12 piadine

Per farcire
Rucola e lattuga iceberg - qualche cipollotto
Porsciutto crudo - philadelphia e stracchino cremoso

Mettiamoci all'opera:
Impastare farina, latte, strutto e sale fino da ottenere una palla di impasto omogenea.
Far riposare per una mezz'ora a remperatura ambiente.
Dividere in 12 palline il più possibile identiche nelle dimensioni.
Stendere con il mattarello cercando di dare una forma circolare, la piadina deve esere sottilissima, poi si gonfia e si alza lievemente in cottura.
Per la cottura ho semplicemente scaldato una padella antiaderente (se ha il fondo spesso è meglio), non avendo l'apposito attrezzo (il testo).
Controllare la piadina e rogirarla non appena il primo lato appare cotto, meno di 2 minuti per lato circa.
Farcire a piacere, ed ecco fatto!
Io ne ho faricita una con crudo, rucola e stracchino. Mentre la seconda con insalata iceberg e rucola, leggermente condite, philadelphia e due cipollotti affettati a velo.

Vi lascio anche questa foto, si vede bene come la piadina è più sottile e la cottura perfetta.
Avere le palline di impasto in frigor è comdossimo, anche perchè la piaidna aperta è un modo molto carino per presentare insalate o altre piatanze. In questo caso una frittata particolare che sarà tema di qualche altro post!


Ciau, buona domenica!!!

martedì 19 giugno 2012

Girelle di mozzarella e pomodoro di Montersino

Sono un pò fissata con le girelle utlimamente?! se l'avete pensato avere ragione! mi piacciono un sacco!
Fino ad ora le avevo fatte solo con la pasta sfoglia pronta ... poi ho visto questa ricetta e ho scoperto nello stesso tempo il mondo della piccola pasticceria salata. Mi sono così innamorata di quelle girelle che ho fatto un salto in libreria e mi sono concessa un libro: "Piccola pasticceria salata" di Montersino, appunto.
So che sarebbe più lineare iniziare dai suoi dolci, e provare almeno una delle sue torte perfette ed elaborate, ma le ricette di questo libro mi hanno rapito di gran lunga di più. Ciò che adoro è la relativa semplicità e classicità delgi ingredienti che con sapienti intuizioni diventano piccoli capolavori colorati, belli nella forma, nuovi nella presentazione e che si pregustano pieni di sapore... non mi sono pentita del mio acquisto ma mi sono innamorata di più ad ogni pagina! Vedrete cosa saprò combinare.
Io ovviamente ho iniziato dalle girelle con la mozzarella nell'impasto, e lo confesso, anche perchè era una delle ricette con la preparazione più semplice. Ma appena ne avrò il tempo mi cimenterò in qualcosa di più elaborato! Viva la piccola pasticceria salata!

Ingredienti:
Per l'impasto, 200 g. di farina 00
90 g. di latte intero (ricetta 80, ma dipende un pò da quanto assorbe la farina)
100 g. di mozzarella fresca intera (la ricetta 80g. ma 100 ci stanno!)
8 g. di lievito di birra fresco
20 g, di burro in pomata (ammorbidito e lavorato come una crema)
4 g. di zucchero - 5 g. di sale
Poi...
80 g. circa di pomodoro concentrato
8 g. di origano secco - olio evo qb

Mettiamoci all'opera:
Sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme allo zucchero. Unire alla farina e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Aggiungere i restanti ingredienti e impastare di nuovo. Far lievittare l'impasto coperto per una ventina di minuti.
Stendere a forma di rettangolo molto sottile (Montersino dice 3 mm, a me è benuto un pò più alto!) spalmare tutta la superficie con un velo di pomodoro e cospargere con l'origano. Arrotolare, dalla parte del alto lungo, premendo bene.
Riporre il rotolo in frigor e aspettare che si indurisca prima di tagliare a rondelle dell'altezza di 1 cm circa. Riporre le girelle in teglia con  carta forno e attendere un ora di lievitazione prima di infornare.
230° per 5 minuti, non uno di più!