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Visualizzazione post con etichetta Carne. Mostra tutti i post
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venerdì 1 marzo 2013

Uccelletti scappati della zia e gratin di patate

Anche questa bella ricettina a base di carne era nelle bozze da un bel pò. Mia zia si è recentemente digitalizzata e ora, oltre a seguire il mio blog, ha pensato bene di mandarmi ogni tanto qualche bella ricetta (via mail, più comodo di così). Dovete sapere che mia zia oltre ad essere una bravissima cuoca è anche detentrice di un sacco di ricette della nonna (che invece non c'è più). Questi uccelletti scappati sono alla maniera della nonna: tacchino farcito con mortadella, cotto con vino marsala e limone.
Ecco, io per colpa di questo genere di cose non riesco proprio ad eliminare la carne dalla mia dieta: un arrosto con un ripieno nuovo, un involtino di tacchino, il pollo al curry, un kebab di manzo ogni tanto. 
Lo sapete, spesso penso e ripenso ad una svolta vegetariana...ma alla fine mi accontento della mia alimentazione che già da un anno prevede pochissima carne, giusto qualcosa alla domenica più per fare contento il mio compagno che me stessa. Però il resto della settimana penso alle alternative.
Adesso finisco di annoiravi e prima aggiungo che, ho accompagnato questi uccelletti con una pirofila di patate gratinate eccezionali! Ricetta proveniente dal libricino di cucina altoatesina da cui avevo preso le ricette dei canederli.



Ingredienti:
400 g. più o meno di tacchino a fette sottili
50 g. di mortadella
1 spicchio di aglio, olio evo, sale e pepe
1/2 bicchiere di marsala
1/2 limone
salvia tritata
(prezzemolo nel ripieno, io non l'ho trovato fresco)

Tagliare il petto di tacchino a fettine grandi come mezzo palmo di mano, su ciascuna mettere mortadella in misura e un pizzico di prezzemolo: arrotolare e fermare con uno stecchino o con lo spago (io ho chiuso come un pacchettino regalo). Passare gli uccellini ottenuti in pochissima farina, scaldare l'olio e rosolarli un po' con la saliva, sfumare con marsala e limone mescolati , proseguire cottura a fiamma molto bassa e con coperchio. Aggiustare sale e pepe.


 

PATATE AL GRATIN

Ingredienti:
400 g. di patate
1 spicchio di aglio
120 ml di panna
poco latte
sale, pepe, noce moscata
grana padano grattuggiato
pan grattato
burro qb per la pirofila

Con lo spicchio d'aglio sfregare tutta la pirofila e successivamente imburrare. Affettare le patate a fette molto sottili, mescolarle con sale, pepe e noce moscata e sistemarle a strati nella pirofila.
Vresare la panna sulle patate e spolverare il tutto con abondante grana e pangrattato. salare e pepeare la superficie.
Infornare a 180° per una quarantina di minuti.


Sono contentissima di poter dire...buon finesettimana a tutti!!

martedì 26 febbraio 2013

Arrotolato di lonza con i pomodori secchi

Siamo solo a martedì, ma io vi lascio già l'idea della domenica! Non vedo l'ora che arrivi il mio bel week end libero. Mi sento un pò in colpa però a lasciarvi questo post, un arrostino che risale a qualche settimana fa. Sono andata un paio di volte in un supermercato bio a fare delle spese e quando ho sentito una mamma raccontare che il figlio piccolo, vegetariano, diceva senza problemi ai suoi compagni che 'noi la carne non la mangiamo, il maialino è simpatico, è intelligente, e da noi non si mangia!' ne sono rimasta scombussolata. I bambini sanno sempre esprimere i pensieri giusti con una semplicità disarmante che mi tocca al cuore.
Perchè io ci penso spesso, probabilmente mi lascio influenzare parecchio da mio fratello che fondamentalmente ammiro molto nelle sue scelte alimentari, mi dico che ci vuole un'alimentazione più consapevole, almeno almeno essere vegetariani, ma poi non ha senso perchè se non sei vegano non sei davvero consapevole, ecc... Io una scelta alimentare drastica non la rieco a fare, posso mangiare la carne al massimo tre volte al mese, comprare uova bio e allevate a terra, ma più di questo...troppa fatica, potrebbe essere un cambiamenti graduale, il fatto di non cambiare è dovuto a egoismo perchè di certo l'ambiente ne ha bisogno e di certo amo gli animali.
Ritengo già importanti le mie moderazioni e le mie attenzioni negli acquisti, che non sono di tutti, ma  voglio migliorare (non rietrerò mai in una categoria, vegetariana o vegana) ma voglio migliorare nel mio essere consapevole, questo si! Nel mondo di egoismo e ignoranza ce ne sono già abbastanza, nel senso buono (e non insultante) di mettere al primo posto la propria individualità e quella di chi amiamo, e informarsi poco e ingorare le ingiustizie, avvallarle senza saperlo. E che delusione, in parte queste elezioni...io un mondo migliore lo vorrei proprio!
Però per oggi, a dispetto del maialino infelice che è stato di sicuro, vi lascio l'arrotolato di lonza e mi scuso per avre sfogato le mie contraddizioni interne! Ripieno di pomodori secchi olive e scamorza. E purtroppo era buonissimo!!! Cotto nel vino rosso con le cipolle.




Ingredienti:
lonza aperta a libro (il mio pezzo era di 800g.)
60 g. di pomodori secchi sott'olio
50 g. di olive nere denocciolate
125 g. circa di scamorza affumicata
sale, pepe, origano
1 spicchio di aglio
1 bicchiere di vino rosso
1 grossa cipolla rossa
filo per legatura

Se il tegame di cottura è troppo piccolo dividere la carne in due rettangoli, due arrostini.
Aprire la carne, masaggiare con sale pepe e spicchio di algio intero. Distribuire olive e pomodori grossolanamente tritati e la scamorza a cubetti, spolverare di origano. Arrotolare e legare una volta per il lungo e poi tante legature per tutta la lunghezza del rotolo.
In un tegame capiente far rosolare la cipolla affetata a velo con olio e burro. Rosolare la carne nella cipolla e poi aggiungere il vino. Far evaporare qualche istante (solo una piccola parte) coprire e cuocere per un oretta e mezza. Aggiungere acqua se serve.Affettare quando non è più caldo.
 Libera interpretazione di una ricetta tratta da 'Sale e Pepe'.

giovedì 21 febbraio 2013

Pizzette di polenta e salsiccia

Ciao amici! Vi lascio una ricettina proprio semplice e un saluto, non so se avete notato (ma non pretendo di essere così importante!) che ultimamente passo tanti giorni senza postare...non ho un motivo, va così, l'umore che non mi aiuta e poca voglia di scrivere...anche quelle due parole di presentazione della ricetta mi vengono male, non le sento mie e mi dico 'posto domani'....
Comunque sto cucinando e sto continuando a prendermi cura della mia pasta madre, le do da mangiare, la coccolo, le do dei premi dolci sotto forma di miele...Ho proceduto a due esperimenti: le mie prime focaccine e il mio primo pane in cassetta, ma sono mooolto lontana dall'ottenere i risultati desiderati. Il pane in cassetta almeno era commestibile, le focaccine tremendamente acidule.
Mi sto rendendo conto pian piano della mia ignoranza (che è il passo migliore per imparare, da autodidatta poi!) come e quando rinfrescare prima di usarla, la percentuale di idratazione dell'impasto, come quando e in che proporzione aggiungere sale, zuccheri e grassi...aiutooo...
La mia madre è bella, chiara di un bianco tendente all'avorio, alveolata, spumosa, con un buon odore, gradevole e che ricorda il vino...tutto ciò mi dice che va bene, ma è debole e devo capire come rinforzarla (è ancora piuttosto appiccicosa e poco malleabile, alveoli tantissimi ma minuscoli, in forno smette di lievitare cerando dei pani mattoncino).
Ora mi sto occupando del terzo esperimento, una foccaccia, non la voglio altissima, ma almeno buona come quella bassa che si compra dal panettiere e un pò più buona se fosse possibile! Ho fatto due rinfreschi ravvicinati prima di usarla, a 8 ore e poi 4 ore prima dell'utilizzo, vediamo se migliora la resa.
Comunicazione di servizio:
Sto sfogliano un bel libretto ideale per il contest, tutto sulla pasta madre scritto da 'Antonella Scialdone', la conoscete? cosa ne pensate? Le ricette all'interno le trovo favolose!



Ingredienti:
scusate ma le dosi le ho fatte proprio ad occhio...
polenta già pronta (panetto freddo)
un pezzettino di salsiccia
mezza mozzarella
grana padano qb
sale e origano
spicchio di aglio e olio evo qb

Tagliare la polenta fredda a fettine della dimensione e forma voluta, passare qualche istante sulla grilgia unta e ben calda per farle abbrustolire.
Appoggiare su carta forno e coprire con cubetti di mozzarella e salsiccia passata in padella con lo spicchio di aglio in camicia per darle una prima cottura. Spolverare di grana e origano e infornare a 200° fino a quando il formaggio si scioglie e inizia a dorare, meno di 10 minuti.

martedì 8 gennaio 2013

Arrotolato di tacchino con castagne e noci

Vi avevo anticipato che in questo finsettimana appena trascorso mi sarei data all'arrosto e alle lasagne. Per quanto riguarda il secondo piatto mi sono cimentata con l'arrotolato, prima volta che provo a farlo, ovviamente non ho nemmeno tentato di aprire da sola il petto di tacchino ma me lo sono fatta tagliare a battere dal macellaio. Comodo. Così facendo diventa una ricetta velocissima: una volta a casa aprite il vostro pacchetto, potete riempire la carne con cose già pronte come prosciutto e formaggio, una frittatina preparata in precedenza, un wurstel e così via, lo legate insieme ad un bel rametto di rosmarino e qualche altro aroma (anche una spolverata di mix già pronto per arrosti) poi lo mettete per un'oretta circa in forno (si, in effetti c'è questa oretta di cottura che allunga un pò i tempi).
Adesso vi dico però com'era il mio rotolo di domenica. Era da un pò che volevo provare il ripieno con la frutta secca: castagne, noci, uvette e macinata di maiale. Adoro il ripieno con le catstagne e in genere si mettono le prugne, che però il mio palato reputa un pò troppo dolciastre. Pensavo di aver messo insieme un ripieno molto saporito, forse troppo, invece è risultato delicato, ed è piaciuto molto a tutti.


Ingredienti:
1 petto di tacchino aperto a libro (peso circa 1 kg)
400 g. di macinata di suino
200 g. di castagne già cotte
1 manciata di uva passa
8 noci
1 fetta di pane bianco (quello per tramezzini, o pancarrè)
30 ml di latte
60 g. di grana padano grattuggiato
1 spicchio d'aglio tritato
sale, pepe, noce moscata qb
2 rametti di rosmarino
salvia secca tritata
olio evo e qualche fiocchetto di burro
2 dita di brandy
2 scalogni
spago per legare

Impastare la macinata con il pane spezzettato e ammollato nel latte per una decina di minuti. Aggiungere il resto degli ingredienti: l'aglio tritato, le noci spezzettate grossolanamente, le castagne tagliate a metà, l'uva passa (io non l'ho ammollata), il grana, 3 pizzichi di sale, pepe e noce moscata abbondanti. Terminare di impastare il tutto.
Aprire la fetta di tacchino, salare leggermente e versare al centro il ripieno. Chiudere arrotolando la carne intorno al ripieno un pò come fosse uno strudel. Potere arrotolare partendo dal lato che volete, regolatevi in base alla teglia o pirofila in cui lo cuocerete. Io avevo a disposizione una teglia molto capiente che uso per fare la pizza alta formato famiglia e così ho arrotolato la carne dal lato più lungo.
Massaggiare la carne con sale, pepe e salvia tritata in modo che aderiscano bene.
Non essendo esperta di legatura ho proceduto con tante legature separate. Una che legasse l'arrosto nel lato lungo e poi tante piccole legature lungo il rotolo distanziate di 3 cm circa che servissero nel contempo a fermare i rametti di rosmarino.
Ungere la teglia (che poi andrà in forno) con qualche cucchiaio d'olio e qualche fiocchetto di burro, portare sul fornello, aggiungere gli scalogni tagliati a metà. Rosolare la carne su tutti i lati, sfumare con il brandy e togliere subito dal fuoco (prima che evapori compleatmente) aggiungere qualche fiocchetto di burro sul rotolo prima di coprire con carta stagnola e passare in forno a 200° per un ora (io per la precisione 80 minuti).

mercoledì 5 dicembre 2012

Brasato con porro e prosciutto

Ragazzi siamo già a marcoledì, questa settimana passa veloce e il bel finesettimana che mi aspetta è vicino (da noi all'immacolata arrivano i banchetti di Santa Lucia, poi devo fare l'albero e inziare a cercare i regali di natale).
La domenica è l'unico giorno in cui ogni tanto mi posso dedicare a preparazioni lunghe, come il brasato. Il brasato non richiede molte azioni, ma durante le due ore di cottura va controllato, lasciarlo lì e uscire a farmi un giro non sarebbe una buona scelta! Così lui sta lì sul fuoco, io al tavolo della cucina o in sala, e ogni tanto vado a vedere come sta.
Fatto domenica scorsa, con tutte le bozze in attesa, ve lo posto ora. L'unica cosa che mi ha messo in difficoltà è stato affettarlo decentemente (e preciso, l'ho lasciato raffreddare prima di procedere e non era troppo cotto). Fortunatamente dovevo andare a pranzo dai miei e ho rifilato il taglio alla mamma che ha fatto un buon lavoro, laddove io avrei fatto una carneficina!
Ho preso spunto da una ricetta su Cucina Moderna ma alla fine ho cambiato un pò di ingredienti. L'ho brasato nel vino bianco (al posto di quello rosso) con il cotto a dadini (al posto dello speck) e il porro a rondelle. Ottimo, tutta la famiglia tranne il fratello vegetariano hanno approvato.


Ingredienti:
cappello del prete, un pezzo da 600 g.
100 g. di prosciutto cotto a dadini
1 grosso porro
2 bicchieri di vino bianco secco
2 foglie di alloro
2 rametti di rosmarino
1 spicchio d'aglio
10 g. di burro
olio, sale e pepe qb
mezzo dado vegetale se serve

Incidere il pezzo di carne in più punti con un coltello appuntito. Dividere in quattro lo spicchio d'aglio e infilarlo nella incisioni della carne, riempire le restanti con un paio di cubetti di prosciutto.
Passare la carne con poco sale e pepe, ripporre in una ciotola con il vino e gli aromi, far marinare per un'ora.
Sgocciolare la carne e rosolare in un tegame con burro e un filo d'olio, far dorare ogni lato. Aggiungere il restante cotto a dadini e il porro pulito a spesse rondelle, insaporire un pò. Versare nel tegame anche la marinata e far andare a fuoco dabbo per 2 ore. Se il fondo tende ad asciugarsi bagnare con un pò di brodo vegetale.


domenica 25 novembre 2012

Cous cous con pollo e peperoni in agrodolce

Per la mia rubrica immaginaria: cento modi per gustarsi il semplice petto di pollo che adoro. In agrodolce con i peperoni è davvero una buona idea, mi sono ispirata ad una ricetta trovata su Cucina Moderna. Il cous cous al curry è un contorno perfetto!
Questo piatto l'ho pensato per il contest della Molino chiavazza. Dato che si tratta di cous cous, che adoro, avrei anche voluto fare qualcosa di più alaborato o originale, ma le solite cose: il tempo che manca, la mancanza di ispirazione quando si hanno tante altre cose a cui pensare, ecc... Senza contare che la mia "idea geniale" è andata in fumo. Ho provato ad usare il cous cous per impanare la cotoletta di pollo, ma il risultato non mi ha soddisfatto per nulla, semplicemente mangiabile e niente di più! Questa proposta è molto più "classica" ma almeno mi ha soddisfatto molto!

 

Ingredienti:
300 g. di petto di pollo e fettine
1 piccolo peperone rosso
1 piccolo peperone giallo
1 piccola cipolla rossa
farina qb per il pollo
90 g. di cous cous precotto
mezzo cucchiaino di curry
2 cucchiai di aceto di mele
mezzo cucchiaino di zuchero
prezzemolo, menta o coriandolo a piacere
sale, olio e pepe qb
per due

Tagliare le fettine di pollo in bastoncini e infarinarli leggeremente, passarli in padella con olio evo per rosolarli bene. Tenere da parte in caldo.
Nella stessa padella, aggiungendo un dilo d'olio, saltare i peperoni, sempre tagliati a bastoncini e la cipolla a fette, dopo una decina di minuti aggiungere pollo, sale, aceto, zucchero.
Lasciare evaporare i liquidi di cottura a fuoco lento e completare con pepe e erbette tritate .
Nel frattempo preparare il cous cous, tostandolo in un pontolino con un filo d'olio, coprire di acqua calda che deve superare il cous cous di un dito abbondante, sciogliere nell'acqua curry e pizzici di sale. Corpire e lasciar cuocere a fuoco spento, nel vapore, per 5 minuti, dopo di che sgranare con la forchetta.


Con questa ricetta partecipo la contest della Molino Chiavazza dedicato al cous cous


sabato 17 novembre 2012

Pasta con sugo di piselli e wurstel al pomodoro

Quando ho visto questi wurstel e piselli "da paura"  mi è venuta troppa voglia di provare, in genere faccio spesso wurstel e piselli saltati in padella come condimento per la pasta, ma con il pomodoro ancora mi mancavano, mi è sembrato perfetto come sugo oltre che come secondo piatto veloce.
Vi dico, a me piacciono un sacco sia queste ricette molto alla mano e senza pretese, sia la ricercatezza negli ingredienti e nelle preparazioni, ma ogni tanto. Perchè purtroppo la ricercatezza richiede molto più tempo di quello che spesso si ha a disposizione: il tempo per cercare nei negozi giusti i prodotti necessari, i tempi di preparazione magari un pò più lunghi, il tempo per pensarla la ricetta o per cercare le idee, ecc. Cose che mi piacerebbe fare anche tutti i giorni, ma purtroppo ci sono i doveri quotidiani.
Ma anche quando il tempo c'è devo dire che non rifiuto un modo di mangiare molto semplice e casalingo, senza contare che sono i piatti che più fanno contento il mio compagno. Per illustrare meglio il concetto, anche se mi impegno nel fare piatti magari un pò elaborati non verrano mai apprezzati come una pasta con i wurstel, le polpette o la pizza.
Ringrazio Cucina mon amour per la simpatica idea, la ricetta è la stessa con dosi un pò ridotte, ho solo usato la passata al posto dei pelati e ho aggiunto un pò di paprika alla ricetta.



Ingredienti:
1 scalogno
1 bicchiere e 1/2 di passata di pomodoro
2 wurstel di pollo
100 g. di piselli surgelati
sale, pepe, origano, olio evo qb
io anche 1/2 cucchiaino di paprika
200 g. di pasta (io cavatappi)
grana a piacere
per due

Soffirggere per un paio di minuti lo scalogno tritato con olio evo, aggiunegere wurstel e piselli (lei li aggiungeva dopo al pomodoro, io ho preferito abbrustolire un pò i wurstel).
Appena i piselli sono scongelati aggiungere la passata, sale e aromi e far andare per una quindicina di minuti.
Nel frattempo buttare e scolare la pasta, con un minuto di anticipo per farla saltare un minuto in padella con il condimento.



giovedì 15 novembre 2012

Polpettine agli agrumi

Sono letteralmente distrutta dalla giornata ma il tempo per il post quotidiano riesco a trovarlo.
Più che una vera ricetta è più che altro un consiglio su come aromatizzare in modo diverso delle semplici polpettine di carne, ne ho viste tante versioni nei blog e vi propongo la mia.
Ho fatto delle polpettine di macinata mista (potete seguire la ricetta che fate di solito) con aggiunta di cipolla rossa tritata e scorza di limone e arancia nell'impasto.
Le ho cotte in padella, sfumate con vino bianco secco e poi cotte nel succo d'arancia e limone. Molto agrumate rimangono piacevolmente glassate.
Mentre mettevo nel piatto mi sono pentita di non avere in casa un bel finocchio, sarebbe stato il contorno perfetto, così il contorno che vedete in foto è un pò casuale.
Voi se le provate procuratevi finocchi.


Ingredienti:
400 g. di macinata mista (io 300 manzo e 100 maiale)
1 piccola cipolla rossa
1 uovo medio
20 g. di pane ammollato con 2 cucchiai di latte
20 g. di formaggio grana
1 limone
1 grossa arancia
2 dita di vino bianco secco
sale, pepe e noce moscata
farina, burro e olio evo qb
per 20 polpettine circa

Tritare finemente la cipolla e passarla in padella con un filo d'olio, qualche istante per farla ammorbidire.  Impastare carne, cipolla, uovo, pame ammollato e spezzettato, scorza di limone e arancia, formaggio, sale pepe e 1/3 cucchiaino di noce moscata.
Fromare delle polpettine di 2 cm di diametro passandole leggermente nella farina e appoggiandole da parte.
In padella scaldare 20 g. circa di burro con un paio di cucchiai d'olio, aggiungere le polpettine e farle dorare un pò, sfumare con il vino bianco. Appena evapora aggiungere il succo dell'arancia e di mezzo limone. Portare a cottura, circa 15 minuti, alzare la fiamma se serve per far asciugare i liquidi di cottura.


Con queste partecipo al contest di Laura del blog Squisito



venerdì 2 novembre 2012

Garganelli con pollo e funghi

Questo primo piatto mi è piaciuto un sacco. Tra tutte le carni il pollo è quella che più preferisco senza dubbio e anche i garganelli, nell'ambito della pasta all'uovo, sono senza dubbio il formato che preferisco. Per come raccolgono il condimento, per il loro spessore, perchè le rigature li rendono ruvidi e non troppo scivolosi. Insomma, si è capito che mi piacciono!
La ricetta, che arriva da un numero di Cucina Moderna Oro di un paio d'anni fa, prevedeva come base un battutto di cipolla sedano e carota, io ho preferito lo scalogno tritato, ma mi piace lasciarvi l'alternativa.
Oggi mi dedico ad una cosa per me insolita, e quando dico insolita intendo veramente insolita, i lavoretti di casa. Ho intenzione di farmi da sola la targhetta con i nomi per la porta di casa, un anno che abitiamo qua e la mia porta è ancora infinita.
Il bello dei ponti lunghi è anche questo, ci si può godere la casa senza fretta, visti primi freddi e le prime giornate piovose in casa si sta volentieri, niente di più piacevole. Se poi in casa c'è un dolcetto home made, del tè o della cioccolata non manca prorpio nulla. Un bel libro e qualcosina da fare per occupare il tempo. E così ti viene in mente di quella cosa che è un anno che vuoi fare ma che continua a finire nel dimenticatoio...
Ora parto per il brico center e cerco i materiali...mi sento un pò Barbara di Paint your life...baciotti e buon finesettimana!


 Ingredienti:
250 g. di garganelli
200 g. di petto di pollo e cubetti
200 g. di funghi (tipo a piacere o misti)
2 scalogni
30 g. di burro più o meno
1 rametto di rosmarino
1/3 bicchiere di marsala
2 dita di latte
1 manciata di grana padano
farina qb per il pollo
sale e pepe qb

Mettere l'acqua per la pasta sul fuoco.
Tritare finemente lo scalogno e soffriggerlo nel burro fuso (aggiungere un piccolo filo d'olio per non far abbrustolire troppo lo scalogno) insieme il rosmarino spezzettato.
Aggiungere il pollo a piccoli cubetti passati nella farina, farli dorare e agiungere anche i funghi a pezzettini. Versare su funghi e pollo il marsala e il latte, aggiustare di pepe e sale e far cuocere a fuoco basso.
Dopo qualche minuto buttare i garganelli.
Scolarli con due minuti di anticipo per risottarli insieme a pollo e funghi, nella padella rimangono molti liquidi che verranno assorbidi dalla pasta, alzare il fuoco se necessario.
Mantecare con un'abbondante manciata di grana padano.


giovedì 25 ottobre 2012

Costine di maiale glassate

Invece che scegliere il solito petto di pollo questa settimana mi sono detta "compro una carne che non è mai entrata in casa mia". Ho visto la ricetta di queste costine sul  Sale e Pepe di Ottobre e sapendo già che la carne glassata con la salsa di soia è buonissima mi sono buttata, se non avessi visto la ricetta non penso che sarei andata a cercare della carne di maiale con quel grasso così visibile, ma devo dire che il limone e la salsa di soia della marinatura sgrassano molto e che sono definitivamente buone.
Sintetizzo con le parole del mio ragazzo " sembra di essere al ristorante...", tradotto "sono molto buone e visto che spesso con la carne non mi fai nulla di speciale mi sembra che me le ha fatte qualcun'altro!".
Contorni ideali sono di patate o verdure saltate, al burro, al forno. Non va bene l'insalata o altre verdure condite con aceto o simili, dato che c'è già il pungente del limone nelle puntine.
In questi giorni ho scoperto che fare da giudice per un contest, eccolo, è una cosa termendamente difficile, le ricette sono tutte interessanti e ben riuscite. Mi sto impegnado per selezionare quelle che siano davvero le migliori sulla base dei criteri prestabiliti, ma che lavoraccio, troppo difficile selezionarne solo poche in così tante bellissime preparazioni.



Ingredienti:
4-6 costine
1 grosso limone
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai rasi di zucchero di canna (alternativa miele)
per due

Spremere il limone e mescolare con la salsa di soia e lo zucchero, emulsionare bene in modo che lo zucchero si sciolga completamente (con il miele la questione non si presenta, basta una mescolata).
Eliminare un pò di grasso dalle puntine qualora ce ne sia in eccesso. Sciaquare e tamponare con carta assorbente.
Mettere le puntine in un contenitore, versarci la marinatura e far riposare in frigor per un ora, rigirandole ogni tanto, un paio di volte.
Disporre in una teglia con carta forno, versarci sopra la marinatura e infornare in  forno già caldo  a 220° per 40 minuti. A metà cottura girare le costine e irrorarle ogni tanto con il loro grasso.


mercoledì 3 ottobre 2012

Bocconcini di pollo al marsala e uvette

Dopo due anni senza studio è dura rimettersi sotto, chi mi aveva messo in guardia aveva ovviamente ragione...il primo pomeriggio di studio si è risolto in pause continue, viaggi mentali guardando il muro e quasi appisolamenti da seduta...un pò demoralizzante. Però, non sono scappata in cucina a infornare qualcosa, non mi sono messa a giocare con il cane, no, con coraggio sono rimasta davanti al mio libro per tre lunghe ore abbondanti.
Cosa mi sia rimasto in testa?! In genere ho elevate capacità di assimilazione e memeorizzazione, non sono mai stata veramente "secchiona" però spesso mi sono sentita dire di essere una di quelle che leggono una cosa una volta e poi è lì, nella loro testa, disponibile per rielaborazioni e associazioni...in effetti ho conosciuto pochissime eccezioni (cervelloni fuori dal comune) che potevano permettersi di stare sui libri meno di me, con risultati parecchio più brillanti... Scusate la modestia ma questi sono i pensieri positivi che aumentano la sensazione di controllo e poi fanno produrre di più.
Un pò come dire, per usare un linguaggio comune: se mi approccio ad un piatto difficile da cucinare potrei scoprirmi un pò in ansia (una normale ansia da prestazione, quella sensazione che ti prepara ad una presetazione eccellente, ti mette sull'attenti) però se in questo momento focalizzo proprio la torta venuta male, quella volta che ho propinato ai miei ospiti una portata che non era nelle aspettative, se penso ai miei fallimenti, quella piccola ansia diventa vera preoccupazione e poi sicuramente si tradurra in gesti poco sicuri e infine in un disastro.
Nel momento in cui si approcia un compito e sicuramente meglio ponsare a tutte le volte che siamo stati bravissimi, sfiorare con la mente i nostri successi e così godere di un naturale senso di padronanza.
Ecco, ora le mie ricette sono molto veloci (cercherò di rifarmi nel finesettimana ma non è una promessa) e io sto pensando a come sono una bravissima studentessa che ha sempre superato tutto.
La ricetta che segue è svelta ma buona, sono quelle ricette furbe che con poche mosse e pochi ingredienti danno più allegria, sostanza e originalità al comune petto di pollo. Una carne che mi piace e che adoro alla piastra con poco condimento, ma che ogni tanto viene anche la voglia di ricettare vista la piattezza di una carne bianca, magra, generalmente un pò asciutta.
Uvette e marsala si accompagnano molto bene!


 Ingredienti:
300 g. di petto di pollo
2 manciatine di uva passa
mezzo bicchiere di marsala
2 dita di latte
1 rametto di rosmarino
25 g. di burro
farina, sale, pepe e olio evo qb

Mecolare vino e latte, aggiungere le uvette.
Affettare il petto di pollo in piccole fettine sottili (potete coprire le fette con carta forno e pesarle un pò con le mani per appiattirle bene). Infarinare bene su entrambi i lati.
In una padella capiente far fondere il burro insieme ad un filo d'olio d'oliva e il rosmarino spezzettato, appena il burro è caldo aggiungere le fettine di pollo e far rosolare bene da entrambi i lati, pepare e salare.
Quando la carne è ben dorata versare in padella il vino con tutto il resto, far asciugare a fuoco basso rigirando la carne ogni tanto.


Non che si leghi molto a questa ricetta, ma colgo l'occasione per farvi notare un contest molto carino perchè associa libri e cibo, è il contest di Elisa del blog Grembiule e presine, il contest si chiama book & cook, di seguito il banner se lo volete prelevare...


Adoro quei romanzi che ti lasciano scolpita nella mente l'immagine di un certo cibo, indissolubilmente legato ad una certa atmosfera, che ti fanno venire la voglia di provare a ricrearlo, cucinarlo e dare vita  a quella atmosfera che ti ha catturato...vi confesso che, pur essendo una gran lettrice, non ho ancora pensato alla ricetta/libro con cui partecipare!

Ringrazio Elisa anche per avermi donato un premio davvero grazioso...

 Regole...
1) rispondere alla domanda : che cos'è la semplicità?
per me è un 'valore' da costruire, curare, ricercare con le nostre scelte di vita, comportamenti ed emozioni, è la scelta della sincerità, dell'essenzialità, la capacità di capire cosa nella vità non è essenziale ma un finto bisogno indotto, è essere autentici e liberi

2) dedicare un'immagine a chi ti ha donato il premio
Gli regalo una delle mie opere d'arte preferite, l'albero della vita.


3) rigirare a 12 blogger
Adotto un sistema visto altrove e regalo il premio alle prime 12 blogger che mi commentano Elisa esclusa! scusate la furbata, ma il tempo è tiranno!

sabato 8 settembre 2012

Risotto salsiccia e zafferano grokkante

Questo è nato come un risotto della disperazione, contestualizzo: primo giorno libero dopo giorni intensi di lavoro, la vaga sensazione che frigor e armadietti fossero più vuoti che pieni, nessuna voglia di controllare per poi scappare a fare la spesa, un giretto col cane e l'ora di pranzo arriva velocemente...guardo ciò che c'è.
Frigor letteralmente vuoto a eccezione di uno yogurt e un pezzettino di burro, congelatore vuoto a eccezione del pezzettino di salsiccia che ho usato e qualche fagiolino congelato, nelle dispense pasta e riso, stop; non mi ero resa conto di essere così disperata! Non è proprio l'andamento di casa che idealizzo nella mia organizzazione immaginaria, o di quando ho tempo di star dietro a tutto.
Per fortuna noto l'ultima cipolla presente in casa e la bustina di zafferano e per un risotto va benissimo così.
Non sono una che fa mantecature super cariche di burro e formaggio grattuggiato, perchè credo che così facendo sia perfettamente inutile variare i gusti del risotto, stare li ad accostare verdure e brodi, tanto poi il formaggio copre tutto. Ma quel fiocchetto di burro e quella piccola manciatina di grana sono irrinunciabili, se non è leggermente cremoso per me non è un risotto, tanto vale che faccio il riso saltato. Il risotto è il risotto. Quelli all'onda con molto liquido non mi piacciono, sono difficile, i parametri sono molto precisi per me: chicchi bene al dente, lieve cremosità che li lega appena tra loro data la dose minima necessaria di burro e grana, ecco tutto.
Non avendo in casa il formaggio grattuggiato sono ricorsa al Grok, una soluzione niente male!




Ingredienti:
190 g. di riso arborio superfino  -  1 piccola cipolla
180 g. di salsiccia più o meno  -  1 bustina di zafferano
2 dita di birra chiara -  2 manciate di Grok gusto classico
brodo di carne qb  -  olio evo, pepe qb

Mettiamoci all'opera:
Ovviamente non c'è bisogno di dirvi come fare un risotto, comunque ho proceduto così.
Rosolare la cipolla, quando diventa trasparente aggiungere 2/3 della salsiccia sbriciolata e il riso, tostare il riso per qualche secondo e sfumare con la birra, quando evapora aggiungere il brodo poco alla volta fino a cottura del riso.
Intanto tagliare a tocchetti la salsiccia rimasta e abbrustolire in un secondo padellino con un filo d'olio, 10 minuti.
Una volta spento il riso aggiungere il burro e una manciata di Grok sbriciolato, mescolare. Impiattare il riso, aggiungere i tocchetti di salsiccia, il pepe e una sbriciolata di Grok.

mercoledì 5 settembre 2012

Pasta al forno con polpettine e caciotta

Ciao a tutti, mi scuso perchè so che da qualche giorno sono come svanita nel nulla, io stessa mi sono sentita svanita, persa non so dove... la sensazione per cui sai dove sei fisicamente, ti sposti in un ambiente e fai le azioni che il contesto richiede, ma l'anima non sa più bene qual'è il suo posto e i pernsieri fluttuano incostanti.
Abbandonando la vena troppo filosofica, vi dirò, i turni di lavoro dopo i tanti giorni liberi che ho avuto ad agosto sono qualcosa a cui mi ero disabituata, devastanti. Tra il turno di mattina e la notte ho sei ore libere, con il sonno arretrato, il cane da portare fuori, la casa da sistemare, i libri da aprire per prepararmi all'esame...e io stanca! Mi spiace perchè vedo tante di voi, tanti blog che amo, pubblicare post e io che non trovo i minuti per leggerli con calma. Mi sento in colpa per non passare da voi a lasciare qualche commento, passerò al più presto a salutarvi.
Il momento fresco e piovoso e l'ideale per riaccendere il forno e non è detto che solo un dolce può avere un effetto confortante, per me oggi l'ideale sarebbe una bella pasta al forno ricca, con le polpettine, il formaggio e la crosticina dorata!
Il piatto che propongo oggi è un ricordo di uno degli ultimi pranzi domenicali prima del grande caldo, che poi con l'afa non ho avuto nessuna voglia di postare, troppo inappropriato. Non avrei avuto assolutamente il tempo di cucinarmelo oggi (ho appena staccato la notte al lavoro), a pranzo mi accontenterò di una semplice pasta o un risotto, e poi, si torna al lavoro.
Per le mini polpettine ho usato l'ìimpasto che mi ero avanzato da un'altra ricetta, si trattava di questi involtini di lonza. Capita di fare il ripieno per qualcosa e accorgersi che ne avanza giusto un pochino e le polpettine da aggiungere al sugo per la pasta sono un ottima idea di recupero. Il fatto che il ripieno sia molto saporito, con la carne di maiale e l'aglio, va bene, da più sapore alla passata di pomodoro soprattutto se le polpettine non sono tantissime.




 Ingredienti:
Purtroppo non ho pesato le polpettine, comunque...
20 polpettine circa, la ricetta è del ripieno postato qui
50 g. di salsiccia - 100 g. di macinata di manzo
1 uovo - trito di prezzemolo e aglio - 1 manciata abbondante di grana
Per il sugo..
1 bottiglia di passata di pomodoro - 2 cucchiai di doppio concentrato
1 spicchio d'aglio - sale, pepe e olio evo qb - poco origano secco
300 g. di pasta corta
100 g. di caciotta - 50 g. di grana
Per la besciamella...
15 g. di burro - 10 g, di farina - 150 ml di latte
sale, pepe e noce moscata qb.
Dosi per quattro.

Mettiamoci all'opera:
Per le polpette impastare insieme le due carni con grana, uovo e aromi, adagiare le polpettine (circa 2 cm di diametro) su un piatto e riporre in frigor.
Per il sugo soffriggere lo spicchio d'aglio intero nell'olio, aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe e origano. Appena la passata inizia a sobollire agiungere le polpettine, eliminare l'aglio, coprire e far cuocere per una ventina di minuti mescolando ogni tanto. Aggiungere il concentrato qualche minuti prima di spegnere.
Lessare la pasta al dente, scolare due minuti prima del tempo. Mescolare al sugo e versare in una teglia capiente. Aggiungere la caciotta a cubetti.
Fare la besciamella. Fondere il burro senza farlo friggere, aggiungere la farina lontano dal fuoco e mescolare bene, a questo punto aggiungere il latte caldo (io nel micronde) riportare sul fuoco fino a ebollizione, quando inizia a sobbollire aggiungere sale, pepe e noce moscata a piacere.
Versare sulla pasta, spolverare di formaggio grattuggiato e infornare. 190° per una trentina di minuti, fino a quando è dorata a sufficienza.




domenica 19 agosto 2012

Pita Gyros e Tzatziki

Un paio di sere fa mi sono data per la prima volta alla cucina greca, ho iniziato con cose molto semplici come provare a fare la pita greca e il tzatziki, ingredienti fondamentali del gyros: un panino simile al kebab ma a a base di carne di maiale e salse greche, solitamente insieme a carne e verdura si aggiungono le patatine fritte, è il food street più comune in grecia.
Amo molto cercare di creare a casa i sapori delle altre cucine del mondo, anche se poi mi viene voglia, quasi sento il bisogno, di partire all'esplorazione, andarci veramente in un paese mai visitato prima (infatti non sono mai stata in Grecia, ho provato una volta un pita gyros in un take away a Praga). Per colpa delle mie sfortune, i lavori che trovo e il momento in cui li trovo, io e il mio ragazzo non abbiamo mai almeno un paio di settimane di ferie attaccate e insieme. Inoltre, devo informarmi bene su come fare con il cane, perchè lo devo per forza portare con me (nessuno me lo guarda e io non riesco a pensare di lasciarlo in una pensione, proprio no, lui morirebbe per venire con noi). Ma la prossima volta che abbiamo una settimana, lascio da parte la pigrizia, e organizzo un bel viaggio!
Tornando alla ricetta...
Devo dire che come primo esperimento il risultato è stato ottimo, ma immagino perfezionabile.
Primo, la cottura della pita, vorrei riuscire a gonfiarla e poi la crosta esterna più chiara. Secondo, proverò il tzatziki con l'aggiunta dell'aneto, che ho cercato in tre supermercati e non ho trovato.


Inizio a dirvi che il tzatziky è semplicissimo da fare, la base della salsa è lo yogurt greco, da non sostituire con un altro yogurt: è molto compatto, ha un sapore particolare e assolutamente adatto alle preparazioni salate. Allo yogurt si aggiungono aglio, sale, certioli grattuggiati quasi a purea, olio evo e una punta di aceto bianco. Tradizionalmente si può arricchire con vari aromi o spezie, con cipolla tritata o olive nere, ma più frequentemente con aneto o menta.
Si usa molto come accompagnamnto a piatti di carne e polpette, è un componente fondamentale del gyros.

La pita è quel pane più generalmente chiamato pane arabo. La pita, a differenza del pane arabo, è solitamente un pane tondo, morbido ed elastico, lievitato ma piatto. La pita è utilizzata per raccogliere sughi o salse come hummus di ceci, il baba ganush, per avvolgere sandwich come kebab, gyros e falafel (polpette egiziane).
Si può anche far gonfiare in forno in modo che le due pareti del pane si separino e che una volta sfornato si possa aprire come una tasca, è l'ideale se l'obiettivo è un panino superfarcito. Ma si usa anche la pita piatta arrotolata intorno alla farcitura per contenerla.
Farla gonfiare in forno non  è semplice come dirlo!

Ingredienti:
Per la pita, dosi per 4 panini..
125 g. di farina 00 e 125 g. di farina Manitoba
8 g. di lievito di birra fresco - 1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale - 1 cucchiaio abbondante di olio evo
150 ml di acqua tiepida

Per il tzatziky (basta per 4 panini)...
170 g. di yogurt greco - 2 spicchi d'aglio
mezzo cetriolo scarso - 2 cucchiai d'olio
1 cucchiaino di aceto bianco - sale qb
(aneto o menta freschi tritati facoltativo)

Per farcire due panini...
300 g. di carne di suino (io fettine di lonza)
mezzo pomodoro - mezza cipolla rossa
insalata lattuga o insalata mista a piacere
200 g. di patatine surgelate da friggere
olio di semi qb
olio evo, sale e pepe, burro qb

Mettiamoci all'opera:
Prima di tutto iniziare ad impastare la pita con l'anticipo necessario, almeno 2 ore e mezzo di lievitazione in tutto. Mescolare le due farine con il sale e l'olio. In una ciotola a parte sciogliere il lievito insieme a zucchero e acqua tiepida, coprire con pellicola e aspettare che si formi la classica schiumetta sulla superficie.
Unire i due composti e iniziare ad impastare, prima nella terrina e appena la pasta si compatta sulla spianatoia. Bisogna ottenere un composto molto liscio, elastico e compatto. Stirare la pasta con la mano, richiuderla su se stessa e stirare nuovamente. Ogni tanto batterla sul piano prendendola da una estremità. Almeno 10 minti.
Ungere lievemente la palla e coprire la ciotola con pellicola, riporre in forno spento a lievitare fino al raddoppiamento del volume, circa 2 ore.
Dividere in 4 parti e stendere al mattarello: 4 dischi di pochi millimetri di altezza e 20 cm circa di larghezza, circolari o leggermente ovali. Lasciarli appoggiati alla carta forno e aspettare che lievitino per alemno 40 minuti, dovrebbero alzarsi e gonfiarsi (i miei si sono gonfiati poco, forse perchè erano troppo unti, non lavorateli più del necessario).
Infornare a 250°, appoggiare sulla leccarda bollente e infornare per 4 minti, devono rimanere morbidi. per non farli gonfiare spennellarli con poca acqua emulsionata con l'olio (io ho saltato il passaggio ma non si sono gonfiati comunque).

Per il tzatziki, grattuggiare i cetrioli con le maglie molto piccole e strizzarli con l'aiuto di un colino per settacciare la farina. Tritare o schiacciare i due spicchi d'aglio. Poi mescolare con tutto il resto degli ingredienti e far riposare in frigor, coperto da pallicola, per almeno un oretta.

Per la carne riporre le fettine di lonza (o il pezzo di carne scelta) nel congelatore per una ventina di minuti, così poi è più facile da affettare sottilmente. Ridurre in striscette molto molto sottili.
Imburrare una teglia, distribuire la carne, salare, pepare e ungere con un filo d'olio evo.
Infornare a 190° per 30 minuti.
 
Affettare cipolla, pomodoro e insalata. Friggere le patatine. E via, potete comporre il vostro panino!

Bene, avete tutta la domenica davanti per provare anche voi! Buona domenica!

mercoledì 1 agosto 2012

Pollo croccante ai cereali

Con i cereali è sempre la stessa storia ormai da un bel pò: li compro con il proposito di eliminare merendine confezionate, torte, muffin e ciambelle per un periodo di colazioni leggere e qualcosa che possa assomigliare di più ad una dieta. Poi rimangono lì, mi guardano dal loro cartone e io evito di incrociarli, notarli e rendermi conto di tutti i dolcetti che invece ho spazzolato senza troppi pensieri.
Alla fine sto riuscendo a controllare un pochino il mio peso mangiando tutto quello che voglio, cercando però di ridurre le dosi (con tante camminate con il cane ed un lavoro impegnativo, soprattutto ora che siamo in montagna tutto il giorno).
Sono consapevole, e questo non lo posso ignorare, che non sto seguendo un'alimentazione ben bilanciata dal punto di vista delle proporzioni tra i vari tipi di alimenti.
Una colazione leggera con i cereali vorrebbe dire pochi grassi e zuccheri aggiunti, un frutto a metà mattina e poi più voglia di un insalatina per iniziare il pranzo. Una fetta o due di ciambella vuol dire niente spuntino di metà mattina e arrivare al pranzo potendo mangiare tranquillamente un piattino di pasta senza soffrire la fame.
Restando in tema, gli ultimi cereali sono diventati una panatura per friggere, si, dico friggere, il petto di pollo! Buonissimo! Questa si che è una fine degna per quei tristi cereali!
Giustamente penserete che un'insalta fresca sarebbe stato il contorno più adeguato...ma io ne ho approfittato per fare le melanzane impanate e fritte, era un sacco, tantissimo, che non le facevo e poi le ho sempre fatte al forno per la dieta, ma la crosticina che fanno da fritte non è proprio la stessa cosa, quindi, dato che da un paio d'anni me ne frego di tutto...via a impanare e firggere.
Immagino che questa idea sia perfetta per far felice qualche bimbo, oltre che il mio ragazzo!



Ingredienti:
250 g. di fettine di pollo - 1 uovo big
4 manciate di cereali - 2 pugnetti di grana
sale, pepe qb - olio di semi per friggere
farina 00 qb
Volendo...
1 melanzana lunga - 1 uovo
pangrattato, sale e pepe qb

Mettiamoci all'opera:
Dividere le fettine di pollo in tre o quattro parti in modo da avere del pezzetini piccoli (si può fare la stessa cosa anche tagliando il petto di pollo ma così è più semplice ottenere delle fettine molto sottili).
In un recipiente basso e largo sbriciolare a mano i cereali, aggiungere grana, sale e pepe e mescolare.
In un seocndo recipiente sbattere l'uovo con sale e pepe.
Infarinare leggermente ogni pezzettino di pollo, passare abbondantemente nell'uovo e poi nella panatura di cereali.
La panatura doppia mi è sembrata eccessiva e ho evitato. Ho messo da parte e sono passata a preparare la melanzana.
Affettare sottilmente la melanzana, passare ogni fetta nella farina, sbatterla bene per eliminare l'eccesso, passare nell'uovo e poi nel pangrattato.
Per friggere, versare abbondate olio in una normale padella, circa due dita. Quando l'olio è caldo, mettendoci dentro un semplice stuzzicadenti vedete che sfrigola e fa delle piccole bollicine tutte intorno, appena inizia a fare questo passate a friggere. Io nella stessa padella ho fritto prima la melanzana e poi il pollo.
Tamponare subito con la carta assorbente e impiattato.


sabato 30 giugno 2012

'Pucia e fasoi' o involtini di lonza con fagioli

Ecco un altra ricetta dal libricino della cucina lodigiana, l'ultima che ho pensato per il contest di Danita. Non è una ricetta molto estiva, e risale a settimana scorsa quando il caldo non era ancora così afoso, ma potete segnarvela per un'ocasione del prossimo autunno. Si tratta di involtini di lonza, con un ripieno molto ricco, cotti in umido con aggiunta di borlotti.
Alla fine per il mio compleanno ho deciso per una torta molto semplice e molto classica, la torta della nonna, da sempre per i miei compleanni, gira e rigira, ho fatto le torte più tradizionali ed elementari negli ingredienti. Sarà un mio chiodo fisso, e comunque questo genere di torte lo trovo estremamente confortante e soddisfacente, per me più di una torta multistrato superfarcita e decorata.
E sto pensando a qualcosina di semplice per utilizzare gli albumi...
Per oggi vi saluto!



Ingredienti:
6 fettine di lonza battute molto sottili
4 cucchai di passata e 2 di concentrato di pomodoro
2 foglie di salvia - 2 bicchieri di brodo
200 g. di fagioli borlotti già lessati
olio evo e burro qb - sale e pepe qb
Ripieno...
100 g. di carne macinata - 50 g. di salsiccia
1 uovo - 2 manciate di grana
1 spiscchio d'aglio tritato - prezzemolo

Mettiamoci all'opera:
Amalgamare gli ingredienti del ripieno fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Schiacciare una pallina di ripieno sulla fettina di lonza e arrotolare, fermare con un paio di stuzzicadenti o legare con lo spago.
In un tegame scaldare qualche cucchiaio d'olio con una noce di burro e far rosolare gli involtini su tutti i lati.
Versare il brodo, coprire e cuocere per 30 minuti. a questo punto aggiungere la passata e il concentrato e far andare per altri 10 minuti. Aggiungere i fagioli e cuocere per altri 20 minuti.
A questo punto togliere il coperchio, alzare il fuoco e far addensare il sughetto per qualche minuto.

Io ho accompagnato, come prevede la tradizione con del semplice purè.


Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita

lunedì 25 giugno 2012

'Pulpete de pulin' o involtini di tacchino

Quando mi sono messa ha pensare al contest di Danita ( del blog Leccornie di Danita) ho realizzato che la cosa più ovvia da fare fosse cercare qualche ricetta tradizionale della mia regione, la Lombardia, se non anche della mia città, io sono lodigiana.
Alla fine, nonostante mi venissero in mente certe ricette della mamma, della nonna o della zia, non sapevo dire se fossero tradizionali, nel senso "storiche" o se fossero rivisitate, le ricette di casa più che altro. Mi mancavano i "testi" su cui leggere.
La cosa più ovvia in questi casi sarebbe recarsi dalla mia zia, la nonna purtroppo non c'è più, ma mia zia ne sa tanto quanto ne sapeva mia nonna ed è una fonte inesauribile di informazioni culinarie.
Ma, appena prima delle ferie, è venuto in soccorso un piccolissimo libricino, vecchio e molto ingiallito, che perde pagine qua e là, di cui mi ha gentilemente fornito la mia mamma. Non so di preciso come sia finito in casa nostra, cioè, intendo dire in casa dei miei, ma giudicando l'ingiallimento e gli anni di vita mi è sembrata una fonte affidabile di ricette storiche.
Il libricino è tutto dedicato alla cucina lodigiana, se non si fosse capito! Con tanto di nome della pietanza in dialetto, e dei modi di chiamare gli ingredienti... filo di refe sarebbe lo spago, pulin è il tacchino, ma fondamentalmente comprensibile!
Ho puntato subito quattro ricettine proprio carine, contest o non contest, sarà mia premura provarle tutte e condividerle con la blogsfera. Inizio da questi semplici involtini di tacchino, certo che la salvia con la carne mi ha rievocato un sapore familiare che stava andando perdendosi ... quando si dice le cose semplici di una volta ...


Ingredienti:
4 fettine di fesa di tacchino sottili - 4 foglie di salvia
4 fette di prosciutto cotto non troppo magro
4 fette di pancetta tagliata sottile
1/2 bicchiere di vino bianco - 1 bicchiere di brodo
sale, pepe, olio e burro qb
Dosi per 2 persone, 4 involtini

Contorno (facoltativo)
4 piccole zucchine bianche - 1 aglio in camicia
2 folgie di salvia spezzettate - olio qb

Mettiamoci all'opera:
Battere le fettine di con il pestacarne per averle molto sottili. Appoggiare su ogni fettina di tacchino, la fetta di prosciutto e poi la foglia di salvia (deve essere grande), arrotolare bene.
A questo punto fasciare ogni involtino con la fetta di pancetta e fermare con uno stecchino o legando con lo spago da cucina.
Nella padella antiaderende mettere a scaldare 2-3 cucchiai di olio evo con 20 g. circa di burro (la cucina della nonna lodigiana arriva a prevedere 100 ml di olio e 100 g. di burro!!! ovviamente nelle odierne pentole antiaderenti sono tutti grassi inutili). Se avete ancora qualche foglia di salvia potete aggiungerla anche al fondo di cottura.
Prima che i grassi inizino a friggere, rosolare gli involtini su entrambi i lati e sfumare con il vino, alzando la fiamma per farlo evaporare, aggiungere il brodo e coprire. Lasciar andare a fuoco medio almeno per una trentina di minuti, togliare il coperchio e far asciugare i liquidi a fuoco lento.
Io nel frattempo ho saltato le zucchine per 5 minuti in padella con olio, aglio in camicia e salvia spezzettata.
Altri contorni molto tradizionali sarebbero il purè fatto in casa e l'insalata.


Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita


 
Con questa ricetta partecipo anche al contest di Francesca del blog In casa del padrone ogni giorno è festa

martedì 29 maggio 2012

Involtini di tacchino, bacon e pistacchi

Lo sapete già che sono dipendente dai cani? Che per i cani farei di tutto e il mio lo amo come un bambino?
Della serie "hai cani manca solo la parola", io non sono proprio daccordo ... trovo che il loro linguaggio fatto di comunicazione non verbale sia già sufficientemente semplice, diretto e capace di comunicare tanto, sta a noi capirli prestando l'attenzione che ci vuole, perchè siamo specie con linguaggi diversi.
Stamattina gli occhi e il comportamento del mio cane mi dicevano "ho fatto una cosa che non mi piace, mi sento giù" (ha sporcato il soggiorno perchè è stato un pò male, avrà mangiato qualcosa mentre l'ho lasciato libero ieri). Era nascosto dietro ad una sedia e non è venuto a farmi le feste, col musetto guardava il suo danno e poi controllava la mia faccia, è rimasto mogio finchè non ho fatto sparire tutto e ho pulito, solo allora ha scodinzolato lievemente ma è andato a isolarsi sul balcone. Io non l'ho mai, mai, mai sgridato per quando sporca (le cose tipo "metti il muso nella pipì e urla: no" sono stupidaggini, avrete solo umiliato il vostro cane che prima o poi lo rifarà, e comunque non approvo i metodi educativi basati sull'umiliazione), il mio però sporca solo quando sta male, praticamente mai, anche a quattro mesi mi chiedeva di uscire.
Tutto quello che lui fa educatamente gliel'ho insegnato premiandolo quando fa bene, e ignorando quando fa male. Noi del nostro cane abbiamo immenso rispetto, questo ha fatto si che il suo carattere si esprimesse al meglio: è educato, si lascia addestrare, ci adora, si fida di noi completamente e si fa manipolare in tutti i modi, spesso è calmo come un pupazzo appoggiato dove dici tu. Ci sono anche i momenti che abbaia ovvio! alle cose che "non lo convincono": rumore, una persona vestita strana, ecc... la lista è lunga e sempre in evoluzione!!! Per costruire il rapporto che volevo con il mio cane mi sono fatta supportare: corso di educazione di base, educazione avanzata, basi di clicker trainig e agility ...
Ogni tanto, come stamattina, mentalmente chiedo scusa a Ruspa, il cane che ho avuto prima, una fobica del canile da riabilitare, perchè ero immatura e su lei non ho investito tanto ... era felice e aveva una casa, una famiglia, è uscita dal canile ; ma con lei non avevo un rapporto speciale. 
Ma passiamo alla ricetta ...


Oggi vada per un secondo!
Vi lascio velocemente un idea per pranzo che io ho trovato niente male, dei semplici involtini di tacchino, pancetta e formaggio, con l'aggiunta di pistacchi sbriciolati. Avevo visto una ricetta simile, non l'ho seguita, in realtà erano diversi tutti gli ingredienti, ma mi ricordo che prevedeva le noci ... bè mi sa che proverò anche quelle ma prima ero troppo curiosa dei pistacchi con la carne, buoni!


Ingredienti:
2 grosse fette di fesa di tacchino, tagliate a metà e pestate sottili
40 g. di paistacchi grossolanamente sbriciolati
8 fette di bacon (o pancetta affumicata) - 4 piccole fette di edamer
grana padano, sale e pepe qb
1 tazzina di vino bianco - 1 bicchiere di latte

Mettiamoci all'opera:
Passare le fettine di tacchino con sale, pepe; spolverare con grana e pistacchi sbriciolati.
Appoggiare due fettine di bacon e al centro quella di formaggio.
Arrotolare, io ho fermato ogni involtino alle estremità con due stuzzicadenti.
Rosolare in un filo d'olio e sfumare con il vino, quendo evapora aggiungere il latte, coprire e portare a cottura: una mezz'ora. Se è avanzata un pò di granella di pistacchi aggiungerla nella pentola. Aggiustare di sale e pepe.
Scoprire e far asciugare un pò il sughetto (se in invece il latte evapora prima, dipende molto dalla pentola, aggiungerne un mezzo bicchiere).

Con questa ricetta, che ho trovato gustosissimi, desidero partecipare al contest di Valentina del blog "La cucina che vale": farina del mio sacco