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Visualizzazione post con etichetta Mandorle. Mostra tutti i post
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domenica 1 settembre 2013

Spalmabile alla melanzana e mandorle

Con tutte le cose di cui potevo preoccuparmi che mi mancassero, non so perchè, nei primi passi da vegana mi ossessionava l'idea di non sapere più che mettere in piadine e panini o spalmare su una fetta di pane (che poi invece è un un problema inesistente come tutti quelli che ho incontrato fino ad ora). Mi rendo conto che per quest'estate ho collazionato una bella serie di ricette spalmabili, una bella lista e tutte buonissime (cliccare e cucinare per credere):.
patè di piselli e basilico, formaggio di anacardi, hummus di ceci, patè di lenticchie, patè di carote e nocciole, guacamole...
Quello che mi stupisce è che non mi sono ancora stufata e quando ho visto la ricetta dei questo simil formaggio alla melanzana arrostita non ho potuto far tacere la mia dipendenza da spalmabili vegetali e in 24 ore era sulla mia tavola (nella piadina al farro con insalata di spinacino). Buonissimo, gli ingredienti mi sembravano ottimi e non avevo dubbi sulla riuscita, ringrazio Consuelo per l'idea!
Come il formaggio di anacardi, anche questo spalmabile, è molto versatile, infatti la prossima volta penso di condirci un bel piatto di pasta.


Ingredienti:
1 melanzana
50/60 g. di mandorle intere
succo di 1/2 limone
erba cipollina (o basilico)
sale, pepe (o una punta di peperoncino)
aglio (facoltativo)

Cinque ore prima di frullare il vostro formaggio mettete in ammollo le mandorle.
Tagliare la melanzana a metà, per il lungo, appoggiare su una teglia rivestita di alluminio o carta forno, la polpa rivolta verso l'alto e infornare a 200° per una quarantina di minuti.
In un contenitore alto unire mandorle scolate, la polpa della melanzana, il succo di limone, erba cipollina (in alternativa basilico), sale, pepe, poco aglio tritato e frullare bene. Spostare il composto in frigor, pressare in un piccolo contenitore in modo che risulti compatto una volta che ha riposato in frigor qualche ora (almeno un'ora).

mercoledì 28 agosto 2013

Crostata alle pere, fondente e mandorle

Questa crostata è buonissima, la frolla all'olio senza uova è l'ideale per un bel ripieno di frutta e cioccolato, così buona che questo fine settimana me la rifaccio (ho la scusa, bisogna salutare una persona che parte per un bel pò). La faccio tutti gli anni per il compleanno del mio ragazzo e quest'anno era la prima volta che questa torta doveva essere vegana. Ha passato il test. La frolla non è burrosa, ma questa non mi è mai sembrata una grande perdita, per renderla più interessante ho sostituito parte della farina con le mandorle tritate. Oggettivamente buonissima (per tutte le ricette vegan ben riuscite la modestia va messa da parte, tanto orgoglio vegano)! La ricetta della frolla è di Montersino, il mio zampino l'ho già specificato!
Per chi mi ha scritto in privato chiedendomi come si sta da vegani, se la salute migliora, se si devono prendere integratori oggi mi sento di raccontare che ho preso la mia prima pastiglina di B12. Mi sono informata molto e credo che tutte le altre carenze dipendono da noi, si possono evitare se si segue una dieta corretta, ce le possiamo causare trascurando cibi importanti, non prestando attenzione alle qualità nutritive di ciò che mangiamo. Per la B12 non vale questo discorso, non dipende da noi, il mondo intero 'soffre' una carenza di questa vitamina dovuto a impoverimento dei terreni, all'abitudine di lavare bene i cibi che si mangiano, anche la carne che compriamo è quella di un animale che ha assunto un integratore perchè altrimenti attraverso il mangime ordinario non avrebbe assunto i minerali necessari per dare valore nutritivo alla sua carne...io per sicurezza ho deciso di ricorrere all'integratore come misura preventiva, così non dovrò mai intervenire su una futura carenza di una vitamina essenziale per il sistema nervoso (dopo aver sentito raccontare di una ex vegana che ha smesso a causa di questa carenza ho deciso di non prendermela più comoda).
Questo per prudenza. In generale non ho mai preso integratori ma non ne ho mai avuto meno bisogno! Devo dire che da quando sono vegana sono dimagrita un pò, mi si è attenuata l'allergia con tutti i suoi sintomi, non ho più sofferto dell'asma che in genere a luglio mi accompagnava inevitabilmente, in genere ho più energia e concentrazione, tendo a fare pensieri più positivi e sappiate che si sono dimezzati anche i dolori del ciclo.
Chiudi la parentesi e vi lascio la torta!



Ingredienti:
120 g. di mandorle tritate (farina di mandorle) e 380 g. di farina 00
(la ricetta originale prevede 500 di farina di farro)
200 g. di zucchero di canna
70 ml di olio evo
70 ml di olio di semi
125 g. di aqua
12 g. di lievito chimico per dolci
scorza di limone bio
pizzico di sale
per il ripieno
120 g. di cioccolato fondente
5 pere mediamente mature
3-4 biscotti digestive
2 manciate di mandorle tritate
2 cucchiai di zucchero di canna

Ho impastato la frolla servendomi del robot da cucina. Prima ho tritato finemente le mandorle riducendole a farina, ha aggiunto farina 00 e zucchero e azionato in modo da rendere più fine lo zucchero di canna grezzo. Ho aggiunto la scorza, il sale, il lievito. Ho unito per ultimi olio e acqua. Ho azionato fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, è molto morbida ma si rassoda in frigor dove deve riposare a lungo (io la mattina per la sera).
Ho ripreso la pasta e l'ho lavorata subito usandone 1/2 per il disco inferiore (teglia da 26 cm di diametro rivesita di carta forno, la pasta l'ho setsa direttamente sul disco di carta forno con cui poi ho rivestito la teglia a cerniera). Sulla pasta ho proceduto con gli stati di farcitura: qualche manciata di biscotti e mandorle tritate, le pere a fettine, il cioccolato tritato e un cucchiaio di zucchero di canna.
Ho chiuso con un secondo disco di frolla premendo bene i bordi. Bucherellato con una forchetta e infornato a 165° per 40 minuti.

venerdì 23 agosto 2013

Tartufini datteri e mandorle

Sto preparando una crostata per il compleanno del mio compagno (frolla veg alle mandorle e ripieno di fondente e pere) e così mi sono tornati in mente questi dolcetti che non avevo ancora postato.
Questi sono I TARTUFINI con tutte le maiuscole, davvero troppo buoni tanto che sono in programma per Natale in compagnia, non posso rifarli prima perchè ne mangerei una vagonata (parentesi, io sto iniziando a pensare all'autunno, alla zucca, al Natale e a come farò a farmi un bel pandoro vegan senza pasta madre...ciao estate, sei la mia preferita, ma anche la zucca e il Natale).
Intanto sbrigo la faccenda dei meriti. La prima volta che ho letto la ricetta dei baci raw è stato su 'La Dieta di Eva' a base di uva passa e mandorle, l'idea dei datteri mi è venuta leggendo il blog della mia 'nocciolina' preferita, inoltre ho visto usare mandorle e datteri come base per la raw cheesecake da Cesca...io ho messo il mio zampino: crema di mandorle, sa leggermente di burro salato, leggermente di burro di noccioline e soprattutto di mandorle, troppo buona (è della Rapunzel e la trovate da Naturasì, vale la pena provarla almeno una volta!).
Questi dolcetti non prevedono cottura, si tratta solo di tritare insieme, finemente, datteri morbidi e mandorle. Poi si fanno le palline e si rotola in cacao o farina di cocco. A chi pensa che gli ingredienti siano troppo minimal consiglio vivamente di provare!


Ingredienti:
200 g. di datteri morbidi
200 g. di mandorle (con o senza pelle, fate voi, io con)
1 cucchiaio di sciroppo di agave
2 cucchiai di crema di mandorle (facoltativo, ma buono buono)
cocco grattuggiato
cacao amaro

Snocciolare i datteri, unire le mandorle e tutto il resto. Versare nel robot da cucina o comunque in un tritatutto abbastanza capiente e azionare fino ad ottenere un impasto leggermente granuloso ma omogeneo e legato. Con i palmi delle mani formare delle palline grandezza di una noce, rotolare in cacao o cocco.
Io li ho conservati in frigorifero dove migliorano e diventano leggermente più compatti.


Ho letto questa frase in giro per il web, ve la lascio come saluto di fine post, mi sembra possa far riflettere...
"Tutti gli esseri viventi tremano di fronte alla violenza, tutti temono la morte, tutti amano la vita. Perchè chi ha aperto gli occhi una volta non li chiuderà mai più"

giovedì 20 giugno 2013

Risotto con zucca delicata e burro di mandorle

Io, avendo trovato ancora qualche zucca biologica da Naturasì, vista la curiosità di provare questa 'zucca delicata', mi sono fatta un bel risotto anche senza aspettare che torni l'autunno. Non so di preciso che genere di zucca ho acquistato perchè mi sembra che la zucca delicata in realtà abbia una buccia con striature verdi, mentre la mia zucca era tutta giallino pallido, con la buccia liscia e molto sottile. Il sapore è più dolce, ma non di una zucca fuori stagione, era buona! Mie amate zucchette, adesso però ci rivediamo a settembre...
Il burro di mandorla è una soluzione tra le tante per mantecare un risotto vegetale, solo nel caso non ci si accontenti dell'amido rilasciato dal riso e si voglia qualcosa di più cremoso. Io sono della 'scuola' per cui la mantecatura finale non è importante e spesso copre gli altri sapori, a casa mia (ammetto per motivi dietetici) non si aggiungeva mai burro e grana, al massimo un cucchiaino una volta che il piatto era in tavola. Ho iniziato a fare mantecature 'pesanti' per il mio ragazzo abituato a gusti meno light...però per me i risotti alla fin fine avevano tutti lo stesso sapore. Ho iniziato così a mantecare ogni volta con un formaggio diverso, una volta grana, un'altra un formaggio cremoso...ma quando sono tornata al tutto vegetale il mio ragazzo non si è nemmeno accorto! I palati si abituano subito, non c'è nessuna esigenza di esasperare le papille gustative con cose pesanti e salate.
Il burro di mandorla è una delle ricettine che mi sono portata a casa dal corso dello chef Salvini, proprio lui l'ha consigliato per mantecare il risotto. Un burro molto delicato la cui consistenza dipende molto dal rapporto tra acqua e olio aggiunti alle mandorle, e dalla potenza dello strumento scelto per tritare. Io ho dovuto arrangiarmi con un minipimer e non mi è venuto bello liscio liscio, ricorda un pò un formaggio alle mandorle, comunque buonissimo, un'idea davvero carina per dare qualcosa in più ad una ricetta (aggiungere un pò di 'cicciosità'). Volendo questo burro si può insaporire con sale, pepe o qualche erbetta.
Peccato non aver fotografato il piatto presentato dallo chef, fa delle magie, una cucina tutta vegetale, tutta salutare, priva di vino o insaporitori come il dado eppure eccezionalmente buona.


Ingredienti:
200 g. di riso arborio
1 piccola zucca bio
1 rametto di rosmarino
2 foglie di alloro
1/2 cipolla
50 g. di mandorle
35 ml di acqua
15 ml di olio di semi
scorza di mezzo limone bio
1 dado vegetale bio
brodo vegetale, olio evo, sale e pepe qb

Per il burro frullare le mandorle spellate con acqua e olio di semi fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo, potete regolarne la consistenza: con più acqua rispetto all'olio verrà più simile ad una crema, incrementando l'olio verrà più compatto proprio come un burro morbido. Le proporzioni totali devono essere sempre 50% di mandorle e 50% di liquidi tra olio e acqua. Una volta frullato riporre in frigor.
Pulire la zucca e ridurre a piccoli cubetti, tritare la cipolla e soffriggere in un filo d'olio evo, aggiungere rosmarino e alloro, poi la zucca, poco brodo e cuocere con il coperchio per 5 minuti. Aggiungere il riso e portare a cottura aggiungendo poco a brodo alla volta.
Un paio di minuti prima della cottura spegnere, aggiungere il burro di mandorla, il pepe, la scorza di limone e lasciar riposare qualche minuto prima di impiattare.


sabato 18 maggio 2013

Latte di mandorle, pasta con pomodorini e okara

Ragazze (anche ragazzi ma solitamente ragazze!) scusate le lunghe assenze ma è un periodo in cui ho perso completamente la facoltà di governare il mio tempo, mi sembra di correre sempre! Il mio ottimismo, che già di norma non è molto spiccato, penso sia andato a farsi una lunga vacanza.
In realtà la mia mente è fervida come sempre, ho mille cose che vorrei leggere. diverse da studiare, tanti cibi da sperimentare, è trovare il modo di inserire questi progettini all'interno delle giornate e delle settimane che ultimamente mi riesce difficile. La mia pasta madre si è arresa al rinfresco settimanale e al suo unico scopo di servirmi per la solita pizza o una pita fatta in padella con gli avanzi del rinfresco (che comunque viene in modo eccellente e che una delle prossime volte posterò). Eh si, in questo periodo nella casa della carotina si arranca, ma si sopravvive.
La settimana in cui ero bloccata per tonsillite ne ho approfittato per provare a fare il latte di mandorla in casa, non è venuto male: aveva il colore e la densità tipica del latte, un sapore leggermente dolce, gradevole. Ma vi dirò la verità, proverò a farlo di nuovo aggiungendo qualcosa, perchè non aveva l'aroma bello deciso che ha il latte di mandorla confezionato. Il pregio è che essendo molto delicato è l'ideale per ricette salate: una besciamella vegetale, una crema di verdura, ...Il procedimento è velocissimo, frullare mandorle e acqua e poi filtrare il composto ottenuto, nella garza/tovagliolo di cotone che avrete usato per filtrare il latte vi resterà l'okara, cioè in questo caso polpa di mandorle. L'ho usato per dare cremosità ad una semplice pasta ai pomodorini e il risultato è stato fantasticamente vicino ad una pasta con la ricotta, davvero da provare!


Ingredienti:
100 g. di mandorle con pelle
600 ml di acqua
per la pasta, per due persone...
200 g. di pomodorini, più o meno
200 g. di farfalle integrali
1 spicchio d'aglio (per me due)
sale, pepe, olio evo
l'okara che vi resta dalla preparazione del latte

Per il latte di mandorle, dosi e procedimento, ho seguito le indicazioni di Cristina. La sera mettere in ammollo le mandorle in acqua fredda così da poterle spellare facilmente la mattina seguente, l'operazione dovrebbe essere facilissima ( io avevo in casa un pacchettino di mandorle spellate da 100 g. e ho 'barato' ma le mandorle con la pelle hanno più sapore).
Mettere le mandorle spellate in recipiente alto, aggiungere 600 ml di acqua e frullare con il minipimer, fino ad ottenere un latte bianchissimo. Filtrare con una garza o un fazzoletto di cotone lavato senza ammorbidente, che non sappia di detersivi (per lavarlo va semplicemente fatto bollire un pochino in acqua, magari con del bicarbonato) appoggiato sul colino. Mescolare delicatamente con un cucchiaino e far colare tutto il latte, nel fazzoletto devono rimanere solo le mandorle tritate.
Lo scarto delle mandorle lo potete usare in molti modi: come un veg parmigiano, spalmato sul pane condito con olio, sale e erbette..io ho provato a condirci la pasta.
Buttare la pasta in acqua bollente. Far scaldare un paio di cucchiai di olio evo in padella con l'aglio finemente tritato. Dopo un minuti aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Appena prima di scolare la pasta aggiungere la pomodoro l'okara condito con sale e pepe, Mescolare alla pasta e servire.



martedì 7 maggio 2013

Patè di lenticchie rosse, basilico e frutta secca

Quando non so come cucinarmi i legumi mi faccio delle belle cremine da spalmare dove mi pare, i legumi sono la mia principale fonte proteica e io li mangiavo volentieri già da piccolina. Cambiare la mia dispensa è stato un gioco da ragazzi. Ho due grosse scatole di latta, una per i legumi e una per i cereali. La mia dispensa proteica è sempre ben fornita di: ceci secchi, fagioli borlotti secchi e un secondo tipo variabile di fagiolo, lenticchie classiche che richiedono ammollo, lenticchie rosse per quando voglio fare qualcosa di veloce e non ho calcolato l'ammollo, in pratica ho sempre 5 tipi di legumi fissi in dispensa, chiamiamoli quelli 'base' e ogni giorno della settimana ne è previsto uno diverso...sono organizzata io! Maniacale?! No, sulla base dei miei studi, non credo!
Pensare che fino a circa tre mesi nello stesso armadietto stazionava solo qualche latta di legumi in scatola, c'erano sempre, ma in confronto ad ora erano davvero due tristi latte. Adesso quelli in latta non li acquisto più per diverse ragioni, le sostanze non salutari presenti nei liquidi di conservazione, la perdita di principi nutritivi molto più elevata rispetto ai legumi secchi trattati in casa, il fatto che sotto sotto di quello che inscatola l'industria è meglio  non fidarsi e i legumi secchi hanno più 'trasparenza' (meglio se bio, ma io non compro tutto bio, solo ogni tanto per variare).
Cuocere i legumi non ruba poi molto tempo, il mio trucco è cucinarli in un momento della giornata in cui sono ferma in casa per un'ora abbondante: se stiro e faccio le pulizie, la sera se sono incollata alla tv...è solo questione di organizzazione.
Questo patè di lenticchie è veloce e buonissimo, una libera interpretazione ancora dal libro 'La dieta di Eva'. La base sono le lenticchie rosse, il colore è proprio quello marroncino classico perchè ho aggiunto qualche noce e del basilico fresco e ovviamente il composto non è rimasto arancione....ma che buono!


Ingredienti:
1 bicchiere scarso di lenticchie rosse decorticate
1/2 cipolla dorata
1 piccola carota
1 piccolo spicchio d'aglio
2 manciate di mandorle
1 piccola manciata di noci
4 ciuffi di basilico fresco
1 cucchiaino di aceto di mele
2-3 cucchiai di olio evo
brodo vegetale, sale, pepe qb

Tritare cipolla, aglio e carota e soffriggere in un filo d'olio, dopo pochi minuti aggiungere le lenticchie. Portare a cottura versando un mestolo di brodo vegetale alla volta fino ad assorbimento, come un risotto, però usare il coperchio per limitare la necessità di liquidi. Il tempo di cottura è di circa 15-20 minuti.
In un recipiente alto versare una parte di lenticchie, la frutta secca grossolanamente tritata al coltello, i ciuffi di basilico, le restanti lenticchie e l'aceto (l'aceto non eliminatelo, dona una nota particolare). Frullare brevemente con il minipimer aiutandosi con un filo d'olio evo. Ottenere un composto abbastanza omogeneo e far riposare in frigor per compattarsi ulteriormente.

lunedì 15 aprile 2013

Spaghetti al ragù bianco con zafferano e mandorle

Per questo post avevo in mente una bella pagnotta di pane bianco, il pane cafone con la pasta madre che ho fatto questo finesettimana, una pagnotta bellissima, ma mi sono resa conto ora (quando ne è rimasto solo un ultimo pezzettino) che non ho fatto le foto! La rifarò con piacere la prossima domenica...quando il contest sarà concluso, mancano solo due giorni per le ultime ricette!!!
Per oggi un bel primo piatto/piatto unico, ultimamente faccio pochi dolci, un ragù bianco a base di fiocchi di soia, insaporiti con scalogno, zafferano, uvetta passa e mandorle...ha superato a pieni voti l'assaggio del compagno di vita onnivoro che l'ha reputato saporitissimo e particolare. Mi sono ispirata a questa ricetta di Dani, che ho replicato quasi in tutto e per tutto, salvo il fatto di veganizzarla con la soia e di aggiungere il tocco lievemente agrodolce dell'uvetta passa.
Questo genere di piatti con la soia non sono certo miei alimenti abituali, il ritmo con cui posto ricette è rallentato visto che spesso mangio in modo molto semplice: legumi conditi, piatti di riso integrale con verdure, pasti di sola frutta e ortaggi. E spesso sento la necessità di semplificare ancora di più, ingredienti il più possibile crudi, integri e poco trattati, controllo dei grassi...non faccio ricette 'da blog' molto spesso perchè mi concentro maggiormente sul bilanciare la dieta pittosto che sul elaborare le ricette.
Inoltre la soia non è qualcosa che un vegano dovrebbe considerare ingrediente di cui non si può fare a meno, più che altro si tratta di uno sfizio, per farsi ogni tanto qualcosa un pò diverso dal solito, variare un pò i sapori...ma un prodotto così elaborato e 'lontano dalla fonte' fatto appositamente per imitare la carne fa pensare che i vegani siano persone sempre alle prese con la mancanza della carne e alla ricerca dei suoi surrogati, ma lo giuro, la mancanza della carne non l'ho mai sentita e non ho la nostalgia di un ragù di carne, mi faccio un sugo alle verdure, classicamente parte della dieta mediterranea...ultimamente ho letto una frase che mi ha colpito molto sulla dieta vegana, che è fatta dalla conquista dell'indipendenza da cibi e cotture che non fanno bene...una conquista di un'alimentazione migliore, una crescita, non una mancanza...

   
Ingredienti:
200g. di spaghetti
100 g. di fiocchi di soia secchi
2 scalogni
1 manciatina di uvetta
1 manciatina di mandorle spellate
1 cucchiaio scarso di farina di ceci
1/3 di bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano
olio evo, pepe e veg parmigiano
brodo vegetale
per due

Buttare la soia in brodo bollente per farla reidratare (10 minuti più 10 a fuoco spento) passati i 20 minuti scolare bene.
In una padella capiente soffriggere gli scalogno con poco olio, aggiungere le uvette e la soia, sfumare con il vino e aggiungere il cucchiaio di farina vendo cura di scioglierlo bene insieme ai liquidi, far asciugare lentamente il ragù in modo che la soia assorba i sapori. 
Nel frattempo cuocere gli spaghetti, scolare e far saltare in padella con il condimento aggiungendo una lieve spolverata di pepe e veg parmigiano (facoltativo). Inpiattare con aggiunta di mandorle grossolanamente tritate la coltello, precedentemente tostate qualche istante.

Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday organizzato dalla Cucina ella Capra




giovedì 4 aprile 2013

Penne zucchine e zenzero con veg parmigiano

Anche in questo post condivido un'alternativa vegana ad un'alimento che si potrebbe ritenere una di quelle cose che ci sono sempre in frigor, con mille usi in cucina, simbolo di italianità e difficile da eliminare dalla lista della spesa: il formaggio grattuggiato. Anche per questo ho sperimentato una simil preparazione che secondo me, che non amo particolarmente il grana, è persino più buona.
Ho trovato questa ricetta in giro per il web con i nomi di 'finto parmigiano' o 'parmigiano vegan', non è parmigiano, non si può dire che i nomi siano adeguati...ma il bello di questo composto sbricioloso e leggermente umido è che assolve alla perfezione la stessa funzionalità di un grana, dona salinità e molto gusto, è leggermente umido per via degli olii rilasciati dai semi e dalle mandorle tritate, è decisamente più salutare e si può usare per tutte le ricette in cui in passato avrei messo del formaggio grattuggiato. Non aspettatevi proprio il grana padano, non è di magia che stiamo parlando, è ovvio che il sapore non è identico.
Questo simil parmigiano è composto per il 50% di lievito alimentare in scaglie (si tratta di lievito di birra essicato che non è più in grado di fermentare), è un ottimo integratore alimentare perchè fonte ricchissima di proteine, vitamine del gruppo B, fibre e minerali. Anche se non è una fonte affidabile per la problematica B12. Già da solo è un condimento saporito alternativo ai latticini, tritato con mandorle, erbe, sali o altri aromi diventa il massimo. Io l'ho metto anche nell'insalata, in questo caso l'ho usato per una pasta con zucchine e zenzero.
Oggi ho vissuto attimi di terrore perchè il mio cane purtroppo ha addentato un piccolo riccio, mentre la piccola rispetta i no ed è facilissimo farle mollare la presa, con lui è un disastro, serra di più i denti e non c'è verso (ho provato in mille modi e con mille distrazioni diverse, ma lui lo sa e tiene duro!) solo che questa volta invece che spazzatura o un animale già morto c'era un riccino vivo e spaventato e io per la paura di vedere sangue stavo impazzendo. Non so bene come sono riuscita a farglielo sputare. E lui ciccino è rotolato sul maciapiede ed è rimasto immobile, lì dove si è fermato. Prima e dopo le ore di lavoro sono andata a controllare, si è spostato nell'erba li vicino, sembra che non sia ferito ma cammina poco e lentamente, gli ho lasciato pezzettini di verdura e frutta...e mi sento tremendamente in colpa! Non so nemmeno capire se è grave o meno. Quando sono tornata con la mela si è fatto accarezzare il musetto e l'ha annusata dalla mia mano, è proprio vero che gli animali sono sorprendenti (non solo i cani sono speciali).


Ingredienti:
200 g. di penne integrali
3 o 4 zucchine
1 pezzettino di zenzero fresco
1 scalogno
1 tazzina di vino bianco

per il veg parmigiano
50 g. di lievito alimentare in scaglie
50 g. di mandorle spellate
2 cucchiai colmi di semi di lino
2 cucchiai colmi di semi di sesamo
1/2 cucchiaino di sale

Per il finto parmigiano unire tutti gli ingredienti e tritare il tutto quanto basta per ottenere un composto omogeneo e granuloso.
Tagliare le zucchine a metà per il lungo e poi a mezze rondelle sottilissime. Soffriggere lo scalgono tritato per un paio di minuti con un goccio di acqua. Aggiungere le zucchine, sfumare con il vino e cuocere per una decina di minuti. Dopo cinque minuti aggiungere lo zenzero grattuggiato.  Intanto buttare le penne in acqua bollente e salata. Scolare, saltare con il condimento e un cucchiaio di veg parmigiano.




mercoledì 13 febbraio 2013

Cuori al marzapane e frollini al cocco

Ehm...il terzo dolce in quattro giorni, ma penso saprete trovare il modo di perdonarmi, queste due ricettine ha senso postarle oggi visto che domani è San Valentino. Lo dico solo perchè ho scelto la forma di cuore.
San valentino è una di quelle classiche feste dettate dal consumismo sfrenato il cui senso di esistere sarrebbe più che altro quello di non esistere: comprare prodotti costosi solo perchè ci hanno stampato sopra un cuore...Non ha proprio senso come festa, perchè in un rapporto di affetto i gesti di amore si fanno spesso e quando l'altro ne ha più bisogno, nelle ricorrenze che hanno un senso nella storia della coppia e così via. Io sono una contraddizione ambulante, ho sempre affermato che san valentino è una festa stupida e sdolcinata che non avrei mai festeggiato.
Ma poi, qualche anno fa, ho instaurato l'abitudine di fare un dolcetto con le cose in casa. Senza uscire a fare acquisti, vedo cosa offre la cucina è improvviso, così la sera li faccio trovare a lui in una scatola di latta con bigliettino. Non è una cosa comprata, è un gesto piccolo, semplice, fatto con le mie manine...perchè ogni scusa per fare un dolcetto carino è buona! E comunque anche ogni occasione per ricordare all'altro che gli vogliamo bene è buona per farlo!
Quindi diciamo che non lo festeggio, ma che il 14 febbraio è un ottimo pretesto! La forma di cuore per i dolci non mi dispiace, sono così carini.
I biscotti sono semplici frollini al cocco, la pasta frolla al cocco è buonissima e mi sembra adatta anche per qualche bella crostata al cioccolato o alla marmellata.
Ora concentrate la vostra attenzione sul cuore rosa, è una tortina formidabile, a base di marzapane (ne avevo un panetto in frgor da Natale e ho deciso che ero arcistufa di vederlo lì), viene una tortina morbida che sa di amaretto, quegli amaretti morbidi confezionati singolarmente, che buoni...io adoro gli amaretti morbidi.
Buon mercoledì :)



Cuori al marzapane:
180 g. di marzapane pronto
2 uova grandi
50 g. di farina 00
30 g. di zucchero semolato
1 fiala di aroma alla mandorla
1/2 bustina di lievito vanigliato
pizzico di sale
colorante in gel rosso, facoltativo
zucchero al velo di copertura
stampini di alluminio a forma di cuore (altrimenti stampi per muffin)
per 5 cuori, 6 mufffin

Togliare il mazapane dal frigo con anticipo in modo che sia morbido. Lavorare il mazapane con le uova, prima con la forchetta e poi con la frusta elettrica per ottenere una crema. Aggiungere i restanti ingredienti e sbattere di nuovo fino ad averli completamente amalgamati. Versare negli stampini imburrati e infornare a 180° per 25 minuti.




Frollini al cocco:
50 g. di farina di cocco
220 g. di farina 00
110 g. di burro
90 g. di zucchero semolato
1 uovo grande
pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina

Con il robot da cucina frullare la farina di cocco per renderla più fine, aggiungere farina e zucchero e frullare nuovamente. Aggiungere il burro freddo a pezzettini e azionare, fino ad ottenere un composto sbricioloso. Aggiungere allora le uova, il pizzico di sale, il lievito e la vanillina e azionare fino ad otetnere un panetto impastato. Spostare in una ciotola, coprire con pellicola e far riposare qualche ora in frigor.
Fromare i biscotti stendendo la pasta al mattarello, infornare poggiandoli su carta forno a 160° per 12 minuti al massimo, appena iniziano a dorare sono pronti.



Con questa ricetta partecipo al contest della Molina Chiavazza


PS: AGGIORNAMENTO PASTA MADRE
ieri ho fatto il quarto rinfresco e durante la notte, precisamente meno di otto ore, ha triplicato il suo volume riempiendo il vaso. Il colore è sempre più chiaro e l'odore sempre meno intenso, gli alveoli sempre più abbondanti e ampi...direi proprio che sono sulla strada giusta.
Sarò paziente e rinfrescherò ancora un pò di volte prima della prima panificazione e ...incrocio le dita per quel giorno!
Baci!

martedì 25 dicembre 2012

Lo stollen o christstollen di natale

Questo dolce rappresenta per i tedeschi quello che per noi è il panettone, un dolce caratteristico del natale. Nato a Dresda intorno al 1400 è attualmente una tradizione tipica di tutta la Germania. Si tratta di un dolce di pasta lievitata con molto burro e frutta secca (limone e arancia canditi, mandorle e uva passa) con tutte le varianti locali che non mancano mai nei dolci tradizionali.
Gli scorsi anni l'ho sempre comprato in un noto discount tedesco, devo dire che come dolce mi piace molto di più del nostro panettone (che non mi fa impazzire).
Io in generale preferisco il pandoro che mi attira per la sua semplicità piena di sofficità e aroma vanigliato, mi piacciono le uvette e i canditi ma preferisco metterli in altri dolci: nei muffin, nei biscotti per esempio.
Quest'anno non ho trovato lo stollen al supermercato e così mi sono chiesta come mai in tutti questi anni non mi sia mai venuto in mente di provare a farlo in casa, quindi sono partita con la ricerca di ricette e informazioni e in men che non si dica eccolo qua, ottimamente riuscito!
Io ho usato gli ingredienti più diffusi tra le ricette che ho visionato, adeguando un pò i pesi ai gusti personali: più canditi e meno uvette per esempio. Si può aggiungere o meno il marzapane come ripieno centrale, io non me lo sono fatta mancare perchè è il particolare che fa la differenza e mi fa maggiormente apprezzare questo dolce.
Aggiungo una piccola annotazione, quasi tutte le ricette riportavano la dose di lievito che vedete nella lista degli ingredienti, forse si può ridurre ma io non ho provato perchè ho considerato che gli ingredienti aggiunti pesano molto.




Ingredienti:
300 g. di farina 00
200 g. di farina manitoba
42 g. di lievito di birra fresco
150 ml di latte
150 g. di burro più 80 g. per la copertura
1 uovo big
50 g. di zucchero più 2 cucchiai
110 g. di arancia e limone canditi
70 g. di uvette
80 g. di mandorle grossolanamente tritate
4 cucchiai di rum
200 g. di marzapane per il ripieno
zucchero al velo abbondante
dosi per due stollen

Mescolare il latte tiepido con il lievito spezzettato e i due cucchiai di zucchero fino a sciogliere bene il tutto, versare al centro della farina (un recipiente molto ampio) e mescolare brevemente per incorporare parte della farina e ottenere il lievitino, ne deve rimanere molta ai lati della ciotola. Coprire con un canovaccio e aspettare che il lievitino raddoppi di volume.
Nel frattempo ammollare le uvette con il rum.
A questo punto unire l'uovo sbattutto, il burro ammrobidito, il resto dello zucchero e impastare con il cucchiaio di legno per incorporare gli ingredienti. Aggiungere canditi, uvette e frutta secca e terminare di impastare, ottenere una palla di impasto omogeneo. Coprire nuovamente e far lievitare al riparo dall'aria per un paio d'ore.
Ripremdere la pasta e dividerla a metà. Stendere in due rettangoli di circa 20 cm per 25, aiutarsi infarinando leggermente il piano di lavoro.
Prendere metà del marpane, lavorarlo con le mani per ottenere un salsicciotto lungo come il lato maggiore del rettangolo, posizionare il marpane al centro del rettangolo di pasta. Per chiudere lo stollen portare uno dei lati lunghi verso il centro sopra al ripieno, e il secondo lato sopra al primo.
Ripetere per il secondo stollen con il marpane rimasto.
Lasciar lievitare i due stollen per una trentina di minuti e infornare: 170° i primi 15 minuti e poi altri 10-15 minuti a 150°, devono rimanere molto chiari e solo leggermente dorati.
Appena sfornati spennellare con il burro fuso, passare di zucchero al velo, spennellare di nuovo di burro e ancora zucchero al velo, potete ripetere il procedimento molte volte fino ad utilizzare 150 g. di burro fuso. Io mi sono limitata a tre spennellature con 80 g. circa di burro.

 

domenica 23 dicembre 2012

Biscotti di natale

Biscottini natalizi terminati con largo anticipo (pensavo di finirli domenica sera e invece ho fatto tutto il pomeriggio precedente), regali pronti impacchettati da sabato, spesa per il pranzo fatta...così riesco a concedermi un altro post prima delle feste.
Quelli che vedete sono i biscotti che ho fatto e impacchettato in vista di alcuni regalini. Pasta frolla alle mandorle e glassa all'arancia. Per le decorazioni ho optato per cose davvero sbrigative, una semplice glassa e qualche codetta colorata e i biscottini sono già vestiti a festa!
Ma per natale non mi sono accontentata di questi biscottini, nel frattempo mi sono occupata dello stollen, anche quello già fatto sfornato assaggiato fotografato, seguirà a breve post su queste pagine. Domani sera, scambio regali e taglio di vari dolci dopo cena come da tradizione instaurata da me, compresi ossicini impacchettati per i pelosetti che meritano di essere convolti nello spirito natalizio e che sicuramente sapranno apprezzare.
Per chi avesse perso il post precedente...
BUON NATALE!!!


Ingredienti:
Frolla alla mandorla
70 g. di mandorle intere
230 g. di farina 00
120 g. di burro
100 g. di zucchero semolato
1 uovo medio
pizzico di sale
mezzo cucchiaino di lievito vanigliato
scorza di una arancia
Per la glassa 
120 g. di zucchero la velo
3-4 cucchiai di succo di arancia
qualche goccia di colorante alimentare a scelta (facoltativo)
codette


Lavorare la frolla con il robot da cucina iniziando tritando le mandorle molto finemente e aggiungendo burro a pezzetti e zucchero, ottenere una crema.
Aggiungere l'uovo intero, il pizzico di sale e la scorza di arancia.
Successivamente aggiungere la farina e il lievito, azionare fino ad ottenere una palla di impasto, terminare di impastare in una ciotola, coprire con la pellicola e far riposare al fresco per qualche ora.
Stendere la pasta e tagliare i biscotti, infornare a 180° per 8 minuti.
Una volta freddi passare alla glassa. Mescolare lo zucchero al velo con il succo di arancia spremuta, quanto basta per sciogliere lo zucchero e ottenere un composto omogeneo.
Decorare i biscotti colando  e spalmando la glassa con un cucchiaino, aggiungere subito le codette




lunedì 22 ottobre 2012

Mini sbrisolona al cacao e farina di mais

Iniziamo la settimana con un bel dolcetto?
Ho riscoperto un libro che stava lì a vegetare nella mia libreria da tantissimo, tutto sul cioccolato e io non avevo provato ancora nessuna ricetta dimenticandomi della sua esistenza. Appena mi è ricapitato in mano, le ricette mi sembravano una più bella dell'altra, ho iniziato da queste tortine perchè avevo tutto il necessario in casa. Sono friabili e decisamente al cacao, non dolcissime ma con un gusto che tende la fondente, inutile dire che le ho trovate ottime.
Io il cioccolato tendo ad abbandonarlo d'estate e riscoprirlo quando si avvicina dicembre. Quindi via alle ricette cioccolatose, non vi spiace vero?!
Il prossimo finesettimana io e il mio ragazzo/convivente/compagno (come lo volete chiamare) faremo nove anni insieme...si, ci siamo conosciuti che ero una "bambina", solo 17 anni...per l'occasione sto pensando ad un dolce, piccolo e di poche pretese, ma che sia nuovo, inaspettato e molto buono. Non la solita crostata o il solito muffin. Tendo verso il tortino con il cuore morbido, io sono l'unica sulla terra che non solo non l'ha mai fatto ma non l'ha neppure mai mangiato!!!


Ingredienti:
100 g. di farina 00
50 g. di farina di mais fine
50 g. di mardorle tritate
80 g. di zucchero la velo
95 g. di burro
35 g. di cacao amaro
1 tuorlo
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
vanillina
pizzico di sale
per 9 tortine usando la teglia da muffin

Frullare (robor da cucina) le mandorle con lo zucchero al velo, aggiungere il burro freddo a pezzettini, la vanillina e lavorare il tutto.
Aggiungere tuorlo e sale  e azionare fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare tutto il resto e azionare tanto basta, bisgona ottenere un composto sbricioloso.
Stendere nei nove pirottini, pressandolo ma non troppo.
Infornare a 180° per 5 minuti e poi a 120° per latri 30 minuti.


Dal libro "I grandi ingredienti: Cioccolato" Slow Food Editore

lunedì 15 ottobre 2012

Torta magica al cioccolato, senza senza....

Quando ho visto questa torta su un blog che è una garanzia, ovvero qui da "Araba felice in cucina", mi sono detta che pur nella sua improbabilità di ricetta la dovevo provare, così strana come torta che non potevo resistere. E poi, bisogna dire, è una torta che proveniene dal libro di Martha Stewart "Everyday food", la torta si chiama "busy day chocolate cake".
La sua particolarità è che si tratta di una torta senza burro, senza uova, senza latte, senza lievito e...senza la ciotola per amalgamare il tutto! Solo cacao, farina, zucchero e acqua!
Vi sembra una cosa improponibile? Invece sappiate che, perlomeno il giorno successivo alla sfornata, avrete una torta soffice, umida al punto da ricordare una torta cioccolatina ma più leggera, cioccolatosa e buona. Mentre la mescolavo, direttamente nella teglia appena unta di olio, scuotevo la testa...invece l'impasto è risultato perfettamente omogeneo, mi sono stupida della sua bontà.
Il lievito viene sostituito da un cucchiaio di aceto bianco e un cucchiaino di bicarbonato di sodio, queste due cose sono sufficienti per far gonfiare la torta come se ci fosse almeno mezza bustina di lievito per dolci, vi assicuro che l'aceto evapora completamente nel corso della cottura ed è impercettibile, fidatevi.
La mia non è venuta come una "torta sottiletta", ho usato lo stampo rotondo da 22 cm come da suggerimento, ma mi è venuta una torta abbastanza alta, la annoto come cosa positiva.
Se la usate per la colazione è ideale, sia perchè con due mosse si prepara anche la sera tardi senza sporcare quasi nulla, e perchè insieme ad un pò di caffè o latte non servono particolari accompagnamenti, non l'ho trovata asciutta, anzi! Io ho usato lo stampo antiaderente bello unto, ma l'ideale è tagliarla direttamente nella teglia con un coltello adeguato, perchè si appiccica al fondo e non è facile estrarla dallo stampo.
Ho aggiunto qualche goccia di cioccolato la latte e qualche mandorla a granella, così lo resa un pò più accattivante ;)

 

Ingredienti:
170 g di farina
170 g di zucchero
3 cucchiai colmi di cacao amaro 
1 cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
6 cucchiai di olio di semi (io olio evo e stava benissimo)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 5 ml (io vanillina, 1 bustina)
1 cucchiaio di aceto bianco (fondamentale)
250 ml di acqua
30 g. di cioccolato fondente e 30 g. di mandorle (facoltativo)
teglia rotonda da 22 cm di diametro o stampo 20 x 20

Versare nella teglia, antiderente e unta d'olio, farina, sale, zucchero, bicarbonato e cacao, dare una mescolata.
Aggiungere, direttamente nella teglia e al centro, olio, acqua, aceto ed estratto di vaniglia. Dare una mescolata con la frusta, ci vuole quella in materiale plastico o ricoperta di silicone per non graffiare la teglia).
Io ho aggiunto sulla suoerficie cioccolato e mandorle tritati al coltello.
Cuocere a 180° per 30-40 minuti: io 35 minuti a 180° e poi 10 minuti a forno spento ma ancora chiuso.


Buona settimana a tutti :)

lunedì 20 agosto 2012

Torta morbida di pesche bianche, amaretti e mandorle

Ecco una ricetta tratta dal numero di luglio di Sale e Pepe, la volevo seguire alla lettera per vari motivi: adoro le torte che prevedono gli amaretti tra gli ingredienti, è una ricetta tipicamente lombarda (così dice la rivista, mia nonna non me l'ha mai fatta), la foto originale era davvero invitante e dava l'aria di una torta perfetta.
Purtroppo le pesche nettarine che pensavo di usare erano ancora troppo dure e un'oretta prima avevo trovato in offerta una cassettina di succosissime pesche bianche, ho ridotto un pò le dosi (da 1 kg a 750 g. che sono 5 pesche circa) perchè mi sembrava proprio che la torta risultasse eccessivamente umida. Ho ridotto anche lo zucchero perchè le pesche erano già belle dolci e non è necessario esagerare, non è vero che più dolce è meglio è...per il resto ho seguito tutto alla lettera, colpa delle pesche insomma!
Che bella l'estate, per la frutta è il massimo!



Ingredienti:
5 pesche bianche grosse e appena mature
100 g. di farina 00  -  100 g. di amaretti
150 g. di zucchero (invece che 200 g.)
40 g. di mandorle (più 40 g. a lamelle per decorare se si vuole)
 3 uova  -  1/2 bustina di lievito vanigliato  -  sale

Mettiamoci all'opera:
Lavare a tagliare le pesche, con buccia, a fettine spesse tipo spicchetti.
Separare tuorli e albumi, montare turorli e zucchero fino ad ottenere un composto chiaro  e spumoso.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e gli amaretti ridotti in polvere. Amalgamare.
Montare a neve gli albumi con il pizzico di sale, amalgamarli all'impasto delicatamente, unire le pesche e le mandorle finemenete tritate.
Versare (stampo 16x22, io tortiera 24 di diametro) e infornare a 180° per 45 minti circa, a seconda dell'altezza della torta possono volerci alcuni minuti in più, infilare lo stecchino e controllare che non esca sporco di impasto.

lunedì 18 giugno 2012

Piccole capresi bianche con gelato

Sapete che spesso il Lunedì mi piace iniziare con un dolce. Ecco giunto il momento di postare un dolce serio, non stiamo parlando di panini con la marmellata! Ma di una torta favolosa, una tradizione regionale di cui i napoletani possono andare fieri: la caprese.
Anche se la versione più classica, probabilmente risalente agli anni '20 prevede il cioccolato fondente, col passare degli anni anche la versione al cioccolato bianco e limone (o limoncello) è ormai entrata nei classici regionali, poi si sa, limoni e sud ...
Ho trovato raccontata così la sua nascita casuale, un artigiano dell'isola di Capri, il cuoco Carmine Di Fiore, dimenticò di mettere la farina in una torta alle mandorle che stava preparando per dei malavitosi americani giunti a Capri ad acquistare una partita di ghette per Al Capone. Ovviamente la svista portò ad un grande successo e alla diffusione del dolce che diventò simbolo della pasticceria isolana.
Accompagnata da una pallina di gelato all'amarena è ancora più buona!
La mia presentazione fa pensare da una cupcake...ma sotto c'è la caprese, in piccole dimensioni, tante capresine...


Ingredienti:
120 g. di mandorle tritate - 100 g. di zucchero
100 g. di cioccolato bianco - 1 limone e mezzo
80 g. di burro - 3 uova - 35 g. di farina 00
mezza bustina di lievito vanigliato
2 cucchiai di limoncello (facoltativo)
Per 9 tortine misura dello stampo da muffin

Per il gelato
1 confezione di preparato al fiordilatte  Fabbri
60 ml di sciroppo di amarena Fabbri
più qualche amarena per decorare

Mettiamoci all'opera:
Tritare finemente le mandorle insieme a metà dello zucchero. Tritare anche il cioccolato bianco.
Montare le uova intere insieme al resto dello zucchero per almeno 18 minuti, deve diventare un composto chiaro e molto gonfio, almeno tre volte il volume iniziale.
In una ciotola mescolare le mandorle, il cioccolato bianco, la farina, il lievito, la scorza di un limone abbondante; dopo di che aggiungere il burro fuso e amalgamare.
A questo composto aggiungere il succo del limone spremuto (volendo si può sostituire mezzo limone con qualche cucchiaio di limoncello e una fiala di aroma al limone, io volevo che si sentissero maggiormente il cioccolato bianco e le mandorle).
A questo punto incorporare le uova al resto, con delicatezza cercando di non sgonfiarle più del necessario.
Versare negli stampini da muffin imburrati e infarinati.
Infornare a 180° i primi 15 minuti e poi ancora 30 minuti a 150°, se a metà cottura vedete che si dorano eccessivamente posizionare la leccarda del forno tra le tortine e la parte superiore del forno.

Per il gelato, semplicemente, unire la busta di preparato alla quantità di latte indicata sulla confezione. Se volete il gelato all'amarena sostituire 60 ml di latte con lo sciroppo di amarene e sbattere con le fruste elettriche massima velocità per 5 minuti. Riporre in feezer per 4 ore ed ecco fatto! Un gelato cremosissimo!!!


con questa ricetta partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita


mercoledì 23 maggio 2012

Cake con yogurt alla mandorla, mandorle e pistacchi

Ciao a tutti!
In questo periodo farei un dolce al giorno, basta un poco di zucchero ... e tutto sembra molto molto più semplice di come c'è lo raccontiamo!
No, non è vero! non è una semplice torta sette vasetti!!!
Noterete subito dagli ingredienti che, non avendo in mente una ricetta migliore sul momento, ho utilizzato le proporzioni della torta sette vasetti, perchè è una ricetta super consolidata che non mi ha mai deluso ... se decido per una torta/plumcake allo yogurt, vado sul sicuro.
Però fidatevi, questa versione che ho improvvisato ieri è fantastica. Al posto del vasetto di fecola ho messo un vasetto di pistacchi e mandorle tritati a farina. Buonissima!!! Pistacchiossa dal punto di vista del sapore, le mandorle che sottolineano l'umidità e la consistenza data dallo yogurt ... è nato un amore!

Ingredienti:
55 g. di pistacchi sgusciati - 55 g. di mandorle pelate
1 yogurt alla mandorla (io yomo) -  2 vasetti di farina 00
1 vasetto di olio di semi - 2 vasetti scarsi di zucchero di canna
2 uova xl - pizzico di sale - 1 bustina di lievito vanigliato
scorza di limone - 2 cucchiai di succo di limone

Mettiamoci all'opera:
Sbattere i due vasetti di zucchero con le uova, il sale e la scorza; fruste elettriche per alcuni minuti, fino da ottenere composto chiaro e gonfio.
Aggiungere yogurt e olio, e sbattere di nuovo.
A questo punto aggiungere le mandorle e i pistacchi tritati insieme molto finemente, dosarne un vasetto, ne rimarranno un paio di cucchiai da parte.
Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito, mescolare, aggiungere due cucchiai di succo di limone.
Infarinare e imburrare lo stampo, diametro di 22 cm.
Infornare a 200° i primi 15 minuti e poi altri 25 a 170°.


Lascio anche questa ricetta, la mia colazione di oggi, alla Erika in cucina per il suo contest dedicato alla colazione


venerdì 20 aprile 2012

Straccetti di tacchino alle mandorle e noccioline

Venerdì libero! Non mi capita tanto spesso e anche il mio compagno è a casa.
Per me è come un sabato o una domenica, dato che poi il finesettimana lavoro. Erano un paio di settimane che non pranzavo con il mio ragazzo, i nostri orari di lavoro sono terribili, io vado quando lui torna!
Questa ricetta la faccio da anni a noi piace molto, e la condivido con voi con immenso piacere!!!
Se vi capita la voglia di un secondo un pò particolare, in stile orientale ...
Poi è più versatile di quanto sembri. Primo si può fare con diverse carni, io ho sperimentato di persona pollo, tacchino e maiale. Secondo si può variare la frutta secca: solo mandorle, anacardi, un mix come questo ...






























Ingredienti:
400 g. di fesa di tacchino - 40 g. di arachidi - 20 g. di mandorle
1 cipolla dorata - 1 cucchiaino di zenzero - 3 cucchiai di salsa di soia
mezza tazzina di vino bianco, farina, olio d'arachidi qb
Dosi per due persone.

Mettiamoci all'opera:
Tagliare la cipolla in quattro e poi affettare a velo, soffriggere con un paio di cucchiai d'olio e lo zenzero in polvere (quello fresco è meglio, ma ha tutto un altro sapore, magari ridurre la dose).
Dopo qualche minuto aggiungere il tacchino: tagliare le fette di tacchino a striscette e infarinare leggermente. Far rosolare bene su tutti i lati.
Sfumare con pochissimo vino. Aggiungere 1 tazzina da caffè d'acqua e coprire.
Cuocere, abbassando il fuoco, per 15 minuti.
A parte tostare le mandorle e le arachidi, un paio di minuti.
Passati i 15 minuti aggiungere al tacchino 3 cucchiai di salsa di solia (niente sale) e la frutta secca.
Cuocere per un 5 minuti, finché i liquidi si sono ridotti.

domenica 8 aprile 2012

GHORIBA … ai pistacchi e alle mandorle


Io auguro a tutti BUONA PASQUA, con una ricetta che di pasquale non credo abbia molto (non sono ancora riuscita a sincronizzarmi bene: il blog con le feste)...avrei potuto occuparmi di colombe, pastiere e compagnia, ma il tempo è stato tiranno.
Ho scoperto questi biscottini di origine marocchina grazie a Fiordirosmarino, ringrazio vivamente, anche perché ho imparato qualcosa di nuovo: la cucina marocchina mi sembrava fatta solo di cous cous e dolci con frutta secca e miele ( e magari cous cous anche nei dolci!). Adesso le mie associazioni con la cucina marocchina si sono piacevolmente ampliate.
È bello imparare le cose così, un tassello alla volta, sperimentandole.
Sono dei biscottini appena croccanti fuori e morbidi all’interno, la consistenza dovrebbe ricordare vagamente i macarons. La varietà più popolare in Marocco è quella alle mandorle, chiamati anche “chewy almond moroccan macaroon”, poi si possono trovare in tante varianti: con semi di sesamo, aromatizzati alla cannella o ai fiori d’arancio, anche alle arachidi o al cioccolato! 
Quelli al cioccolato sono davvero identici ai chocolate crinckles americani, tanto che mi si è disegnata in testa la teoria che questi biscotti, come tanti cibi di tradizione USA, siano stati importati dai migranti tanti secoli fa. Se qualcuno è in possesso di informazioni a suffragio della mia teoria mi lasci un commento!!!
Ho seguito alla lettera la ricetta presentata  sul blog citato, semplicemente mentre ero a fare spese non ho resistito al richiamo delle mandorle e dei pistacchi, la prossima volta li proverò di certo con la farina di cocco.






































































Ingredienti:

Per i ghoriba la pistacchio.
50 g. di pistacchi sgusciati – 100 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito - zucchero al velo abbondante

Per i ghoriba alle mandorle.
60 g. di mandorle – 90 g. farina di semola di grano duro
60 g. di zucchero di canna – 1 uovo – 50 ml d’olio d’arachidi
1 cucchiaino di lievito – 2 cucchiaini aroma ai fiori d’arancio
zucchero al velo abbondante

Dosi per circa 30 biscotti in tutto.

Mettiamoci all'opera:
Il procedimento è ovviamente identico per entrambi gli impasti. Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio, gli aromi, e sbattere. 
Tritare finemente al tritatutto i pistacchi e le mandorle separatamente (in alternativa farina di mandorle), quasi fino ad ottenere una farina.
Unire alle uova anche la farina di semola mischiata con lievito, farina di pistacchi o mandorle, mescolare bene.
L'impasto rimane "molliccio", e qui faccio un inciso: 
i biscotti alle mandorle li ho infornati subito dopo aver fatto l'impasto e sono rimasti un pò "spetasciati", un pò brutti ma buonissimi! l'impasto ai pistacchi invece è rimasto qualche ora in frigor perchè sono dovuta scappare fuori, e la forma è molto più precisa (in nessuno dei casi ho eguagliato la precisione di Donatella!)
Tornando a noi: fare delle palline di impasto e buttarle nello zucchero al velo, in cui si devono rotolare completamente, dare la forma aiutandosi con lo zucchero (altrimenti si appiccicano alle mani).
Infornare a 170° per 15 minuti massimo.