Oggi è un pò la settimana dell'orientale! Il nasi (riso) goren (fritto) è un tipico piatto unico indonesiano caratterizzato da riso precotto e fatto saltare con olio o altri grassi. Viene insaporito con salsa di soia dolce, spezie, peperoncino, aglio o scalogno, al riso si aggiungono altri ingredienti come pollo, uova, gamberetti, verdure; questi sono gli ingredienti più tipici. Non esiste 'la' ricetta del nasi goren, ma tente versioni comuni a seconda dei paesi. La mia buonissima versione ha previsto filetto di salmone affumicato (confezione sott'olio) e peperoni.
Curiosando su wikipedia la storia di questo piatto ho scoperto che la frittura del riso è una procedura per non buttare il riso avanzato, una soluzione 'di recupero' per non gettare cibo prezioso Il riso viene fritto nell'olio insieme ad altri avanzi di cibo per cercare di eliminare il più possibile batteri nocivi (una necessità più sentita quando ancora non erano arrivate tecniche di refrigerazione degli alimenti). la sua storia non è molto poetica, però interessante! Anche l'uso delle spezie è diffuso nei paesi caldi dove il cibo si deteriora velocemente, le spezie abbondanti vengono usate per mascherare cibo non fresco.
Ovvio che con buoni ingredienti e uso moderato di spezie e olio si ottiene un piatto buonissimo.
Ingredienti:
200 g. di riso Basmati
1 uovo grande
150 g. di filetto di salmone affumicato sott'olio
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1/2 cipolla rossa
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di salsa di soia (poco salata)
1 cucchiaino scarso di curry forte (piccante)
Tagliare lo spicchio di aglio a metà e rosolarlo in un filo d'olio, aggiungere il riso (precedentemente lavato un paio di volte sotto l'acqua fredda per togliere il gorsso del bianco dell'amido) e torstare qualche istante. Aggiungere 400 ml di acqua bollento in cui avrete sciolto il curry, con un pizzico di sale. Appena vedete sobbollire, coprire e far cuocere per 10 minuti, trascorsi spegnere e alzare il coperchio, dovreste trovare l'acqua completamente assorbita e il riso che inizia ad attaccarsi sul fondo del tegame, mescolare e sgranare i chicchi.
In un wok soffriggere la cipolla finemente tritata con olio abbondante (3 cucchiai), aggiungere dopo poco i peperoni tagliati a piccoli cubetti, far cuocere con coperchio per 5 minuti, aggiungere il salmone e spezzettarlo con il cucchiaio di legno.
In un terzo pentolino fare una sottile frittatina con uovo sbattutto con poco sale e pepe, spostare sul tagliete a tagliare a listarelle.
Unire il riso la wok, aggiungere la fritattina, e saltare tutto aggiungendo la slasa di soia.
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mercoledì 6 febbraio 2013
giovedì 31 gennaio 2013
Canederli con pane integrale e formaggio
Vi presento...il nuovo piatto preferito del mio ragazzo (sue testuali parole) dopo trent'anni di egemonia incontrastata di lasagne, maccheroni al ragù e polpette al sugo ecco che spunta una piatto che crea una crisi negli equilibri, i canederli al formaggio!
La ricetta l'ho presa sempre dal libretto di cui vi avevo raccontato qui, nel mio primo esperimento con i canederli allo speck. Adesso che li ho scoperti li devo sperimentare un pò, è davvero una bellissima scoperta.
A questo giro li ho conditi con semplice burro fuso e salvia. Il canederlo è fatto con pane integrale, formaggi misti, un pizzico di noce moscata. Con il formaggio ho abbondato un pò, consapevolmente, rispetto alle dosi previste dalla ricetta e come immaginavo gli knodel sono venuti particolarmente morbidi e filanti, davvero ottimi.
Non ci resta che andare ad assaggiarli in un ristorante in trentino per scoprire se i miei reggono il confronto!
Ingredienti:
140 g. di pane integrale secco
2 uova medie
mezza cipolla rossa
80 g. di formaggi misti (io edamer e brie)
5 cucchiai di latte
sale, pepe e noce moscata
burro e farina qb
salvia tritata
per 8 canederli, due persone
Tagliare il pane secco a piccoli dadini. Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella con una noce di burro (attenzione a non farla rosolare, aggiungere un goccio di acqua se serve), aggiungere al pane e mescolare. Tagliare il formaggio a cubetti.
Sbattere le uova con 5 cucchiai di latte, sale, pepe e mezzo cucchiaino scarso di noce moscata. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare coperto per un'oretta (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto riposare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo).
Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in palline belle premute, passare in pochissima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
Buttare i canederli in acqua salata che bolle leggermente (appena inizia a bollire, in modo che la cottura sia dolce e non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare.
Passare nella padella con burro fuso e salvia.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (il pane avanzato, i rimasugli di formaggio misti che stazionano in frigo, quella mezza cipolla che avanza da altre preparazioni...i canederli sono fondamentalmente un piatto povero di recupero!)
La ricetta l'ho presa sempre dal libretto di cui vi avevo raccontato qui, nel mio primo esperimento con i canederli allo speck. Adesso che li ho scoperti li devo sperimentare un pò, è davvero una bellissima scoperta.
A questo giro li ho conditi con semplice burro fuso e salvia. Il canederlo è fatto con pane integrale, formaggi misti, un pizzico di noce moscata. Con il formaggio ho abbondato un pò, consapevolmente, rispetto alle dosi previste dalla ricetta e come immaginavo gli knodel sono venuti particolarmente morbidi e filanti, davvero ottimi.
Non ci resta che andare ad assaggiarli in un ristorante in trentino per scoprire se i miei reggono il confronto!
Ingredienti:
140 g. di pane integrale secco
2 uova medie
mezza cipolla rossa
80 g. di formaggi misti (io edamer e brie)
5 cucchiai di latte
sale, pepe e noce moscata
burro e farina qb
salvia tritata
per 8 canederli, due persone
Tagliare il pane secco a piccoli dadini. Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella con una noce di burro (attenzione a non farla rosolare, aggiungere un goccio di acqua se serve), aggiungere al pane e mescolare. Tagliare il formaggio a cubetti.
Sbattere le uova con 5 cucchiai di latte, sale, pepe e mezzo cucchiaino scarso di noce moscata. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare coperto per un'oretta (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto riposare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo).
Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in palline belle premute, passare in pochissima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
Buttare i canederli in acqua salata che bolle leggermente (appena inizia a bollire, in modo che la cottura sia dolce e non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare.
Passare nella padella con burro fuso e salvia.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (il pane avanzato, i rimasugli di formaggio misti che stazionano in frigo, quella mezza cipolla che avanza da altre preparazioni...i canederli sono fondamentalmente un piatto povero di recupero!)
martedì 22 gennaio 2013
Canederli allo speck su vellutata allo zafferano
Tra i regali di natale mi è arrivato, da parte di una cara amica, un grazioso libricino dedicato alla cucina altoatesina proveniente dritto dritto dai mercatini natalizi di Bolzano. Un libricino piccolo ma pieno di ricette curiose che voglio provare! Il tipo di libro ideale per me. Si tratta di una cucina molto varia, sul libro c'è tutto: insalate, primi di pasta o riso, gnocchi, mineste, carne, pane, dolci. Ovvio, tutte le cucine, quelle di ogni regione e paese sono varie, basta conoscerle e scoprirle, meglio se sul posto.
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!
Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone
Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)
Le pagine che mi hanno colpito all'istante sono quelle dedicate ai canederli (o knodel), sono un piatto davvero tipico e particolare, molto tradizionale e a me sconosciuto, facile da fare e ricco di varianti, ho inziato da loro! E ho inizato da quelli che mi sembravano i più buoni, gli spekknodel.
Questa tradizione si deve all'influenza della cucina austriaca, infatti questo grossi gnocchi di pane sono tipici della cucina tedesca, austriaca, ceca, slovacca, polacca, oltre che trentina e altoatesina.
L'impasto è composto pricipalmente dal pane secco avanzato, e da latte e uova. Viene insaporito con speck, pancetta, formaggio, prezzemolo e erba cipollina, a volte con la cipolla. Gli ingredienti vengono modellati in palle del diametro di 5 cm circa (centimetro più, centimetro meno) e cotte in acqua bollente salata. Posso essere serviti in brodo o asciutti, con un pò di burro fuso.
Si tratta di una ricetta molto antica, povera, di origine contadina, che serviva al recupero del cibo avanzato. In una cappella di Castel d'Appiano, si trova un affresco risalente al 1180 dove si può osservare una prima rappresentazione degli knodel, tanto per capire l'antichità di questa tradizione.
Vi lascio la mia libera "interpretazione" del piatto, ho insaporito gli spekknodel con salvia e scalogno e li ho serviti asciutti, senza burro, ma con una vellutata di patate, scalogno e zafferano.
Ci sono piaciuti davvero tantissimo e a breve ne sperimenteremo tutte le varianti!
Ingredienti:
150 g. di pane bianco secco (io pancarrè lasciato all'aria qualche ora)
80-90 g. di speck a fette sottili
1 uovo grande
10 g. di burro
qualche cucchiao di latte
sale, pepe
mezzo scalogno
salvia secca tritata
farina qb, pochissima
per la vellutata
1 grossa patata
1 scalogno e mezzo
sale, pepe
qualche cucchiaio di latte
mezza bustina scarsa di zafferano
per sei knodel, 2 persone
Tagliare il pane a dadini (io ho usato un pancarrè che ho fatto seccare leggermente lasciandolo all'aria qualche ora, dalla mattina presto all'ora di pranzo, a seconda di quanto è secco il pane usato varierà la quantità di latte richiesta dall'impasto).
Tritare il pezzo di scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere mezzo cucchiaino scarso di salvia tritata e lo speck tagliato in pezzi piccoli (ho usato lo speck affettato così rimane molto fine, va bene anche lo speck a dadini), far rosolare qualche istante, quanto basta per far sprogionare il profumo di afumicato e togliere dal fuoco. Aggiungere il pane e mescolare.
Sbattere l'uovo con 5 cucchiai di latte, sale e pepe. Versare insieme al pane e mescolare bene. Far riposare per una ventina di minuti (se il pane usato è molto secco, proprio raffermo, andrà fatto ripsare di più in modo che si ammorbidisca assorbendo i liquidi, ho letto ricette che prevedono 2 ore di riposo). Quando notate che il composto è morbido e modellabile potete dividerlo in sei palline belle premute, passare in pochisima farina che aiuta a tenere insieme durante la cottura.
tagliare la patata a cubetti, affettare il resto dello scalogno e mettere tutto in un pentolino con acqua, appena sotto all'altezza delle patate. Far sobbollire fino a quando le patate saranno tenere, aggiungere qualche cucchiaio di latte, sale, pepe e zafferano, riportare sul fuoco e mescolare quanto basta a sciogliere completamente lo zafferano.
Buttare i canederli nell'acqua che bollente (appena inizia a bollire, meglio che la cottura sia dolce così che non si sfascino), appena vengono a galla si possono scolare e impiattare.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone' dedicato alla cucina del riciclo (visto che i canederli sono un ottimo modo per recuperare pane secco e gli altri avanzi di frigor)
venerdì 11 gennaio 2013
Frittatine al radicchio nella pancetta
Siamo al fine settimana, io però esulto domani sera perchè di sabato lavoro fino a tardi e mi gusterò una riposante domenica già programmata.
Il bello di questa ricetta è il cestino di pancetta, un'idea troppo buona, dentro questo ottimo cestino, croccante solo quanto basta, ci ho messo una bella e morbida frittatina a base di radicchio rosso e cipolla. Un'idea furbissima per presentare una semplice frittata.
Mi è sembrato perfetto come apertura di una cena o ideale per un aperititvo, bello, buono, veloce, economico, cosa si può chiedere di più! Per me è stato un paitto unico, accompagnato da un muffin salato e un pò di verdura, neanche così tanto fuori dieta... è la dose che fa il veleno.
Mi è piaciuta così tanto l'idea che ho già pensato a due diverse versioni, stesso cestino e diverso ripieno da raccogliere, o la stessa frittatina ma un diverso cestino...
Buon finesettimana!
Ingredienti:
3 uova medie
1/4 cespo di radicchio rosso tondo
1/3 cipolla rossa
20 g. di grana padano grattuggiato
sale, pepe e olio evo
8 fette di pancetta tesa
per 4 cestini con frittata
Tritare la cipolla e tagliare il radicchio in striscette sottilissime (solo la parte rossa della folgia ed eliminare le parti bianche che protano l'amaro), soffriggere la cipolla in un filo d'olio e dopo un minuto unire il radicchio, appena il radicchio si sarà ammorbidito,5 minuti con coperchio e un apio senza, spegnere.
Rivestire bene base e lati di uno stampino da muffin con la pancetta, dovrete dividere la fetta a metà e poi posizionarla. Non serve ungere perchè la pancetta rilascia il grasso di suo.
Sbattere le uova con sale e grana, unire la verdura una volta intiepidita (non più bollente) e dividere il composto nei quattro cestini di pancetta.
Infornare a 180° per 15-2o minuti, fino a quando la fritattata è dorata in superficie.
Il bello di questa ricetta è il cestino di pancetta, un'idea troppo buona, dentro questo ottimo cestino, croccante solo quanto basta, ci ho messo una bella e morbida frittatina a base di radicchio rosso e cipolla. Un'idea furbissima per presentare una semplice frittata.
Mi è sembrato perfetto come apertura di una cena o ideale per un aperititvo, bello, buono, veloce, economico, cosa si può chiedere di più! Per me è stato un paitto unico, accompagnato da un muffin salato e un pò di verdura, neanche così tanto fuori dieta... è la dose che fa il veleno.
Mi è piaciuta così tanto l'idea che ho già pensato a due diverse versioni, stesso cestino e diverso ripieno da raccogliere, o la stessa frittatina ma un diverso cestino...
Buon finesettimana!
Ingredienti:
3 uova medie
1/4 cespo di radicchio rosso tondo
1/3 cipolla rossa
20 g. di grana padano grattuggiato
sale, pepe e olio evo
8 fette di pancetta tesa
per 4 cestini con frittata
Tritare la cipolla e tagliare il radicchio in striscette sottilissime (solo la parte rossa della folgia ed eliminare le parti bianche che protano l'amaro), soffriggere la cipolla in un filo d'olio e dopo un minuto unire il radicchio, appena il radicchio si sarà ammorbidito,5 minuti con coperchio e un apio senza, spegnere.
Rivestire bene base e lati di uno stampino da muffin con la pancetta, dovrete dividere la fetta a metà e poi posizionarla. Non serve ungere perchè la pancetta rilascia il grasso di suo.
Sbattere le uova con sale e grana, unire la verdura una volta intiepidita (non più bollente) e dividere il composto nei quattro cestini di pancetta.
Infornare a 180° per 15-2o minuti, fino a quando la fritattata è dorata in superficie.
ps: con questa ricetta partecipo la contest di Veronica, di Dolci Armonie deidcato ai piatti della domenica
domenica 6 gennaio 2013
Biscotti con la maionese
Fare i biscotti con... la maionese!
Si tratta davvero di una piacevolissima scoperta, friabilissimi, si sciolgono in bocca, non stancano minimamente e uno tira l'altro (ha dovuto intervenire qualcuno per togliermeli di mano!). Non ci sono aromi particolari: niente scorza di limone, niente vaniglia, nulla; ma comunque hanno una fragranza tutta particolare per via della maionese davvero molto invitante. E scommetto che nessuno a cui li farete assaggiare saprà indovinare l'ingrediente segreto, quindi se pensate che il vosto amico/a storcerebbe il naso, voi non gli dite quello che c'è dentro e lui/lei dirà solo "buonissimi".
La loro fama li precede da almeno un paio d'anni, quelle ricette che mi metto in testa di fare e poi anche se passa il tempo non mi dimentico e nel momento di ispirazione mi butto. La ricetta è quella dell'Araba felice, questi biscottini li ho trovati in molti blog ma la ricetta utilizzata è sempre quella dell'araba, la ricetta con la R maiuscola. Una delle tante volte in cui non anticipo minimamente i tempi, ma questa ricettina merita di essere diffusa!
Nella scatola di latta si dovrebbero conservare friabili come appena fatti per una settimana, ma i miei non sopravviveranno abbastanza per scorpirlo.
Volevo pubblicarli domani, per il mio lunedì dolce, ma non resisto! provateli, mi raccomando!
Ingredienti:
Tagliare il burro ben freddo in pezzi piccoli, montarlo quindi con le fruste elettriche insieme allo zucchero semolato fino ad ottenere una crema soffice e chiara.
Unire la maionese, girando con un cucchiaio e non piu' con le fruste, amalgamando bene.
Piano piano, cominciare ad unire la farina, lavorando inizialmente con un cucchiaio e poi a mano, via via che l'impasto prende consistenza, fino ad ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso, come una pasta frolla molto morbida (a seconda della maionese usata, piu' o meno consistente, può cambiare leggermente il quantitativo di farina necessaria, nel mio caso sono bastati 275 g.).
Avvolgere l'impasto nella pellicola e farlo riposare in frigo. Io l'ho lasciato almeno un oretta per farlo indurire a sufficienza.
Con le mani formare delle palline da passare nell zucchero semolato e appiattire con le mani ed incidere con una forchetta (potete mettere le teglie 5 minuti in freezer in modo che durante la cottura i biscotti tengano la forma, io ho saltato questo passaggio ma li ho posizionati nella parte alta del forno).
Cuocere a 190° per 13 minuti, togliere dal forno e non toccare o spostare dalla teglia prima che siano freddi.
Si tratta davvero di una piacevolissima scoperta, friabilissimi, si sciolgono in bocca, non stancano minimamente e uno tira l'altro (ha dovuto intervenire qualcuno per togliermeli di mano!). Non ci sono aromi particolari: niente scorza di limone, niente vaniglia, nulla; ma comunque hanno una fragranza tutta particolare per via della maionese davvero molto invitante. E scommetto che nessuno a cui li farete assaggiare saprà indovinare l'ingrediente segreto, quindi se pensate che il vosto amico/a storcerebbe il naso, voi non gli dite quello che c'è dentro e lui/lei dirà solo "buonissimi".
La loro fama li precede da almeno un paio d'anni, quelle ricette che mi metto in testa di fare e poi anche se passa il tempo non mi dimentico e nel momento di ispirazione mi butto. La ricetta è quella dell'Araba felice, questi biscottini li ho trovati in molti blog ma la ricetta utilizzata è sempre quella dell'araba, la ricetta con la R maiuscola. Una delle tante volte in cui non anticipo minimamente i tempi, ma questa ricettina merita di essere diffusa!
Nella scatola di latta si dovrebbero conservare friabili come appena fatti per una settimana, ma i miei non sopravviveranno abbastanza per scorpirlo.
Volevo pubblicarli domani, per il mio lunedì dolce, ma non resisto! provateli, mi raccomando!
Ingredienti:
100 g di burro freddo
90 g di maionese fredda comprata o fatta in casa (io industriale della calvè)
40 g di zucchero semolato
270-280 g di farina circa
altro zucchero semolato, per la copertura
Tagliare il burro ben freddo in pezzi piccoli, montarlo quindi con le fruste elettriche insieme allo zucchero semolato fino ad ottenere una crema soffice e chiara.
Unire la maionese, girando con un cucchiaio e non piu' con le fruste, amalgamando bene.
Piano piano, cominciare ad unire la farina, lavorando inizialmente con un cucchiaio e poi a mano, via via che l'impasto prende consistenza, fino ad ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso, come una pasta frolla molto morbida (a seconda della maionese usata, piu' o meno consistente, può cambiare leggermente il quantitativo di farina necessaria, nel mio caso sono bastati 275 g.).
Avvolgere l'impasto nella pellicola e farlo riposare in frigo. Io l'ho lasciato almeno un oretta per farlo indurire a sufficienza.
Con le mani formare delle palline da passare nell zucchero semolato e appiattire con le mani ed incidere con una forchetta (potete mettere le teglie 5 minuti in freezer in modo che durante la cottura i biscotti tengano la forma, io ho saltato questo passaggio ma li ho posizionati nella parte alta del forno).
Cuocere a 190° per 13 minuti, togliere dal forno e non toccare o spostare dalla teglia prima che siano freddi.
martedì 1 gennaio 2013
Curd di mandarino, mandarin curd
Questo post è il primissimo dell'anno che più primo non si può. Questo curd lo stavo mescolando alle ore 7.30 di stamattina, anche a capodanno non mi smentisco: sveglia presto per i cani e poi, posso riuscire a tornare a letto o rilassarmi sul divano? (in assenza di libri da leggere è impossibile) e quindi mi sono spostata in cucina dove tanti mandarini stavano per passare a miglior vita.
In genere i primi esperimenti falliscono e sapete che io sono molto umile nell'ammetterlo, invece ho trovato il curd di facilissima esecuzione e la riuscita mi ha soddisfatto. La crema è vellutata e densa, nessun grumetto, sapore molto agrumato e per nulla dolciastro o stucchevole. Avevo letto ricette che prevedevano molto più burro e molto più zucchero, altre più uova o l'aggiunta di soli tuorli. Vi posso dire che con queste dosi viene una crema niente male, non ho grandi termini di paragone non l'avendolo mai fatto o mangiato prima.
Ditemi però, è previsto che il curd abbia un sapore molto vicino a quello della crema pasticcera agli agrumi? Qualcuno mi sa dire qualcosa a riguardo? Ditemi, ditemi...
In realtà ho seguito la ricetta del lemon curd, usando però il succo di mandarino al posto del limone, riducendo molto la dose di zucchero perchè i mandarini sono più dolci, e usando la scorza di arancia perchè non sapevo se quella di mandarino fosse l'ideale. Il lemon curd è una crema di origine inglese a base di limoni (succo e scorza), uova, burro e zucchero; subisce una lenta cottura a bagnomaria e può essere conservata nei barattoli sterili come la marmellata (non vi indico precisi tempi di conservazione perchè non li so, io ne ho fatto una ciotola abbondante ed è stata finita in un solo pasto spalmata su pandoro e panettone al posto del mascarpone), si usa spalmata su quello che si vuole la mattina a colazione, o in pasticceria per tartellete, crostate, cheesecake.
Ingredienti:
8 mandarini
2 uova intere grandi
45 g. di burro
50 g. di zucchero
scorza di arancia
1 cucchiaio di legno di farina (io farina antigrumi per pasticceria, un'alternativa sono la fecola o la maizena, va benissimo anche la farina normale setacciata con un colino)
Spremere i mandarini e sciogliere nel succo il cucchiaio di farina o amido. L'uso dell'amido è facoltativo, la crema si può addensare anche allungando i tempi di cottura, ma visto che già così i tempi sono lunghi e il succo dei mandarini è molto rispetto alle uova e allo zucchero, il cucchiaio di farina ci sta proprio).
Mettere una padella con tre dita d'acqua sul fuoco, all'interno posizionare il pentolino con il burro.
Mentre il burro si fonde sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere le uova al burro, mescolare, unire la scorza e il succo, continuare a mescolare.
Tenere il fuoco basso, l'acqua nella padella deve fumare, fremere ma non raggiungere il bollore. Continuare a mescolare fino da addensamento della crema, ci vorrà mooolta pazienza.
Versare in vasetto sterile o altro contenitore e far raffreddare completamente, si conserva in frigor.
In genere i primi esperimenti falliscono e sapete che io sono molto umile nell'ammetterlo, invece ho trovato il curd di facilissima esecuzione e la riuscita mi ha soddisfatto. La crema è vellutata e densa, nessun grumetto, sapore molto agrumato e per nulla dolciastro o stucchevole. Avevo letto ricette che prevedevano molto più burro e molto più zucchero, altre più uova o l'aggiunta di soli tuorli. Vi posso dire che con queste dosi viene una crema niente male, non ho grandi termini di paragone non l'avendolo mai fatto o mangiato prima.
Ditemi però, è previsto che il curd abbia un sapore molto vicino a quello della crema pasticcera agli agrumi? Qualcuno mi sa dire qualcosa a riguardo? Ditemi, ditemi...
In realtà ho seguito la ricetta del lemon curd, usando però il succo di mandarino al posto del limone, riducendo molto la dose di zucchero perchè i mandarini sono più dolci, e usando la scorza di arancia perchè non sapevo se quella di mandarino fosse l'ideale. Il lemon curd è una crema di origine inglese a base di limoni (succo e scorza), uova, burro e zucchero; subisce una lenta cottura a bagnomaria e può essere conservata nei barattoli sterili come la marmellata (non vi indico precisi tempi di conservazione perchè non li so, io ne ho fatto una ciotola abbondante ed è stata finita in un solo pasto spalmata su pandoro e panettone al posto del mascarpone), si usa spalmata su quello che si vuole la mattina a colazione, o in pasticceria per tartellete, crostate, cheesecake.
Ingredienti:
8 mandarini
2 uova intere grandi
45 g. di burro
50 g. di zucchero
scorza di arancia
1 cucchiaio di legno di farina (io farina antigrumi per pasticceria, un'alternativa sono la fecola o la maizena, va benissimo anche la farina normale setacciata con un colino)
Spremere i mandarini e sciogliere nel succo il cucchiaio di farina o amido. L'uso dell'amido è facoltativo, la crema si può addensare anche allungando i tempi di cottura, ma visto che già così i tempi sono lunghi e il succo dei mandarini è molto rispetto alle uova e allo zucchero, il cucchiaio di farina ci sta proprio).
Mettere una padella con tre dita d'acqua sul fuoco, all'interno posizionare il pentolino con il burro.
Mentre il burro si fonde sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere le uova al burro, mescolare, unire la scorza e il succo, continuare a mescolare.
Tenere il fuoco basso, l'acqua nella padella deve fumare, fremere ma non raggiungere il bollore. Continuare a mescolare fino da addensamento della crema, ci vorrà mooolta pazienza.
Versare in vasetto sterile o altro contenitore e far raffreddare completamente, si conserva in frigor.
martedì 27 novembre 2012
Quique lorraine con i broccoli
Ho seguito la ricetta classica della quiche lorraine e ho fatto la mia aggiunta, suggerita dalla stagione, i broccoli al posto della cipolla (prevista dalla ricetta che stavo seguendo, ma tradizionalmente non presente nella quique lorraine, correggetemi se sbaglio).
Le torte salate per me non hanno una stagione, il loro bello è che ci puoi mettere il ripieno più adatto al momento e pensare se sta bene con una sfoglia, una brisè o una frolla salata. Più semplice, divertente e cerativo di così non si può!
E poi, ditemi un possibile ripieno che non stia bene dentro a quelle paste...
Io ho messo tre uova perchè avevo quelle big, se avete le medie ne vanno quattro...detto questo detto tutto!
Ingredienti:
1 confezione di pasta brisè
200 ml di panna
3 uova xl
1 broccolo piccolo
100 g. di pancetta
100 g. di emmental
sale, pepe qb
Disporre la pasta brisè in una teglia di qualche centimetro più stretta, in modo da poter ricavare dei bordi. Punzecchire il fondo con una forchetta.
Cuocere il broccolo la vapore per 5 minuti e poi tagliare in piccole cimette.
Disporre la pancetta e il formaggio a dadini sulla superficie. Aggiungere le cimette di broccolo qua e là.
Sbattere le uova con la panna, condire con sale e pepe e versare il tutto sulla pasta.
Ripiegate i bordi verso l’interno e cuocere in forno già caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.
Le torte salate per me non hanno una stagione, il loro bello è che ci puoi mettere il ripieno più adatto al momento e pensare se sta bene con una sfoglia, una brisè o una frolla salata. Più semplice, divertente e cerativo di così non si può!
E poi, ditemi un possibile ripieno che non stia bene dentro a quelle paste...
Io ho messo tre uova perchè avevo quelle big, se avete le medie ne vanno quattro...detto questo detto tutto!
Ingredienti:
1 confezione di pasta brisè
200 ml di panna
3 uova xl
1 broccolo piccolo
100 g. di pancetta
100 g. di emmental
sale, pepe qb
Disporre la pasta brisè in una teglia di qualche centimetro più stretta, in modo da poter ricavare dei bordi. Punzecchire il fondo con una forchetta.
Cuocere il broccolo la vapore per 5 minuti e poi tagliare in piccole cimette.
Disporre la pancetta e il formaggio a dadini sulla superficie. Aggiungere le cimette di broccolo qua e là.
Sbattere le uova con la panna, condire con sale e pepe e versare il tutto sulla pasta.
Ripiegate i bordi verso l’interno e cuocere in forno già caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.
martedì 13 novembre 2012
Uova strapazzate con tonno, mais e basmati
Mi scuso se ultimamente posto con meno frequenza, passo meno da voi e mi dilungo meno con i commenti: ho solo iniziato un nuovo lavoro e così nelle prime settimane bisogna un pò fare il rodaggio delle nuove routin. Può darsi anche che io non riesca a ritagliarmi tutto il tempo di prima. Dovevo scriverlo, per non rischiare di sembrare quella antipaticona che non passa più da voi perchè si da arie o cose del genere! Di arrivismi qui da me nemmeno l'ombra.
Infatti, ecco una ricettina che più semplice non si può, ma che mi è piaciuta devvero molto. E chi giustamente mi sono mangiata davanti al pc per economizzare tempo (tanto ero in casa da sola).
Prima di tutto il basmati è in assoluto il mio riso preferito, adoro le uova strapazzate e il mais, quindi piatto perfetto. Spesso faccio le uova strapazzate e per cambiare un pò ho sperimentato questa combinazione di tonno e mais. Secondo me funziona!
Ultimamente sono un pò concisa, sicuramente ho il dono della sintesi, ma in fin dei conti delle uova strapazzate non hanno bisogno di molte presentazioni.
Ingredienti:
150 g. di riso basmati
3 uova
1 scatoletta piccola di mais
1 scatoletta piccola di tonno, ben sgocciolato o al naturale
2 scalogni
2 cucchiai di latte
olio evo, sale e pepe qb
per due
Per il riso. Tritare il primo scalogno, farlo rosolare in un pentolino con un filo d'olio, qui far tostare il riso e aggiungere 200 ml di acuqa bollente leggermente salata, coprire e far cuocere a fuoco basso per dieci minuti da quando bolle. Spegnere e scoprire.
Per le uova. Tritare il secondo scalogno e passarlo in padella con l'olio, un paio di cucchiai, aggiungere poi il mais, il tonno spezzettandolo con il cucchiaio di legno.
Sbattere leggermente le uova con latte, sale e pepe, versare nella padella con i condimenti. Fer rapprendere come per una frittata e dopo meno di due minuti strapazzare.
Infatti, ecco una ricettina che più semplice non si può, ma che mi è piaciuta devvero molto. E chi giustamente mi sono mangiata davanti al pc per economizzare tempo (tanto ero in casa da sola).
Prima di tutto il basmati è in assoluto il mio riso preferito, adoro le uova strapazzate e il mais, quindi piatto perfetto. Spesso faccio le uova strapazzate e per cambiare un pò ho sperimentato questa combinazione di tonno e mais. Secondo me funziona!
Ultimamente sono un pò concisa, sicuramente ho il dono della sintesi, ma in fin dei conti delle uova strapazzate non hanno bisogno di molte presentazioni.
Ingredienti:
150 g. di riso basmati
3 uova
1 scatoletta piccola di mais
1 scatoletta piccola di tonno, ben sgocciolato o al naturale
2 scalogni
2 cucchiai di latte
olio evo, sale e pepe qb
per due
Per il riso. Tritare il primo scalogno, farlo rosolare in un pentolino con un filo d'olio, qui far tostare il riso e aggiungere 200 ml di acuqa bollente leggermente salata, coprire e far cuocere a fuoco basso per dieci minuti da quando bolle. Spegnere e scoprire.
Per le uova. Tritare il secondo scalogno e passarlo in padella con l'olio, un paio di cucchiai, aggiungere poi il mais, il tonno spezzettandolo con il cucchiaio di legno.
Sbattere leggermente le uova con latte, sale e pepe, versare nella padella con i condimenti. Fer rapprendere come per una frittata e dopo meno di due minuti strapazzare.
martedì 9 ottobre 2012
Omelette colorate con zucchine e mortadella
Tantissimo che non facevo un omelette, mi ero dimenticata quanto mi piacciono e come mi diverto a variare il ripieno e le aggiunte nella frittatina! Adoro postarvi queste ricettine semplici e molto casalinghe, perchè penso che qualcuno a casa abbia voglia di rifarle o si faccia ispirare per un pasto veloce. Spesso si hanno in casa uova, formaggi misti, qualche salume, almeno una zucchina...
Raramente mi cimento in ricette difficili, devono proprio ispirarmi molto, adoro la semplicità.
E mi piace fare la frittata, il momento in cui la giro e la sicurezza con cui ormai la giro nel millisecondo preciso per avere la leggera doratura che voglio, una soddisfazione.
Ovviamente non vi racconto della volta che ho cercato di capovolgere una frittata con spaghetti fatta per 8 persone con 14 uova, al lavoro quando avevo tante altre cose da fare e poco tempo, ho sovrastimato la mia manualità e poi ho dovuto far sparire il misfatto alla veloctà della luce! Purtroppo c'era un testimone, che non ha mai smesso di citare la cosa nei mesi successivi, ma suscitando in me un sorriso...io mi non mi prendo troppo sul serio, qualunque cosa combino in genere risolvo con una risata, vedo solo il lato comico dei piccoli incidenti!
Così ho imparato che per 14 uova è proprio il caso di accendere il forno, magari a casa, solo io e la frittata, l'avrei capovolta!
Il post di oggi avrebbero dovuto, o potuto, essere delle cupcake per Halloween ma il risultato non mi piacerva per niente. Ho fatto le mie tortine alla zucca, quelle perfette, poi ho ricoperto di cioccolato, e fin qui tutto bene, poi ho cercato di usare il frosting di due colori per disegnare la ragnatela e il ragnetto...inguardabili! La torta alla zucca ve la rifarò a breve, è una delle ricette che preferisco.
Ma come possibile che ho fatto il liceo aritstico, avevo una delle mani più belle della classe (alcuni compagni erano eccezionali, poi venivo io) e con il cake design spesso è una lotta! Ho un disegno nella mente ma poi quando mi cimento con glasse e idee per realizzarlo è una faticaccia.
Basta! Abbandono l'impresa, non decoro più nulla, al massimo il classico ricciolino di copertura!
Ingredienti:
4 uova medie
2 piccole zucchine (o una di dimensioni medie)
1 piccolo spicchio d'aglio
2 fette di mortadella ai pistacchi
2 fette sottili di edamer
2 sottilette cremose Inalpi
olio evo, sale e pepe qb
Grattuggiare le zucchine, passarle in padella con olioe vo e aglio intero (un pò schiacciato, da eliminare) con sale e pepe, 5 minuti per ammorbidirle.
In una ciotola sbattere due delle uova con metà delle zucchine , versare in padella 22 cm di diametro ben unta e calda, da rigirare dopo giusto 5 minuti, far cuocere un paio di minuti anche dall'altro lato e poi procedere con la seconda fritattina.
Farcire con mortadella e formagio, ripiegare appoggiare in una teglia con carta forno, passare in forno a 180° per qualche minuto, appena fonde il formaggio sono pronte.
Raramente mi cimento in ricette difficili, devono proprio ispirarmi molto, adoro la semplicità.
E mi piace fare la frittata, il momento in cui la giro e la sicurezza con cui ormai la giro nel millisecondo preciso per avere la leggera doratura che voglio, una soddisfazione.
Ovviamente non vi racconto della volta che ho cercato di capovolgere una frittata con spaghetti fatta per 8 persone con 14 uova, al lavoro quando avevo tante altre cose da fare e poco tempo, ho sovrastimato la mia manualità e poi ho dovuto far sparire il misfatto alla veloctà della luce! Purtroppo c'era un testimone, che non ha mai smesso di citare la cosa nei mesi successivi, ma suscitando in me un sorriso...io mi non mi prendo troppo sul serio, qualunque cosa combino in genere risolvo con una risata, vedo solo il lato comico dei piccoli incidenti!
Così ho imparato che per 14 uova è proprio il caso di accendere il forno, magari a casa, solo io e la frittata, l'avrei capovolta!
Il post di oggi avrebbero dovuto, o potuto, essere delle cupcake per Halloween ma il risultato non mi piacerva per niente. Ho fatto le mie tortine alla zucca, quelle perfette, poi ho ricoperto di cioccolato, e fin qui tutto bene, poi ho cercato di usare il frosting di due colori per disegnare la ragnatela e il ragnetto...inguardabili! La torta alla zucca ve la rifarò a breve, è una delle ricette che preferisco.
Ma come possibile che ho fatto il liceo aritstico, avevo una delle mani più belle della classe (alcuni compagni erano eccezionali, poi venivo io) e con il cake design spesso è una lotta! Ho un disegno nella mente ma poi quando mi cimento con glasse e idee per realizzarlo è una faticaccia.
Basta! Abbandono l'impresa, non decoro più nulla, al massimo il classico ricciolino di copertura!
Ingredienti:
4 uova medie
2 piccole zucchine (o una di dimensioni medie)
1 piccolo spicchio d'aglio
2 fette di mortadella ai pistacchi
2 fette sottili di edamer
2 sottilette cremose Inalpi
olio evo, sale e pepe qb
Grattuggiare le zucchine, passarle in padella con olioe vo e aglio intero (un pò schiacciato, da eliminare) con sale e pepe, 5 minuti per ammorbidirle.
In una ciotola sbattere due delle uova con metà delle zucchine , versare in padella 22 cm di diametro ben unta e calda, da rigirare dopo giusto 5 minuti, far cuocere un paio di minuti anche dall'altro lato e poi procedere con la seconda fritattina.
Farcire con mortadella e formagio, ripiegare appoggiare in una teglia con carta forno, passare in forno a 180° per qualche minuto, appena fonde il formaggio sono pronte.
Ciao a tutti! Sono molto felice di notare che ormai avete superato i 200 lettori, e ringrazio tutti quelli che passano spesso da me e mi fanno compagnia con i loro commenti.
Noto la cosa non tanto per il numero ma per il fatto di sapere che siete molti e che non posso postare cose mal riuscite, ho una responsabilità! Non ho più due lettori, di cui uno mio fratello e l'altra mia mamma, per farvi capire cosa intendo!
lunedì 24 settembre 2012
Sformato di ricotta, zucchine e fiori
Ammetto che questa ricetta si presenta molto primaverile, estiva, allegra e poco ha a che fare con la stagione autunnale...ma se vedi al supermercato delle zucchinette con fiori dall'aspetto vivissimo, freschissimo e un prezzo accettabile, cosa fai? le lasci lì?
In questa mattina grigina in cui mi sono sveglitata un pò mogia e inattiva (per fortuna che la ricetta di oggi è una botta di colore e di allegria) dovete spiegarmi, aiutarmi a capire come interpretare un certo accaduto.
Come può un'amica con cui abitualmente scambio mail su tutto, con cui in passato ho condiviso davvero di tutto con la convinzione di avere davanti un'amica speciale, all'improvviso non scrive più e non risponde nemmeno alle mail che gli mando per capire se è successo qualcosa di cui non sono al corrente. Non ci vediamo molto perchè abitiamo distanti e a causa degli orari di lavoro reciproci.
Mi ero già insospettita quando mi ha chiesto di inviarle per posta un libro che mi aveva prestato, dicendomi di leggerlo con tutta calma, ma poi aveva questa fretta improvvisa di riaverlo... e a me non sembrava una ragione molto sincera. E poi se me l'ha prestato senza che io glielo chiedessi, poi mi manda in posta a spedirglielo con pacco perchè le serve? mi sembrava ci fosse sotto qualcosa. Allora, per far capire che il suo atteggiamento risultava strano, le ho chiesto di inviarmi il MIO libro che le avevo prestato (per me poteva tenerselo fino a quando ci saremmo viste, non mi sarebbe interessato nomalmente). Niente, me lo fa avere e poi basta, non scrive più e soprattutto non mi risponde più, non risponde ad un'amica che le chiede semplicemente se c'è qualcosa, io non sarei nemmeno degna di una spiegazione.
Prima di tutto ciò ci siamo ripromesse di vederci un paio di volte che sono poi saltate, prima da parte loro, a causa del lavoro del suo lui, poi io avevo due giorni liberi dopo una settimana di lavoro massacrante, tante cose da fare, e il mio ragazzo non era tanto in forma e non voleva muoversi molto, le ho spiegato ovviamente perchè non ci spostavamo.
Quello che quando ci penso mi fa arrabbiare è l'arroganza per cui io non meriterei nemmeno una spiegazione, senza contare che non mi sembra di avere nessuna colpa, quindi lei è offensiva nei miei confronti e io provo rabbia, perchè delle persone mi fido poco e in genere mi apro solo con chi so non mi ferirà mai e non mi aspettavo proprio un atteggiamento del genere. Se invece fosse successo qualcosa di grave a lei me l'avrebbe detto spero...
Scusate se vi rubo minuti con una sciocchezza del genere, ma sotto sotto spero che Lei legga il mio blog e mi degni di una spiegazione, mi va bene una mail come abbiamo sempre fatto...forse questa ricetta colorata le sarebbe piaciuta!
Ingredienti:
250 g. di ricotta
2 uova medie
2 porri
300 g. di zucchinette con fiori
80 g. di prosciutto cotto in fette mediamente sottili
sale e pepe qb più un pizzico di noce moscata
2 cucchiai di grana più poco grana per la superficie
burro e pangrattato per la teglia
Affettare i porro molto sottili e passare in padella con un filo d'olio, appena si sono ammorbiditi aggiungere zucchine a rondelle, cuocere con coperchio per 5 minuti, poi aggiungere i fiori (solo metà dei fiori che avete a disposizione) e il prosciutto tagliati a striscioline. Dopo un paio di minuti spegnere.
Sbattere la ricotta con uova, grana, sale, pepe e noce moscata. Uinre tutto il resto e versare in una pirofila imburrata e coperta di pangrattato, livellare bene e coprire la superficie con i restanti fiori in modo da creare la decorazione che vedete in foto, spolverare con del grana. Infornare a 190° per 40 minuti (a me piace abbastanza asciutto all'interno, ma potete fermarvi anche a 30 minuti).
Normalmente inizio il lunedì con un dolce ma mi sono ripromessa che per un pò farò solo cose ipocaloriche, intendo rispetto ai miai soliti standard, ogni tanto bisogna mettersi un pò in riga!
In questa mattina grigina in cui mi sono sveglitata un pò mogia e inattiva (per fortuna che la ricetta di oggi è una botta di colore e di allegria) dovete spiegarmi, aiutarmi a capire come interpretare un certo accaduto.
Come può un'amica con cui abitualmente scambio mail su tutto, con cui in passato ho condiviso davvero di tutto con la convinzione di avere davanti un'amica speciale, all'improvviso non scrive più e non risponde nemmeno alle mail che gli mando per capire se è successo qualcosa di cui non sono al corrente. Non ci vediamo molto perchè abitiamo distanti e a causa degli orari di lavoro reciproci.
Mi ero già insospettita quando mi ha chiesto di inviarle per posta un libro che mi aveva prestato, dicendomi di leggerlo con tutta calma, ma poi aveva questa fretta improvvisa di riaverlo... e a me non sembrava una ragione molto sincera. E poi se me l'ha prestato senza che io glielo chiedessi, poi mi manda in posta a spedirglielo con pacco perchè le serve? mi sembrava ci fosse sotto qualcosa. Allora, per far capire che il suo atteggiamento risultava strano, le ho chiesto di inviarmi il MIO libro che le avevo prestato (per me poteva tenerselo fino a quando ci saremmo viste, non mi sarebbe interessato nomalmente). Niente, me lo fa avere e poi basta, non scrive più e soprattutto non mi risponde più, non risponde ad un'amica che le chiede semplicemente se c'è qualcosa, io non sarei nemmeno degna di una spiegazione.
Prima di tutto ciò ci siamo ripromesse di vederci un paio di volte che sono poi saltate, prima da parte loro, a causa del lavoro del suo lui, poi io avevo due giorni liberi dopo una settimana di lavoro massacrante, tante cose da fare, e il mio ragazzo non era tanto in forma e non voleva muoversi molto, le ho spiegato ovviamente perchè non ci spostavamo.
Quello che quando ci penso mi fa arrabbiare è l'arroganza per cui io non meriterei nemmeno una spiegazione, senza contare che non mi sembra di avere nessuna colpa, quindi lei è offensiva nei miei confronti e io provo rabbia, perchè delle persone mi fido poco e in genere mi apro solo con chi so non mi ferirà mai e non mi aspettavo proprio un atteggiamento del genere. Se invece fosse successo qualcosa di grave a lei me l'avrebbe detto spero...
Scusate se vi rubo minuti con una sciocchezza del genere, ma sotto sotto spero che Lei legga il mio blog e mi degni di una spiegazione, mi va bene una mail come abbiamo sempre fatto...forse questa ricetta colorata le sarebbe piaciuta!
Ingredienti:
250 g. di ricotta
2 uova medie
2 porri
300 g. di zucchinette con fiori
80 g. di prosciutto cotto in fette mediamente sottili
sale e pepe qb più un pizzico di noce moscata
2 cucchiai di grana più poco grana per la superficie
burro e pangrattato per la teglia
Affettare i porro molto sottili e passare in padella con un filo d'olio, appena si sono ammorbiditi aggiungere zucchine a rondelle, cuocere con coperchio per 5 minuti, poi aggiungere i fiori (solo metà dei fiori che avete a disposizione) e il prosciutto tagliati a striscioline. Dopo un paio di minuti spegnere.
Sbattere la ricotta con uova, grana, sale, pepe e noce moscata. Uinre tutto il resto e versare in una pirofila imburrata e coperta di pangrattato, livellare bene e coprire la superficie con i restanti fiori in modo da creare la decorazione che vedete in foto, spolverare con del grana. Infornare a 190° per 40 minuti (a me piace abbastanza asciutto all'interno, ma potete fermarvi anche a 30 minuti).
Normalmente inizio il lunedì con un dolce ma mi sono ripromessa che per un pò farò solo cose ipocaloriche, intendo rispetto ai miai soliti standard, ogni tanto bisogna mettersi un pò in riga!
sabato 21 luglio 2012
Torta della nonna
Vi avevo detto che per il mio compleanno, che è stato parecchi giorni fa, ho scelto una torta semplicissima e molto tradizionale...eccola! La torta della nonna, l'ho provata per la prima volta.
Inutile dire che è buonissima, sicuramente la rifarò più volte, è una di quelle ricette che non stancano mai e ogni tanto si rifanno, sono le cose semplici che creano dipendenza, no?! Delle cose elaborate spesso ci si stanca...
Poi io ho la fissa per i dolci chiari, non che non mi piaccia il cioccolato, ma i dolci con i colori chiari mi affascinano. Nella prima fase in cui mangi con solo gli occhi ne sono subito conquistata. I miei gelati preferiti sono panna, crema, fiordilatte, yogurt (anche nocciola e pistacchio), ma non so dire quanto sia per il sapore o per il piacere che ho nell'ammirare quelle cremosità dai colori pastello.
Adoro i dolci lievitati con gli impasti chiari, mi sembrano nuvole! Se vedo un dolce dall'aspetto gonfio e chiaro di sicuro lascio un commento alla foodblogger per complimentarmi e sto lì, mi guardo le foto per un pò!
Anche il colore della crema pasticcera, l'aspetto di questa torta cosparsa di zucchero al velo...bellissima prima che buonissima!
Comunque, andando la sodo, vi parlo un pò della ricetta. Come sempre ho girato per vari siti web e ho visto diverse varianti. Si certo, variavano per qualche particolare, o per le dosi leggermente diverse, niente di fondamentale. Alla fine ho elaborato ciò che segue.
Prima di tutto ho arricchito la crema pasticcera con della panna al posto di parte del latte, la crema diventa più cremosa e vellutata (quando ho ripulito di nascosto il pentolino come una bambina sono stata molto compiaciuta nella scelta dell'ingrediente).
Nella frolla ho messo lo zucchero al velo al posto di quello semolato, più tuorli e un solo albume, e la frolla e risultata molto friabile...perfettamente frollosa in altri termini.
Un avviso, io per scelta sono stata scarsa con lo zucchero, spesso non amo le crostate dolcissime e cosìtolgo un pò di zucchero, trovo che il risultato sia perfetto...ma se siete amanti del dolce, e nelle torte dovete sentire il sapore zuccheroso, aumentate un pò le dosi (200 g. di zucchero nella frolla e 8 cucchiai rasi nella crema).
Infine, le foto le ho dovute scattare di sera e con la luce mi sono dovuta un pò arrangiare, sorry...
Ingredienti:
Per la frolla...
400 g. di farina 00g - 200 g. di burro
1 uovo e 2 tuorli - 150 g. di zucchero al velo vanigliato
pizzico di sale
Per la crema...
300 ml di latte intero - 150 ml di panna liquida
4 tuorli - 40 g. di farina 00
6 cucchiai di zucchero - 1 bustina di vanillina
50 g. di pinoli per la superficie
Mettiamoci all'opera:
Per la frolla: iniziare dall'impastare farina, burro freddo a pezzetti, pizzico di sale e zucchero la velo fino ad ottenere un composto granuloso (questo passaggio renderà la frolla più friabile, quindi se la volete più elastica saltate).
Aggiungere le uova e terminare di impastare, quanto basta per ottenere una palla di impasto omogeneo. A me è risultato molto morbido, ma non c'è da preoccuparsi: mettere a riposare in frigorifero per almeno un ora o due, fino a quando risulta compatto e malleabile (la sera prima per il giorno successivo è sempre la cosa migliore).
A questo punto con 2/3 dell'impasto stendere un disco delle dimensioni della tortiera (26 cm), per la precisione un 3 cm in più di diametro per rivestire il bordo.
Per la crema. In una terrina, con l'aiuto delle fruste elettriche, montare uova e zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio. Aggiungere la farina, mescolare e azionare le fruste per amalgamarla velocemente evitando grumi. Aggiungere latte e panna, vanillina e mescolare di nuovo.
Passare in un pentolino e cuocere sul fuoco medio basso, continuando a mescolare, fino a quando raggiunge bollore e si rassoda a sufficienza.
Versare la crema nella tortiera rivestita di pasta.
Con l'ultimo terzo di impasto (che nel frattempo avrete rimesso in frigor, poi con questo caldo!), fate la copertura. Io ho fatto le strisce come la crostata, era una scelta ma le dosi di impasto non sono sufficienti per la copertura completa.
Cospargere con i pinoli e riporre in forno: 170° per 40 minuti circa.
Inutile dire che è buonissima, sicuramente la rifarò più volte, è una di quelle ricette che non stancano mai e ogni tanto si rifanno, sono le cose semplici che creano dipendenza, no?! Delle cose elaborate spesso ci si stanca...
Poi io ho la fissa per i dolci chiari, non che non mi piaccia il cioccolato, ma i dolci con i colori chiari mi affascinano. Nella prima fase in cui mangi con solo gli occhi ne sono subito conquistata. I miei gelati preferiti sono panna, crema, fiordilatte, yogurt (anche nocciola e pistacchio), ma non so dire quanto sia per il sapore o per il piacere che ho nell'ammirare quelle cremosità dai colori pastello.
Adoro i dolci lievitati con gli impasti chiari, mi sembrano nuvole! Se vedo un dolce dall'aspetto gonfio e chiaro di sicuro lascio un commento alla foodblogger per complimentarmi e sto lì, mi guardo le foto per un pò!
Anche il colore della crema pasticcera, l'aspetto di questa torta cosparsa di zucchero al velo...bellissima prima che buonissima!
Comunque, andando la sodo, vi parlo un pò della ricetta. Come sempre ho girato per vari siti web e ho visto diverse varianti. Si certo, variavano per qualche particolare, o per le dosi leggermente diverse, niente di fondamentale. Alla fine ho elaborato ciò che segue.
Prima di tutto ho arricchito la crema pasticcera con della panna al posto di parte del latte, la crema diventa più cremosa e vellutata (quando ho ripulito di nascosto il pentolino come una bambina sono stata molto compiaciuta nella scelta dell'ingrediente).
Nella frolla ho messo lo zucchero al velo al posto di quello semolato, più tuorli e un solo albume, e la frolla e risultata molto friabile...perfettamente frollosa in altri termini.
Un avviso, io per scelta sono stata scarsa con lo zucchero, spesso non amo le crostate dolcissime e cosìtolgo un pò di zucchero, trovo che il risultato sia perfetto...ma se siete amanti del dolce, e nelle torte dovete sentire il sapore zuccheroso, aumentate un pò le dosi (200 g. di zucchero nella frolla e 8 cucchiai rasi nella crema).
Infine, le foto le ho dovute scattare di sera e con la luce mi sono dovuta un pò arrangiare, sorry...
Ingredienti:
Per la frolla...
400 g. di farina 00g - 200 g. di burro
1 uovo e 2 tuorli - 150 g. di zucchero al velo vanigliato
pizzico di sale
Per la crema...
300 ml di latte intero - 150 ml di panna liquida
4 tuorli - 40 g. di farina 00
6 cucchiai di zucchero - 1 bustina di vanillina
50 g. di pinoli per la superficie
Mettiamoci all'opera:
Per la frolla: iniziare dall'impastare farina, burro freddo a pezzetti, pizzico di sale e zucchero la velo fino ad ottenere un composto granuloso (questo passaggio renderà la frolla più friabile, quindi se la volete più elastica saltate).
Aggiungere le uova e terminare di impastare, quanto basta per ottenere una palla di impasto omogeneo. A me è risultato molto morbido, ma non c'è da preoccuparsi: mettere a riposare in frigorifero per almeno un ora o due, fino a quando risulta compatto e malleabile (la sera prima per il giorno successivo è sempre la cosa migliore).
A questo punto con 2/3 dell'impasto stendere un disco delle dimensioni della tortiera (26 cm), per la precisione un 3 cm in più di diametro per rivestire il bordo.
Per la crema. In una terrina, con l'aiuto delle fruste elettriche, montare uova e zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio. Aggiungere la farina, mescolare e azionare le fruste per amalgamarla velocemente evitando grumi. Aggiungere latte e panna, vanillina e mescolare di nuovo.
Passare in un pentolino e cuocere sul fuoco medio basso, continuando a mescolare, fino a quando raggiunge bollore e si rassoda a sufficienza.
Versare la crema nella tortiera rivestita di pasta.
Con l'ultimo terzo di impasto (che nel frattempo avrete rimesso in frigor, poi con questo caldo!), fate la copertura. Io ho fatto le strisce come la crostata, era una scelta ma le dosi di impasto non sono sufficienti per la copertura completa.
Cospargere con i pinoli e riporre in forno: 170° per 40 minuti circa.
lunedì 2 luglio 2012
Zucchine con caprino finger food e un saluto prima della partenza!
Inizio con la ricettina che pensavo di lasciarvi oggi. Una semplice idea per presentare un piatto light di zucchine ripiene di formaggio fresco, rendendolo un pochino più interessante!
Ingredienti:
2 zucchine di medie dimensioni
1 caprino di latte di bufala Mauri
1 uovo - sale, pepe e origano qb
burro e pangrattato per la pirofila
Mettiamoci all'opera:
Tagliare le zucchine lavate in quattro o cinque parti creando dei cilindretti di dimensioni regolari, ovvero che siano tutti alti sui 3 cm, millimetro più millimetro meno.
Buttarli in acqua bollente e leggermente salata e lessarli per 5 minuti.
Intanto sbattere il caprino con l'uovo, aggiungendo sale e pepe, ottenendo una crema omogenea (a questo punto se gradite potete aggiungere altri sapori, come: erba cipollina, un pò di grana...io ho preferito lasciare così e spolverare con poco origano prima di mettere in forno).
Scolare le zucchine e farle raffreddare sotto l'acqua fredda, con apposito strumento (quello per eliminare il torsolo alla mela!) eliminare la parte centrale della zucchina creando un foro da parte a parte.
Imburrare a pasare di pangrattato il fondo della pirofila, posizionare le zucchine e schiacciarle bene per farle aderire a burro e pagrattato. Poi con un cucchiaino riempire gli svuoti con il caprino misto a uovo.
Infornare a 180° per 30 minuti.
Bene, è arrivato il momento della partenza...le mie vacanze sono strane, perchè parto per lavoro: non mi porto il computer e non avrò internet in ogni caso, anche il tempo libero per me non credo sarà poi molto.
La mia lontananza, un pò "forzata", durerà per due settimane.
Ma è solo il primo step! Poi scendo per 5 giorni liberi e ritorno in montagna di nuovo e così via....
In sintesi, per tutti i prossimi due mesi sarò in trasferta in montagna, con qualche pausa più o meno lunga.
Quindi...
se non mi faccio più sentire, se non passo dai vostri blog anche se avete pubblicato un dolce buonissimo o una ricetta strepirtosa, se sembra che io sia disinteressata e che abbia smesso di cucinare ... non è così!
Tornerò appena mi sarà possibile!!!
Per ora auguro a tutti delle fantastiche vacanze!
martedì 26 giugno 2012
Fritada rugnosa cun le sigule
Sarà semplice e molto rustica ma, se non vi fate ingannare dal suo nome poco invitante, si tratta di una frittata gustosissima. Si certo, non è leggera, e non suona nemmeno molto estiva ... ma tutto sta nelle dosi, 40 g. di salsiccia una volta ogni tanto si possono anche mangiare no?!
Come lo strutto nella piadina (che ho usato per rendere la pietanza molto più invitante di una semplice frittata) ... ho diviso i 100 g. di strutto sulle 12 piadine (perchè queste sono le dosi che ho utilizzato) sono meno di 10 g. di grasso, e lo strutto è la prima volta che lo compro, non che ce l'abbia sempre in casa. In sintesi, sono sicura che tutto ciò non mi ucciderà...
Anche questa ricetta arriva dal mio malmesso libricino sulla cucina lodigiana, e da qui la scelta di intitolare il post con il nome che questa piatanza ha sul libro, per amor del realismo.
Dopo una intensa giornata passata sul fiume a nuotare con il cane, solo uno spuntino veloce per pranzo (la mia prima farinata di ceci che posterò a breve), niente di meglio di una cena del genere!
In realtà stasera mi manca la birra e ne avrei davvero davvero voglia, cosa dite...faccio in tempo a spedire fuori il mio lui con un ricatto?!
Oggi ho una crisi mistica sui dolci, non riesco a decidermi su che torta fare per il mio compleanno, so solo che non la voglio al cioccolato perchè quella è per il compleanno di lui...
Ingredienti:
3 uova big - 90 g. di salsiccia
mezza cipolla dorata
formaggio grana abbondante
20 g. di burro - sale pepe qb
un goccio di vino bianco
(per due, una frittata da 15 cm circa)
Io ho servito con...
2 piadine (la ricetta la trovate qui)
rucola - carote grattuggiate
olio e sale qb
Mettiamoci all'opera:
Sbriciolare finemente la salsiccia e affettare a velo la mezza cipolla.
Sbattere le uova con sale, pepe e due manciatine di grana (almeno un 50 g.)
Sciogliere il burro in una piccola padella e aggiungere cipolle a slasiccia, farle rosolare per qualche istante e, appena la cipolla inizia ad ammorbidirsi, sfumare con un goccio (intendo proprio un cucchiaio o due) di vino bianco secco. La salsiccia deve essere ancora morbida.
Versare sulla salsiccia la pastella di uova e grana e mescolare, le uova sul fondo iniziano a cuocere e vanno mescolate con la pastella ancora cruda, questo per il primo minuto scarso di cottura.
Coprire e aspettare cinque minuti, a questo punto girare la frittata con l'aiuto del coperchio e far cuocere un paio di minuti anche dal secondo lato.
Affettare e servire come più vi piace!
Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita
Come lo strutto nella piadina (che ho usato per rendere la pietanza molto più invitante di una semplice frittata) ... ho diviso i 100 g. di strutto sulle 12 piadine (perchè queste sono le dosi che ho utilizzato) sono meno di 10 g. di grasso, e lo strutto è la prima volta che lo compro, non che ce l'abbia sempre in casa. In sintesi, sono sicura che tutto ciò non mi ucciderà...
Anche questa ricetta arriva dal mio malmesso libricino sulla cucina lodigiana, e da qui la scelta di intitolare il post con il nome che questa piatanza ha sul libro, per amor del realismo.
Dopo una intensa giornata passata sul fiume a nuotare con il cane, solo uno spuntino veloce per pranzo (la mia prima farinata di ceci che posterò a breve), niente di meglio di una cena del genere!
In realtà stasera mi manca la birra e ne avrei davvero davvero voglia, cosa dite...faccio in tempo a spedire fuori il mio lui con un ricatto?!
Oggi ho una crisi mistica sui dolci, non riesco a decidermi su che torta fare per il mio compleanno, so solo che non la voglio al cioccolato perchè quella è per il compleanno di lui...
Ingredienti:
3 uova big - 90 g. di salsiccia
mezza cipolla dorata
formaggio grana abbondante
20 g. di burro - sale pepe qb
un goccio di vino bianco
(per due, una frittata da 15 cm circa)
Io ho servito con...
2 piadine (la ricetta la trovate qui)
rucola - carote grattuggiate
olio e sale qb
Mettiamoci all'opera:
Sbriciolare finemente la salsiccia e affettare a velo la mezza cipolla.
Sbattere le uova con sale, pepe e due manciatine di grana (almeno un 50 g.)
Sciogliere il burro in una piccola padella e aggiungere cipolle a slasiccia, farle rosolare per qualche istante e, appena la cipolla inizia ad ammorbidirsi, sfumare con un goccio (intendo proprio un cucchiaio o due) di vino bianco secco. La salsiccia deve essere ancora morbida.
Versare sulla salsiccia la pastella di uova e grana e mescolare, le uova sul fondo iniziano a cuocere e vanno mescolate con la pastella ancora cruda, questo per il primo minuto scarso di cottura.
Coprire e aspettare cinque minuti, a questo punto girare la frittata con l'aiuto del coperchio e far cuocere un paio di minuti anche dal secondo lato.
Affettare e servire come più vi piace!
Con questa ricetta (regione Lombardia) partecipo al contest di Danita del blog Le leccornie di danita
domenica 15 aprile 2012
Carbonara con punte di asparagi e speck
Si, ultimamente mi sto cibando spesso con primi agli asparagi, ma anche questo è proprio buono buono ... La carbonara classica, quella semplice e fatta nel modo tradizionale, non l'ho mai fatta! Sembra strano ma non mi hai mai attirato. Mi ricordo di averla mangiata a casa di qualcuno di non ben identificato, e mi era piaciuta molto .. però io, mai fatta. Mi hanno sempre attirato le varianti con le verdure: zucchine, peperoni ...
I puristi della carbonara avrebbero da che criticare, ma mi sembra sia lecito rivisitare praticamente tutto, anche le cose più classiche.
Accetto consigli in merito alla carbonara!!!
I puristi della carbonara avrebbero da che criticare, ma mi sembra sia lecito rivisitare praticamente tutto, anche le cose più classiche.
Accetto consigli in merito alla carbonara!!!
Ingredienti:
300g. di asparagi surgelati – 1 scalogno piccolo
30 g. di speck – 30 g. di pancetta
250 g. di pasta formato corto (gemelli, penne rigate, ecc)
2 tuorli – 2 cucchiai di panna – 2 di grana e due di pecorino
vino bianco secco, olio d'oliva, sale e pepe
nero qb
Mettiamoci all'opera:
Tagliare le punte agli asparagi (anche se non sono del tutto scongelati va bene), tritare sottilmente lo scalogno, tagliate speck e pancetta a striscioline e dadini.
Rosolare lo scalogno per un minuto con un filo d'olio, aggiungere pancetta e speck, dopo pochi istanti e punte degli asparagi. Saltare in padella fino a che non sono cotti gli asparagi, 10 minuti, se serve aggiungere un goccino di vino bianco.
Buttare la pasta.
Sbattere i tuorli insieme alla panna, aggiungere pepe, formaggio e un pizzico di sale.
Appena scolata la pasta versarla nel piatto di portata con il condimento caldo, aggiungere le uova e mescolare il tutto.
mercoledì 4 aprile 2012
Flognarde aux petit pois (clafoutis salato)
E dopo il clafouti dolce sono arrivata a scoprire, per me una vera scoperta, il clafouti salato. Insieme ho fatto una seconda scoperta scioccante: non si chiama per niente clafouti!
Il clafouti è il decantato dolce tipico della Limousin e prevede le ciliegie come ingrediente caratterizzante e non sosotituibile. Secondo la tradizione preparato con ciliegie selvatiche intere, era il pasto dei contadini nelle giornate di lavoro. Quando la stessa preparazione prevede altra frutta o la verdura, prodotti che variano a seconda delle stagioni, viene detta flongnarde. Nella cucina attuale francese è molto diffuso anche quello salato (in alcuni blog francesi viene comunque detto clafouti!).
Per questa volta l'ho provato con pisellini, cipollotti, prosciutto cotto e qualche taccola, ed era proprio buono. Il piatto si presta benissimo ad essere improvvisato con tutte gli ingredienti e le varianti che si vogliono, permette davvero di sbizzarrirsi, la pastella può essere versata su qualunque verdura!
Infatti questo tipo di preparazione in Francia è nata come piatto povero, per recuperare avanzi (in modo molto elegante, non c'è dubbio) o per usare quei prodotti di stagione che si presentano in abbondanza.
Ingredienti:
3 uova medie - 100 ml di panna - 240 ml di latte - 2 cucchiai di farina
300 g. di pisellini - 100 g. di taccole - 100 g. di prosciutto cotto
4 cipollotti - 1 scalogno - 50 g. di grana - sale, pepe e olio qb
Mettiamoci all'opera:
Lessare le taccole in acqua poco salata per una decina di minuti.
Tagliare lo scalogno e i cipollotti a fettine sottili, farli rosolare con un filo d'olio in una padella capiente.
Aggiungere in padella il prosciutto, poi i pisellini, coprire e far cuocere per una decina di minuti. Aggiungere le taccole, mescolare e spostare dal fuoco.
In una terrina sbattere bene le uova con la panna, il latte, il grana, sale e pepe.
Aggiungere la farina e mescolare velocemente.
Imburrare abbondantemente una teglia, diametro di 24 cm.
Distribuire nelle teglia le verdure e il prosciutto, versare la pastella.
Cuocere a 180° per 40 minuti. Servire tiepido direttamente dalla teglia.
Consiglio:
L'ideale è infornare e servire in pirofiline singole, la prossima volta farò certamente così. Per una presentazione perfetta ci vogliono e cocotte individuali!
NB: con questa ricetta partecipo la contest di Pasticciando con Rosy, un interessantissimo contest dedicato alle tradizioni che provengono da tutti i paesi del mondo, Italia esclusa ovviamente ... per conoscere "le altre" tradizioni.
Il clafouti è il decantato dolce tipico della Limousin e prevede le ciliegie come ingrediente caratterizzante e non sosotituibile. Secondo la tradizione preparato con ciliegie selvatiche intere, era il pasto dei contadini nelle giornate di lavoro. Quando la stessa preparazione prevede altra frutta o la verdura, prodotti che variano a seconda delle stagioni, viene detta flongnarde. Nella cucina attuale francese è molto diffuso anche quello salato (in alcuni blog francesi viene comunque detto clafouti!).
Per questa volta l'ho provato con pisellini, cipollotti, prosciutto cotto e qualche taccola, ed era proprio buono. Il piatto si presta benissimo ad essere improvvisato con tutte gli ingredienti e le varianti che si vogliono, permette davvero di sbizzarrirsi, la pastella può essere versata su qualunque verdura!
Infatti questo tipo di preparazione in Francia è nata come piatto povero, per recuperare avanzi (in modo molto elegante, non c'è dubbio) o per usare quei prodotti di stagione che si presentano in abbondanza.
Ingredienti:
3 uova medie - 100 ml di panna - 240 ml di latte - 2 cucchiai di farina
300 g. di pisellini - 100 g. di taccole - 100 g. di prosciutto cotto
4 cipollotti - 1 scalogno - 50 g. di grana - sale, pepe e olio qb
Mettiamoci all'opera:
Lessare le taccole in acqua poco salata per una decina di minuti.
Tagliare lo scalogno e i cipollotti a fettine sottili, farli rosolare con un filo d'olio in una padella capiente.
Aggiungere in padella il prosciutto, poi i pisellini, coprire e far cuocere per una decina di minuti. Aggiungere le taccole, mescolare e spostare dal fuoco.
In una terrina sbattere bene le uova con la panna, il latte, il grana, sale e pepe.
Aggiungere la farina e mescolare velocemente.
Imburrare abbondantemente una teglia, diametro di 24 cm.
Distribuire nelle teglia le verdure e il prosciutto, versare la pastella.
Cuocere a 180° per 40 minuti. Servire tiepido direttamente dalla teglia.
Consiglio:
L'ideale è infornare e servire in pirofiline singole, la prossima volta farò certamente così. Per una presentazione perfetta ci vogliono e cocotte individuali!
NB: con questa ricetta partecipo la contest di Pasticciando con Rosy, un interessantissimo contest dedicato alle tradizioni che provengono da tutti i paesi del mondo, Italia esclusa ovviamente ... per conoscere "le altre" tradizioni.
lunedì 2 aprile 2012
Quadrati di frittata alla rucola
Il Lunedì seguente il fine settimana libero è davvero il giorno più triste, è dura tornare alla routin: turni di lavoro in orari indesiderati, fare i mestieri di casa, studiare se si riesce, stare da sola fino all'ora di lavoro e poi rivedere il tuo compagno quando è già il momento di andare a dormire...
Ma arriviamo a qualcosa di mangereccio e più allegro. Era da un pò che non mi facevo una semplice frittata, eppure è un secondo che mi piace molto. Io apprezzo le uova, non ho per nulla problemi! omelette, strapazzate, frittata, in insalata ... mi piacciono proprio. Ho visto su una rivista questa idea della rucola e ho ben pensato di provare subito.
Consiglio l'esperimento.
Ingredienti:
4 uova - 100 g. di rucola - 60 g. di tilsit, fontina o simili
1 piccola cipolla dorata - 2 cucchiai di latte
sale, pepe e olio qb
Per due.
Mettiamoci all'opera:
Tagliare la cipolla in quattro e poi a fettine molto sottili, far ammorbidire e imbiondire in una padella con giusto un filo d'olio. Dopo pochi minuti aggiungere la rucola, coprire e cuocere qualche minuto, deve ammorbidirsi appena anche la rucola.
Sbattere le uova con il latte, 3 pizzichi di sale e il pepe. Tagliare il formaggio in piccolissimi cubetti e unire alle uova.
Versare le verdure nelle uova e mescolare.
Aggiungere un filo d'olio nella padella dove prima sono state cotte le verdure, far scaldare bene l'olio e versare il composto.
Coprire e far andare a fuoco basso.
Io in genere faccio così: appena noto che la parte superiore inizia a rapprendersi, sposto la frittata dal fuoco per due minuti lasciando il coperchio (così si rapprende definitivamente sopra, non brucia sotto e rimane umida al centro). La rovescio e rimetto sul fuoco medio per qualche minuto.
Aspettare che sia tiepida e tagliare.
Ma arriviamo a qualcosa di mangereccio e più allegro. Era da un pò che non mi facevo una semplice frittata, eppure è un secondo che mi piace molto. Io apprezzo le uova, non ho per nulla problemi! omelette, strapazzate, frittata, in insalata ... mi piacciono proprio. Ho visto su una rivista questa idea della rucola e ho ben pensato di provare subito.
Consiglio l'esperimento.
Ingredienti:
4 uova - 100 g. di rucola - 60 g. di tilsit, fontina o simili
1 piccola cipolla dorata - 2 cucchiai di latte
sale, pepe e olio qb
Per due.
Mettiamoci all'opera:
Tagliare la cipolla in quattro e poi a fettine molto sottili, far ammorbidire e imbiondire in una padella con giusto un filo d'olio. Dopo pochi minuti aggiungere la rucola, coprire e cuocere qualche minuto, deve ammorbidirsi appena anche la rucola.
Sbattere le uova con il latte, 3 pizzichi di sale e il pepe. Tagliare il formaggio in piccolissimi cubetti e unire alle uova.
Versare le verdure nelle uova e mescolare.
Aggiungere un filo d'olio nella padella dove prima sono state cotte le verdure, far scaldare bene l'olio e versare il composto.
Coprire e far andare a fuoco basso.
Io in genere faccio così: appena noto che la parte superiore inizia a rapprendersi, sposto la frittata dal fuoco per due minuti lasciando il coperchio (così si rapprende definitivamente sopra, non brucia sotto e rimane umida al centro). La rovescio e rimetto sul fuoco medio per qualche minuto.
Aspettare che sia tiepida e tagliare.
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