Dopo due anni senza studio è dura rimettersi sotto, chi mi aveva messo in guardia aveva ovviamente ragione...il primo pomeriggio di studio si è risolto in pause continue, viaggi mentali guardando il muro e quasi appisolamenti da seduta...un pò demoralizzante. Però, non sono scappata in cucina a infornare qualcosa, non mi sono messa a giocare con il cane, no, con coraggio sono rimasta davanti al mio libro per tre lunghe ore abbondanti.
Cosa mi sia rimasto in testa?! In genere ho elevate capacità di assimilazione e memeorizzazione, non sono mai stata veramente "secchiona" però spesso mi sono sentita dire di essere una di quelle che leggono una cosa una volta e poi è lì, nella loro testa, disponibile per rielaborazioni e associazioni...in effetti ho conosciuto pochissime eccezioni (cervelloni fuori dal comune) che potevano permettersi di stare sui libri meno di me, con risultati parecchio più brillanti... Scusate la modestia ma questi sono i pensieri positivi che aumentano la sensazione di controllo e poi fanno produrre di più.
Un pò come dire, per usare un linguaggio comune: se mi approccio ad un piatto difficile da cucinare potrei scoprirmi un pò in ansia (una normale ansia da prestazione, quella sensazione che ti prepara ad una presetazione eccellente, ti mette sull'attenti) però se in questo momento focalizzo proprio la torta venuta male, quella volta che ho propinato ai miei ospiti una portata che non era nelle aspettative, se penso ai miei fallimenti, quella piccola ansia diventa vera preoccupazione e poi sicuramente si tradurra in gesti poco sicuri e infine in un disastro.
Nel momento in cui si approcia un compito e sicuramente meglio ponsare a tutte le volte che siamo stati bravissimi, sfiorare con la mente i nostri successi e così godere di un naturale senso di padronanza.
Ecco, ora le mie ricette sono molto veloci (cercherò di rifarmi nel finesettimana ma non è una promessa) e io sto pensando a come sono una bravissima studentessa che ha sempre superato tutto.
La ricetta che segue è svelta ma buona, sono quelle ricette furbe che con poche mosse e pochi ingredienti danno più allegria, sostanza e originalità al comune petto di pollo. Una carne che mi piace e che adoro alla piastra con poco condimento, ma che ogni tanto viene anche la voglia di ricettare vista la piattezza di una carne bianca, magra, generalmente un pò asciutta.
Uvette e marsala si accompagnano molto bene!
Ingredienti:
300 g. di petto di pollo
2 manciatine di uva passa
mezzo bicchiere di marsala
2 dita di latte
1 rametto di rosmarino
25 g. di burro
farina, sale, pepe e olio evo qb
Mecolare vino e latte, aggiungere le uvette.
Affettare il petto di pollo in piccole fettine sottili (potete coprire le fette con carta forno e pesarle un pò con le mani per appiattirle bene). Infarinare bene su entrambi i lati.
In una padella capiente far fondere il burro insieme ad un filo d'olio d'oliva e il rosmarino spezzettato, appena il burro è caldo aggiungere le fettine di pollo e far rosolare bene da entrambi i lati, pepare e salare.
Quando la carne è ben dorata versare in padella il vino con tutto il resto, far asciugare a fuoco basso rigirando la carne ogni tanto.
Non che si leghi molto a questa ricetta, ma colgo l'occasione per farvi notare un contest molto carino perchè associa libri e cibo, è il contest di Elisa del blog
Grembiule e presine, il contest si chiama
book & cook, di seguito il banner se lo volete prelevare...
Adoro quei romanzi che ti lasciano scolpita nella mente l'immagine di un certo cibo, indissolubilmente legato ad una certa atmosfera, che ti fanno venire la voglia di provare a ricrearlo, cucinarlo e dare vita a quella atmosfera che ti ha catturato...vi confesso che, pur essendo una gran lettrice, non ho ancora pensato alla ricetta/libro con cui partecipare!
Ringrazio Elisa anche per avermi donato un premio davvero grazioso...
Regole...
1) rispondere alla domanda : che cos'è la semplicità?
per me è un 'valore' da costruire, curare, ricercare con le nostre scelte di vita, comportamenti ed emozioni, è la scelta della sincerità, dell'essenzialità, la capacità di capire cosa nella vità non è essenziale ma un finto bisogno indotto, è essere autentici e liberi
2) dedicare un'immagine a chi ti ha donato il premio
Gli regalo una delle mie opere d'arte preferite, l'albero della vita.
3) rigirare a 12 blogger
Adotto un sistema visto altrove e regalo il premio alle prime 12 blogger che mi commentano Elisa esclusa! scusate la furbata, ma il tempo è tiranno!